Appassionati di Ciclismo
Re: Appassionati di Ciclismo
Amstel Gold Race 2016: le quote dei bookmakers per le scommesse
Concluse le classiche del pavé, il grande ciclismo si sposta sulle Ardenne. Domenica si disputerà l’Amstel Gold Race, che aprirà il trittico che attraverso la Freccia Vallone condurrà alla Liegi-Bastogne-Liegi, la quarta Classica monumento stagionale. Andiamo a vedere quali sono i grandi favoriti in vista della Amstel per i bookmakers.
Michael Matthews e Michal Kwiatkowski sono i favoriti principali per il successo finale: l’australiano, vincitore di due tappe in stagione nella Parigi-Nizza, ed è determinato a lasciare il segno, dopo esser stato beffato in volata nella scorsa edizione, dove fu proprio il polacco, in maglia iridata, a batterlo: Kwiatkowski si è reso protagonista anche sul pavè, conquistando la E3 Harelbeke, avendo la meglio dello slovacco Peter Sagan, ed essendo il campione uscente proverà a concedere il bis. Secondo Bwin le quote si attestano a 2.95 per Matthews, 5.75 per Kwiatkowski.
Tra gli atleti di primo piano, che sono accreditati come outsider, figurano interpreti di grande spessore, come il belga Philippe Gilbert, vincitore di questa corsa in tre occasioni (7.00), l’azzurro della Trek Segafredo Fabio Felline, quotato a 14.50, così come il francese Tony Gallopin.
Per chi volesse tentare un azzardo razionale, suggeriamo di puntare sul giovane francese della Etixx Julian Alaphilippe (17.00) e su Diego Ulissi (31.00), qualora non dovesse mettersi a disposizione del più quotato Rui Costa.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... scommesse/
Concluse le classiche del pavé, il grande ciclismo si sposta sulle Ardenne. Domenica si disputerà l’Amstel Gold Race, che aprirà il trittico che attraverso la Freccia Vallone condurrà alla Liegi-Bastogne-Liegi, la quarta Classica monumento stagionale. Andiamo a vedere quali sono i grandi favoriti in vista della Amstel per i bookmakers.
Michael Matthews e Michal Kwiatkowski sono i favoriti principali per il successo finale: l’australiano, vincitore di due tappe in stagione nella Parigi-Nizza, ed è determinato a lasciare il segno, dopo esser stato beffato in volata nella scorsa edizione, dove fu proprio il polacco, in maglia iridata, a batterlo: Kwiatkowski si è reso protagonista anche sul pavè, conquistando la E3 Harelbeke, avendo la meglio dello slovacco Peter Sagan, ed essendo il campione uscente proverà a concedere il bis. Secondo Bwin le quote si attestano a 2.95 per Matthews, 5.75 per Kwiatkowski.
Tra gli atleti di primo piano, che sono accreditati come outsider, figurano interpreti di grande spessore, come il belga Philippe Gilbert, vincitore di questa corsa in tre occasioni (7.00), l’azzurro della Trek Segafredo Fabio Felline, quotato a 14.50, così come il francese Tony Gallopin.
Per chi volesse tentare un azzardo razionale, suggeriamo di puntare sul giovane francese della Etixx Julian Alaphilippe (17.00) e su Diego Ulissi (31.00), qualora non dovesse mettersi a disposizione del più quotato Rui Costa.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... scommesse/
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, Vuelta a Castilla y León 2016: Valverde prepara Liegi e Giro d’Italia
Più che per la classifica generale, Alejandro Valverde – capitano del Team Movistar – sarà al via della Vuelta a Castilla y León 2016 per preparare i principali obiettivi della sua prima parte di stagione, vale a dire la Liegi-Bastogne-Liegi del 24 aprile e il Giro d’Italia. El Imbatido non parteciperà invece all’Amstel Gold Race di domenica prossima.
Il cammino d’avvicinamento dello spagnolo a questi appuntamenti somiglia molto a quello di Vincenzo Nibali, suo sicuro rivale alla Corsa Rosa. A un mese dal via, previsto per il 6 maggio dall’Olanda, per due dei favoriti per la vittoria finale sarà infatti importante mettere chilometri nelle gambe in vista delle salite delle Alpi. Valverde sarà dunque in Castilla, il siciliano al Giro del Trentino. Un primo confronto avverrà sulle Ardenne, nella classica che Valverde ha vinto tre volte in carriera e di cui è campione in carica, ma il focus di entrambi è rivolto al Giro.
Per questo Valverde, unico grande nome al via della manifestazione in programma da venerdì 15 a domenica 17 aprile tra le regioni iberiche di Zamora a Salamanca con il primo arrivo fissato in Portogallo, partirà sì con i gradi del favorito, ma non avrà come prima necessità quella del successo conclusivo. Il Team Movistar, inoltre, si presenta al via con uno squadrone – senza dubbio il più attrezzato dell’intera corsa – nel quale spiccano anche i colombiani Winner Anacona e Carlos Betancur. Conoscendo il carattere di Valverde, che spesso e volentieri nelle corse “minori” lascia liberi i compagni di squadra, è dunque ipotizzabile un dominio del team spagnolo ma non è detto che sia proprio lui il leader.
Un altro club iberico, la Caja Rural-Seguros, avrà in Pello Bilbao e José Gonçalves, portoghese, i suoi uomini di classifica, mentre per le volate lo specialista sarà Carlos Barbero. Alla Vuelta a Castilla y León 2016 parteciperanno in totale 15 squadre e 147 corridori. Risulta iscritto un solo italiano, Rinaldo Nocentini, altro specialista delle Ardenne, numero 131 dei lusitani dello Sporting-Tavira. Folta infine la presenza di team e atleti sudamericani.
http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... o-ditalia/
Più che per la classifica generale, Alejandro Valverde – capitano del Team Movistar – sarà al via della Vuelta a Castilla y León 2016 per preparare i principali obiettivi della sua prima parte di stagione, vale a dire la Liegi-Bastogne-Liegi del 24 aprile e il Giro d’Italia. El Imbatido non parteciperà invece all’Amstel Gold Race di domenica prossima.
Il cammino d’avvicinamento dello spagnolo a questi appuntamenti somiglia molto a quello di Vincenzo Nibali, suo sicuro rivale alla Corsa Rosa. A un mese dal via, previsto per il 6 maggio dall’Olanda, per due dei favoriti per la vittoria finale sarà infatti importante mettere chilometri nelle gambe in vista delle salite delle Alpi. Valverde sarà dunque in Castilla, il siciliano al Giro del Trentino. Un primo confronto avverrà sulle Ardenne, nella classica che Valverde ha vinto tre volte in carriera e di cui è campione in carica, ma il focus di entrambi è rivolto al Giro.
Per questo Valverde, unico grande nome al via della manifestazione in programma da venerdì 15 a domenica 17 aprile tra le regioni iberiche di Zamora a Salamanca con il primo arrivo fissato in Portogallo, partirà sì con i gradi del favorito, ma non avrà come prima necessità quella del successo conclusivo. Il Team Movistar, inoltre, si presenta al via con uno squadrone – senza dubbio il più attrezzato dell’intera corsa – nel quale spiccano anche i colombiani Winner Anacona e Carlos Betancur. Conoscendo il carattere di Valverde, che spesso e volentieri nelle corse “minori” lascia liberi i compagni di squadra, è dunque ipotizzabile un dominio del team spagnolo ma non è detto che sia proprio lui il leader.
Un altro club iberico, la Caja Rural-Seguros, avrà in Pello Bilbao e José Gonçalves, portoghese, i suoi uomini di classifica, mentre per le volate lo specialista sarà Carlos Barbero. Alla Vuelta a Castilla y León 2016 parteciperanno in totale 15 squadre e 147 corridori. Risulta iscritto un solo italiano, Rinaldo Nocentini, altro specialista delle Ardenne, numero 131 dei lusitani dello Sporting-Tavira. Folta infine la presenza di team e atleti sudamericani.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Amstel Gold Race 2016, gli outsider: Lotto-Soudal al completo, attesa per Dumoulin
Domenica, con l‘Amstel Gold Race, si aprirà la settimana delle Ardenne. La corsa della birra, per come è strutturata, consente a tanti di poterci provare per la vittoria.
La squadra più completa e attrezzata sembra essere la Lotto-Soudal, sempre capace di gestire bene i propri uomini. Jelle Vanendert ha un feeling particolare con il Cauberg, mentre Tony Gallopin e Tim Wellens sole brano essere disegnati per le cote ardennesi. Gallopin, inoltre, è dotato di un buono spunto veloce incaso di volata ristretta. Attenzione anche a Tiesj Benoot: astro emergente del ciclismo belga, è completo su ogni terreno.
Perso Kwiatkowski, trionfatore nella scorsa stagione, la Etixx-QuickStep può contare su Julian Alaphilippe, superlativo 12 mesi fa tra Freccia Vallone e Liegi, e Peter Vakoc, pedalatore eccelso che ha inaugurato al meglio questa parte della stagione vincendo la Freccia del Brabante. Per il Team Sky, oltre Kwiatkowski già inserito tra i favoriti, anche un velocista atipico come Ben Swift che potrebbe superare il Cauberg nelle prime posizioni.
C’è attesa per Tom Dumoulin, dopo quanto fatto alla scorsa Vuelta, in quelle che dovrebbero le sue corse. Sul Cauberg può provarci i di potenza e anche il falsopiano successivo si presta. Simon Geschke, suo compagno alla Giant-Alpecin, potrebbe provare ad anticipare. Interessanti anche i nomi di Rui Costa (Lampre-Merida), Joaquim Rodriguez (Katusha), Jan Bakelants (AG2R) e Simon Clarke (Cannondale). Anche gli italiani, di cui parleremo diffusamente nei prossimi giorni, possono ambire a posizioni importanti.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... -dumoulin/
Domenica, con l‘Amstel Gold Race, si aprirà la settimana delle Ardenne. La corsa della birra, per come è strutturata, consente a tanti di poterci provare per la vittoria.
La squadra più completa e attrezzata sembra essere la Lotto-Soudal, sempre capace di gestire bene i propri uomini. Jelle Vanendert ha un feeling particolare con il Cauberg, mentre Tony Gallopin e Tim Wellens sole brano essere disegnati per le cote ardennesi. Gallopin, inoltre, è dotato di un buono spunto veloce incaso di volata ristretta. Attenzione anche a Tiesj Benoot: astro emergente del ciclismo belga, è completo su ogni terreno.
Perso Kwiatkowski, trionfatore nella scorsa stagione, la Etixx-QuickStep può contare su Julian Alaphilippe, superlativo 12 mesi fa tra Freccia Vallone e Liegi, e Peter Vakoc, pedalatore eccelso che ha inaugurato al meglio questa parte della stagione vincendo la Freccia del Brabante. Per il Team Sky, oltre Kwiatkowski già inserito tra i favoriti, anche un velocista atipico come Ben Swift che potrebbe superare il Cauberg nelle prime posizioni.
C’è attesa per Tom Dumoulin, dopo quanto fatto alla scorsa Vuelta, in quelle che dovrebbero le sue corse. Sul Cauberg può provarci i di potenza e anche il falsopiano successivo si presta. Simon Geschke, suo compagno alla Giant-Alpecin, potrebbe provare ad anticipare. Interessanti anche i nomi di Rui Costa (Lampre-Merida), Joaquim Rodriguez (Katusha), Jan Bakelants (AG2R) e Simon Clarke (Cannondale). Anche gli italiani, di cui parleremo diffusamente nei prossimi giorni, possono ambire a posizioni importanti.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo: niente più freni a disco in gara dopo gli incidenti alla Roubaix
La lettera aperta su Facebook di Francisco Ventoso è servita a qualcosa.
“Ho trascorso tredici anni nel ciclismo professionistico e altrettanti nelle categorie giovanili. Ventisei anni sulla bici, allenandomi ogni giorno e godendo di quel che più mi piace, la mia passione. È da quando avevo sei anni che gareggio, lo faccio tuttora e sono contento di aver fatto della mia vocazione un lavoro.
Come ogni sport, il ciclismo ha visto una evoluzione in molti aspetti tecnici … e in altri, non tanto.
In tutti questi anni ho visto migliorare i materiali: prima, l’acciaio; poi, l’alluminio; più tardi, il carbonio. Quest’ultimo è giunto per restarci, grazie alle sue caratteristiche tecniche di rigidità e leggerezza. Ho anche visto come si è passati a pedali a sgancio rapido, molto più comodi, efficienti e sicuri. Siamo passati a caschi sempre più leggeri, con design spettacolari e, inoltre, con tutte le garanzie di sicurezza.
Ho visto anche uno sviluppo molto importante nel cambio. La mia primi bici aveva una corona e tre pignoni; ora corriamo con due, talvolta tre, corone e undici pignoni… e sicuramente non sarà finita qui. L’evoluzione tecnologica è stata una serie di prove, talvolta con un errori: arrivare al punto attuale non è stato semplice. Ricordo come facilmente si rompeva una catena quando si è passati ad avere dieci pignoni: i giunti si rompevano, per colpa di materiali ancora non abbastanza resistenti. Capita ancora oggi. Si può parlare anche della rivoluzione del cambio elettronico. Quanto è stato introdotto e usato per la prima volta, tutti eravamo sorpresi ed abbiamo emesso dei giudizi affrettati: non è necessario, potrebbe non funzionare bene, trasportare batterie appare sbagliato e così via. Oggi non ci immaginiamo in bici senza di esso.
Da un paio d’anni hanno fatto capolino le primi bici con freni a disco nel ciclocross e si mormorava della possibilità che i freni a disco fossero utilizzati anche nelle gare su strada.
Voglio dire innanzitutto che io sono il primo a consigliare i freni a disco per il ciclocross o per un amatore che pedala con gli amici.
Però, nelle gare professionistiche, davvero qualcuno pensava che un incidente non si sarebbe verificato? Davvero nessuno pensava che i freni a disco sono pericolosi? Che tagliano, che sono delle autentiche lame affilate?
Nell’ultima Parigi-Roubaix, solo due squadre hanno utilizzato i freni a disco (Direct Énergie e Lampre-Merida, ndt). Due squadre, con otto corridori a testa. In totale, sedici ciclisti che trasportavano trentadue dischi in gruppo. Bene dunque: in un tratto di pavé, per la precisione al km 130, si registra una caduta con conseguente groviglio e frenata generale, che mi ha fatto colpire il corridore che avevo davanti, il quale cercava di liberarsi dalla caduta. Io non sono finito a terra – solo la mia gamba ha toccato la parte posteriore della sua bici. Mentre sto per ripartire mi guardo la gamba: non mi fa male, non sanguina troppo, però osservo che una parte del periostio è scoperta. Vedo la guaina che ricopre la mia tibia. Mi fermo sulla destra della strada, mi porto nel prato, mi metto le mani sul volto e inizio ad avere giramenti di testa. Aspetto la mia ammiraglia e l’ambulanza, mentre mi passano per la testa tante cosa.
Sfortuna? Non credo: pochi km dopo si conferma quel che penso.
15 km più tardi entra in ambulanza Nikolas Maes della Etixx-Quick Step. Ha un profondo taglio in un ginocchio, prodotto da un disco, precisamente quello del trentadue. La domanda è immediata: cosa succederà quando si avranno 396 freni a disco mentre i 198 ciclisti di sfideranno per limare e le cadute sono inevitabili?
I freni a disco non avrebbero MAI dovuto arrivare nel mondo dei professionisti, almeno nella modalità in cui li conosciamo oggi. Almeno fin quando non avranno sistemi di protezione e sicurezza che non li trasformino in autentici coltelli montati sulle biciclette.
In aggiunta, con i freni a disco ci sono problemi per cambiare le ruote dopo una foratura; problemi per le auto dell’assistenza tecnica nei casi in cui non ci sia l’ammiraglia al seguito… e la cosa più importante: sono lame, che a certa velocità diventano dei veri e propri machete. Ci sono gare nelle quali raggiungiamo velocità massima di 80, 90 e anche 100 km all’ora.
Io ho avuto fortuna: è solo la gamba, solo muscolo e pelle. Vi immaginate un freno a disco conficcarsi nella giugulare o nell’arteria femorale? No: meglio non immaginare.
E tutto questo succede perché l’Associazione Internazionale dei Corridori (CPA), associazioni di corridori nazionali, federazioni nazionali e internazionali, squadre e, soprattutto, NOI, CICLISTI PROFESSIONISTI, non abbiamo fatto nulla. Però ora bisogna agire e mettere del buon senso a quello che è evidente. Sempre pensiamo che se non accade a noi non è un problema. Aspettiamo che i fatti avvengano prima di prendere contromisure. Prima o poi può succedere a chiunque: sono probabilità, tutti abbiamo le medesime. Come ciclisti professionisti dobbiamo guardare oltre al nostro ombelico, e utilizzo questa espressione perché sia chiaro. Certuni ci dicono quello che dobbiamo fare, ma non possiamo dimenticare che NOI ABBIAMO IL POTERE DI DECIDERE, E DOBBIAMO FARE UNA SCELTA.
I freni a disco tagliano. Stavolta è toccato a me; domani, potrebbe succedere ad altri”.
Finalmente l’UCI, come ha detto Harald Tiedemann Hansen, presidente della commissione materiali al sito Procycling.no, ha deciso di dire stop alla sperimentazione dei freni a disco in gara. L’anno scorso era arrivata la possibilità di provarli durante le corse World Tour, ma a causa dei numerosi incidenti arrivati alla Roubaix, come quello dello stesso Ventoso, è arrivato lo stop.
http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... a-roubaix/
La lettera aperta su Facebook di Francisco Ventoso è servita a qualcosa.
“Ho trascorso tredici anni nel ciclismo professionistico e altrettanti nelle categorie giovanili. Ventisei anni sulla bici, allenandomi ogni giorno e godendo di quel che più mi piace, la mia passione. È da quando avevo sei anni che gareggio, lo faccio tuttora e sono contento di aver fatto della mia vocazione un lavoro.
Come ogni sport, il ciclismo ha visto una evoluzione in molti aspetti tecnici … e in altri, non tanto.
In tutti questi anni ho visto migliorare i materiali: prima, l’acciaio; poi, l’alluminio; più tardi, il carbonio. Quest’ultimo è giunto per restarci, grazie alle sue caratteristiche tecniche di rigidità e leggerezza. Ho anche visto come si è passati a pedali a sgancio rapido, molto più comodi, efficienti e sicuri. Siamo passati a caschi sempre più leggeri, con design spettacolari e, inoltre, con tutte le garanzie di sicurezza.
Ho visto anche uno sviluppo molto importante nel cambio. La mia primi bici aveva una corona e tre pignoni; ora corriamo con due, talvolta tre, corone e undici pignoni… e sicuramente non sarà finita qui. L’evoluzione tecnologica è stata una serie di prove, talvolta con un errori: arrivare al punto attuale non è stato semplice. Ricordo come facilmente si rompeva una catena quando si è passati ad avere dieci pignoni: i giunti si rompevano, per colpa di materiali ancora non abbastanza resistenti. Capita ancora oggi. Si può parlare anche della rivoluzione del cambio elettronico. Quanto è stato introdotto e usato per la prima volta, tutti eravamo sorpresi ed abbiamo emesso dei giudizi affrettati: non è necessario, potrebbe non funzionare bene, trasportare batterie appare sbagliato e così via. Oggi non ci immaginiamo in bici senza di esso.
Da un paio d’anni hanno fatto capolino le primi bici con freni a disco nel ciclocross e si mormorava della possibilità che i freni a disco fossero utilizzati anche nelle gare su strada.
Voglio dire innanzitutto che io sono il primo a consigliare i freni a disco per il ciclocross o per un amatore che pedala con gli amici.
Però, nelle gare professionistiche, davvero qualcuno pensava che un incidente non si sarebbe verificato? Davvero nessuno pensava che i freni a disco sono pericolosi? Che tagliano, che sono delle autentiche lame affilate?
Nell’ultima Parigi-Roubaix, solo due squadre hanno utilizzato i freni a disco (Direct Énergie e Lampre-Merida, ndt). Due squadre, con otto corridori a testa. In totale, sedici ciclisti che trasportavano trentadue dischi in gruppo. Bene dunque: in un tratto di pavé, per la precisione al km 130, si registra una caduta con conseguente groviglio e frenata generale, che mi ha fatto colpire il corridore che avevo davanti, il quale cercava di liberarsi dalla caduta. Io non sono finito a terra – solo la mia gamba ha toccato la parte posteriore della sua bici. Mentre sto per ripartire mi guardo la gamba: non mi fa male, non sanguina troppo, però osservo che una parte del periostio è scoperta. Vedo la guaina che ricopre la mia tibia. Mi fermo sulla destra della strada, mi porto nel prato, mi metto le mani sul volto e inizio ad avere giramenti di testa. Aspetto la mia ammiraglia e l’ambulanza, mentre mi passano per la testa tante cosa.
Sfortuna? Non credo: pochi km dopo si conferma quel che penso.
15 km più tardi entra in ambulanza Nikolas Maes della Etixx-Quick Step. Ha un profondo taglio in un ginocchio, prodotto da un disco, precisamente quello del trentadue. La domanda è immediata: cosa succederà quando si avranno 396 freni a disco mentre i 198 ciclisti di sfideranno per limare e le cadute sono inevitabili?
I freni a disco non avrebbero MAI dovuto arrivare nel mondo dei professionisti, almeno nella modalità in cui li conosciamo oggi. Almeno fin quando non avranno sistemi di protezione e sicurezza che non li trasformino in autentici coltelli montati sulle biciclette.
In aggiunta, con i freni a disco ci sono problemi per cambiare le ruote dopo una foratura; problemi per le auto dell’assistenza tecnica nei casi in cui non ci sia l’ammiraglia al seguito… e la cosa più importante: sono lame, che a certa velocità diventano dei veri e propri machete. Ci sono gare nelle quali raggiungiamo velocità massima di 80, 90 e anche 100 km all’ora.
Io ho avuto fortuna: è solo la gamba, solo muscolo e pelle. Vi immaginate un freno a disco conficcarsi nella giugulare o nell’arteria femorale? No: meglio non immaginare.
E tutto questo succede perché l’Associazione Internazionale dei Corridori (CPA), associazioni di corridori nazionali, federazioni nazionali e internazionali, squadre e, soprattutto, NOI, CICLISTI PROFESSIONISTI, non abbiamo fatto nulla. Però ora bisogna agire e mettere del buon senso a quello che è evidente. Sempre pensiamo che se non accade a noi non è un problema. Aspettiamo che i fatti avvengano prima di prendere contromisure. Prima o poi può succedere a chiunque: sono probabilità, tutti abbiamo le medesime. Come ciclisti professionisti dobbiamo guardare oltre al nostro ombelico, e utilizzo questa espressione perché sia chiaro. Certuni ci dicono quello che dobbiamo fare, ma non possiamo dimenticare che NOI ABBIAMO IL POTERE DI DECIDERE, E DOBBIAMO FARE UNA SCELTA.
I freni a disco tagliano. Stavolta è toccato a me; domani, potrebbe succedere ad altri”.
Finalmente l’UCI, come ha detto Harald Tiedemann Hansen, presidente della commissione materiali al sito Procycling.no, ha deciso di dire stop alla sperimentazione dei freni a disco in gara. L’anno scorso era arrivata la possibilità di provarli durante le corse World Tour, ma a causa dei numerosi incidenti arrivati alla Roubaix, come quello dello stesso Ventoso, è arrivato lo stop.
http://www.oasport.it/2016/04/ciclismo- ... a-roubaix/
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Re: Appassionati di Ciclismo
Diario di bordo, Luca Mazzone: “La fatica è tanta, ma l’obiettivo da raggiungere è troppo bello…”
Caro Diario,
è finita l’intensa settimana di ritiro in Abruzzo, di duri allenamenti con chiusura in bellezza: Maratona di Roma terminata al quarto posto, in 1:28:56. Competizione che purtroppo non dà modo di esprimersi al massimo perché i famosi sampietrini sono devastanti, mettono a durissima prova fisico e bici. Si tratta di una gara per veri duri, molti infatti la evitano… Ha il suo fascino particolare, però, è come una Parigi – Rubaix, troppo intrigante, per la cornice unica al mondo rappresentata dalla Città Eterna ed anche per il calore della gente. Ogni volta mi dico di non farla più, in realtà l’anno prossimo conto di tornarci!
Lunedì scorso visita medica presso l’Acquacetosa in vista delle Paralimpiadi di Rio, il mio pensiero stupendo… Le gare di Coppa Europa riprendono subito: 24-25 aprile e 1°-3 maggio, rispettivamente a Verolanuova e Brescia. Sempre con la nazionale, per fare bella figura, ma anche per testare mezzo, ausili e stato di forma.
Ora si torna a casa, dove gli allenamenti costanti continueranno… Stavolta, per le strade della mia amata terra, la Puglia. La fatica addosso è tanta, ma l’obiettivo è troppo bello, le motivazioni enormi… La voglia di far bene supera di gran lunga la stanchezza. Andiamo a tutta!
Luca Mazzone
http://www.oasport.it/2016/04/diario-di ... /rio-2016/
Caro Diario,
è finita l’intensa settimana di ritiro in Abruzzo, di duri allenamenti con chiusura in bellezza: Maratona di Roma terminata al quarto posto, in 1:28:56. Competizione che purtroppo non dà modo di esprimersi al massimo perché i famosi sampietrini sono devastanti, mettono a durissima prova fisico e bici. Si tratta di una gara per veri duri, molti infatti la evitano… Ha il suo fascino particolare, però, è come una Parigi – Rubaix, troppo intrigante, per la cornice unica al mondo rappresentata dalla Città Eterna ed anche per il calore della gente. Ogni volta mi dico di non farla più, in realtà l’anno prossimo conto di tornarci!
Lunedì scorso visita medica presso l’Acquacetosa in vista delle Paralimpiadi di Rio, il mio pensiero stupendo… Le gare di Coppa Europa riprendono subito: 24-25 aprile e 1°-3 maggio, rispettivamente a Verolanuova e Brescia. Sempre con la nazionale, per fare bella figura, ma anche per testare mezzo, ausili e stato di forma.
Ora si torna a casa, dove gli allenamenti costanti continueranno… Stavolta, per le strade della mia amata terra, la Puglia. La fatica addosso è tanta, ma l’obiettivo è troppo bello, le motivazioni enormi… La voglia di far bene supera di gran lunga la stanchezza. Andiamo a tutta!
Luca Mazzone
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Re: Appassionati di Ciclismo
Amstel Gold Race 2016: le speranze degli italiani sul Cauberg
Domenica, con l’Amstel Gold Race, si aprirà la settimana del Trittico delle Ardenne, un periodo stagionale che in passato ha regalato diverse gioie ai colori azzurri. Vediamo quali sono le ambizioni degli atleti italiani nella Classica della birra.
Il nome buono potrebbe essere quello di Sonny Colbrelli. L’atleta della Bardiani CSF è chiamato a fare il definitivo salto di qualità e questa corsa, sulla carta, è molto adatta alle sue caratteristiche. Può tenere sulle cotes e in una volata come quella di Valkenburg potrebbe dire la sua per un piazzamento prestigioso.
Più forte in salita e meno in volata, ma il discorso è simile anche per Enrico Battaglin. Ha una punta di velocità ottima e la LottoNL-Jumbo ha puntato su di lui per queste corse. Deve ripagare la fiducia concessa con un risultato concreto.
Finalmente arriva a queste corse senza impedimenti Diego Ulissi. Il talentuoso toscano della Lampre Merida nelle ultime stagioni aveva sempre avuto intoppi nella preparazione o peggio nei mesi precedenti alle Ardenne. Adesso non ha scuse: è maturo per fare bene e per lottare per la vittoria. La sua carta migliore potrebbe essere la volata in un gruppo ristretto ma sarà essenziale prendere davanti il Cauberg per provare a fare un po’ di selezione.
Doppia carta italiana per la Trek-Segafredo. Fabio Felline potrebbe provarci negli ultimi 20 chilometri o sulla salita conclusiva, Niccolò Bonifazio invece potrebbe giocarsi le sue possibilità in caso di volata più corposa. Lo stesso Felline, in ogni caso, è veloce allo sprint. Possibilità importante per Giocanni Visconti: assente Valverde, potrebbe essere tra le punte della Movistar.
Chiudiamo con Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) e Davide Rebellin (CCC) che questa corsa l’hanno già vinta. Chiedere un piazzamento sul podio forse è troppo ma per la top 10 ci sono anche loro. Menzione speciale per Enrico Gasparotto (Wanty Groupe Gobert), ultimo azzurro ad imporsi: il Cauberg è la sua salita e si è sempre espresso ad alti livelli. Da tenere d’occhio negli ultimi 3 chilometri.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... l-cauberg/
Domenica, con l’Amstel Gold Race, si aprirà la settimana del Trittico delle Ardenne, un periodo stagionale che in passato ha regalato diverse gioie ai colori azzurri. Vediamo quali sono le ambizioni degli atleti italiani nella Classica della birra.
Il nome buono potrebbe essere quello di Sonny Colbrelli. L’atleta della Bardiani CSF è chiamato a fare il definitivo salto di qualità e questa corsa, sulla carta, è molto adatta alle sue caratteristiche. Può tenere sulle cotes e in una volata come quella di Valkenburg potrebbe dire la sua per un piazzamento prestigioso.
Più forte in salita e meno in volata, ma il discorso è simile anche per Enrico Battaglin. Ha una punta di velocità ottima e la LottoNL-Jumbo ha puntato su di lui per queste corse. Deve ripagare la fiducia concessa con un risultato concreto.
Finalmente arriva a queste corse senza impedimenti Diego Ulissi. Il talentuoso toscano della Lampre Merida nelle ultime stagioni aveva sempre avuto intoppi nella preparazione o peggio nei mesi precedenti alle Ardenne. Adesso non ha scuse: è maturo per fare bene e per lottare per la vittoria. La sua carta migliore potrebbe essere la volata in un gruppo ristretto ma sarà essenziale prendere davanti il Cauberg per provare a fare un po’ di selezione.
Doppia carta italiana per la Trek-Segafredo. Fabio Felline potrebbe provarci negli ultimi 20 chilometri o sulla salita conclusiva, Niccolò Bonifazio invece potrebbe giocarsi le sue possibilità in caso di volata più corposa. Lo stesso Felline, in ogni caso, è veloce allo sprint. Possibilità importante per Giocanni Visconti: assente Valverde, potrebbe essere tra le punte della Movistar.
Chiudiamo con Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) e Davide Rebellin (CCC) che questa corsa l’hanno già vinta. Chiedere un piazzamento sul podio forse è troppo ma per la top 10 ci sono anche loro. Menzione speciale per Enrico Gasparotto (Wanty Groupe Gobert), ultimo azzurro ad imporsi: il Cauberg è la sua salita e si è sempre espresso ad alti livelli. Da tenere d’occhio negli ultimi 3 chilometri.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... l-cauberg/
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro dell’Appennino 2016, il percorso: tanta salita in una gara nervosa
Domenica, oltre l’Amstel Gold Race, si disputerà la 77esima edizione del Giro dell’Appennino. Una semiclassica italiana che può regalare spettacolo sulle strade piemontesi e liguri.
La gara prenderà il via da Novi Ligure e si concluderà a Chiavari dopo 196 chilometri. Dopo inizia il passo della Bocchetta, prima asperità di giornata. A seguire Corecetta d’Orero e, al termine di un lungo falsopiano, il Passo della Scoffera. Discesa e, negli ultimi 45 chilometri, Colle Caprile, Ruta di Camogli e Le Grazie. In particolare queste ultime due salite hanno una configurazione perfetta per una classica: brevi, permettono di fare la differenza per coloro che proveranno ad attaccare.
Facile prevedere, date le carte in tavola, una gara nervosa. Anche se, attualmente, è difficile immaginarne i protagonisti data la moria di informazioni per quanto riguarda la startlist. Solo allora si potranno fare congetture su un possibile svolgimento della corsa che per ora è immersa nella nebbia. Il percorso, in ogni caso, potrebbe regalare un grande spettacolo.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dell ... a-nervosa/
Domenica, oltre l’Amstel Gold Race, si disputerà la 77esima edizione del Giro dell’Appennino. Una semiclassica italiana che può regalare spettacolo sulle strade piemontesi e liguri.
La gara prenderà il via da Novi Ligure e si concluderà a Chiavari dopo 196 chilometri. Dopo inizia il passo della Bocchetta, prima asperità di giornata. A seguire Corecetta d’Orero e, al termine di un lungo falsopiano, il Passo della Scoffera. Discesa e, negli ultimi 45 chilometri, Colle Caprile, Ruta di Camogli e Le Grazie. In particolare queste ultime due salite hanno una configurazione perfetta per una classica: brevi, permettono di fare la differenza per coloro che proveranno ad attaccare.
Facile prevedere, date le carte in tavola, una gara nervosa. Anche se, attualmente, è difficile immaginarne i protagonisti data la moria di informazioni per quanto riguarda la startlist. Solo allora si potranno fare congetture su un possibile svolgimento della corsa che per ora è immersa nella nebbia. Il percorso, in ogni caso, potrebbe regalare un grande spettacolo.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Amstel Gold Race: tutte le vittorie dell’Italia. L’ultima firmata Gasparotto
Si corre domenica 17 aprile la prima classica del trittico delle Ardenne: l’Amstel Gold Race. Sul Cauberg, a Valkenburg, gli italiani sono spesso e volentieri stati protagonisti, soprattutto negli ultimi anni: andiamo a rivivere tutti i successi azzurri.
Il primo ad imporsi fu Stefano Zanini, nel lontano 1996. In maglia Gewiss l’azzurro riuscì ad anticipare il gruppo, regolato dal nostro Mauro Bettin. Sei anni dopo, nel 2002, lo sprint vincente è stato di Michele Bartoli, davanti al russo Ivanov e all’olandese Bogerd, con quarto un sorprendente Lance Armstrong. Nel 2004 un magnifico Davide Rebellin in maglia Gerolsteiner ha centrato la migliore stagione della carriera: per lui, oltre all’Amstel, sono arrivati anche i successi alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi. L’anno dopo è stata la volta di Danilo Di Luca che, in maglia Cannondale, centrò la doppietta Amstel-Freccia.
Più recentemente sono stati Damiano Cunego ed Enrico Gasparotto a volare sul Cauberg (entrambi proveranno a fare l’impresa anche domenica). Il vincitore del Giro 2004, nel 2008, annata di grazia che l’ha visto arrivare secondo al Mondiale di Varese dietro Ballan, e primo al Lombardia, riuscì ad anticipare Frank Schleck ed Alejandro Valverde. Nel 2012 invece il sorprendente successo dell’ex campione italiano: lasciati alle spalle il belga Vanendert e un ancor giovane Peter Sagan, ancora inesperto per questi palcoscenici.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... asparotto/
Si corre domenica 17 aprile la prima classica del trittico delle Ardenne: l’Amstel Gold Race. Sul Cauberg, a Valkenburg, gli italiani sono spesso e volentieri stati protagonisti, soprattutto negli ultimi anni: andiamo a rivivere tutti i successi azzurri.
Il primo ad imporsi fu Stefano Zanini, nel lontano 1996. In maglia Gewiss l’azzurro riuscì ad anticipare il gruppo, regolato dal nostro Mauro Bettin. Sei anni dopo, nel 2002, lo sprint vincente è stato di Michele Bartoli, davanti al russo Ivanov e all’olandese Bogerd, con quarto un sorprendente Lance Armstrong. Nel 2004 un magnifico Davide Rebellin in maglia Gerolsteiner ha centrato la migliore stagione della carriera: per lui, oltre all’Amstel, sono arrivati anche i successi alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi. L’anno dopo è stata la volta di Danilo Di Luca che, in maglia Cannondale, centrò la doppietta Amstel-Freccia.
Più recentemente sono stati Damiano Cunego ed Enrico Gasparotto a volare sul Cauberg (entrambi proveranno a fare l’impresa anche domenica). Il vincitore del Giro 2004, nel 2008, annata di grazia che l’ha visto arrivare secondo al Mondiale di Varese dietro Ballan, e primo al Lombardia, riuscì ad anticipare Frank Schleck ed Alejandro Valverde. Nel 2012 invece il sorprendente successo dell’ex campione italiano: lasciati alle spalle il belga Vanendert e un ancor giovane Peter Sagan, ancora inesperto per questi palcoscenici.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a Castilla y Leon 2016: torna alla vittoria Betancur!
Finalmente, dopo mille peripezie, riesce a tornare alla vittoria Carlos Alberto Betancur. Il colombiano della Movistar lo fa in grande stile: si impone allo sprint sul compagno di fuga Pello Bilbao (Caja Rural), e si aggiudica la prima tappa della Vuelta a Catilla y Leon 2016, corsa a tappe iberica di tre giorni. La coppia spagnolo/colombiana era scattata sull’ultima ascesa, che portava a Braganza, 166 chilometri dopo il via di Alcanices, si è data cambi regolari, andandosi a giocare il successo in volata. Ottavo posto per Alejandro Valverde, grande favorito della corsa.
L’eterna promessa colombiana torna a vincere due anni dopo l’ultima volta: lo ricordano in tanti trionfatore della Parigi – Nizza 2014, dominata a suon di scatti e controscatti. Che sia la volta buona per riuscire a sbocciare definitivamente?
http://www.oasport.it/2016/04/vuelta-a- ... -betancur/
Finalmente, dopo mille peripezie, riesce a tornare alla vittoria Carlos Alberto Betancur. Il colombiano della Movistar lo fa in grande stile: si impone allo sprint sul compagno di fuga Pello Bilbao (Caja Rural), e si aggiudica la prima tappa della Vuelta a Catilla y Leon 2016, corsa a tappe iberica di tre giorni. La coppia spagnolo/colombiana era scattata sull’ultima ascesa, che portava a Braganza, 166 chilometri dopo il via di Alcanices, si è data cambi regolari, andandosi a giocare il successo in volata. Ottavo posto per Alejandro Valverde, grande favorito della corsa.
L’eterna promessa colombiana torna a vincere due anni dopo l’ultima volta: lo ricordano in tanti trionfatore della Parigi – Nizza 2014, dominata a suon di scatti e controscatti. Che sia la volta buona per riuscire a sbocciare definitivamente?
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro del Trentino 2016: il percorso e le 4 tappe impegnative dal profumo di Giro d’Italia
Siamo arrivati alla 40esima edizione del Giro del Trentino. Il classico appuntamento di aprile, rampa di lancio per molti big in vista del Giro d’Italia, offrirà agli appassionati un grande spettacolo tra alcuni degli scalatori più attesi nella corsa rosa.
Dal 19 al 22 saranno quattro le tappe in programma, con la cronosquadre da Riva del Garda a Torbole ad inaugurare la kermesse. 12,1 km prevalentemente pianeggianti, con alcune curve tecniche in cui fare attenzione una volta raggiunte alte velocità.
La seconda tappa segnerà il ritorno del Giro del Trentino in Austria dopo tre anni. Da Arco ad Anras 220,3 km che culmineranno nell’inedito arrivo in salita nella località tirolese. 4 km di ascesa al 7 % di pendenza media, al termine di una giornata costantemente in leggera ascesa, che si farà sentire nelle gambe dei corridori.
24 ore più tardi si riparte dall’Austria. La Sillian-Mezzolombardo supera nuovamente i 200 km di percorrenza, e porrà dinanzi al gruppo due salite particolarmente impegnative. Dapprima Nova Ponente, 20 km regolari e pedalabili nella sua prima metà, insidiosa negli ultimi 6 km perennemente oltre il 7 %, poi il Fai della Paganella. Quest’ultima ascesa misura 12 km ma è ben più ostica della precedente, e si inasprisce negli ultimi 3 km presentando una pendenza media dell’8,8 %. Dalla vetta mancheranno 14 km all’arrivo, tutti in discesa.
Ma i conti si faranno nell’ultima tappa. 160,9 km da Malè a Cles, con pochissima pianura. Le salite di Fondo, da ripetere in due occasioni, e Marcena di Rumo animeranno l’avvio, prima di giungere alla difficile Forcella di Brez. 6 km molto duri che decideranno il 40° Giro del Trentino, La discesa terminerà al primo passaggio sotto il traguardo, poi il giro finale di 14 km che riporterà la corsa a Cles.
GIRO DEL TRENTINO – LE TAPPE
Martedì 19 aprile 2016, Riva del Garda – Torbole
Mercoledì 20 aprile 2016, Arco – Anras
Giovedì 21 aprile 2016, Sillian – Mezzolombardo
Venerdì 22 aprile 2016, Malè – Cles
http://www.oasport.it/2016/04/giro-del- ... o-ditalia/
Siamo arrivati alla 40esima edizione del Giro del Trentino. Il classico appuntamento di aprile, rampa di lancio per molti big in vista del Giro d’Italia, offrirà agli appassionati un grande spettacolo tra alcuni degli scalatori più attesi nella corsa rosa.
Dal 19 al 22 saranno quattro le tappe in programma, con la cronosquadre da Riva del Garda a Torbole ad inaugurare la kermesse. 12,1 km prevalentemente pianeggianti, con alcune curve tecniche in cui fare attenzione una volta raggiunte alte velocità.
La seconda tappa segnerà il ritorno del Giro del Trentino in Austria dopo tre anni. Da Arco ad Anras 220,3 km che culmineranno nell’inedito arrivo in salita nella località tirolese. 4 km di ascesa al 7 % di pendenza media, al termine di una giornata costantemente in leggera ascesa, che si farà sentire nelle gambe dei corridori.
24 ore più tardi si riparte dall’Austria. La Sillian-Mezzolombardo supera nuovamente i 200 km di percorrenza, e porrà dinanzi al gruppo due salite particolarmente impegnative. Dapprima Nova Ponente, 20 km regolari e pedalabili nella sua prima metà, insidiosa negli ultimi 6 km perennemente oltre il 7 %, poi il Fai della Paganella. Quest’ultima ascesa misura 12 km ma è ben più ostica della precedente, e si inasprisce negli ultimi 3 km presentando una pendenza media dell’8,8 %. Dalla vetta mancheranno 14 km all’arrivo, tutti in discesa.
Ma i conti si faranno nell’ultima tappa. 160,9 km da Malè a Cles, con pochissima pianura. Le salite di Fondo, da ripetere in due occasioni, e Marcena di Rumo animeranno l’avvio, prima di giungere alla difficile Forcella di Brez. 6 km molto duri che decideranno il 40° Giro del Trentino, La discesa terminerà al primo passaggio sotto il traguardo, poi il giro finale di 14 km che riporterà la corsa a Cles.
GIRO DEL TRENTINO – LE TAPPE
Martedì 19 aprile 2016, Riva del Garda – Torbole
Mercoledì 20 aprile 2016, Arco – Anras
Giovedì 21 aprile 2016, Sillian – Mezzolombardo
Venerdì 22 aprile 2016, Malè – Cles
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Re: Appassionati di Ciclismo
Amstel Gold Race 2016, le dichiarazioni della vigilia. Aru: “Soddisfatto degli allenamenti, le sensazioni sono buone”
A poche ore dalla Amstel Gold Race 2016, ecco le dichiarazioni, di alcuni dei protagonisti più attesi rilasciate alla vigilia della Classica della Birra.
Iniziamo dalle dichiarazioni per ” La Gazzetta dello Sport” dell’ azzurro Fabio Aru, che cercherà di conquistare un risultato prestigioso nelle Ardenne:
“Per il periodo in cui siamo, la condizione mi pare buona. Però non ho paragoni con gli anni scorsi, non ho mai cercato picchi di forma ad aprile. Le sensazioni sono buone anche se l’obiettivo, quello in cui essere al cento per cento, è il Tour. Ed è a luglio. Diciamo che ora dovrei essere un pelino sotto il top. Certo, non ho mai disputato neppure il Tour de France, ma le gare a tappe sono un’altra storia, comunque mi avvicino alle Ardenne tranquillo e rilassato, con la consapevolezza di avere lavorato bene in allenamento. La Freccia Vallone ha il finale esplosivo, la Liegi dovrebbe essere quella più vicina alle mie caratteristiche, una corsa che si vince quasi per sfinimento degli avversari. Però io ho corso solo tre volte il Lombardia e una Clasica di San Sebastian: tutto quello che mi aspetta è nuovo”.
Proseguiamo con il giovane talento della Etixx, il francese Julian Alaphilippe, secondo lo scorso anno nella Freccia-Vallone e nella Liegi-Bastogne-Liegi, che ha dichiarato a Cyclingpro.net:
“Mi sento bene, sono contento.Non mi aspettavo di poter stare così bene in questo periodo. Sono contento delle mie sensazioni, faccio un bilancio molto positivo. Quella che arriva per me è una settimana importante, ma prendo le cose come vengono. In squadra mi sostengono dicendomi di ricordare come stavo tre mesi fa, quando ho faticato a trovare il mio ritmo da ciclista professionista. Sono finalmente riuscito ad allenarmi seriamente, la salute è buona e correre in Catalogna mi ha fatto davvero bene. Dopo i risultati dello scorso anno, sicuramente sarò più sorvegliato”.
Il giovane francese potrebbe avvalersi anche del sostegno del ceco Peter Vakoc, recente vincitore della Freccia del Brabante:
“È stata una corsa veramente dura, ma una gran giornata per me. Sono davvero grato e felice per la vittoria. La squadra è stata perfetta durante tutto il giorno. Ho avuto un problema meccanico a 50 chilometri dall’arrivo e ho dovuto cambiare bicicletta, ma i compagni mi hanno aiutato e altri non hanno mai mancato la fuga, permettendomi di risparmiare energie per l’ultima salita. Nel finale quando eravamo in 5, Alaphilippe è stato fantastico fino ai piedi dell’ultima salita. Sono contento di aver finalizzato il lavoro di squadra. Fin dall’inizio della stagione questo era uno dei miei obiettivi – prosegue – Volevo essere pronto per queste corse e questa mi piaceva molto, sapevo che si adattava bene a me. Era un grande obiettivo, è come un sogno che diventa realtà”.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... ono-buone/
A poche ore dalla Amstel Gold Race 2016, ecco le dichiarazioni, di alcuni dei protagonisti più attesi rilasciate alla vigilia della Classica della Birra.
Iniziamo dalle dichiarazioni per ” La Gazzetta dello Sport” dell’ azzurro Fabio Aru, che cercherà di conquistare un risultato prestigioso nelle Ardenne:
“Per il periodo in cui siamo, la condizione mi pare buona. Però non ho paragoni con gli anni scorsi, non ho mai cercato picchi di forma ad aprile. Le sensazioni sono buone anche se l’obiettivo, quello in cui essere al cento per cento, è il Tour. Ed è a luglio. Diciamo che ora dovrei essere un pelino sotto il top. Certo, non ho mai disputato neppure il Tour de France, ma le gare a tappe sono un’altra storia, comunque mi avvicino alle Ardenne tranquillo e rilassato, con la consapevolezza di avere lavorato bene in allenamento. La Freccia Vallone ha il finale esplosivo, la Liegi dovrebbe essere quella più vicina alle mie caratteristiche, una corsa che si vince quasi per sfinimento degli avversari. Però io ho corso solo tre volte il Lombardia e una Clasica di San Sebastian: tutto quello che mi aspetta è nuovo”.
Proseguiamo con il giovane talento della Etixx, il francese Julian Alaphilippe, secondo lo scorso anno nella Freccia-Vallone e nella Liegi-Bastogne-Liegi, che ha dichiarato a Cyclingpro.net:
“Mi sento bene, sono contento.Non mi aspettavo di poter stare così bene in questo periodo. Sono contento delle mie sensazioni, faccio un bilancio molto positivo. Quella che arriva per me è una settimana importante, ma prendo le cose come vengono. In squadra mi sostengono dicendomi di ricordare come stavo tre mesi fa, quando ho faticato a trovare il mio ritmo da ciclista professionista. Sono finalmente riuscito ad allenarmi seriamente, la salute è buona e correre in Catalogna mi ha fatto davvero bene. Dopo i risultati dello scorso anno, sicuramente sarò più sorvegliato”.
Il giovane francese potrebbe avvalersi anche del sostegno del ceco Peter Vakoc, recente vincitore della Freccia del Brabante:
“È stata una corsa veramente dura, ma una gran giornata per me. Sono davvero grato e felice per la vittoria. La squadra è stata perfetta durante tutto il giorno. Ho avuto un problema meccanico a 50 chilometri dall’arrivo e ho dovuto cambiare bicicletta, ma i compagni mi hanno aiutato e altri non hanno mai mancato la fuga, permettendomi di risparmiare energie per l’ultima salita. Nel finale quando eravamo in 5, Alaphilippe è stato fantastico fino ai piedi dell’ultima salita. Sono contento di aver finalizzato il lavoro di squadra. Fin dall’inizio della stagione questo era uno dei miei obiettivi – prosegue – Volevo essere pronto per queste corse e questa mi piaceva molto, sapevo che si adattava bene a me. Era un grande obiettivo, è come un sogno che diventa realtà”.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... ono-buone/
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a Castilla y Leon 2016: stoccata micidiale di Valverde nella seconda tappa
La seconda tappa della Vuelta a Castilla y Leon 2016 promuove a pieni voti lo spagnolo Alejandro Valverde. Il capitano del Team Movistar ha finalizzato perfettamente il grande lavoro della sua squadra scattando sulle rampe dell’Alto de Fermoselle. Ritmo impossibile da tenere per i suoi rivali e vittoria in solitaria per il veterano iberico, giunto all’arrivo con 51 secondi di margine su Carlos Barbero (Caja-Rural) e Josè Joaquin Rojas (Movistar).
La frazione, partita dal Portogallo, precisamente da Bragança, diretta a Fermoselle, è stata fortemente condizionata da un impetuoso vento, che ha spezzato il gruppo in diversi tronconi. Nel gruppetto principale, composto da 24 corridori sino agli esordi dell’ultima asperità di giornata, ovvero l’Alto de Fermoselle, sono rimasti brillantemente il vincitore della tappa d’apertura Carlos Betancur ed il suo compagno Valverde, supportati da ben 4 gregari.
Il colombiano, quarto all’arrivo, riesce comunque a mantenere la leadership della classifica generale. 3 i secondi di vantaggio prima della tappa regina.
Da segnalare il sesto posto di giornata per Rinaldo Nocentini (Sporting/Tavira).
http://www.oasport.it/2016/04/vuelta-a- ... nda-tappa/
La seconda tappa della Vuelta a Castilla y Leon 2016 promuove a pieni voti lo spagnolo Alejandro Valverde. Il capitano del Team Movistar ha finalizzato perfettamente il grande lavoro della sua squadra scattando sulle rampe dell’Alto de Fermoselle. Ritmo impossibile da tenere per i suoi rivali e vittoria in solitaria per il veterano iberico, giunto all’arrivo con 51 secondi di margine su Carlos Barbero (Caja-Rural) e Josè Joaquin Rojas (Movistar).
La frazione, partita dal Portogallo, precisamente da Bragança, diretta a Fermoselle, è stata fortemente condizionata da un impetuoso vento, che ha spezzato il gruppo in diversi tronconi. Nel gruppetto principale, composto da 24 corridori sino agli esordi dell’ultima asperità di giornata, ovvero l’Alto de Fermoselle, sono rimasti brillantemente il vincitore della tappa d’apertura Carlos Betancur ed il suo compagno Valverde, supportati da ben 4 gregari.
Il colombiano, quarto all’arrivo, riesce comunque a mantenere la leadership della classifica generale. 3 i secondi di vantaggio prima della tappa regina.
Da segnalare il sesto posto di giornata per Rinaldo Nocentini (Sporting/Tavira).
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro del Trentino 2016: Nibali contro Landa, antipasto rosa
Sono i protagonisti più attesi del prossimo Giro d’Italia. Vincenzo Nibali e Mikel Landa si sfideranno anche al Giro del Trentino, una prova propedeutica a preparare nel migliore dei modi la corsa rosa anche grazie al confronto diretto con gli avversari che prenderà il via martedì.
Nibali non corre dalla Milano-Sanremo e ha bisogno di ritrovare il ritmo gara in primis per la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica e poi per il Giro. Le tante salite presenti in Trentino sembrano l’ideale per trovare il miglior colpo di pedale. In ottica classifica generale, il percorso è adatto alle sue caratteristiche e l’Astana sa difendersi bene nelle cronosquadre. Il siciliano ha già vinto questa corsa per due volte e può contare su una squadra molto forte (di fatto la stessa che lo scorterà al Giro d’Italia) guidata da Michele Scarponi.
Avversario numero uno quel Mikel Landa che lo scorso anno ha fatto tremare Fabio Aru e tutta l’Astana con le sue performance al Giro e alla Vuelta. Arrivato al Team Sky, ha iniziato bene la stagione ma non ha ancora conquistato una breve corsa a tappe. Gli è mancato qualcosa rispetto al massimo potenziale e da qui in avanti deve cambiare marcia per dimostrare di valere Nibali e Aru. In squadra potrebbe fare bene anche Sebastian Henao.
Alle spalle di questi due atleti, attenzione massima a Domenico Pozzovivo e Romain Bardet. Entrambi scalatori e in forze alla AG2R, potrebbero provare a far saltare il banco grazie anche alla forza dei numeri. L’azzurro si è sempre trovato bene in questa corsa (e l’ha vinta nel 2012) mentre fino ad ora Bardet non ha mai lasciato il segno, pur dimostrando in altre occasioni di avere stoffa.
Potrebbero provare ad inserirsi per la lotta per le prime posizioni i due esperti corridori italiani Franzo Pellizotti (Androni – Sidermec) e Ivan Santaromita (SkyDive Dubai). Agguerrita come sempre la Bardiani-CSF: i due uomini di punta dovrebbero essere Francesco Manuel Bongiorno e Stefano Pirazzi mentre gli altri componenti del team proveranno a cogliere qualche buon risultato grazie alle fughe.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-del- ... asto-rosa/
Sono i protagonisti più attesi del prossimo Giro d’Italia. Vincenzo Nibali e Mikel Landa si sfideranno anche al Giro del Trentino, una prova propedeutica a preparare nel migliore dei modi la corsa rosa anche grazie al confronto diretto con gli avversari che prenderà il via martedì.
Nibali non corre dalla Milano-Sanremo e ha bisogno di ritrovare il ritmo gara in primis per la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica e poi per il Giro. Le tante salite presenti in Trentino sembrano l’ideale per trovare il miglior colpo di pedale. In ottica classifica generale, il percorso è adatto alle sue caratteristiche e l’Astana sa difendersi bene nelle cronosquadre. Il siciliano ha già vinto questa corsa per due volte e può contare su una squadra molto forte (di fatto la stessa che lo scorterà al Giro d’Italia) guidata da Michele Scarponi.
Avversario numero uno quel Mikel Landa che lo scorso anno ha fatto tremare Fabio Aru e tutta l’Astana con le sue performance al Giro e alla Vuelta. Arrivato al Team Sky, ha iniziato bene la stagione ma non ha ancora conquistato una breve corsa a tappe. Gli è mancato qualcosa rispetto al massimo potenziale e da qui in avanti deve cambiare marcia per dimostrare di valere Nibali e Aru. In squadra potrebbe fare bene anche Sebastian Henao.
Alle spalle di questi due atleti, attenzione massima a Domenico Pozzovivo e Romain Bardet. Entrambi scalatori e in forze alla AG2R, potrebbero provare a far saltare il banco grazie anche alla forza dei numeri. L’azzurro si è sempre trovato bene in questa corsa (e l’ha vinta nel 2012) mentre fino ad ora Bardet non ha mai lasciato il segno, pur dimostrando in altre occasioni di avere stoffa.
Potrebbero provare ad inserirsi per la lotta per le prime posizioni i due esperti corridori italiani Franzo Pellizotti (Androni – Sidermec) e Ivan Santaromita (SkyDive Dubai). Agguerrita come sempre la Bardiani-CSF: i due uomini di punta dovrebbero essere Francesco Manuel Bongiorno e Stefano Pirazzi mentre gli altri componenti del team proveranno a cogliere qualche buon risultato grazie alle fughe.
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Giro dell’Appennino 2016: assolo di Firsanov, azzurri piazzati
Sergei Firsanov (Gazprom-RusVelo) si è imposto nella 77esima edizione del Giro dell’Appennino con una bella azione in solitaria. Il russo era fuoriuscito dal gruppo a poco più di 20 chilometri dalla conclusione in compagnia di Pierpaolo Ficara (Amore&Vita), staccandolo nelle fasi di gara successive.
La corsa è partita da Novi Ligure e 177 chilometri dopo Firsanov è entrato con margine a Chiavari, sede dell’arrivo della corsa. Alle sue spalle un gruppetto, comunque selezionato dalle salite di giornata. La volata dei battuti è stata vinta da Francesco Gavazzi (Androni – Sidermec), mentre Mauro Finetto (Unieuro Wilier Trevigiani) ha completato un podio per 2/3 italiani.
Per Firsanov, evidentemente, l’Italia porta bene. Poche settimane fa si era imposto in una tappa e nella classifica generale della Settimana Internazionale Coppi e Bartali. E la squadra, nel mese di maggio, prenderà parte al Giro d’Italia. Un nome buono per le fughe, questo è fuori di dubbio.
http://www.oasport.it/2016/04/giro-dell ... -piazzati/
Sergei Firsanov (Gazprom-RusVelo) si è imposto nella 77esima edizione del Giro dell’Appennino con una bella azione in solitaria. Il russo era fuoriuscito dal gruppo a poco più di 20 chilometri dalla conclusione in compagnia di Pierpaolo Ficara (Amore&Vita), staccandolo nelle fasi di gara successive.
La corsa è partita da Novi Ligure e 177 chilometri dopo Firsanov è entrato con margine a Chiavari, sede dell’arrivo della corsa. Alle sue spalle un gruppetto, comunque selezionato dalle salite di giornata. La volata dei battuti è stata vinta da Francesco Gavazzi (Androni – Sidermec), mentre Mauro Finetto (Unieuro Wilier Trevigiani) ha completato un podio per 2/3 italiani.
Per Firsanov, evidentemente, l’Italia porta bene. Poche settimane fa si era imposto in una tappa e nella classifica generale della Settimana Internazionale Coppi e Bartali. E la squadra, nel mese di maggio, prenderà parte al Giro d’Italia. Un nome buono per le fughe, questo è fuori di dubbio.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Amstel Gold Race 2016: Enrico Gasparotto torna a vincere, dedica a Demoitié
Enrico Gasparotto torna a vincere. Quattro anni dopo fa sua l’Amstel Gold Race per la seconda volta in carriera. Doma il Cauberg, la sua salita, e vince in una volata a due senza storia. La dedica sul traguardo va al cielo e ad Antoine Demoitié, scomparso tre settimane in corsa.
Il primo sussulto nel tratto di trasferimento: Fabio Felline (Trek Segafredo) è caduto rovinosamente mentre sistemava il rilevatore di velocità sulla ruota anteriore (clicca QUI per il video) e si è dovuto ritirare con una frattura al naso. Nell’ora seguente si sono susseguiti diversi tentativi di fuga poco fortunati. L’azione buona è partita dopo quasi 40 chilometri e si sono avvantaggiati in 11: Matteo Bono (Lampre – Merida), Alex Howes (Cannondale), Laurent Didier (Trek – Segafredo), Laurens De Vreese (Astana), Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Kevin Reza (FDJ), Tom Devriendt (Wanty – Groupe Gobert), Larry Warbasse (IAM Cycling), Fabien Grellier (Direct Energie), Josef Cerny (CCC Sprandi) e Giacomo Berlato (NIPPO – Fantini).
Il loro margine non è mai decollato con l’Orica-GreenEDGE a mantenere il distacco sui 5′. A dare manforte alla squadra sudafricana anche il Team Sky: la prima per Michael Matthews, la seconda per Michal Kwiatkowski, rispettivamente terzo e primo lo scorso anno.
Nei successivi chilometri non è successo granché nonostante il susseguirsi di cotes lungo il percorso. Il gruppo ha mantenuto sotto controllo la fuga. Ad una sessantina di chilometri dall’arrivo è partito un contrattacco formato da Gianni Meersman (Etixx-QuickStep), Tosh Van der Sande (Lotto-Soudal), Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo) e Bjorn Thurau (Wanty Groupe Gobert). Anche in questo caso il gruppo si è limitato a controllare fino ad andare a riprenderli a 30 chilometri dalla conclusione sul Keutenberg, mentre al comando erano rimasti solo Warbasse, Grellier, Matteo Bono, De Vreese, Matteo Montaguti e Howes con un minuto scarso di vantaggio.
Il tentativo si è esaurito definitivamente al penultimo passaggio sul traguardo anche a causa di un attacco portato da Enrico Battaglin (LottoNL-Jumbo) sul Cauberg. Anche lui, però, è stato riassorbito dal gruppo. L’azione buona è arrivata in cima al Bemelerberg, con Tim Wellens (Lotto-Soudal) che è partito in contropiede prendendo subito vantaggio su un gruppo ridotto ad una quarantina di unità. Il Caberg ha respinto anche lui e i big si sono dati battaglia.
Antoine Demoitie. Questo il nome che risuonava nella testa di Enrico Gasparotto quando è partito, ormai nella seconda metà della cote finale. Un attacco deciso, secco. Arrivata da parte di un atleta che aveva già vinto questa corsa e che aveva la motivazione di vincere per il compagno di squadra morto dopo una caduta alla Gand-Wevelgem.
Enrico ha attaccato e ha dato sin da subito l’impressione di poter fare la differenza. L’unico a rimanere con lui è stato il danese Michael Valgren (Tinkoff): giovane e inesperto, non è stato in grado di opporsi all’azzurro che ha vinto con margine. Alle loro spalle, il più lesto in gruppo è stato Sonny Colbrelli (Bardiani Csf), finalmente capace di dimostrare il proprio valore anche in questo genere di corse che fino ad ora, per un motivo o per l’altro, l’avevano sempre respinto. Quarta posizione per Bryan Coquard (Direct Energie) mentre Michael Matthews, il grande favorito della vigilia, ha chiuso solo al quinto posto. L’Italia ha monopolizzato la top 10 con Diego Ulissi (Lampre-Merida) e Giovanni Visconti (Movistar) in settima e ottava posizione dietro Julian Alaphilippe.
http://www.oasport.it/2016/04/amstel-go ... -demoitie/
Enrico Gasparotto torna a vincere. Quattro anni dopo fa sua l’Amstel Gold Race per la seconda volta in carriera. Doma il Cauberg, la sua salita, e vince in una volata a due senza storia. La dedica sul traguardo va al cielo e ad Antoine Demoitié, scomparso tre settimane in corsa.
Il primo sussulto nel tratto di trasferimento: Fabio Felline (Trek Segafredo) è caduto rovinosamente mentre sistemava il rilevatore di velocità sulla ruota anteriore (clicca QUI per il video) e si è dovuto ritirare con una frattura al naso. Nell’ora seguente si sono susseguiti diversi tentativi di fuga poco fortunati. L’azione buona è partita dopo quasi 40 chilometri e si sono avvantaggiati in 11: Matteo Bono (Lampre – Merida), Alex Howes (Cannondale), Laurent Didier (Trek – Segafredo), Laurens De Vreese (Astana), Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Kevin Reza (FDJ), Tom Devriendt (Wanty – Groupe Gobert), Larry Warbasse (IAM Cycling), Fabien Grellier (Direct Energie), Josef Cerny (CCC Sprandi) e Giacomo Berlato (NIPPO – Fantini).
Il loro margine non è mai decollato con l’Orica-GreenEDGE a mantenere il distacco sui 5′. A dare manforte alla squadra sudafricana anche il Team Sky: la prima per Michael Matthews, la seconda per Michal Kwiatkowski, rispettivamente terzo e primo lo scorso anno.
Nei successivi chilometri non è successo granché nonostante il susseguirsi di cotes lungo il percorso. Il gruppo ha mantenuto sotto controllo la fuga. Ad una sessantina di chilometri dall’arrivo è partito un contrattacco formato da Gianni Meersman (Etixx-QuickStep), Tosh Van der Sande (Lotto-Soudal), Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo) e Bjorn Thurau (Wanty Groupe Gobert). Anche in questo caso il gruppo si è limitato a controllare fino ad andare a riprenderli a 30 chilometri dalla conclusione sul Keutenberg, mentre al comando erano rimasti solo Warbasse, Grellier, Matteo Bono, De Vreese, Matteo Montaguti e Howes con un minuto scarso di vantaggio.
Il tentativo si è esaurito definitivamente al penultimo passaggio sul traguardo anche a causa di un attacco portato da Enrico Battaglin (LottoNL-Jumbo) sul Cauberg. Anche lui, però, è stato riassorbito dal gruppo. L’azione buona è arrivata in cima al Bemelerberg, con Tim Wellens (Lotto-Soudal) che è partito in contropiede prendendo subito vantaggio su un gruppo ridotto ad una quarantina di unità. Il Caberg ha respinto anche lui e i big si sono dati battaglia.
Antoine Demoitie. Questo il nome che risuonava nella testa di Enrico Gasparotto quando è partito, ormai nella seconda metà della cote finale. Un attacco deciso, secco. Arrivata da parte di un atleta che aveva già vinto questa corsa e che aveva la motivazione di vincere per il compagno di squadra morto dopo una caduta alla Gand-Wevelgem.
Enrico ha attaccato e ha dato sin da subito l’impressione di poter fare la differenza. L’unico a rimanere con lui è stato il danese Michael Valgren (Tinkoff): giovane e inesperto, non è stato in grado di opporsi all’azzurro che ha vinto con margine. Alle loro spalle, il più lesto in gruppo è stato Sonny Colbrelli (Bardiani Csf), finalmente capace di dimostrare il proprio valore anche in questo genere di corse che fino ad ora, per un motivo o per l’altro, l’avevano sempre respinto. Quarta posizione per Bryan Coquard (Direct Energie) mentre Michael Matthews, il grande favorito della vigilia, ha chiuso solo al quinto posto. L’Italia ha monopolizzato la top 10 con Diego Ulissi (Lampre-Merida) e Giovanni Visconti (Movistar) in settima e ottava posizione dietro Julian Alaphilippe.
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Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
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