
Protagonista con la maglia biancorossa per due stagioni e mezzo, Ahmad Benali è tornato a parlare di Bari sulle colonne de La Gazzetta del Mezzogiorno. Il centrocampista libico, in campo nella sfida playout vinta dai biancorossi contro la Ternana due stagioni fa, ha parlato del passato, del presente e dell’immediato futuro. Di seguito le sue parole.
Su un eventuale ritorno in biancorosso: «Sapevo che Magalini fosse a rischio e ho sperato di poter tornare. Ma poi hanno preso Longo e con lui sarebbe stato difficile… Una cosa è certa, per il Bari avrei detto “no” a quella proposta dalla Libia. Bari è una piazza in cui un calciatore si sente protagonista, senza se e senza ma».
Sul rinnovo di contratto: «I patti erano quelli. E io ero l’uomo più felice del mondo. Poi in ritiro, come sapete tutti, ho capito che fossi fuori dal progetto».
Sul finale dello scorso campionato «C’era diversità di vedute e mentalità. Ricordo che Longo parlava di salvezza. Io pensavo che il Bari fosse forte. Volevo giocare i playoff e giocarli per vincerli, mica per partecipare. Ebbi un confronto anche con Magalini che, in un momento difficile, ci disse “giocate tranquilli, non è un obbligo andare ai playoff”. Ma come? Io gioco nel Bari e devo pensare che ci siano squadre superiori? Chi, poi? Il Cesena? Mi spiace, io gioco per vincere».
Benali ha poi parlato dei playout: «Sono una brutta bestia, si gioca con la testa. Tecnica e tattica non contano più di tanto. Ricordo che con la Ternana si faceva fatica a dormire. Non puoi retrocedere a Bari. Siamo stati bravi ma anche fortunati. Gli episodi incidono. Al ritorno se non avessimo segnato a fine primo tempo chissà… Il Bari ha qualcosa in più tecnicamente. Ma non mi fiderei delle squadre di Castori, sempre molto fisiche e organizzate. Tifo Bari, ovviamente. E guarderò le partite davanti alla tv».
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