Appassionati di Ciclismo
Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, Olimpiadi Rio 2016: gara thriller. Van Der Breggen oro, Longo Borghini magnifico bronzo
Una corsa che si è rivelata addirittura più dura di quanto ci si aspettava: dopo gli uomini, anche le donne pagano duramente il circuito di Vista Chinesa per la prova in linea delle Olimpiadi di Rio. Più che la salita, con pendenze arcigne, a fare la differenza è la discesa, che con qualche goccia di pioggia ha creato davvero grossi guai alle atlete. Una drammatica caduta è costata all’olandese Van Vleuten non solo la vittoria che sembrava essere in cassaforte, ma anche un brutto infortunio che è ancora da identificare. Visto che il ciclismo prende e poi dà, l’Olanda è riuscita a trionfare lo stesso, grazie ad Anna Van Der Breggen che si è imposta al termine di uno sprint clamoroso sulla svedese Emma Johansson e sull’italiana Elisa Longo Borghini, autrice di una prova maiuscola.
Dopo una leggera fase di studio la prima coraggiosa ad andare all’attacco è stata la belga Lotte Kopecky, che ha guadagnato da subito un paio di minuti sul gruppo, che con il passare dei chilometri sono arrivati fino a 4′. La tedesca Kasper ha provato ad andare al contrattacco, ma la sua azione in avanscoperta è durata davvero pochi minuti. La prima importante mossa è stata quella di Van Dijk (Olanda), Armstrong (USA), Plichta (Polonia) e Bronzini (Italia), che sul circuito di Grumari hanno cambiato passo, costringendo il gruppo tirato dalla Gran Bretagna all’inseguimento. Nel secondo passaggio sulle salite di Grumari il plotone si è definitivamente spezzato sotto la spinta dell’Olanda, ma fino a circa 50 chilometri dal traguardo le emozioni sono rimaste poche.
Azione fondamentale a 33 dall’arrivo: Elena Cecchini si è avvantaggiata con Vos (Olanda), Ferrand-Prévot (Francia), Jasinska (Polonia), Elvin (Australia), Vekemans (Belgio) e Worrack (Germania), tutte atlete di grandissima caratura mondiale. Per loro 1′ di vantaggio massimo sul gruppo principale. A ricucire la situazione è stato questa volta lo squadrone statunitense con Mara Abbott, che si trovava esclusa dal tentativo di fuga. L’andatura pazzesca della ciclista americana ha fatto differenze incredibili nel plotone di testa: staccate tantissime delle favorite annunciate come Vos (Olanda), Guarnier (USA), Amialiusik (Bielorussia) e Armitstead (Gran Bretagna). A 20 chilometri dal traguardo ad attaccare è stata l’olandese Anna Van Der Breggen, seguita da una fantastica Elisa Longo Borghini. L’attacco ha distrutto ancor di più il gruppo e sul finale dell’ultima ascesa sono rimaste davanti soltanto quattro atlete: una statunitense Abbott (USA), due olandesi Van Vleuten e la sopracitata Van Der Breggen ed un’italiana, Elisa Longo Borghini. A 18 dal termine Van Vleuten e Abbott sono riuscite a staccare le altre due contendenti, raggiunte da una Johansson in rimonta.
Nella discesa di Vista Chinesa, bagnata da qualche goccia di pioggia, è successo di tutto. In prima battuta Van Vleuten ha staccato la compagna di fuga Abbott, poi, proprio in una delle ultime curve, l’olandese è finita a terra con un bruttissimo salto mortale. A ritrovarsi davanti in solitaria, con una situazione parallela a quella di Majka negli uomini, è stata la Abbott. Gli ultimi 8 chilometri di pianura sono stato un lunghissimo inseguimento tra la Abbott e le tre inseguitrici. Lo splendido lavoro di Elisa Longo Borghini nell’ultimo chilometro è stato utile a raggiungere e staccare la statunitense: l’azzurra allo sprint non ne ha avuto per giocarsi l’oro, ma ha conquistato un bronzo magnifico. A prendere l’oro è l’Olanda con Anna Van Der Breggen che in volata ha preceduto la svedese Emma Johansson. Solo quarta, dopo aver sognato per chilometri, la vittoria, la Abbott.
http://www.oasport.it/2016/08/ciclismo- ... /rio-2016/
Una corsa che si è rivelata addirittura più dura di quanto ci si aspettava: dopo gli uomini, anche le donne pagano duramente il circuito di Vista Chinesa per la prova in linea delle Olimpiadi di Rio. Più che la salita, con pendenze arcigne, a fare la differenza è la discesa, che con qualche goccia di pioggia ha creato davvero grossi guai alle atlete. Una drammatica caduta è costata all’olandese Van Vleuten non solo la vittoria che sembrava essere in cassaforte, ma anche un brutto infortunio che è ancora da identificare. Visto che il ciclismo prende e poi dà, l’Olanda è riuscita a trionfare lo stesso, grazie ad Anna Van Der Breggen che si è imposta al termine di uno sprint clamoroso sulla svedese Emma Johansson e sull’italiana Elisa Longo Borghini, autrice di una prova maiuscola.
Dopo una leggera fase di studio la prima coraggiosa ad andare all’attacco è stata la belga Lotte Kopecky, che ha guadagnato da subito un paio di minuti sul gruppo, che con il passare dei chilometri sono arrivati fino a 4′. La tedesca Kasper ha provato ad andare al contrattacco, ma la sua azione in avanscoperta è durata davvero pochi minuti. La prima importante mossa è stata quella di Van Dijk (Olanda), Armstrong (USA), Plichta (Polonia) e Bronzini (Italia), che sul circuito di Grumari hanno cambiato passo, costringendo il gruppo tirato dalla Gran Bretagna all’inseguimento. Nel secondo passaggio sulle salite di Grumari il plotone si è definitivamente spezzato sotto la spinta dell’Olanda, ma fino a circa 50 chilometri dal traguardo le emozioni sono rimaste poche.
Azione fondamentale a 33 dall’arrivo: Elena Cecchini si è avvantaggiata con Vos (Olanda), Ferrand-Prévot (Francia), Jasinska (Polonia), Elvin (Australia), Vekemans (Belgio) e Worrack (Germania), tutte atlete di grandissima caratura mondiale. Per loro 1′ di vantaggio massimo sul gruppo principale. A ricucire la situazione è stato questa volta lo squadrone statunitense con Mara Abbott, che si trovava esclusa dal tentativo di fuga. L’andatura pazzesca della ciclista americana ha fatto differenze incredibili nel plotone di testa: staccate tantissime delle favorite annunciate come Vos (Olanda), Guarnier (USA), Amialiusik (Bielorussia) e Armitstead (Gran Bretagna). A 20 chilometri dal traguardo ad attaccare è stata l’olandese Anna Van Der Breggen, seguita da una fantastica Elisa Longo Borghini. L’attacco ha distrutto ancor di più il gruppo e sul finale dell’ultima ascesa sono rimaste davanti soltanto quattro atlete: una statunitense Abbott (USA), due olandesi Van Vleuten e la sopracitata Van Der Breggen ed un’italiana, Elisa Longo Borghini. A 18 dal termine Van Vleuten e Abbott sono riuscite a staccare le altre due contendenti, raggiunte da una Johansson in rimonta.
Nella discesa di Vista Chinesa, bagnata da qualche goccia di pioggia, è successo di tutto. In prima battuta Van Vleuten ha staccato la compagna di fuga Abbott, poi, proprio in una delle ultime curve, l’olandese è finita a terra con un bruttissimo salto mortale. A ritrovarsi davanti in solitaria, con una situazione parallela a quella di Majka negli uomini, è stata la Abbott. Gli ultimi 8 chilometri di pianura sono stato un lunghissimo inseguimento tra la Abbott e le tre inseguitrici. Lo splendido lavoro di Elisa Longo Borghini nell’ultimo chilometro è stato utile a raggiungere e staccare la statunitense: l’azzurra allo sprint non ne ha avuto per giocarsi l’oro, ma ha conquistato un bronzo magnifico. A prendere l’oro è l’Olanda con Anna Van Der Breggen che in volata ha preceduto la svedese Emma Johansson. Solo quarta, dopo aver sognato per chilometri, la vittoria, la Abbott.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo femminile, Olimpiadi Rio 2016: Van Vleuten in ospedale e cosciente
Secondo quanto riportato dalla Federciclismo olandese Annemiek Van Vleuten è cosciente e si sta dirigendo in ospedale dopo la bruttissima caduta che l’ha vista protagonista a 11 chilometri dalla conclusione della prova su strada di ciclismo femminile alle Olimpiadi di Rio 2016 quando era da sola al comando della corsa. L’olandese aveva forzato il ritmo in discesa e sull’ultima curva ha perso il controllo venendo sbalzata dalla bici e sbattendo violentemente contro il muretto a bordo strada rimanendo immobile per diversi secondi. Dopo lunghissimi minuti di ansia è arrivata la notizia che l’atleta è in stato di shock, ma le sue condizioni non sembrano critiche.
Aggiornamento: l’atleta olandese, secondo nuove informazioni riportate da NOS Sport, è in terapia intensiva con 3 vertebre rotte e un pesante trauma cranico.
http://www.oasport.it/2016/08/ciclismo- ... /rio-2016/
Secondo quanto riportato dalla Federciclismo olandese Annemiek Van Vleuten è cosciente e si sta dirigendo in ospedale dopo la bruttissima caduta che l’ha vista protagonista a 11 chilometri dalla conclusione della prova su strada di ciclismo femminile alle Olimpiadi di Rio 2016 quando era da sola al comando della corsa. L’olandese aveva forzato il ritmo in discesa e sull’ultima curva ha perso il controllo venendo sbalzata dalla bici e sbattendo violentemente contro il muretto a bordo strada rimanendo immobile per diversi secondi. Dopo lunghissimi minuti di ansia è arrivata la notizia che l’atleta è in stato di shock, ma le sue condizioni non sembrano critiche.
Aggiornamento: l’atleta olandese, secondo nuove informazioni riportate da NOS Sport, è in terapia intensiva con 3 vertebre rotte e un pesante trauma cranico.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo femminile, Olimpiadi Rio 2016: Elisa Longo Borghini, dura tra le dure
Gli ultimi due chilometri della prova in linea di ciclismo femminile alle Olimpiadi di Rio 2016 sono stati un quadro. Sofferente, coraggioso, lucido. Autrice, Elisa Longo Borghini. L’azzurra ha confezionato un vero e proprio capolavoro, ha sfruttato il proprio punto debole in volata per farne un punto di forza.
È andata a conquistarsi una medaglia olimpica su un percorso che ha premiato solo atlete vere. Ed Elisa fa parte di questo ristretto gruppo: ha coraggiosamente iniziato un inseguimento sfrenato a Mara Abbott, solitaria al comando, trascinando con sé le più veloci Johansson e Van Der Breggen, rispettivamente argento e oro sul traguardo. L’azzurra, conscia di non avere chance in una volata per gli ultimi due posti sul podio ha preferito aumentare le proprie possibilità di medaglia, riprendendo e superando in gran carriera la Abbott a 300 metri dalla conclusione ma inficiando le possibilità di produrre uno sforzo sufficiente in volata per arrivare all’oro.
Sorella d’arte dell’ex professionista Paolo Longo Borghini, corridore vecchio stampo e gregario con 4 Giri, 3 Tour e due Vuelta all’attivo, è cresciuta a pane e ciclismo. In carriera aveva già conquistato una medaglia di bronzo nel Mondiale di Valkenburg 2012 che, a soli 21 anni, l’aveva proiettata tra le grandi del ciclismo. Da quel momento tanti piazzamenti importanti e la vittoria nel Giro delle Fiandre femminile 2015, quando arrivò in solitaria sul traguardo dopo aver staccato tutte le avversarie con una splendida azione personale.
La sua vita è passata anche da un maledetto campionato italiano nel 2013, quando una caduta le ha provocato una grave ferita all’addome e la frattura della cresta iliaca a seguito di uno scivolone a 3 chilometri dal traguardo quando era in piena lotta per il titolo nazionale, vinto da Dalia Muccioli. Da lì una convalescenza prepotente, senza mai perdere il sorriso e la voglia di fare. Il suo avvicinamento a Rio 2016 e non solo è passato anche da qui, traendone ulteriore forza.
Elisa partiva con la consapevolezza di potersi giocare le proprie carte, pur senza essere accreditata tra le favorite. Ha gestito ogni pedalata, ogni scatto sulla salita finale. È sempre rimasta nelle prime posizioni con le compagne, che hanno svolto un ottimo lavoro nelle fasi precedenti di gara con Giorgia Bronzini ed Elena Cecchini che sono entrate nei diversi tentativi, mentre Tatiana Guderzo ha provato a rimanere con le migliori fino in fondo.
Il capolavoro, poi, è il prodotto dell’intelletto prima che delle gambe. Dell’ambizione e della consapevolezza, del calcolo e della sfrontatezza. Di un’atleta dura, che non ha mollato e ha trovato la soluzione perfetta anche quando sembrava spalle al muro. A 24 anni, Elisa Longo Borghini è salita sul tetto del mondo con il bronzo olimpico di Rio 2016.
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Gli ultimi due chilometri della prova in linea di ciclismo femminile alle Olimpiadi di Rio 2016 sono stati un quadro. Sofferente, coraggioso, lucido. Autrice, Elisa Longo Borghini. L’azzurra ha confezionato un vero e proprio capolavoro, ha sfruttato il proprio punto debole in volata per farne un punto di forza.
È andata a conquistarsi una medaglia olimpica su un percorso che ha premiato solo atlete vere. Ed Elisa fa parte di questo ristretto gruppo: ha coraggiosamente iniziato un inseguimento sfrenato a Mara Abbott, solitaria al comando, trascinando con sé le più veloci Johansson e Van Der Breggen, rispettivamente argento e oro sul traguardo. L’azzurra, conscia di non avere chance in una volata per gli ultimi due posti sul podio ha preferito aumentare le proprie possibilità di medaglia, riprendendo e superando in gran carriera la Abbott a 300 metri dalla conclusione ma inficiando le possibilità di produrre uno sforzo sufficiente in volata per arrivare all’oro.
Sorella d’arte dell’ex professionista Paolo Longo Borghini, corridore vecchio stampo e gregario con 4 Giri, 3 Tour e due Vuelta all’attivo, è cresciuta a pane e ciclismo. In carriera aveva già conquistato una medaglia di bronzo nel Mondiale di Valkenburg 2012 che, a soli 21 anni, l’aveva proiettata tra le grandi del ciclismo. Da quel momento tanti piazzamenti importanti e la vittoria nel Giro delle Fiandre femminile 2015, quando arrivò in solitaria sul traguardo dopo aver staccato tutte le avversarie con una splendida azione personale.
La sua vita è passata anche da un maledetto campionato italiano nel 2013, quando una caduta le ha provocato una grave ferita all’addome e la frattura della cresta iliaca a seguito di uno scivolone a 3 chilometri dal traguardo quando era in piena lotta per il titolo nazionale, vinto da Dalia Muccioli. Da lì una convalescenza prepotente, senza mai perdere il sorriso e la voglia di fare. Il suo avvicinamento a Rio 2016 e non solo è passato anche da qui, traendone ulteriore forza.
Elisa partiva con la consapevolezza di potersi giocare le proprie carte, pur senza essere accreditata tra le favorite. Ha gestito ogni pedalata, ogni scatto sulla salita finale. È sempre rimasta nelle prime posizioni con le compagne, che hanno svolto un ottimo lavoro nelle fasi precedenti di gara con Giorgia Bronzini ed Elena Cecchini che sono entrate nei diversi tentativi, mentre Tatiana Guderzo ha provato a rimanere con le migliori fino in fondo.
Il capolavoro, poi, è il prodotto dell’intelletto prima che delle gambe. Dell’ambizione e della consapevolezza, del calcolo e della sfrontatezza. Di un’atleta dura, che non ha mollato e ha trovato la soluzione perfetta anche quando sembrava spalle al muro. A 24 anni, Elisa Longo Borghini è salita sul tetto del mondo con il bronzo olimpico di Rio 2016.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo femminile, Olimpiadi Rio 2016 – Van Vleuten tranquillizza tutti: “Starò bene”
Dopo la grande paura di ieri sera, Annemiek Van Vleuten ha tranquillizzato tutti scrivendo un messaggio su Twitter. L’olandese, al comando della gara in linea femminile delle Olimpiadi di ciclismo su strada, è caduta rovinosamente in discesa sbattendo violentemente contro il muretto presente a a bordo strada, rimanendo inerte. Fortunatamente, le notizie pervenute da Rio sono state sin da subito incoraggianti rispetto alla grande paura dei primi minuti. L’atleta ha subito un forte trauma cranico e tre piccole fratture alla spina dorsale. Posta in terapia intensiva, si attendono ulteriori sviluppi.
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Dopo la grande paura di ieri sera, Annemiek Van Vleuten ha tranquillizzato tutti scrivendo un messaggio su Twitter. L’olandese, al comando della gara in linea femminile delle Olimpiadi di ciclismo su strada, è caduta rovinosamente in discesa sbattendo violentemente contro il muretto presente a a bordo strada, rimanendo inerte. Fortunatamente, le notizie pervenute da Rio sono state sin da subito incoraggianti rispetto alla grande paura dei primi minuti. L’atleta ha subito un forte trauma cranico e tre piccole fratture alla spina dorsale. Posta in terapia intensiva, si attendono ulteriori sviluppi.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, Olimpiadi Rio 2016: Longo Borghini sogna ma è quinta, Armstrong fa tripletta!
Da Pechino a Rio passano per Londra: terza medaglia d’oro olimpica della carriera nella prova a cronometro di ciclismo su strada per la statunitense Kristin Armstrong, che domani compirà 43 anni. L’Italia ha sognato e ha sperato con Elisa Longo Borghini, quinta a fine gara e staccata di soli 25” dalla medaglia d’oro sul percorso bagnato e sferzato dal vento delle Olimpiadi di Rio 2016
La Armstrong ha chiuso il proprio sforzo con il tempo 44:26.42: partita forte, è leggermente calata nella seconda parte di gara in cui era presente la salita più lunga. Nel terzo intermedio, poi, è riuscita a invertire il trend per andare a conquistare la prima posizione finale. Argento per la russa Olga Zabelinskaya, staccata di 5” mentre l’olandese Anna van der Breggen ha conquistato la medaglia di bronzo nella crono dopo l’oro della gara in linea. Incredibilmente quarta la sua connazionale Ellen Van Dijk, che è uscita di strada in un tratto di salita: senza quell’errore si sarebbe giocata fino in fondo la medaglia d’oro.
Una gara per lunghissimi tratti da podio. Elisa Longo Borghini si è superata nei 30 chilometri della cronometro olimpica: seconda al primo intermedio e terza al secondo, l’azzurra si è resa autrice di una prova di forza e classe per provare a bissare, o migliorare, il bronzo della prova in linea. Purtroppo, date le sue attitudini non proprio da specialista delle cronometro, ha perso terreno nell’ultimo settore della gara, quello privo di salite dove era necessario spingere il lungo rapporto. In ogni caso, prestazione di altissimo livello e al di sopra delle attese, distante soli 14” dal gradino più basso del podio. Dopo la prova in linea, Elisa ha dimostrato ancora una volta di essere tra le cicliste più forti del mondo.
http://www.oasport.it/2016/08/ciclismo- ... /rio-2016/
Da Pechino a Rio passano per Londra: terza medaglia d’oro olimpica della carriera nella prova a cronometro di ciclismo su strada per la statunitense Kristin Armstrong, che domani compirà 43 anni. L’Italia ha sognato e ha sperato con Elisa Longo Borghini, quinta a fine gara e staccata di soli 25” dalla medaglia d’oro sul percorso bagnato e sferzato dal vento delle Olimpiadi di Rio 2016
La Armstrong ha chiuso il proprio sforzo con il tempo 44:26.42: partita forte, è leggermente calata nella seconda parte di gara in cui era presente la salita più lunga. Nel terzo intermedio, poi, è riuscita a invertire il trend per andare a conquistare la prima posizione finale. Argento per la russa Olga Zabelinskaya, staccata di 5” mentre l’olandese Anna van der Breggen ha conquistato la medaglia di bronzo nella crono dopo l’oro della gara in linea. Incredibilmente quarta la sua connazionale Ellen Van Dijk, che è uscita di strada in un tratto di salita: senza quell’errore si sarebbe giocata fino in fondo la medaglia d’oro.
Una gara per lunghissimi tratti da podio. Elisa Longo Borghini si è superata nei 30 chilometri della cronometro olimpica: seconda al primo intermedio e terza al secondo, l’azzurra si è resa autrice di una prova di forza e classe per provare a bissare, o migliorare, il bronzo della prova in linea. Purtroppo, date le sue attitudini non proprio da specialista delle cronometro, ha perso terreno nell’ultimo settore della gara, quello privo di salite dove era necessario spingere il lungo rapporto. In ogni caso, prestazione di altissimo livello e al di sopra delle attese, distante soli 14” dal gradino più basso del podio. Dopo la prova in linea, Elisa ha dimostrato ancora una volta di essere tra le cicliste più forti del mondo.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Ciclismo, Olimpiadi Rio 2016: Cancellara fa il capolavoro a cronometro, lo svizzero è medaglia d’oro!
Non avrebbe neanche dovuto partecipare, alla sua ultima stagione da professionista e con un percorso che non era adattissimo alle sue caratteristiche. Ma si sa, i campioni sono fatti così, vincono anche quando meno te lo aspetti. Fabian Cancellara è un fenomeno unico: dopo aver deluso al Giro d’Italia e al Tour de France, avviandosi verso un ritiro anonimo, lo svizzero si sveglia ai Giochi Olimpici. La Locomotiva di Berna è medaglia d’oro nella prova a cronometro maschile di ciclismo su strada.
Un dominio tutt’altro che atteso quello del corridore elvetico che ha disputato una prova mostruosa sul duro circuito del Grumari, 54.5 chilometri sulle strade di Rio. Non era tra i favoriti, non era partito neanche fortissimo, ma a metà gara è arrivato il cambio di passo: il corridore della Trek-Segafredo ha inserito le marce alte e non ce n’è stata più per nessuno dei suoi rivali. 1:12:15.42 il suo tempo conclusivo. Per lui è il bis dopo l’oro di Pechino 2008, un’ultima recita da lacrime (che ci sono state a fine gara).
Si sono dovuti arrendere i grandi favoriti della vigilia: Tom Dumoulin e Chris Froome. L’olandese, prima Maglia Rosa al Giro d’Italia di quest’anno e vincitore di due frazioni alla Grande Boucle, non è riuscito neanche ad avvicinarsi a Cancellara. Ha disputato una prova però regolare che gli ha permesso di essere il primo dei battuti a 47” di ritardo. Può comunque esultare per una bellissima medaglia d’argento. Arriva invece il bis di bronzo per l’ultimo vincitore del Tour de France: Froome ha chiuso a 1’02” dalla vetta.
Si piazzano ai piedi del podio Nicholas Castroviejo (Spagna) e Rohan Dennis (Australia): rispettivamente 4” e 8” il distacco dalle medaglie. Può recriminare soprattutto il corridore oceanico della BMC che per lunghi tratti di gara è stato addirittura in testa, salvo poi calare nettamente sul finale. Molti anche i delusi di giornata. Vasil Kiryenka, bielorusso campione del mondo in carica della specialità, ha chiuso soltanto diciassettesimo, mentre Tony Martin, argento olimpico in carica, si è dovuto accontentare della 12ma piazza.
L’unico azzurro in gara, Damiano Caruso, non a suo agio in questa disciplina, ha concluso la prova al 27mo posto.
http://www.oasport.it/2016/08/ciclismo- ... /rio-2016/
Non avrebbe neanche dovuto partecipare, alla sua ultima stagione da professionista e con un percorso che non era adattissimo alle sue caratteristiche. Ma si sa, i campioni sono fatti così, vincono anche quando meno te lo aspetti. Fabian Cancellara è un fenomeno unico: dopo aver deluso al Giro d’Italia e al Tour de France, avviandosi verso un ritiro anonimo, lo svizzero si sveglia ai Giochi Olimpici. La Locomotiva di Berna è medaglia d’oro nella prova a cronometro maschile di ciclismo su strada.
Un dominio tutt’altro che atteso quello del corridore elvetico che ha disputato una prova mostruosa sul duro circuito del Grumari, 54.5 chilometri sulle strade di Rio. Non era tra i favoriti, non era partito neanche fortissimo, ma a metà gara è arrivato il cambio di passo: il corridore della Trek-Segafredo ha inserito le marce alte e non ce n’è stata più per nessuno dei suoi rivali. 1:12:15.42 il suo tempo conclusivo. Per lui è il bis dopo l’oro di Pechino 2008, un’ultima recita da lacrime (che ci sono state a fine gara).
Si sono dovuti arrendere i grandi favoriti della vigilia: Tom Dumoulin e Chris Froome. L’olandese, prima Maglia Rosa al Giro d’Italia di quest’anno e vincitore di due frazioni alla Grande Boucle, non è riuscito neanche ad avvicinarsi a Cancellara. Ha disputato una prova però regolare che gli ha permesso di essere il primo dei battuti a 47” di ritardo. Può comunque esultare per una bellissima medaglia d’argento. Arriva invece il bis di bronzo per l’ultimo vincitore del Tour de France: Froome ha chiuso a 1’02” dalla vetta.
Si piazzano ai piedi del podio Nicholas Castroviejo (Spagna) e Rohan Dennis (Australia): rispettivamente 4” e 8” il distacco dalle medaglie. Può recriminare soprattutto il corridore oceanico della BMC che per lunghi tratti di gara è stato addirittura in testa, salvo poi calare nettamente sul finale. Molti anche i delusi di giornata. Vasil Kiryenka, bielorusso campione del mondo in carica della specialità, ha chiuso soltanto diciassettesimo, mentre Tony Martin, argento olimpico in carica, si è dovuto accontentare della 12ma piazza.
L’unico azzurro in gara, Damiano Caruso, non a suo agio in questa disciplina, ha concluso la prova al 27mo posto.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: ecco il Team Sky, Froome vuole la doppietta. C’è Puccio
Il Team Sky ha annunciato i nove corridori che prenderanno parte alla Vuelta a España 2016, terzo grande giro della stagione. Presente, dopo la vittoria al Tour de France e la medaglia di bronzo nella prova a cronometro delle Olimpiadi di Rio 2016 anche Chris Froome: per il britannico l’obiettivo è la vittoria finale per riuscire per la prima volta in carriera ad imporsi in due grandi giri nella stessa stagione.
Ecco i nove: Ian Boswell, Christopher Froome, Michal Golas, Peter Kennaugh, Christian Knees, Leopold König, Michal Kwiatkowski, Mikel Landa e Salvatore Puccio.
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... ce-puccio/
Il Team Sky ha annunciato i nove corridori che prenderanno parte alla Vuelta a España 2016, terzo grande giro della stagione. Presente, dopo la vittoria al Tour de France e la medaglia di bronzo nella prova a cronometro delle Olimpiadi di Rio 2016 anche Chris Froome: per il britannico l’obiettivo è la vittoria finale per riuscire per la prima volta in carriera ad imporsi in due grandi giri nella stessa stagione.
Ecco i nove: Ian Boswell, Christopher Froome, Michal Golas, Peter Kennaugh, Christian Knees, Leopold König, Michal Kwiatkowski, Mikel Landa e Salvatore Puccio.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: il Team Sky vince la crono, Kennaugh in maglia rossa
Comincia nel migliore dei modi la Vuelta a España del Team Sky e di Chris Froome: la squadra britannica, infatti, si è imposta nella cronosquadre di apertura disputatasi tra Balneario Laias e il Parque Náutico de Castrelo de Miño per 27 chilometri e 800 metri totali.
Froome e compagni hanno chiuso la prova con il tempo di 30:37 e una media di oltre 54 km/h, consegnando la maglia rossa di leader della classifica al britannico Peter Kennaugh, transitato per primo sul traguardo. Stesso tempo per la Movistar, che però si è dovuta accontentare della seconda posizione a causa dei centesimi nonostante una prova ugualmente valida per i capitani Nairo Quintana ed Alejandro Valverde. Sul terzo gradino del podio l‘Orica-BikeExchange, a 6”, seguita a ruota dalla BMC. Quinta, e staccata di 22”, l’Etixx-QuickStep.
Più lontane le altre squadre e in particolare la Tinkoff di Alberto Contador, che dopo la prima tappa deve già recuperare 52” a Chris Froome. Undicesima, con un ritardo di 58” l’Astana, penalizzata anche da un problema meccanico nell’arco della prova. La Lampre-Merida, unica squadra italiana impegnata, ha chiuso all’ultimo posto con oltre 2′ di distacco.
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... lia-rossa/
Comincia nel migliore dei modi la Vuelta a España del Team Sky e di Chris Froome: la squadra britannica, infatti, si è imposta nella cronosquadre di apertura disputatasi tra Balneario Laias e il Parque Náutico de Castrelo de Miño per 27 chilometri e 800 metri totali.
Froome e compagni hanno chiuso la prova con il tempo di 30:37 e una media di oltre 54 km/h, consegnando la maglia rossa di leader della classifica al britannico Peter Kennaugh, transitato per primo sul traguardo. Stesso tempo per la Movistar, che però si è dovuta accontentare della seconda posizione a causa dei centesimi nonostante una prova ugualmente valida per i capitani Nairo Quintana ed Alejandro Valverde. Sul terzo gradino del podio l‘Orica-BikeExchange, a 6”, seguita a ruota dalla BMC. Quinta, e staccata di 22”, l’Etixx-QuickStep.
Più lontane le altre squadre e in particolare la Tinkoff di Alberto Contador, che dopo la prima tappa deve già recuperare 52” a Chris Froome. Undicesima, con un ritardo di 58” l’Astana, penalizzata anche da un problema meccanico nell’arco della prova. La Lampre-Merida, unica squadra italiana impegnata, ha chiuso all’ultimo posto con oltre 2′ di distacco.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: Meersman vince la prima volata, Kwiatkowski nuovo leader
La più classica delle volate di gruppo nella prima tappa in linea della Vuelta a España 2016, 160 chilometri da Ourense a Baiona: vittoria per il belga Gianni Meersman, corridore della Etixx-QuickStep.
Le squadre dei velocisti, aiutate anche dal Team Sky del leader della generale Peter Kennaugh, hanno controllato senza problemi una frazione corta e con una sola salita posta a metà gara. Nel finale tanta confusione e un paio di cadute, senza un treno in grado di prendere in mano la situazione. Solo negli ultimi 500 metri la Etixx-QuickStep è riuscita a conquistare la testa del gruppo e lanciare perfettamente Meersman che è riuscito a resistere agli abbozzati tentativi di rimonta degli avversari.
Al secondo posto il tedesco Michael Schwarzmann (Bora – Argon 18), staccato di una bicicletta dal vincitore odierno. Podio di giornata completato dal danese Magnus Cort Nielsen (Orica-BikeExchange) mentre il polacco Michal Kwiatkowski (Team Sky) ha chiuso quarto. Sesta e settima posizione per gli azzurri Kristian Sbaragli (Dimension Data) e Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo), nonostante un buon lavoro delle rispettive squadre nei chilometri conclusivi.
Grazie al piazzamento odierno Michal Kwiatkowski è il nuovo leader della classifica generale
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... vo-leader/
La più classica delle volate di gruppo nella prima tappa in linea della Vuelta a España 2016, 160 chilometri da Ourense a Baiona: vittoria per il belga Gianni Meersman, corridore della Etixx-QuickStep.
Le squadre dei velocisti, aiutate anche dal Team Sky del leader della generale Peter Kennaugh, hanno controllato senza problemi una frazione corta e con una sola salita posta a metà gara. Nel finale tanta confusione e un paio di cadute, senza un treno in grado di prendere in mano la situazione. Solo negli ultimi 500 metri la Etixx-QuickStep è riuscita a conquistare la testa del gruppo e lanciare perfettamente Meersman che è riuscito a resistere agli abbozzati tentativi di rimonta degli avversari.
Al secondo posto il tedesco Michael Schwarzmann (Bora – Argon 18), staccato di una bicicletta dal vincitore odierno. Podio di giornata completato dal danese Magnus Cort Nielsen (Orica-BikeExchange) mentre il polacco Michal Kwiatkowski (Team Sky) ha chiuso quarto. Sesta e settima posizione per gli azzurri Kristian Sbaragli (Dimension Data) e Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo), nonostante un buon lavoro delle rispettive squadre nei chilometri conclusivi.
Grazie al piazzamento odierno Michal Kwiatkowski è il nuovo leader della classifica generale
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: Geniez sorprende i big. Ruben Fernandez in Rosso, Froome e Chaves i migliori
Si inizia a far sul serio alla Vuelta a España: nella terza tappa arriva il primo arrivo in salita. La frazione partita da Marìn e giunta dopo 176.4 km a Dumbría / Mirador de Ézaro ha visto le prime scaramucce tra i big a causa di un’ascesa conclusiva che presentava più di un chilometro con punte superiori addirittura al 20% di pendenza. A trionfare è il francese Alexandre Geniez (FDJ) abile a sfruttare le sue caratteristiche da scalatore per gestire il vantaggio dato da una fuga partita da lontano sul muro finale. Tra i tanti litiganti a godere è stato un gregario, Ruben Fernandez, che è andato a prendersi la Maglia Rossa.
Sette i fuggitivi andati all’attacco sin dai primi chilometri: Alexandre Geniez (FDJ), Pieter Serry (Etixx-Quick Step, Rudiger Selig (Bora-Argon 18), Gatis Smukulis (Astana), Simon Pellaud (IAM Cycling), Jérôme Cousin (Cofidis) e David Arroyo (Caja Rural-Seguros RGA). Per loro vantaggio massimo che ha superato i 6′, con il Team Sky, squadra del leader della classifica Kwiatkowski, a gestire l’andatura del gruppo per lunghi tratti di gara. Sul primo GPM di giornata, l’Alto Lestaio, ha provato ad involarsi in solitaria Simon Pellaud: lo svizzero della IAM si è reso protagonista di una bellissima azione che purtroppo non gli è valsa la maglia degli scalatori, andata al transalpino Geniez in rimonta sul secondo GPM.
A circa dieci chilometri dal traguardo una bruttissima caduta ha privato dalle ambizioni di classifica il capitano dell’Astana Miguel Angel Lopez. Il gruppo lanciatissimo è andato a recuperare nel giro di pochi chilometri tutto il distacco sui fuggitivi rimasti all’attacco, il solo Alexandre Geniez è riuscito a mantenere qualche secondo grazie ad una prova magnifica. I protagonisti sono stati gli uomini della Movistar, con Ruben Fernandez (secondo all’arrivo), Quintana e Valverde davanti, ai quali ha resistito solo Esteban Chaves. In rimonta negli ultimi metri è arrivato anche Chris Froome, che ha carburato tardi, ma è riuscito comunque a stare con i rivali diretti. Colui che ha sofferto più di tutti è stato Alberto Contador, staccato addirittura di 30”, assieme al nostro Gianluca Brambilla.
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... -migliori/
Si inizia a far sul serio alla Vuelta a España: nella terza tappa arriva il primo arrivo in salita. La frazione partita da Marìn e giunta dopo 176.4 km a Dumbría / Mirador de Ézaro ha visto le prime scaramucce tra i big a causa di un’ascesa conclusiva che presentava più di un chilometro con punte superiori addirittura al 20% di pendenza. A trionfare è il francese Alexandre Geniez (FDJ) abile a sfruttare le sue caratteristiche da scalatore per gestire il vantaggio dato da una fuga partita da lontano sul muro finale. Tra i tanti litiganti a godere è stato un gregario, Ruben Fernandez, che è andato a prendersi la Maglia Rossa.
Sette i fuggitivi andati all’attacco sin dai primi chilometri: Alexandre Geniez (FDJ), Pieter Serry (Etixx-Quick Step, Rudiger Selig (Bora-Argon 18), Gatis Smukulis (Astana), Simon Pellaud (IAM Cycling), Jérôme Cousin (Cofidis) e David Arroyo (Caja Rural-Seguros RGA). Per loro vantaggio massimo che ha superato i 6′, con il Team Sky, squadra del leader della classifica Kwiatkowski, a gestire l’andatura del gruppo per lunghi tratti di gara. Sul primo GPM di giornata, l’Alto Lestaio, ha provato ad involarsi in solitaria Simon Pellaud: lo svizzero della IAM si è reso protagonista di una bellissima azione che purtroppo non gli è valsa la maglia degli scalatori, andata al transalpino Geniez in rimonta sul secondo GPM.
A circa dieci chilometri dal traguardo una bruttissima caduta ha privato dalle ambizioni di classifica il capitano dell’Astana Miguel Angel Lopez. Il gruppo lanciatissimo è andato a recuperare nel giro di pochi chilometri tutto il distacco sui fuggitivi rimasti all’attacco, il solo Alexandre Geniez è riuscito a mantenere qualche secondo grazie ad una prova magnifica. I protagonisti sono stati gli uomini della Movistar, con Ruben Fernandez (secondo all’arrivo), Quintana e Valverde davanti, ai quali ha resistito solo Esteban Chaves. In rimonta negli ultimi metri è arrivato anche Chris Froome, che ha carburato tardi, ma è riuscito comunque a stare con i rivali diretti. Colui che ha sofferto più di tutti è stato Alberto Contador, staccato addirittura di 30”, assieme al nostro Gianluca Brambilla.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: Calmejane beffa il gruppo, Atapuma nuovo leader
Secondo arrivo in salita alla Vuelta a España 2016, seconda sorpresa: dopo Geniez è un altro transalpino a trionfare sulle vette iberiche. Nella quarta frazione, partita da Betanzos, e giunta vetta a San Andrés de Teixido dopo 163 chilometri a vincere è stato Lilian Calmejane (Direct Energie), alla più importante vittoria da professionista. Secondo posto per Darwin Atapuma, che va a prendersi la Maglia Rossa di leader della classifica generale.
Scenario diverso rispetto alle altre frazioni quello odierno: la Movistar non ha lasciato subito partire la fuga, che si è creata soltanto dopo oltre 20 chilometri. Sono ventuno i protagonisti di giornata: Darwin Atapuma (BMC), Enrico Battaglin (Lotto NL – Jumbo), Andrey Zeits (Astana), Chad Haga (Giant – Alpecin), Axel Domont (AG2R – La Mondiale), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Zdenek Stybar (Etixx – Quick Step), Benjamin King e Pierre Rolland (Cannondale – Drapac), Nathan Haas e Merhawi Kudus (Dimension Data), Lawrence Warbasse e Marcel Wyss (IAM Cycling), Tsgabu Grmay (Lampre – Merida), Stéphane Rossetto (Cofidis), Cesare Benedetti e Scott Thwaites (Bora-Argon18), Angel Madrazo e Jaime Roson (Caja Rural – Seguros RGA), Lilian Calmejane (Direct Energie). Il gruppo, guidato sempre dalla compagine spagnola che nei suoi ranghi ha il leader della classifica generale, non ha lasciato più di 5′ di vantaggio.
Sul finale, nel momento decisivo della corsa, il plotone ha rallentato il ritmo, abbandonando le ambizioni di successo di tappa e, lasciandole così, ai fuggitivi. Il primo a muoversi tra gli uomini al comando è stato Domont, che ha provato ad anticipare tutti i rivali. Raggiunto il francese, è partito al contrattacco un altro transalpino: Calmejane, autore di uno scatto bellissimo. Gli unici a provare ad inseguirlo sono stati Atapuma e Rolland, ma si sono dovuti accontentare dei piazzamenti, con il colombiano che però è riuscito a gestire il vantaggio sul gruppo, conquistando la maglia rossa. Discreti piazzamenti anche per gli azzurri presenti nella fuga, con Battaglin sesto e Benedetti decimo.
Tanta gestione per il gruppo: giunti assieme tutti i big, con la Movistar che si è accontentata di perdere la maglia di leader, per magari andarla a prendere nei prossimi giorni con Valverde.
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... vo-leader/
Secondo arrivo in salita alla Vuelta a España 2016, seconda sorpresa: dopo Geniez è un altro transalpino a trionfare sulle vette iberiche. Nella quarta frazione, partita da Betanzos, e giunta vetta a San Andrés de Teixido dopo 163 chilometri a vincere è stato Lilian Calmejane (Direct Energie), alla più importante vittoria da professionista. Secondo posto per Darwin Atapuma, che va a prendersi la Maglia Rossa di leader della classifica generale.
Scenario diverso rispetto alle altre frazioni quello odierno: la Movistar non ha lasciato subito partire la fuga, che si è creata soltanto dopo oltre 20 chilometri. Sono ventuno i protagonisti di giornata: Darwin Atapuma (BMC), Enrico Battaglin (Lotto NL – Jumbo), Andrey Zeits (Astana), Chad Haga (Giant – Alpecin), Axel Domont (AG2R – La Mondiale), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Zdenek Stybar (Etixx – Quick Step), Benjamin King e Pierre Rolland (Cannondale – Drapac), Nathan Haas e Merhawi Kudus (Dimension Data), Lawrence Warbasse e Marcel Wyss (IAM Cycling), Tsgabu Grmay (Lampre – Merida), Stéphane Rossetto (Cofidis), Cesare Benedetti e Scott Thwaites (Bora-Argon18), Angel Madrazo e Jaime Roson (Caja Rural – Seguros RGA), Lilian Calmejane (Direct Energie). Il gruppo, guidato sempre dalla compagine spagnola che nei suoi ranghi ha il leader della classifica generale, non ha lasciato più di 5′ di vantaggio.
Sul finale, nel momento decisivo della corsa, il plotone ha rallentato il ritmo, abbandonando le ambizioni di successo di tappa e, lasciandole così, ai fuggitivi. Il primo a muoversi tra gli uomini al comando è stato Domont, che ha provato ad anticipare tutti i rivali. Raggiunto il francese, è partito al contrattacco un altro transalpino: Calmejane, autore di uno scatto bellissimo. Gli unici a provare ad inseguirlo sono stati Atapuma e Rolland, ma si sono dovuti accontentare dei piazzamenti, con il colombiano che però è riuscito a gestire il vantaggio sul gruppo, conquistando la maglia rossa. Discreti piazzamenti anche per gli azzurri presenti nella fuga, con Battaglin sesto e Benedetti decimo.
Tanta gestione per il gruppo: giunti assieme tutti i big, con la Movistar che si è accontentata di perdere la maglia di leader, per magari andarla a prendere nei prossimi giorni con Valverde.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: Meersman fa doppietta in volata nella quinta tappa
Arrivo molto concitato quello della quinta tappa della Vuelta a España 2016, partita da Viveiro e giunta a Lugo. Molte difficoltà, soprattutto a causa delle strade strette e delle curve presenti nelle ultime centinaia di metri hanno davvero messo in crisi il gruppo, colpito da tantissime cadute. Gianni Meersman fa doppietta: il belga della Etixx dopo il successo nella seconda frazione vince anche la quinta. Battuto di forza il lussemburghese Laurent Didier. Resta in vetta alla classifica generale Darwin Atapuma (BMC), che conserva la maglia grazie alla neutralizzazione degli ultimi 3 km.
Molto tranquilla la frazione odierna nella prima fase. Due i fuggitivi di giornata: Tiago Machado (Katusha) e Julien Morice (Direct Energie), all’attacco dopo pochi chilometri. Il gruppo ha lasciato spazio, con il vantaggio che è giunto fino ai 6′. Nei pressi del traguardo volante Machado ha deciso di provarci in solitaria, lasciando la compagnia di Morice. Bel tentativo per il portoghese, che comunque ha potuto poco contro la rincorsa del plotone, guidato dalla BMC e dalle squadre dei velocisti. Il lusitano è stato raggiunto a circa 15 km dal traguardo.
Il finale è stato insidiosissimo sia planimetricamente che altimetricamente: sull’ultimo strappo, posto a 2 chilometri dall’arrivo si sono mossi Simon Clarke (Cannondale Drapac) e Philippe Gilbert (BMC), ma la velocità altissima del gruppo non ha permesso di andar via ai due attaccanti. Tante anche le cadute nelle ultime curve. Il lavoro maggiore è stato fatto dalla Etixx Quick Step che ha portato al meglio davanti il proprio capitano Gianni Meersman, perfetto nel piazzare la stoccata. Seconda posizione per l’azzurro Fabio Felline (Trek Segafredo): un piazzamento di assoluto valore per un corridore che dopo una brutta caduta in primavera sembrava dovesse affrontare un lungo stop prima di tornare alle competizioni. Il piemontese, però, è riuscito a bruciare le tappe e tornare competitivo. Terza piazza per il francese Kevin Reza (Fdj).
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... nta-tappa/
Arrivo molto concitato quello della quinta tappa della Vuelta a España 2016, partita da Viveiro e giunta a Lugo. Molte difficoltà, soprattutto a causa delle strade strette e delle curve presenti nelle ultime centinaia di metri hanno davvero messo in crisi il gruppo, colpito da tantissime cadute. Gianni Meersman fa doppietta: il belga della Etixx dopo il successo nella seconda frazione vince anche la quinta. Battuto di forza il lussemburghese Laurent Didier. Resta in vetta alla classifica generale Darwin Atapuma (BMC), che conserva la maglia grazie alla neutralizzazione degli ultimi 3 km.
Molto tranquilla la frazione odierna nella prima fase. Due i fuggitivi di giornata: Tiago Machado (Katusha) e Julien Morice (Direct Energie), all’attacco dopo pochi chilometri. Il gruppo ha lasciato spazio, con il vantaggio che è giunto fino ai 6′. Nei pressi del traguardo volante Machado ha deciso di provarci in solitaria, lasciando la compagnia di Morice. Bel tentativo per il portoghese, che comunque ha potuto poco contro la rincorsa del plotone, guidato dalla BMC e dalle squadre dei velocisti. Il lusitano è stato raggiunto a circa 15 km dal traguardo.
Il finale è stato insidiosissimo sia planimetricamente che altimetricamente: sull’ultimo strappo, posto a 2 chilometri dall’arrivo si sono mossi Simon Clarke (Cannondale Drapac) e Philippe Gilbert (BMC), ma la velocità altissima del gruppo non ha permesso di andar via ai due attaccanti. Tante anche le cadute nelle ultime curve. Il lavoro maggiore è stato fatto dalla Etixx Quick Step che ha portato al meglio davanti il proprio capitano Gianni Meersman, perfetto nel piazzare la stoccata. Seconda posizione per l’azzurro Fabio Felline (Trek Segafredo): un piazzamento di assoluto valore per un corridore che dopo una brutta caduta in primavera sembrava dovesse affrontare un lungo stop prima di tornare alle competizioni. Il piemontese, però, è riuscito a bruciare le tappe e tornare competitivo. Terza piazza per il francese Kevin Reza (Fdj).
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: vittoria da campione per Simon Yates, ancora piazzato Felline
Tantissimi mangia e bevi a caratterizzare una sesta tappa della Vuelta a España 2016 nella quale i corridori non hanno trovato neanche un metro di pianura. Partenza da Monforte de Lemos, arrivo a Luintra. Ribeira Sacra: al termine di una grandissima battaglia tra gruppo e fuga a vincere è stato Simon Yates, autore di una splendida azione da finisseur sull’ultimo strappo di giornata. Resta in maglia rossa Darwin Atapuma.
Dodici uomini in fuga nella prima parte di gara, partiti precisamente dopo 20 chilometri dal via: Andrey Zeits (Astana), Kevin Reza (FDJ), Jan Bakelants (AG2R – La Mondiale), Alberto Losada (Katusha), Gert Dockx (Lotto Soudal), Omar Fraile (Dimension Data), Mathias Frank (IAM Cycling), Valerio Conti (Lampre – Merida), José Mendes e Gregor Muhlberger (Bora-Argon18) e Laurent Didier (Trek – Segafredo). Vantaggio che è rimasto stabilmente sui 2′, con la BMC che ha gestito al meglio la situazione per conservare la maglia rossa di Atapuma. Il primo a muoversi tra gli attaccanti è stato Omar Fraile: lo spagnolo ha guadagnato un minuto sui contrattaccanti, che si sono divisi tra loro. All’inseguimento dell’iberico sono rimasti Andrey Zeits (Astana), Jan Bakelants (AG2R – La Mondiale), Alberto Losada (Katusha), Laurent Didier (Trek – Segafredo) e Mathias Frank (IAM Cycling). Dopo lo scollinamento all’unico GPM odierno Fraile è stato raggiunto e al contrattacco è provato ad andare lo svizzero Frank.
Il grandissimo lavoro effettuato dalla Movistar a caccia del successo di tappa è riuscito: sull’ultimo strappo, posto a 4 chilometri dal traguardo, la compagine spagnola ha lanciato Dani Moreno che assieme a Simon Yates si è lanciato all’inseguimento di Frank. Il primo a portarsi sulla vetta è stato il corridore della Orica Bike Exchange, andato via a grandissima velocità. Sparata da campione per il britannico, che è stato irraggiungibile per tutti. Secondo posto per Luis Leon Sanchez (Astana), terzo un ottimo Fabio Felline (Trek Segafredo) al secondo podio consecutivo, a far capire di essere tornato in gran forma dopo la caduta in primavera.
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... o-felline/
Tantissimi mangia e bevi a caratterizzare una sesta tappa della Vuelta a España 2016 nella quale i corridori non hanno trovato neanche un metro di pianura. Partenza da Monforte de Lemos, arrivo a Luintra. Ribeira Sacra: al termine di una grandissima battaglia tra gruppo e fuga a vincere è stato Simon Yates, autore di una splendida azione da finisseur sull’ultimo strappo di giornata. Resta in maglia rossa Darwin Atapuma.
Dodici uomini in fuga nella prima parte di gara, partiti precisamente dopo 20 chilometri dal via: Andrey Zeits (Astana), Kevin Reza (FDJ), Jan Bakelants (AG2R – La Mondiale), Alberto Losada (Katusha), Gert Dockx (Lotto Soudal), Omar Fraile (Dimension Data), Mathias Frank (IAM Cycling), Valerio Conti (Lampre – Merida), José Mendes e Gregor Muhlberger (Bora-Argon18) e Laurent Didier (Trek – Segafredo). Vantaggio che è rimasto stabilmente sui 2′, con la BMC che ha gestito al meglio la situazione per conservare la maglia rossa di Atapuma. Il primo a muoversi tra gli attaccanti è stato Omar Fraile: lo spagnolo ha guadagnato un minuto sui contrattaccanti, che si sono divisi tra loro. All’inseguimento dell’iberico sono rimasti Andrey Zeits (Astana), Jan Bakelants (AG2R – La Mondiale), Alberto Losada (Katusha), Laurent Didier (Trek – Segafredo) e Mathias Frank (IAM Cycling). Dopo lo scollinamento all’unico GPM odierno Fraile è stato raggiunto e al contrattacco è provato ad andare lo svizzero Frank.
Il grandissimo lavoro effettuato dalla Movistar a caccia del successo di tappa è riuscito: sull’ultimo strappo, posto a 4 chilometri dal traguardo, la compagine spagnola ha lanciato Dani Moreno che assieme a Simon Yates si è lanciato all’inseguimento di Frank. Il primo a portarsi sulla vetta è stato il corridore della Orica Bike Exchange, andato via a grandissima velocità. Sparata da campione per il britannico, che è stato irraggiungibile per tutti. Secondo posto per Luis Leon Sanchez (Astana), terzo un ottimo Fabio Felline (Trek Segafredo) al secondo podio consecutivo, a far capire di essere tornato in gran forma dopo la caduta in primavera.
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Vuelta a España 2016: Van Genechten beffa Bennati, caduta per Alberto Contador
Ancora un’altra giornata stressante per i corridori alla Vuelta a España: a trionfare nella settima tappa partita da Maceda e giunta a Puebla de Sanabria è stato Jonas Van Genechten (IAM Cycling) che l’ha spuntata in una volata davvero molto concitata. Secondo posto per un eterno Daniele Bennati, terzo Alejandro Valverde. Resta in maglia rossa Darwin Atapuma.
Come di consueto, parte una fuga dopo pochi chilometri di gara. All’attacco sei uomini: Victor Campenaerts (Lotto NL – Jumbo), Johan Le Bon (FDJ), Sander Armée (Lotto Soudal), Davide Villella (Cannondale – Drapac), Vegard Laengen (IAM Cycling) e Luis Angel Mate (Cofidis). Il gruppo non ha lasciato molto spazio ai fuggitivi, restando sempre staccato di massimo 3′, in modo da poter raggiungerli nei momenti più importanti della corsa. Ai 50 chilometri dal traguardo è iniziato lo spettacolo timbrato Astana: splendido lavoro della compagine kazaka che ha messo in fila il gruppo (raggiungendo ovviamente i fuggitivi), mandando poi all’attacco sull’ultimo GPM di giornata la coppia formata da Luis Leon Sanchez e Dario Cataldo. Assieme ai due corridori della squadra asiatica anche Clarke (Cannondale – Drapac), Brambilla (Etixx – QuickStep) e Maté (Cofidis).
Sanchez e Clarke sono rimasti da soli davanti, staccando tutti i compagni di fuga: il gruppo però non si è fatto sfuggire l’occasione di vincere la tappa, andando a raggiungere gli attaccanti negli ultimi trecento metri, appena partita la volata. Van Genechten ha beffato sul traguardo Daniele Bennati e Alejandro Valverde. Da segnalare una brutta caduta per Alberto Contador (Tinkoff) a 500 metri dal traguardo: ennesimo evento sfortunato per lo spagnolo dopo il ritiro al Tour de France.
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... -contador/
Ancora un’altra giornata stressante per i corridori alla Vuelta a España: a trionfare nella settima tappa partita da Maceda e giunta a Puebla de Sanabria è stato Jonas Van Genechten (IAM Cycling) che l’ha spuntata in una volata davvero molto concitata. Secondo posto per un eterno Daniele Bennati, terzo Alejandro Valverde. Resta in maglia rossa Darwin Atapuma.
Come di consueto, parte una fuga dopo pochi chilometri di gara. All’attacco sei uomini: Victor Campenaerts (Lotto NL – Jumbo), Johan Le Bon (FDJ), Sander Armée (Lotto Soudal), Davide Villella (Cannondale – Drapac), Vegard Laengen (IAM Cycling) e Luis Angel Mate (Cofidis). Il gruppo non ha lasciato molto spazio ai fuggitivi, restando sempre staccato di massimo 3′, in modo da poter raggiungerli nei momenti più importanti della corsa. Ai 50 chilometri dal traguardo è iniziato lo spettacolo timbrato Astana: splendido lavoro della compagine kazaka che ha messo in fila il gruppo (raggiungendo ovviamente i fuggitivi), mandando poi all’attacco sull’ultimo GPM di giornata la coppia formata da Luis Leon Sanchez e Dario Cataldo. Assieme ai due corridori della squadra asiatica anche Clarke (Cannondale – Drapac), Brambilla (Etixx – QuickStep) e Maté (Cofidis).
Sanchez e Clarke sono rimasti da soli davanti, staccando tutti i compagni di fuga: il gruppo però non si è fatto sfuggire l’occasione di vincere la tappa, andando a raggiungere gli attaccanti negli ultimi trecento metri, appena partita la volata. Van Genechten ha beffato sul traguardo Daniele Bennati e Alejandro Valverde. Da segnalare una brutta caduta per Alberto Contador (Tinkoff) a 500 metri dal traguardo: ennesimo evento sfortunato per lo spagnolo dopo il ritiro al Tour de France.
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Re: Appassionati di Ciclismo
Vuelta a España 2016: Lagutin vince a La Camperona, Quintana stacca Froome ed è leader
Ennesima fuga vincente alla Vuelta a España 2016: Sergey Lagutin si è imposto nell’ottava tappa a La Camperona, salita con tre chilometri con una pendenza media oltre il 15% nel finale a caratterizzarla. Tra i big il migliore è stato Nairo Quintana, che ha finalmente trovato le gambe per attaccare e staccare un Chris Froome più fragile che in altre occasioni.
Oltre 180 chilometri di noia: la prima parte di gara è stata utile a definire solamente la figa di giornata e il vantaggio, ampio, con cui avrebbe poi affrontato la salita finale con pendenze costantemente oltre il 10%. Rispetto al plotone si sono avvantaggiati Axel Domont (AG2R), Gatis Smukulis (Astana), Scott Thwaites (Bora-Argon 18), Loic Chetout (Cofidis), Jacques Janse van Rensburg (Dimension Data), Perrig Quemeneur (Direct Energie), Pieter Serry (Etixx-QuickStep), Zico Waeytens (Giant-Alpecin), Sergey Lagutin, Jhonatan Restrepo (Katusha) e Mattia Cattaneo (Lampre-Merida).
Alle loro spalle la BMC ha condotto il gruppo con andatura regolare per tutto il giorno, lasciando agli attaccanti un margine prossimo ai 10′, mentre questi 11 uomini hanno attaccato gli 8 chilometri finali di salita con circa 8′ di margine.
Sin dalle prime rampe della salita, più facili, il colombiano Restrepo ha allungato con i compagni di fuga che non hanno reagito, probabilmente sperando di poter rientrare su questo atleta nelle fasi successive e con pendenze più dure. A 1500 metri dalla conclusione, infatti, il corridore della Katusha è stato ripreso dal gruppo degli inseguitori ridotto a tre sole unità: Serry, Domont e Lagutin, con Quemeneur pochi metri più indietro. Nel finale ottima volata di Lagutin, che ha fatto valere una brillantezza maggiore rispetto agli avversari per vincere davanti a Domont e Quemeneur. Quarto l’azzurro Mattia Cattaneo, in rimonta.
In gruppo la Movistar ha accelerato non appena entrata nel tratto con le pendenze più dure mettendo subito in difficoltà il leader della corsa Atapuma (BMC) e Chris Froome (Team Sky), che come suo solito non ha forzato nella fase iniziale della salita. Proprio Froome ha provato ad allungare alle porte dell’ultimo chilometro ma Nairo Quintana (Movistar) è riuscito a reagire e rispondere mentre Alberto Contador (Tinkoff) era entrato in difficoltà pochi istanti prima ripreso dal gruppetto degli inseguitori. Sul traguardo, Quintana ha guadagnato la maglia rossa infliggendo un distacco di 25” a Contador e 33” a Froome, che ha pagato all’interno dell’ultimo chilometro dopo aver forzato l’andatura nella fase precedente, e Alejandro Valverde, mentre Esteban Chaves (Orica-BikeExchange) ha perso quasi un minuto.
http://www.oasport.it/2016/08/vuelta-a- ... -e-leader/
Ennesima fuga vincente alla Vuelta a España 2016: Sergey Lagutin si è imposto nell’ottava tappa a La Camperona, salita con tre chilometri con una pendenza media oltre il 15% nel finale a caratterizzarla. Tra i big il migliore è stato Nairo Quintana, che ha finalmente trovato le gambe per attaccare e staccare un Chris Froome più fragile che in altre occasioni.
Oltre 180 chilometri di noia: la prima parte di gara è stata utile a definire solamente la figa di giornata e il vantaggio, ampio, con cui avrebbe poi affrontato la salita finale con pendenze costantemente oltre il 10%. Rispetto al plotone si sono avvantaggiati Axel Domont (AG2R), Gatis Smukulis (Astana), Scott Thwaites (Bora-Argon 18), Loic Chetout (Cofidis), Jacques Janse van Rensburg (Dimension Data), Perrig Quemeneur (Direct Energie), Pieter Serry (Etixx-QuickStep), Zico Waeytens (Giant-Alpecin), Sergey Lagutin, Jhonatan Restrepo (Katusha) e Mattia Cattaneo (Lampre-Merida).
Alle loro spalle la BMC ha condotto il gruppo con andatura regolare per tutto il giorno, lasciando agli attaccanti un margine prossimo ai 10′, mentre questi 11 uomini hanno attaccato gli 8 chilometri finali di salita con circa 8′ di margine.
Sin dalle prime rampe della salita, più facili, il colombiano Restrepo ha allungato con i compagni di fuga che non hanno reagito, probabilmente sperando di poter rientrare su questo atleta nelle fasi successive e con pendenze più dure. A 1500 metri dalla conclusione, infatti, il corridore della Katusha è stato ripreso dal gruppo degli inseguitori ridotto a tre sole unità: Serry, Domont e Lagutin, con Quemeneur pochi metri più indietro. Nel finale ottima volata di Lagutin, che ha fatto valere una brillantezza maggiore rispetto agli avversari per vincere davanti a Domont e Quemeneur. Quarto l’azzurro Mattia Cattaneo, in rimonta.
In gruppo la Movistar ha accelerato non appena entrata nel tratto con le pendenze più dure mettendo subito in difficoltà il leader della corsa Atapuma (BMC) e Chris Froome (Team Sky), che come suo solito non ha forzato nella fase iniziale della salita. Proprio Froome ha provato ad allungare alle porte dell’ultimo chilometro ma Nairo Quintana (Movistar) è riuscito a reagire e rispondere mentre Alberto Contador (Tinkoff) era entrato in difficoltà pochi istanti prima ripreso dal gruppetto degli inseguitori. Sul traguardo, Quintana ha guadagnato la maglia rossa infliggendo un distacco di 25” a Contador e 33” a Froome, che ha pagato all’interno dell’ultimo chilometro dopo aver forzato l’andatura nella fase precedente, e Alejandro Valverde, mentre Esteban Chaves (Orica-BikeExchange) ha perso quasi un minuto.
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