Appassionati di Ciclismo

In questa sezione si può parlare delle varie realtà calcistiche, specialmente della nostra regione, e di altri sport a livello locale o nazionale, oppure internazionale.

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Ciclismo: in una volata c’è tutto Viviani, vittoria costruita in una carriera intera

Quando vince Elia Viviani ha un sapore particolare. Non è nato come fenomeno assoluto ma è sempre lì, a lavorare sui propri difetti per cercare di scalare le gerarchie nel piccolo ma impervio mondo dei funamboli della volata. Nella giornata di ieri il veronese ha vinto la seconda tappa della Tre Giorni di La Panne con una volata che è stata un manifesto ideologico del Viviani ciclista.

Elia è intelligente e sa quello che deve provare a fare per vincere. Per questo, coadiuvato da un compagno al Team Sky si è portato sulla ruota di Marcel Kittel a due chilometri e quattrocento metri dal traguardo, francobollandosi al treno della Etixx-QuickStep. Era il vagone giusto, un diretto per arrivare nelle prime posizioni agli ultimi 250 metri.

Elia è ambizioso. Come già detto, forse difetta qualcosa in termini prettamente atletici rispetto ai vari Kittel, Greipel, Sagan, Cavendish e Gaviria ma la sua sua determinazione fa la differenza. E per questo ha scelto la ruota di Kittel, pur sapendo che in questo 2016 il tedescone aveva vinto tutte le volate che era riuscito a disputare, spesso con una facilità disarmante. Viviani è solito scegliersi gli obiettivi più difficili, senza paura. Anche per questo, quando li raggiunge, il sapore è ancora più dolce.

Elia è paziente. Vuole vincere, vuole dimostrare di essere il più forte ma sa aspettare. In questa volata come nell’intera carriera. Ha saputo mettersi a disposizione di compagni più forti, ha saputo sacrificare parte dell’attività su strada per coltivare il sogno olimpico su pista, ha saputo sacrificare parte dell’attività in pista per coltivare il sogno di essere tra gli sprinter più forti al mondo su strada. E nella volata di ieri tutta questa pazienza è uscita. Ha aspettato, ha atteso, è quasi scomparso dall’inquadratura, nascosto dietro la sagoma di Kittel fino agli ultimi 100 metri quando gli è uscito dalla ruota di pura forza e cattiveria agonistica.

Un cocktail di intelligenza, pazienza e ambizione esplosi in un urlo che forse si stava tenendo dentro dallo sciagurato finale dell’Omnium ai Campionati del mondo di Londra. E alla fine, meritatamente, ha vinto. Seconda affermazione stagionale che arriva al termine di un periodo non facile dopo la rassegna iridata su pista che ha raggiunto il culmine, in negativo, con i ritiri ad Harelbeke e alla Gand-Wevelgem. Ma Elia è tenace e dalle sconfitte, come ha sempre fatto in carriera, ha tirato fuori tutta la motivazione e la forza per tornare a volare.

http://www.oasport.it/2016/03/video-cic ... ra-intera/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo, Tre Giorni di La Panne 2016: acuto di Kittel nella prima semitappa dell’ultima giornata

Dopo il secondo posto di ieri, il tedesco Marcel Kittel trova la vittoria di tappa nella Tre Giorni di La Panne 2016. Lo sprinter della Etixx-Quick Step si è imposto sul traguardo di De Panne, nella prima semitappa in programma quest’oggi. Ricordiamo che la kermesse belga si chiuderà con una cronometro individuale.

Questa mattina il plotone si è disimpegnato per le vie di un circuito cittadino. 111 km senza particolari asperità, in cui il gruppo ha tenuto a distanza di sicurezza 7 fuggitivi, per poi compattarsi sotto la spinta della squadra del vincitore, ed esibirsi nel più classico degli sprint, regolato appunto da una volata regale di Kittel.

Secondo posto, a completare una doppietta teutonica, per Phil Bauhaus (Bora-Argon18). Ancora una volta terza piazza per il leader della classifica generale, ovvero il norvegese Alexander Kristoff (Katusha).

Nel pomeriggio la crono che risulterà decisiva in chiave vittoria finale.

http://www.oasport.it/2016/03/ciclismo- ... -giornata/
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Giro delle Fiandre 2016, gli outsider: Etixx, ora non puoi più aspettare. Tanti i pretendenti al trono

Domenica si disputerà l’edizione numero 100 del Giro delle Fiandre. Una corsa aperta a diversi soluzioni che però, per la presenza dei muri, consente ai più forti di emergere e di giocarsi il successo sin sul traguardo. Ieri vi abbiamo presentato i favoriti, oggi vediamo chi sono gli outsider per il successo nella seconda Classica Monumento della stagione.

La squadra più attesa e attrezzata per la corsa sarà la Etixx-QuickStep. Nonostante diverse frecce in faretra, nessuno dei loro corridori è stato inserito tra i grandi favoriti della vigilia. Il capitano dovrebbe essere il ceco Zdenek Stybar, che però non ha impressionato nelle ultime uscite. Con lui in maglia nerazzurra Tom Boonen, alla ricerca del quarto Fiandre, Matteo Trentin, Niki Terpstra e Stijn Vandenbergh. Tutte seconde punte molto interessanti ma lontane dal livelli dei migliori. Anche per questo la formazione belga potrebbe entrare in azione anche ad oltre 50 dall’arrivo per sfruttare la superiorità numerica: serve un salto di qualità dal punto di vista tattico rispetto alle ultime uscite per inventare qualcosa.

Correrà da solo, ma aspetta la Settimana Santa del ciclismo come un bambino aspetta il natale. Sep Vanmarcke è arrivato ad un bivio in carriera. Dopo l’esplosione del 2013 con il secondo posto alla Parigi-Roubaix battuto solo da Cancellara il belga della LottoNL-Jumbo non ha saputo mantenere le attese. A 27 anni e con ormai una buona dose di esperienza alle spalle è arrivato il momento di raccogliere. Non sembra al top ma solitamente si trasforma quando sente odore di Ronde.

Molto attrezzato anche il Team Sky. Se di Michal Kwiatkowski abbiamo già parlato la compagine britannica potrà contare su diversi atleti interessanti. Geraint Thomas è arrivato in sordina a questo Fiandre (pur vincendo la Parigi-Nizza) mentre Luke Rowe si sta esprimendo su livelli mai raggiunti prima e sembra tagliato per questo genere di gare. Infine Ian Stannard: preferisce la Roubaix per conformazione fisica ma non teme le pietre e da passista qual è potrebbe provare ad anticipare anche per aiutare i propri compagni.

La Lotto Soudal nelle scorse stagioni ha corso in maniera memorabile in queste corse. Purtroppo ha perse Debusschere per infortunio (e il belga era in ottima forma) ma può contare su Jurgen Roelandts (già sul podio a Fiandre nel 2013 anticipando i big) e il giovanissimo Tiesj Benoot, ormai più che una promessa. Solidi anche i gregari con Greipel e Bak che potrebbero svolgere un lavoro fondamentale.

Non va sottovalutato Arnaud Démare, fresco vincitore della Milano-Sanremo. Archiviate le polemiche per il presunto traino sulla Cipressa, il francese della FDJ ha sempre dimostrato di gradire queste corse. Sui muri non è al livello dei big ma se nessuno dovesse riuscire a fare la differenza potrebbe piazzare la zampata. Alla Roubaix potrebbe trovarsi ancor di più a suo agio. In netta ripresa rispetto agli scorsi anni, è atteso al varco il norvegese Edvald Boasson Hagen, passato alla Dimension Data e sempre tra i migliori in questa prima parte di stagione. Deve confermarsi anche in corse di questo spessore.

Rischia di rimanere un’eterna promessa anche l’olandese Lars Boom, Astana. Proveniente dal ciclocross, queste dovrebbero essere le sue gare ma non ha mai lasciato veramente il segno. Spostandoci in casa Trek-Segafredo Jasper Stuyven e Edward Theuns potrebbero sì essere ottimi gregari di Cancellara ma sono allo stesso tempo ottimi interpreti da Nord. Dovessero ricevere il via libera potrebbero giocarsi le prime posizioni sul traguardo di Oudenaarde. Tra i belgi presenti, è atteso al salto di qualità Jens Keukeleire (Orica-GreenEDGE).

Tra gli italiani, oltre il già citato Trentin, potrebbero far bene Daniel Oss (seconda punta alla BMC alle spalle di Van Avermaet) e Filippo Pozzato (incostante nelle ultime uscite ma punta di diamante della Southeast). Dodici mesi or sono entrambi erano arrivati nel primo gruppo alle spalle degli attaccanti, esclusi per pochi metri dalla top 10. Un altro indiziato per chiudere davanti (lo scorso anno fu brillantissimo alla Roubaix) è Marco Marcato (Manty – Groupe Gobert).

http://www.oasport.it/2016/03/giro-dell ... -al-trono/
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Tre Giorni di La Panne 2016: Bodnar si aggiudica la cronometro dei centesimi. A Westra la corsa

Grandissime emozioni nell’ultima semitappa della Tre Giorni di La Panne. Nella cronometro da De Panne a De Panne, di 14,2 km, a trionfare è il polacco Maciej Bodnar (Tinkoff), che chiude con il tempo di 17’39”. A stupire però non è tanto il successo del forte cronoman polacco, già trionfatore su questo percorso due anni fa, ma l’ordine d’arrivo, che vede addirittura tre corridori nel giro di un secondo.

Piazzato al secondo posto l’ex campione del mondo Tony Martin: il tedesco della Etixx Quick Step può maledire i centesimi con i quali è stato battuto da Bodnar. Centesimi maledetti anche per il giovanissimo Tom Bohli, sorprendente svizzero della BMC, terzo a pari tempo.

Gioia in casa Astana: grazie ad una gran cronometro, chiusa al quarto posto, Lieuwe Westra si aggiudica la classifica generale battendo il campione uscente Alexander Kristoff (Katusha) e il compagno di squadra Alexey Lutsenko.

http://www.oasport.it/2016/03/tre-giorn ... -la-corsa/
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Giro dei Paesi Baschi, il percorso e le tappe: affare per scalatori

Lunedì inizierà il Giro dei Paesi Baschi, breve corsa a tappe con sei giornate di gara che regaleranno agli scalatori l’opportunità di misurarsi. Il percorso.

4 aprile, prima tappa: Etxebarria – Markina-Xemein (144 chilometri)
Si parte già quinta. O meglio, in ottavav. Come il numero dei GPM che gli atleti dovranno affrontare. Uno solo sarà di prima categoria (il penultimo) mentre l’ultima ascesa di giornata sarà di seconda e si concluderà a 9 chilometri dall’arrivo. Subito pane per gli uomini di classifica.

5 aprile, seconda tappa: Markina-Xemein – Amurrio-Baranbio (174 chilometri)
Non mancano le salite. Nonostante ci siano solo gran premi della montagna ne contiamo almeno sei. L’arrivo è in salita ad Amurrio: pendenze importanti per uno strappo che dovrebbe misurare tre chilometri circa. Qui potrebbe già delinearsi la classifica.

6 aprile, terza tappa: Vitoria-Gasteiz – Lesaka (193 chilometri)
Ad un primo sguardo sembra più facile delle altre due, ma anche in questa giornata spazio a uomini di classifica e scalatori. Nel finale, in rapida successione,ci sono 3 dei 5 GPM di tapa, l’ultimo posizionato a 10 chilometri dal traguardo. Trampolino di lancio ideale per uomini da Liegi in cerca della gamba giusta.

7 aprile, quarta tappa: Lesaka – Orio (165 chilometri)
Ennesima frazione difficile da interpretare. L’unica costante sono le salite. Sei ascese che potrebbero selezionare il gruppo e uno zampellotto nel finale che potrebbe decidere la corsa posto tra l’ultima discesa e il traguardo. Per i big sarà vietato distrarsi ma anche questa giornata dovrebbe concedere un’opportunità agli scattisti più resistenti.

8 aprile, quinta tappa: Orio › Arrate (Eibar) (159 chilometri)
La tappa regina. Arrivo in salita classico della corsa che sarà preceduto da altri sette GPM. Spazio per ribaltare la situazione ce n’è, qui più che in ogni altra tappa potrebbero volare distacchi importanti.

9 aprile, sesta tappa: Eibar – Eibar (16,5 chilometri) cronometro individuale
Cronometro finale atipica. La prima parte è in salita, quattro chilometri di ascesa vera seguiti da una discesa. Alla fine, di pianura, restano giusto 4 chilometri e tanti potrebbero scegliere di affrontare la prova con bici tradizionale.

http://www.oasport.it/2016/03/giro-dei- ... scalatori/
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Ciclismo, Giro dei Paesi Baschi 2016: Quintana sfida Contador, Aru per trovare la condizione

Nel bel mezzo della cosiddetta Campagna del Nord, con le storiche classiche a tener banco, scatta il Giro dei Paesi Baschi. Tanti i big iscritti sia per ben figurare in una corsa significativa, sia in vista degli appuntamenti principali come Giro e Tour.

Sei le tappe in programma, con partenza il 4 aprile da Etxebarria. Tante le asperità che il percorso proporrà al plotone, che sin dai primi km dovrà fare i conti con numerosi Gran Premi della Montagna. Già nella prima frazione se ne contano ben 8, con l’ultimo, di Prima Categoria, situato ad una decina di km dal traguardo. Cinque le tappe in linea, tutte destinate a coloro in grado di fare la differenza lungo i GPM baschi. Soltanto la seconda frazione concede una minima tregua, lasciando spazio ai finisseur. Il 9 aprile il Giro dei Paesi Baschi termina ad Elbar con un’interessante cronometro individuale di 16,5 km, che potrebbe stravolgere la classifica finale.

Da queste premesse si evince come corridori come il colombiano Nairo Quintana (Movistar) e lo spagnolo Alberto Contador (Tinkoff) siano i principali favoriti per la classifica generale. Chance di vittoria anche per altri due iberici, ovvero il vincitore della passata edizione Joaquim “Purito” Rodriguez (Katusha), ed il tanto atteso Mikel Landa (Sky).

In ottica Tour prenderanno il via, strizzando l’occhio alla overall, il francese Thibaut Pinot (FDJ) ed il nostro Fabio Aru (Astana). Il corridore sardo, reduce da un Giro di Catalogna chiuso in crescendo, è chiamato a confermare i segnali di miglioramento, trovando le sue proverbiali stoccate che hanno lasciato il segno più volte sulle strade spagnole. Aru sarà affiancato da una squadra molto competitiva, di cui fanno parte gli scudieri azzurri Diego Rosa, Paolo Tiralongo e Dario Cataldo.

Possibile outsider, soprattutto se vicino alle posizioni che contano prima della cronometro di Elbar, il veterano canadese Ryder Hesjedal (Trek-Segafredo).

Infine, l’Italia ha ottime carte da giocare nelle tappe meno proibitive, ma adatte ad attaccanti e frecce degli ultimi km. Speranze dunque in Diego Ulissi (Lampre-Merida), Giovanni Visconti (Movistar), Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step) e Damiano Caurso (BMC).

http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... ondizione/
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Giro delle Fiandre 2016: le speranze degli italiani, Trentin per il colpaccio

Saranno venti gli italiani impegnati domenica nella 100esima edizione del Giro delle Fiandre, seconda classica monumento stagionale. L’ultimo successo azzurro alla Ronde risale al 2007, mentre l’ultimo podio è stat conquistato nel 2012: in entrambe le occasioni a riuscirci fu Alessandro Ballan, in coppia con Filippo Pozzato alle spalle di Boonen nel 2012.

Attualmente, il miglior italiano per le Classiche del Nord è Matteo Trentin. Cresciuto alla Etixx-QuickStep, dove ha fatto esperienze anche di gregariato in Belgio, sta trovando la sua dimensione all’interno del team e parte come uno dei capitani della squadra grazie anche allo spunto veloce che può esibire in volata. Nelle ultime uscite ha mostrato un’ottima condizione ma la sua gara resta legata alle tattiche di squadra.

Sarà capitano unico, invece, Filippo Pozzato. Faro della Southeast Venezuela, si è reso protagonista di una buona Milano-Sanremo e di una buona Dwars Door Vlaanderen. Pecca nella mancanza di risultati ma sul pavé per ora è stato colpito anche dalla sfortuna. Difficilmente lo vedremo attaccare ma con l’esperienza potrebbe resistere nel gruppo dei migliori e provare una difficile stoccata nel finale. La forma dovrebbe esserci e domenica sarà la sua ultima grande occasione del 2016 nelle corse che più ama.

Daniel Oss, terzo carico in seno all’ideale nazionale azzurra, è stato il migliore degli italiani lo scorso anno ma è influenzato dalla presenza di Greg Van Avermaet in BMC, la sua squadra. Difficile possa correre per se stesso. Tra coloro che saranno chiamati a svolgere ruolo da gregari anche Salvatore Puccio (Team Sky) e Oscar Gatto (Tinkoff). Tra gli outsider anche Marco Marcato (Wanty – Groupe Gobert), fino ad oggi sempre davanti nelle classiche del pavé.

http://www.oasport.it/2016/04/giro-dell ... colpaccio/
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Giro delle Fiandre femminile 2016: Longo Borghini vuole lo storico bis, Armitstead favorita

Non solo gli uomini, prosegue il Women’s World Tour con il Giro delle Fiandre, che si svolerà in contemporanea con la Ronde maschile, domenica 3 aprile. Partenza ed arrivo saranno sicuramente anticipati rispetto al sesso opposto: 141 chilometri, da Oudenaarde a Oudenaarde, con ben dieci muri a creare difficoltà atroci alle ragazze, con ultimo, a circa 10 chilometri dall’arrivo, il durissimo Paterberg.

Campionessa uscente la nostra Elisa Longo Borghini, che l’anno scorso compì l’impresa di aggiudicarsi una delle classiche più importanti del panorama del ciclismo mondiale. L’atleta azzurra della Wiggle Honda va a caccia dello storico bis: sarà al via con il numero 1. Rivale più accreditata e grande favorita della vigilia è la campionessa del mondo Elizabeth Armitstead: la britannica, assieme alla sua Boels – Dolmans, vuole il colpo grosso. Da seguire ovviamente le compagne di squadra Chantal Blaak e Megan Guarnier. Lancia la sfida alla Boels l’armata olandese della Rabobank Liv: Lucinda Brand, Anna Van Der Breggen e Pauline Ferrande Prevot le punte. In casa Italia non solo Longo Borghini: si comportò benissimo l’anno scorso anche Elena Cecchini (Canyon Sram Racing), mentre sta vivendo un gran periodo di forma Marta Bastianelli (Alè Cipollini).

http://www.oasport.it/2016/04/giro-dell ... -favorita/
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Ciclismo, GP Indurain 2016: Izagirre batte Henao. Squillo Moser, è terzo

Si è risolta con una volata a due la 18esima edizione del GP Miguel Indurain. Ad imporsi lo spagnolo Ion Izagirre.

L’iberico della Movistar ha attaccato ad una decina di chilometri dalla conclusione assieme al colombiano del Team Sky Sergio Henao. Questa coppia si è riportata su Giovanni Visconti (Movistar), al comando della corsa in quel momento, per poi involarsi verso le fasi finali di gara. Izagirre ha lanciato una volata lunga sul finale in salita ed è riuscito a sfiancare Henao, che negli ultimi 50 metri non è riuscito a superarlo.

Terza posizione per l’azzurro Moreno Moser (Cannondale Pro), sempre nel primo gruppo inseguitori senza mai ricucire i 10” presi dai primi due nelle fasi precedenti nonostante un buon lavoro collettivo. Visconti, nonostante i tanti chilometri al vento, ha chiuso quarto davanti a Serghei Cernetckii (Katusha).

http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... r-e-terzo/
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Giro dei Paesi Baschi 2016: i big si sfidano, test importante per gli scalatori

Un affare per scalatori. Nonostante sia solo l’inizio di Aprile, il Giro dei Paesi Baschi ha l’eco di un grande giro. Protagoniste attese le salite che hanno richiamato alcuni dei migliori scalatori al mondo.

Un test importante per valutare la preparazione atletica in vista delle fasi più importanti della stagioni. Sei tappe senza respiro che metteranno a dura prova la condizione dei concorrenti. Ne usciranno indicazioni da prendere con le pinze considerando le attitudini degli scalatori ad entrare in forma più avanti ma ogni corridore potrà poi valutare nel dettaglio le proprie prestazioni.

Il parterre sarà di altissimo livello. Nairo Quintana (Movistar) e Alberto Contador (Tinkoff) saranno solo le punte di diamante. A sfidarli i giovani Fabio Aru (Astana) e Thibaut Pinot (FDJ), con il transalpino che ha iniziato bene il 2016. Per il Team Sky ci sarà Mikel Landa, ancora un’incognita in maglia nerazzurra.

Aru, che solitamente trova la condizione in vista del grande appuntamento, ha dichiarato di voler evidenziare subito un buon colpo di pedale anche in vista delle Classiche delle Ardenne, dove quest’anno vorrebbe provare a lasciare il segno per provare a capire le proprie potenzialità su quel tipo di terreno. La sfida è aperta.

http://www.oasport.it/2016/04/giro-dei- ... scalatori/
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Giro delle Fiandre femminile 2016: Armitstead al fotofinish, Johansson seconda

Continua il dominio della Boels Dolmans nel Women’s World Tour: ad aggiudicarsi il Giro delle Fiandre femminile al fotofinish è la campionessa del mondo Elizabeth Armitstead, che riesce a confermare i gradi di grande favorita. Quinto successo in altrettante prove del massimo circuito per il team olandese. Volata vincente per la britannica sulla svedese Emma Johansson. Completa il podio Chantal Blaak. Ottimo quinto posto per la nostra Elisa Longo Borghini, che ha avuto un ruolo da protagonista nella corsa.

I dieci muri presenti hanno fatto sicuramente la differenza e si sono fatti sentire nelle gambe delle atlete. A circa 50 chilometri dall’arrivo si è formato un gruppetto di circa una ventina di atlete al comando, coloro che si sono andate a giocare il successo finale. Momento decisivo della corsa l’Oude Kwaremont: meno di venti chilometri al traguardo, Elisa Longo Borghini, campionessa uscente, spezza il gruppo dal quale ne escono la compagna di squadra alla Wiggle Honda Emma Johansson e la campionessa del mondo e grande favorita della vigilia Elizabeth Armitstead. Le due hanno guadagnato da subito 15”, che sono riuscite a conservare fino all’ultimo chilometro. Un po’ di tatticismo di troppo ha fatto riavvicinare il plotoncino alle loro spalle negli ultimi 500 metri, ma la coppia è riuscita a giocarsi il successo allo sprint. Successo al fotofinish per la campionessa del mondo sulla svedese.

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Giro delle Fiandre 2016: Sagan, simply the best! Peter conquista la prima Monumento

Sempre in controllo. Senza paura, senza smorfie in un viso che sembrava pregustare la vittoria già a diversi chilometri dalla conclusione. Peter Sagan padrone del proprio destino e di quello di tutti gli avversari per andare a vincere la centesima edizione del Giro delle Fiandre ed issarsi tra i grandi del ciclismo, conquistando la prima Classica monumento della carriera per festeggiare ad Oudenaarde, dopo 255 chilometri di fatica, in maglia di Campione del mondo.

Partenza ad altissime velocità da Brugge e oltre un’ora e mezzo senza che alcuna fuga prendesse piede, con il gruppo a tamponare su ogni tentativo sviluppatosi. Alla fine sono riusciti ad evadere dal gruppo sei uomini: Hugo Houle (AG2R La Mondiale), Federico Zurlo (Lampre – Merida), Imanol Erviti (Movistar), Gijs Van Hoecke (Topsport Vlaanderen – Baloise), Lukas Pöstlberger (Bora – Argon 18) e Wesley Kreder (Roompot – Oranje Peloton). Il plotone ha lasciato fare sin da subito e questi uomini hanno preso anche 4’30” di vantaggio.

Una volta entrati negli ultimi 150 chilometri, però, il gruppo ha aumentato l’andatura sin dai primi passaggi sul pavé e sui muri. Da segnalare, purtroppo diverse cadute. Ad avere la peggio Arnaud Démare (FDJ) e Tiesj Benoot (Lotto Soudal), costretti ad abbandonare per due incidenti diversi. Sfortunato anche Sep Vanmarcke (LottoNL-Jumbo), coinvolto in diversi problemi di varia natura.

Il primo vero scossone è arrivato sul Molenberg a 115 chilometri dall’arrivo. Un’accelerata secca di Tony Martin dopo un ottimo lavoro della Etixx-QuickStep nei chilometri precedente ha fatto esplodere il plotone, con il gruppetto di testa ridotto a circa 25 unità e il resto dei corridori costretti ad inseguire in lunga fila indiana. Una dichiarazione d’intenti che si è risolta in un nulla di fatto ma che ha messo acido lattico nella gambe degli atleti.

Momento decisivo a poco più di 100 dal traguardo. Caduta di squadra per la BMC, con Greg Van Avermaet che è rimasto piangente a terra: anche lui ha issato bandiera bianca e la sua Settimana Santa potrebbe già essere finita. Nel contempo la fuga si è ridotta a due soli componenti ( Erviti e Van Hoecke), al cui inseguimento si sono lanciati i tedeschi André Greipel (Lotto Soudal) e Nils Politt (Katusha), mentre il gruppo, approfittando di una fase di corsa più calma, ha lasciato spazio. Oltre questi due teutonici, si sono riportati sui primi anche Grudzev (Astana) e Claeys (Wanty Groupe Gobert).

Il secondo passaggio sul Kwaremont e il primo sul Paterberg, a 50 chilometri dal traguardo, non hanno prodotto selezione ed è stato Koppenberg, solo qualche minuto dopo, a frazionare il gruppo. La salita breve ma intensa, scavata nella terra e dal pavé sconnesso ha messo in fila tutti i favoriti. Stijn Vandenbergh era fuoriuscito dal gruppo con Dylan Van Baarle e si è riportato sulla testa della corsa, probabilmente in vista di qualche attacco da parte dei capitani della Etixx-QuickStep.

La stessa squadra belga è rimasta esclusa dall’attacco che ha deciso la corsa. A promuoverlo il polacco Michael Kwiatkowski (Team Sky) seguito prima da Peter Sagan e poi da Sep Vanmarcke. Il gruppo non è riuscito a chiudere subito e il vantaggio si questi uomini prima è diventato 100 metri, poi 20 e 30”. Alle loro spalle Cancellara ha messo a lavorare i compagni della Trek Segafredo provando a mantenere controllato il distacco.

Sagan e compagni si sono riportati sulla testa della corsa che in quel momento era formata da Imanol Erviti, André Greipel, Dimitri Claeys, Stijn Vandenbergh e Dylan Van Baarle. Il gruppo, e in particolare Cancellara, è riuscito a limitare i danni e proprio lo svizzero ha rotto gli indugi sul pavé dell’Oude Kwaremont dove ha fatto letteralmente esplodere il gruppo. La sua azione, nonostante sia stata altamente spettacolare, non gli ha consentito di chiudere il buco e in testa alla corsa Sagan aveva fatto a sua volta la differenza seguito solamente da Sep Vanmarcke. Niki Terpstra (Etixx-QuickStep), nascosto per tutta la corsa, è sbucato dal nulla in cima al Kwaremont e si è riportato su Cancellara assieme a Claeys e Van Baarle, staccati una quindicina di secondi dalla testa della corsa.

Sul Paterberg è stato ancora Sagan a fare la voce grossa e pur senza scatti è riuscito a stancare Vanmarcke fino a staccarlo negli ultimi metri di ascesa con un’azione di forza che ha ricordato quella di Cancellara del 2013 quando proprio Sagan fu costretto ad arrendersi allo svizzero. All’inseguimento del campione del mondo Cancellara e Vanmarcke non sono riusciti a ridurre il margine che li separava da Sagan, superiore a tutta la concorrenza nel finale di corsa.

Per lo slovacco si tratta del primo successo della carriera in una Classica Monumento, nonostante abbia già vinto il Campionato del mondo a Richmond. Al Fiandre era salito una volta sul podio nel 2013 (secondo) mentre lo scorso anno aveva chiuso in quarta posizione.

Nel finale Cancellara ha vinto la volata contro Vanmarcke mentre Alexander Kristoff (Katusha) ha regolato facilmente il gruppetto dei battuti in volata. Alle sue spalle Luke Rowe (Team Sky), Van Baarle e Imanol Erviti, in fuga sin dalla prima ora. Ottavo Stybar mentre Claeys e Terpstra hanno completato la top 10.

Nessun italiano tra i migliori 10.

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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro delle Fiandre 2016: le pagelle della corsa. Sagan straordinario, Cancellara chiude in bellezza

La corsa di un giorno più attesa dell’anno ha mantenuto le sue aspettative: spettacolo straordinario sui muri del Giro delle Fiandre, con Peter Sagan che conquista il suo primo successo in una monumento. Andiamo a rivivere la gara con le pagelle.

Peter Sagan, voto 10: semplicemente il migliore. Corre nelle prime posizioni sin dall’inizio della gara, si fa trovare pronto prima sull’accelerazione di Trentin e Cancellara e, poi, sullo scatto decisivo di Kwiatkowski. Tira tantissimo per raggiungere i fuggitivi e guadagnare sul gruppo, fa staccare l’ex campione del mondo sul Kwaremont e Vanmarcke sul Paterberg, con delle sparate eccezionali. Gli ultimi dieci chilometri in solitaria sono una passerella, conclusa con il monoruota all’arrivo. Trionfo splendido in maglia iridata. Arriva finalmente ciò che gli mancava: un successo in una monumento. E non è finita qui…

Fabian Cancellara, voto 8: gran gara, per la sua ultima recita in una delle corse preferite (vinta tre volte). Lo svizzero corre bene nella prima metà di corsa, ma si lascia colpevolmente sorprendere dallo scatto di Sagan e Kwiatkowski, apparso all’inizio azzardato. Sul Kwaremont sembra la solita Locomotiva, recupera 15” in solitaria sulla vetta, ma manca qualcosa per riprendere Sagan. Il saluto all’arrivo è comunque emozionante.

Sep Vanmarcke, voto 7,5: grandissima prova contro la sfortuna. Primi cento chilometri davvero incredibili: due cadute ed una foratura. Tiene alta la concentrazione, rientra in gruppo e comincia tutta un’altra gara. Riesce in modo incredibile ad agguantare Sagan e Kwiatkowski, si attacca alla coppia di campioni iridati 2014/2015 e tiene il ritmo. Il Paterberg gli è fatale, ma alla fine conquista un ottimo piazzamento alle spalle di due campioni.

Alexander Kristoff, voto 6: mai visto sui muri, riesce a rientrare sul finale nel gruppetto alle spalle dei fuggitivi e a far valere il suo sprint, che gli vale però solo un quarto posto. Deludente la prova del campione uscente.

Luke Rowe, voto 7,5: il migliore di uno squadrone del Team Sky. Tra due fenomeni come Kwiatkowski e Thomas, ne esce la sorpresa Rowe, che coglie il miglior piazzamento della carriera, un gran quinto posto al Fiandre.

Imanol Erviti, voto 9: prestazione clamorosa da parte dello spagnolo della Movistar. In fuga sin dalla prima ora, l’iberico riesce a gestire le proprie energie e a contenere la rimonta dei favoriti. Passato da Sagan e dalla coppia Cancellara/Vanmarcke, rifiata nel gruppo degli inseguitori e chiude al settimo posto un Fiandre fantastico.

Matteo Trentin e Daniel Oss, voto 6: prestazione sufficiente per i due azzurri che provano a farsi vedere a 50 chilometri dall’arrivo, ma non riescono a conquistare un piazzamento eccellente.

Gianni Moscon e Federico Zurlo, voto 7: i migliori azzurri. Il primo, al debutto da professionista nella Ronde, aiuta al meglio il suo Team Sky ad aumentare il ritmo nella prima parte. Il secondo centra la fuga, impresa tutt’altro che semplice in una corsa simile.

Tiesji Benoot e Greg Van Avermaet, s.v.: troppa sfortuna per i due belgi, caduti a più di cento chilometri dal traguardo.

http://www.oasport.it/2016/04/giro-dell ... -bellezza/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo, Giro delle Fiandre 2016, Peter Sagan: “Dedico la vittoria a Demoitié e Myngheer”

Queste le dichiarazioni (riportate dal sito TuttobiciWeb) di Peter Sagan, vincitore del Giro delle Fiandre 2016. Il Campione del Mondo in carica ha voluto dedicare il successo agli sfortunatissimi Antoine Demoitie e Daan Myngheer, deceduti negli ultimi giorni. “Sono contento di aver vinto una gara così importante, è la mia prima classica monumento e voglio dedicare la vittoria a due ragazzi come Demoitié e Myngheer che sono scomparsi pochi giorni fa e a Maciej Bodnar che ieri si è rotto la mandibola in allenamento e non ha potuto essere con noi oggi. Ringrazie anche Oleg Tinkov che ha preparato questo appuntamento insieme a noi e tutti i compagni che hanno dato il massimo per me.”

Il pensiero poi è rivolto anche alla prossima Roubaix: “Ci pensiamo tra qualche giorno, sarà l’ultimo sforzo di questa prima parte di stagione e proveremo farla bene. Oggi comunque abbiamo affrontato una gara molto dura, siamo andati a tutta per tutto il giorno, ci sono state tante cadute, tanti attacchi. E i corridori che abbiamo visto davanti oggi, li ritroveremo protagonisti domenica prossima”

Felicità anche per tutta la Tinkoff per il trionfo del loro capitano. Questo il commento a fine gara di Oscar Gatto: “Finalmente è arrivata la fortuna per Sagan, tutto ha girato per il verso giusto, io e la squadra ci siamo mossi benissimo. Peter è stato fortissimo e ha finalizzato. Giornata ottima, ci voleva, adesso vediamo per domenica prossima per chiudere la campagna del Nord il meglio possibile. Godiamoci questa gran vittoria, pensiamo già alla Roubaix”.

http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... -myngheer/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro delle Fiandre 2016: Sagan-Cancellara, è il passaggio di consegne

Era una sfida annunciata tra i due uomini più attesi della centesima edizione del Giro delle Fiandre. Peter Sagan ha conquistato la prima Monumento della stagione, Fabian Cancellara ha salutato con una prova di grande forza e orgoglio la sua Ronde.

Dopo la conquista del Campionato del mondo dello scorso anno, era atteso questa vittoria di Sagan. Alla Milano-Sanremo è stato tagliato fuori dalla lotta per la vittoria dalla caduta di Gaviria. Da lì è cresciuto, ha preso il sonoro schiaffone all’E3 Harelbeke ma poi non ha più sbagliato nulla. Gand-Wevelgem e Giro delle Fiandre in 7 giorni, con la possibilità di conquistare uno storico tris con la Parigi-Roubaix nelle tre corse più importanti con il pavé.

Sagan è cresciuto. Ha attraversato tante sconfitte e ha saputo trarne insegnamenti. Ha cambiato lo stile di corsa, ha preparato a puntino il grande appuntamento andando a raccogliere quanto seminato con una dimostrazione di forza e talento quasi disarmante. Una di quelle giornate in cui gli è venuto tutto facile, dal capire quale fosse l’attacco giusto ad alimentarlo e poi involarsi da solo verso il traguardo, mettendo in mostra l’arcobaleno al termine di un paio di una settimana nera per il ciclismo a causa delle morti di Antoine Demoitié e Daan Myngheer.

Fabian Cancellara si è dovuto arrendere, le speranze di alzare le braccia nell’ultimo Fiandre che si sono spente con il passare dei metri. La presenza dello svizzero è sempre stata pesante negli ultimi 45 chilometri. Statuario, forte. All’ultimo ballo sulle strade che l’hanno consacrato nel 2010, quando fece sua la prima Ronde con una cavalcata straordinaria partita sul Muro di Grammont, il grande assente nel passaggio di consegne con quello che, ormai, non può che essere etichettato come il suo erede.

Il tramonto, ma non il declino, di Cancellara e la definitiva alba dell’era-Sagan. Spartacus ha lottato fino alla fine, come vuole il suo soprannome: ha perso l’attimo sull’attacco dello slovacco con Kwiatkowski e Vamarcke, poi un lungo inseguimento con due vere e proprie sparate su Oude Kwaremont e Paterberg che non sono bastate a riprendere Peto, di un’altra categoria. Una sfida a distanza tra personalità diverse ma egualmente dominanti, sagome inconfondibili e legate dal destino dell’essere i più forti.

http://www.oasport.it/2016/04/giro-dell ... -consegne/
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