Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
Berlusconi è solo la conseguenza, non la causa. Il nemico è Licio Gelli, Bettino Craxi, Giorgio Andreotti… Berlusconi è il nano della p.2.
Berlusconi lo capisci leggendo Massimo Fini e Marco Travaglio o, meglio ancora, Indro Montanelli.
Il nemico mio è uno solo: l'infamia.
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L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.
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Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***

Un libro immenso che ti apre un mondo.
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Re: R: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it*
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
Di Montanelli sto leggendo tutta la Storia d'Italia..,da laureato in storia puoi immaginare che fascino sto avendo per quell'opera!CIANURO ha scritto:Berlusconi è solo la conseguenza, non la causa. Il nemico è Licio Gelli, Bettino Craxi, Giorgio Andreotti… Berlusconi è il nano della p.2.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
L'Elogio della Follia va letto, lasciate stare Berlusconi che se ne ha letto una versione riassunta in tre pagine da Dell'Utri con disegni esplicativi di Confalonieri è già tanto
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
Da laureato in storia posso dirti e ti rispondo che se amo la Storia la amo anche grazie a quell'opera di Indro Montanelli e ti dico che ti capisco alla perfezione. Ti consiglio, infine, di leggerti il suo stupendo poscritto alla fine dell'opera.sirius ha scritto:Di Montanelli sto leggendo tutta la Storia d'Italia..,da laureato in storia puoi immaginare che fascino sto avendo per quell'opera!CIANURO ha scritto:Berlusconi è solo la conseguenza, non la causa. Il nemico è Licio Gelli, Bettino Craxi, Giorgio Andreotti… Berlusconi è il nano della p.2.
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Quando la prosa si fa poesia.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***

L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
Dopo una settimana a Barcellona, rileggerò questo


C'è chi dice che il calcio sia questione di vita o di morte: non concordo con quest'affermazione; posso assicurarvi che è una questione molto, ma molto più seria.
(Bill Shankly)
Il calcio consiste fondamentalmente in due cose. La prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente. La seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. Se non la puoi controllare, tantomeno la puoi passare.
(Johan Cruijff)
58
(Bill Shankly)
Il calcio consiste fondamentalmente in due cose. La prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente. La seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. Se non la puoi controllare, tantomeno la puoi passare.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
Dove ti sei laureato? UniBa?CIANURO ha scritto:Da laureato in storia posso dirti e ti rispondo che se amo la Storia la amo anche grazie a quell'opera di Indro Montanelli e ti dico che ti capisco alla perfezione. Ti consiglio, infine, di leggerti il suo stupendo poscritto alla fine dell'opera.sirius ha scritto:Di Montanelli sto leggendo tutta la Storia d'Italia..,da laureato in storia puoi immaginare che fascino sto avendo per quell'opera!CIANURO ha scritto:Berlusconi è solo la conseguenza, non la causa. Il nemico è Licio Gelli, Bettino Craxi, Giorgio Andreotti… Berlusconi è il nano della p.2.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
Sempre Storia

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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***

Per un sapere enciclopedico. Il sogno di ogni uomo. L'eternità.
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
pur rispettando i gusti e le opinioni di tutti, stento a capire l'entusiasmo manifestato per i libri e la prosa in genere di montanelli, anticomunista viscerale e uomo buono per tutte le stagioni italiane più nefaste: fascismo, demokrazia kristiana, berluskonismo.
Quando ero studente universitario i suoi libri di storia, scritti con l'amico di cui non ricordo il nome, erano classificati come spam adatto alle casalinghe. Come giornalista non aveva pudore a scrivere editoriali su editoriali in giornaletti come gente e oggi, dicendo sempre le stesse cose sull'URSS e sulle code, viste solo da lui, che si facevano a Mosca per comprare il pane. Può darsi che oggi, con il deserto culturale regnante ovunque, i suoi libri risultino accettabili come le canzoni di Lucio Battisti...
(perdonate il gap generazionale)
Quando ero studente universitario i suoi libri di storia, scritti con l'amico di cui non ricordo il nome, erano classificati come spam adatto alle casalinghe. Come giornalista non aveva pudore a scrivere editoriali su editoriali in giornaletti come gente e oggi, dicendo sempre le stesse cose sull'URSS e sulle code, viste solo da lui, che si facevano a Mosca per comprare il pane. Può darsi che oggi, con il deserto culturale regnante ovunque, i suoi libri risultino accettabili come le canzoni di Lucio Battisti...
PER UN GRANDE BARI: MATARRESE VATTENE
La proprietà è un furto, la multiproprietà è un multifurto: DE LAURENTIIS VATTENE
«un uomo deve sempre lottare per le proprie idee; se non lo fa è perché o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui» (Ezra Pound)
Almiron: "Una grande? Spero di far diventare grande il Bari" (15.09.2010)
ADESPOTI SI VINCE
La proprietà è un furto, la multiproprietà è un multifurto: DE LAURENTIIS VATTENE
«un uomo deve sempre lottare per le proprie idee; se non lo fa è perché o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui» (Ezra Pound)
Almiron: "Una grande? Spero di far diventare grande il Bari" (15.09.2010)
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
Indro Montanelli smise di essere fascista nel 1936-1937 all'inizio della campagna di Spagna, quando il Fascismo, dopo la campagna di Etiopia e le sanzioni aveva raggiunto il massimo del suo consenso. Sfido chiunque dei nostri accademici a saper fare altrettanto, proprio loro che rifiutarono soltanto in 12, dicosi 12, il giuramento al Duce e al Fascismo.
Detto questo, per questo suo rifiuto al Fascismo Montanelli pagò con l'ostracismo e con l'esilio in Estonia, tornò alla ribalta grazie alle cronache fatte sul Corriere della Sera della guerra tra Finlandia e URSS e da allora iniziò la sua parabola come giornalista più amato dagli italiani, tanto che lo definirono il principe.
Montanelli pagò il suo rifiuto al Fascismo con la condanna a morte che gli diedero i nazisti che lo imprigionarono nel carcere di San Vittore e, dal quale, solo fortunosamente riuscì ad evadere. Montanelli pagò, ancora di più se è possibile, il suo rifiuto al Comunismo con le 4 pallottole che i brigasti rossi gli spararono mentre si recava alla sede del Giornale da lui diretto e fondato per 20 anni. Montanelli, dopo svariati anni, perdonò i suoi sicari e strinse loro la mano perché, frase sua, indimenticabile: con i nemici sconfitti si brinda.
Montenelli pagò il suo rifiuto al berlusconismo lasciando il Giornale da lui diretto e fondato per 20 anni e fondando la Voce. Lasciò la sua creatura editoriale amata e venerata di cui lui era stato padre e bandiera per ricominciare un avventura a 85 anni suonati. Sfido chiunque dei vegliardi attuali di questa macilenta e tremebonda italietta di me.r.d.a. a fare altrettanto.
Le opere scritte da Montanelli, la sua storia d'Italia in particolare, ma anche tutte le altre, ebbero un immenso successo di pubblico e questa fu la sua opera più grande: aver reso un servigio immenso al popolo e alla nazione di cui era un immenso figlio, quello di avvicinare gli uni all'altra, quella di aver fatto conoscere la storia del proprio Paese ad un popolo che se ne è sempre strafotutto proprio perché ha trovato quei professori universitari di cui fu sempre acerrimo nemico, quasi tutti di sinistra seppur con parecchi soldini, che hanno reso la cultura italiana distante e lontana dal popolo, proprio il contrario di quello che dovrebbe essere e hanno reso lo stesso circuito culturale una sorta di grossa ma.fia. come se non ce ne fossero già abbastanza in questo Paese che è maf.ioso nel suo dna.
Sul fatto, infine, che il comunismo di Mosca, come tutti i comunismi che arrivano al potere, fosse: inumano, violento, persecutore e creatore di povertà non è che aveva ragione Montanelli, è stata la storia a dimostrarcelo, altrimenti non si spiegherebbe il perché il comunismo sia imploso dal di dentro, lasciando partita vinta al regime Capitalista che non è certo il Paradiso in terra, eppure si è rivelato, alla prova dei fatti, migliore e più duraturo del regime nato in URSS.
Per quanto riguarda la sua prosa che era semplice, pulita e bellissima io mi auguro che anche uno solo, uno soltanto dei tanti professori universitari che abbiamo in Italia sappiano scrivere bene anche solo la decima parte di come scriveva Montanelli e, sopratutto, che abbiano anche solo un millesimo delle palle che aveva lui.
Detto questo, per questo suo rifiuto al Fascismo Montanelli pagò con l'ostracismo e con l'esilio in Estonia, tornò alla ribalta grazie alle cronache fatte sul Corriere della Sera della guerra tra Finlandia e URSS e da allora iniziò la sua parabola come giornalista più amato dagli italiani, tanto che lo definirono il principe.
Montanelli pagò il suo rifiuto al Fascismo con la condanna a morte che gli diedero i nazisti che lo imprigionarono nel carcere di San Vittore e, dal quale, solo fortunosamente riuscì ad evadere. Montanelli pagò, ancora di più se è possibile, il suo rifiuto al Comunismo con le 4 pallottole che i brigasti rossi gli spararono mentre si recava alla sede del Giornale da lui diretto e fondato per 20 anni. Montanelli, dopo svariati anni, perdonò i suoi sicari e strinse loro la mano perché, frase sua, indimenticabile: con i nemici sconfitti si brinda.
Montenelli pagò il suo rifiuto al berlusconismo lasciando il Giornale da lui diretto e fondato per 20 anni e fondando la Voce. Lasciò la sua creatura editoriale amata e venerata di cui lui era stato padre e bandiera per ricominciare un avventura a 85 anni suonati. Sfido chiunque dei vegliardi attuali di questa macilenta e tremebonda italietta di me.r.d.a. a fare altrettanto.
Le opere scritte da Montanelli, la sua storia d'Italia in particolare, ma anche tutte le altre, ebbero un immenso successo di pubblico e questa fu la sua opera più grande: aver reso un servigio immenso al popolo e alla nazione di cui era un immenso figlio, quello di avvicinare gli uni all'altra, quella di aver fatto conoscere la storia del proprio Paese ad un popolo che se ne è sempre strafotutto proprio perché ha trovato quei professori universitari di cui fu sempre acerrimo nemico, quasi tutti di sinistra seppur con parecchi soldini, che hanno reso la cultura italiana distante e lontana dal popolo, proprio il contrario di quello che dovrebbe essere e hanno reso lo stesso circuito culturale una sorta di grossa ma.fia. come se non ce ne fossero già abbastanza in questo Paese che è maf.ioso nel suo dna.
Sul fatto, infine, che il comunismo di Mosca, come tutti i comunismi che arrivano al potere, fosse: inumano, violento, persecutore e creatore di povertà non è che aveva ragione Montanelli, è stata la storia a dimostrarcelo, altrimenti non si spiegherebbe il perché il comunismo sia imploso dal di dentro, lasciando partita vinta al regime Capitalista che non è certo il Paradiso in terra, eppure si è rivelato, alla prova dei fatti, migliore e più duraturo del regime nato in URSS.
Per quanto riguarda la sua prosa che era semplice, pulita e bellissima io mi auguro che anche uno solo, uno soltanto dei tanti professori universitari che abbiamo in Italia sappiano scrivere bene anche solo la decima parte di come scriveva Montanelli e, sopratutto, che abbiano anche solo un millesimo delle palle che aveva lui.
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***

L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.
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Re: Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***
E alla fine si commuove, considerate oh dei, quanto Marco amasse Indro.
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