Retrocessione dolosa

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saverio67
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Retrocessione dolosa

Messaggio da saverio67 »

La retrocessione in serie C è dolosa.

Lo so, lo so. Ad alcuni sembra una argomentazione estrema, iperbolica. Ma la mia è una affermazione tecnica. Non morale.

Iniziamo con qualche esempio.

Mi affaccio alla finestra e vedo un gruppo di ragazzi che fa casino. Per spaventarli prendo una pistola e sparo verso il gruppo. Non so chi siano. Colpisco uno di loro. Non ho idea di chi sia. Non ho sparato volendo ucciderlo e nemmeno volendo ferirlo. Volevo solo che si spaventassero e andassero via. Ma qualunque giudice dirà che ho causato lesioni dolose. Eppure mica volevo fare male a quel tale che manco conosco.

Sto guidando e in macchina ho un po' di erba. Vedo che una pattuglia mette la paletta. Sono preoccupato e svolto veloce e poi accelero per allontanarmi. Dopo il primo isolato c'è un semaforo rosso. Decido di passare lo stesso, ma proprio in quel momento attraversa uno sconosciuto e lo colpisco. Sto parlando di un caso reale (e il caso si è verificato in Piemonte). L'autista (e addirittura anche il passeggero) è stato giudicato colpevole con dolo. Eppure non solo non conosceva quel tale. Ma neanche voleva colpire qualcuno e tanto meno mettere paura ai pedoni.

E ora il caso più famoso e più vicino a noi.

Una brutta notte scoppia un incendio in un capannone industriale. Alla fine vengono condannati per quell'incendio i dirigenti di quella sede e l'amministratore delegato che in quella sede non ci è mai andato. Solo che per i dirigenti viene riconosciuta la colpa ma per l'amministratore delegato viene riconosciuto il dolo. Perché? Perché i dirigenti avevano preso precauzioni, sia chiaro insufficienti. Ma l'amministratore delegato era quello che doveva mettere mano al portafogli per rifare l'impianto antincendio e aveva deciso di non farlo. Quel tale non aveva la minima idea di chi fossero gli operai feriti, non li conosceva e non aveva alcun motivo per volergli male. Eppure è stato riconosciuto il dolo.

Perché, in fin dei conti, ciò che conta è la consapevolezza che una azione, una omissione o un risparmio può provocare delle conseguenze.

Se compi una azione o una omissione o un risparmio, accettando il relativo rischio, e poi il rischio si verifica... allora è dolo.

A maggior ragione se hai avuto tutto il tempo per rendertene conto. E il tuo comportamento è reiterato. E non hai messo in atto alcuna azione per evitare che accadesse il peggio.

Ora, se sei l'amministratore di una società di calcio, per 3 anni di seguito hai risparmiato progressivamente, ogni anno la squadra è stata sulla soglia della retrocessione, e pur avendo possibilità di rimediare a Gennaio, hai pervicacemente perseguito il risparmio accettando il rischio della retrocessione, allora..

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4/2/2015. Ciao Pierigno.


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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da mari »

Giusto!
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da classe74 »

saverio67 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:12 La retrocessione in serie C è dolosa.

Lo so, lo so. Ad alcuni sembra una argomentazione estrema, iperbolica. Ma la mia è una affermazione tecnica. Non morale.

Iniziamo con qualche esempio.

Mi affaccio alla finestra e vedo un gruppo di ragazzi che fa casino. Per spaventarli prendo una pistola e sparo verso il gruppo. Non so chi siano. Colpisco uno di loro. Non ho idea di chi sia. Non ho sparato volendo ucciderlo e nemmeno volendo ferirlo. Volevo solo che si spaventassero e andassero via. Ma qualunque giudice dirà che ho causato lesioni dolose. Eppure mica volevo fare male a quel tale che manco conosco.

Sto guidando e in macchina ho un po' di erba. Vedo che una pattuglia mette la paletta. Sono preoccupato e svolto veloce e poi accelero per allontanarmi. Dopo il primo isolato c'è un semaforo rosso. Decido di passare lo stesso, ma proprio in quel momento attraversa uno sconosciuto e lo colpisco. Sto parlando di un caso reale (e il caso si è verificato in Piemonte). L'autista (e addirittura anche il passeggero) è stato giudicato colpevole con dolo. Eppure non solo non conosceva quel tale. Ma neanche voleva colpire qualcuno e tanto meno mettere paura ai pedoni.

E ora il caso più famoso e più vicino a noi.

Una brutta notte scoppia un incendio in un capannone industriale. Alla fine vengono condannati per quell'incendio i dirigenti di quella sede e l'amministratore delegato che in quella sede non ci è mai andato. Solo che per i dirigenti viene riconosciuta la colpa ma per l'amministratore delegato viene riconosciuto il dolo. Perché? Perché i dirigenti avevano preso precauzioni, sia chiaro insufficienti. Ma l'amministratore delegato era quello che doveva mettere mano al portafogli per rifare l'impianto antincendio e aveva deciso di non farlo. Quel tale non aveva la minima idea di chi fossero gli operai feriti, non li conosceva e non aveva alcun motivo per volergli male. Eppure è stato riconosciuto il dolo.

Perché, in fin dei conti, ciò che conta è la consapevolezza che una azione, una omissione o un risparmio può provocare delle conseguenze.

Se compi una azione o una omissione o un risparmio, accettando il relativo rischio, e poi il rischio si verifica... allora è dolo.

A maggior ragione se hai avuto tutto il tempo per rendertene conto. E il tuo comportamento è reiterato. E non hai messo in atto alcuna azione per evitare che accadesse il peggio.

Ora, se sei l'amministratore di una società di calcio, per 3 anni di seguito hai risparmiato progressivamente, ogni anno la squadra è stata sulla soglia della retrocessione, e pur avendo possibilità di rimediare a Gennaio, hai pervicacemente perseguito il risparmio accettando il rischio della retrocessione, allora..

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Fratè,il più delle volte sono in linea con Te ,con i tuoi post , ma non sono d' accordo oggi su questa tua convinzione nonostante la mia assoluta dissociazione da questa proprietà insulsa e disastrosa che ci sta ammazzando ,calcisticamente parlando.
Credo sia impossibile ,pur volendo( per assurdo),pianificare preventivamente una retrocessione per tante ragioni, anche se allestisci una squadra scarsa,mediocre, non sai come si evolve un campionato oltre al fatto che un fallimento del genere( scendere in C) non conferisce alcun vantaggio ma solo un bug economico non indifferente.
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da Gool_goool_gooool »

è doloroso maggiormente perchè per questi soggetti non c'è un tribunale che possa giudicarli.

è sicuramente dolo, ma ci sono infiniti esempi che si possono fare sul loro comportamento volontario di commetere azione dannosa.

ma restano sempre proprietari di un "immobile" (o asset come lo ha chiamato) e dentro quell'immobile ci fanno quello che vogliono, anche perdere una partita o l'intero campionato. La magistratura potrebbe intervenire qualora il comportamento doloso era propedeutico alla compravendita delle partite (ad esempio). Ma come direbbero loro: dentro casa mia faccio quello che voglio.

Chi è colpito maggiormente dal loro comportamento doloso sono i tifosi. Marginalmente anche la città che li ospita.

Ma non c'è un rimedio o soluzione, o legge statale che tuteli questi comportamenti dolosi di proprietari privati di un bene invece comune (a parte tentare di toglierli lo stadio che li ospita, o non comprare biglietti di nessun tipo anche quelli dei concerti).

Ciò che stride è proprio l'accostamento di una proprietà privata e un bene comune. Un po' come tempo fa uscì il referendum sulla privatizzazione dell'acqua (non so se vi ricordate). Chiaramente vinse il no, perchè l'acqua per autonomasia è un bene comune e non è privato.
I De Laurentiis tentano con queste azioni di estirpare dal comune sentimento di bene il peggio che c'è.
Allora fancuno l'acqua berrò solo birra.
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da BariCatanzaro1972 »

classe74 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:51
saverio67 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:12 La retrocessione in serie C è dolosa.

Lo so, lo so. Ad alcuni sembra una argomentazione estrema, iperbolica. Ma la mia è una affermazione tecnica. Non morale.

Iniziamo con qualche esempio.

Mi affaccio alla finestra e vedo un gruppo di ragazzi che fa casino. Per spaventarli prendo una pistola e sparo verso il gruppo. Non so chi siano. Colpisco uno di loro. Non ho idea di chi sia. Non ho sparato volendo ucciderlo e nemmeno volendo ferirlo. Volevo solo che si spaventassero e andassero via. Ma qualunque giudice dirà che ho causato lesioni dolose. Eppure mica volevo fare male a quel tale che manco conosco.

Sto guidando e in macchina ho un po' di erba. Vedo che una pattuglia mette la paletta. Sono preoccupato e svolto veloce e poi accelero per allontanarmi. Dopo il primo isolato c'è un semaforo rosso. Decido di passare lo stesso, ma proprio in quel momento attraversa uno sconosciuto e lo colpisco. Sto parlando di un caso reale (e il caso si è verificato in Piemonte). L'autista (e addirittura anche il passeggero) è stato giudicato colpevole con dolo. Eppure non solo non conosceva quel tale. Ma neanche voleva colpire qualcuno e tanto meno mettere paura ai pedoni.

E ora il caso più famoso e più vicino a noi.

Una brutta notte scoppia un incendio in un capannone industriale. Alla fine vengono condannati per quell'incendio i dirigenti di quella sede e l'amministratore delegato che in quella sede non ci è mai andato. Solo che per i dirigenti viene riconosciuta la colpa ma per l'amministratore delegato viene riconosciuto il dolo. Perché? Perché i dirigenti avevano preso precauzioni, sia chiaro insufficienti. Ma l'amministratore delegato era quello che doveva mettere mano al portafogli per rifare l'impianto antincendio e aveva deciso di non farlo. Quel tale non aveva la minima idea di chi fossero gli operai feriti, non li conosceva e non aveva alcun motivo per volergli male. Eppure è stato riconosciuto il dolo.

Perché, in fin dei conti, ciò che conta è la consapevolezza che una azione, una omissione o un risparmio può provocare delle conseguenze.

Se compi una azione o una omissione o un risparmio, accettando il relativo rischio, e poi il rischio si verifica... allora è dolo.

A maggior ragione se hai avuto tutto il tempo per rendertene conto. E il tuo comportamento è reiterato. E non hai messo in atto alcuna azione per evitare che accadesse il peggio.

Ora, se sei l'amministratore di una società di calcio, per 3 anni di seguito hai risparmiato progressivamente, ogni anno la squadra è stata sulla soglia della retrocessione, e pur avendo possibilità di rimediare a Gennaio, hai pervicacemente perseguito il risparmio accettando il rischio della retrocessione, allora..

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Fratè,il più delle volte sono in linea con Te ,con i tuoi post , ma non sono d' accordo oggi su questa tua convinzione nonostante la mia assoluta dissociazione da questa proprietà insulsa e disastrosa che ci sta ammazzando ,calcisticamente parlando.
Credo sia impossibile ,pur volendo( per assurdo),pianificare preventivamente una retrocessione per tante ragioni, anche se allestisci una squadra scarsa,mediocre, non sai come si evolve un campionato oltre al fatto che un fallimento del genere( scendere in C) non conferisce alcun vantaggio ma solo un bug economico non indifferente.
Appunto e' dolosa, come lo e' anche la mancata promozione
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da Gool_goool_gooool »

classe74 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:51
Fratè,il più delle volte sono in linea con Te ,con i tuoi post , ma non sono d' accordo oggi su questa tua convinzione nonostante la mia assoluta dissociazione da questa proprietà insulsa e disastrosa che ci sta ammazzando ,calcisticamente parlando.
Credo sia impossibile ,pur volendo( per assurdo),pianificare preventivamente una retrocessione per tante ragioni, anche se allestisci una squadra scarsa,mediocre, non sai come si evolve un campionato oltre al fatto che un fallimento del genere( scendere in C) non conferisce alcun vantaggio ma solo un bug economico non indifferente.
E' chiaro che poteva essere denuciabile una "partecipazione" attiva al dolo. Cioè non mi aspetterei che qualcuno della società sia sceso qualche volta nello spogliatoio dicendo a voce: ragazzi oggi dovete perdere. E quando non c'è una partecipazione attiva, ovvero diretta, tutto rimane in un limbo di cose che si sanno ma nessuno le ha davvero dette.

Come si è detto tante volte gli esempi sono tanti.
La prima in assoluto è, incontenstabile, è che le regole della multiproprietà impongo di non poter avere due squadre nello stesso campionato. Dov'è il dolo? A parte che è una regola anti-sportiva, il dolo lo trovi nelle parole di Aurelio in senato: fino al 2028 di vendere il Bari non se ne parla. Ora tu vagli a chiedere: e come fai a dire che non la venderai se è vero che quei giocatori che stai mettendo in campo giocherebbero sempre per vincere le partite, o al massimo di non perderle?
Evidentemente Aurelio sapeva che i suoi ragazzi non avrebbero mai fatto una cosa del genere, visto che essendo lui proprietario può fare quello che vuole, anche non vincere per poi non doverla vendere. Non è che si è espresso diversamente: di venderla non se ne parla fino al 2028...e quel giorno mi pare era qualche anno fa, forse poco dopo quella finale persa con Cagliari.
Chiaramente a seguito di quello che disse Aurelio in senato ci sono state una serie di infinita di situazioni. Tipo vendere al Napoli Cheddira e Caprile invece di vendere a prezzo pieno a qualcun altro (perdita anche di euro per il Bari). Smantellare ogni squadra, non fargli fare quasi mai un ritiro decente. Non far arrivare da Napoli almeno tre gioocatori interessanti (quest'anno ne abbiamo avuto solo uno) ma darli addirittura alla concorrenza. Non mandare via Magalini per tempo, poi a gennaio prendere solo giocatori reduci da infortuni, quindi non pronti (e qui stavano facendo il disastro perchè per fortuna Mantovani è tornato con il piglio giusto e non come se lo aspettavano). A centrocampo si è detto fino alla nausea che si aveva bisogno di giocatori pronti, propositivi e che facessero filtro, e ne hanno comprato uno solo, che però era incovalescenza, per un mese non ha giocato. E' poi rientrato, ha fatto bene...e poi è uscito dai radar, nessuno ha capito perchè non giocasse, era troppo bravo? Meglio preferirgli Maggiore che prima lo avevano tolto dalla lista poi gli hanno fatto giocare tutte le partite....lista infinita. Mi sono stancato a digitare per oggi :gangster:
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da igor presidente bis »

classe74 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:51
saverio67 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:12 La retrocessione in serie C è dolosa.

Lo so, lo so. Ad alcuni sembra una argomentazione estrema, iperbolica. Ma la mia è una affermazione tecnica. Non morale.

Iniziamo con qualche esempio.

Mi affaccio alla finestra e vedo un gruppo di ragazzi che fa casino. Per spaventarli prendo una pistola e sparo verso il gruppo. Non so chi siano. Colpisco uno di loro. Non ho idea di chi sia. Non ho sparato volendo ucciderlo e nemmeno volendo ferirlo. Volevo solo che si spaventassero e andassero via. Ma qualunque giudice dirà che ho causato lesioni dolose. Eppure mica volevo fare male a quel tale che manco conosco.

Sto guidando e in macchina ho un po' di erba. Vedo che una pattuglia mette la paletta. Sono preoccupato e svolto veloce e poi accelero per allontanarmi. Dopo il primo isolato c'è un semaforo rosso. Decido di passare lo stesso, ma proprio in quel momento attraversa uno sconosciuto e lo colpisco. Sto parlando di un caso reale (e il caso si è verificato in Piemonte). L'autista (e addirittura anche il passeggero) è stato giudicato colpevole con dolo. Eppure non solo non conosceva quel tale. Ma neanche voleva colpire qualcuno e tanto meno mettere paura ai pedoni.

E ora il caso più famoso e più vicino a noi.

Una brutta notte scoppia un incendio in un capannone industriale. Alla fine vengono condannati per quell'incendio i dirigenti di quella sede e l'amministratore delegato che in quella sede non ci è mai andato. Solo che per i dirigenti viene riconosciuta la colpa ma per l'amministratore delegato viene riconosciuto il dolo. Perché? Perché i dirigenti avevano preso precauzioni, sia chiaro insufficienti. Ma l'amministratore delegato era quello che doveva mettere mano al portafogli per rifare l'impianto antincendio e aveva deciso di non farlo. Quel tale non aveva la minima idea di chi fossero gli operai feriti, non li conosceva e non aveva alcun motivo per volergli male. Eppure è stato riconosciuto il dolo.

Perché, in fin dei conti, ciò che conta è la consapevolezza che una azione, una omissione o un risparmio può provocare delle conseguenze.

Se compi una azione o una omissione o un risparmio, accettando il relativo rischio, e poi il rischio si verifica... allora è dolo.

A maggior ragione se hai avuto tutto il tempo per rendertene conto. E il tuo comportamento è reiterato. E non hai messo in atto alcuna azione per evitare che accadesse il peggio.

Ora, se sei l'amministratore di una società di calcio, per 3 anni di seguito hai risparmiato progressivamente, ogni anno la squadra è stata sulla soglia della retrocessione, e pur avendo possibilità di rimediare a Gennaio, hai pervicacemente perseguito il risparmio accettando il rischio della retrocessione, allora..

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Fratè,il più delle volte sono in linea con Te ,con i tuoi post , ma non sono d' accordo oggi su questa tua convinzione nonostante la mia assoluta dissociazione da questa proprietà insulsa e disastrosa che ci sta ammazzando ,calcisticamente parlando.
Credo sia impossibile ,pur volendo( per assurdo),pianificare preventivamente una retrocessione per tante ragioni, anche se allestisci una squadra scarsa,mediocre, non sai come si evolve un campionato oltre al fatto che un fallimento del genere( scendere in C) non conferisce alcun vantaggio ma solo un bug economico non indifferente.
Stai confondendo tra dolosa e premeditata.
In questo caso , pur non volendo , per le azioni compiute ( e non ) è dolosa!
Se fai una squadra VOLENDO retrocedere è premeditata.
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da RYANAIR »

Gool_goool_gooool ha scritto: ven mag 29, 2026 23:55
classe74 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:51
Fratè,il più delle volte sono in linea con Te ,con i tuoi post , ma non sono d' accordo oggi su questa tua convinzione nonostante la mia assoluta dissociazione da questa proprietà insulsa e disastrosa che ci sta ammazzando ,calcisticamente parlando.
Credo sia impossibile ,pur volendo( per assurdo),pianificare preventivamente una retrocessione per tante ragioni, anche se allestisci una squadra scarsa,mediocre, non sai come si evolve un campionato oltre al fatto che un fallimento del genere( scendere in C) non conferisce alcun vantaggio ma solo un bug economico non indifferente.
E' chiaro che poteva essere denuciabile una "partecipazione" attiva al dolo. Cioè non mi aspetterei che qualcuno della società sia sceso qualche volta nello spogliatoio dicendo a voce: ragazzi oggi dovete perdere. E quando non c'è una partecipazione attiva, ovvero diretta, tutto rimane in un limbo di cose che si sanno ma nessuno le ha davvero dette.

Come si è detto tante volte gli esempi sono tanti.
La prima in assoluto è, incontenstabile, è che le regole della multiproprietà impongo di non poter avere due squadre nello stesso campionato. Dov'è il dolo? A parte che è una regola anti-sportiva, il dolo lo trovi nelle parole di Aurelio in senato: fino al 2028 di vendere il Bari non se ne parla. Ora tu vagli a chiedere: e come fai a dire che non la venderai se è vero che quei giocatori che stai mettendo in campo giocherebbero sempre per vincere le partite, o al massimo di non perderle?
Evidentemente Aurelio sapeva che i suoi ragazzi non avrebbero mai fatto una cosa del genere, visto che essendo lui proprietario può fare quello che vuole, anche non vincere per poi non doverla vendere. Non è che si è espresso diversamente: di venderla non se ne parla fino al 2028...e quel giorno mi pare era qualche anno fa, forse poco dopo quella finale persa con Cagliari.
Chiaramente a seguito di quello che disse Aurelio in senato ci sono state una serie di infinita di situazioni. Tipo vendere al Napoli Cheddira e Caprile invece di vendere a prezzo pieno a qualcun altro (perdita anche di euro per il Bari). Smantellare ogni squadra, non fargli fare quasi mai un ritiro decente. Non far arrivare da Napoli almeno tre gioocatori interessanti (quest'anno ne abbiamo avuto solo uno) ma darli addirittura alla concorrenza. Non mandare via Magalini per tempo, poi a gennaio prendere solo giocatori reduci da infortuni, quindi non pronti (e qui stavano facendo il disastro perchè per fortuna Mantovani è tornato con il piglio giusto e non come se lo aspettavano). A centrocampo si è detto fino alla nausea che si aveva bisogno di giocatori pronti, propositivi e che facessero filtro, e ne hanno comprato uno solo, che però era incovalescenza, per un mese non ha giocato. E' poi rientrato, ha fatto bene...e poi è uscito dai radar, nessuno ha capito perchè non giocasse, era troppo bravo? Meglio preferirgli Maggiore che prima lo avevano tolto dalla lista poi gli hanno fatto giocare tutte le partite....lista infinita. Mi sono stancato a digitare per oggi :gangster:
Ecco.... hai parlato giustamente del centrocampo, un reparto che agli occhi di noi tutti, semplici tifosi e non addetti ai lavori, necessitava di almeno 2 o 3 pedine di spessore... a gennaio, la società ha fatto una scelta ben precisa, ha preferito rischiare facilmente di retrocedere, anziché investire qualcosa e cercare di salvarsi seriamente....beh, forse un po' di dolo in effetti c'è....
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Bari, 16 Gennaio 1908
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da Harlan »

classe74 ha scritto:
saverio67 ha scritto: ven mag 29, 2026 22:12 La retrocessione in serie C è dolosa.

Lo so, lo so. Ad alcuni sembra una argomentazione estrema, iperbolica. Ma la mia è una affermazione tecnica. Non morale.

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Mi affaccio alla finestra e vedo un gruppo di ragazzi che fa casino. Per spaventarli prendo una pistola e sparo verso il gruppo. Non so chi siano. Colpisco uno di loro. Non ho idea di chi sia. Non ho sparato volendo ucciderlo e nemmeno volendo ferirlo. Volevo solo che si spaventassero e andassero via. Ma qualunque giudice dirà che ho causato lesioni dolose. Eppure mica volevo fare male a quel tale che manco conosco.

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E ora il caso più famoso e più vicino a noi.

Una brutta notte scoppia un incendio in un capannone industriale. Alla fine vengono condannati per quell'incendio i dirigenti di quella sede e l'amministratore delegato che in quella sede non ci è mai andato. Solo che per i dirigenti viene riconosciuta la colpa ma per l'amministratore delegato viene riconosciuto il dolo. Perché? Perché i dirigenti avevano preso precauzioni, sia chiaro insufficienti. Ma l'amministratore delegato era quello che doveva mettere mano al portafogli per rifare l'impianto antincendio e aveva deciso di non farlo. Quel tale non aveva la minima idea di chi fossero gli operai feriti, non li conosceva e non aveva alcun motivo per volergli male. Eppure è stato riconosciuto il dolo.

Perché, in fin dei conti, ciò che conta è la consapevolezza che una azione, una omissione o un risparmio può provocare delle conseguenze.

Se compi una azione o una omissione o un risparmio, accettando il relativo rischio, e poi il rischio si verifica... allora è dolo.

A maggior ragione se hai avuto tutto il tempo per rendertene conto. E il tuo comportamento è reiterato. E non hai messo in atto alcuna azione per evitare che accadesse il peggio.

Ora, se sei l'amministratore di una società di calcio, per 3 anni di seguito hai risparmiato progressivamente, ogni anno la squadra è stata sulla soglia della retrocessione, e pur avendo possibilità di rimediare a Gennaio, hai pervicacemente perseguito il risparmio accettando il rischio della retrocessione, allora..

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Permettimi di dire che non hai capito.

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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da nostalgico »

A mio avviso stai facendo una confusione importante tra concetti giuridici "dolo eventuale vs colpa cosciente" e valutazioni sportive.
I tre esempi riguardano tutti casi in cui il soggetto pone in essere una condotta che crea direttamente un rischio concreto per beni giuridici fondamentali come la vita.
Nel diritto penale, il dolo eventuale non significa semplicemente "accettare un rischio". Se fosse così, ogni imprenditore che investe male, ogni allenatore che schiera un modulo sbagliato o ogni amministratore che taglia i costi sarebbe automaticamente responsabile dell'esito negativo.
Il punto è un altro: occorre che il soggetto si rappresenti concretamente l'evento e, nonostante ciò, agisca ugualmente accettandone la possibile verificazione.
Nel caso del Bari, il ragionamento presenta almeno quattro problemi.
1. Confondi il rischio d'impresa con il dolo
Un presidente può scegliere una politica di contenimento dei costi.
Può essere una scelta sbagliata.
Può essere una scelta miope.
Può perfino essere una scelta negligente.
Ma non per questo diventa una scelta diretta a ottenere la retrocessione.
Nel calcio il nesso tra investimento e risultato è molto più incerto che nei casi penali citati. Ci sono squadre che spendono molto e retrocedono e squadre che spendono poco e si salvano.

2. La retrocessione non è una conseguenza inevitabile

Nel calcio il risparmio non produce automaticamente la retrocessione.
Tra la scelta economica e la retrocessione intervengono decine di fattori:
mercato;
allenatore;
rendimento dei giocatori;
infortuni;
episodi arbitrali;
risultati delle concorrenti.
Per questo il paragone è debole.

3. Manca il movente razionale
Se si vuole sostenere che la retrocessione sia stata "voluta", bisognerebbe spiegare perché.
Quale vantaggio avrebbe tratto la proprietà?
La retrocessione normalmente comporta:
minori ricavi;
minori sponsor;
svalutazione della rosa;
perdita di tifosi;
perdita di prestigio.
È difficile sostenere che un imprenditore desideri volontariamente distruggere valore economico senza indicare un beneficio alternativo.

4. I fatti sembrano compatibili con una diversa interpretazione
La proprietà potrebbe aver pensato:
"Con questo budget dovremmo riuscire comunque a salvarci."
Questa è una valutazione magari errata, ma è molto diversa da:
"Sappiamo che retrocederemo e accettiamo serenamente la retrocessione."
La prima è una previsione ottimistica o incompetente. La seconda è un'accettazione dell'evento.
E la differenza è enorme.
Un paragone più corretto
Se un imprenditore apre un ristorante, risparmia sul personale e poi fallisce, nessuno direbbe che ha "voluto" il fallimento.
Si dirà che:
ha gestito male;
ha fatto scelte sbagliate;
ha sottovalutato i rischi.
Nel calcio vale lo stesso principio.
Si può criticare la gestione della famiglia Luigi De Laurentiis sostenendo che sia stata insufficiente, poco ambiziosa o eccessivamente prudente sul piano economico. Ma trasformare una cattiva gestione in una retrocessione "dolosa" richiede un salto logico che gli esempi penali citati non dimostrano.
In sostanza, usi il linguaggio del diritto penale per sostenere una tesi sportiva. È una metafora sensazionalistica dal punto di vista polemico, ma giuridicamente non ha alcuna logica.
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da peronitrequarti »

nostalgico ha scritto: sab mag 30, 2026 6:37 A mio avviso stai facendo una confusione importante tra concetti giuridici "dolo eventuale vs colpa cosciente" e valutazioni sportive.
I tre esempi riguardano tutti casi in cui il soggetto pone in essere una condotta che crea direttamente un rischio concreto per beni giuridici fondamentali come la vita.
Nel diritto penale, il dolo eventuale non significa semplicemente "accettare un rischio". Se fosse così, ogni imprenditore che investe male, ogni allenatore che schiera un modulo sbagliato o ogni amministratore che taglia i costi sarebbe automaticamente responsabile dell'esito negativo.
Il punto è un altro: occorre che il soggetto si rappresenti concretamente l'evento e, nonostante ciò, agisca ugualmente accettandone la possibile verificazione.
Nel caso del Bari, il ragionamento presenta almeno quattro problemi.
1. Confondi il rischio d'impresa con il dolo
Un presidente può scegliere una politica di contenimento dei costi.
Può essere una scelta sbagliata.
Può essere una scelta miope.
Può perfino essere una scelta negligente.
Ma non per questo diventa una scelta diretta a ottenere la retrocessione.
Nel calcio il nesso tra investimento e risultato è molto più incerto che nei casi penali citati. Ci sono squadre che spendono molto e retrocedono e squadre che spendono poco e si salvano.

2. La retrocessione non è una conseguenza inevitabile

Nel calcio il risparmio non produce automaticamente la retrocessione.
Tra la scelta economica e la retrocessione intervengono decine di fattori:
mercato;
allenatore;
rendimento dei giocatori;
infortuni;
episodi arbitrali;
risultati delle concorrenti.
Per questo il paragone è debole.

3. Manca il movente razionale
Se si vuole sostenere che la retrocessione sia stata "voluta", bisognerebbe spiegare perché.
Quale vantaggio avrebbe tratto la proprietà?
La retrocessione normalmente comporta:
minori ricavi;
minori sponsor;
svalutazione della rosa;
perdita di tifosi;
perdita di prestigio.
È difficile sostenere che un imprenditore desideri volontariamente distruggere valore economico senza indicare un beneficio alternativo.

4. I fatti sembrano compatibili con una diversa interpretazione
La proprietà potrebbe aver pensato:
"Con questo budget dovremmo riuscire comunque a salvarci."
Questa è una valutazione magari errata, ma è molto diversa da:
"Sappiamo che retrocederemo e accettiamo serenamente la retrocessione."
La prima è una previsione ottimistica o incompetente. La seconda è un'accettazione dell'evento.
E la differenza è enorme.
Un paragone più corretto
Se un imprenditore apre un ristorante, risparmia sul personale e poi fallisce, nessuno direbbe che ha "voluto" il fallimento.
Si dirà che:
ha gestito male;
ha fatto scelte sbagliate;
ha sottovalutato i rischi.
Nel calcio vale lo stesso principio.
Si può criticare la gestione della famiglia Luigi De Laurentiis sostenendo che sia stata insufficiente, poco ambiziosa o eccessivamente prudente sul piano economico. Ma trasformare una cattiva gestione in una retrocessione "dolosa" richiede un salto logico che gli esempi penali citati non dimostrano.
In sostanza, usi il linguaggio del diritto penale per sostenere una tesi sportiva. È una metafora sensazionalistica dal punto di vista polemico, ma giuridicamente non ha alcuna logica.
Esattamente
Cremare e la goduria mia.
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da Gool_goool_gooool »

nostalgico ha scritto: sab mag 30, 2026 6:37

3. Manca il movente razionale
Se si vuole sostenere che la retrocessione sia stata "voluta", bisognerebbe spiegare perché.
Quale vantaggio avrebbe tratto la proprietà?
La retrocessione normalmente comporta:
minori ricavi;
minori sponsor;
svalutazione della rosa;
perdita di tifosi;
perdita di prestigio.
È difficile sostenere che un imprenditore desideri volontariamente distruggere valore economico senza indicare un beneficio alternativo.
il movente c'è ed è la dichiarazione di Aurelio in senato. Ovvero che di vendere fino al 2028 non se ne parla; anche proprio seguendo tutto il tuo ragionamento (sensato e ben fatto) potrebbe anche succedere che una squadra anche male assemblata riesca miracolosamente ad andare in serie A. Lui però fa una dichiarazione esplicita ed inequivocabile. Il secondo movente è sempre nella stessa dichiarazione, ovvero parla di fallimento (probabilmente sportivo) della società sportiva del Bari calcio. Ed andare in serie C rappresenta gia un primo ed inequivocabile fallimento sportivo. Quindi non solo dolosa ma anche intenzionale.

A ben intendersi, questo lo dico senza mettermi a fare discorsi giuridici, l'intenzionalità si può stabilire, io credo, solo delineando il movente e non solo nei fatti elencabili (infiniti fatti). In questo caso abbiamo una dichiarazione lucida e ben definita. Basterebbe solo quella secondo me.
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da Sportivo Biancorosso »

nostalgico ha scritto: sab mag 30, 2026 6:37 A mio avviso stai facendo una confusione importante tra concetti giuridici "dolo eventuale vs colpa cosciente" e valutazioni sportive.
I tre esempi riguardano tutti casi in cui il soggetto pone in essere una condotta che crea direttamente un rischio concreto per beni giuridici fondamentali come la vita.
Nel diritto penale, il dolo eventuale non significa semplicemente "accettare un rischio". Se fosse così, ogni imprenditore che investe male, ogni allenatore che schiera un modulo sbagliato o ogni amministratore che taglia i costi sarebbe automaticamente responsabile dell'esito negativo.
Il punto è un altro: occorre che il soggetto si rappresenti concretamente l'evento e, nonostante ciò, agisca ugualmente accettandone la possibile verificazione.
Nel caso del Bari, il ragionamento presenta almeno quattro problemi.
1. Confondi il rischio d'impresa con il dolo
Un presidente può scegliere una politica di contenimento dei costi.
Può essere una scelta sbagliata.
Può essere una scelta miope.
Può perfino essere una scelta negligente.
Ma non per questo diventa una scelta diretta a ottenere la retrocessione.
Nel calcio il nesso tra investimento e risultato è molto più incerto che nei casi penali citati. Ci sono squadre che spendono molto e retrocedono e squadre che spendono poco e si salvano.

2. La retrocessione non è una conseguenza inevitabile

Nel calcio il risparmio non produce automaticamente la retrocessione.
Tra la scelta economica e la retrocessione intervengono decine di fattori:
mercato;
allenatore;
rendimento dei giocatori;
infortuni;
episodi arbitrali;
risultati delle concorrenti.
Per questo il paragone è debole.

3. Manca il movente razionale
Se si vuole sostenere che la retrocessione sia stata "voluta", bisognerebbe spiegare perché.
Quale vantaggio avrebbe tratto la proprietà?
La retrocessione normalmente comporta:
minori ricavi;
minori sponsor;
svalutazione della rosa;
perdita di tifosi;
perdita di prestigio.
È difficile sostenere che un imprenditore desideri volontariamente distruggere valore economico senza indicare un beneficio alternativo.

4. I fatti sembrano compatibili con una diversa interpretazione
La proprietà potrebbe aver pensato:
"Con questo budget dovremmo riuscire comunque a salvarci."
Questa è una valutazione magari errata, ma è molto diversa da:
"Sappiamo che retrocederemo e accettiamo serenamente la retrocessione."
La prima è una previsione ottimistica o incompetente. La seconda è un'accettazione dell'evento.
E la differenza è enorme.
Un paragone più corretto
Se un imprenditore apre un ristorante, risparmia sul personale e poi fallisce, nessuno direbbe che ha "voluto" il fallimento.
Si dirà che:
ha gestito male;
ha fatto scelte sbagliate;
ha sottovalutato i rischi.
Nel calcio vale lo stesso principio.
Si può criticare la gestione della famiglia Luigi De Laurentiis sostenendo che sia stata insufficiente, poco ambiziosa o eccessivamente prudente sul piano economico. Ma trasformare una cattiva gestione in una retrocessione "dolosa" richiede un salto logico che gli esempi penali citati non dimostrano.
In sostanza, usi il linguaggio del diritto penale per sostenere una tesi sportiva. È una metafora sensazionalistica dal punto di vista polemico, ma giuridicamente non ha alcuna logica.
Io sono dell'idea che, riguardo alle discussioni più svariate, fermo restando il diritto di pensarla nel modo che uno sente come più vicino alla propria percezione della realtà (d'altronde, non viene concesso anche ai terrapiattisti di poter dire la loro?), fa sempre molto piacere quando, in un forum, si leggono i commenti di persone che dimostrano realmente di conoscere ciò di cui stanno parlando. Complimenti, @nostalgico. Volendo fare un meme cinematografico, meriteresti ben più di 92 minuti di applausi.
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da nostalgico »

Sportivo Biancorosso ha scritto: sab mag 30, 2026 9:01
nostalgico ha scritto: sab mag 30, 2026 6:37 A mio avviso stai facendo una confusione importante tra concetti giuridici "dolo eventuale vs colpa cosciente" e valutazioni sportive.
I tre esempi riguardano tutti casi in cui il soggetto pone in essere una condotta che crea direttamente un rischio concreto per beni giuridici fondamentali come la vita.
Nel diritto penale, il dolo eventuale non significa semplicemente "accettare un rischio". Se fosse così, ogni imprenditore che investe male, ogni allenatore che schiera un modulo sbagliato o ogni amministratore che taglia i costi sarebbe automaticamente responsabile dell'esito negativo.
Il punto è un altro: occorre che il soggetto si rappresenti concretamente l'evento e, nonostante ciò, agisca ugualmente accettandone la possibile verificazione.
Nel caso del Bari, il ragionamento presenta almeno quattro problemi.
1. Confondi il rischio d'impresa con il dolo
Un presidente può scegliere una politica di contenimento dei costi.
Può essere una scelta sbagliata.
Può essere una scelta miope.
Può perfino essere una scelta negligente.
Ma non per questo diventa una scelta diretta a ottenere la retrocessione.
Nel calcio il nesso tra investimento e risultato è molto più incerto che nei casi penali citati. Ci sono squadre che spendono molto e retrocedono e squadre che spendono poco e si salvano.

2. La retrocessione non è una conseguenza inevitabile

Nel calcio il risparmio non produce automaticamente la retrocessione.
Tra la scelta economica e la retrocessione intervengono decine di fattori:
mercato;
allenatore;
rendimento dei giocatori;
infortuni;
episodi arbitrali;
risultati delle concorrenti.
Per questo il paragone è debole.

3. Manca il movente razionale
Se si vuole sostenere che la retrocessione sia stata "voluta", bisognerebbe spiegare perché.
Quale vantaggio avrebbe tratto la proprietà?
La retrocessione normalmente comporta:
minori ricavi;
minori sponsor;
svalutazione della rosa;
perdita di tifosi;
perdita di prestigio.
È difficile sostenere che un imprenditore desideri volontariamente distruggere valore economico senza indicare un beneficio alternativo.

4. I fatti sembrano compatibili con una diversa interpretazione
La proprietà potrebbe aver pensato:
"Con questo budget dovremmo riuscire comunque a salvarci."
Questa è una valutazione magari errata, ma è molto diversa da:
"Sappiamo che retrocederemo e accettiamo serenamente la retrocessione."
La prima è una previsione ottimistica o incompetente. La seconda è un'accettazione dell'evento.
E la differenza è enorme.
Un paragone più corretto
Se un imprenditore apre un ristorante, risparmia sul personale e poi fallisce, nessuno direbbe che ha "voluto" il fallimento.
Si dirà che:
ha gestito male;
ha fatto scelte sbagliate;
ha sottovalutato i rischi.
Nel calcio vale lo stesso principio.
Si può criticare la gestione della famiglia Luigi De Laurentiis sostenendo che sia stata insufficiente, poco ambiziosa o eccessivamente prudente sul piano economico. Ma trasformare una cattiva gestione in una retrocessione "dolosa" richiede un salto logico che gli esempi penali citati non dimostrano.
In sostanza, usi il linguaggio del diritto penale per sostenere una tesi sportiva. È una metafora sensazionalistica dal punto di vista polemico, ma giuridicamente non ha alcuna logica.
Io sono dell'idea che, riguardo alle discussioni più svariate, fermo restando il diritto di pensarla nel modo che uno sente come più vicino alla propria percezione della realtà (d'altronde, non viene concesso anche ai terrapiattisti di poter dire la loro?), fa sempre molto piacere quando, in un forum, si leggono i commenti di persone che dimostrano realmente di conoscere ciò di cui stanno parlando. Complimenti, @nostalgico. Volendo fare un meme cinematografico, meriteresti ben più di 92 minuti di applausi.
Grazie per la citazione fantozziana seppur memorabile :D
Badate che ciò che sostiene Saverio l'ho compreso benissimo, ma solo sotto il profilo emozionale. Quando si fanno dei parallelismi con il penale però bisogna fermarsi e ragionare su aspetti concreti
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Re: Retrocessione dolosa

Messaggio da saverio67 »

nostalgico ha scritto:
Sportivo Biancorosso ha scritto: sab mag 30, 2026 9:01
nostalgico ha scritto: sab mag 30, 2026 6:37 A mio avviso stai facendo una confusione importante tra concetti giuridici "dolo eventuale vs colpa cosciente" e valutazioni sportive.
I tre esempi riguardano tutti casi in cui il soggetto pone in essere una condotta che crea direttamente un rischio concreto per beni giuridici fondamentali come la vita.
Nel diritto penale, il dolo eventuale non significa semplicemente "accettare un rischio". Se fosse così, ogni imprenditore che investe male, ogni allenatore che schiera un modulo sbagliato o ogni amministratore che taglia i costi sarebbe automaticamente responsabile dell'esito negativo.
Il punto è un altro: occorre che il soggetto si rappresenti concretamente l'evento e, nonostante ciò, agisca ugualmente accettandone la possibile verificazione.
Nel caso del Bari, il ragionamento presenta almeno quattro problemi.
1. Confondi il rischio d'impresa con il dolo
Un presidente può scegliere una politica di contenimento dei costi.
Può essere una scelta sbagliata.
Può essere una scelta miope.
Può perfino essere una scelta negligente.
Ma non per questo diventa una scelta diretta a ottenere la retrocessione.
Nel calcio il nesso tra investimento e risultato è molto più incerto che nei casi penali citati. Ci sono squadre che spendono molto e retrocedono e squadre che spendono poco e si salvano.

2. La retrocessione non è una conseguenza inevitabile

Nel calcio il risparmio non produce automaticamente la retrocessione.
Tra la scelta economica e la retrocessione intervengono decine di fattori:
mercato;
allenatore;
rendimento dei giocatori;
infortuni;
episodi arbitrali;
risultati delle concorrenti.
Per questo il paragone è debole.

3. Manca il movente razionale
Se si vuole sostenere che la retrocessione sia stata "voluta", bisognerebbe spiegare perché.
Quale vantaggio avrebbe tratto la proprietà?
La retrocessione normalmente comporta:
minori ricavi;
minori sponsor;
svalutazione della rosa;
perdita di tifosi;
perdita di prestigio.
È difficile sostenere che un imprenditore desideri volontariamente distruggere valore economico senza indicare un beneficio alternativo.

4. I fatti sembrano compatibili con una diversa interpretazione
La proprietà potrebbe aver pensato:
"Con questo budget dovremmo riuscire comunque a salvarci."
Questa è una valutazione magari errata, ma è molto diversa da:
"Sappiamo che retrocederemo e accettiamo serenamente la retrocessione."
La prima è una previsione ottimistica o incompetente. La seconda è un'accettazione dell'evento.
E la differenza è enorme.
Un paragone più corretto
Se un imprenditore apre un ristorante, risparmia sul personale e poi fallisce, nessuno direbbe che ha "voluto" il fallimento.
Si dirà che:
ha gestito male;
ha fatto scelte sbagliate;
ha sottovalutato i rischi.
Nel calcio vale lo stesso principio.
Si può criticare la gestione della famiglia Luigi De Laurentiis sostenendo che sia stata insufficiente, poco ambiziosa o eccessivamente prudente sul piano economico. Ma trasformare una cattiva gestione in una retrocessione "dolosa" richiede un salto logico che gli esempi penali citati non dimostrano.
In sostanza, usi il linguaggio del diritto penale per sostenere una tesi sportiva. È una metafora sensazionalistica dal punto di vista polemico, ma giuridicamente non ha alcuna logica.
Io sono dell'idea che, riguardo alle discussioni più svariate, fermo restando il diritto di pensarla nel modo che uno sente come più vicino alla propria percezione della realtà (d'altronde, non viene concesso anche ai terrapiattisti di poter dire la loro?), fa sempre molto piacere quando, in un forum, si leggono i commenti di persone che dimostrano realmente di conoscere ciò di cui stanno parlando. Complimenti, @nostalgico. Volendo fare un meme cinematografico, meriteresti ben più di 92 minuti di applausi.
Grazie per la citazione fantozziana seppur memorabile :D
Badate che ciò che sostiene Saverio l'ho compreso benissimo, ma solo sotto il profilo emozionale. Quando si fanno dei parallelismi con il penale però bisogna fermarsi e ragionare su aspetti concreti
Mio caro, mi ero ripromesso di non rompere le palle oggi sul forum, e non scrivere nulla. Ma il tuo intervento è così ben fatto e scritto che mi induce a questa eccezione. Mi fa piacere parlarne. E, come dici tu, è una questione di emozione, o meglio di sensazione.

Ovviamente non parlo di reati penalmente rilevanti, poiché siamo su altri piani.

Certamente il fallimento è sempre possibile. Apri appunto un ristorante ma poi la gente non ci viene. Allestisci una squadra e purtroppo si retrocede. Appendi un quadro, e purtroppo cade perché era l'unico chiodo difettoso.

E ovviamente appunto ciò che conta è la coscienza (la rappresentazione) di ciò che può accadere. Nella tua mente hai avuto modo di rappresentarti che andando avanti così può succedere qualcosa di brutto?

Decidi di risparmiare? Giusto, fai bene. Ma se compri cibo scaduto per risparmiare te lo rappresenti di sicuro che potrebbe essere andato a male e che magari se lo mangia qualcuno con lo stomaco sensibile può avere dei malori. Potrebbe accedere o non accedere. Ma se accade, non è colpa, è dolo. Non hai nulla contro quel cliente e l'ultimo dei tuoi intenti era spedire un cliente qualunque alla guardia medica. Ma è dolo lo stesso.

Magari succede pure che una sera che servi quella roba, la gente lascia il cibo e dice al cameriere che ha un cattivo sapore. Nessuno è stato male per fortuna. Ma il giorno dopo fai di nuovo la spesa in quel modo per risparmiare. E succede daccapo che la gente lascia il cibo e dice che ha un cattivo sapore. E il terzo giorno, vai a fare la spesa daccapo e di nuovo vai a risparmio comprando robaccia. A metà della serata c'è già gente che lascia il cibo e dice che non è buono. Hai una possibilità: andare a casa, prendere la roba buona e portarla al ristorante. Certo, spendi qualcosa di più. E invece dici allo chef di arrangiarsi con quello che gli hai dato. Alla fine della terza serata un cliente si sente male. È dolo o è il destino cinico e baro?

Sono d'accordo con te. Ci si può impegnare tanto, si può prendere il miglior DS, ingaggiare un allenatore che ha vinto uno scudetto (come il Bari nel 1983 che in serie B ingaggiò Radice) e pescare i migliori giocatori, e retrocedere. C'è stato dolo? Beh sicuramente sapevi che poteva succedere ma hai fatto il massimo per evitarlo. Dunque il dolo è escluso.

Ma se per 3 anni consecutivi ottieni risultati di m****, a metà campionato sei in una posizione molto critica, e per risparmiare lasci come DS uno che non l'ha mai fatto in vita sua, chiami ad allenare uno che sta già a libro paga e quindi ti rode che lo stai stipendiando a vuoto e te ne fotti che la squadra non è stata fatta per il suo tipo di gioco, e dici a entrambi che altri soldi non se ne spendono, per cui se vogliono qualche giocatore devono raccattare i disperati, tanto che in molti rifiutano... È il destino o è dolo?

Hai avuto tutto il tempo per "rappresentarti" nella tua mente che c'è la possibilità di retrocedere continuando così, hai accettato il rischio e hai consapevolmente deciso di non fare nulla per evitare ciò che appariva alle porte.

È un evento sfortunato o è dolo?

Perdonate tutti l'eccezione che ho fatto. Oggi non romperò più. Solo che avevo piacere di dialogare con nostalgico.
4/2/2015. Ciao Pierigno.


Questo è un blocco di testo che può essere aggiunto in fondo ai tuoi messaggi. Il limite caratteri è di 450.
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