Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
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Vernolaboy
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Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
1) La mancata diserzione degli anni passati
La cosa che più mi infastidiva della mancata diserzione negli anni scorsi era la consapevolezza che, prima o poi, sarebbe inevitabilmente arrivata. La domanda, quindi, è semplice: perché non farla tre anni fa, due anni fa o l'anno scorso? Che cosa è cambiato oggi? E soprattutto: che cosa si aspettavano sarebbe successo nel frattempo?
È una diserzione determinata dai risultati — guai a dirlo? — oppure da un improvviso cambio di valutazione sulla situazione societaria?
Delle due l'una: o era sbagliato entrare allo stadio tre anni fa, oppure è sbagliato disertarlo oggi. Le alternative sono sostanzialmente due: (i) sono stati incoerenti nei principi, lasciando che categoria e risultati influenzassero la loro posizione, oppure (ii) hanno semplicemente capito oggi qualcosa che per molti era evidente già da anni.
2) Ma che modo è di organizzare una contestazione?
Senza un comunicato, senza una spiegazione, senza una linea chiara.
Prima annunciano che nei giorni successivi ci sarebbero state iniziative e chiamano a raccolta tutti i tifosi, invitandoli a farsi trovare pronti. Poi scompaiono completamente: non comunicano più nulla e lasciano che siano i più attenti a dedurre che la decisione sia quella di disertare le partite in casa, ma non quelle in trasferta. Il tutto senza alcun tentativo di costruire un approccio comune con gli altri tifosi.
Nel mezzo, quattro persone con uno striscione davanti alla sede della FIGC durante l'elezione di Malagò. Un'iniziativa simbolica, certo, ma senza alcun tentativo di mobilitare realmente la città per una manifestazione a Roma che avrebbe potuto avere tutt'altra risonanza.
In sintesi: contestano tra loro e per loro, senza che sia chiaro cosa vogliano realmente ottenere; non comunicano con l'esterno e non sono stati capaci di portare il problema a livello nazionale.
E questo, a mio avviso, è particolarmente grave perché lascia alla FIGC una libertà quasi assoluta nel decidere se e come intervenire sulla multiproprietà, soprattutto in assenza di una pressione politica e mediatica capace di creare ostacoli reali.
3) Sui contenuti della contestazione
La diserzione può avvenire in (almeno) due modalità: (i) mero boicottaggio economico oppure (ii) delegittimazione.
Il mero boicottaggio economico ha l'obiettivo di ridurre le entrate dirette della società, rendendo progressivamente sconveniente l'investimento economico da parte della Filmauro. È quello che stanno facendo gli Ultras disertando le partite in casa, ma non quelle in trasferta: da un punto di vista strettamente economico, infatti, la presenza dei tifosi in trasferta non genera ricavi materiali per la SSC Bari.
È, ad esempio, il tipo di protesta che può avere senso nel caso della Lazio, perché in quel contesto l'obiettivo è effettivamente quello di colpire economicamente la società.
La delegittimazione, invece, è qualcosa di completamente diverso: significa non riconoscere la SSC come il proprio Bari.
Vorrebbe dire smettere completamente di seguire il calcio giocato (sì, anche in trasferta) e concentrarsi esclusivamente sul piano politico, con contestazioni settimanali a Bari, a Roma, davanti alla sede della Filmauro e della FIGC, coinvolgere altre tifoserie sul territorio, inventare qualsiasi iniziativa capace di mantenere il tema costantemente al centro dell'attenzione pubblica a livello nazionale.
Avrebbe la funzione di rendere evidente, soprattutto fuori Bari, l'inaccettabilità della situazione e l'assenza di un vero progetto calcistico sotto il regime di multiproprietà. Sarebbe, soprattutto, il modo più efficace per esercitare pressione sulla FIGC e per trasformare una vicenda locale in una questione nazionale.
La prima opzione poteva avere senso tre anni fa, prima di Malagò e prima di Lotito alla Reggina. Avrebbe potuto contribuire a creare le condizioni per anticipare il 2028. Ma anche in questo caso ci si è arrivati con un ritardo evidente.
La seconda opzione, invece, servirebbe oggi.
Chissà se ci arriveranno nel 2027, quando ormai i giochi saranno fatti e la riforma sarà già compiuta.
***
Se il calcio a Bari morirà definitivamente, chi aveva la responsabilità di rappresentare Bari e di coordinare la tifoseria dovrà assumersi una parte importante di quella responsabilità.
La cosa che più mi infastidiva della mancata diserzione negli anni scorsi era la consapevolezza che, prima o poi, sarebbe inevitabilmente arrivata. La domanda, quindi, è semplice: perché non farla tre anni fa, due anni fa o l'anno scorso? Che cosa è cambiato oggi? E soprattutto: che cosa si aspettavano sarebbe successo nel frattempo?
È una diserzione determinata dai risultati — guai a dirlo? — oppure da un improvviso cambio di valutazione sulla situazione societaria?
Delle due l'una: o era sbagliato entrare allo stadio tre anni fa, oppure è sbagliato disertarlo oggi. Le alternative sono sostanzialmente due: (i) sono stati incoerenti nei principi, lasciando che categoria e risultati influenzassero la loro posizione, oppure (ii) hanno semplicemente capito oggi qualcosa che per molti era evidente già da anni.
2) Ma che modo è di organizzare una contestazione?
Senza un comunicato, senza una spiegazione, senza una linea chiara.
Prima annunciano che nei giorni successivi ci sarebbero state iniziative e chiamano a raccolta tutti i tifosi, invitandoli a farsi trovare pronti. Poi scompaiono completamente: non comunicano più nulla e lasciano che siano i più attenti a dedurre che la decisione sia quella di disertare le partite in casa, ma non quelle in trasferta. Il tutto senza alcun tentativo di costruire un approccio comune con gli altri tifosi.
Nel mezzo, quattro persone con uno striscione davanti alla sede della FIGC durante l'elezione di Malagò. Un'iniziativa simbolica, certo, ma senza alcun tentativo di mobilitare realmente la città per una manifestazione a Roma che avrebbe potuto avere tutt'altra risonanza.
In sintesi: contestano tra loro e per loro, senza che sia chiaro cosa vogliano realmente ottenere; non comunicano con l'esterno e non sono stati capaci di portare il problema a livello nazionale.
E questo, a mio avviso, è particolarmente grave perché lascia alla FIGC una libertà quasi assoluta nel decidere se e come intervenire sulla multiproprietà, soprattutto in assenza di una pressione politica e mediatica capace di creare ostacoli reali.
3) Sui contenuti della contestazione
La diserzione può avvenire in (almeno) due modalità: (i) mero boicottaggio economico oppure (ii) delegittimazione.
Il mero boicottaggio economico ha l'obiettivo di ridurre le entrate dirette della società, rendendo progressivamente sconveniente l'investimento economico da parte della Filmauro. È quello che stanno facendo gli Ultras disertando le partite in casa, ma non quelle in trasferta: da un punto di vista strettamente economico, infatti, la presenza dei tifosi in trasferta non genera ricavi materiali per la SSC Bari.
È, ad esempio, il tipo di protesta che può avere senso nel caso della Lazio, perché in quel contesto l'obiettivo è effettivamente quello di colpire economicamente la società.
La delegittimazione, invece, è qualcosa di completamente diverso: significa non riconoscere la SSC come il proprio Bari.
Vorrebbe dire smettere completamente di seguire il calcio giocato (sì, anche in trasferta) e concentrarsi esclusivamente sul piano politico, con contestazioni settimanali a Bari, a Roma, davanti alla sede della Filmauro e della FIGC, coinvolgere altre tifoserie sul territorio, inventare qualsiasi iniziativa capace di mantenere il tema costantemente al centro dell'attenzione pubblica a livello nazionale.
Avrebbe la funzione di rendere evidente, soprattutto fuori Bari, l'inaccettabilità della situazione e l'assenza di un vero progetto calcistico sotto il regime di multiproprietà. Sarebbe, soprattutto, il modo più efficace per esercitare pressione sulla FIGC e per trasformare una vicenda locale in una questione nazionale.
La prima opzione poteva avere senso tre anni fa, prima di Malagò e prima di Lotito alla Reggina. Avrebbe potuto contribuire a creare le condizioni per anticipare il 2028. Ma anche in questo caso ci si è arrivati con un ritardo evidente.
La seconda opzione, invece, servirebbe oggi.
Chissà se ci arriveranno nel 2027, quando ormai i giochi saranno fatti e la riforma sarà già compiuta.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Ottimo contributo. Non resta che proporlo ai diretti interessati.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Is it the new "vai al chleb a dire cierte couse"?1baresealyon ha scritto: sab ago 29, 2026 13:40 Ottimo contributo. Non resta che proporlo ai diretti interessati.
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BariCatanzaro1972
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Un'ora di applausi, morale della favola...si sono suicidati!Vernolaboy ha scritto: sab ago 29, 2026 13:33 1) La mancata diserzione degli anni passati
La cosa che più mi infastidiva della mancata diserzione negli anni scorsi era la consapevolezza che, prima o poi, sarebbe inevitabilmente arrivata. La domanda, quindi, è semplice: perché non farla tre anni fa, due anni fa o l'anno scorso? Che cosa è cambiato oggi? E soprattutto: che cosa si aspettavano sarebbe successo nel frattempo?
È una diserzione determinata dai risultati — guai a dirlo? — oppure da un improvviso cambio di valutazione sulla situazione societaria?
Delle due l'una: o era sbagliato entrare allo stadio tre anni fa, oppure è sbagliato disertarlo oggi. Le alternative sono sostanzialmente due: (i) sono stati incoerenti nei principi, lasciando che categoria e risultati influenzassero la loro posizione, oppure (ii) hanno semplicemente capito oggi qualcosa che per molti era evidente già da anni.
2) Ma che modo è di organizzare una contestazione?
Senza un comunicato, senza una spiegazione, senza una linea chiara.
Prima annunciano che nei giorni successivi ci sarebbero state iniziative e chiamano a raccolta tutti i tifosi, invitandoli a farsi trovare pronti. Poi scompaiono completamente: non comunicano più nulla e lasciano che siano i più attenti a dedurre che la decisione sia quella di disertare le partite in casa, ma non quelle in trasferta. Il tutto senza alcun tentativo di costruire un approccio comune con gli altri tifosi.
Nel mezzo, quattro persone con uno striscione davanti alla sede della FIGC durante l'elezione di Malagò. Un'iniziativa simbolica, certo, ma senza alcun tentativo di mobilitare realmente la città per una manifestazione a Roma che avrebbe potuto avere tutt'altra risonanza.
In sintesi: contestano tra loro e per loro, senza che sia chiaro cosa vogliano realmente ottenere; non comunicano con l'esterno e non sono stati capaci di portare il problema a livello nazionale.
E questo, a mio avviso, è particolarmente grave perché lascia alla FIGC una libertà quasi assoluta nel decidere se e come intervenire sulla multiproprietà, soprattutto in assenza di una pressione politica e mediatica capace di creare ostacoli reali.
3) Sui contenuti della contestazione
La diserzione può avvenire in (almeno) due modalità: (i) mero boicottaggio economico oppure (ii) delegittimazione.
Il mero boicottaggio economico ha l'obiettivo di ridurre le entrate dirette della società, rendendo progressivamente sconveniente l'investimento economico da parte della Filmauro. È quello che stanno facendo gli Ultras disertando le partite in casa, ma non quelle in trasferta: da un punto di vista strettamente economico, infatti, la presenza dei tifosi in trasferta non genera ricavi materiali per la SSC Bari.
È, ad esempio, il tipo di protesta che può avere senso nel caso della Lazio, perché in quel contesto l'obiettivo è effettivamente quello di colpire economicamente la società.
La delegittimazione, invece, è qualcosa di completamente diverso: significa non riconoscere la SSC come il proprio Bari.
Vorrebbe dire smettere completamente di seguire il calcio giocato (sì, anche in trasferta) e concentrarsi esclusivamente sul piano politico, con contestazioni settimanali a Bari, a Roma, davanti alla sede della Filmauro e della FIGC, coinvolgere altre tifoserie sul territorio, inventare qualsiasi iniziativa capace di mantenere il tema costantemente al centro dell'attenzione pubblica a livello nazionale.
Avrebbe la funzione di rendere evidente, soprattutto fuori Bari, l'inaccettabilità della situazione e l'assenza di un vero progetto calcistico sotto il regime di multiproprietà. Sarebbe, soprattutto, il modo più efficace per esercitare pressione sulla FIGC e per trasformare una vicenda locale in una questione nazionale.
La prima opzione poteva avere senso tre anni fa, prima di Malagò e prima di Lotito alla Reggina. Avrebbe potuto contribuire a creare le condizioni per anticipare il 2028. Ma anche in questo caso ci si è arrivati con un ritardo evidente.
La seconda opzione, invece, servirebbe oggi.
Chissà se ci arriveranno nel 2027, quando ormai i giochi saranno fatti e la riforma sarà già compiuta.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Mi risulta che la società ospitata, quella che gioca fuori casa, percepisce una parte dell'incasso. Correggetemi se sbaglio. Se così fosse bisognerebbe disertare anche le trasferte per dare zero euro ai m****i napoletani.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Se ieri la SSC m**** vinceva questi alla prossima in casa tornavano .. vernola ha fotografato perfettamente la situazione!!!Sal ha scritto: sab ago 29, 2026 13:56 Mi risulta che la società ospitata, quella che gioca fuori casa, percepisce una parte dell'incasso. Correggetemi se sbaglio. Se così fosse bisognerebbe disertare anche le trasferte per dare zero euro ai m****i napoletani.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Per regolamento è il 15% del 70% dell incasso totale. Quindi che ci siano i tifosi ospiti conta relativamente , la quota è più o meno quella.Sal ha scritto:Mi risulta che la società ospitata, quella che gioca fuori casa, percepisce una parte dell'incasso. Correggetemi se sbaglio. Se così fosse bisognerebbe disertare anche le trasferte per dare zero euro ai m****i napoletani.
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Vernolaboy
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Bene. Visto che non comunicano con l’esterno, come si fa?1baresealyon ha scritto: sab ago 29, 2026 13:40 Ottimo contributo. Non resta che proporlo ai diretti interessati.
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Sarebbe interessante costruire un tavolo di confronto costruttivo tra noi tifosi qualunque e le tifoseria organizzata. Forse, per una volta, potremmo provare ad uscirne compatti.
Dicevano bene quando scrivevano che la frammentazione non faceva bene. Allo stesso tempo, non mi sembra stiano facendo nulla per compattare.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
inviamo delle pecBRIGANTE ha scritto: sab ago 29, 2026 13:42Is it the new "vai al chleb a dire cierte couse"?1baresealyon ha scritto: sab ago 29, 2026 13:40 Ottimo contributo. Non resta che proporlo ai diretti interessati.
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Ennesimo messaggio inutile per la discussione e di insulti personali contro c.l.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
tutto preciso! diciamo pure che ci si sarebbe aspettati, da una organizzazione gia strutturata, un apporto tangibile. Mentre ne vediamo uno poco riconoscibile, anzi uno addirittura equivocabile.
L'anno scorso si poteva anche capire il tifo in trasferta e assenza a Bari. Mentre loro erano presenti sia in casa che in trasferta.
Oggi invece dovevano interrompere completamente i rapporti e dare un contributo maggiore alla visibilità in sede nazionale per ciò che potrà fare la figc.
Mentre loro sono ancora lontani luce dal comprendere cosa serva davvero fare.
E cosi una delle migliore tifoserie d'italia, si sta perdendo dentro un bicchier d'acqua. Quasi ad apparire al servizio della filmauro e no contro.
L'anno scorso si poteva anche capire il tifo in trasferta e assenza a Bari. Mentre loro erano presenti sia in casa che in trasferta.
Oggi invece dovevano interrompere completamente i rapporti e dare un contributo maggiore alla visibilità in sede nazionale per ciò che potrà fare la figc.
Mentre loro sono ancora lontani luce dal comprendere cosa serva davvero fare.
E cosi una delle migliore tifoserie d'italia, si sta perdendo dentro un bicchier d'acqua. Quasi ad apparire al servizio della filmauro e no contro.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Per quanto riguarda il primo punto nel corso del tempo se ne è parlato abbastanza e non voglio addentrarmi di nuovo, ognuno aveva e continuerà ad avere (giustamente) il proprio punto di vista. Per quanto riguarda il secondo punto posso essere anche d'accordo in parte, ma se nelle manifestazioni organizzate in passato (mi riferisco a quella davanti al comune e a quella all'incontro con decaro) a mancare è stata clamorosamente proprio il resto della città che pretendeva a gran voce proteste, posso capire in pieno anche il loro punto di vista. Stessa cosa si può dire per la diserzione, è vero non è stata ufficialmente comunicata, ma dopo la partita contro il casarano si era capito ormai che la loro posizione era questa, eppure contro la Cavese a presentarsi fuori dalla curva erano sempre e solo loro. Allora ormai sono arrivato alla conclusione che per la maggior parte della gente l'importante è scrivere sui social (anche molti qui sul forum). A prescindere da cosa facciano, i gruppi si prendono critiche su critiche. Prima era l'assenza di manifestazioni, poi la loro presenza allo stadio, adesso che hanno scelto finalmente di disertare li si critica perché vanno fuori casa... In qualsiasi piazza la diserzione funziona così, presenza in trasferta perché rappresenti comunque la curva e la città e protesta fuori in casa, come avviene ad esempio a Cosenza o per i laziali. Ma tant'è....Vernolaboy ha scritto: sab ago 29, 2026 13:33 1) La mancata diserzione degli anni passati
La cosa che più mi infastidiva della mancata diserzione negli anni scorsi era la consapevolezza che, prima o poi, sarebbe inevitabilmente arrivata. La domanda, quindi, è semplice: perché non farla tre anni fa, due anni fa o l'anno scorso? Che cosa è cambiato oggi? E soprattutto: che cosa si aspettavano sarebbe successo nel frattempo?
È una diserzione determinata dai risultati — guai a dirlo? — oppure da un improvviso cambio di valutazione sulla situazione societaria?
Delle due l'una: o era sbagliato entrare allo stadio tre anni fa, oppure è sbagliato disertarlo oggi. Le alternative sono sostanzialmente due: (i) sono stati incoerenti nei principi, lasciando che categoria e risultati influenzassero la loro posizione, oppure (ii) hanno semplicemente capito oggi qualcosa che per molti era evidente già da anni.
2) Ma che modo è di organizzare una contestazione?
Senza un comunicato, senza una spiegazione, senza una linea chiara.
Prima annunciano che nei giorni successivi ci sarebbero state iniziative e chiamano a raccolta tutti i tifosi, invitandoli a farsi trovare pronti. Poi scompaiono completamente: non comunicano più nulla e lasciano che siano i più attenti a dedurre che la decisione sia quella di disertare le partite in casa, ma non quelle in trasferta. Il tutto senza alcun tentativo di costruire un approccio comune con gli altri tifosi.
Nel mezzo, quattro persone con uno striscione davanti alla sede della FIGC durante l'elezione di Malagò. Un'iniziativa simbolica, certo, ma senza alcun tentativo di mobilitare realmente la città per una manifestazione a Roma che avrebbe potuto avere tutt'altra risonanza.
In sintesi: contestano tra loro e per loro, senza che sia chiaro cosa vogliano realmente ottenere; non comunicano con l'esterno e non sono stati capaci di portare il problema a livello nazionale.
E questo, a mio avviso, è particolarmente grave perché lascia alla FIGC una libertà quasi assoluta nel decidere se e come intervenire sulla multiproprietà, soprattutto in assenza di una pressione politica e mediatica capace di creare ostacoli reali.
3) Sui contenuti della contestazione
La diserzione può avvenire in (almeno) due modalità: (i) mero boicottaggio economico oppure (ii) delegittimazione.
Il mero boicottaggio economico ha l'obiettivo di ridurre le entrate dirette della società, rendendo progressivamente sconveniente l'investimento economico da parte della Filmauro. È quello che stanno facendo gli Ultras disertando le partite in casa, ma non quelle in trasferta: da un punto di vista strettamente economico, infatti, la presenza dei tifosi in trasferta non genera ricavi materiali per la SSC Bari.
È, ad esempio, il tipo di protesta che può avere senso nel caso della Lazio, perché in quel contesto l'obiettivo è effettivamente quello di colpire economicamente la società.
La delegittimazione, invece, è qualcosa di completamente diverso: significa non riconoscere la SSC come il proprio Bari.
Vorrebbe dire smettere completamente di seguire il calcio giocato (sì, anche in trasferta) e concentrarsi esclusivamente sul piano politico, con contestazioni settimanali a Bari, a Roma, davanti alla sede della Filmauro e della FIGC, coinvolgere altre tifoserie sul territorio, inventare qualsiasi iniziativa capace di mantenere il tema costantemente al centro dell'attenzione pubblica a livello nazionale.
Avrebbe la funzione di rendere evidente, soprattutto fuori Bari, l'inaccettabilità della situazione e l'assenza di un vero progetto calcistico sotto il regime di multiproprietà. Sarebbe, soprattutto, il modo più efficace per esercitare pressione sulla FIGC e per trasformare una vicenda locale in una questione nazionale.
La prima opzione poteva avere senso tre anni fa, prima di Malagò e prima di Lotito alla Reggina. Avrebbe potuto contribuire a creare le condizioni per anticipare il 2028. Ma anche in questo caso ci si è arrivati con un ritardo evidente.
La seconda opzione, invece, servirebbe oggi.
Chissà se ci arriveranno nel 2027, quando ormai i giochi saranno fatti e la riforma sarà già compiuta.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Li devono lasciare soli in casa e fuori
ANCHE IL MIO GATTO E' DUBBIOSO...E' UN CERTO-SI-NO!!!
ALBERT EINSTEIN: DUE COSE SONO INFINITE: L'UNIVERSO E LA STUPIDITA' DELLA MENTE UMANA, SOLO CHE SULLA PRIMA HO DEI DUBBI!!!
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Vernolaboy
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
I tifosi non ci sono perché gli ultras non sono capaci di chiamarli a raccolta. Punto. I tifosi normali sono tante singole teste, ognuna ragiona a modo suo. Ci saranno sempre i più pigri e i più partecipi. La differenza la fa chi dovrebbe cercare di coinvolgerli e coordinarli. Questo manca a Bari e quindi è fisiologico che le iniziative (non comunicate né sponsorizzate) degli ultras rimangano tra loro e loro.songallomanontroppo ha scritto: sab ago 29, 2026 15:14Per quanto riguarda il primo punto nel corso del tempo se ne è parlato abbastanza e non voglio addentrarmi di nuovo, ognuno aveva e continuerà ad avere (giustamente) il proprio punto di vista. Per quanto riguarda il secondo punto posso essere anche d'accordo in parte, ma se nelle manifestazioni organizzate in passato (mi riferisco a quella davanti al comune e a quella all'incontro con decaro) a mancare è stata clamorosamente proprio il resto della città che pretendeva a gran voce proteste, posso capire in pieno anche il loro punto di vista. Stessa cosa si può dire per la diserzione, è vero non è stata ufficialmente comunicata, ma dopo la partita contro il casarano si era capito ormai che la loro posizione era questa, eppure contro la Cavese a presentarsi fuori dalla curva erano sempre e solo loro. Allora ormai sono arrivato alla conclusione che per la maggior parte della gente l'importante è scrivere sui social (anche molti qui sul forum). A prescindere da cosa facciano, i gruppi si prendono critiche su critiche. Prima era l'assenza di manifestazioni, poi la loro presenza allo stadio, adesso che hanno scelto finalmente di disertare li si critica perché vanno fuori casa... In qualsiasi piazza la diserzione funziona così, presenza in trasferta perché rappresenti comunque la curva e la città e protesta fuori in casa, come avviene ad esempio a Cosenza o per i laziali. Ma tant'è....Vernolaboy ha scritto: sab ago 29, 2026 13:33 1) La mancata diserzione degli anni passati
La cosa che più mi infastidiva della mancata diserzione negli anni scorsi era la consapevolezza che, prima o poi, sarebbe inevitabilmente arrivata. La domanda, quindi, è semplice: perché non farla tre anni fa, due anni fa o l'anno scorso? Che cosa è cambiato oggi? E soprattutto: che cosa si aspettavano sarebbe successo nel frattempo?
È una diserzione determinata dai risultati — guai a dirlo? — oppure da un improvviso cambio di valutazione sulla situazione societaria?
Delle due l'una: o era sbagliato entrare allo stadio tre anni fa, oppure è sbagliato disertarlo oggi. Le alternative sono sostanzialmente due: (i) sono stati incoerenti nei principi, lasciando che categoria e risultati influenzassero la loro posizione, oppure (ii) hanno semplicemente capito oggi qualcosa che per molti era evidente già da anni.
2) Ma che modo è di organizzare una contestazione?
Senza un comunicato, senza una spiegazione, senza una linea chiara.
Prima annunciano che nei giorni successivi ci sarebbero state iniziative e chiamano a raccolta tutti i tifosi, invitandoli a farsi trovare pronti. Poi scompaiono completamente: non comunicano più nulla e lasciano che siano i più attenti a dedurre che la decisione sia quella di disertare le partite in casa, ma non quelle in trasferta. Il tutto senza alcun tentativo di costruire un approccio comune con gli altri tifosi.
Nel mezzo, quattro persone con uno striscione davanti alla sede della FIGC durante l'elezione di Malagò. Un'iniziativa simbolica, certo, ma senza alcun tentativo di mobilitare realmente la città per una manifestazione a Roma che avrebbe potuto avere tutt'altra risonanza.
In sintesi: contestano tra loro e per loro, senza che sia chiaro cosa vogliano realmente ottenere; non comunicano con l'esterno e non sono stati capaci di portare il problema a livello nazionale.
E questo, a mio avviso, è particolarmente grave perché lascia alla FIGC una libertà quasi assoluta nel decidere se e come intervenire sulla multiproprietà, soprattutto in assenza di una pressione politica e mediatica capace di creare ostacoli reali.
3) Sui contenuti della contestazione
La diserzione può avvenire in (almeno) due modalità: (i) mero boicottaggio economico oppure (ii) delegittimazione.
Il mero boicottaggio economico ha l'obiettivo di ridurre le entrate dirette della società, rendendo progressivamente sconveniente l'investimento economico da parte della Filmauro. È quello che stanno facendo gli Ultras disertando le partite in casa, ma non quelle in trasferta: da un punto di vista strettamente economico, infatti, la presenza dei tifosi in trasferta non genera ricavi materiali per la SSC Bari.
È, ad esempio, il tipo di protesta che può avere senso nel caso della Lazio, perché in quel contesto l'obiettivo è effettivamente quello di colpire economicamente la società.
La delegittimazione, invece, è qualcosa di completamente diverso: significa non riconoscere la SSC come il proprio Bari.
Vorrebbe dire smettere completamente di seguire il calcio giocato (sì, anche in trasferta) e concentrarsi esclusivamente sul piano politico, con contestazioni settimanali a Bari, a Roma, davanti alla sede della Filmauro e della FIGC, coinvolgere altre tifoserie sul territorio, inventare qualsiasi iniziativa capace di mantenere il tema costantemente al centro dell'attenzione pubblica a livello nazionale.
Avrebbe la funzione di rendere evidente, soprattutto fuori Bari, l'inaccettabilità della situazione e l'assenza di un vero progetto calcistico sotto il regime di multiproprietà. Sarebbe, soprattutto, il modo più efficace per esercitare pressione sulla FIGC e per trasformare una vicenda locale in una questione nazionale.
La prima opzione poteva avere senso tre anni fa, prima di Malagò e prima di Lotito alla Reggina. Avrebbe potuto contribuire a creare le condizioni per anticipare il 2028. Ma anche in questo caso ci si è arrivati con un ritardo evidente.
La seconda opzione, invece, servirebbe oggi.
Chissà se ci arriveranno nel 2027, quando ormai i giochi saranno fatti e la riforma sarà già compiuta.
***
Se il calcio a Bari morirà definitivamente, chi aveva la responsabilità di rappresentare Bari e di coordinare la tifoseria dovrà assumersi una parte importante di quella responsabilità.
Che gli ultras si radunano fuori dallo stadio lo sappiamo io, te e pochi altri che seguono un paio di pagine sui social. Non sappiamo neanche se la partecipazione di non ultras sarebbe gradita o meno.
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
Fossi in loro diserterei anche le trasferte
PIERO PRESENTE
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Re: Alcune riflessioni sulla protesta ULTRAS
In teoria, le tifoserie sono organizzate in gruppi perché ogni gruppo ha una sensibilità propria. E non esistono solo i gruppi ultras.Vernolaboy ha scritto:Bene. Visto che non comunicano con l’esterno, come si fa?1baresealyon ha scritto: sab ago 29, 2026 13:40 Ottimo contributo. Non resta che proporlo ai diretti interessati.
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Sarebbe interessante costruire un tavolo di confronto costruttivo tra noi tifosi qualunque e le tifoseria organizzata. Forse, per una volta, potremmo provare ad uscirne compatti.
Dicevano bene quando scrivevano che la frammentazione non faceva bene. Allo stesso tempo, non mi sembra stiano facendo nulla per compattare.
Non so come immagini un confronto tra gruppi organizzati (quindi con una linea definita da uno che li rappresenta), ultras o meno, e tifosi sciolti.
Un incontro pubblico? Magari un dibattito in un luogo stabilito? E i tifosi sciolti che si presenterebbero, perché parlerebbero a nome di tutti i tifosi non organizzati?
Cmq non è una cosa cosi difficile da fare. Si prenota una sala con un po di anticipo, si fa in modo che la partecipazione sia importante e rappresentativa.
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