Appassionati di Ciclismo
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro dei Paesi Baschi 2016: prima tappa a Sanchez, Felline quarto
E’ di Luis Leon Sanchez la prima tappa del Giro dei Paesi Baschi: la frazione partita da Etxebarria e giunta a Markina-Xemein si è rivelata davvero spettacolare, con molte salite nella parte finale. Eccellente azione per l’iberico dell’Astana, che si è imposto allo sprint sul connazionale Daniel Navarro, dopo esser partiti sull’ultima discesa.
Quattro corridori all’attacco nella prima parte di gara: Nicolas Edet, Jonathan Lastra, Marcel Wyss e Gianluca Brambilla. L’azzurro della Etixx Quick Step però si è lasciato staccare a circa 100 chilometri dal traguardo. I tre attaccanti rimanenti sono andati a giocarsi i vari sprint parziali e GPM, salvo poi lasciare spazio al gruppo a 30 dall’arrivo. Primo a scattare dal gruppo sulla penultima salita è stato Dario Cataldo (Astana): eccellente l’attacco del corridore dell’Astana, che ha guadagnato sin da subito, portando il suo vantaggio a 30”. Tantissimi gli scatti nel plotone, ma nessuno è riuscito a seguire il corridore abruzzese. Il gran lavoro della Orica GreenEdge ha però reso vano l’attacco dell’ex campione italiano a cronometro. Sull’ultima ascesa si sono dati battaglia anche i big: in cima al GPM è scattato Alberto Contador, con tutti i rivali a ruota, a partire da Nairo Quintana. Sulla successiva discesa è partito Daniel Navarro (Cofidis), ripreso qualche chilometro dopo dal connazionale Luis Leon Sanchez (Astana). La coppia iberica è andata di comune accordo fino all’ultimo chilometro, il gruppo si è avvcinato, ma i due sono riusciti a giocarsi la vittoria: Sanchez ha sprintato al meglio, battendo Navarro e Gerrans, in rimonta dal plotone. Piazzamento per Fabio Felline (Trek) giunto quarto.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dei- ... ne-quarto/
E’ di Luis Leon Sanchez la prima tappa del Giro dei Paesi Baschi: la frazione partita da Etxebarria e giunta a Markina-Xemein si è rivelata davvero spettacolare, con molte salite nella parte finale. Eccellente azione per l’iberico dell’Astana, che si è imposto allo sprint sul connazionale Daniel Navarro, dopo esser partiti sull’ultima discesa.
Quattro corridori all’attacco nella prima parte di gara: Nicolas Edet, Jonathan Lastra, Marcel Wyss e Gianluca Brambilla. L’azzurro della Etixx Quick Step però si è lasciato staccare a circa 100 chilometri dal traguardo. I tre attaccanti rimanenti sono andati a giocarsi i vari sprint parziali e GPM, salvo poi lasciare spazio al gruppo a 30 dall’arrivo. Primo a scattare dal gruppo sulla penultima salita è stato Dario Cataldo (Astana): eccellente l’attacco del corridore dell’Astana, che ha guadagnato sin da subito, portando il suo vantaggio a 30”. Tantissimi gli scatti nel plotone, ma nessuno è riuscito a seguire il corridore abruzzese. Il gran lavoro della Orica GreenEdge ha però reso vano l’attacco dell’ex campione italiano a cronometro. Sull’ultima ascesa si sono dati battaglia anche i big: in cima al GPM è scattato Alberto Contador, con tutti i rivali a ruota, a partire da Nairo Quintana. Sulla successiva discesa è partito Daniel Navarro (Cofidis), ripreso qualche chilometro dopo dal connazionale Luis Leon Sanchez (Astana). La coppia iberica è andata di comune accordo fino all’ultimo chilometro, il gruppo si è avvcinato, ma i due sono riusciti a giocarsi la vittoria: Sanchez ha sprintato al meglio, battendo Navarro e Gerrans, in rimonta dal plotone. Piazzamento per Fabio Felline (Trek) giunto quarto.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, Parigi-Roubaix 2016, il percorso: 27 tratti in pavè per l’edizione numero 114
Primavera ciclistica sempre più nel vivo. Messa alle spalle la 100esima edizione del Giro delle Fiandre con la strepitosa vittoria del Campione del Mondo Peter Sagan, è già tempo di pensare ad un’altra Classica Monumento: la Parigi-Roubaix.
L’edizione 2016 della storica corsa che prevede numerosi tratti di pavè è quella numero 114. Domenica 10 aprile saranno 257 i km da percorrere partendo, come da tradizione, da Compiègne, comune situato a poco più di 60 km da Parigi. per finire all’interno del velodromo di Roubaix.
Una vittoria italiana manca dall’ormai lontano 1999, quando ad alzare la braccia al cielo fu uno stoico Andrea Tafi, ma ora occupiamoci principalmente del percorso.
27 i tratti in pavè previsti, alcuni dei quali contrassegnati con le famose 5 stelle (indice di difficoltà massimo), con ovviamente gli immancabili Arenberg e Carrefour de l’Arbre a rendere ancor più impegnativo il tracciato. Rispetto alle passate edizioni c’è una gustosa novità, rappresentata dal rientro del settore Hameau du Buat. Tratto abbastanza particolare in quanto i 1700 metri previsti sono in salita, rendendolo l’unico segmento in ascesa. La Foresta di Arenberg, collocata al km 158, è il tratto numero 9. Altri 7 ed il gruppo potrebbe trovare la prima selezione di un certo peso. Mons-en-Pevèlè, sezione di 3 km (5 stelle), che farà male a molti corridori. A distanza di 30 km ecco arrivare un altro tratto durissimo: il Carrefour de l’Arbre. Sarà il terzultimo segmento, l’ultimo impegnativo, prima del 27° lungo appena 300 metri poco distanze dal velodromo di Roubaix.
I 27 SETTORI IN PAVE’ (Numero-KM d’inizio- Nome-Lunghezza)
27 98,5 Troisvilles to Inchy 2,2
26 105 Viesly to Quiévy 1,8
25 107,5 Quiévy to Saint-Python 3,7
24 112,5 Saint-Python 1,5
23 120,5 Vertain to Saint-Martin-sur-Écaillon 2,3
22 127 Capelle to Ruesnes 1,7
21 137,5 Quérénaing to Maing 2,5
20 141 Maing to Monchaux-sur-Écaillon 1,6
19 154 Haveluy to Wallers 2,5
18 162 Trouée d’Arenberg 2,4
17 168 Wallers to Hélesmes 1,6
16 175 Hornaing to Wandignies 3,7
15 182,5 Warlaing to Brillon 2,4
14 186 Tilloy to Sars-et-Rosières 2,4
13 192,5 Beuvry-la-Forêt to Orchies 1,4
12 197,5 Orchies 1,7
11 203,5 Auchy-lez-Orchies to Bersée 2,7
10 209 Mons-en-Pévèle 3
9 215 Mérignies to Avelin 0,7
8 218 Pont-Thibaut to Ennevelin 1,4
7 224,5 Templeuve (Moulin-de-Vertain) 0,5
6 231 Cysoing to Bourghelles 1,3
6 233,5 Bourghelles to Wannehain 1,1
5 238 Camphin-en-Pévèle 1,8
4 240,5 Carrefour de l’Arbre 2,1
3 243 Gruson 1,1
2 249,5 Willems to Hem 1,4
1 256,5 Roubaix 0,3
http://www.oasport.it/2016/04/parigi-ro ... umero-114/
Primavera ciclistica sempre più nel vivo. Messa alle spalle la 100esima edizione del Giro delle Fiandre con la strepitosa vittoria del Campione del Mondo Peter Sagan, è già tempo di pensare ad un’altra Classica Monumento: la Parigi-Roubaix.
L’edizione 2016 della storica corsa che prevede numerosi tratti di pavè è quella numero 114. Domenica 10 aprile saranno 257 i km da percorrere partendo, come da tradizione, da Compiègne, comune situato a poco più di 60 km da Parigi. per finire all’interno del velodromo di Roubaix.
Una vittoria italiana manca dall’ormai lontano 1999, quando ad alzare la braccia al cielo fu uno stoico Andrea Tafi, ma ora occupiamoci principalmente del percorso.
27 i tratti in pavè previsti, alcuni dei quali contrassegnati con le famose 5 stelle (indice di difficoltà massimo), con ovviamente gli immancabili Arenberg e Carrefour de l’Arbre a rendere ancor più impegnativo il tracciato. Rispetto alle passate edizioni c’è una gustosa novità, rappresentata dal rientro del settore Hameau du Buat. Tratto abbastanza particolare in quanto i 1700 metri previsti sono in salita, rendendolo l’unico segmento in ascesa. La Foresta di Arenberg, collocata al km 158, è il tratto numero 9. Altri 7 ed il gruppo potrebbe trovare la prima selezione di un certo peso. Mons-en-Pevèlè, sezione di 3 km (5 stelle), che farà male a molti corridori. A distanza di 30 km ecco arrivare un altro tratto durissimo: il Carrefour de l’Arbre. Sarà il terzultimo segmento, l’ultimo impegnativo, prima del 27° lungo appena 300 metri poco distanze dal velodromo di Roubaix.
I 27 SETTORI IN PAVE’ (Numero-KM d’inizio- Nome-Lunghezza)
27 98,5 Troisvilles to Inchy 2,2
26 105 Viesly to Quiévy 1,8
25 107,5 Quiévy to Saint-Python 3,7
24 112,5 Saint-Python 1,5
23 120,5 Vertain to Saint-Martin-sur-Écaillon 2,3
22 127 Capelle to Ruesnes 1,7
21 137,5 Quérénaing to Maing 2,5
20 141 Maing to Monchaux-sur-Écaillon 1,6
19 154 Haveluy to Wallers 2,5
18 162 Trouée d’Arenberg 2,4
17 168 Wallers to Hélesmes 1,6
16 175 Hornaing to Wandignies 3,7
15 182,5 Warlaing to Brillon 2,4
14 186 Tilloy to Sars-et-Rosières 2,4
13 192,5 Beuvry-la-Forêt to Orchies 1,4
12 197,5 Orchies 1,7
11 203,5 Auchy-lez-Orchies to Bersée 2,7
10 209 Mons-en-Pévèle 3
9 215 Mérignies to Avelin 0,7
8 218 Pont-Thibaut to Ennevelin 1,4
7 224,5 Templeuve (Moulin-de-Vertain) 0,5
6 231 Cysoing to Bourghelles 1,3
6 233,5 Bourghelles to Wannehain 1,1
5 238 Camphin-en-Pévèle 1,8
4 240,5 Carrefour de l’Arbre 2,1
3 243 Gruson 1,1
2 249,5 Willems to Hem 1,4
1 256,5 Roubaix 0,3
http://www.oasport.it/2016/04/parigi-ro ... umero-114/
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro dei Paesi Baschi 2016: Mikel Landa torna a vincere in casa
Un muro finale di oltre due chilometri al 12% di pendenza media. Scenario eccellente per la seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi, partita da Markina-Xemein e giunta ad Amurrio-Baranbio. A vincere è il padrone di casa Mikel Landa (Team Sky) che conquista il primo successo con la nuova squadra. Per lo spagnolo anche la maglia di leader della generale, visto che il vincitore di ieri, Luis Leon Sanchez, si è staccato ad oltre un chilometro dalla vetta.
Quattro uomini all’attacco dopo 30 chilometri: Denifl (IAM Cycling), Meintjes (Lampre Merida), Petilli (Lampre Merida) e Madrazo (Caja Rural). I due corridori della compagine italiana si sono rialzati dopo qualche chilometro, mentre Denifl e Madrazo hanno continuato la loro fuga. La coppia è andata di comune accordo, ma il lavoro di Astana e Katusha in gruppo non ha fatto guadagnare spazio: i due sono stati ripresi a 10 dall’arrivo.
Velocità folli per preparare l’approccio all’ultima ascesa, il muro conclusivo. Primo a scattare Alexis Vuillermoz (AG2R), raggiunto e scavalcato da Mikel Landa (Team Sky). Il francese si è staccato, mentre lo spagnolo è stato raggiunto da Wilco Keldermann (Lotto NL Jumbo). Dal gruppo non si è mosso nessuno fino all’ultimo chilometro: ad aumentare l’andatura ci ha provato Alberto Rui Costa (Lampre Merida), seguito da Alberto Contador (Tinkoff). La coppia al comando si è giocata il successo allo sprint, nel quale l’ha spuntata l’idolo della folla, mentre alle loro spalle si è mosso Sergio Henao (Team Sky) che è andato a prendersi il terzo gradino del podio. Fabio Aru (Astana) ha pagato 22 secondi dal suo ex compagno di squadra.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dei- ... e-in-casa/
Un muro finale di oltre due chilometri al 12% di pendenza media. Scenario eccellente per la seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi, partita da Markina-Xemein e giunta ad Amurrio-Baranbio. A vincere è il padrone di casa Mikel Landa (Team Sky) che conquista il primo successo con la nuova squadra. Per lo spagnolo anche la maglia di leader della generale, visto che il vincitore di ieri, Luis Leon Sanchez, si è staccato ad oltre un chilometro dalla vetta.
Quattro uomini all’attacco dopo 30 chilometri: Denifl (IAM Cycling), Meintjes (Lampre Merida), Petilli (Lampre Merida) e Madrazo (Caja Rural). I due corridori della compagine italiana si sono rialzati dopo qualche chilometro, mentre Denifl e Madrazo hanno continuato la loro fuga. La coppia è andata di comune accordo, ma il lavoro di Astana e Katusha in gruppo non ha fatto guadagnare spazio: i due sono stati ripresi a 10 dall’arrivo.
Velocità folli per preparare l’approccio all’ultima ascesa, il muro conclusivo. Primo a scattare Alexis Vuillermoz (AG2R), raggiunto e scavalcato da Mikel Landa (Team Sky). Il francese si è staccato, mentre lo spagnolo è stato raggiunto da Wilco Keldermann (Lotto NL Jumbo). Dal gruppo non si è mosso nessuno fino all’ultimo chilometro: ad aumentare l’andatura ci ha provato Alberto Rui Costa (Lampre Merida), seguito da Alberto Contador (Tinkoff). La coppia al comando si è giocata il successo allo sprint, nel quale l’ha spuntata l’idolo della folla, mentre alle loro spalle si è mosso Sergio Henao (Team Sky) che è andato a prendersi il terzo gradino del podio. Fabio Aru (Astana) ha pagato 22 secondi dal suo ex compagno di squadra.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Parigi-Roubaix 2016, i favoriti: l’eterno Cancellara sfida Sagan. Incognita Boonen
Si avvicina l’edizione numero 114 di una della corse ciclistiche più affascinanti del panorama internazionale. Domenica 10 aprile occhi puntati infatti sulla Parigi-Roubaix: l’inferno del Nord.
Il gruppo percorrerà 257 km animati da ben 27 tratti in pavè (scopri il percorso cliccando qui). Terreno di caccia per alcuni protagonisti indiscussi del pedale come l’eterno Fabian Cancellara. Lo svizzero del team Trek Segafredo ha già trionfato nel famoso velodromo della cittadina della Francia settentrionale in 3 occasioni (2006, 2010, 2013). La sua potenza ben si sposa alle numerose sezioni in ciottolato, ed i lunghi intervalli tra un tratto di pavè ed il successivo rappresentano l’ideale rampa di lancio per l’elvetico.
A ruota di Cancellara, pronto ad approfittare del momento giusto per lanciare la sua micidiale stoccata, è pronto lo slovacco Peter Sagan. Il Campione del Mondo ha finalmente interrotto la maledizione della maglia iridata, aggiudicandosi con autorevolezza Gand-Wevelgem e Giro delle Fiandre. Sembra in forma smagliante, per questo motivo va categoricamente annoverato tra i favoriti d’obbligo.
Molto pericolosi il norvegese Alexander Kristoff (Katusha) ed il belga Tom Boonen (Etixx-Quick Step), 4 volte vincitore a Roubaix, nonostante al Giro delle Fiandre abbia palesato una condizione molto lontana da quella dei giorni migliori. Entrambi fanno della potenza e dello sprint le loro armi di punta. In un arrivo a ranghi ristretti potrebbero decisamente fare la voce grossa.
Assente illustre il campione in carica, ovvero il tedesco John Degenkolb, ancora alle prese con i postumi del brutto incidente in allenamento.
http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... ta-boonen/
Si avvicina l’edizione numero 114 di una della corse ciclistiche più affascinanti del panorama internazionale. Domenica 10 aprile occhi puntati infatti sulla Parigi-Roubaix: l’inferno del Nord.
Il gruppo percorrerà 257 km animati da ben 27 tratti in pavè (scopri il percorso cliccando qui). Terreno di caccia per alcuni protagonisti indiscussi del pedale come l’eterno Fabian Cancellara. Lo svizzero del team Trek Segafredo ha già trionfato nel famoso velodromo della cittadina della Francia settentrionale in 3 occasioni (2006, 2010, 2013). La sua potenza ben si sposa alle numerose sezioni in ciottolato, ed i lunghi intervalli tra un tratto di pavè ed il successivo rappresentano l’ideale rampa di lancio per l’elvetico.
A ruota di Cancellara, pronto ad approfittare del momento giusto per lanciare la sua micidiale stoccata, è pronto lo slovacco Peter Sagan. Il Campione del Mondo ha finalmente interrotto la maledizione della maglia iridata, aggiudicandosi con autorevolezza Gand-Wevelgem e Giro delle Fiandre. Sembra in forma smagliante, per questo motivo va categoricamente annoverato tra i favoriti d’obbligo.
Molto pericolosi il norvegese Alexander Kristoff (Katusha) ed il belga Tom Boonen (Etixx-Quick Step), 4 volte vincitore a Roubaix, nonostante al Giro delle Fiandre abbia palesato una condizione molto lontana da quella dei giorni migliori. Entrambi fanno della potenza e dello sprint le loro armi di punta. In un arrivo a ranghi ristretti potrebbero decisamente fare la voce grossa.
Assente illustre il campione in carica, ovvero il tedesco John Degenkolb, ancora alle prese con i postumi del brutto incidente in allenamento.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro dei Paesi Baschi 2016: Cummings finisseur eccellente. Italiani piazzati
Ancora lui: Steven Cummings. Il prototipo di finisseur: come aveva già fatto in una tappa del Tour de France l’anno scorso, e di recente alla Tirreno-Adriatico, il britannico della Dimension Data ha anticipato il gruppo con una sparata negli ultimi 800 metri nella terza tappa del Giro dei Paesi Baschi. Mantiene la maglia di leader Mikel Landa.
Cinque corridori sono andati all’attacco nelle prime fasi di gara: Kadri, Denifl, Goncalves, Oomen e Teklehaimanot. La loro fuga però non è riuscita ad arrivare al traguardo, anche a causa di un accordo non eccezionale. Negli ultimi 30 chilometri Denifl e Oomen hanno provato ad andar via in coppia, mentre alle loro spalle si sono scatenati gli attacchi nel gruppo. Primo a provarci è stato Michael Albasini (Orica GreenEdge), che ha creato un gruppetto che comprendeva il suo compagno di squadra S.Yates, Pierre Rolland (Cannondale), Laurens De Plus (Etixx Quick Step), Daniel Navarro (Cofidis) ed anche il nostro Dario Cataldo (Astana). Loro sono stati i primi a raggiungere gli attaccanti della prima ora. Lo spagnolo della Cofidis ha provato sull’ultima ascesa in solitaria, ha guadagnato 15” sugli inseguitori, senza però riuscire a fare il vuoto. Il gruppetto si è riunito ai 2 dall’arrivo, ma all’ultimo chilometro ha chiuso il buco il plotone. Negli ultimi ottocento metri è partito Steven Cummings (Dimension Data) che ha beffato il gruppo. Seconda posizione per Simon Gerrans, davanti ad un trio di italiani: Fabio Felline, Giovanni Visconti e Gianluca Brambilla.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dei- ... -piazzati/
Ancora lui: Steven Cummings. Il prototipo di finisseur: come aveva già fatto in una tappa del Tour de France l’anno scorso, e di recente alla Tirreno-Adriatico, il britannico della Dimension Data ha anticipato il gruppo con una sparata negli ultimi 800 metri nella terza tappa del Giro dei Paesi Baschi. Mantiene la maglia di leader Mikel Landa.
Cinque corridori sono andati all’attacco nelle prime fasi di gara: Kadri, Denifl, Goncalves, Oomen e Teklehaimanot. La loro fuga però non è riuscita ad arrivare al traguardo, anche a causa di un accordo non eccezionale. Negli ultimi 30 chilometri Denifl e Oomen hanno provato ad andar via in coppia, mentre alle loro spalle si sono scatenati gli attacchi nel gruppo. Primo a provarci è stato Michael Albasini (Orica GreenEdge), che ha creato un gruppetto che comprendeva il suo compagno di squadra S.Yates, Pierre Rolland (Cannondale), Laurens De Plus (Etixx Quick Step), Daniel Navarro (Cofidis) ed anche il nostro Dario Cataldo (Astana). Loro sono stati i primi a raggiungere gli attaccanti della prima ora. Lo spagnolo della Cofidis ha provato sull’ultima ascesa in solitaria, ha guadagnato 15” sugli inseguitori, senza però riuscire a fare il vuoto. Il gruppetto si è riunito ai 2 dall’arrivo, ma all’ultimo chilometro ha chiuso il buco il plotone. Negli ultimi ottocento metri è partito Steven Cummings (Dimension Data) che ha beffato il gruppo. Seconda posizione per Simon Gerrans, davanti ad un trio di italiani: Fabio Felline, Giovanni Visconti e Gianluca Brambilla.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Scheldeprijs 2016: sprint vincente per Kittel su Cavendish. Quinto Bonifazio
Posizionata nel calendario non in modo eccezionale, in mezzo tra Fiandre e Roubaix, la Scheldeprijs, tradizionale classica belga per velocisti, riserva sempre le sue emozioni. A vincere è il più forte sprinter al mondo, Marcel Kittel (Etixx Quick Step) che ha battuto di pochissimi centimetri un ritrovato Mark Cavendish (Dimension Data).
Come di consueto fuga sin dai primi chilometri di gara. Sei gli attaccanti: Westra, Helven, De Vries, Tronet, Denz e Kiendys, che hanno avuto come vantaggio massimo circa 5′ sul gruppo principale. A gestire la situazione però tutte le compagini degli sprinter, che a 50 dall’arrivo sono andate a chiudere il gap. Van Goethem, Backaert e Sanz hanno provato a partire al contrattacco, però senza riuscire a guadagnare troppo. A 20 dall’arrivo il gruppo compatto si è lanciato verso la volata. Molta confusione, con i vari treni a lanciare i propri velocisti: il migliore è stato quello della Etixx Quick Step per Marcel Kittel. Il tedesco ha potuto lanciare la sua volata ai 200 metri, Mark Cavendish (Dimension Data) ha provato a contrastarlo, ma al fotofinish l’ha spuntata il teutonico. Terzo André Greipel (Lotto Soudal) davanti alla coppia della Trek formata da Theuns e dal nostro Niccolò Bonifazio.
http://www.oasport.it/2016/04/scheldepr ... bonifazio/
Posizionata nel calendario non in modo eccezionale, in mezzo tra Fiandre e Roubaix, la Scheldeprijs, tradizionale classica belga per velocisti, riserva sempre le sue emozioni. A vincere è il più forte sprinter al mondo, Marcel Kittel (Etixx Quick Step) che ha battuto di pochissimi centimetri un ritrovato Mark Cavendish (Dimension Data).
Come di consueto fuga sin dai primi chilometri di gara. Sei gli attaccanti: Westra, Helven, De Vries, Tronet, Denz e Kiendys, che hanno avuto come vantaggio massimo circa 5′ sul gruppo principale. A gestire la situazione però tutte le compagini degli sprinter, che a 50 dall’arrivo sono andate a chiudere il gap. Van Goethem, Backaert e Sanz hanno provato a partire al contrattacco, però senza riuscire a guadagnare troppo. A 20 dall’arrivo il gruppo compatto si è lanciato verso la volata. Molta confusione, con i vari treni a lanciare i propri velocisti: il migliore è stato quello della Etixx Quick Step per Marcel Kittel. Il tedesco ha potuto lanciare la sua volata ai 200 metri, Mark Cavendish (Dimension Data) ha provato a contrastarlo, ma al fotofinish l’ha spuntata il teutonico. Terzo André Greipel (Lotto Soudal) davanti alla coppia della Trek formata da Theuns e dal nostro Niccolò Bonifazio.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Parigi-Roubaix 2016, gli outsider: Vanmarcke, Stybar, Terpstra e Boasson Hagen per far saltare il banco
Pochi giorni al via della 114esima Parigi-Roubaix. L’inferno del Nord accoglierà il plotone con 27 tratti in pavè ben diluiti tra i 257 km che separano la partenza dall’arrivo.
Se indicare i favoriti d’obbligo è compito semplice, Cancellara, Sagan e Boonen su tutti, trovare coloro che possono mettere i bastoni tra le ruote ai big è impresa più ardua.
Ci proverà, come sempre nelle ultime stagioni, il belga Sep Vanmarcke. Il corridore della Lotto NL-Jumbo viene da un 2°, un 4° ed un 11° posto nelle passate tre edizioni, a dimostrazione che le sue caratteristiche si sposano quasi alla perfezione con il durissimo terreno della corsa transalpina.
Da non sottovalutare l’olandese Niki Terpstra. L’atleta dell’Etixx-Quick Step, compagno di squadra di Tom Boonen, è una valida alternativa al Campione belga, avendo già trionfato nel velodromo di Roubaix nell’edizione 2014. Terpstra sa cosa vuol dire affrontare il pavè, e potrebbe confermarlo anche domenica.
Restando in casa Etixx, una delle formazioni più complete per questo tipo di kermesse, come non citare Zdenek Stybar. Il corridore boemo, ex talento del ciclocross, dal 2013 non termina mai la Roubaix oltre la sesta piazza. Nelle ultime stagioni Stybar ha indubbiamente affinato le sue strategie ed il suo pedale. Sarà sicuramente uomo almeno da top ten.
Chance anche per il norvegese Edvald Boasson Hagen. Il possente corridore della Dimension Data si è sempre ben disimpegnato sui ciottoli, senza però mai trovare un acuto utile a portarlo nelle prime posizioni. Che sia la volta buona?
http://www.oasport.it/2016/04/parigi-ro ... -il-banco/
Pochi giorni al via della 114esima Parigi-Roubaix. L’inferno del Nord accoglierà il plotone con 27 tratti in pavè ben diluiti tra i 257 km che separano la partenza dall’arrivo.
Se indicare i favoriti d’obbligo è compito semplice, Cancellara, Sagan e Boonen su tutti, trovare coloro che possono mettere i bastoni tra le ruote ai big è impresa più ardua.
Ci proverà, come sempre nelle ultime stagioni, il belga Sep Vanmarcke. Il corridore della Lotto NL-Jumbo viene da un 2°, un 4° ed un 11° posto nelle passate tre edizioni, a dimostrazione che le sue caratteristiche si sposano quasi alla perfezione con il durissimo terreno della corsa transalpina.
Da non sottovalutare l’olandese Niki Terpstra. L’atleta dell’Etixx-Quick Step, compagno di squadra di Tom Boonen, è una valida alternativa al Campione belga, avendo già trionfato nel velodromo di Roubaix nell’edizione 2014. Terpstra sa cosa vuol dire affrontare il pavè, e potrebbe confermarlo anche domenica.
Restando in casa Etixx, una delle formazioni più complete per questo tipo di kermesse, come non citare Zdenek Stybar. Il corridore boemo, ex talento del ciclocross, dal 2013 non termina mai la Roubaix oltre la sesta piazza. Nelle ultime stagioni Stybar ha indubbiamente affinato le sue strategie ed il suo pedale. Sarà sicuramente uomo almeno da top ten.
Chance anche per il norvegese Edvald Boasson Hagen. Il possente corridore della Dimension Data si è sempre ben disimpegnato sui ciottoli, senza però mai trovare un acuto utile a portarlo nelle prime posizioni. Che sia la volta buona?
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo femminile: un avvio non convincente per l’Italia. Longo Borghini in crescendo verso Rio
Si susseguono le prove del Women’s World Tour, il massimo circuito internazionale di ciclismo femminile. A dominare c’è una Boels Dolmans che davvero sembra non avere rivali: cinque corse e cinque vittorie con la campionessa del mondo Lizzie Armitstead e l’olandese Chantal Blaak a farla da padrone. Per l’Italia invece non sono arrivati ancora segnali davvero incoraggianti.
La stella del movimento azzurro è ovviamente Elisa Longo Borghini. La ciclista della Wiggle Honda non è riuscita a bissare il successo del Fiandre del 2015, ma si è ben disimpegnata sui muri belgi, aiutando la compagna di squadra Emma Johansson, che ha sfiorato la vittoria, e giungendo comunque quinta al traguardo. L’atleta di Ornavasso non ha attraversato un gran periodo ad inizio stagione, soprattutto a causa di malanni fisici. La condizione però sembra essere in crescendo: prossimo appuntamento, ideale per confermare ciò, la Freccia Vallone. Ovviamente però l’obiettivo è più avanti nell’anno: le Olimpiadi di Rio 2016, con percorso fatto su misura per la scalatrice italiana.
Pochi segnali sono arrivate dalle altre punte tricolori. Il quinto posto alla Ronde Van Drenthe, contornato dalla vittoria alla Omloop van het Hageland, fanno ben sperare in chiave Marta Bastianelli, capitano della Alè Cipollini. Rossella Ratto ed Elena Cecchini invece si sono viste solo a sprazzi fino ad ora, con piazzamenti nelle 15 tra Fiandre e Gand-Wevelgem.
http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... verso-rio/
Si susseguono le prove del Women’s World Tour, il massimo circuito internazionale di ciclismo femminile. A dominare c’è una Boels Dolmans che davvero sembra non avere rivali: cinque corse e cinque vittorie con la campionessa del mondo Lizzie Armitstead e l’olandese Chantal Blaak a farla da padrone. Per l’Italia invece non sono arrivati ancora segnali davvero incoraggianti.
La stella del movimento azzurro è ovviamente Elisa Longo Borghini. La ciclista della Wiggle Honda non è riuscita a bissare il successo del Fiandre del 2015, ma si è ben disimpegnata sui muri belgi, aiutando la compagna di squadra Emma Johansson, che ha sfiorato la vittoria, e giungendo comunque quinta al traguardo. L’atleta di Ornavasso non ha attraversato un gran periodo ad inizio stagione, soprattutto a causa di malanni fisici. La condizione però sembra essere in crescendo: prossimo appuntamento, ideale per confermare ciò, la Freccia Vallone. Ovviamente però l’obiettivo è più avanti nell’anno: le Olimpiadi di Rio 2016, con percorso fatto su misura per la scalatrice italiana.
Pochi segnali sono arrivate dalle altre punte tricolori. Il quinto posto alla Ronde Van Drenthe, contornato dalla vittoria alla Omloop van het Hageland, fanno ben sperare in chiave Marta Bastianelli, capitano della Alè Cipollini. Rossella Ratto ed Elena Cecchini invece si sono viste solo a sprazzi fino ad ora, con piazzamenti nelle 15 tra Fiandre e Gand-Wevelgem.
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con occhi innamorati
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro dei Paesi Baschi 2016: Samuel Sanchez torna grande, Kelderman nuovo leader
165 chilometri divertenti e ricchi di attacchi nella quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2016. La frazione da Lesaka a Orio vede muoversi anche due big come Alberto Contador (Tinkoff) e Fabio Aru (Astana), ma alla fine il successo è dello spagnolo Samuel Sanchez (BMC), campione olimpico a Pechino 2008 e abilissimo ad anticipare tutti gli avversari con un guizzo nei chilometri conclusivi.
L’olandese Wilco Keldermann (Team Lotto NL-Jumbo) è il nuovo leader della classifica generale con quattro secondi di vantaggio su Sergio Henao e sette su Mikel Landa, entrambi del Team Sky. Non una giornata particolarmente brillante per lo spagnolo, a tratti in difficoltà sulle ascese dell’Aia. Tra domani e sabato si deciderà la corsa: prima la tappa di montagna fino a Eibar (159 km con arrivo di prima categoria), poi la cronometro cittadina conclusiva.
La fuga principale porta le firme di Angel Vicioso (Katusha), Luis Mate (Cofidis), Simone Petilli (Lampre-Merida), Carlos Verona (Etixx-QuickStep), Tim Wellens (Lotto Soudal) e Christophe Riblon (Ag2r La Mondiale), con Verona che è l’ultimo a cedere il passo al gruppo e, da solo a dieci chilometri dal traguardo, sogna addirittura il numero. Ma il ritmo da dietro è troppo elevato e i big si giocano la vittoria finale: Samuel Sanchez è il più bravo ad approfittarne, podio per l’ex campione del mondo Rui Costa (Lampre-Merida) e per Warren Barguil (Team Giant-Alpecin). Nario Quintana (Movistar) è sesto, Contador settimo, Aru si stacca e chiude 28° a 19 secondi.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dei- ... vo-leader/
165 chilometri divertenti e ricchi di attacchi nella quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2016. La frazione da Lesaka a Orio vede muoversi anche due big come Alberto Contador (Tinkoff) e Fabio Aru (Astana), ma alla fine il successo è dello spagnolo Samuel Sanchez (BMC), campione olimpico a Pechino 2008 e abilissimo ad anticipare tutti gli avversari con un guizzo nei chilometri conclusivi.
L’olandese Wilco Keldermann (Team Lotto NL-Jumbo) è il nuovo leader della classifica generale con quattro secondi di vantaggio su Sergio Henao e sette su Mikel Landa, entrambi del Team Sky. Non una giornata particolarmente brillante per lo spagnolo, a tratti in difficoltà sulle ascese dell’Aia. Tra domani e sabato si deciderà la corsa: prima la tappa di montagna fino a Eibar (159 km con arrivo di prima categoria), poi la cronometro cittadina conclusiva.
La fuga principale porta le firme di Angel Vicioso (Katusha), Luis Mate (Cofidis), Simone Petilli (Lampre-Merida), Carlos Verona (Etixx-QuickStep), Tim Wellens (Lotto Soudal) e Christophe Riblon (Ag2r La Mondiale), con Verona che è l’ultimo a cedere il passo al gruppo e, da solo a dieci chilometri dal traguardo, sogna addirittura il numero. Ma il ritmo da dietro è troppo elevato e i big si giocano la vittoria finale: Samuel Sanchez è il più bravo ad approfittarne, podio per l’ex campione del mondo Rui Costa (Lampre-Merida) e per Warren Barguil (Team Giant-Alpecin). Nario Quintana (Movistar) è sesto, Contador settimo, Aru si stacca e chiude 28° a 19 secondi.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Parigi-Roubaix 2016: le squadre al via. La Etixx-Quick Step costretta a far bene
Si avvicina la terza classica monumento stagionale, la Parigi-Roubaix. Siamo a soli tre giorni dalla spettacolare corsa francese, caratterizzata dall’infernale pavé. Fondamentale per i capitani sarà avere una squadra di altissimo livello a completa disposizione, per evitare imprevisti vari. Andiamo a scoprire le migliori compagini al via.
Deve assolutamente riprendersi, dopo le grandi delusioni delle classiche fiamminghe, nelle quali sono arrivati solo piazzamenti al di fuori del podio, la Etixx-Quick Step, da sempre squadra faro per questo genere di corse. Stijn Vandbergh, Tom Boonen, Nicki Terpstra, Matteo Trentin, Zdenek Stybar e l’incognita Tony Martin. Sei uomini tutti da top-10, bisognerà trovare il capitano che proverà a giocarsi la vittoria. Importante però sarà attuare una tattica eccellente: anticipare gli attacchi, magari a partire già da 70-80 chilometri dall’arrivo per mettere in difficoltà i propri rivali. I grandi favoriti sono altri: Peter Sagan e Fabian Cancellara. Lo slovacco della Tinkoff sa disimpegnarsi anche in solitaria: l’unica gran mano potrebbe arrivare dal nostro Oscar Gatto, già attivo settimana scorsa al Fiandre. La Trek invece sa come aiutare la Locomotiva di Berna: Devolder e Stuyven saranno pronti a tener davanti il proprio capitano nelle fasi concitate di gara.
Altre compagini proveranno a far saltare il banco sulle pietre transalpine. A partire dal Team Lotto NL Jumbo: capitan Sep Vanmarcke ha la gamba giusta, la squadra olandese dovrà stargli al fianco il più possibile, prima di un possibile attacco al Carrefoure de l’Abre. BMC, Astana e Katusha hanno le carte per poter giocarsi la vittoria. Il team statunitense ha perso il proprio capitano, Van Avermaet, per una caduta al Fiandre, ma Oss e Drucker in giornata sì possono sopperire a questa assenza. In casa kazaka ci si affida agli olandesi: Westra e Boom sono abili sulle pietre. In conclusione i russi: Kristoff non appare in formissima, ma con una corsa chiusa può benissimo dir la sua in volata.
http://www.oasport.it/2016/04/parigi-ro ... -far-bene/
Si avvicina la terza classica monumento stagionale, la Parigi-Roubaix. Siamo a soli tre giorni dalla spettacolare corsa francese, caratterizzata dall’infernale pavé. Fondamentale per i capitani sarà avere una squadra di altissimo livello a completa disposizione, per evitare imprevisti vari. Andiamo a scoprire le migliori compagini al via.
Deve assolutamente riprendersi, dopo le grandi delusioni delle classiche fiamminghe, nelle quali sono arrivati solo piazzamenti al di fuori del podio, la Etixx-Quick Step, da sempre squadra faro per questo genere di corse. Stijn Vandbergh, Tom Boonen, Nicki Terpstra, Matteo Trentin, Zdenek Stybar e l’incognita Tony Martin. Sei uomini tutti da top-10, bisognerà trovare il capitano che proverà a giocarsi la vittoria. Importante però sarà attuare una tattica eccellente: anticipare gli attacchi, magari a partire già da 70-80 chilometri dall’arrivo per mettere in difficoltà i propri rivali. I grandi favoriti sono altri: Peter Sagan e Fabian Cancellara. Lo slovacco della Tinkoff sa disimpegnarsi anche in solitaria: l’unica gran mano potrebbe arrivare dal nostro Oscar Gatto, già attivo settimana scorsa al Fiandre. La Trek invece sa come aiutare la Locomotiva di Berna: Devolder e Stuyven saranno pronti a tener davanti il proprio capitano nelle fasi concitate di gara.
Altre compagini proveranno a far saltare il banco sulle pietre transalpine. A partire dal Team Lotto NL Jumbo: capitan Sep Vanmarcke ha la gamba giusta, la squadra olandese dovrà stargli al fianco il più possibile, prima di un possibile attacco al Carrefoure de l’Abre. BMC, Astana e Katusha hanno le carte per poter giocarsi la vittoria. Il team statunitense ha perso il proprio capitano, Van Avermaet, per una caduta al Fiandre, ma Oss e Drucker in giornata sì possono sopperire a questa assenza. In casa kazaka ci si affida agli olandesi: Westra e Boom sono abili sulle pietre. In conclusione i russi: Kristoff non appare in formissima, ma con una corsa chiusa può benissimo dir la sua in volata.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Parigi-Roubaix 2016, le flebili speranze degli italiani: una top 10 che serve
Domenica si chiuderà con la Parigi-Roubaix la campagna del Nord, in attesa delle classiche delle Ardenne. Gli italiani si presenteranno alla più antica delle Classiche dopo aver conquistato pochissimi risultati nelle ultime uscite.
I noni buoni, ancora una volta, saranno quelli di Matteo Trentin e Daniel Oss. Due ottimo interpreti delle corse sulle pietre cui però è difficile in questo momento chiedere una vittoria. Entrambi, pur con buona forza di volontà e dimestichezza, hanno provato a dire la loro al Fiandre ma non è stato sufficiente per entrare nell’azione buona. In vista della Roubaix, Oss avrà il totale via libera per fare la sua corsa data l’assenza di Van Avermaet, mentre Trentin, come spesso gli capita, dovrà fare i conti con i piani strategici della squadra.
Una situazione che regala poco spazio ai sogni. L’Italia non vince la Roubaix dal 1999, quando ad imporsi fu Tafi. Negli ultimi anni solo Alessandro Ballan è riuscito ad esprimersi sul livello dei migliori in questa corsa ma il Campione del mondo 2008 guarderà la gara da casa dopo aver passato gli ultimi 2 anni a cercare una squadra che lo accogliesse tra le sue fila.
Può far bene Marco Marcato (Wanty Groupe Gobert). Lo scorso anno era riuscito a stare nel gruppetto dei migliori, già ripetersi non sarebbe male. Può entrare tra i migliori 20.
http://www.oasport.it/2016/04/parigi-ro ... che-serve/
Domenica si chiuderà con la Parigi-Roubaix la campagna del Nord, in attesa delle classiche delle Ardenne. Gli italiani si presenteranno alla più antica delle Classiche dopo aver conquistato pochissimi risultati nelle ultime uscite.
I noni buoni, ancora una volta, saranno quelli di Matteo Trentin e Daniel Oss. Due ottimo interpreti delle corse sulle pietre cui però è difficile in questo momento chiedere una vittoria. Entrambi, pur con buona forza di volontà e dimestichezza, hanno provato a dire la loro al Fiandre ma non è stato sufficiente per entrare nell’azione buona. In vista della Roubaix, Oss avrà il totale via libera per fare la sua corsa data l’assenza di Van Avermaet, mentre Trentin, come spesso gli capita, dovrà fare i conti con i piani strategici della squadra.
Una situazione che regala poco spazio ai sogni. L’Italia non vince la Roubaix dal 1999, quando ad imporsi fu Tafi. Negli ultimi anni solo Alessandro Ballan è riuscito ad esprimersi sul livello dei migliori in questa corsa ma il Campione del mondo 2008 guarderà la gara da casa dopo aver passato gli ultimi 2 anni a cercare una squadra che lo accogliesse tra le sue fila.
Può far bene Marco Marcato (Wanty Groupe Gobert). Lo scorso anno era riuscito a stare nel gruppetto dei migliori, già ripetersi non sarebbe male. Può entrare tra i migliori 20.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro dei Paesi Baschi 2016: Fabio Aru cade ed è costretto al ritiro
Quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2016 stregata per Fabio Aru. Lo scalatore del team Astana è caduto dopo 93 km di corsa, per poi alzare bandiera bianca al km 116. Asfalto bagnato e viscido che ha tradito anche altri protagonisti della kermesse basca. Corsa finita infatti per il bielorusso Vasili Kiryienka (Sky), per l’irlandese Daniel Martin (Etixx-Quick Step), l’australiano Simon Gerrans (Orica-GreenEDGE) e per il canadese Ryder Hejsedal (Trek-Segafredo).
In serata seguiranno aggiornamenti circa le condizioni di Aru e degli altri atleti ritirati.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dei- ... al-ritiro/
Quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2016 stregata per Fabio Aru. Lo scalatore del team Astana è caduto dopo 93 km di corsa, per poi alzare bandiera bianca al km 116. Asfalto bagnato e viscido che ha tradito anche altri protagonisti della kermesse basca. Corsa finita infatti per il bielorusso Vasili Kiryienka (Sky), per l’irlandese Daniel Martin (Etixx-Quick Step), l’australiano Simon Gerrans (Orica-GreenEDGE) e per il canadese Ryder Hejsedal (Trek-Segafredo).
In serata seguiranno aggiornamenti circa le condizioni di Aru e degli altri atleti ritirati.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro dei Paesi Baschi 2016: capolavoro Diego Rosa! Vince dopo fuga solitaria di 100 km!
Grandissima impresa di Diego Rosa nella quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2016. Il talento piemontese dell’Astana vince con distacco, 3 minuti e 16 secondi, nella frazione regina della kermesse basca al termine di una fuga in solitaria di circa 100 km. Da Orio ad Eibar, 159 km durissimi, animati da ben 8 GPM, che hanno messo a dura prova la resistenza di alcuni protagonisti, e messo in mostra lo scalatore dell’Astana.
Convinto sin dai primi attimi di poter fare la corsa, Rosa è andato in fuga nei km d’avvio in compagnia di un nutrito gruppetto di atleti, prima di decidere di tentare l’allungo definitivo addirittura a poco più di 100 km dal traguardo. Straordinaria la prova del ragazzo di Alba, mai in debito d’ossigeno, capace di scollinare da solo in 5 GPM, per poi giungere al traguardo di Eibar ed alzare braccia, e bicicletta, al cielo.
Per i big giornata davvero ostica. Pioggia, asfalto viscido, salite e soprattutto discese hanno mietuto molte vittime illustri, tra i quali purtroppo il nostro Fabio Aru, costretto al ritiro dopo una caduta. Lo spagnolo Alberto Contador, terzo, ha tuttavia messo alla frusta i suoi diretti avversari, riuscendo a staccare di una ventina di secondi il colombiano Nairo Quintana (Movistar), ma soprattutto la maglia gialla Wilco Kelderman. L’olandese del Team Lotto NL-Jumbo cede il simbolo del leader in favore dell’ottimo Sergio Henao. Il colombiano del Team Sky tiene il ritmo di Contador, bruciandolo nello sprint per la seconda posizione, conservando così 6 preziosi secondi sullo spagnolo a 24 ore dalla cronometro conclusiva.
Bene Thibaut Pinot. Il transalpino della FDJ perde soltanto pochi metri da Contador ed Henao, e domani lotterà per il podio finale avendo appena 10 secondi di ritardo dal nuovo leader della classifica generale.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dei- ... di-100-km/
Grandissima impresa di Diego Rosa nella quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2016. Il talento piemontese dell’Astana vince con distacco, 3 minuti e 16 secondi, nella frazione regina della kermesse basca al termine di una fuga in solitaria di circa 100 km. Da Orio ad Eibar, 159 km durissimi, animati da ben 8 GPM, che hanno messo a dura prova la resistenza di alcuni protagonisti, e messo in mostra lo scalatore dell’Astana.
Convinto sin dai primi attimi di poter fare la corsa, Rosa è andato in fuga nei km d’avvio in compagnia di un nutrito gruppetto di atleti, prima di decidere di tentare l’allungo definitivo addirittura a poco più di 100 km dal traguardo. Straordinaria la prova del ragazzo di Alba, mai in debito d’ossigeno, capace di scollinare da solo in 5 GPM, per poi giungere al traguardo di Eibar ed alzare braccia, e bicicletta, al cielo.
Per i big giornata davvero ostica. Pioggia, asfalto viscido, salite e soprattutto discese hanno mietuto molte vittime illustri, tra i quali purtroppo il nostro Fabio Aru, costretto al ritiro dopo una caduta. Lo spagnolo Alberto Contador, terzo, ha tuttavia messo alla frusta i suoi diretti avversari, riuscendo a staccare di una ventina di secondi il colombiano Nairo Quintana (Movistar), ma soprattutto la maglia gialla Wilco Kelderman. L’olandese del Team Lotto NL-Jumbo cede il simbolo del leader in favore dell’ottimo Sergio Henao. Il colombiano del Team Sky tiene il ritmo di Contador, bruciandolo nello sprint per la seconda posizione, conservando così 6 preziosi secondi sullo spagnolo a 24 ore dalla cronometro conclusiva.
Bene Thibaut Pinot. Il transalpino della FDJ perde soltanto pochi metri da Contador ed Henao, e domani lotterà per il podio finale avendo appena 10 secondi di ritardo dal nuovo leader della classifica generale.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo: Philippe Gilbert aggredito in allenamento, un dito rotto per il belga
Momento no per il ciclismo internazionale. Dal Belgio arriva un’altra notizia tutt’altro che positiva. Durante un semplice allenamento, la coppia BMC formata da Philippe Gilbert, sicuro capitano per le prossime classiche delle Ardenne (campione del mondo a Valkenburg nel 2013), e Loïc Vliegen, giovane belga emergente, è stata aggredita da due uomini ubriachi scesi da un’auto. Uno dei due se l’è presa con Gilbert, che nella colluttazione ha riportato la frattura di un dito della mano sinistra.
Queste le parole del dottore della BMC Max Testa: «Philippe è stato portato in ospedale e ha subìto un intervento chirurgico: gli sono stati inseriti cinque perni inseriti per fermare tre piccole fratture al suo dito medio. Sta bene, dovrà osservare un giorno o due di riposo. Dopo il fine settimana avremo un’idea più precisa su eventuali conseguenze per la campagna delle Ardenne. Per fortuna Loïc non è stato ferito nella colluttazione».
Ha parlato anche Gilbert dopo lo scontro: «Non mi sento affatto male. Quello che più colpisce è che quel che è accaduto, decisamente inatteso per uno che va ad allenarsi».
http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... -il-belga/
Momento no per il ciclismo internazionale. Dal Belgio arriva un’altra notizia tutt’altro che positiva. Durante un semplice allenamento, la coppia BMC formata da Philippe Gilbert, sicuro capitano per le prossime classiche delle Ardenne (campione del mondo a Valkenburg nel 2013), e Loïc Vliegen, giovane belga emergente, è stata aggredita da due uomini ubriachi scesi da un’auto. Uno dei due se l’è presa con Gilbert, che nella colluttazione ha riportato la frattura di un dito della mano sinistra.
Queste le parole del dottore della BMC Max Testa: «Philippe è stato portato in ospedale e ha subìto un intervento chirurgico: gli sono stati inseriti cinque perni inseriti per fermare tre piccole fratture al suo dito medio. Sta bene, dovrà osservare un giorno o due di riposo. Dopo il fine settimana avremo un’idea più precisa su eventuali conseguenze per la campagna delle Ardenne. Per fortuna Loïc non è stato ferito nella colluttazione».
Ha parlato anche Gilbert dopo lo scontro: «Non mi sento affatto male. Quello che più colpisce è che quel che è accaduto, decisamente inatteso per uno che va ad allenarsi».
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Re: Appassionati di Ciclismo
Parigi-Roubaix 2016, le dichiarazioni della vigilia. Boonen: “La Roubaix è il motivo per cui corro ancora”
A poche ore dalla Parigi-Roubaix 2016, ecco le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti più attesi rilasciate alla vigilia della terza Classica Monumento della stagione.
Partiamo dal quattro volte vincitore di questa corsa, il belga Tom Boonen, che ha dichiarato a CyclingproNet:
“Nel periodo delle classiche ricerco la massima concentrazione, tutto deve essere organizzato, tutto deve essere al suo posto. La Roubaix poi richiede una grande preparazione. Se sei preparato, sei più tranquillo e riesci a correre meglio. Quando guardo indietro, ripenso ai miei 15 anni di carriera rendendomi conto che le cose sono trascorse velocemente. Ho pochi obiettivi da raggiungere, il più importante è vincere la Parigi – Roubaix per la quinta volta, è l’unico motivo per cui corro ancora”.
Si aspetta di più Edwald Boasson Hagen, dopo un Fiandre al di sotto delle attese, nelle dichiarazioni a Cyclingnews:
““Ogni anno sento la pressione per queste gare, cerco di gestirla al meglio e cerco di dare il massimo. Settimana scorsa al Fiandre stavo discretamente bene, anche se non ho colto un risultato brillante year. But I make my own pressure. Sono reduce da un ottimo momento di forma, che mi porto dal finale della scorsa stagione, spero di proseguire così anche per il resto della stagione” .
Cerca di nascondersi invece il norvegese Alexander Kristoff, quarto domenica scorsa nel Fiandre:
“Non mi sento così bene attualmente sul pavè. In realtà non lo sono mai stato, ma lo scorso anno sono riuscito a piazzarmi decimo, l’obiettivo è quello di provare a migliorare il risultato finale. Non penso di essere il favorito viste le mie precedenti performance alla Roubaix: ho gareggiato in sei edizioni, terminandone tre senza raccogliere grandi risultati, solo due top ten.”
http://www.oasport.it/2016/04/parigi-ro ... ro-ancora/
A poche ore dalla Parigi-Roubaix 2016, ecco le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti più attesi rilasciate alla vigilia della terza Classica Monumento della stagione.
Partiamo dal quattro volte vincitore di questa corsa, il belga Tom Boonen, che ha dichiarato a CyclingproNet:
“Nel periodo delle classiche ricerco la massima concentrazione, tutto deve essere organizzato, tutto deve essere al suo posto. La Roubaix poi richiede una grande preparazione. Se sei preparato, sei più tranquillo e riesci a correre meglio. Quando guardo indietro, ripenso ai miei 15 anni di carriera rendendomi conto che le cose sono trascorse velocemente. Ho pochi obiettivi da raggiungere, il più importante è vincere la Parigi – Roubaix per la quinta volta, è l’unico motivo per cui corro ancora”.
Si aspetta di più Edwald Boasson Hagen, dopo un Fiandre al di sotto delle attese, nelle dichiarazioni a Cyclingnews:
““Ogni anno sento la pressione per queste gare, cerco di gestirla al meglio e cerco di dare il massimo. Settimana scorsa al Fiandre stavo discretamente bene, anche se non ho colto un risultato brillante year. But I make my own pressure. Sono reduce da un ottimo momento di forma, che mi porto dal finale della scorsa stagione, spero di proseguire così anche per il resto della stagione” .
Cerca di nascondersi invece il norvegese Alexander Kristoff, quarto domenica scorsa nel Fiandre:
“Non mi sento così bene attualmente sul pavè. In realtà non lo sono mai stato, ma lo scorso anno sono riuscito a piazzarmi decimo, l’obiettivo è quello di provare a migliorare il risultato finale. Non penso di essere il favorito viste le mie precedenti performance alla Roubaix: ho gareggiato in sei edizioni, terminandone tre senza raccogliere grandi risultati, solo due top ten.”
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