Appassionati di Ciclismo

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Ciclismo, le atlete azzurre sul percorso di Rio 2016: “Nervoso ed impegnativo”

Martedì 10 maggio le azzurre della Nazionale di ciclismo, in compagnia del CT Savoldi, hanno effettuato un primo sopralluogo del tracciato olimpico di Rio 2016. Le atlete hanno percorso 110 km dei 141 previsti, scalando la salita di Joà (ai meno 30), il duro circuito di Gruman (24.8 km da ripetere due volte) ed il difficile tratto di pavè di 2,8 km. La Nazionale ha visitato anche il tratto costiero di 20 km che sarà ripetuto in due occasioni.

Queste le prime impressioni delle azzurre, che all’unisono concordano sulle difficoltà del circuito olimpico: “Dobbiamo ancora visionare la salita più lunga, ma già posso dire che il percorso è davvero duro, fatto per atleti coraggiosi e guerrieri”, commenta Rossella Ratto.

“Si presta ad attacchi a sorpresa e da lontano. Il circuito di Gruman è un ottimo trampolino di lancio”, dichiara Elisa Longo Borghini.

“Le atlete non aspetteranno l’ultima salita per cercare di fare la differenza. Il terreno è davvero vario e difficile”, commenta Valentina Scandolara.

“Circuito nervoso e che consentirà a molti corridori validi di provare a fare qualcosa di importante prima della salita finale”, il pensiero di Giorgia Bronzini.

Quest’oggi la Nazionale italiana visionerà la parte finale del percorso olimpico con la salita di vista Chinesa.

http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... /rio-2016/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro d’Italia 2016: Wellens in solitaria, Nibali attacca ma rimbalza. Dumoulin il migliore tra i big

Un successo costruito da lontano: Tim Wellens si è imposto nettamente nella sesta tappa del Giro d’Italia 2016. Entrato nella fuga di giornata dopo la prima salita con il compagno Ligthart, il belga si è gestito fino all’ascesa di Roccaraso (sede d’arrivo di una frazione di 157 chilometri con partenza da Ponte) per involarsi verso il traguardo in solitaria. Scaramucce tra i big nel primo arrivo in salita del Giro, con Jakob Fuglsang che ha provato ad attaccare insidiando la maglia rosa di Tom Dumoulin, brillante nel finale quando ha prontamente risposto ad uno scatto di Vincenzo Nibali guadagnando terreno su tanti avversari per la classifica generale.

Eugert Zhupa (Wilier-Southeast), Alessandro Bisolti (NIPPO – Fantini) e Alexander Kolobnev (Gazprom-Rusvelo) sono stati primi fuggitivi a prendere vantaggio in una tappa influenzata, specialmente nei 50 chilometri iniziali, dal brutto tempo. Il gruppo ha lasciato spazio sull’ascesa di Bocca della Selva, dove il vantaggio massimo degli attaccanti è arrivato a sfiorare gli 8′. In vetta è transitato al comando Bisolti, seguito da Kolobnev, Zhupa e Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) a guidare il plotone.

In discesa si sono rimescolate le carte. Zhupa è rimasto da solo al comando, mentre Kolobnev è stato riassorbito dal gruppo. Tra i tornanti ulteriori attacchi dal plotone con Pim Ligthart, Tim Wellens (Lotto Soudal), Laurent Didier (Trek – Segafredo) che sono riusciti a riportarsi sulla testa del gruppo. Anche Bisolti, inizialmente interposto tra Zhupa e il resto de corridori in gara, era riuscito a riportarsi sulla testa.

Arrivati a meno di un minuti dai leader, il gruppo ha visibilmente perso terreno anche grazie alla nuova linfa data all’azione d’attacco da Ligthart, Wellens e Didier che hanno portato il gap a 9′ quando mancavano 42 chilometri alla conclusione. Solo la Orica-GreenEDGE ha provato a limitare i danni, riportando il plotone a poco meno di 6′ all’inizio della salita finale.

Tra i fuggitivi il primo ad alzare bandiera bianca è stato Ligthart, bravo a lavorare per il compagno Wellens. A 16 chilometri dal traguardo ha attaccato Didier, cui ha replicato proprio Wellens un chilometro più tardi. Il giovane belga, appena 25enne, ha preso vantaggio sugli ex compagni di fuga con un’azione agile ma allo stesso potente sulla salita di Roccaraso.

Nel gruppo dei migliori, l’Astana ha prima provato a fare un duro forcing, poi ha attaccato con Jakob Fuglsang, alternativa a Nibali nella lotta per la maglia rosa. La Giant-Alpecin di Dumoulin, rimasto con due soli compagni di squadra, ha dovuto prendere in mano la situazione con decisione. Su Fuglsang si è riportato il bielorusso Kanstantsin Siutsou (Dimension Data) e assieme hanno conquistato subito un buon margine sui big della generale., tanto che il danese si è ritrovato virtualmente leader della classifica generale.

All’interno degli ultimi tre chilometri è successo davvero di tutto. Prima un attacco di Nibali rintuzzato dal Team Sky, poi un’accelerazione di Tom Dumoulin sulla cui ruota si sono portati solo Domenico Pozzovivo (AG2R) e Ilnur Zakarin (Katusha), mentre il siciliano dell’Astana è letteralmente rimbalzato in gruppo.

Sul traguardo, Wellens è transitato con un vantaggio di totale sicurezza andando a conquistare il secondo successo stagionale dopo la vittoria portata a casa nell’ultima tappa della Parigi-Nizza. Fuglsang ha chiuso secondo a 1’19”, seguito da Zakarin (che quindi ha preso l’abbuono di 4”, mentre il danese potrà beneficiare di 6”), Dumoulin, Siutsou e Pozzovivo, comunque brillante. Tra quelli che erano rimasti in gruppo, bel finale di Esteban Chaves (Orica-GreenEDGE) settimo seguito a ruota da Rigoberto Uran Uran (Cannondale) e Rafal Majka (Tinkoff).

Hanno perso terreno sia Alejandro Valverde, a 14” da Dumoulin, che Mikel Landa e Vincenzo NIbali, entrambi a 21”. In classifica generale l’olandese ha 26” di vantaggio su Fuglsang con Zakarin salito sul terzo gradino del podio virtuale. Jungels è quarto, Kruijswijk quinto a precedere Valverde, Ulissi e Chaves, sempre competitivo fino ad ora. Nibali è solo nono ma con già 47” da recuperare e la cronometro di domenica favorevole a Dumoulin.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... tra-i-big/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro d’Italia 2016, Tom Dumoulin: “Nibali era in difficoltà e l’ho attaccato. Classifica? Ci provo”

Vincenzo Nibali attacca a 4 km dall’arrivo sulla salita finale verso Aremogna. Lo Squalo non solo non fa la differenza, ma viene ripreso e staccato dalla maglia rosa Tom Dumoulin, dal quale perde ben 21 secondi su un’ascesa tutt’altro che trascendentale. E’ questa l’immagine principale della sesta tappa del Giro d’Italia.

L’olandese racconta ai microfoni della Rai la sua azione: “Non era un attacco programmato. Ho visto che Nibali ha passato un brutto momento, ho colto l’occasione. Sul falsopiano faceva fatica, quindi ho visto la possibilità di attaccare e l’ho sfruttata”.

Dumoulin getta finalmente la maschera: “Oggi sono sorpreso di me stesso. A questo punto penso che posso lottare per la classifica generale. Alla fine andavo davvero forte. Se vedo la possibilità, ci provo. Ci vogliono anche le gambe e oggi le avevo“.

Anche Domenico Pozzovivo, unico insieme al russo Ilnur Zakarin a tenere la ruota della maglia rosa, tesse le lodi del capitano della Giant-Alpecin: “Ho visto bene Dumoulin, sembra il remake della Vuelta dell’anno scorso. Ho fatto fatica per andare a riprenderlo. Va forte davvero“.

I rivali cominciano a tremare. E tra sabato e domenica l’olandese potrà ancora guadagnare tanti secondi…

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -ci-provo/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Come sta Vincenzo Nibali? Tattica sbagliata e condizione non ottimale. Ma sulle Dolomiti…

21 secondi da Tom Dumoulin, 14 da Esteban Chaves e 7 da Alejandro Valverde. Vincenzo Nibali esce bocciato dal primo vero esame del Giro d’Italia 2016.

La domanda sorge spontanea: come sta davvero il siciliano? C’è da preoccuparsi? Di sicuro la condizione, ad oggi, non è quella che lo Squalo avrebbe voluto. Il 31enne siciliano già al Giro del Trentino ed alla successiva Liegi-Bastogne-Liegi aveva palesato una scarsa forma che lo aveva preoccupato, anche se la squadra era tranquilla: “Sarà pronto per il Giro“, affermava il fidato preparatore Paolo Slongo.

Nell’avvio di questa corsa rosa il capitano dell’Astana ha interpretato le prime cinque frazioni in assoluta sicurezza, disputando una buona cronometro iniziale in Olanda e mantenendosi sempre nelle parti alte del gruppo. Dentro di sé, tuttavia, probabilmente aspettava con ansia la giornata odierna per capire se le brutte sensazioni del Trentino fossero davvero scomparse.

Nibali ha messo la squadra a tirare all’imbocco della salita di Roccaraso, poi ha fatto partire il danese Jakub Fuglsang che, supponiamo, sarebbe dovuto servire da appoggio in seguito all’attacco del siciliano, poi effettivamente avvenuto. A posteriori, una tattica che si è rivelata totalmente errata. Quando ha provato ad evadere dal gruppo, il vincitore del Tour de France 2014 è andato quasi subito fuori giri, prestando il fianco alle reazioni dei rivali che non è riuscito a contrastare. L’italiano si è prodotto in un’azione che non poteva permettersi. Con una condizione fisica come quella attuale una condotta attendista avrebbe forse consentito di limitare maggiormente i danni. Nibali ha voluto testarsi per spazzare via i dubbi, con il risultato di accrescerli ulteriormente…

La situazione, ad ogni modo, non è ancora compromessa. Certo, lo Squalo a questo punto deve temere un Dumoulin che viaggia sulle ali dell’entusiasmo: l’olandese, tra sabato (Alpe di Toti) e, soprattutto, domenica (cronometro Chianti-Chianti) può guadagnare ancora diversi secondi e magari presentarsi sulle grandi montagne con quasi 3 minuti di vantaggio sul siciliano. A quel punto sarebbe tutt’altro che semplice strappare la maglia rosa di dosso al passista-scalatore dei Paesi Bassi.

Molto, se non tutto, dipenderà da Nibali. Quello visto oggi, non può vincere il Giro d’Italia. Viene in soccorso, tuttavia, un precedente: al Tour de France dello scorso anno l’azzurro iniziò malissimo, salvo trovare una condizione eccellente nell’ultima settimana che lo riportò a ridosso del podio. Sulle Dolomiti rivedremo il vero Nibali? Per il momento è solo un auspicio in un presente intriso di inquietudini.

http://www.oasport.it/2016/05/come-sta- ... -dolomiti/
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Giro d’Italia 2016: Dumoulin adesso fa paura. Landa, Valverde e Nibali non convincono

Dopo sei tappa disputate e la maglia rosa saldamente sulle spalle, Tom Dumoulin ha finalmente ammesso che proverà a curare la classifica generale. E come non farlo dopo la straripante azione di forza che gli ha consentito di incrementare il proprio margine di vantaggio sui più diretti inseguitori nel primo vero arrivo in salita del Giro d’Italia a Roccaraso, sede d’arrivo della sesta frazione.

L’olandese della Giant-Alpecin può essere considerato come il vincitore morale della giornata odierna. Nonostante il simbolo del primato quando ha attaccato a un paio di chilometri dalla fine nessuno è riuscito a prendergli la ruota, sintomo di una condizione eccezionale. Considerano che le prossime tappe (Arezzo, Sestola) e la cronometro individuale di domenica, 40 chilometri mossi nel Chianti, potrebbe incrementare ancora il suo vantaggio in vista delle vere salite del Giro d’Italia, che arriveranno sul finire della seconda settimana, il gap inizia ad essere importante. L’incubo, per lui, è che possa ripetersi quanto visto alla Vuelta a España dello scorso anno: in testa fino alla fine, è crollato su salite in serie, anche a causa di una squadra che non è in grado di supportarlo in maniera adeguata, con la stessa situazione all’interno del team che si dovrebbe ripetere anche in questo Giro d’Italia.

Sorridono, alla finestra, Domenico Pozzovivo e Ilnur Zakarin. Partiti come outsider hanno risposto “presente” al primo appello. In un modo o nell’altro si accodano a Dumoulin dimostrando di aver birra nelle gambe e a loro volta scalano posizioni nella classifica generale. Il lucano dell’AG2R non è nuovo a partenze di questo genere al Giro ma resta l’incognita sulle tre settimane, mentre il russo della Katusha non si è mai trovato in questa situazione e andrà scoperto giorno dopo giorno sulle strade nostrane.

Tra coloro che possono ritenersi soddisfatti il giovane Esteban Chaves. Promessa colombiana che ha faticato a sbocciare definitivamente a causa di un brutto infortunio patito nel 2013, sembra aver trovato la sua dimensione. Alla Vuelta ha chiuso quinto, qui sembra aver fatto un ulteriore passo avanti nel processo di crescita vertiginosa che lo sta accompagnando negli ultimi 2 anni. E ancora devono arrivare le salite, il suo pane. Brillanti anche Rigoberto Uran (Cannondale), fino a oggi sempre in sordina, e Rafal Majka (Tinkoff), che ha provato un allungo all’ultimo chilometro. Fa paura anche l’olandese Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo): conosce il Giro e si trova sempre nella posizione giusta al momento giusto. Lo scorso anno ha trovato la condizione strada facendo e nella terza settimana era stato tra i più continui in salita. In questa settimana è sempre stato con i migliori.

Passiamo alle note dolenti, partendo da quell’Alejandro Valverde che sulla carta era etichettato come favoritissimo per le caratteristiche dell’arrivo. Per quanto abbia limitato i danni perdendo solo 14” da Dumoulin, la prova odierna potrebbe far dubitare sul suo reale stato di forma. Difficile capire cosa sia successo dopo le classiche e la netta vittoria alla Freccia Vallone ma lo spagnolo di oggi non è parso al 100 %.

Stesso distacco accumulato da Mikel Landa e Vincenzo Nibali, pur con due condotte di gara molto diverse. Nibali, che probabilmente sente il peso di essere il favorito d’obbligo per la conquista del Trofeo senza fine, ha messo davanti la squadra sin dalle prime rampe della salita per poi sganciare Fuglsang. Nel finale ha attaccato in prima persona ma dopo solo un centinaio di metri la sua azione si è spenta repentinamente mentre Dumoulin lo superava a doppia velocità. Un passo falso, certo, ma da valutare. Lo Squalo dovrebbe entrare in forma più avanti ma non può permettersi di lasciar scappare un Dumoulin, da cui paga 47”, con la cronometro che potrebbe più che raddoppiare il divario in vista delle salite. Per quanto fragile e incerta per i motivi citati, la leadership dell’olandese sta iniziando a fare paura davvero a Nibali e non solo.

Più conservativo Landa. Vincente al Giro del Trentino, per ora non ha mostrato la stessa gamba ma come Nibali dovrebbe esprimersi al meglio con il passare delle tappe. Se a Praia a Mare aveva perso qualche metro, oggi si è limitato a rimanere nel gruppo, rispondendo all’attacco di Nibali tramite un compagno del Team Sky ma senza mai intervenire in prima persona. In classifica generale perde oltre un minuto dalla prima posizione e la cronometro potrebbe affossarlo prima delle montagne. A quel punto la remuntada potrebbe complicarsi e non poco.

Con questa situazione di classifica (clicca qui per vedere i distacchi da Dumoulin) a guadagnarne potrebbe essere lo spettacolo, con tanti scalatori che proveranno a stanare la maglia rosa anche lontano dal traguardo per provare a vincere la 99esima edizione del Giro d’Italia.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... nvincono1/
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Giro d’Italia 2016, Vincenzo Nibali: “Ho seguito i consigli dell’ammiraglia. Aspetto le montagne”

Deluso ma sempre lucido. Vincenzo NIbali ha analizzato quanto successo nella sesta tappa del Giro d’Italia 2016 come si vede e sente nel video Cycling Pro Net – Spaziociclismo. Queste le parole dello Squalo:

“Mi sono fidato delle parole che arrivavano alla radio, mi sono mosso nel momento sbagliato. Sono rimasto lì fino alla fine con Valverde e Landa fino all’arrivo. Ho trovato vento in faccia, questo era un arrivo molto esplosivo e non era una salita durissima. Ci ha sorpreso Dumoulin, nella salita prima non sembrava che pedalasse così bene. Quando è partito io avevo già fatto un’accelerazione e seguirlo era veramente difficile. Ora sappiamo tutti chi è, dovremo correre con più attenzione perché questo Giro sarà molto difficile e abbiamo un rivale molto importante. Dobbiamo aspettare le tappe più dure, il suo punto debole è la squadra e potremo attaccarlo da lontano. Dovevo giocarmela da attendista, ma le sensazioni erano buone“.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -montagne/
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Giro d’Italia 2016: Lotto-Soudal, tre di fila! Greipel vince ancora, azzurri a podio

Quarta volata tedesca al Giro d’Italia 2016. André Greipel si è imposto a Foligno nella settima tappa della corsa rosa, la seconda dimostrazione di forza in tre giorni arrivata al termine di 211 chilometri (partenza da Sulmona) tirati sin dalle primissime fasi, con un ottimo Stefan Küng in mostra nel finale. Marcel Kittel, vincitore delle prime due tappe in linea, è stato costretto a rinunciare allo sprint a causa di un problema meccanico.

Partenza molto concitata, complice anche la salita di Svolte dei Popoli nelle prime fasi. Il gruppo principale si è ridotto ad una cinquantina di unità, con tanti uomini staccati e attardati di oltre 2′. Tra le tante insidie della tappa, anche il forte vento che a più riprese ha messo in difficoltà il gruppo.

Dopo quasi un’ora di corsa si è staccato un tentativo promosso da Stefan Küng (BMC) con Axel Domont (Ag2r La Mondiale), Giulio Ciccone (Bardiani CSF), Stefan Denifl (IAM), Ilia Koshevoy (Lampre-Merida) e Daniel Martinez (Wilier-Southeast). Il gruppo non ha mai veramente lasciato margine di vantaggio, con il gap che si è stabilizzato sui 3′ controllato dagli uomini della Lotto-Soudal di André Greipel.

Sul secondo Gpm di giornata, più facile, il gruppo è arrivato ad avere un minuto di distacco. In questo contesto Damiano Cunego è scattato con Giacomo Berlato (entrambi in forze alla Nippo-Vini Fantini) per provare a prendere i punti in vetta necessari per mantenere la maglia azzurra, virtualmente sulle spalle di Tim Wellens (Lotto-Soudal), ma la sua azione si è interrotta prima di andare a buon fine.

Sulla stessa salita, posta a 41 chilometri dal traguardo, alcuni velocisti hanno perso lievemente terreno dal resto del gruppo, rientrando poi nella successiva discesa. Stefan Küng, con il gruppo sempre più vicino, ha attaccato in solitaria a circa 35 chilometri dall’arrivo.

La sua azione si è esaurita a 7 chilometri dall’arrivo, sempre con la Lotto-Soudal a guidare l’inseguimento mentre Marcel Kittel (Etixx-QuickStep) è stato escluso dalla volata poco dopo a causa di un cambio bici, probabilmente dovuto ad una foratura. La formazione belga è sempre rimasta al comando nei chilometri conclusivi ma è arrivata lunga nel finale, fortunata nel trovare un prezioso aiuto da Matej Mohoric (Lampre-Merida).

A 500 metri dal traguardo la Orica-GreenEDGE si è portata in testa con Mezgec che ha tirato la volata a Caleb Ewan. Il giovane australiano, però, è rimbalzato negli ultimi 100 metri quando è uscito di forza André Greipel che ha firmato la sua seconda vittoria in questo Giro, la terza consecutiva per la squadra. Alle sue spalle Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) e Sacha Modolo (Lampre-Merida) a completare il podio in quest’ordine. Quarta piazza per Ewan davanti a Enrico Battaglin (LottoNL-Jumbo) e Matteo Trentin (Etixx-QuickStep).

Con questa vittoria Greipel è salito a quota cinque successi in stagione e ha strappato la maglia rossa a Marcel Kittel diventando il nuovo leader della classifica a punti. In ottica classifica generale, buco di 9” in volata che ha visto coinvolti tra i big Esteban Chaves (Orica-GreenEDGE).

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... i-a-podio/
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Giro d’Italia 2016: tappa e maglia rosa per Brambilla. Valverde e Nibali volano, affonda Dumoulin!

Tre chilometri di salita vera sono bastati a scoprire le carte. Crisi per Tom Dumoulin, difficoltà per Mikel Landa. Il Giro d’Italia non fa sconti, con Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali (ma non solo loro) che si riscattano rispetto a due giorni nel giorno dell’ottava frazione, da Foligno ad Arezzo con la scalata dell’Alpe dei Poti (in gran parte sterrata), vinta da Gianluca Brambilla, scatenato in fuga.

Velocissima la prima ora di corsa: nella prima fase nessuno è riuscito a prendere margine sul resto del gruppo, fino a quando si sono avvantaggiati 13 atleti. Kadri e Montaguti (Ag2r La Mondiale), De Marchi (BMC), Moser (Cannondale), Venter (Dimension Data), Brambilla e Trentin (Etixx-QuickStep), De Bie (Lotto Soudal), Rojas e Sutterlin (Movistar), Berlato (Nippo Fantini), Arndt (Giant-Alpecin) e Tcatevitch (Katusha) sono fuoriusciti da un plotone diviso in 3 tronconi divisi da pochi secondi.

Solo una volta ricompattatosi il gruppo alle loro spalle i fuggitivi sono riusciti a scappare, prendendo un vantaggio prima di 3 e poi di 4′, con la Giant-Alpecin a controllare senza però imbastire un vero e proprio inseguimento. A 50 dal traguardo, addirittura, il gap è arrivato fino a oltre 5′ con le squadre dei big apparse disinteressate al successo parziale.

In vista del primo passaggio sul traguardo di Arezzo, precedente l’Alpe di Poti, il gruppo ha accelerato sotto l’impulso della LottoNL-Jumbo che ha riportato il gap a 3’40” dai fuggitivi. Una volta in salita, i primi a rompere gli indugi sono stati Montaguti e Berlato, ma poco dopo Gianluca Brambilla li ha ripresi e superati per involarsi in solitaria verso la vetta della salita.

In gruppo, non appena i big sono entrati sul tratto in sterrato, ha accelerato Alejandro Valverde (Movistar). Con lui solo Vincenzo Nibali (Astana), Esteban Chaves (Orica-GreenEDGE), Rigoberto Uran (Cannondale), Rafal Majka (Tinkoff), Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) e Ilnur Zakarin (Katusha) che hanno risposto prontamente, mentre sulle loro ruote sono rientrati successivamente altri atleti tra cui Pozzovivo (AG2R) e Fuglsang (Astana). In difficoltà, fin da subito, Mikel Landa (Team Sky) e la maglia rosa Tom Dumoulin (Giant-Alpecin).

Il gruppo di Nibali e Vaverde mano a mano è stato raggiunto da alcuni uomini, ma ancora una volta è stato Valverde ad alzare ancora l’andatura. Sui migliori, nonostante la fase di sbandamento iniziale, è rientrato anche Mikel Landa che però ancora una volta non ha offerto buone sensazioni in vista della lotta per la classifica generale.

In discesa la situazione è rimasta la stessa e Brambilla è arrivato con margine ad Arezzo, togliendosi anche lo sfizio di esultare in tutta tranquillità a braccia alzate. Secondo Montaguti a oltre 1′ di ritardo seguito da Moreno Moser, Jaco Venter e Alessandro De Marchi. Alejandro Valverde ha regolato il gruppo dei migliori a 1’40”, mentre Tom Dumoulin ha pagato oltre 1′ dagli avversari diretti per la classifica generale.

Per Gianluca Brambilla secondo successo stagionale dopo il Trofeo Pollenca ad inizio stagione, contornato anche dalla gioia della maglia rosa e della leadership in classifica generale e da un podio tutto italiano.

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Giro d’Italia 2016: Nibali c’è! La risposta dello Squalo

Non sarà ancora al top, ma Vincenzo Nibali esce rafforzato dall’ottava tappa del Giro d’Italia 2016 con arrivo ad Arezzo. Dopo la delusione di Roccaraso, lo Squalo dello Stretto è tornato solido con i migliori in attesa della cronometro di domani per iniziare a dare il volto giusto alla sua corsa rosa.

Su ogni scatto di Alejandro Valverde, che tra i big è quello che destato le sensazioni migliori, Vincenzo ha sempre risposto senza strafare, contando le pedalate, gestendosi sempre ma senza mai perdere un metro. Una prova e una giornata che potrebbero essere lo spartiacque all’interno del suo Giro, senza che abbia davvero affondato il colpo se non per un’accelerazione in vetta all’Alpe dei Poti utile solamente a tenere alto il ritmo senza l’ambizione di staccare i compagni d’avventura con la maglia rosa di Tom Dumoulin in netta difficoltà.

Se c’erano dei dubbi, Nibali li ha fugati tutti. Questa era forse l’ultima tappa da correre in difesa prima della cronometro di domani (tra i big era stato tra i migliori in assoluto ad Apeldoorn) e il giorno di riposo. Da martedì si potrà passare all’attacco in vista di tappe più impegnative con le Alpi e le Dolomiti sempre più vicino e con una condizione in crescita esponenziale.

Tornato al Giro per vincerlo, ha preso sin da subito in mano le redini della situazione nelle scorse tappe. Oggi ha fatto un passo indietro e ha atteso, saggiamente. I risultati gli danno ragione, con una scalata sempre sulla ruota di Valverde e un Dumoulin che sembra aver alzato definitivamente bandiera bianca sulla possibilità di battersi per la maglia rosa fino a Torino.

Il Giro di Vincenzo Nibali inizia da Arezzo, dove è tornato lo Squalo. Paziente, come un cacciatore, prima di sferrare l’attacco giusto nelle prossime giornate.

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Giro d’Italia 2016, Gianluca Brambilla: “Sono contentissimo, è per la mia famiglia. Grazie a Trentin”

Una giornata fantastica per Gianluca Brambilla: il corridore della Etixx Quick Step, in fuga sin dal mattino, si aggiudica l’ottava tappa del Giro d’Italia, agguantando anche la Maglia Rosa. Andiamo a vedere le sue dichiarazioni alla Rai dopo la gara.

“È fantastico! Sin dall’inizio del Giro avevo deciso di puntare su questa tappa e ce l’ho fatta, anche se ancora non ci credo. Devo ringraziare moltissimo Matteo Trentin perché ha fatto un grandissimo lavoro. Ho cominciato io la fuga ma lui è il corridore che ha fatto la maggior parte del lavoro fino a che non sono partito sulla parte più dura della salita. Sono estasiato. Mi sta andando tutto bene quest’anno. La nascita di mia figlia Asia venti giorni fa mi ha cambiato la vita. È bellissimo. Non ci credo ancora, anche se dall’inizio di stagione sto andando veramente forte. Saranno probabilmente le motivazioni che mi dà la mia ragazza Cristina e la nostra piccola Asia, nata pochi giorni prima della partenza del Giro”.

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Giro d’Italia 2016, Valverde: “Dovevamo provare. Chi vince il Giro? Io”. Landa: “Ci credo ancora”

È uscito bene, benissimo dall’ottava tappa de Giro d’Italia. Un Alejandro Valverde in fiducia, forte e pronto a lottare per il Giro d’Italia. Suo l’attacco che sull’Alpe di Poti ha mandato in difficoltà Tom Dumoulin, si è espresso con queste parole ai microfoni Rai dopo l’arrivo: “Dovevamo provare – ha detto -, per noi questa era buona giornata. Avevo dei compagni in fuga, nel gruppo dei favoriti si sono staccati Dumoulin e Fuglsang, è sempre importante essere davanti perché Tom a cronometro è fortissimo. Io sto bene, la crono mi piace e penso di poterla fare bene. La squadra è stata fenomenale. Chi vince il Giro? Io. A parte gli scherzi, sono tra i favoriti ma ci sono tanti corridori che stanno bene“.

Diverso l’umore di Mikel Landa (Team Sky), staccatosi salvo poi rientrare. E anche nelle sue parole c’è qualche dubbio: “Mi sono staccato poi sono rientrato. ancora non mi trovo come volevo ma siamo con i primi e sono contento. La crono è dura e penso che adesso che non c’è Dumoulin con i favoriti siamo più tranquilli. Vincenzo e Alejandro faranno un’ottima crono. Dobbiamo ancora lottare, sarebbe bellissimo vincere il Giro ma manca tanto“.

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Giro d’Italia 2016: tre ‘fuori tempo massimo’ nell’ottava tappa

Non per tutti, domani, riprenderà il Giro d’Italia. Tre corridori, staccati sin dalle prime fase della Foligno-Arezzo, hanno concluso la tappa ‘fuori tempo massimo’. 55′ di ritardo dal vincitore Gianluca Brambilla per Elia Viviani (Team Sky), Boy Van Poppel (Trek-Segafredo) e Iuri Filosi (Nippo-Vini Fantini). Complici alcuni problemi fisici o una condizione non eccellente, un calvario infinito per tre atleti che hanno comunque voluto terminare la tappa piuttosto che salire in ammiraglia. Un applauso va anche a loro che pur spacciati non hanno voluto mollare.

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Giro d’Italia 2016: domani la cronometro, come ci arrivano i big? Dumoulin vede la rosa

Finalmente ci siamo. Dopo 8 tappe di attesa e di studio, che hanno emesso i primi verdetti pur non definitivi, domani sul Giro d’Italia 2016 si abbatterà la cronometro del Chianti. Quaranta chilometri e cinquecento metri che tutti i big temono, sperando di domare le lancette dell’orologio.

Al comando della classifica generale, dopo la vittoria di oggi, c’è Gianluca Brambilla (Etixx-QuickStep). In passato si è espresso su buoni livelli in prove di questo tipo di gare ma la grande fatica accumulata sull’Alpe di Poti potrebbe farsi sentire sulle colline toscane che ospiteranno la crono. Alle sue spalle, senza clamore, c’è Ilnur Zakarin (Katusha), sempre con i migliori. Buon pedalatore, nelle cronometro mosse può difendersi in maniera egregia ma è difficile capire quale possa essere realmente il suo potenziale.

Sul terzo gradino del podio virtuale Steven Kruijswijk (Etixx-QuickStep) può assolutamente ritenersi soddisfatto del suo Giro fino a questo momento. 12 mesi or sono aveva accumulato molto ritardo nella prima settimana per uscire prepotentemente con il passare delle tappe. Ora, invece, è lì e questa potrebbe essere la sua grande occasione considerando la buona attitudine nelle prove contro il tempo.

Non sarà un fenomeno a spingere rapportoni, ma Alejandro Valverde (Movistar) ha preparato al meglio la corsa rosa. Fino ad ora è sembrato il più brillante dei big e in una cronometro di questo tipo, senza vera pianura, potrebbe veleggiare nelle zone nobili della classifica. Un Giro d’Italia perfetto in vista delle tappe più impegnative: riuscirà a confermarsi e accreditarsi come un serio pretendente alla maglia rosa?

Con 45” di ritardo da Brambilla, e quindi 22 da Zakarin, Vincenzo Nibali (Astana) è al quinto posto in classifica generale pur con le tante perplessità che lo hanno accompagnato negli ultimi giorni. Ad Apeldoorn ha dimostrato di trovarsi bene anche nelle cronometro, questa è ancora più adatta alle sue caratteristiche e in passato ha già sfoderato prestazioni di alto livello, come ad esempio al Giro d’Italia 2013 e al Tour de France 2014. Anche in vista della seconda e della terza settimana questa frazione potrebbe dare importanti indicazioni su quale sia realmente lo stato di forma di Nibali in un genere di sforzo in cui non servono i cambi di ritmo che negli ultimi giorni sembrano averlo leggermente penalizzato.

Alle sue spalle giornata fondamentale per il colombiano Esteban Chaves (Orica-GreeEDGE), che proverà a limitare i danni nonostante fino ad ora sia sembrato tra i più in palla. La sua conformazione fisica, adattissima per la salita, dovrebbe penalizzarlo a crono e le sue possibilità di lottare per il podio passeranno anche dalle terre del Chianti. Chi può recuperare e confermare quanto di buono fatto fino ad ora è Rigoberto Uran (Cannondale), che nonostante sia arrivato senza i favori del pronostico in Olanda si è fatto strada giorno dopo giorno nel borsino dei favoriti. Ora può fare un gran salto in avanti e l’esperienza accumulata negli scorsi anni lo proietta tra i nomi più interessanti in vista della seconda metà del Giro. Dovrà difendersi Rafal Majka (Tinkoff) per poi provare a scatenarsi sulle montagne, mentre Domenico Pozzovivo (AG2R) ha la possibilità recuperare qualche posizione anche se oggi ha faticato a tenere la ruota dei migliori.

Chiudono la classifica dei big Mikel Landa (Team Sky) e Tom Dumoulin (Giant-Alpecin), in difficoltà oggi. Il primo è riuscito a salvarsi ma in prospettiva cronometro potrebbe perdere anche un paio di minuti da Nibali e Valverde, in particolar modo perché non sembra supportato dalla giusta condizione di forma. Dumoulin ha perso oltre un minuto e la maglia di leader, ma se non dovesse pagare la fatica potrebbe tornare a guardare tutti dall’alto. Certo, se son bastati 3 chilometri per mandarlo gambe all’aria difficilmente riuscirà a difendersi sulle Alpi ma per ora può rimanere con i migliori e non sarebbe una sorpresa vederlo nuovamente vestito di rosa nel giorno di riposo.

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Giro d’Italia 2016: Gianluca Brambilla, quella vittoria tanto attesa

Il 2016 di Gianluca Brambilla è già da incorniciare. La vittoria ottenuta oggi al Giro d’Italia è solamente la cilieina sulla torta di una prima parte di stagione speciale sia dal punto di vista sportivo che personale.

Che fosse nata sotto una buona stella lo si poteva capire dal successo all’esordio al Trofeo Pollenca. Una maturità nuova per un corridore più solido e che si apprestava a diventare padre. Tutto, però, sembra essere cambiato alla Strade Bianche. La conferma in una corsa che deve essere annoverata tra le più spettacolari e prestigiose del calendario internazionale. Un terzo posto alle spalle di Fabian Cancellara e del suo compagno Zdenek Stybar, per il quale si è sacrificato.

Il 23 aprile è cambiata la sua vita, sportiva e non. È nata la piccola Asia, sua figlia,cui è stata dedicata anche la vittoria di oggi.

Ora che è diventato grande e che sembra aver trovato il suo posto nel mondo, la top 10 al Giro non solo sembra possibile ma anche molto più concreta data la maglia rosa sulle spalle. Un sogno che si avvera, nato dalla fatica e da tante giornate passate a lavorare per gli altri, un corridore senza i gradi di fenomeno che però ha saputo ritagliarsi una giornata oltre i confini del semplice risultato sportivo.

Adesso tutto quello che viene sarà oro colato, il Giro d’Italia di Gianluca Brambilla così come il 2016 possono essere archiviati come perfetti. Ma è proprio in queste situazioni che i sogni, per quanto possano sembrare assurdi, si possono trasformare in realtà.

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Giro d’Italia 2016, Kittel lascia: “Ho bisogno di riposo”

È durata otto tappe la seconda apparizione della carriera di Marcel Kittel al Giro d’Italia, abbastanza per fargli vincere due tappe (la seconda e la terza). Per il resto difficoltà e sfortuna per il velocista tedesco della Etixx-QuickStep, che ha alzato bandiera bianca dopo la tappa di Arezzo: “Sono molto triste di lasciare il Giro – si legge sul sito ufficiale della squadra – . Mi piace molto l’atmosfera che ho trovato in Italia e amo il supporto dei tifosi italiani ma sento di aver bisogno di riposo dopo una lunga prima parte di una stagione che sarà ancora più lunga del normale visto che ci saranno i Mondiali in Qatar. Non è un’opportunità che capita ogni anno per i velocisti. Il Giro è stata una corsa molto dura fino ad ora anche nelle tappe etichettate per velocisti. Oltre i miei compagni e lo staff dell’Etixx-QuickStep voglio ringraziare gli organizzatori e i tifosi per aver reso grande questa corsa e voglio dire già ora che voglio tornare in futuro per centrare l’obiettivo di vincere una tappa sul suolo italiano, che ancora mi manca“.

Rispetto alla prima apparizione, comunque, un bel passo avanti: nell’ultima occasione Kittel era riuscito a resistere per sole 3 frazioni.

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