23/11/04 - Bari, nuovi dubbi e vecchi equivoci

Le ultime news, prese da fonti ufficiali quali siti (non blog) giornali o tv riguardanti il Bari e tutto sul calciomercato: acquisti, cessioni, o semplici interessamenti. Il formato di un nuovo argomento deve essere del tipo GG/MM/AA - TITOLO.

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23/11/04 - Bari, nuovi dubbi e vecchi equivoci

Messaggio da Marcomerlino »

(Gazzetta del Mezzogiorno)

Fumano ancora le rovine biancorosse. Ha detto bene Carboni sottolineando che la gente ha le «palle» piene di queste prestazioni. Il problema, però, è anche porre rimedio a questa situazione. Due terzi di campionato consumati, la sensazione che il Bari non sappia ancora cosa voglia fare da grande è molto più che una sensazione. Le tre partite utili consecutive avevano forse illuso un po' tutti, la Salernitana ha selvaggiamente ricondotto alla realtà dei fatti. Se la squadra non si schioda dalle ultime posizioni, qualcosa che non gira ci sarà pure; se la squadra torna sul fondo, qualcosa evidentemente non funziona; se sul più bello si cade in vecchi errori, allora qualche altra cosa non va. Sembra lo stesso refrain dello scorso campionato, quando poi il tonfo in C1 coronò la stagione degli equivoci e degli inghippi. Gennaio? Vabbè che è il mese della Befana, ma fino ad allora? Eppoi... Si interverrà? E come? Domande lecite, alla luce di quanto il Bari ha regalato fino ad oggi. L'importante è tenere ben presente il malinconico finale dell'anno di grazia 2003-2004. Matarrese a fine partita era molto amareggiato, oltre che perplesso. STRAVOLGIMENTI TATTICI - Non capi d'accusa, semplicemente dati di fatto. Anche contro la Salernitana il Bari si è presentato con un volto diverso, l'ennesimo. Questa volta sotto l'aspetto della collocazione in campo dei giocatori. Un modulo in avvio, altri due nel corso del match, un altro in conclusione. Troppi. Va bene l'adattabilità all'avversario, ma se per una volta l'avversario pensasse, lui, al Bari? Piccola curiosità: la Salernitana ha cominciato e finito in un modo. E se il girare troppo attorno al modulo confondesse le idee a chi va in campo? Altra piccola curiosità: una punta in campo e tre in panchina. Il risultato, direte, non è cambiato nella ripresa, con due punte: vero. Ma il punteggio era diverso dallo 0-0 di avvio, non si trattava più di sbloccare, quanto di recuperare. Con tutti gli affanni del caso. Il numero di punte, spesso, non determina l'atteggiamento. Giusto. Sacrosanto, anche, come il numero di attaccanti trasmetta maggiore apprensione alla difesa avversaria, non fosse altro che per un fatto di presenza fisica. Anaclerio era da solo in mezzo alla linea a quattro campana. Perplessità su qualche calciatore fuori ruolo: Bellavista sulla destra, La Vista schiacciato quasi sulla punta. QUANDO SI DEVE FARE LA PARTITA... - Va meglio in trasferta, per il semplice fatto che l'atteggiamento d'attesa trova fertilità negli spazi lasciati scoperti da chi gioca in casa. La salvezza, però, si costruisce anche e soprattutto nelle partite interne. E il Bari al San Nicola ha semplicemente raccolto una miseria. Questione di mentalità, ma anche di caratteristiche. Da una parte la scelta di impostare la partita in un modo attendista, dall'altra magari la difficoltà dei giocatori ad imporre la propria personalità. «A volte non capisco questa squadra», ha detto Carboni domenica pomeriggio a fine partita. Bè, risulta un po' complicato capire pure la vera identità di questa squadra, sempre rinnovata rispetto alla domenica precedente. Sulla scorta dei sette punti in tre giornate, quindi di una fiducia crescente, il Bari avrebbe potuto optare per un altro tipo di partita, scegliere maggiore coraggio invece che la solita filosofia. RASSEGNAZIONE - È affiorata domenica pomeriggio, sul 2-1 per i campani. A tratti si è rivista la scombinata formazione dello scorso campionato, la banda che attendeva con fatalità il colpo dell'avversario. L'azione del terzo gol salernitano fa risalire agli schemi semplici del calcio a cinque, con Gillet nell'incolpevole ruolo di birillo. Per larghi tratti della ripresa il Bari mai ha dato l'impressione di poter minimamente impensierire Botticella e compagni. Sarà stato per il morale ammaccatissimo, per il campo pesante, ma il Bari ha pure smesso di correre un po' troppo presto. EQUILIBRI PRECARI - Difesa sotto accusa per i tre gol. Mancata chiusura su Bombardini al momento del tiro (chi doveva uscire centralmente?), assenza ingiustificata sul raddoppio (chilomentrico contropiede), incomprensione colossale sul terzo gol (Brioschi si ferma, Doudou è almeno cinque metri dietro il compagno). Tre giornate senza gol e poi il tonfo. Prima segnali incoraggianti, poi il ritorno al passato. Prima c'era Bianconi, oggi c'è Brioschi. La fotografia è quella di un reparto arretrato nel complesso lento, a proprio agio sui palloni alti, in chiara difficoltà davanti ad attaccanti veloci. Ma c'è anche la mancanza di copertura del centrocampo. Il 2-0 campano è stato come infilare una squadra di ragazzini. Bellavista e Gazzi gli unici a rincorrere gli scatenati avversari. Brioschi, Sibilano e Doudou erano da qualche altra parte. Ma si può lasciare tanto campo scoperto? E adesso si deve ricominciare. Per forza e da qualche parte. Con Carboni che torna nuovamente in discussione. Fabrizio Nitti
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