Appassionati di Ciclismo
Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Nibali-Valverde: una Santa Alleanza per far saltare Kruijswijk?
A sei tappe dal termine del Giro d’Italia 2016, l’olandese Steven Kruijswijk si trova in una posizione impensabile lo scorso 6 maggio. Il capitano della Lotto NL – Jumbo puntava ad un piazzamento a ridosso del podio, non di certo a trovarsi in maglia rosa dopo la scalata dell’Alpe di Siusi. Il cospicuo vantaggio sui rivali, a questo punto, fa del quasi 29enne il grande favorito per la conquista del ‘trofeo senza fine’. Il ciclismo, tuttavia, ci insegna come i grandi ribaltoni siano sempre in agguato.
L’ultima settimana potrebbe rivelarsi una vera e propria partita a scacchi. Il Kruijswijk visto fino ad ora è apparso una spanna sopra gli altri per sicurezza e regolarità. Attendersi un suo crollo improvviso potrebbe rivelarsi una mossa fallimentare: l’olandese lo scorso anno disputò un’ottima parte finale del Giro d’Italia vinto da Alberto Contador, agguantando una positiva settima piazza. Per staccarlo e guadagnare (tanto) terreno, dunque, bisognerà inventarsi qualcosa. E magari allearsi…
Vincenzo Nibali ed Alejandro Valverde hanno lasciato intendere che una ‘Santa Alleanza’ potrebbe effettivamente nascere. Entrambi, d’altronde, si trovano in una situazione simile: condizione di forma non ottimale ed un distacco elevato dalla vetta (rispettivamente 2’51” e 3’29”). Per palmares e storia, parliamo di due corridori che non possono accontentarsi di un podio. Proveranno a giocare d’astuzia, a costo di perdere tutto.
L’italiano (Astana) e lo spagnolo (Movistar) possono inoltre contare sulle due migliori squadre della corsa rosa, al contrario della debole Lotto di Kruijswijk. Una chiave tattica, soprattutto nei tapponi alpini di venerdì e sabato (ma attenzione anche all’ostica frazione di domani), potrebbe essere quella di isolare il prima possibile l’olandese, cercando di forzare il ritmo con i gregari sin dalle battute iniziali. Una volta rimasta sola, la maglia rosa andrebbe attaccata, anche a tanti chilometri dal traguardo. Kruijswijk sarà costretto sempre a rispondere in prima persona: nessuno gli darà un cambio. Ecco dunque che l’olandese, mai trovatosi a dover gestire una situazione di questo genere, potrebbe vedersi costretto a dover rincorrere a turno i vari Chaves, Nibali, Valverde, ma anche Majka e Zakarin, rischiando di sperperare energie preziose e, magari, andare in crisi.
La parola d’ordine, chiaramente, sarà provarci da lontano, senza attendere l’ultima salita. Una Santa Alleanza per ribaltare un Giro compromesso. Senza dimenticare che qualsiasi tattica si rivelerà vana senza il necessario apporto delle gambe.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... ruijswijk/
A sei tappe dal termine del Giro d’Italia 2016, l’olandese Steven Kruijswijk si trova in una posizione impensabile lo scorso 6 maggio. Il capitano della Lotto NL – Jumbo puntava ad un piazzamento a ridosso del podio, non di certo a trovarsi in maglia rosa dopo la scalata dell’Alpe di Siusi. Il cospicuo vantaggio sui rivali, a questo punto, fa del quasi 29enne il grande favorito per la conquista del ‘trofeo senza fine’. Il ciclismo, tuttavia, ci insegna come i grandi ribaltoni siano sempre in agguato.
L’ultima settimana potrebbe rivelarsi una vera e propria partita a scacchi. Il Kruijswijk visto fino ad ora è apparso una spanna sopra gli altri per sicurezza e regolarità. Attendersi un suo crollo improvviso potrebbe rivelarsi una mossa fallimentare: l’olandese lo scorso anno disputò un’ottima parte finale del Giro d’Italia vinto da Alberto Contador, agguantando una positiva settima piazza. Per staccarlo e guadagnare (tanto) terreno, dunque, bisognerà inventarsi qualcosa. E magari allearsi…
Vincenzo Nibali ed Alejandro Valverde hanno lasciato intendere che una ‘Santa Alleanza’ potrebbe effettivamente nascere. Entrambi, d’altronde, si trovano in una situazione simile: condizione di forma non ottimale ed un distacco elevato dalla vetta (rispettivamente 2’51” e 3’29”). Per palmares e storia, parliamo di due corridori che non possono accontentarsi di un podio. Proveranno a giocare d’astuzia, a costo di perdere tutto.
L’italiano (Astana) e lo spagnolo (Movistar) possono inoltre contare sulle due migliori squadre della corsa rosa, al contrario della debole Lotto di Kruijswijk. Una chiave tattica, soprattutto nei tapponi alpini di venerdì e sabato (ma attenzione anche all’ostica frazione di domani), potrebbe essere quella di isolare il prima possibile l’olandese, cercando di forzare il ritmo con i gregari sin dalle battute iniziali. Una volta rimasta sola, la maglia rosa andrebbe attaccata, anche a tanti chilometri dal traguardo. Kruijswijk sarà costretto sempre a rispondere in prima persona: nessuno gli darà un cambio. Ecco dunque che l’olandese, mai trovatosi a dover gestire una situazione di questo genere, potrebbe vedersi costretto a dover rincorrere a turno i vari Chaves, Nibali, Valverde, ma anche Majka e Zakarin, rischiando di sperperare energie preziose e, magari, andare in crisi.
La parola d’ordine, chiaramente, sarà provarci da lontano, senza attendere l’ultima salita. Una Santa Alleanza per ribaltare un Giro compromesso. Senza dimenticare che qualsiasi tattica si rivelerà vana senza il necessario apporto delle gambe.
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Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
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Re: Appassionati di Ciclismo
Esteban Chaves: il sorriso che ha stregato il Giro d’Italia. E adesso può vincere
Fa quasi notizia vedere Esteban Chaves in seconda posizione all’inizio dell’ultima settimana di Giro d’Italia. E fa notizia perché fino ad ora è sembrato essere tra i più forti, se non il più forte, in tutte le salite affrontate.
Nelle prime quindici tappe il colombiano dell’Orica-GreenEDGE non ha mai perso una pedalata. Il ritardo accumulato fino ad ora è cresciuto nelle due prove a cronometro, esercizio nel quale, nonostante possa limare diversi difetti, pagherà sempre dazio rispetto ad altri corridori a causa della sua corporatura. Ad inizio Giro, oltre le già citate crono, i due grandi punti interrogativi su Chaves riguardavano la tenuta nei tapponi classici del Giro e la tenuta nella terza settimana: superato agilmente il primo ostacolo con la vittoria a Crovara (210 chilometri e oltre 5000 metri di dislivello) ora deve fugare anche la seconda perplessità.
Difficile, se non impossibile, dire come reagirà il suo fisico. Non si è mai trovato in una situazione di questo tipo, a giocarsi la maglia rosa in una corsa estenuante sin dalle prime giornate in Olanda e che sta sfociando in una lotta senza esclusione di colpi sulle Alpi fino a Torino. Da qui a domenica i valori in campo potrebbero cambiare e le crisi, per lui come per gli avversari, sono dietro l’angolo.
Lo sviluppo tattico della gara potrebbe giocare a suo favore, in quanto Steven Kruijswuijk sarà chiamato a gestire la corsa con una squadra (la LottoNL-Jumbo) sulla carta inadatta a scortarlo fino a Torino. Solo negli ultimi giorni ha trovato un buon punto d’appoggio in Enrico Battaglin ma se l’Astana e la Movistar dovessero provare ad attaccare da lontano, anche solo alzando il ritmo, potrebbe lasciare da solo il proprio capitano.
Sfruttando questa situazione e provando a giocare le proprie carte in maniera astuta, Chaves potrebbe godersi quasi da spettatore il duello tra Kruijswijk, Nibali e Valverde che per un motivo o per l’altro saranno chiamati ad attaccare o difendersi in prima persona. Il colombiano potrebbe così risparmiare energie utili per eventuali stoccate negli ultimi 5 chilometri della tappa. Attacchi che trovano un senso se il colombiano dovesse riuscire ad arrivare più fresco degli altri nelle fasi finali di corsa per andare a guadagnare 20, 30 o 40 secondi ogni giorno per diminuire il distacco dalla maglia rosa prima della resa dei conti finale nella frazione con arrivo a Sant’Anna di Vinadio.
Fino ad ora il suo Giro è stato perfetto e anche nella cronoscalata ha destato ottime sensazioni staccando un tempo addirittura migliore di Kruijswijk nella seconda parte della salita. Da qui a vincere, e sfoggiare il sorriso che sta conquistando tutto il mondo del ciclismo anche a Torino, la strada è lunga ma Esteban Chaves è ormai pronto compiere il definitivo salto di qualità.
http://www.oasport.it/2016/05/esteban-c ... o-vincere/
Fa quasi notizia vedere Esteban Chaves in seconda posizione all’inizio dell’ultima settimana di Giro d’Italia. E fa notizia perché fino ad ora è sembrato essere tra i più forti, se non il più forte, in tutte le salite affrontate.
Nelle prime quindici tappe il colombiano dell’Orica-GreenEDGE non ha mai perso una pedalata. Il ritardo accumulato fino ad ora è cresciuto nelle due prove a cronometro, esercizio nel quale, nonostante possa limare diversi difetti, pagherà sempre dazio rispetto ad altri corridori a causa della sua corporatura. Ad inizio Giro, oltre le già citate crono, i due grandi punti interrogativi su Chaves riguardavano la tenuta nei tapponi classici del Giro e la tenuta nella terza settimana: superato agilmente il primo ostacolo con la vittoria a Crovara (210 chilometri e oltre 5000 metri di dislivello) ora deve fugare anche la seconda perplessità.
Difficile, se non impossibile, dire come reagirà il suo fisico. Non si è mai trovato in una situazione di questo tipo, a giocarsi la maglia rosa in una corsa estenuante sin dalle prime giornate in Olanda e che sta sfociando in una lotta senza esclusione di colpi sulle Alpi fino a Torino. Da qui a domenica i valori in campo potrebbero cambiare e le crisi, per lui come per gli avversari, sono dietro l’angolo.
Lo sviluppo tattico della gara potrebbe giocare a suo favore, in quanto Steven Kruijswuijk sarà chiamato a gestire la corsa con una squadra (la LottoNL-Jumbo) sulla carta inadatta a scortarlo fino a Torino. Solo negli ultimi giorni ha trovato un buon punto d’appoggio in Enrico Battaglin ma se l’Astana e la Movistar dovessero provare ad attaccare da lontano, anche solo alzando il ritmo, potrebbe lasciare da solo il proprio capitano.
Sfruttando questa situazione e provando a giocare le proprie carte in maniera astuta, Chaves potrebbe godersi quasi da spettatore il duello tra Kruijswijk, Nibali e Valverde che per un motivo o per l’altro saranno chiamati ad attaccare o difendersi in prima persona. Il colombiano potrebbe così risparmiare energie utili per eventuali stoccate negli ultimi 5 chilometri della tappa. Attacchi che trovano un senso se il colombiano dovesse riuscire ad arrivare più fresco degli altri nelle fasi finali di corsa per andare a guadagnare 20, 30 o 40 secondi ogni giorno per diminuire il distacco dalla maglia rosa prima della resa dei conti finale nella frazione con arrivo a Sant’Anna di Vinadio.
Fino ad ora il suo Giro è stato perfetto e anche nella cronoscalata ha destato ottime sensazioni staccando un tempo addirittura migliore di Kruijswijk nella seconda parte della salita. Da qui a vincere, e sfoggiare il sorriso che sta conquistando tutto il mondo del ciclismo anche a Torino, la strada è lunga ma Esteban Chaves è ormai pronto compiere il definitivo salto di qualità.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Valverde trionfa ad Andalo, Kruijswijk padrone. Nibali alla deriva
Doveva essere il giorno del riscatto e della rivincita, dei capovolgimenti in classifica. La 16esima tappa del Giro d’Italia 2016, 132 da Bressanone ad Andalo, ci ha consegnato invece una classifica ancora più cristallizzata di quanto non fosse dopo la cronoscalata di domenica. Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali hanno provato a far saltare Kruijswijk, mettendolo anche in difficoltà per poche centinaia di metri. Nel finale, invece, l’olandese ha confermato più che mai di essere il più solido del Giro numero 99, mentre Nibali è scivolato a quasi 5′ di distacco in classifica generale.
Partenza in discesa e ritmo prossimo ai 60 chilometri all’ora di media nella prima fase da Bressanone a Bolzano: nessuno è riuscito a pescare la fuga giusta anche a causa del lavoro del gruppo che non ha lasciato spazio. Il plotone, già allungato, è arrivato a tutta velocità sulla salita della Mendola, un seconda categoria che ha fatto male a molti. Sin da subito attacchi da parte dei big della classifica generale, in particolar modo con uno scatenato Ilnur Zakarin (Katusha) ma non si sono risparmiati anche Vincenzo Nibali (Astana), protagonista di un problemino meccanico, Alejandro Valverde (Movistar) e la maglia rosa Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) che per tutta l’ascesa ha seguito gli attacchi di tutti in un atteggiamento forse spregiudicato. Sempre nascosto, Esteban Chaves (orica-GreenEDGE) non si è mai fatto vedere davanti ed è rimasto escluso da un tentativo nato da un attacco di Nibali verso la cima della salita, pagando una trentina di secondi di distacco lungo la discesa verso Cles e la salita del Fai della Paganella.
In testa, fuoriusciti dal gruppo in momenti diversi, sono rimasti Lopez Garcia (Sky), Sergey Firsanov (Gazprom-Rusvelo), Bob Jungels (Etixx-QuikStep), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Tanel Kangert (Astana), Joe Dombrowski (Cannondale), Nibali, Kruijswijk, Valverde e Zakarin.
In discesa i leader della corsa e il gruppo degli inseguitori si sono mantenuti sempre tra i 30 e i 40 secondi di distacco, con l’Orica-GreenEDGE a lavorare per lunghi tratti e supportata dalla Cannondale solo dopo che Dombrowski aveva perso contatto dai migliori. Una volta iniziata la salita del Fai della Paganella lo stesso Chaves, in progressione, ha provato a riportarsi sul gruppo dei migliori andando ad effettuare una vera e propria cronoscalata in rimonta nonostante abbia faticato a chiudere sul gruppetto della maglia rosa.
Tra i big sin dalle rime schermaglia Kruijswijk e Valverde hanno dimostrato di avere qualcosa in più rispetto a Nibali e quando lo spagnolo ha attaccato a 7 chilometri dalla vetta è stato proprio l’olandese a riportarsi alla sua ruota, mentre Nibali è stato costretto a sedersi e procedere con il suo passo. Staccato e ripreso dagli ex compagni d’avventura è stato riassorbito anche da Chaves seguito da Pozzovivo (AG2R) e Majka (Tinkoff). Bravo, ancora una volta, uno Zakarin che si è riportato sulla coppia di testa e dando i cambi per provare a scalare qualche posizione in classifica generale. Sul finale della salita Chaves e Nibali hanno provato ad alzare nuovamente il ritmo, riportandosi a soli 20” dal gruppetto della maglia rosa ma senza mai avvicinarsi in maniera definitiva. In vetta, su uno strappo al 15%, Nibali ha perso ancora una volta contatto mentre Chaves, davanti a lui, è transitato con 25” di distacco con Majka, Jungels, Ulissi, Lopez Garcia e Firsanov.
I distacchi sono allargati sul falsopiano finale con Kruijswijk, Valverde e Zakarin che sono arrivati a giocarsi il successo in volata. Lo spagnolo della Movistar ha preceduto un mai domo Kruijswijk, con Zakarin terzo dopo aver volato l’ultimo chilometro in testa al gruppetto ha perso 8” solo allo sprint. Diego Ulissi ha vinto la volata dei battuti davanti a Jungels, staccato di 37 secondi con Chaves a 42 preceduto anche da Lopez e Firsanov. Nona piazza per Majka, intercalato, mentre Pozzovivo ha chiuso davanti a Nibali con un ritardo di 1’47” dalla prima piazza.
Per Valverde, finalmente, è arrivata la prima vittoria in questo Giro d’Italia e il secondo successo della carriera in territorio italiano (precedentemente si era imposto solo alla Roma Maxima nel 2014). Giornata importantissima per Kruijswijk che ha scavato ulteriore distacco tra sé e il più immediato inseguitore nella generale, chiudendo al secondo posto per il terzo giorno consecutivo, tra l’altro nelle tre tappe che fino ad ora hanno maggiormente dato forma alla classifica. Chaves dista 3′, Valverde 3’23” mentre Nibali quarto paga 4’43” di distacco con soli 7” da difendere su Zakarin, oggi molto brillante.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... la-deriva/
Doveva essere il giorno del riscatto e della rivincita, dei capovolgimenti in classifica. La 16esima tappa del Giro d’Italia 2016, 132 da Bressanone ad Andalo, ci ha consegnato invece una classifica ancora più cristallizzata di quanto non fosse dopo la cronoscalata di domenica. Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali hanno provato a far saltare Kruijswijk, mettendolo anche in difficoltà per poche centinaia di metri. Nel finale, invece, l’olandese ha confermato più che mai di essere il più solido del Giro numero 99, mentre Nibali è scivolato a quasi 5′ di distacco in classifica generale.
Partenza in discesa e ritmo prossimo ai 60 chilometri all’ora di media nella prima fase da Bressanone a Bolzano: nessuno è riuscito a pescare la fuga giusta anche a causa del lavoro del gruppo che non ha lasciato spazio. Il plotone, già allungato, è arrivato a tutta velocità sulla salita della Mendola, un seconda categoria che ha fatto male a molti. Sin da subito attacchi da parte dei big della classifica generale, in particolar modo con uno scatenato Ilnur Zakarin (Katusha) ma non si sono risparmiati anche Vincenzo Nibali (Astana), protagonista di un problemino meccanico, Alejandro Valverde (Movistar) e la maglia rosa Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) che per tutta l’ascesa ha seguito gli attacchi di tutti in un atteggiamento forse spregiudicato. Sempre nascosto, Esteban Chaves (orica-GreenEDGE) non si è mai fatto vedere davanti ed è rimasto escluso da un tentativo nato da un attacco di Nibali verso la cima della salita, pagando una trentina di secondi di distacco lungo la discesa verso Cles e la salita del Fai della Paganella.
In testa, fuoriusciti dal gruppo in momenti diversi, sono rimasti Lopez Garcia (Sky), Sergey Firsanov (Gazprom-Rusvelo), Bob Jungels (Etixx-QuikStep), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Tanel Kangert (Astana), Joe Dombrowski (Cannondale), Nibali, Kruijswijk, Valverde e Zakarin.
In discesa i leader della corsa e il gruppo degli inseguitori si sono mantenuti sempre tra i 30 e i 40 secondi di distacco, con l’Orica-GreenEDGE a lavorare per lunghi tratti e supportata dalla Cannondale solo dopo che Dombrowski aveva perso contatto dai migliori. Una volta iniziata la salita del Fai della Paganella lo stesso Chaves, in progressione, ha provato a riportarsi sul gruppo dei migliori andando ad effettuare una vera e propria cronoscalata in rimonta nonostante abbia faticato a chiudere sul gruppetto della maglia rosa.
Tra i big sin dalle rime schermaglia Kruijswijk e Valverde hanno dimostrato di avere qualcosa in più rispetto a Nibali e quando lo spagnolo ha attaccato a 7 chilometri dalla vetta è stato proprio l’olandese a riportarsi alla sua ruota, mentre Nibali è stato costretto a sedersi e procedere con il suo passo. Staccato e ripreso dagli ex compagni d’avventura è stato riassorbito anche da Chaves seguito da Pozzovivo (AG2R) e Majka (Tinkoff). Bravo, ancora una volta, uno Zakarin che si è riportato sulla coppia di testa e dando i cambi per provare a scalare qualche posizione in classifica generale. Sul finale della salita Chaves e Nibali hanno provato ad alzare nuovamente il ritmo, riportandosi a soli 20” dal gruppetto della maglia rosa ma senza mai avvicinarsi in maniera definitiva. In vetta, su uno strappo al 15%, Nibali ha perso ancora una volta contatto mentre Chaves, davanti a lui, è transitato con 25” di distacco con Majka, Jungels, Ulissi, Lopez Garcia e Firsanov.
I distacchi sono allargati sul falsopiano finale con Kruijswijk, Valverde e Zakarin che sono arrivati a giocarsi il successo in volata. Lo spagnolo della Movistar ha preceduto un mai domo Kruijswijk, con Zakarin terzo dopo aver volato l’ultimo chilometro in testa al gruppetto ha perso 8” solo allo sprint. Diego Ulissi ha vinto la volata dei battuti davanti a Jungels, staccato di 37 secondi con Chaves a 42 preceduto anche da Lopez e Firsanov. Nona piazza per Majka, intercalato, mentre Pozzovivo ha chiuso davanti a Nibali con un ritardo di 1’47” dalla prima piazza.
Per Valverde, finalmente, è arrivata la prima vittoria in questo Giro d’Italia e il secondo successo della carriera in territorio italiano (precedentemente si era imposto solo alla Roma Maxima nel 2014). Giornata importantissima per Kruijswijk che ha scavato ulteriore distacco tra sé e il più immediato inseguitore nella generale, chiudendo al secondo posto per il terzo giorno consecutivo, tra l’altro nelle tre tappe che fino ad ora hanno maggiormente dato forma alla classifica. Chaves dista 3′, Valverde 3’23” mentre Nibali quarto paga 4’43” di distacco con soli 7” da difendere su Zakarin, oggi molto brillante.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Valverde: “Siamo partiti con l’obiettivo di vincere la tappa. Ora puntiamo al podio”
Ultima tappa dolomitica che coincide con la prima affermazione in carriera al Giro d’Italia per Alejandro Valverde. Lo spagnolo della Movistar ha saputo cogliere l’attimo giusto, restando nel terzetto che ha dominato sulle rampe del Fai della Paganella ed aggiudicandosi comodamente lo sprint finale. Iberico ovviamente entusiasta, queste le sue parole: “E’ stata una vittoria incredibile, oggi siamo partiti con la mentalità ed il desiderio di vincere. Dedico la vittoria alla mia squadra che ha lavorato benissimo. Sono riuscito anche a recuperare terreno nella generale, ma oggi l’obiettivo era vincere la mia prima tappa. Sono venuto in Italia con due obiettivi: una tappa ed il podio finale. Uno l’abbiamo già portato a casa”.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -al-podio/
Ultima tappa dolomitica che coincide con la prima affermazione in carriera al Giro d’Italia per Alejandro Valverde. Lo spagnolo della Movistar ha saputo cogliere l’attimo giusto, restando nel terzetto che ha dominato sulle rampe del Fai della Paganella ed aggiudicandosi comodamente lo sprint finale. Iberico ovviamente entusiasta, queste le sue parole: “E’ stata una vittoria incredibile, oggi siamo partiti con la mentalità ed il desiderio di vincere. Dedico la vittoria alla mia squadra che ha lavorato benissimo. Sono riuscito anche a recuperare terreno nella generale, ma oggi l’obiettivo era vincere la mia prima tappa. Sono venuto in Italia con due obiettivi: una tappa ed il podio finale. Uno l’abbiamo già portato a casa”.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Paolo Slongo, preparatore Nibali: “Se Vincenzo non sta bene, andare avanti sarebbe un danno”
Terza battuta d’arresto consecutiva per Vincenzo Nibali e dubbi sulla condizione fisica e sull’avvicinamento a questo Giro d’Italia che aumentano. Il siciliano anche quest’oggi non ha saputo tenere le ruote dei migliori, perdendo vitale terreno in classifica generale. Paolo Slongo, preparatore atletico dello Squalo, prova ad individuare una motivazione: “Ormai è il terzo giorno che paghiamo, c’è qualcosa che non va e dobbiamo scoprire cosa. Faremo le analisi giuste, anche perchè fino a qualche tappa fa non andava così male. Ritiro? Vincenzo ha sempre onorato la corsa, ma se fisicamente non sta bene sarebbe controproducente continuare. In ogni caso ora ci sono due tappe non così difficile quindi si potranno recuperare energie”..
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -un-danno/
Terza battuta d’arresto consecutiva per Vincenzo Nibali e dubbi sulla condizione fisica e sull’avvicinamento a questo Giro d’Italia che aumentano. Il siciliano anche quest’oggi non ha saputo tenere le ruote dei migliori, perdendo vitale terreno in classifica generale. Paolo Slongo, preparatore atletico dello Squalo, prova ad individuare una motivazione: “Ormai è il terzo giorno che paghiamo, c’è qualcosa che non va e dobbiamo scoprire cosa. Faremo le analisi giuste, anche perchè fino a qualche tappa fa non andava così male. Ritiro? Vincenzo ha sempre onorato la corsa, ma se fisicamente non sta bene sarebbe controproducente continuare. In ogni caso ora ci sono due tappe non così difficile quindi si potranno recuperare energie”..
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Steven Kruijswijk: “Il Giro non è ancora finito, ci sono tappe dure da affrontare”
Il padrone del Giro d’Italia 2016 si chiama Steven Kruijswijk. L’olandese ha corso con autorità anche nell’ultima tappa dolomitica, guadagnando preziosi secondi su molti dei suoi avversari diretti. Le insidie però non sono di certo terminate, Steven ne è consapevole: “Altra ottima giornata. Tappa dura fin dall’inizio. E’ andata bene e sono contento di aver guadagnato altro terreno. Sono arrivato secondo al traguardo ma Valverde nel finale è sempre velocissimo. Il Giro non è ancora chiuso, ci sono ancora cinque tappe dure. Oggi non pensavo fosse così difficile. Lasciato solo dal mio team? La mia squadra non credo sia il mio punto debole perchè alla fine anche Valverde e Nibali non avevano compagni”.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... ffrontare/
Il padrone del Giro d’Italia 2016 si chiama Steven Kruijswijk. L’olandese ha corso con autorità anche nell’ultima tappa dolomitica, guadagnando preziosi secondi su molti dei suoi avversari diretti. Le insidie però non sono di certo terminate, Steven ne è consapevole: “Altra ottima giornata. Tappa dura fin dall’inizio. E’ andata bene e sono contento di aver guadagnato altro terreno. Sono arrivato secondo al traguardo ma Valverde nel finale è sempre velocissimo. Il Giro non è ancora chiuso, ci sono ancora cinque tappe dure. Oggi non pensavo fosse così difficile. Lasciato solo dal mio team? La mia squadra non credo sia il mio punto debole perchè alla fine anche Valverde e Nibali non avevano compagni”.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... ffrontare/
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vincenzo Nibali: “Non mi ritiro, voglio onorare la corsa. Però non mi riconosco…”
Vincenzo Nibali è amareggiato. Anche la tappa odierna del Giro d’Italia ha visto il siciliano faticare ed uscire virtualmente dalla zona podio (clicca qui per la classifica).
Da più parti si è cominciato a vociferare di un’ipotesi ritiro. Lo stesso preparatore, Paolo Slongo, ha dichiarato che “se Vincenzo non sta bene, proseguire sarebbe un danno“. Lo Squalo, tuttavia, allontana l’ipotesi di abbandono: “Non è ipotizzabile il ritiro, voglio onorare la corsa“.
Il capitano dell’Astana fatica a riconoscersi: “Non sono io…All’inizio mi sentivo bene, ma poi non so cosa sia. Stavo bene, reggo, resisto, ma non so darmi una spiegazione. Non capisco le mie sensazioni. Sono convinto di star bene, ma quando gli altri scattano non riesco a reagire“.
Giuseppe Martinelli, ds dell’Astana, annuncia una visita medica: “Se lui si sentisse male, capiremmo qualcosa di più. Ora vediamo cosa dice il medico. Oggi ci abbiamo provato, ma non è andata“.
http://www.oasport.it/2016/05/vincenzo- ... riconosco/
Vincenzo Nibali è amareggiato. Anche la tappa odierna del Giro d’Italia ha visto il siciliano faticare ed uscire virtualmente dalla zona podio (clicca qui per la classifica).
Da più parti si è cominciato a vociferare di un’ipotesi ritiro. Lo stesso preparatore, Paolo Slongo, ha dichiarato che “se Vincenzo non sta bene, proseguire sarebbe un danno“. Lo Squalo, tuttavia, allontana l’ipotesi di abbandono: “Non è ipotizzabile il ritiro, voglio onorare la corsa“.
Il capitano dell’Astana fatica a riconoscersi: “Non sono io…All’inizio mi sentivo bene, ma poi non so cosa sia. Stavo bene, reggo, resisto, ma non so darmi una spiegazione. Non capisco le mie sensazioni. Sono convinto di star bene, ma quando gli altri scattano non riesco a reagire“.
Giuseppe Martinelli, ds dell’Astana, annuncia una visita medica: “Se lui si sentisse male, capiremmo qualcosa di più. Ora vediamo cosa dice il medico. Oggi ci abbiamo provato, ma non è andata“.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Nibali, crollo verticale. Ci prova ma desiste, anche Rio adesso è in dubbio
Per l’ennesima volta in questo Giro d’Italia, purtroppo, ci troviamo costretti a parlare di una nuova controprestazione di Vincenzo Nibali, grande favorito della vigilia e speranza italiana di riportare nello Stivale il Trofeo senza fine che manca dal 2013, quando ad imporsi fu proprio il siciliano.
Già attardato in classifica dopo la debacle nella cronoscalata dell’Alpe di Siusi, il Nibali di oggi, nella Bressanone-Andalo, sembrava aver ritrovato il giusto colpo di pedale. Sul Passo della Mendola, prima salita di giornata, aveva acceso la miccia assieme a Valverde e Zakarin, arrivando quasi a mettere in difficoltà la maglia rosa Steven Kruijswijk in vista del Gpm. Da lì in avanti, però, si è spenta la luce, in particolare sul Fai della Paganella. Pendenze costante all’8% ma il Nibali baldanzoso di solo un’ora prima ha lasciato il posto a quello imballato e incapace di rispondere agli avversari cui ormai ci siamo abituati.
Quando Valverde è partito, lo Squalo ha provato a tenere il passo ma dopo pochi metri è stato costretto a proseguire con un ritmo inferiore, totalmente avulso dalle dinamiche di corsa. Cambio di ritmo, si dirà, ma la sensazione non è solamente questa bensì che Nibali faccia semplicemente fatica a tenere ritmi alti, ad andare a produrre quello sforzo fuorisoglia necessario per tenere il passo dei migliori e provare eventualmente a staccarli. Anche sull’ultimo strappo della salita Nibali ha perso contatto da corridore due, tre o anche quattro gradini inferiori alle sue potenzialità. Da lì in avanti, abbandonato al proprio destino, è letteralmente naufragato perdendo oltre un minuto in pochi chilometri per arrivare alla conclusione 1’47” dopo Valverde.
Di una possibile preparazione sbagliata ne abbiamo già parlato, nostalgici di un Nibali arrembante da gennaio ad ottobre, mentre nelle ultime tre stagioni ha preferito concentrare la preparazione su pochi obiettivi (e presentandosi comunque con una condizione approssimativa anche con questo metodo). Adesso il dubbio che è sorto anche in seno all’Astana è stato quello di un malessere che ha colpito lo Squalo, che nei prossimi giorni si sottoporrà a tutti gli esami del caso. In effetti il siciliano, nonostante non abbia mai rubato l’occhio sin dalle tappe in Olanda, ha subito un brusco ridimensionamento nelle prestazioni negli ultimi tre giorni, proprio quando doveva fare il salto di qualità per andare a conquistare la maglia rosa.
Da qui in avanti il Giro di Nibali, a meno che trovi insperate forze per rispondere agli avversari, sembra avere poco da dire con vittoria finale e podio ormai lontanissimi per quanto emerso negli ultimi due giorni. Anche una vittoria di tappa sembra difficile da cogliere perché in fondo ha solo 5′ di distacco in classifica e difficilmente gli consentiranno di entrare in fuga e nello scontro diretto con gli altri big non ha mostrato di avere armi per difendersi e controbattere. Per ora sembra scongiurato il rischio di un ritiro prematuro, ma l’ipotesi potrebbe anche ripresentarsi nei prossimi giorni.
Da questo Giro d’Italia rischiano di uscire ridimensionate anche le ambizioni del vincitore del Tour 2014 per il resto della stagione. Il linea teorica dovrebbe presentarsi al via della Grande Boucle in supporto di Fabio Aru, ma se non dovesse riuscire a metabolizzare le tante fatiche della corsa rosa la sua ingombrante presenza potrebbe risultare controproducente per il sardo. A rischio anche le Olimpiadi di Rio 2016: come sottolineato dal CT Davide Cassani, Nibali è sempre stato al centro del progetto a Cinque Cerchi ma con queste prestazioni la maglia azzurra verso Copacabana sarebbe pura utopia.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... in-dubbio/
Per l’ennesima volta in questo Giro d’Italia, purtroppo, ci troviamo costretti a parlare di una nuova controprestazione di Vincenzo Nibali, grande favorito della vigilia e speranza italiana di riportare nello Stivale il Trofeo senza fine che manca dal 2013, quando ad imporsi fu proprio il siciliano.
Già attardato in classifica dopo la debacle nella cronoscalata dell’Alpe di Siusi, il Nibali di oggi, nella Bressanone-Andalo, sembrava aver ritrovato il giusto colpo di pedale. Sul Passo della Mendola, prima salita di giornata, aveva acceso la miccia assieme a Valverde e Zakarin, arrivando quasi a mettere in difficoltà la maglia rosa Steven Kruijswijk in vista del Gpm. Da lì in avanti, però, si è spenta la luce, in particolare sul Fai della Paganella. Pendenze costante all’8% ma il Nibali baldanzoso di solo un’ora prima ha lasciato il posto a quello imballato e incapace di rispondere agli avversari cui ormai ci siamo abituati.
Quando Valverde è partito, lo Squalo ha provato a tenere il passo ma dopo pochi metri è stato costretto a proseguire con un ritmo inferiore, totalmente avulso dalle dinamiche di corsa. Cambio di ritmo, si dirà, ma la sensazione non è solamente questa bensì che Nibali faccia semplicemente fatica a tenere ritmi alti, ad andare a produrre quello sforzo fuorisoglia necessario per tenere il passo dei migliori e provare eventualmente a staccarli. Anche sull’ultimo strappo della salita Nibali ha perso contatto da corridore due, tre o anche quattro gradini inferiori alle sue potenzialità. Da lì in avanti, abbandonato al proprio destino, è letteralmente naufragato perdendo oltre un minuto in pochi chilometri per arrivare alla conclusione 1’47” dopo Valverde.
Di una possibile preparazione sbagliata ne abbiamo già parlato, nostalgici di un Nibali arrembante da gennaio ad ottobre, mentre nelle ultime tre stagioni ha preferito concentrare la preparazione su pochi obiettivi (e presentandosi comunque con una condizione approssimativa anche con questo metodo). Adesso il dubbio che è sorto anche in seno all’Astana è stato quello di un malessere che ha colpito lo Squalo, che nei prossimi giorni si sottoporrà a tutti gli esami del caso. In effetti il siciliano, nonostante non abbia mai rubato l’occhio sin dalle tappe in Olanda, ha subito un brusco ridimensionamento nelle prestazioni negli ultimi tre giorni, proprio quando doveva fare il salto di qualità per andare a conquistare la maglia rosa.
Da qui in avanti il Giro di Nibali, a meno che trovi insperate forze per rispondere agli avversari, sembra avere poco da dire con vittoria finale e podio ormai lontanissimi per quanto emerso negli ultimi due giorni. Anche una vittoria di tappa sembra difficile da cogliere perché in fondo ha solo 5′ di distacco in classifica e difficilmente gli consentiranno di entrare in fuga e nello scontro diretto con gli altri big non ha mostrato di avere armi per difendersi e controbattere. Per ora sembra scongiurato il rischio di un ritiro prematuro, ma l’ipotesi potrebbe anche ripresentarsi nei prossimi giorni.
Da questo Giro d’Italia rischiano di uscire ridimensionate anche le ambizioni del vincitore del Tour 2014 per il resto della stagione. Il linea teorica dovrebbe presentarsi al via della Grande Boucle in supporto di Fabio Aru, ma se non dovesse riuscire a metabolizzare le tante fatiche della corsa rosa la sua ingombrante presenza potrebbe risultare controproducente per il sardo. A rischio anche le Olimpiadi di Rio 2016: come sottolineato dal CT Davide Cassani, Nibali è sempre stato al centro del progetto a Cinque Cerchi ma con queste prestazioni la maglia azzurra verso Copacabana sarebbe pura utopia.
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con occhi innamorati
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: niente volata a Cassano d’Adda, Kluge sorprende tutti
Una piccola pausa prima del gran finale. Dunque giornata relativamente di riposo per gli uomini di classifica che si preparano a tre frazioni fondamentali per la storia di questa corsa rosa. La diciassettesima tappa del Giro d’Italia, partita da Molveno e giunta dopo 196 chilometri a Cassano d’Adda, come da copione, doveva mettere in scena una volata, invece lo sprint è stato evitato da un attacco da finisseur da parte di Roger Kluge, tedesco della IAM Cycling che ha sorpreso tutti con un attacco sul finale.
Pochissime le emozioni nella prima parte di gara. E’ andata via dopo pochi chilometri la fuga di giornata, formata da tre uomini: Daniel Oss (BMC), Pavel Brutt (Tinkoff) ed Eugert Zhupa (Wilier-Southeast). Vantaggio massimo per il trio di poco superiore ai 5′, prima che si mettessero a lavorare seriamente davanti al gruppo le squadre dei velocisti, con in particolar modo Trek Segafredo e Lampre – Merida. Dopo il secondo traguardo volante c’è stato un attacco dal gruppo, con Bak (Lotto-Soudal), Konovalovas (FDJ) e Belkov (Katusha) che si sono riportati sui fuggitivi, provando ad alimentare il tentativo. Il plotone però non si è lasciato sfuggire l’occasione, chiudendo il gap a circa 2 chilometri dal traguardo.
All’ultimo chilometro però è successo di tutto: prima ci ha provato con una sparata da finisseur Filippo Pozzato (Wilier Southeast), poi è arrivato con un attacco in controtempo il tedesco della IAM Cycling Roger Kluge, che lo ha saltato ai 200 dall’arrivo, giungendo sul traguardo a braccia alzate. Le squadre dei velocisti non sono riuscite e controllare il finale e si sono dovute accontentare dei piazzamenti. Secondo posto per Giacomo Nizzolo, davanti a Nikias Arndt, Sacha Modolo e Matteo Trentin.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... de-tutti2/
Una piccola pausa prima del gran finale. Dunque giornata relativamente di riposo per gli uomini di classifica che si preparano a tre frazioni fondamentali per la storia di questa corsa rosa. La diciassettesima tappa del Giro d’Italia, partita da Molveno e giunta dopo 196 chilometri a Cassano d’Adda, come da copione, doveva mettere in scena una volata, invece lo sprint è stato evitato da un attacco da finisseur da parte di Roger Kluge, tedesco della IAM Cycling che ha sorpreso tutti con un attacco sul finale.
Pochissime le emozioni nella prima parte di gara. E’ andata via dopo pochi chilometri la fuga di giornata, formata da tre uomini: Daniel Oss (BMC), Pavel Brutt (Tinkoff) ed Eugert Zhupa (Wilier-Southeast). Vantaggio massimo per il trio di poco superiore ai 5′, prima che si mettessero a lavorare seriamente davanti al gruppo le squadre dei velocisti, con in particolar modo Trek Segafredo e Lampre – Merida. Dopo il secondo traguardo volante c’è stato un attacco dal gruppo, con Bak (Lotto-Soudal), Konovalovas (FDJ) e Belkov (Katusha) che si sono riportati sui fuggitivi, provando ad alimentare il tentativo. Il plotone però non si è lasciato sfuggire l’occasione, chiudendo il gap a circa 2 chilometri dal traguardo.
All’ultimo chilometro però è successo di tutto: prima ci ha provato con una sparata da finisseur Filippo Pozzato (Wilier Southeast), poi è arrivato con un attacco in controtempo il tedesco della IAM Cycling Roger Kluge, che lo ha saltato ai 200 dall’arrivo, giungendo sul traguardo a braccia alzate. Le squadre dei velocisti non sono riuscite e controllare il finale e si sono dovute accontentare dei piazzamenti. Secondo posto per Giacomo Nizzolo, davanti a Nikias Arndt, Sacha Modolo e Matteo Trentin.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Nibali: “Gli esami medici non sono una scusa”
Vincenzo Nibali ha giovato oggi di una frazione per velocisti, la 17esima del Giro d’Italia 2016. Queste le sue dichiarazioni alla Rai dopo l’arrivo: “Oggi era una giornata facile, a parte lo stress negli ultimi 40 chilometri. La condizione è quella che è, bisogna aspettare le tappe più dure. Non riesco ad esprimermi al meglio in questo momento e non ci sono altre scuse. Domani gli esame, servono a noi per capire perché questi non sono i miei standard. Non sono una scusa ma ci servono come riferimento“.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... una-scusa/
Vincenzo Nibali ha giovato oggi di una frazione per velocisti, la 17esima del Giro d’Italia 2016. Queste le sue dichiarazioni alla Rai dopo l’arrivo: “Oggi era una giornata facile, a parte lo stress negli ultimi 40 chilometri. La condizione è quella che è, bisogna aspettare le tappe più dure. Non riesco ad esprimermi al meglio in questo momento e non ci sono altre scuse. Domani gli esame, servono a noi per capire perché questi non sono i miei standard. Non sono una scusa ma ci servono come riferimento“.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Pozzato: “Lavoravo per Belletti e si è creata l’occasione”
Ci ha provato, Pippo Pozzato. Un attacco, sorto quasi per caso, nel finale della 17esima tappa del Giro d’Italia 2016. Queste le sue parole ai microfoni Rai poco dopo essere stato ripreso a 250 metri dal traguardo di Cassano d’Adda: “Stavo lavorando per Belletti, ho preso aria. C’era l’occasione, ho accelerato e si è formato l’attacco. Era un po’ troppo presto, dovevo provarci agli 800 metri o massimo all’ultimo chilometro, c’era anche vento e in una tappa così tirata le gambe alla fine sono quelle che sono“.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... occasione/
Ci ha provato, Pippo Pozzato. Un attacco, sorto quasi per caso, nel finale della 17esima tappa del Giro d’Italia 2016. Queste le sue parole ai microfoni Rai poco dopo essere stato ripreso a 250 metri dal traguardo di Cassano d’Adda: “Stavo lavorando per Belletti, ho preso aria. C’era l’occasione, ho accelerato e si è formato l’attacco. Era un po’ troppo presto, dovevo provarci agli 800 metri o massimo all’ultimo chilometro, c’era anche vento e in una tappa così tirata le gambe alla fine sono quelle che sono“.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016: Trentin, colpo grosso a Pinerolo! Moser secondo, i big si controllano
Matteo Trentin è un corridore vero. Rimonta e volata vincente, l’esultanza cominciata a 50 metri dal traguardo dopo aver superato Moreno Moser e Gianluca Brambilla che avevano attaccato ad una ventina di chilometri dalla conclusione sul Pra Martino, punto di maggiore interesse nella 18esima tappa del Giro d’Italia 2016 da Muggiò a Pinerolo. Per i big della classifica una giornata di studio e parziale riposo salvo qualche scaramuccia nel finale che però non ha inciso sulla classifica generale.
Giornata caratterizzata dalla fuga, partita sin dalle prime fasi di corsa: Axel Domont (Ag2r La Mondiale), Davide Malacarne (Astana), Stefan Kung e Daniel Oss (BMC), Moreno Moser e Ramunas Navardauskas (Cannondale), Gianluca Brambilla e Matteo Trentin (Etixx QuickStep), Olivier Le Gac (FDJ), Evgeny Solomennikov (Gazprom Colnago), Roger Kluge (IAM), Sacha Modolo e Matej Mohoric (Lampre-Merida), Pim Ligthart (Lotto Soudal), Genki Yamamoto e Gianfranco Zilioli (Nippo Fantini), Nikias Arndt e Albert Timmer (Giant Alpecin), Christian Knees (Sky), Pavel Brutt, Jay McCarthy e Ivan Rovny (Tinkoff), Julen Amezqueta e Matteo Busato (Wilier Southeast).
Il gruppo ha lasciato fare e il vantaggio è sempre stato nell’ordine dei 10-13′, con la LottoNL-Jumbo a gestire la corsa in vista della movimentata fase finale di corsa. Al primo passaggio sullo strappo di San Maurizio il gruppo degli attaccanti si è ridotto, ma è stato sulle prime rampe del Pra Martino che Moreno Moser e Gianluca Brambilla hanno fatto la differenza involandosi in solitaria verso la vetta, posta a 20 chilometri dal traguardo, mentre alle loro spalle teneva duro il tedesco Nikias Arndt, staccato di una ventina di secondi.
Anche il gruppo si è selezionato e ha affrontato la salito composto da una trentina di unità, sempre condotto dalla squadra del leader. Tra i big nessuno ha provato a scattare, complice anche un’ottima andatura imposta dall’azzurro Enrico Battaglin per il suo capitano, sempre coperto e a ruota.
Tra la cima della salita e la discesa anche Rovny, Modolo e Trentin si sono riportati su Arndt: Trentin, con il compagno davanti, non ha mai concesso cambi per provare a giocarsi eventualmente le sue carte sullo strappo o in volata. Sul breve San Maurizio i due si sono attaccati a più ripresi con un Brambilla più volitivo ma Moser incollato alla sua ruota fino allo scollinamento.
Alle loro spalle Matteo Trentin si è lanciato in un inseguimento che sembrava disperato, riportandosi sulla testa della corsa a 2300 metri dalla conclusione e superando a velocità doppia la coppia di attaccanti per andare a regalare la vittoria alla Etixx-QuickStep. Secondo Moser, che ha tirato nell’ultimo chilometro, e terzo Brambilla che ha compiuto un ottimo lavoro da stopper per favorire proprio Trentin. Per lui primo successo da professionista in Italia, arrivato anche a spazzare via i dubbi dopo l’ennesima stagione delle Classiche vissuta all’ombra dei capitano. Il ragazzo i numeri li ha e quando ha la possibilità lo fa vedere. Quarta posizione per Modolo davanti ad Arndt e Rovny.
Il gruppetto dei migliori, circa 15 rimasti con la maglia rosa, è stato regolato da Alejandro Valverde ad oltre 13′ di distacco.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... ntrollano/
Matteo Trentin è un corridore vero. Rimonta e volata vincente, l’esultanza cominciata a 50 metri dal traguardo dopo aver superato Moreno Moser e Gianluca Brambilla che avevano attaccato ad una ventina di chilometri dalla conclusione sul Pra Martino, punto di maggiore interesse nella 18esima tappa del Giro d’Italia 2016 da Muggiò a Pinerolo. Per i big della classifica una giornata di studio e parziale riposo salvo qualche scaramuccia nel finale che però non ha inciso sulla classifica generale.
Giornata caratterizzata dalla fuga, partita sin dalle prime fasi di corsa: Axel Domont (Ag2r La Mondiale), Davide Malacarne (Astana), Stefan Kung e Daniel Oss (BMC), Moreno Moser e Ramunas Navardauskas (Cannondale), Gianluca Brambilla e Matteo Trentin (Etixx QuickStep), Olivier Le Gac (FDJ), Evgeny Solomennikov (Gazprom Colnago), Roger Kluge (IAM), Sacha Modolo e Matej Mohoric (Lampre-Merida), Pim Ligthart (Lotto Soudal), Genki Yamamoto e Gianfranco Zilioli (Nippo Fantini), Nikias Arndt e Albert Timmer (Giant Alpecin), Christian Knees (Sky), Pavel Brutt, Jay McCarthy e Ivan Rovny (Tinkoff), Julen Amezqueta e Matteo Busato (Wilier Southeast).
Il gruppo ha lasciato fare e il vantaggio è sempre stato nell’ordine dei 10-13′, con la LottoNL-Jumbo a gestire la corsa in vista della movimentata fase finale di corsa. Al primo passaggio sullo strappo di San Maurizio il gruppo degli attaccanti si è ridotto, ma è stato sulle prime rampe del Pra Martino che Moreno Moser e Gianluca Brambilla hanno fatto la differenza involandosi in solitaria verso la vetta, posta a 20 chilometri dal traguardo, mentre alle loro spalle teneva duro il tedesco Nikias Arndt, staccato di una ventina di secondi.
Anche il gruppo si è selezionato e ha affrontato la salito composto da una trentina di unità, sempre condotto dalla squadra del leader. Tra i big nessuno ha provato a scattare, complice anche un’ottima andatura imposta dall’azzurro Enrico Battaglin per il suo capitano, sempre coperto e a ruota.
Tra la cima della salita e la discesa anche Rovny, Modolo e Trentin si sono riportati su Arndt: Trentin, con il compagno davanti, non ha mai concesso cambi per provare a giocarsi eventualmente le sue carte sullo strappo o in volata. Sul breve San Maurizio i due si sono attaccati a più ripresi con un Brambilla più volitivo ma Moser incollato alla sua ruota fino allo scollinamento.
Alle loro spalle Matteo Trentin si è lanciato in un inseguimento che sembrava disperato, riportandosi sulla testa della corsa a 2300 metri dalla conclusione e superando a velocità doppia la coppia di attaccanti per andare a regalare la vittoria alla Etixx-QuickStep. Secondo Moser, che ha tirato nell’ultimo chilometro, e terzo Brambilla che ha compiuto un ottimo lavoro da stopper per favorire proprio Trentin. Per lui primo successo da professionista in Italia, arrivato anche a spazzare via i dubbi dopo l’ennesima stagione delle Classiche vissuta all’ombra dei capitano. Il ragazzo i numeri li ha e quando ha la possibilità lo fa vedere. Quarta posizione per Modolo davanti ad Arndt e Rovny.
Il gruppetto dei migliori, circa 15 rimasti con la maglia rosa, è stato regolato da Alejandro Valverde ad oltre 13′ di distacco.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Nibali: “Oggi ho passato una giornata abbastanza buona”
Vedo positivo Vincenzo Nibali dopo la 18esima tappa con arrivo a Pinerolo, intervistato ai microfoni Rai nell’immediato dopo corsa: “Sono rimasto passivo a ruota di Valverde, era uno strappo adatto a lui ma alla fine era difficile trovare un accordo. I miei tifosi ci sperano sempre e cerco di non deluderli, se le gambe rispondono vediamo. Oggi ho passato una giornata abbastanza buona“.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... nza-buona/
Vedo positivo Vincenzo Nibali dopo la 18esima tappa con arrivo a Pinerolo, intervistato ai microfoni Rai nell’immediato dopo corsa: “Sono rimasto passivo a ruota di Valverde, era uno strappo adatto a lui ma alla fine era difficile trovare un accordo. I miei tifosi ci sperano sempre e cerco di non deluderli, se le gambe rispondono vediamo. Oggi ho passato una giornata abbastanza buona“.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, Trentin: “Una vittoria costruita con la squadra”; Brambilla: “Moser ha giocato ed ha perso”
Entusiasta a dir poco Matteo Trentin dopo la vittoria della 18esima tappa del Giro d’Italia 2016, con arrivo a Pinerolo, al termine di un’azione nell’ultimo chilometro, in rimonta sul compagno di squadra Gianluca Brambilla e Moreno Moser, da urlo: “Una vittoria costruita con la squadra – ammette Trentin ai microfoni della Rai – “Sapevo che in cima a Pramartino avevo una quarantina di secondi e poi in discesa vedendo che recuperavamo me la sono giocata. Ho capito che potevo vincere ai 300 metri quando li ho saltati per anticipare Moser che è molto veloce allo sprint”.
Terzo al traguardo Brambilla rivela la tattica di squadra: “Mi ero accorto dell’arrivo di Trentin per cui non ho più tirato mettendomi alle spalle di Moser. Lui ha giocato un po’ troppo ed alla fine ha perso – la chiosa polemica del corridore veneto.
Assai amareggiato, il citato Moser che all’arrivo ha dichiarato: “Non mi aspettavo che fosse così vicino Trentin ed è una grande beffa. Avevo perso l’auricolare e se l’avessi avuta forse il Direttore Sportivo mi avrebbe avvisato“.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -ha-perso/
Entusiasta a dir poco Matteo Trentin dopo la vittoria della 18esima tappa del Giro d’Italia 2016, con arrivo a Pinerolo, al termine di un’azione nell’ultimo chilometro, in rimonta sul compagno di squadra Gianluca Brambilla e Moreno Moser, da urlo: “Una vittoria costruita con la squadra – ammette Trentin ai microfoni della Rai – “Sapevo che in cima a Pramartino avevo una quarantina di secondi e poi in discesa vedendo che recuperavamo me la sono giocata. Ho capito che potevo vincere ai 300 metri quando li ho saltati per anticipare Moser che è molto veloce allo sprint”.
Terzo al traguardo Brambilla rivela la tattica di squadra: “Mi ero accorto dell’arrivo di Trentin per cui non ho più tirato mettendomi alle spalle di Moser. Lui ha giocato un po’ troppo ed alla fine ha perso – la chiosa polemica del corridore veneto.
Assai amareggiato, il citato Moser che all’arrivo ha dichiarato: “Non mi aspettavo che fosse così vicino Trentin ed è una grande beffa. Avevo perso l’auricolare e se l’avessi avuta forse il Direttore Sportivo mi avrebbe avvisato“.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Giro d’Italia 2016, l’esito degli esami: Nibali sta bene
L’Astana, secondo quanto riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, ha ricevuto i primi riscontri degli esami cui si è sottoposto ieri Vincenzo Nibali per provare a spiegare i motivi delle debacle degli scorsi giorni. Il Dottor Magni ha commentato così gli esiti degli esami ematici: “I valori sono ben di al di là delle aspettative. Vincenzo ha dei dati confortanti, paragonabili a quelli di quando sta benino“. Più sereno e con meno pressione addosso, lo Squalo è pronto a vivere gli ultimi tre giorni di Giro per lasciare il segno, provando a riscattare una prova fino a questo momento al di sotto delle aspettative. Già oggi, con Agnello e Risoul, potrebbe essere la giornata giusta.
http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -sta-bene/
L’Astana, secondo quanto riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, ha ricevuto i primi riscontri degli esami cui si è sottoposto ieri Vincenzo Nibali per provare a spiegare i motivi delle debacle degli scorsi giorni. Il Dottor Magni ha commentato così gli esiti degli esami ematici: “I valori sono ben di al di là delle aspettative. Vincenzo ha dei dati confortanti, paragonabili a quelli di quando sta benino“. Più sereno e con meno pressione addosso, lo Squalo è pronto a vivere gli ultimi tre giorni di Giro per lasciare il segno, provando a riscattare una prova fino a questo momento al di sotto delle aspettative. Già oggi, con Agnello e Risoul, potrebbe essere la giornata giusta.
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