(Gazzetta del Mezzogiorno) Il menu è semplice semplice come le ricette della nonna: intelligenza e concentrazione. Divagazioni al tema non sono consentite, requisiti dai quali il Bari non dovrà assolutamente scostarsi per giocarsela contro il Perugia. L'incazzatura è ancora una compagna di viaggio di Guido Carboni, una spia evidente del carattere tenace del tecnico toscano. Che la sconfitta di Catanzaro sia simile al «rospone» impossibile da mandare giù, è un dato assodato. Ma il tempo delle verifiche è già venuto e forse passare da una matricola ad una favorita al salto in serie A è quanto di meglio l'allenatore potesse augurarsi per capire se in Calabria si è trattato di un semplice disguido quella doppia distrazione che sono poi costate carissime.
Ma lo squadrone umbro, con mezzo Catania trapiantato alla corte di Gaucci compreso il tecnico, apre anche un trittico di partite da incorniciare: «Già, perché poi ci saranno Torino e Cesena, tris da calare in soli otto giorni: «Voglio un Bari che sappia soffrire», tuona il mister biancorosso: «Non siamo al meglio della condizione, allora a cominciare dalla sfida agli umbri, bisognerà essere bravi sotto l'aspetto tattico, concentrazione al massimo per tutti i novanta minuti. L'interpretazione del match diventa fondamentale, usare accortezza un'esigenza: lasciare spazio al contropiede perugino sarebbe come firmare e filmare un suicidio in diretta. Il Perugia è un avversario diverso dagli altri: più qualità, più mestiere. Non prendere gol diventa un fatto di primaria importanza, perché magari uno riusciamo a farlo. Se non siamo al top dal punto di vista fisico, dobbiamo esserlo nella testa».
Sfruttare i limiti, trasformarli in armi di offesa: «Rispetto al Perugia "contiamo" meno centimetri, loro anzi fanno delle palle inattive un inno alla pericolosità. E allora sarà necessario adoperare la velocità, la rapidità, far viaggiare il pallone senza dare il tempo all'avversario di capire cosa sta accadendo».
Il test contro la Primavera (3-0: Motta nel primo tempo, Scaglia e La Vista nella ripresa; lavoro differenziato per Santoruvo, fermo Gazzi per un risentimento muscolare) non ha fornito grandi indicazioni su quello che sarà il secondo Bari di campionato, ma ha evidenziato i benefici apportati da due esterni di ruolo quali La Vista e Scaglia. Alla luce del... salto triplo in otto giorni, ci saranno comunque cambiamenti: «C'è gente, fra i miei, che ancora non ha i novanta minuti nelle gambe. Su qualcuno posso contare, tipo Bianconi, Santoruvo, Bellavista, Sibilano, gente che sta lavorando fin dall'inizio. su altri un po' meno. nell'arco di questi tre impegni, dovrò gestire i centrocampisti, il reparto più corposo dal punto di vista numerico. Scaglia l'ho trovato bene, ora bisognerà vedere come reagirà alla partita di campionato».
16/09/04 - Carboni carica i suoi uomini
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