20/01/05 - Bari, 11 giornate per ritrovarsi

Le ultime news, prese da fonti ufficiali quali siti (non blog) giornali o tv riguardanti il Bari e tutto sul calciomercato: acquisti, cessioni, o semplici interessamenti. Il formato di un nuovo argomento deve essere del tipo GG/MM/AA - TITOLO.

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20/01/05 - Bari, 11 giornate per ritrovarsi

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(Gazzetta del Mezzogiorno)

Crescita sotto gli occhi, sei risultati positivi di fila aiutano a pensare meglio il futuro e soprattutto a preparare meglio la prossima, delicata, partita contro il Catanzaro. Certo i segnali sono positivi, ma l'importante è che non si commetta l'errore, nel quale si è incappati qualche mese fa, di ritenersi al di fuori della lotta, così come avvenne a novembre quando la Salernitana riportò tutti alla realtà. La prognosi, per dirla in termini medici, è ancora riservata. Ma il Bari che riprende colore pone le radici del miglioramento in un periodo ancora più ampio rispetto alle sei giornate senza sconfitte. Il tecnico l'altro ieri divideva il girone di andata in due parti: le prime dieci giornate hanno scritto un capitolo, le rimanenti undici hanno disegnato un Bari diverso. Una squadra che, così come ripropone lo schema qui accanto, si insinua come rendimento fra le prime sei del campionato. Undici giornate, a partire dalla vittoria esterna di Catania (solo due sconfitte: al San Nicola contro la Salernitana, a Treviso) rappresentano una porzione molto più ampia e attendibile. Pazienza, calma e coraggio le tre componenti che hanno prodotto una sorta di piccola trasformazione e con le quali bisognerà proseguire per venir fuori dal tunnel. Atteggiamento tattico, crescita fisica, convinzione. Un fattore legato all'altro. ATTEGGIAMENTO TATTICO - È variato rispetto alle prime timide esibizioni. Il Bari adesso è una squadra che cerca la porta avversaria con maggior frequenza, crea occasioni, le sbaglia, segna di più, grazie anche all'inserimento di Dionigi. In precedenza non era così: Carboni preferiva «chiudere i guantoni» e limitare i guai, quasi un'esigenza contingente. L'opzione delle due punte, in origine non sempre sposata, è diventata un dato di fatto. Scelta che ha spostato l'asse del gioco più avanti. LA CRESCITA FISICA - Un fattore che si lega strettamente al primo. Il mosaico affidato a Carboni si è completato praticamente a campionato quasi cominciato. Calciatori in ritardo, altri che avevano lavorato in maniera discutibile, altri ancora infortunati. È abbastanza evidente come il progredire di qualche giocatore abbia portato benefici a tutto il gruppo. «In ritiro - ricorda Marco Falasca, preparatore atletico - eravamo "quattro gatti", tra l'altro nove ragazzi che a luglio erano con noi, adesso giocano in C1 e C2. Poi, piano piano, si è formato il gruppo che avrebbe affrontato il campionato di B. Fatta eccezione per la gara con la Salernitana, penso che il Bari non abbia mai deluso neanche sotto il profilo atletico. Credo che la crescita di gente come Carrus, Scaglia, La Vista, Goretti e Micolucci sia stato un bene. Questi cinque, mi sembra giusto sottolinearlo, non erano con noi in ritiro e quindi hanno coperto un arco più ampio di tempo per raggiungere la condizione degli altri. Scaglia, poi, arrivò infortunato ad una spalla. Ogni giocatore ha una scheda, segue un lavoro personalizzato. I test svolti a dicembre ci hanno dato conforto sul fatto che tutti sono in buona condizione. Sono fortunato a poter lavorare con un gruppo di professionisti tanto seri. Così come posso affermare che Dionigi si è presentato in discreta forma: è stato bravo a Reggio a non mollare. Ora sta lavorando in particolar sulla forza esplosiva». Ora che c'è un'omogeneità, ipoteticamente è una squadra destinata a progredire sotto l'aspetto della condizione. ATTEGGIAMENTO MENTALE - Se si corre di più e meglio, si acquisisce maggior consapevolezza nei propri mezzi, anche e soprattutto psicologici. E ci si stanca anche di meno. Più risultati positivi si mettono assieme, più aumenta la convinzione di potersela giocare con tutti. È quanto il Bari ha mostrato nella seconda parte della stagione. È quanto il Bari dovrà continuare a fare. A partire dalla prossima partita interna contro il Catanzaro. Convinzione e personalità. Ma pure l'umiltà, arma determinante per raggiungere qualsiasi tipo di traguardo. Fabrizio Nitti
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