Appassionati di Ciclismo
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo femminile, Tour of Chongming 2016: Hosking vince la seconda tappa, quinta Cucinotta
Arrivo con il gruppo compatto nella seconda tappa del Tour of Chongming Island 2016, 112 chilometri. Successo, in due ore 43 minuti di gara, per l’australiana Chloe Hosking.
Dopo il terzo posto di ieri, l’atleta della Wiggle-Hig5 ha conquistato il secondo successo stagionale dopo quello raccolto nell’ultima tappa del Ladies Tour of Qatar. Seconda posizione per la canadese Leah Kirchmann (Team Liv-Plantur), che segue la Kosking anche in classifica generale con 4” di ritardo maturati con gli abbuoni, e terzo gradino del podio per l’olandese Jip Van Den Bos (Parkhotel Valkenburg).
Buona quinta posizione per l’italiana Annalisa Cucinotta (Alé Cipollini), che ha migliorato l’ottavo posto di ieri.
Domani in programma la terza ed ultima tappa.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... cucinotta/
Arrivo con il gruppo compatto nella seconda tappa del Tour of Chongming Island 2016, 112 chilometri. Successo, in due ore 43 minuti di gara, per l’australiana Chloe Hosking.
Dopo il terzo posto di ieri, l’atleta della Wiggle-Hig5 ha conquistato il secondo successo stagionale dopo quello raccolto nell’ultima tappa del Ladies Tour of Qatar. Seconda posizione per la canadese Leah Kirchmann (Team Liv-Plantur), che segue la Kosking anche in classifica generale con 4” di ritardo maturati con gli abbuoni, e terzo gradino del podio per l’olandese Jip Van Den Bos (Parkhotel Valkenburg).
Buona quinta posizione per l’italiana Annalisa Cucinotta (Alé Cipollini), che ha migliorato l’ottavo posto di ieri.
Domani in programma la terza ed ultima tappa.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... cucinotta/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Marcel Kittel torna Superman ed è imprendibile in volata
Niente da fare: Marcel Kittel si è ricordato di essere il velocista più forte del mondo e l’ha dimostrato nella prima tappa del Giro d’Italia 2016 vincendo quasi per distacco la prima volata della 99esima edizione della corsa rosa con arrivo a Nijmegen dopo 190 chilometri di corsa.
Cronaca avara di eventi. Solo un paio di chilometri di gruppo compatto prima dell’attacco decisivo per la fuga. Ad avvantaggiarsi Omar Fraile (Dimension Data), Giacomo Berlato (NIPPO-Vini Fantini) e Maarten Tjallingii (Lotto NL-Jumbo) con il gruppo che ha lasciato oltre 9′ di margine prima di iniziare l’inseguimento. Importante la conquista del Gpm da parte di Fraile, prima maglia azzurra del Giro ma per il resto il gruppo ha controllato senza patemi gli attaccanti.
A fare il ritmo per lunghi tratti la Giant-Alpecin della maglia rosa Tom Dumoulin, con le squadre dei velocisti hanno aiutato specialmente nella parte finale di gara. A 20 chilometri dal traguardo, con il plotone ormai nella scia dei fuggitivi, Berlato è riuscito a rimanere da solo al comando dopo una serie di tre attacchi. Il vantaggio è cresciuto ed è tornato superiore al minuto ma il gruppo ha reagito prontamente chiudendo su di lui a 9 chilometri e 600 metri dalla conclusione.
Il finale è stato concitato ma fortunatamente privo di cadute: la Etixx-QuickStep ha provato a comandare le operazioni negli ultimi chilometri ma la FDJ è riuscita a prendere le prime posizioni proprio nei 1000 metri finali. Ai 250 è uscito Marcel Kittel che ha seminato gli avversari prendendo una decina di metri di vantaggio prima di smettere di pedalare ancora abbastanza distante dall’arrivo.
Alle sue spalle Arnaud Démare (FDJ) seguito da Sacha Modolo (Lampre-Merida) e Moreno Hofland (LottoNL-Jumbo), ai piedi del podio, mentre Nicola Ruffoni (Bardiani-CSF) ha chiuso in quinta piazza. Mai nelle prime posizioni corridori attesissimi come André Greipel (Lotto-Soudal), Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) ed Elia Viviani (Team Sky).
Per Kittel si tratta dell’ottava vittoria stagionale, la terza della carriera al Giro d’Italia: tutte, però, all’estero.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... in-volata/
Niente da fare: Marcel Kittel si è ricordato di essere il velocista più forte del mondo e l’ha dimostrato nella prima tappa del Giro d’Italia 2016 vincendo quasi per distacco la prima volata della 99esima edizione della corsa rosa con arrivo a Nijmegen dopo 190 chilometri di corsa.
Cronaca avara di eventi. Solo un paio di chilometri di gruppo compatto prima dell’attacco decisivo per la fuga. Ad avvantaggiarsi Omar Fraile (Dimension Data), Giacomo Berlato (NIPPO-Vini Fantini) e Maarten Tjallingii (Lotto NL-Jumbo) con il gruppo che ha lasciato oltre 9′ di margine prima di iniziare l’inseguimento. Importante la conquista del Gpm da parte di Fraile, prima maglia azzurra del Giro ma per il resto il gruppo ha controllato senza patemi gli attaccanti.
A fare il ritmo per lunghi tratti la Giant-Alpecin della maglia rosa Tom Dumoulin, con le squadre dei velocisti hanno aiutato specialmente nella parte finale di gara. A 20 chilometri dal traguardo, con il plotone ormai nella scia dei fuggitivi, Berlato è riuscito a rimanere da solo al comando dopo una serie di tre attacchi. Il vantaggio è cresciuto ed è tornato superiore al minuto ma il gruppo ha reagito prontamente chiudendo su di lui a 9 chilometri e 600 metri dalla conclusione.
Il finale è stato concitato ma fortunatamente privo di cadute: la Etixx-QuickStep ha provato a comandare le operazioni negli ultimi chilometri ma la FDJ è riuscita a prendere le prime posizioni proprio nei 1000 metri finali. Ai 250 è uscito Marcel Kittel che ha seminato gli avversari prendendo una decina di metri di vantaggio prima di smettere di pedalare ancora abbastanza distante dall’arrivo.
Alle sue spalle Arnaud Démare (FDJ) seguito da Sacha Modolo (Lampre-Merida) e Moreno Hofland (LottoNL-Jumbo), ai piedi del podio, mentre Nicola Ruffoni (Bardiani-CSF) ha chiuso in quinta piazza. Mai nelle prime posizioni corridori attesissimi come André Greipel (Lotto-Soudal), Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) ed Elia Viviani (Team Sky).
Per Kittel si tratta dell’ottava vittoria stagionale, la terza della carriera al Giro d’Italia: tutte, però, all’estero.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... in-volata/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, le dichiarazioni. Kittel: “Domani lotterò anche per la maglia rosa”
Intervenuto ai microfoni di Spaziociclismo, Marcel Kittel ha commentato la vittoria nella seconda tappa del Giro d’Italia 2016: “È stato assolutamente fantastico. Oggi speravo di ottenere un gran risultato, ma non puoi mai sapere cosa aspettarti in una competizione di così alto livello. Qualche volta le cose non vanno come previsto, ma oggi la squadra è stata fantastica, mi sono sentito molto bene e tutto questo ha reso possibile la vittoria“. Interpellato sulla possibilità di prendere la maglia rosa nella giornata di domani dice: “Sicuramente è possibile, ma c’è prima una volata da disputare. Proveremo a lottare per la vittoria e da lì potrebbero arrivare gli abbuoni per sognare la maglia rosa. Un passo alla volta…”
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... glia-rosa/
Intervenuto ai microfoni di Spaziociclismo, Marcel Kittel ha commentato la vittoria nella seconda tappa del Giro d’Italia 2016: “È stato assolutamente fantastico. Oggi speravo di ottenere un gran risultato, ma non puoi mai sapere cosa aspettarti in una competizione di così alto livello. Qualche volta le cose non vanno come previsto, ma oggi la squadra è stata fantastica, mi sono sentito molto bene e tutto questo ha reso possibile la vittoria“. Interpellato sulla possibilità di prendere la maglia rosa nella giornata di domani dice: “Sicuramente è possibile, ma c’è prima una volata da disputare. Proveremo a lottare per la vittoria e da lì potrebbero arrivare gli abbuoni per sognare la maglia rosa. Un passo alla volta…”
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... glia-rosa/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Marcel, così esageri! Kittel domina, Greipel naufraga con Viviani e Nizzolo
Inavvicinabile. Così può essere descritta la volata di Marcel Kittel nella seconda tappa del Giro d’Italia 2016. Volata di forza con cui ha staccato di ruota tutti gli avversari negli ultimi 250 metri di gara.
È il velocista più forte, sì, e per come si è sviluppata la gara lo sprint di oggi era finito ancora prima di cominciare. Portato al finale senza il minimo tentativo di organizzare un treno o un’azione corale e di squadra per provare quantomeno a mettere in difficoltà il tedesco. Lo sforzo finale è una mera formalità, con Démare e Modolo costretti a giocarsi le rimanenti posizioni del podio.
Fortissima delusione per André Greipel, Elia Viviani e Giacomo Nizzolo. Accreditati come i più seri rivali di Kittel, non sono nemmeno riusciti a disputare la volata. Forse per mancanza di un vero e proprio treno, sono stati fagocitati dal gruppo chiudendo tra la decima e la sedicesima posizione senza mai nemmeno farsi vedere nelle posizioni di testa. Troppo poco anche se questa, come prima tappa in linea, potrebbe aver avuto dinamiche particolari e diverse rispetto a quanto vedremo nei prossimi giorni. Certo, dovessero ripetersi per la vittoria di domani il nome da fare è solo uno: quello di Marcel Kittel.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... e-nizzolo/
Inavvicinabile. Così può essere descritta la volata di Marcel Kittel nella seconda tappa del Giro d’Italia 2016. Volata di forza con cui ha staccato di ruota tutti gli avversari negli ultimi 250 metri di gara.
È il velocista più forte, sì, e per come si è sviluppata la gara lo sprint di oggi era finito ancora prima di cominciare. Portato al finale senza il minimo tentativo di organizzare un treno o un’azione corale e di squadra per provare quantomeno a mettere in difficoltà il tedesco. Lo sforzo finale è una mera formalità, con Démare e Modolo costretti a giocarsi le rimanenti posizioni del podio.
Fortissima delusione per André Greipel, Elia Viviani e Giacomo Nizzolo. Accreditati come i più seri rivali di Kittel, non sono nemmeno riusciti a disputare la volata. Forse per mancanza di un vero e proprio treno, sono stati fagocitati dal gruppo chiudendo tra la decima e la sedicesima posizione senza mai nemmeno farsi vedere nelle posizioni di testa. Troppo poco anche se questa, come prima tappa in linea, potrebbe aver avuto dinamiche particolari e diverse rispetto a quanto vedremo nei prossimi giorni. Certo, dovessero ripetersi per la vittoria di domani il nome da fare è solo uno: quello di Marcel Kittel.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... e-nizzolo/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Kittel re d’Olanda, vittoria e maglia rosa! Viviani secondo davanti a Nizzolo
Centonovanta chilometri con partenza a Nijmegen e arrivo a Arnhemper, in Olanda, per l’esito più atteso: vittoria per Marcel Kittel nella terza tappa del Giro d’Italia 2016 che gli è valsa, oltre il gradino più alto del podio, anche la conquista della prima posizione in classifica e della maglia rosa.
Pochi chilometri e la fuga giusta ha preso sin da subito margine. All’attacco Johann Van Zyl (Dimension Data), Giacomo Berlato(NIPPO-Vini Fantini), Maarten Tjallingii (Lotto NL-Jumbo) e Julen Amezqueta (Wilier-Southeast), che si è aggiunto successivamente. Per Berlato e Tjallingii si trattava della seconda fuga in due tappe in linea, con l’olandese che è andato a prendersi la maglia azzurra di leader della classifica degli scalatori.
Il gruppo ha sempre mantenuto sotto controllo l’azione dei fuggitivi, complici anche un paio di accelerazioni tra i 70 e gli 80 chilometri dalla conclusione causati dal vento laterale. I ventagli che si sono sviluppati, però, non hanno realmente creato selezione e queste azioni sono morte dopo poche centinaia di metri.
A 30 chilometri dall’arrivo, il gruppo ha interrotto la rincorsa e ha lasciato oltre 2 e mezzo agli attaccanti che hanno aumentato il ritmo mettendo in difficoltà anche le squadre dei velocisti. Solo a 20 dal traguardo Etixx-QuickStep e IAM Cycling, con l’aiuto della Lampre-Merida, hanno cambiato marcia abbattendo il margine degli attaccanti. Tra questi, Van Zyl ha provato ad attaccare a 13 dalla conclusione staccando i compagni di avventura.
Complice un ulteriore rallentamento nel gruppo, il sudafricano per un paio di chilometri sembrava in grado di anticipare il plotone ma quando i treni si sono riorganizzati dopo l’ennesima caduta i big si sono riportati sulle sue ruote a due chilometri alla conclusione.
La Etixx-QuickStep si è messa in testa al gruppo negli ultimi chilometri, pilotando in maniera perfetta Marcel Kittel. Quando il tedesco ha lanciato la volata ha levato di ruota tutti gli avversari, con il povero Elia Viviani (Team Sky) rimbalzato ad una decina di metri pur riuscendo a difendere la seconda posizione dopo un finale complesso senza il supporto della squadra. Sul terzo gradino del podio Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) mentre André Greipel ha chiuso quarto.
Per Kittel decima vittoria stagionale e maglia rosa soffiata a Tom Dumoulin (Giant-Alpecin) grazie ai 20” di abbuono conquistati con i successi di ieri e oggi.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... a-nizzolo/
Centonovanta chilometri con partenza a Nijmegen e arrivo a Arnhemper, in Olanda, per l’esito più atteso: vittoria per Marcel Kittel nella terza tappa del Giro d’Italia 2016 che gli è valsa, oltre il gradino più alto del podio, anche la conquista della prima posizione in classifica e della maglia rosa.
Pochi chilometri e la fuga giusta ha preso sin da subito margine. All’attacco Johann Van Zyl (Dimension Data), Giacomo Berlato(NIPPO-Vini Fantini), Maarten Tjallingii (Lotto NL-Jumbo) e Julen Amezqueta (Wilier-Southeast), che si è aggiunto successivamente. Per Berlato e Tjallingii si trattava della seconda fuga in due tappe in linea, con l’olandese che è andato a prendersi la maglia azzurra di leader della classifica degli scalatori.
Il gruppo ha sempre mantenuto sotto controllo l’azione dei fuggitivi, complici anche un paio di accelerazioni tra i 70 e gli 80 chilometri dalla conclusione causati dal vento laterale. I ventagli che si sono sviluppati, però, non hanno realmente creato selezione e queste azioni sono morte dopo poche centinaia di metri.
A 30 chilometri dall’arrivo, il gruppo ha interrotto la rincorsa e ha lasciato oltre 2 e mezzo agli attaccanti che hanno aumentato il ritmo mettendo in difficoltà anche le squadre dei velocisti. Solo a 20 dal traguardo Etixx-QuickStep e IAM Cycling, con l’aiuto della Lampre-Merida, hanno cambiato marcia abbattendo il margine degli attaccanti. Tra questi, Van Zyl ha provato ad attaccare a 13 dalla conclusione staccando i compagni di avventura.
Complice un ulteriore rallentamento nel gruppo, il sudafricano per un paio di chilometri sembrava in grado di anticipare il plotone ma quando i treni si sono riorganizzati dopo l’ennesima caduta i big si sono riportati sulle sue ruote a due chilometri alla conclusione.
La Etixx-QuickStep si è messa in testa al gruppo negli ultimi chilometri, pilotando in maniera perfetta Marcel Kittel. Quando il tedesco ha lanciato la volata ha levato di ruota tutti gli avversari, con il povero Elia Viviani (Team Sky) rimbalzato ad una decina di metri pur riuscendo a difendere la seconda posizione dopo un finale complesso senza il supporto della squadra. Sul terzo gradino del podio Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) mentre André Greipel ha chiuso quarto.
Per Kittel decima vittoria stagionale e maglia rosa soffiata a Tom Dumoulin (Giant-Alpecin) grazie ai 20” di abbuono conquistati con i successi di ieri e oggi.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... a-nizzolo/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
L’Olanda ci ricorda quanto è bello il Giro d’Italia
Il Giro d’Italia è bello, bellissimo. Lo dimostra, in questi tre giorni, l’affetto dimostrato dal pubblico olandese nelle tappe inaugurali della 99esima edizione della corsa rosa.
Marcel Kittel ha vinto e tornerà in Italia da dominatore assoluto della gara, con due tappe già in tasca e la maglia rosa sulle spalle. Ma vincere è anche e sopratutto il Giro, senza ripensamenti sulla scelta dell’organizzazione di decentrare (anche più volte nell’arco di pochi anni) una partenza che non può ammosciarsi sull’abitudine senza entusiasmo che purtroppo qualche volta sembra coglierci.
Arriverà l’ora del Giro in Italia, ma la festa vera e propria con cui l’Olanda ha salutato il gruppo è stata contagiosa, a testimonianza di quanto il prodotto di Rcs piaccia e sia apprezzato all’estero, specialmente in un Paese che vive di bicicletta non solo dal punto di vista sportivo ma anche come mezzo di trasporto.
Un’iniezione di bellezza anche per noi, per uscire dalla routine di una corsa che per tanti “serve solo a bloccare le strade”, rovinando un’ancora più monotona vita di tutti i giorni. Apprezzare il passaggio del gruppo, vederlo come un’opportunità di arricchimento personale, magari andando a bordostrada, portandoci bambini e ragazzi delle scuole (un paio d’ore al pomeriggio, anche se di maggio, non possono che far bene se si stacca la spina) per riscoprire davvero un’autentica eredità della nostra bella Italia, attraversata da Sud a Nord (nel senso di marcia della Cavorana in questo 2016) dalla corsa più dura del mondo. Che è questo e tanto altro, come ci hanno ricordato gli appassionati olandesi.
http://www.oasport.it/2016/05/lolanda-c ... o-ditalia/
Il Giro d’Italia è bello, bellissimo. Lo dimostra, in questi tre giorni, l’affetto dimostrato dal pubblico olandese nelle tappe inaugurali della 99esima edizione della corsa rosa.
Marcel Kittel ha vinto e tornerà in Italia da dominatore assoluto della gara, con due tappe già in tasca e la maglia rosa sulle spalle. Ma vincere è anche e sopratutto il Giro, senza ripensamenti sulla scelta dell’organizzazione di decentrare (anche più volte nell’arco di pochi anni) una partenza che non può ammosciarsi sull’abitudine senza entusiasmo che purtroppo qualche volta sembra coglierci.
Arriverà l’ora del Giro in Italia, ma la festa vera e propria con cui l’Olanda ha salutato il gruppo è stata contagiosa, a testimonianza di quanto il prodotto di Rcs piaccia e sia apprezzato all’estero, specialmente in un Paese che vive di bicicletta non solo dal punto di vista sportivo ma anche come mezzo di trasporto.
Un’iniezione di bellezza anche per noi, per uscire dalla routine di una corsa che per tanti “serve solo a bloccare le strade”, rovinando un’ancora più monotona vita di tutti i giorni. Apprezzare il passaggio del gruppo, vederlo come un’opportunità di arricchimento personale, magari andando a bordostrada, portandoci bambini e ragazzi delle scuole (un paio d’ore al pomeriggio, anche se di maggio, non possono che far bene se si stacca la spina) per riscoprire davvero un’autentica eredità della nostra bella Italia, attraversata da Sud a Nord (nel senso di marcia della Cavorana in questo 2016) dalla corsa più dura del mondo. Che è questo e tanto altro, come ci hanno ricordato gli appassionati olandesi.
http://www.oasport.it/2016/05/lolanda-c ... o-ditalia/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo femminile, Tour of Chongming: corsa alla Hosking
Chloe Hosking si è aggiudicata il Tour of Chongming, breve corsa a tappe di ciclismo femminile che si è conclusa ieri con la vittoria nell’ultima frazione della taiwanese Ting Ying Huang. L’australiana della Wiggle-High5 ha chiuso la prova lontanissima dalle prime posizioni ma nonostante questo è riuscita a difendere la leadership in classifica generale. La Huang ha chiuso 1” più indietro mentre la canadese Leah Kirchmann ha preceduta l’azzurra Annalisa Cucinotta, quarta in classifica.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... a-hosking/
Chloe Hosking si è aggiudicata il Tour of Chongming, breve corsa a tappe di ciclismo femminile che si è conclusa ieri con la vittoria nell’ultima frazione della taiwanese Ting Ying Huang. L’australiana della Wiggle-High5 ha chiuso la prova lontanissima dalle prime posizioni ma nonostante questo è riuscita a difendere la leadership in classifica generale. La Huang ha chiuso 1” più indietro mentre la canadese Leah Kirchmann ha preceduta l’azzurra Annalisa Cucinotta, quarta in classifica.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... a-hosking/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Nibali corre da padrone del gruppo, Kittel domina le volate
Il Giro d’Italia si ferma: dopo i tre giorni in Olanda, riposo per effettuare il lungo trasferimento a Catanzaro, dove martedì prenderà il via la quarta tappa della corsa rosa. Proviamo ad analizzare quanto visto fino ad ora.
L’uomo in copertina è, senza dubbio, il tedesco Marcel Kittel. Dopo un’ottima cronometro, che gli ha permesso di rimanere nelle zone alte della classifica, ha colto due vittorie nelle prime due tappe in linea conquistando anche la maglia rosa. L’atleta della Etixx-QucikStep, fino ad ora, è parso di gran lunga il velocista più forte del Giro: in entrambe le occasioni ha quasi staccato di ruota gli avversari negli ultimi 200 metri.
Alle sue spalle si sono alternati diversi atleti ma i più completi per provare a fare risultato sembrano essere Elia Viviani (Team Sky), Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) e André Greipel (Lotto-Soudal). Attualmente, l’unica occasione per provare a vincere sembra essere una volata senza Kittel in attesa di tappe più impegnative (già domani ad esempio) o un ritiro anticipato del dominatore degli sprint.
In ottica classifica generale, poco da dire. Fino ad ora condotta di gara perfetta per Vincenzo Nibali (Astana): è stato il migliore tra i big (escluso Tom Dumoulin) nella crono e nelle altre tappe ha sempre corso davanti, muovendosi con agilità nelle prime posizioni del gruppo. La gamba sembra stia iniziando a girare e già nei prossimi giorni potremmo avere riscontri più concreti. Fino ad ora, però, sta correndo quasi come se avesse la maglia di leader sulle spalle senza correre rischi.
Si sono visti di meno gli spagnoli Alejandro Valverde (Movistar) e Mikel Landa (Team Sky), con quest’ultimo che ha già perso una ventina di secondi rispetto agli altri due favoriti nella prima frazione. Il suo pane è la salita e, anche complice il fatto che questo sarà il suo primo grande giro da capitano, c’è curiosità nel vederlo all’opera quando la strada inizierà a salire per capire quale sia davvero il suo livello.
Menzione speciale per Tom Dumoulin (Giant.Alpecin), prima maglia rosa della corsa nella sua Olanda. Farà classifica fino a Torino? Difficile capire quale sia la risposta ma probabilmente anche lui deciderà strada facendo valutando le proprie condizioni. Per ora, il primo obiettivo l’ha portato a casa.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... le-volate/
Il Giro d’Italia si ferma: dopo i tre giorni in Olanda, riposo per effettuare il lungo trasferimento a Catanzaro, dove martedì prenderà il via la quarta tappa della corsa rosa. Proviamo ad analizzare quanto visto fino ad ora.
L’uomo in copertina è, senza dubbio, il tedesco Marcel Kittel. Dopo un’ottima cronometro, che gli ha permesso di rimanere nelle zone alte della classifica, ha colto due vittorie nelle prime due tappe in linea conquistando anche la maglia rosa. L’atleta della Etixx-QucikStep, fino ad ora, è parso di gran lunga il velocista più forte del Giro: in entrambe le occasioni ha quasi staccato di ruota gli avversari negli ultimi 200 metri.
Alle sue spalle si sono alternati diversi atleti ma i più completi per provare a fare risultato sembrano essere Elia Viviani (Team Sky), Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) e André Greipel (Lotto-Soudal). Attualmente, l’unica occasione per provare a vincere sembra essere una volata senza Kittel in attesa di tappe più impegnative (già domani ad esempio) o un ritiro anticipato del dominatore degli sprint.
In ottica classifica generale, poco da dire. Fino ad ora condotta di gara perfetta per Vincenzo Nibali (Astana): è stato il migliore tra i big (escluso Tom Dumoulin) nella crono e nelle altre tappe ha sempre corso davanti, muovendosi con agilità nelle prime posizioni del gruppo. La gamba sembra stia iniziando a girare e già nei prossimi giorni potremmo avere riscontri più concreti. Fino ad ora, però, sta correndo quasi come se avesse la maglia di leader sulle spalle senza correre rischi.
Si sono visti di meno gli spagnoli Alejandro Valverde (Movistar) e Mikel Landa (Team Sky), con quest’ultimo che ha già perso una ventina di secondi rispetto agli altri due favoriti nella prima frazione. Il suo pane è la salita e, anche complice il fatto che questo sarà il suo primo grande giro da capitano, c’è curiosità nel vederlo all’opera quando la strada inizierà a salire per capire quale sia davvero il suo livello.
Menzione speciale per Tom Dumoulin (Giant.Alpecin), prima maglia rosa della corsa nella sua Olanda. Farà classifica fino a Torino? Difficile capire quale sia la risposta ma probabilmente anche lui deciderà strada facendo valutando le proprie condizioni. Per ora, il primo obiettivo l’ha portato a casa.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... le-volate/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, Danilo Di Luca: “I corridori sono delle bestie. O ti dopi o non puoi fare il professionista”
Danilo Di Luca torna a scagliarsi contro il sistema del ciclismo e lo fa in un’intervista rilasciata a Libero Quotidiano, in edicola questa mattina.
“I corridori sono bestie, come ho scritto nel titolo del mio libro. Nessuno ti obbliga, è vero, ma quando scegli di diventare professionista ti devi adeguare al sistema oppure non corri più. Da professionista mi sono trovato davanti ad una sola scelta: doparmi“. le parole del 40enne di Spoltore.
L’abruzzese ammette che il doping fa male: “Io dico che mi sono dopato con misura nel senso che quando accetti di stare in quell’ambiente, poi decidi se doparti in modo scriteriato o no, e io non l’ho fatto. Ma il doping fa male, certo. Di più o di meno, ma fa male“.
Di Luca riflette poi su un sistema che, a suo dire, sembrerebbe decidere arbitrariamente chi coprire: “Sono stato trovato positivo in carriera due volte. Tutte le altre volte ero dentro il sistema. Facevo i controlli, ero negativo, mi sono attenuto alle regole“.
Il vincitore del Giro d’Italia 2007 si sofferma poi sulla nuova frontiera del doping tecnologico, ovvero i motorini installati nelle bici: “Questa pratica è molto peggio del doping, perché col motorino vinci anche se sei un brocco. Per me aumenta del 40% la prestazione di un ciclista. Il doping solo il 7%: pensare che uno sia campione solo per l’Epo è follia“.
Infine sul marciatore Alex Schwazer, tornato a vincere dopo una lunga qualifica di quasi 4 anni: “Deve avere un’altra chance. Ha sbagliato, magari ha detto anche cose non vere, ma l’hanno massacrato. Se ha scontato la pena, è giusto che torni“.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... ssionista/
Danilo Di Luca torna a scagliarsi contro il sistema del ciclismo e lo fa in un’intervista rilasciata a Libero Quotidiano, in edicola questa mattina.
“I corridori sono bestie, come ho scritto nel titolo del mio libro. Nessuno ti obbliga, è vero, ma quando scegli di diventare professionista ti devi adeguare al sistema oppure non corri più. Da professionista mi sono trovato davanti ad una sola scelta: doparmi“. le parole del 40enne di Spoltore.
L’abruzzese ammette che il doping fa male: “Io dico che mi sono dopato con misura nel senso che quando accetti di stare in quell’ambiente, poi decidi se doparti in modo scriteriato o no, e io non l’ho fatto. Ma il doping fa male, certo. Di più o di meno, ma fa male“.
Di Luca riflette poi su un sistema che, a suo dire, sembrerebbe decidere arbitrariamente chi coprire: “Sono stato trovato positivo in carriera due volte. Tutte le altre volte ero dentro il sistema. Facevo i controlli, ero negativo, mi sono attenuto alle regole“.
Il vincitore del Giro d’Italia 2007 si sofferma poi sulla nuova frontiera del doping tecnologico, ovvero i motorini installati nelle bici: “Questa pratica è molto peggio del doping, perché col motorino vinci anche se sei un brocco. Per me aumenta del 40% la prestazione di un ciclista. Il doping solo il 7%: pensare che uno sia campione solo per l’Epo è follia“.
Infine sul marciatore Alex Schwazer, tornato a vincere dopo una lunga qualifica di quasi 4 anni: “Deve avere un’altra chance. Ha sbagliato, magari ha detto anche cose non vere, ma l’hanno massacrato. Se ha scontato la pena, è giusto che torni“.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... ssionista/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo femminile, Elisa Longo Borghini: “Percorso di Rio 2016 molto impegnativo. Sogno il Giro Rosa”
Elisa Longo Borghini è la donna simbolo del ciclismo femminile italiano. Ad appena 24 anni, vanta già una carriera prestigiosa: esplosa con il bronzo ai Mondiali su strada di Valkenburg 2012, nelle stagioni successive è stata capace di aggiudicarsi corse di alto rango come Trofeo Binda (2013), Tour de Bretagne (2014), Giro delle Fiandre e Route de France (2015). Passista-scalatrice, la campionessa di Ornavasso (VB) sogna di vivere un’Olimpiade da protagonista su un tracciato impegnativo che ben si addice alle sue caratteristiche.
Dopo un avvio di stagione complicato, nelle ultime settimane sei sempre stata nelle primissime posizioni nelle gare cui hai partecipato. Rispetto alle scorse stagioni, tuttavia, è mancato l’acuto. Come valuti il tuo rendimento?
“E’ stata una primavera turbolenta. Mi sono beccata l’influenza due volte, a gennaio e a marzo; in entrambi i casi sono stata sotto antibiotico. Per cui non ero al massimo della forma. Ora invece sto bene, al Giro delle Fiandre sono andata veramente forte. In generale sono soddisfatta, perché ho dimostrato di essere lì a giocarmela nonostante qualche acciacco“.
Fai parte di uno squadrone come la Wiggle, dove non sempre di recente hai ricoperto il ruolo di capitana. Come ti trovi nel team britannico?
“Mi trovo bene. E’ vero, ci sono tante ragazze forti e a volte mi trovo a lavorare in gara per loro. Ma non la vivo come un disonore, perché ci sono dei ruoli da rispettare“.
Il tuo punto debole è la volata e quasi sempre le tue vittorie sono arrivate in solitaria. Quanto condiziona il tuo modo di correre il pagare dazio allo sprint?
“Sto cercando di migliorare la volata, il mio grande limite. E’ chiaro che io cerco sempre di rendere la corsa più dura possibile. Così facendo sarà più facile che arrivino a giocarsi il successo atlete più simili alle mie caratteristiche“.
Pensi che una corsa come il Giro Rosa possa rientrare tra le tue aspirazioni future?
“E’ un po’ il mio sogno. Quest’anno punterò a qualche tappa, perché voglio prepararmi bene per le Olimpiadi. Però in futuro mi piacerebbe provare a fare classifica e vincerlo“.
A proposito di Olimpiadi: in attesa di provare tra qualche giorno il percorso a cinque cerchi, come te lo aspetti dopo averne parlato con i tecnici?
“E’ sicuramente molto impegnativo. Le salite sono dure, poi ci sono dei tratti in pavé e le discese sono tecniche, bisogna saper guidare. Sì, è un tracciato che si può adattare bene alle mie caratteristiche. Vorrei arrivare a Rio in buona condizione e giocarmela, anche se non la vivo come un’ossessione“.
Quali saranno le avversarie da battere in Brasile?
“Sicuramente l’olandese Van der Breggen e la polacca Niewadoma. Anche l’America sarà da temere perché ha una squadra a più punte, con la Abbott che in salita resta la migliore“.
Il Mondiale in Qatar, completamente pianeggiante, non rappresenta invece un tuo obiettivo stagionale.
“In realtà lo è per quanto riguarda la cronometro a squadre, dove punto a fare bene con la Wiggle. Inoltre vorrei far parte anche della nazionale azzurra e lavorare per le mie compagne. Sono a completa disposizione. E’ difficile da spiegare, ma quando dai tutto per una tua compagna e lei riesce a vincere, si tratta di un’emozione grandissima“.
Da qualche settimana è tornata in gruppo la fuoriclasse olandese Marianne Vos dopo i tanti contrattempi fisici degli ultimi mesi. Ritieni che si riprenderà il ruolo di cannibale?
“Penso che talento e determinazione la aiuteranno a tornare ciò che è sempre stata. Ho grande stima nei suoi confronti come persona“.
Cosa ha portato di nuovo la nascita di un World Tour femminile?
“Praticamente niente, non è cambiato molto. Doveva essere garantita la diretta tv delle gare, ma questo è avvenuto solo per alcune competizioni. Spero che nei prossimi anni possa cambiare qualcosa e che il World Tour possa effettivamente svilupparsi. Una soluzione potrebbe essere quella di prevedere nello stesso giorno gare maschili e femminili, come avviene al Fiandre. Mi piacerebbe molto, ad esempio, poter disputare una Liegi-Bastogne-Liegi“.
Fare ciclismo femminile in Italia non è semplice, a meno che non ti chiami Elisa Longo Borghini, dunque un’atleta di alto livello. Una situazione destinata a rimanere tale?
“In effetti io mi ritengo una privilegiata, perché posso fare della mia passione un lavoro, ma so bene che per tante altre ragazze non è così. Il futuro dipende sempre dal World Tour: se crescerà, penso che ci saranno anche nuove squadre italiane in grado di assicurare dei salari alle ragazze“.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... /rio-2016/
Elisa Longo Borghini è la donna simbolo del ciclismo femminile italiano. Ad appena 24 anni, vanta già una carriera prestigiosa: esplosa con il bronzo ai Mondiali su strada di Valkenburg 2012, nelle stagioni successive è stata capace di aggiudicarsi corse di alto rango come Trofeo Binda (2013), Tour de Bretagne (2014), Giro delle Fiandre e Route de France (2015). Passista-scalatrice, la campionessa di Ornavasso (VB) sogna di vivere un’Olimpiade da protagonista su un tracciato impegnativo che ben si addice alle sue caratteristiche.
Dopo un avvio di stagione complicato, nelle ultime settimane sei sempre stata nelle primissime posizioni nelle gare cui hai partecipato. Rispetto alle scorse stagioni, tuttavia, è mancato l’acuto. Come valuti il tuo rendimento?
“E’ stata una primavera turbolenta. Mi sono beccata l’influenza due volte, a gennaio e a marzo; in entrambi i casi sono stata sotto antibiotico. Per cui non ero al massimo della forma. Ora invece sto bene, al Giro delle Fiandre sono andata veramente forte. In generale sono soddisfatta, perché ho dimostrato di essere lì a giocarmela nonostante qualche acciacco“.
Fai parte di uno squadrone come la Wiggle, dove non sempre di recente hai ricoperto il ruolo di capitana. Come ti trovi nel team britannico?
“Mi trovo bene. E’ vero, ci sono tante ragazze forti e a volte mi trovo a lavorare in gara per loro. Ma non la vivo come un disonore, perché ci sono dei ruoli da rispettare“.
Il tuo punto debole è la volata e quasi sempre le tue vittorie sono arrivate in solitaria. Quanto condiziona il tuo modo di correre il pagare dazio allo sprint?
“Sto cercando di migliorare la volata, il mio grande limite. E’ chiaro che io cerco sempre di rendere la corsa più dura possibile. Così facendo sarà più facile che arrivino a giocarsi il successo atlete più simili alle mie caratteristiche“.
Pensi che una corsa come il Giro Rosa possa rientrare tra le tue aspirazioni future?
“E’ un po’ il mio sogno. Quest’anno punterò a qualche tappa, perché voglio prepararmi bene per le Olimpiadi. Però in futuro mi piacerebbe provare a fare classifica e vincerlo“.
A proposito di Olimpiadi: in attesa di provare tra qualche giorno il percorso a cinque cerchi, come te lo aspetti dopo averne parlato con i tecnici?
“E’ sicuramente molto impegnativo. Le salite sono dure, poi ci sono dei tratti in pavé e le discese sono tecniche, bisogna saper guidare. Sì, è un tracciato che si può adattare bene alle mie caratteristiche. Vorrei arrivare a Rio in buona condizione e giocarmela, anche se non la vivo come un’ossessione“.
Quali saranno le avversarie da battere in Brasile?
“Sicuramente l’olandese Van der Breggen e la polacca Niewadoma. Anche l’America sarà da temere perché ha una squadra a più punte, con la Abbott che in salita resta la migliore“.
Il Mondiale in Qatar, completamente pianeggiante, non rappresenta invece un tuo obiettivo stagionale.
“In realtà lo è per quanto riguarda la cronometro a squadre, dove punto a fare bene con la Wiggle. Inoltre vorrei far parte anche della nazionale azzurra e lavorare per le mie compagne. Sono a completa disposizione. E’ difficile da spiegare, ma quando dai tutto per una tua compagna e lei riesce a vincere, si tratta di un’emozione grandissima“.
Da qualche settimana è tornata in gruppo la fuoriclasse olandese Marianne Vos dopo i tanti contrattempi fisici degli ultimi mesi. Ritieni che si riprenderà il ruolo di cannibale?
“Penso che talento e determinazione la aiuteranno a tornare ciò che è sempre stata. Ho grande stima nei suoi confronti come persona“.
Cosa ha portato di nuovo la nascita di un World Tour femminile?
“Praticamente niente, non è cambiato molto. Doveva essere garantita la diretta tv delle gare, ma questo è avvenuto solo per alcune competizioni. Spero che nei prossimi anni possa cambiare qualcosa e che il World Tour possa effettivamente svilupparsi. Una soluzione potrebbe essere quella di prevedere nello stesso giorno gare maschili e femminili, come avviene al Fiandre. Mi piacerebbe molto, ad esempio, poter disputare una Liegi-Bastogne-Liegi“.
Fare ciclismo femminile in Italia non è semplice, a meno che non ti chiami Elisa Longo Borghini, dunque un’atleta di alto livello. Una situazione destinata a rimanere tale?
“In effetti io mi ritengo una privilegiata, perché posso fare della mia passione un lavoro, ma so bene che per tante altre ragazze non è così. Il futuro dipende sempre dal World Tour: se crescerà, penso che ci saranno anche nuove squadre italiane in grado di assicurare dei salari alle ragazze“.
http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... /rio-2016/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Diario di bordo, Luca Mazzone: “A Rio ci sarà la prova del nove. Io sono pronto”
Caro Diario,
vengo da un bellissimo ‘en plein’ di quattro vittorie in due settimane, ma non c’è tempo per fermarsi e specchiarsi: allenamenti duri e costanti mi aspettano, così come altre gare da affrontare al meglio. A Verolanuova, il 23-24 aprile, in occasione del primo appuntamento agonistico internazionale della stagione con la Nazionale, abbiamo provato un po’ di cose, tra cui gli importantissimi ausili. Prove a cronometro e in linea ok: doppietta.
Sono tornato nel bresciano, weekend 30 aprile-1°maggio, per disputare un’altra tappa di Coppa Europa. Prima la cronoscalata di Nave, 6 km molto duri, affrontata lentamente nel primo tratto, per poi aggredire nella seconda parte: vittoria sofferta con soli due secondi di vantaggio. Non ho l’attitudine per queste prove, sono più per tracciati vallonati o piani… Il giorno successivo, la gara in linea a Bovezzo, con molte salite: stavolta ho vinto per distacco, quasi due minuti. Sensazioni buone anche stavolta, nonostante la pioggia e le caratteristiche del percorso non mi abbiano aiutato a dare il meglio di me. La fatica si fa sentire, anche perché ho dovuto percorrere in auto migliaia di chilometri in pochi giorni per raggiungere due volte la Lombardia dalla Puglia…
Il 16 maggio si parte per le due gare di Coppa del Mondo che si svolgeranno il 21 e 22; la concorrenza sarà come sempre molto agguerrita, sono l’uomo da battere, ma questo lo so, ormai ci sono abituato e venderò cara la pelle… Mi aspetta un percorso tecnico, impegnativo, quindi, oltre alla preparazione fisica occorrerà guidare al meglio il mezzo, bisognerà affrontare perfettamente le curve.
Sulla mia maglia di Campione del Mondo e sulla mia bici continueranno ad esserci i ‘logo’ dei miei amici sostenitori, coloro i quali mi permettono di continuare questa stupenda avventura e alimentare il sogno a cinque cerchi… Sono tutte persone speciali, eccellenze imprenditoriali del mio paese, Terlizzi, simboli di impegno e tenacia, i miei ‘alter ego’ in pratica; voglio ringraziare anche un’azienda marchigiana da sempre vicina al mondo del paraciclismo, un ortopedico di Ostuni e un mental coach di Milano.
Continuano gli esami in vista di Rio, dove ci sarà la prova del nove. Io sono pronto.
Luca Mazzone
http://www.oasport.it/2016/05/diario-di ... /rio-2016/
Caro Diario,
vengo da un bellissimo ‘en plein’ di quattro vittorie in due settimane, ma non c’è tempo per fermarsi e specchiarsi: allenamenti duri e costanti mi aspettano, così come altre gare da affrontare al meglio. A Verolanuova, il 23-24 aprile, in occasione del primo appuntamento agonistico internazionale della stagione con la Nazionale, abbiamo provato un po’ di cose, tra cui gli importantissimi ausili. Prove a cronometro e in linea ok: doppietta.
Sono tornato nel bresciano, weekend 30 aprile-1°maggio, per disputare un’altra tappa di Coppa Europa. Prima la cronoscalata di Nave, 6 km molto duri, affrontata lentamente nel primo tratto, per poi aggredire nella seconda parte: vittoria sofferta con soli due secondi di vantaggio. Non ho l’attitudine per queste prove, sono più per tracciati vallonati o piani… Il giorno successivo, la gara in linea a Bovezzo, con molte salite: stavolta ho vinto per distacco, quasi due minuti. Sensazioni buone anche stavolta, nonostante la pioggia e le caratteristiche del percorso non mi abbiano aiutato a dare il meglio di me. La fatica si fa sentire, anche perché ho dovuto percorrere in auto migliaia di chilometri in pochi giorni per raggiungere due volte la Lombardia dalla Puglia…
Il 16 maggio si parte per le due gare di Coppa del Mondo che si svolgeranno il 21 e 22; la concorrenza sarà come sempre molto agguerrita, sono l’uomo da battere, ma questo lo so, ormai ci sono abituato e venderò cara la pelle… Mi aspetta un percorso tecnico, impegnativo, quindi, oltre alla preparazione fisica occorrerà guidare al meglio il mezzo, bisognerà affrontare perfettamente le curve.
Sulla mia maglia di Campione del Mondo e sulla mia bici continueranno ad esserci i ‘logo’ dei miei amici sostenitori, coloro i quali mi permettono di continuare questa stupenda avventura e alimentare il sogno a cinque cerchi… Sono tutte persone speciali, eccellenze imprenditoriali del mio paese, Terlizzi, simboli di impegno e tenacia, i miei ‘alter ego’ in pratica; voglio ringraziare anche un’azienda marchigiana da sempre vicina al mondo del paraciclismo, un ortopedico di Ostuni e un mental coach di Milano.
Continuano gli esami in vista di Rio, dove ci sarà la prova del nove. Io sono pronto.
Luca Mazzone
http://www.oasport.it/2016/05/diario-di ... /rio-2016/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Praia a Mare = Itaca! Diego Ulissi in trionfo!
Finalmente Diego. Ulissi è tornato a vincere e ha vinto bene, forse come non aveva mai fatto. Azione di forza prima in salita e poi a difendersi dal ritorno del gruppo, capace solo di avvicinarsi nella quarta tappa del Giro d’Italia 2016, 200 chilometri da Catanzaro a Praia a mare per una prima frazione in terra italiana che ha regalato tanto spettacolo e il primo successo tricolore.
Pronti via e dopo una decina di chilometri di attacchi si sono avvantaggiati tre atleti: Nicola Boem (Bardiani-Csf), Matej Mohoric (Lampre-Merida) e Joey Rosskopf (BMC). Il gruppo, inizialmente ha lasciato spazio, con l’austriaco Matthias Brändle, in passato già detentore del record dell’ora, che si è riunito agli attaccanti. Quando la fuga sembrava ormai andata, la Nippo-Vini Fantini, esclusa dall’attacco della prima ora, si è messa in testa al gruppo per provare a ricucire e poi rientrare con Eduard Grosu. Questo tentativo, però, è fallito e gli attaccanti hanno ripreso margine.
La Etixx-QuickStep, squadra della maglia rosa Marcel Kittel, hanno gestito la situazione, mantenendosi a tiro degli attaccanti. Sul primo Gpm di giornata il gruppo ha mantenuto un ritmo blando e sulla vetta è stato Boem a transitare in prima posizione sul Bonifati. Sul San Pietro, a 50 chilometri dal traguardo, è cambiata radicalmente la situazione: la Giant-Alpecin si è messa a fare il ritmo in testa scremando il gruppo e mandando in difficoltà diversi velocisti. A transitare in vetta Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) seguito da Stefano Pirazzi (Bardiani-CSF).
Sulla discesa successiva è stata l’Astana a prendere il comando delle operazioni, probabilmente per mantenere Vincenzo Nibali fuori dai problemi. Tornata in pianura, la squadra in maglia celeste ha lasciato ad altri l’onere del ritmo ma consentendo al gruppetto di Kittel di rientrare sulle ruote dei migliori che avevano già ripreso i fuggitivi in salita.
A 37 chilometri dall’arrivo attacco per Guillaume Bonnafond e Axel Domont, entrambi in forze all’AG2R la Mondiale. Alle loro spalle si è formato un ulteriore gruppetto di una ventina di uomini che li ha riassorbiti a 27 dalla conclusione. Da questa situazione anarchica si sono avvantaggiati, proprio dallo stesso gruppo, sette uomini: Stefano Pirazzi (Bardiani-CSF), Alessandro De Marchi (BMC), Valerio Conti (Lampre-Merida), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Pieter Serry (Etixx-QuickStep), David Lopez-Garcia (Team Sky) ed ancora Domont. Su questi uomini, con una sparata secca, è rientrato un Damiano Cunego molto attivo ma i sette non hanno trovato il giusto accordo con altri uomini che sono rientrati da dietro.
La Movistar, fiutando un potenziale pericolo, ha preso in mano le redini della corsa a poco più di 20 dal traguardo, in concomitanza con l’ennesimo attacco in testa alla corsa con Conti e De Marchi che hanno staccato i compagni d’avventura solo per un paio di chilometri prima di essere ripresi, complice anche l’azione di Valerio Conti in favore di Diego Ulissi (Lampre-Merida), rientrato poco prima con Pavel Kochetkov (Katusha), Georg Preidler (Giant-Alpecin), Jay McCarthy (Tinkoff) e Matteo Busato (Wilier-Southeast).
All’imbocco dello strappo di via del Fortino gli attaccanti avevano una trentina di secondi di vantaggio sul gruppo. Conti si è spostato già sulle prime rampe, con Pirazzi ad alzare il ritmo senza fare la differenza. Il gruppetto si è sfilacciato e Ulissi ha preso qualche metro di vantaggio proprio in vista della cima, con il gruppo guidato da un attacco di Domenico Pozzovivo (AG2R) rintuzzato e rilanciato da Jakob Fuglsang (Astana) che ha fratturato il plotone dei big ridotto ad una trentina di unità con Mikel Landa (Team Sky), staccato di qualche metro ma subito rientrato.
In vetta, Ulissi è rimasto l’unico in avanscoperta con poco meno di 20” di vantaggio sul gruppo. Il toscano ha mantenuto nella prima fase di discesa ma in pianura la Bardiani-CSF, con Sonny Colbrelli in gruppo, ha provato a chiudere il buco in vista di una potenziale volata. All’ultimo chilometro Ulissi ha prodotto lo sforzo massimo per controbattere all’accelerazione in gruppo di Bob Jungles (Etixx-QuickStep). L’ultimo ad arrendersi è stato Tom Dumoulin (Giant-Alpecin) che con Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) è fuoriuscito dal gruppo, arrivando però solo vicino ad Ulissi.
Per il toscano si tratta della prima vittoria stagionale, nata con un’azione di squadra finalizzata alla perfezione da parte di un atleta che ha nelle gambe numeri di questo genere. Nel finale una cavalcata trionfale che l’ha portato a cogliere il quinto successo della carriera al Giro d’Italia.
Hanno completato il podio gli olandese Dumoulin (di nuovo in maglia rosa) e Kruijswijk. Il gruppo è stato regolato da Alejandro Valverde (Movistar) davanti a Gianluca Brambilla (Etixx-QuickStep) e Vincenzo Nibali.
In classifica generale Dumoulin ha 20” di vantaggio su Jungels e Ulissi, sul podio virtuale. Tra i big in ottica vittoria finale nessun cambiamento con il solo Andrey Amador che ha perso terreno.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... n-trionfo/
Finalmente Diego. Ulissi è tornato a vincere e ha vinto bene, forse come non aveva mai fatto. Azione di forza prima in salita e poi a difendersi dal ritorno del gruppo, capace solo di avvicinarsi nella quarta tappa del Giro d’Italia 2016, 200 chilometri da Catanzaro a Praia a mare per una prima frazione in terra italiana che ha regalato tanto spettacolo e il primo successo tricolore.
Pronti via e dopo una decina di chilometri di attacchi si sono avvantaggiati tre atleti: Nicola Boem (Bardiani-Csf), Matej Mohoric (Lampre-Merida) e Joey Rosskopf (BMC). Il gruppo, inizialmente ha lasciato spazio, con l’austriaco Matthias Brändle, in passato già detentore del record dell’ora, che si è riunito agli attaccanti. Quando la fuga sembrava ormai andata, la Nippo-Vini Fantini, esclusa dall’attacco della prima ora, si è messa in testa al gruppo per provare a ricucire e poi rientrare con Eduard Grosu. Questo tentativo, però, è fallito e gli attaccanti hanno ripreso margine.
La Etixx-QuickStep, squadra della maglia rosa Marcel Kittel, hanno gestito la situazione, mantenendosi a tiro degli attaccanti. Sul primo Gpm di giornata il gruppo ha mantenuto un ritmo blando e sulla vetta è stato Boem a transitare in prima posizione sul Bonifati. Sul San Pietro, a 50 chilometri dal traguardo, è cambiata radicalmente la situazione: la Giant-Alpecin si è messa a fare il ritmo in testa scremando il gruppo e mandando in difficoltà diversi velocisti. A transitare in vetta Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) seguito da Stefano Pirazzi (Bardiani-CSF).
Sulla discesa successiva è stata l’Astana a prendere il comando delle operazioni, probabilmente per mantenere Vincenzo Nibali fuori dai problemi. Tornata in pianura, la squadra in maglia celeste ha lasciato ad altri l’onere del ritmo ma consentendo al gruppetto di Kittel di rientrare sulle ruote dei migliori che avevano già ripreso i fuggitivi in salita.
A 37 chilometri dall’arrivo attacco per Guillaume Bonnafond e Axel Domont, entrambi in forze all’AG2R la Mondiale. Alle loro spalle si è formato un ulteriore gruppetto di una ventina di uomini che li ha riassorbiti a 27 dalla conclusione. Da questa situazione anarchica si sono avvantaggiati, proprio dallo stesso gruppo, sette uomini: Stefano Pirazzi (Bardiani-CSF), Alessandro De Marchi (BMC), Valerio Conti (Lampre-Merida), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Pieter Serry (Etixx-QuickStep), David Lopez-Garcia (Team Sky) ed ancora Domont. Su questi uomini, con una sparata secca, è rientrato un Damiano Cunego molto attivo ma i sette non hanno trovato il giusto accordo con altri uomini che sono rientrati da dietro.
La Movistar, fiutando un potenziale pericolo, ha preso in mano le redini della corsa a poco più di 20 dal traguardo, in concomitanza con l’ennesimo attacco in testa alla corsa con Conti e De Marchi che hanno staccato i compagni d’avventura solo per un paio di chilometri prima di essere ripresi, complice anche l’azione di Valerio Conti in favore di Diego Ulissi (Lampre-Merida), rientrato poco prima con Pavel Kochetkov (Katusha), Georg Preidler (Giant-Alpecin), Jay McCarthy (Tinkoff) e Matteo Busato (Wilier-Southeast).
All’imbocco dello strappo di via del Fortino gli attaccanti avevano una trentina di secondi di vantaggio sul gruppo. Conti si è spostato già sulle prime rampe, con Pirazzi ad alzare il ritmo senza fare la differenza. Il gruppetto si è sfilacciato e Ulissi ha preso qualche metro di vantaggio proprio in vista della cima, con il gruppo guidato da un attacco di Domenico Pozzovivo (AG2R) rintuzzato e rilanciato da Jakob Fuglsang (Astana) che ha fratturato il plotone dei big ridotto ad una trentina di unità con Mikel Landa (Team Sky), staccato di qualche metro ma subito rientrato.
In vetta, Ulissi è rimasto l’unico in avanscoperta con poco meno di 20” di vantaggio sul gruppo. Il toscano ha mantenuto nella prima fase di discesa ma in pianura la Bardiani-CSF, con Sonny Colbrelli in gruppo, ha provato a chiudere il buco in vista di una potenziale volata. All’ultimo chilometro Ulissi ha prodotto lo sforzo massimo per controbattere all’accelerazione in gruppo di Bob Jungles (Etixx-QuickStep). L’ultimo ad arrendersi è stato Tom Dumoulin (Giant-Alpecin) che con Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) è fuoriuscito dal gruppo, arrivando però solo vicino ad Ulissi.
Per il toscano si tratta della prima vittoria stagionale, nata con un’azione di squadra finalizzata alla perfezione da parte di un atleta che ha nelle gambe numeri di questo genere. Nel finale una cavalcata trionfale che l’ha portato a cogliere il quinto successo della carriera al Giro d’Italia.
Hanno completato il podio gli olandese Dumoulin (di nuovo in maglia rosa) e Kruijswijk. Il gruppo è stato regolato da Alejandro Valverde (Movistar) davanti a Gianluca Brambilla (Etixx-QuickStep) e Vincenzo Nibali.
In classifica generale Dumoulin ha 20” di vantaggio su Jungels e Ulissi, sul podio virtuale. Tra i big in ottica vittoria finale nessun cambiamento con il solo Andrey Amador che ha perso terreno.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... n-trionfo/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Kittel non c’è e Greipel balla, grande vittoria a Benevento
André Greipel si sblocca nella quinta frazione del Giro d’Italia. Con autorità: fa tirare i compagni alla Lotto-Soudal dalle prime fasi della tappa (233 chilometri con partenza a Praia a Mare e arrivo a a Benevento), tiene sotto controllo la fuga e poi vince nettamente una volata in leggera salita adatta alle sue caratteristiche. Staccato Marcel Kittel, lo sprint parla ancora una volta tedesco al Giro d’Italia.
La fuga di giornata, nelle fasi iniziali, non è partita. Causa il ritmo alto tenuto dalla Nippo-Fini Fantini per consentire a Damiano Cunego di transitare in prima posizione sul Fortino, unico Gpm di giornata, e mettere al sicuro quantomeno fino alla giornata di domani la maglia azzurra di miglior scalatore.
Una volta passato questo traguardo si sono avvantaggiati Daniel Oss (BMC), Alexandre Foliforov (Gazprom-Rusvelo), Amets Txurruka (Orica-GreenEDGE) e Pavel Brutt (Tinkoff). Il gruppo ha lasciato fare e ha permesso ai fuggitivi di avere un vantaggio massimo di circa 7′ per poi iniziare a recuperare in vista della possibile volata. Da segnalare, in discesa, una caduta per Oss che però si è rialzato tornando sulle ruote dei compagni di fuga poco dopo.
A guidare l’inseguimento in gruppo è stata per lunghi tratti la Lotto-Soudal di André Greipel, che ha mantenuto sotto controllo il vantaggio dei quattro attaccanti, tutti ottimi pedalatori. Il ricongiungimento è avvenuto a 7 chilometri dalla conclusione, quando i treni degli sprinter erano già lanciati verso il rettilineo finale in leggera salita e pavé in concomitanza del primo passaggio sotto il traguardo di Benevento.
Qui il primo colpo di scena: Marcel Kittel, favorito per la vittoria con la divisa dell’Etixx-QuickStep coperta dalla maglia rossa della classifica a punti, è transitato staccato dal gruppo, in difficoltà sull’ultimo chilometro in leggera ascesa a testimoniare la monodimensionalità di un atleta ancora lontano dall’acquisire completezza tecnica in tutte le fasi di corsa.
La Lampre-Merida si è messa in testa al gruppo negli ultimi due chilometri, con le carte a rimescolarsi nell’ultimo chilometro a causa di una caduta. André Greipel ha rotto gli indugi ai -300 metri scavalcando Sonny Colbrelli (Bardiani-Csf) e Sacha Modolo (Lampre-Merida) che si stavano marcando a vicenda nelle prime posizioni del gruppo. Da quel momento non c’è stata storia e il velocista tedesco della Lotto Soudal ha preso metri e metri di margine sugli avversari vincendo nettamente la sua prima tappa di questo Giro andando a concretizzare l’ottimo lavoro svolto dalla squadra nell’arco di tutta la giornata.
Alle sue spalle Arnaud Démare (FDJ), arrivato di rimonta, mentre Colbrelli ha chiuso sul terzo gradino del podio. Quarto Bob Jungels (Etixx-QuickStep), in maglia bianca, davanti a Moreno Hofland (LottNL-Jumbo) e Manuel Belletti (Wilier Southeast).
In ottica classifica generale, 4” guadagnati da Alejandro Valverde (Movistar) sugli altri big in attesa che la giuria ratifichi ufficialmente il buco causato da una caduta all’interno dell’ultimo chilometro.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... enevento1/
André Greipel si sblocca nella quinta frazione del Giro d’Italia. Con autorità: fa tirare i compagni alla Lotto-Soudal dalle prime fasi della tappa (233 chilometri con partenza a Praia a Mare e arrivo a a Benevento), tiene sotto controllo la fuga e poi vince nettamente una volata in leggera salita adatta alle sue caratteristiche. Staccato Marcel Kittel, lo sprint parla ancora una volta tedesco al Giro d’Italia.
La fuga di giornata, nelle fasi iniziali, non è partita. Causa il ritmo alto tenuto dalla Nippo-Fini Fantini per consentire a Damiano Cunego di transitare in prima posizione sul Fortino, unico Gpm di giornata, e mettere al sicuro quantomeno fino alla giornata di domani la maglia azzurra di miglior scalatore.
Una volta passato questo traguardo si sono avvantaggiati Daniel Oss (BMC), Alexandre Foliforov (Gazprom-Rusvelo), Amets Txurruka (Orica-GreenEDGE) e Pavel Brutt (Tinkoff). Il gruppo ha lasciato fare e ha permesso ai fuggitivi di avere un vantaggio massimo di circa 7′ per poi iniziare a recuperare in vista della possibile volata. Da segnalare, in discesa, una caduta per Oss che però si è rialzato tornando sulle ruote dei compagni di fuga poco dopo.
A guidare l’inseguimento in gruppo è stata per lunghi tratti la Lotto-Soudal di André Greipel, che ha mantenuto sotto controllo il vantaggio dei quattro attaccanti, tutti ottimi pedalatori. Il ricongiungimento è avvenuto a 7 chilometri dalla conclusione, quando i treni degli sprinter erano già lanciati verso il rettilineo finale in leggera salita e pavé in concomitanza del primo passaggio sotto il traguardo di Benevento.
Qui il primo colpo di scena: Marcel Kittel, favorito per la vittoria con la divisa dell’Etixx-QuickStep coperta dalla maglia rossa della classifica a punti, è transitato staccato dal gruppo, in difficoltà sull’ultimo chilometro in leggera ascesa a testimoniare la monodimensionalità di un atleta ancora lontano dall’acquisire completezza tecnica in tutte le fasi di corsa.
La Lampre-Merida si è messa in testa al gruppo negli ultimi due chilometri, con le carte a rimescolarsi nell’ultimo chilometro a causa di una caduta. André Greipel ha rotto gli indugi ai -300 metri scavalcando Sonny Colbrelli (Bardiani-Csf) e Sacha Modolo (Lampre-Merida) che si stavano marcando a vicenda nelle prime posizioni del gruppo. Da quel momento non c’è stata storia e il velocista tedesco della Lotto Soudal ha preso metri e metri di margine sugli avversari vincendo nettamente la sua prima tappa di questo Giro andando a concretizzare l’ottimo lavoro svolto dalla squadra nell’arco di tutta la giornata.
Alle sue spalle Arnaud Démare (FDJ), arrivato di rimonta, mentre Colbrelli ha chiuso sul terzo gradino del podio. Quarto Bob Jungels (Etixx-QuickStep), in maglia bianca, davanti a Moreno Hofland (LottNL-Jumbo) e Manuel Belletti (Wilier Southeast).
In ottica classifica generale, 4” guadagnati da Alejandro Valverde (Movistar) sugli altri big in attesa che la giuria ratifichi ufficialmente il buco causato da una caduta all’interno dell’ultimo chilometro.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... enevento1/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: prime schermaglie a Roccaraso. Nibali, Dumoulin, Valverde e Landa: giù la maschera!
E’ tempo di calare le carte vincenti. Chi fin qui si è nascosto o ha bluffato, da domani dovrà fare sul serio. Il Giro d’Italia entra nel vivo. La sesta tappa, da Ponte a Roccaraso, di sicuro non sarà decisiva ai fini della classifica finale, anzi. Tuttavia sarà fondamentale per comprendere come stanno per davvero i candidati alla maglia rosa. Un aperitivo di ciò che ci aspetta in vista della cronometro del Chianti e delle successive frazioni sulle Alpi.
Difficile aspettarsi grandi distacchi. La salita finale è molto lunga, 17 km, ma pedalabile (clicca qui per saperne di più). Solo la prima parte raggiunge punte del 12%, mentre dal terzultimo all’ultimo chilometro vi è addirittura un tratto pianeggiante. La rampa finale all’8% sarà invece decisiva per giocarsi la vittoria ed i relativi secondi di abbuono.
Un’ascesa del genere non può consentire grandi differenze. Pagare dazio qui, tuttavia, rappresenterebbe un bruttissimo colpo per chiunque nutra velleità di classifica. Così come una vittoria lancerebbe un messaggio ben preciso agli avversari, di segno chiaramente opposto. Sarà, in sostanza, anche una guerra di sensazioni.
Ma come stanno veramente i favoriti? Vincenzo Nibali finora ha corso benissimo, sempre nelle prime posizioni, salvo i 4 secondi accusati oggi a Benevento per il ‘buco’ creatosi dopo la caduta di Rein Thaaramae. Difficile che domani lo Squalo attacchi; più probabile, invece, che il siciliano resti a ruota dei migliori o, al limite, provi a forzare l’andatura con l’aiuto della squadra per sgranare il gruppo e mandare qualche rivale in difficoltà. Tra questi andranno seguiti con la lente d’ingrandimento Mikel Landa e Tom Dumoulin. Lo spagnolo ha fatto fatica sullo strappetto conclusivo nella frazione di Benevento, staccandosi dai big e rientrando solo grazie all’aiuto di Nicolas Roche. L’iberico, solitamente, fatica a carburare nei grandi giri, raggiungendo la miglior condizione solo nella terza settimana. Ecco perché Astana ed anche Movistar potrebbero provare a tastare il polso al capitano della Sky. Per quanto riguarda Dumoulin, l’impressione è che l’olandese stia prendendo in giro noi giornalisti: “Sono qui per vincere le tappe a cronometro e non per fare classifica, sulle montagne farò fatica“. Intanto il 25enne veste la maglia rosa e difficilmente, per la forma mostrata, si staccherà su una salita come quella di domani. Nella cronometro del Chianti, inoltre, potrebbe ulteriormente guadagnare terreno sui rivali, anche se il percorso ondulato dovrebbe consentire a Nibali e Valverde di limitare i danni. La sensazione, tuttavia, è che se domenica sera Dumoulin avesse 2 minuti di vantaggio sugli inseguitori, non sarà affatto semplice colmarli in montagna, anche se la squadra del corridore orange (la Giant-Alpecin) non sembra all’altezza della situazione.
La tappa di domani, inoltre, sembra disegnata su misura per Valverde, il vero grande favorito, che tuttavia dovrà guardarsi da Diego Ulissi, in grado di tenere su un’ascesa di questo genere e di giocarsi uno sprint con lo spagnolo. Aspettiamoci, poi, che possano muoversi alcuni out-sider come Domenico Pozzovivo ed Esteban Chaves.
Comunque vada, domani sera il Giro sarà ancora tutto da scrivere. Ma avremo delle indicazioni più chiare su chi potrà realmente vincerlo.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -maschera/
E’ tempo di calare le carte vincenti. Chi fin qui si è nascosto o ha bluffato, da domani dovrà fare sul serio. Il Giro d’Italia entra nel vivo. La sesta tappa, da Ponte a Roccaraso, di sicuro non sarà decisiva ai fini della classifica finale, anzi. Tuttavia sarà fondamentale per comprendere come stanno per davvero i candidati alla maglia rosa. Un aperitivo di ciò che ci aspetta in vista della cronometro del Chianti e delle successive frazioni sulle Alpi.
Difficile aspettarsi grandi distacchi. La salita finale è molto lunga, 17 km, ma pedalabile (clicca qui per saperne di più). Solo la prima parte raggiunge punte del 12%, mentre dal terzultimo all’ultimo chilometro vi è addirittura un tratto pianeggiante. La rampa finale all’8% sarà invece decisiva per giocarsi la vittoria ed i relativi secondi di abbuono.
Un’ascesa del genere non può consentire grandi differenze. Pagare dazio qui, tuttavia, rappresenterebbe un bruttissimo colpo per chiunque nutra velleità di classifica. Così come una vittoria lancerebbe un messaggio ben preciso agli avversari, di segno chiaramente opposto. Sarà, in sostanza, anche una guerra di sensazioni.
Ma come stanno veramente i favoriti? Vincenzo Nibali finora ha corso benissimo, sempre nelle prime posizioni, salvo i 4 secondi accusati oggi a Benevento per il ‘buco’ creatosi dopo la caduta di Rein Thaaramae. Difficile che domani lo Squalo attacchi; più probabile, invece, che il siciliano resti a ruota dei migliori o, al limite, provi a forzare l’andatura con l’aiuto della squadra per sgranare il gruppo e mandare qualche rivale in difficoltà. Tra questi andranno seguiti con la lente d’ingrandimento Mikel Landa e Tom Dumoulin. Lo spagnolo ha fatto fatica sullo strappetto conclusivo nella frazione di Benevento, staccandosi dai big e rientrando solo grazie all’aiuto di Nicolas Roche. L’iberico, solitamente, fatica a carburare nei grandi giri, raggiungendo la miglior condizione solo nella terza settimana. Ecco perché Astana ed anche Movistar potrebbero provare a tastare il polso al capitano della Sky. Per quanto riguarda Dumoulin, l’impressione è che l’olandese stia prendendo in giro noi giornalisti: “Sono qui per vincere le tappe a cronometro e non per fare classifica, sulle montagne farò fatica“. Intanto il 25enne veste la maglia rosa e difficilmente, per la forma mostrata, si staccherà su una salita come quella di domani. Nella cronometro del Chianti, inoltre, potrebbe ulteriormente guadagnare terreno sui rivali, anche se il percorso ondulato dovrebbe consentire a Nibali e Valverde di limitare i danni. La sensazione, tuttavia, è che se domenica sera Dumoulin avesse 2 minuti di vantaggio sugli inseguitori, non sarà affatto semplice colmarli in montagna, anche se la squadra del corridore orange (la Giant-Alpecin) non sembra all’altezza della situazione.
La tappa di domani, inoltre, sembra disegnata su misura per Valverde, il vero grande favorito, che tuttavia dovrà guardarsi da Diego Ulissi, in grado di tenere su un’ascesa di questo genere e di giocarsi uno sprint con lo spagnolo. Aspettiamoci, poi, che possano muoversi alcuni out-sider come Domenico Pozzovivo ed Esteban Chaves.
Comunque vada, domani sera il Giro sarà ancora tutto da scrivere. Ma avremo delle indicazioni più chiare su chi potrà realmente vincerlo.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -maschera/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: volate e cadute, argomento spinoso anche per gli uomini di classifica
La quinta tappa del Giro d’Italia 2016, 233 chilometri con arrivo a Benevento, può essere un buon punto di partenza per trattare un argomento che spesso e volentieri torna di moda. Come vanno trattate le tappe per velocisti, considerando gli alti rischi di uno sprint a ranghi compatti con la possibilità di influenzare tre settimane di gare anche per uomini di alta classifica per cadute o ritardi sul traguardo?
Nella tappa di oggi l’estone Rein Taaramäe è caduto a circa 1 chilometro dalla conclusione quando era nelle prime posizioni del gruppo, creando scompiglio nello stesso. A pagare le maggiori conseguenze è stato Giacomo Nizzolo, costretto quasi a fermarsi e a rinunciare ad una volata adattissima alle sue caratteristiche. Sfortuna, sì.
Ma, quantomeno per gli uomini di classifica, questo può essere evitato? Si può scongiurare il pericolo che una corsa con cronometro e salite venga decisa in una tappa innocua e destinata alle ruote veloci? Per fermarci al Giro d’Italia, la corsa rosa solo un anno fa ha rischiato di lasciare per strada un Alberto Contador in maglia di leader proprio perché coinvolto in una caduta di questo genere.
Anche oggi, Vincenzo Nibali e Mikel Landa hanno perso 4” da Alejandro Valverde. La giuria ha deciso che il frazionamento nel gruppo non è stato causato dalla caduta, che però ha sicuramente aiutato il processo che ha condotto il plotone a sfilacciarsi fino a rompersi all’interno dell’ultimo chilometro.
È possibile, anche per lasciare maggiore libertà ai treni dei velocisti, selezionare tappe in cui neutralizzare il tempo a tre chilometri dalla conclusione? Difficile trovare una risposta definitiva e che mantenga l’equilibrio tra la sicurezza dei corridori, lo spettacolo della singola tappa, lo spettacolo della corsa e la lotta sportiva ma lascerebbe l’amaro in bocca un Giro d’Italia, così come un Tour de France o una Vuelta a España, deciso da una caduta nelle fasi finali di una frazione pianeggiante. Fortunatamente non sarà il caso dei 4” conquistati da Valverde oggi, ma una riflessione sul tema potrebbe dare dare maggiori certezza e tranquillità al plotone.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... lassifica/
La quinta tappa del Giro d’Italia 2016, 233 chilometri con arrivo a Benevento, può essere un buon punto di partenza per trattare un argomento che spesso e volentieri torna di moda. Come vanno trattate le tappe per velocisti, considerando gli alti rischi di uno sprint a ranghi compatti con la possibilità di influenzare tre settimane di gare anche per uomini di alta classifica per cadute o ritardi sul traguardo?
Nella tappa di oggi l’estone Rein Taaramäe è caduto a circa 1 chilometro dalla conclusione quando era nelle prime posizioni del gruppo, creando scompiglio nello stesso. A pagare le maggiori conseguenze è stato Giacomo Nizzolo, costretto quasi a fermarsi e a rinunciare ad una volata adattissima alle sue caratteristiche. Sfortuna, sì.
Ma, quantomeno per gli uomini di classifica, questo può essere evitato? Si può scongiurare il pericolo che una corsa con cronometro e salite venga decisa in una tappa innocua e destinata alle ruote veloci? Per fermarci al Giro d’Italia, la corsa rosa solo un anno fa ha rischiato di lasciare per strada un Alberto Contador in maglia di leader proprio perché coinvolto in una caduta di questo genere.
Anche oggi, Vincenzo Nibali e Mikel Landa hanno perso 4” da Alejandro Valverde. La giuria ha deciso che il frazionamento nel gruppo non è stato causato dalla caduta, che però ha sicuramente aiutato il processo che ha condotto il plotone a sfilacciarsi fino a rompersi all’interno dell’ultimo chilometro.
È possibile, anche per lasciare maggiore libertà ai treni dei velocisti, selezionare tappe in cui neutralizzare il tempo a tre chilometri dalla conclusione? Difficile trovare una risposta definitiva e che mantenga l’equilibrio tra la sicurezza dei corridori, lo spettacolo della singola tappa, lo spettacolo della corsa e la lotta sportiva ma lascerebbe l’amaro in bocca un Giro d’Italia, così come un Tour de France o una Vuelta a España, deciso da una caduta nelle fasi finali di una frazione pianeggiante. Fortunatamente non sarà il caso dei 4” conquistati da Valverde oggi, ma una riflessione sul tema potrebbe dare dare maggiori certezza e tranquillità al plotone.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... lassifica/
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
