11/11/04 - Godeas: "Sogno il gol dell'ex"
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11/11/04 - Godeas: "Sogno il gol dell'ex"
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Sará l'aria pungente del Friuli, ma nella regione della bora, il freddo, evidentemente, aguzza l'ingegno calcistico. La Triestina, storica realtá del football italiano, culla di figure indimenticabili come quella del paron Nereo Rocco, tornata in B dopo anni di mediocritá e decadenza, ha seguito le orme della cugina in questo momento piú blasonata Udinese. Pochi soldi, occhio sempre vigile al bilancio e una squadra di osservatori perennemente all'opera, alla scoperta di giovani talenti da valorizzare e giocatori all'apparenza "finiti" da rivalutare. Come Denis Godeas, un breve parentesi nel Bari di Tardelli, fortemente voluto, quasi inconsciamente, dal pubblico biancorosso affamato di attaccanti e poi rivelatosi solo una meteora. Una parentesi piena di contenuti. Esordio in biancorosso proprio nel suo "Rocco", condito con una vittoria targata Spinesi e incorniciata da una sua clamorosa traversa. Nella sua cittá natale, il bisonte esploso nel profondo Sud, a Messina, ha ritrovato da un anno la vena realizzativa e la cattiveria sotto porta. "Merito di una societá che non fa mai il passo piú lungo della gamba - conferma l'attaccante friulano con origini bitontine - che parla chiaro e che rispetta i patti. Insomma, qui sono di casa e ho ritrovato la mia dimensione ideale, dopo anni passati da 'vagabondo'. Per caritá, non rimpiango nulla o quasi del passato. Ma a Trieste é tutta un'altra cosa". Non rimpiange neanche la scelta barese? "No, perché in quel momento mi sembrava quella giusta e avevo voglia di giocare dopo il fallimento di Como, in cui avevo assaporato la serie A, salvo poi finire in panchina". Sei mesi persi, dica la veritá. "Nulla si butta, tutto fa bagaglio, tecnico e psicologico. Ma diciamo che poteva andare meglio. Dell'incompatibilitá evidente tra il sottoscritto e Spinesi si é giá detto e scritto tutto. E ammetto che era tutto vero. Forse qualcuno avrebbe dovuto pensarci, prima di contattarmi. Io, comunque, ho dato il massimo e non ho nulla da rimproverarmi". Anche perché, con una squadra completamente rinnovata, il Bari anche quest'anno annaspa. "Giá, onestamente, con i nomi in rosa, mi aspettavo ben altri risultati da parte del Bari, forse addirittura un campionato da promozione. Ma tant'é: é sempre la stessa solfa. Si parte a rilento e poi, quando é ora di rimontare, il gap é troppo ampio per essere colmato". Bari quindi giá fuori dalla lotta per salire nella massima serie? "Mi piacerebbe che non fosse cosÃ, magari ritrovarmi con il Bari a lottare tra qualche mese per qualcosa di importante. Ma la Triestina ha ben altri obiettivi e la rincorsa dei biancorossi é lunga... Speriamo, ma é difficile, inutile predersi in giro". Chi vede invece giá con un piede tra i "grandi"? "E' presto per sbilanciarsi, ma direi l'Empoli e il Genoa. I toscani, quando cominciano a giocare, non ti fanno vedere la palla. Quel Somma là é una rivelazione per davvero, sa come si schiera una squadra in campo. Il Grifone, invece, contro cui ho giocato la scorsa settimana, ha a disposizione due squadre titolari, ognuna delle quali potrebbe lottare per il primo posto, e un tecnico di primo livello. Se non sale, qualcuno da quelle parti dovrebbe smettere con questo sport". Conosce qualcuno dell'organico di Carboni? "Solo Simone (Motta, ndr), mio ex compagno nella primavera dell'Udinese. Ma a quanto mi dicono non sta giocando molto. Comunque del Bari temo l'organico. Un gruppo che rende meglio fuori che in casa. Significa che é organizzato difensivamente, come dimostrano i pochi gol subiti. Per noi attaccanti, sará dura trovare la via della rete. Saranno decisivi gli episodi". I nuovi biancorossi dicono di sentire eccessivamente la pressione di una piazza delusa. "E li capisco. Anch'io provavo la stessa sensazione. E quando sei sempre sotto esame rendi la metá". Sogna un gol dell'ex? "Chiaro. Ma direi che sogno un gol, tutto qua. Senza veleni, ma per cinque mesi passati in Puglia non posso definirmi un ex con le lacrime agli occhi".
Sará l'aria pungente del Friuli, ma nella regione della bora, il freddo, evidentemente, aguzza l'ingegno calcistico. La Triestina, storica realtá del football italiano, culla di figure indimenticabili come quella del paron Nereo Rocco, tornata in B dopo anni di mediocritá e decadenza, ha seguito le orme della cugina in questo momento piú blasonata Udinese. Pochi soldi, occhio sempre vigile al bilancio e una squadra di osservatori perennemente all'opera, alla scoperta di giovani talenti da valorizzare e giocatori all'apparenza "finiti" da rivalutare. Come Denis Godeas, un breve parentesi nel Bari di Tardelli, fortemente voluto, quasi inconsciamente, dal pubblico biancorosso affamato di attaccanti e poi rivelatosi solo una meteora. Una parentesi piena di contenuti. Esordio in biancorosso proprio nel suo "Rocco", condito con una vittoria targata Spinesi e incorniciata da una sua clamorosa traversa. Nella sua cittá natale, il bisonte esploso nel profondo Sud, a Messina, ha ritrovato da un anno la vena realizzativa e la cattiveria sotto porta. "Merito di una societá che non fa mai il passo piú lungo della gamba - conferma l'attaccante friulano con origini bitontine - che parla chiaro e che rispetta i patti. Insomma, qui sono di casa e ho ritrovato la mia dimensione ideale, dopo anni passati da 'vagabondo'. Per caritá, non rimpiango nulla o quasi del passato. Ma a Trieste é tutta un'altra cosa". Non rimpiange neanche la scelta barese? "No, perché in quel momento mi sembrava quella giusta e avevo voglia di giocare dopo il fallimento di Como, in cui avevo assaporato la serie A, salvo poi finire in panchina". Sei mesi persi, dica la veritá. "Nulla si butta, tutto fa bagaglio, tecnico e psicologico. Ma diciamo che poteva andare meglio. Dell'incompatibilitá evidente tra il sottoscritto e Spinesi si é giá detto e scritto tutto. E ammetto che era tutto vero. Forse qualcuno avrebbe dovuto pensarci, prima di contattarmi. Io, comunque, ho dato il massimo e non ho nulla da rimproverarmi". Anche perché, con una squadra completamente rinnovata, il Bari anche quest'anno annaspa. "Giá, onestamente, con i nomi in rosa, mi aspettavo ben altri risultati da parte del Bari, forse addirittura un campionato da promozione. Ma tant'é: é sempre la stessa solfa. Si parte a rilento e poi, quando é ora di rimontare, il gap é troppo ampio per essere colmato". Bari quindi giá fuori dalla lotta per salire nella massima serie? "Mi piacerebbe che non fosse cosÃ, magari ritrovarmi con il Bari a lottare tra qualche mese per qualcosa di importante. Ma la Triestina ha ben altri obiettivi e la rincorsa dei biancorossi é lunga... Speriamo, ma é difficile, inutile predersi in giro". Chi vede invece giá con un piede tra i "grandi"? "E' presto per sbilanciarsi, ma direi l'Empoli e il Genoa. I toscani, quando cominciano a giocare, non ti fanno vedere la palla. Quel Somma là é una rivelazione per davvero, sa come si schiera una squadra in campo. Il Grifone, invece, contro cui ho giocato la scorsa settimana, ha a disposizione due squadre titolari, ognuna delle quali potrebbe lottare per il primo posto, e un tecnico di primo livello. Se non sale, qualcuno da quelle parti dovrebbe smettere con questo sport". Conosce qualcuno dell'organico di Carboni? "Solo Simone (Motta, ndr), mio ex compagno nella primavera dell'Udinese. Ma a quanto mi dicono non sta giocando molto. Comunque del Bari temo l'organico. Un gruppo che rende meglio fuori che in casa. Significa che é organizzato difensivamente, come dimostrano i pochi gol subiti. Per noi attaccanti, sará dura trovare la via della rete. Saranno decisivi gli episodi". I nuovi biancorossi dicono di sentire eccessivamente la pressione di una piazza delusa. "E li capisco. Anch'io provavo la stessa sensazione. E quando sei sempre sotto esame rendi la metá". Sogna un gol dell'ex? "Chiaro. Ma direi che sogno un gol, tutto qua. Senza veleni, ma per cinque mesi passati in Puglia non posso definirmi un ex con le lacrime agli occhi".
- il puma
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Era proprio scarso,cmq è giusto che sogni un gol dell'ex ed è stato anche sincero ad ammetterlo.
Ma sinceramente,conoscendo la nostra difesa, temo 100 volte di più Moscardelli.
Ma sinceramente,conoscendo la nostra difesa, temo 100 volte di più Moscardelli.
Due cose riempono l'animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. - I. Kant
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mascalzonelatino
- Biancorosso

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