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10/01/22 - A. Di Gennaro: Bari, il tuo centrocampo è super

Le ultime news, prese da fonti ufficiali quali siti (non blog) giornali o tv riguardanti il Bari e tutto sul calciomercato: acquisti, cessioni, o semplici interessamenti. Il formato di un nuovo argomento deve essere del tipo GG/MM/AA - TITOLO.

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10/01/22 - A. Di Gennaro: Bari, il tuo centrocampo è super

Messaggioda -IlCOBRATovalieri- » lun gen 10, 2022 9:39


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«Bari, il tuo centrocampo è super. Tutte le carte in regola per il salto»

Antonio Di Gennaro resta il gentleman del calcio italiano. L’ex regista ha scelto la città di San Nicola per ragioni di cuore e vanta uno scudetto con il Verona

di Mimmo Cicolella

Antonio Di Gennaro resta il gentleman del calcio italiano. Il suo aplomb e la sua competenza si confermano anche ora che è uno dei “principi” dei commentatori.

A 47 anni dal suo esordio con la maglia della Viola, il regista che portò il Verona a vincere il campionato di massima serie, vive nella nostra terra (a Bari) ed è un uomo di punta di “Mamma Rai”. Ma al di là della scelta familiare, Di Gennaro è legato alla nostra regione perché ha vestito le maglie di Bari e Barletta.

«Ormai questa è casa mia - sottolinea Di Gennaro. Dal mio secondo matrimonio ho avuto tre figli, ma ho anche un nipote a Verona. Figlio della mia prima figlia e del mio primo matrimonio. Purtroppo lo vedo poco poco - continua l’ex regista del Bari - ma per un nonno il nipote è speciale».

Ormai qui è conosciuto solo come Antonio.

Questa volta il suo Bari si è finalmente trasformato nell'ammazza campionato?

«Quest’anno la struttura sportiva ha lavorato veramente bene. Sia per quel che riguarda l’allenatore, che per quel che concerne la rosa. Questo Bari è costruito con una doppia scelta per ogni ruolo. Due uomini forti ed intercambiabili. Questo significa che Mignani ha sempre a disposizione due possibilità importanti tali da poter mettere in campo una squadra sempre pronta per il modulo prescelto. E poi ha un centrocampo di categoria superiore».

Quindi il campionato è suo?

«Questi sono campionati strani e difficili. Bisogna essere sempre concentrati, fino la fine, perché non si sa mai. Ma il Bari di quest’anno ha le qualità per vincere. E questo grazie al anche al direttore sportivo, Ciro Polito.

Perché quando le grandi scendono in queste categorie fanno grande fatica ad ambientarsi e a risalire?

«Si è così: basta vedere gli 11 anni del Benevento e i 7 del Lecce».

Comunque le altre pugliesi funzionano bene.

«Il Monopoli è ormai una conferma. Sono anni che si propone come un'importante realtà del calcio di C. Il Foggia con Zeman rimane una mina vagante. Poi le sue squadre iniziano a “carburare” per febbraio, e da quel momento diventa difficile per tutti incontrare i rossoneri. Così come sono convinto che la Virtus Francavilla, come il Foggia, potrà giocarsela fino alla fine per i play off, anche se quest’anno c’è la concorrenza forte di Avellino e Palermo. Il Taranto sta facendo il suo onesto campionato da squadra neo promossa. E la Fidelis può senz’altro salvarsi. Mancano ancora 18 partite, il campionato è ancora lungo».

Una Puglia che è ben rappresentata dal Lecce anche nella serie cadetta.

«Il Lecce è una squadra che gioca bene da anni. E dopo aver perso in maniera incredibile lo scorso campionato, penso che quest’anno abbia tutte le carte in regola per fare il salto di categoria che gli spetta da tempo. C’è una società solida che ha trovato in Marco Baroni un ottimo tecnico. Uno conoscitore della B. E poi alcuni uomini del Lecce sono di categoria superiore».

Con la questione Covid, le partite rinviate e i giocatori fuori rosa: si può parlare di campionato falsato?

«Beh, direi di si. Ci sono squadre che hanno fuori mezza squadra».

Allora bisognava bloccare il campionato?

«Questo lo reputo complicato. Certo, lo scorso anno non si pensava che ci saremmo ritrovati in queste condizioni, ma oggi bisogna adeguarsi a questa nuova ondata».

Antonio Di Gennaro nasce centrocampista.

«Fu mister Bagnoli a trasformarmi in regista. Ma io nasco come un centrocampista a cui piaceva segnare».

Ed oggi in quale squadra si troverebbe meglio a giocare?

«Inzaghi e Pioli stanno facendo un gran lavoro, e con i moduli di Milan e Inter mi troverei sicuramente a mio agio. Poi entrambe le squadre hanno uomini di grande qualità che rendono tutto più facile».

Dunque vede in ritardo Napoli e Juventus?

«Secondo me il Napoli ha una squadra da scudetto. Ma ha perso un po’ di smalto, perdendo alcuni incontri cardine e alla sua portata. Ora poi ha anche il problema di tanti giocatori importanti fuori rosa, non è facile. La Juventus ha una squadra da quarta posizione e Allegri, che è un pragmatico, sta riuscendo a darle concretezza come sempre. Non sottovaluterei però l’Atalanta. Gasperini non dà solo intensità e aggressività alla squadra. Gli Orobici hanno anche tanta qualità. E si vede».

Il caso Insigne può pesare sul Napoli?

«Insigne ha trent’anni e De Laurentiis gli propone un signor contratto. In Canada il rischio è che si smarrisca perdendo anche la Nazionale».

È dispiaciuto di non aver fatto l’allenatore?

«C’ho provato. Mi sono trovato per scherzo a fare il commentatore, ed oggi è il mio mestiere».

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