******Sport vari******
Re: ******Sport vari******
Moto3 Assen, vince Bagnaia e precede ben 4 italiani
Suona l’inno di Mameli per Pecco Bagnaia (è la sua prima vittoria iridata), ma anche per Fabio Di Giannantonio, Andrea Migno, Romano Fenati e Niccolò Antionelli, per un primo, secondo, terzo, quarto e quinto posto storico. Senza dimenticarsi di Nicolò Bulega (7°) e Lorenzo Dalla Porta (10°), con il rammarico di Enea Bastianini, caduto nel finale dopo un contatto con Bulega: al 18° giro erano addirittura otto gli italiani nelle prime otto posizione.
SORPASSO — Per conquistare il primo successo – che coincide anche con il primo trionfo della Mahindra – Bagnaia ha battuto in volata per 18 millesimi Migno, al suo primo podio iridato, autore di un sorpasso incredibile all’ultima variante. Poi, a 0”021, Di Giannantonio, che era salito sul podio anche al Mugello: una conferma bella e importante in una gara difficilissima, con decine di sorpassi, contatti, sconfinamenti sull’asfalto fuori dalla pista, tanto che tutto l’ultimo giro è stato messo “sotto investigazione” dalla Race Direction, che ha poi deciso di penalizzare Migno, che ha perso la posizione a favore di Di Giannantonio. Ma lo spazio fisico per stare tutti insieme non c’era, non si poteva fare diversamente. Solo 12° il capoclassifica iridato Brad Binder, finito fuori pista al 16° giro mentre stava tentando di tenere il ritmo dei piloti italiani. Ma oggi non ce n’era per nessuno. “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…”.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/26-0 ... 7518.shtml
Suona l’inno di Mameli per Pecco Bagnaia (è la sua prima vittoria iridata), ma anche per Fabio Di Giannantonio, Andrea Migno, Romano Fenati e Niccolò Antionelli, per un primo, secondo, terzo, quarto e quinto posto storico. Senza dimenticarsi di Nicolò Bulega (7°) e Lorenzo Dalla Porta (10°), con il rammarico di Enea Bastianini, caduto nel finale dopo un contatto con Bulega: al 18° giro erano addirittura otto gli italiani nelle prime otto posizione.
SORPASSO — Per conquistare il primo successo – che coincide anche con il primo trionfo della Mahindra – Bagnaia ha battuto in volata per 18 millesimi Migno, al suo primo podio iridato, autore di un sorpasso incredibile all’ultima variante. Poi, a 0”021, Di Giannantonio, che era salito sul podio anche al Mugello: una conferma bella e importante in una gara difficilissima, con decine di sorpassi, contatti, sconfinamenti sull’asfalto fuori dalla pista, tanto che tutto l’ultimo giro è stato messo “sotto investigazione” dalla Race Direction, che ha poi deciso di penalizzare Migno, che ha perso la posizione a favore di Di Giannantonio. Ma lo spazio fisico per stare tutti insieme non c’era, non si poteva fare diversamente. Solo 12° il capoclassifica iridato Brad Binder, finito fuori pista al 16° giro mentre stava tentando di tenere il ritmo dei piloti italiani. Ma oggi non ce n’era per nessuno. “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…”.
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Moto2, Assen: Morbidelli è 3°; per Nakagami è il primo trionfo
Dopo il primo trionfo in carriera di Pecco Bagnaia in Moto3, ecco il primo successo iridato di Takaaki Nakagami, 24enne giapponese dal grande talento, ma che dopo un paio di stagioni da protagonista è precipitato nelle retrovie. Pupillo di Casa Honda, è stato affidato alle cure dell’ex pilota Tadayuki Okada e nel 2016 è tornato su livelli interessanti, fino al successo di Assen, costruito e meritato con una gara esemplare, interrotta a tre giri dalla fine con la bandiera rossa per la pioggia. In quel momento, Nakagami era in testa con oltre due secondi di vantaggio su Johann Zarco, come sempre in grande rimonta nel finale. L’ultimo pilota giapponese a trionfare nel motomondiale era stato Yuki Takashi nel 2010.
BRAVO FRANCO — Alle spalle del campione del mondo, ecco Franco Morbidelli, finalmente al suo livello: per il pilota della VR46 Academy è il secondo podio in carriera, conquistato con un GP all’attacco: Morbidelli è stato in testa nei primi giri, prima di perdere un po’ di terreno. E’ successo altre volte in passato, ma questa volta Franco ha reagito, ha combattuto prima con Zarco e poi con Luthi (successivamente caduto), per un terzo posto davvero significativo. Bravo anche Lorenzo Baldassarri, quinto al traguardo, con Simone Corsi settimo: i piloti italiani possono essere protagonisti anche in questa categoria.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-2/26-0 ... 7716.shtml
Dopo il primo trionfo in carriera di Pecco Bagnaia in Moto3, ecco il primo successo iridato di Takaaki Nakagami, 24enne giapponese dal grande talento, ma che dopo un paio di stagioni da protagonista è precipitato nelle retrovie. Pupillo di Casa Honda, è stato affidato alle cure dell’ex pilota Tadayuki Okada e nel 2016 è tornato su livelli interessanti, fino al successo di Assen, costruito e meritato con una gara esemplare, interrotta a tre giri dalla fine con la bandiera rossa per la pioggia. In quel momento, Nakagami era in testa con oltre due secondi di vantaggio su Johann Zarco, come sempre in grande rimonta nel finale. L’ultimo pilota giapponese a trionfare nel motomondiale era stato Yuki Takashi nel 2010.
BRAVO FRANCO — Alle spalle del campione del mondo, ecco Franco Morbidelli, finalmente al suo livello: per il pilota della VR46 Academy è il secondo podio in carriera, conquistato con un GP all’attacco: Morbidelli è stato in testa nei primi giri, prima di perdere un po’ di terreno. E’ successo altre volte in passato, ma questa volta Franco ha reagito, ha combattuto prima con Zarco e poi con Luthi (successivamente caduto), per un terzo posto davvero significativo. Bravo anche Lorenzo Baldassarri, quinto al traguardo, con Simone Corsi settimo: i piloti italiani possono essere protagonisti anche in questa categoria.
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Re: ******Sport vari******
MotoGP Assen, Rossi cade. Miller vince su Marquez
La lotteria bagnata di Assen regala emozioni imprevedibili e fa uscire il numero 43. Quello di Jack Miller, che vince davanti a Marquez e Redding una corsa folle, interrotta per la pioggia al 15° giro e fatale a Rossi, caduto al terzo giro di gara-2, pochi istanti dopo il ruzzolone di Dovizioso e il k.o. di Petrucci, che ha avuto un problema alla moto. I nostri erano stati assoluti protagonisti della prima parte di gara, prima che il diluvio inducesse all'esposizione della bandiera rossa con la classifica del 14° giro - su cui poi si è basata la griglia di gara-2 per i 12 giri restanti -, che vedeva Dovizioso, Petrucci e Rossi nell'ordine, ma hanno pagato un dazio pesante alla sorte nel secondo troncone di corsa. L'unico valido per la classifica finale.
L'AUSTRALIANO — L'australiano della Honda VDS, dopo tante critiche e titubanze sul suo valore, trova quindi la sua giornata di gloria - primo successo in MotoGP, dopo che il suo miglior risultato nella top class era stato un 10° posto -, quella che sfugge a Hernandez, in testa fino al 12° (gara-1), ma il cui sogno si spezza sul più bello, alla chicane, come quello di tutta la Ducati, che non riesce a celebrare la pole di Dovizioso nel migliore dei modi e si rallegra solo per il podio di Redding e il 5° posto di Iannone. L'abruzzese è uno dei pochi 'graziati' dalla bandiera rossa, visto che era caduto al 14° giro di gara-1 ed è stato ripescato per il via della seconda corsa. Non si salva nemmeno Lorenzo, solo 10°. Il maiorchino annega confermando che per lui la pioggia è come la salsedine per le cime delle navi: corrosiva fino al punto da comprometterne la funzionalità. Al momento della bandiera rossa Jorge era 19° con tempi imbarazzanti.
BATTUTA A VUOTO — Della battuta a vuoto di Rossi - accorto e combattivo in gara-1 e apparentemente sicuro in testa nella seconda parte -, pesantissima perché stava recuperando in classifica su Lorenzo e anche su Marquez, approfitta proprio lo spagnolo della Honda, che con il 2° posto va a +24 su Lorenzo e +42 sul pesarese. Davvero un peccato per il pesarese, che ha fatto autocritica a fine gara per aver spinto troppo, afflitto al pari dei ducatisti per l'esito finale di una gara folle - tipica di Assen -, che ha visto il diluvio, ma si è addirittura conclusa sotto il sole.
LA 'PRIMA' GARA — Gara dichiarata 'wet', ma niente pioggia in partenza: tutti al via con le rain - ma Hernandez, Petrucci e Redding con la più morbida -, con Rossi che va con Dovizioso e Aleix Espargaro dietro, mentre in poco tempo Hernandez risale fino al 3° posto e Iannone , partito ultimo per la penalità-Montmelò è già 7° al secondo giro. Lorenzo affonda in modo impietoso (18°), Hernandez va in testa e Petrucci è già 4° al 6° giro alle spalle di Rossi e Dovizioso. La pista si asciuga, ma al 10° giro riprende la pioggia, con Hernandez leader e Dovizioso che passa Rossi per il 2° posto. Al 12° giro finisce la favola di Hernandez, lungo alla chicane, mentre la pioggia intensifica la sua forza. Iannone cade al 14° giro, poco prima che la gara sia fermata con bandiera rossa per il diluvio con Petrucci in testa (15° giro). Tutti ai box, si attendono gli eventi, cioé l'evoluzione del meteo, e si decide di far riprendere la gara (solo 12 giri) con una griglia basata sulla classifica al 14° giro con Dovizioso, Petrucci e Rossi in prima fila; Redding, Marquez, Pedrosa in seconda; 17° Iannone (ripartito dopo la caduta del 14esimo giro) e 19° Lorenzo.
SECONDO VIA — Alla seconda partenza scatta bene Rossi, che dopo lo spunto iniziale di Dovizioso va al comando, mentre Pedrosa e Crutchlow finiscono a terra. La gloria per Valentino dura poco, al 3° giro finisce a terra, pochi secondi dopo lo scivolone di Dovizioso e il k.o di Petrucci. Miller trova il guizzo giusto e scavalca Marquez, che si accontenta di un 2° posto pesante, mentre l'australiano conduce in porto il suo vascello con sicurezza. A seguire, podio per Redding, molto bravo anche in gara-1, poi 4° Pol Espargaro, 5° Iannone, 6° Barbera, 7° Laverty, 8° Bradl con l'Aprilia (che per il 2017 ha annunciato l'arrivo di Aleix Espargaro), 9° Vinales e 10° Lorenzo. Battuto, e abbattuto, quasi quanto Rossi dopo la trasferta fra i tulipani.
IL MONDIALE — Erano 62 GP (Stoner in Australia 2012) che non vinceva un pilota esterno ai ‘Fantastici Quattro’ Lorenzo-Rossi-Marquez-Pedrosa: Miller spariglia il quartetto ed è un elemento di novità di cui la MotoGP aveva bisogno, anche se non è detto che riuscirà a confermarsi a breve. Marquez, intanto, prende il largo nel mondiale, la Ducati alimenta la casella dei rimpianti e Rossi torna a casa con l'amaro in bocca della maggiore occasione persa della sua seconda vita in Yamaha.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/26- ... 4931.shtml
La lotteria bagnata di Assen regala emozioni imprevedibili e fa uscire il numero 43. Quello di Jack Miller, che vince davanti a Marquez e Redding una corsa folle, interrotta per la pioggia al 15° giro e fatale a Rossi, caduto al terzo giro di gara-2, pochi istanti dopo il ruzzolone di Dovizioso e il k.o. di Petrucci, che ha avuto un problema alla moto. I nostri erano stati assoluti protagonisti della prima parte di gara, prima che il diluvio inducesse all'esposizione della bandiera rossa con la classifica del 14° giro - su cui poi si è basata la griglia di gara-2 per i 12 giri restanti -, che vedeva Dovizioso, Petrucci e Rossi nell'ordine, ma hanno pagato un dazio pesante alla sorte nel secondo troncone di corsa. L'unico valido per la classifica finale.
L'AUSTRALIANO — L'australiano della Honda VDS, dopo tante critiche e titubanze sul suo valore, trova quindi la sua giornata di gloria - primo successo in MotoGP, dopo che il suo miglior risultato nella top class era stato un 10° posto -, quella che sfugge a Hernandez, in testa fino al 12° (gara-1), ma il cui sogno si spezza sul più bello, alla chicane, come quello di tutta la Ducati, che non riesce a celebrare la pole di Dovizioso nel migliore dei modi e si rallegra solo per il podio di Redding e il 5° posto di Iannone. L'abruzzese è uno dei pochi 'graziati' dalla bandiera rossa, visto che era caduto al 14° giro di gara-1 ed è stato ripescato per il via della seconda corsa. Non si salva nemmeno Lorenzo, solo 10°. Il maiorchino annega confermando che per lui la pioggia è come la salsedine per le cime delle navi: corrosiva fino al punto da comprometterne la funzionalità. Al momento della bandiera rossa Jorge era 19° con tempi imbarazzanti.
BATTUTA A VUOTO — Della battuta a vuoto di Rossi - accorto e combattivo in gara-1 e apparentemente sicuro in testa nella seconda parte -, pesantissima perché stava recuperando in classifica su Lorenzo e anche su Marquez, approfitta proprio lo spagnolo della Honda, che con il 2° posto va a +24 su Lorenzo e +42 sul pesarese. Davvero un peccato per il pesarese, che ha fatto autocritica a fine gara per aver spinto troppo, afflitto al pari dei ducatisti per l'esito finale di una gara folle - tipica di Assen -, che ha visto il diluvio, ma si è addirittura conclusa sotto il sole.
LA 'PRIMA' GARA — Gara dichiarata 'wet', ma niente pioggia in partenza: tutti al via con le rain - ma Hernandez, Petrucci e Redding con la più morbida -, con Rossi che va con Dovizioso e Aleix Espargaro dietro, mentre in poco tempo Hernandez risale fino al 3° posto e Iannone , partito ultimo per la penalità-Montmelò è già 7° al secondo giro. Lorenzo affonda in modo impietoso (18°), Hernandez va in testa e Petrucci è già 4° al 6° giro alle spalle di Rossi e Dovizioso. La pista si asciuga, ma al 10° giro riprende la pioggia, con Hernandez leader e Dovizioso che passa Rossi per il 2° posto. Al 12° giro finisce la favola di Hernandez, lungo alla chicane, mentre la pioggia intensifica la sua forza. Iannone cade al 14° giro, poco prima che la gara sia fermata con bandiera rossa per il diluvio con Petrucci in testa (15° giro). Tutti ai box, si attendono gli eventi, cioé l'evoluzione del meteo, e si decide di far riprendere la gara (solo 12 giri) con una griglia basata sulla classifica al 14° giro con Dovizioso, Petrucci e Rossi in prima fila; Redding, Marquez, Pedrosa in seconda; 17° Iannone (ripartito dopo la caduta del 14esimo giro) e 19° Lorenzo.
SECONDO VIA — Alla seconda partenza scatta bene Rossi, che dopo lo spunto iniziale di Dovizioso va al comando, mentre Pedrosa e Crutchlow finiscono a terra. La gloria per Valentino dura poco, al 3° giro finisce a terra, pochi secondi dopo lo scivolone di Dovizioso e il k.o di Petrucci. Miller trova il guizzo giusto e scavalca Marquez, che si accontenta di un 2° posto pesante, mentre l'australiano conduce in porto il suo vascello con sicurezza. A seguire, podio per Redding, molto bravo anche in gara-1, poi 4° Pol Espargaro, 5° Iannone, 6° Barbera, 7° Laverty, 8° Bradl con l'Aprilia (che per il 2017 ha annunciato l'arrivo di Aleix Espargaro), 9° Vinales e 10° Lorenzo. Battuto, e abbattuto, quasi quanto Rossi dopo la trasferta fra i tulipani.
IL MONDIALE — Erano 62 GP (Stoner in Australia 2012) che non vinceva un pilota esterno ai ‘Fantastici Quattro’ Lorenzo-Rossi-Marquez-Pedrosa: Miller spariglia il quartetto ed è un elemento di novità di cui la MotoGP aveva bisogno, anche se non è detto che riuscirà a confermarsi a breve. Marquez, intanto, prende il largo nel mondiale, la Ducati alimenta la casella dei rimpianti e Rossi torna a casa con l'amaro in bocca della maggiore occasione persa della sua seconda vita in Yamaha.
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Re: ******Sport vari******
Moto3 Sachsenring, pole di Bastianini; Antonelli si rompe la clavicola
C'è Enea Bastianini in pole nella Moto3 al Sachsenring dopo una sessione travagliata che ha visto un'interruzione per bandiera rossa e l'infortunio a Niccolò Antonelli. Il pilota del Team Ongetta si è infatti fratturato la clavicola sinistra, che "necessiterà di un intervento", come ha detto il Dott. Michele Zasa della Clinica Mobile. Il meteo non c'entra, perché la qualifica si è svolta sull'asciutto, ma la causa dell'high side di Antonelli va individuata in una chiazza d'olio alla curva 4, che ha innestato i capitomboli pure di Fenati e Di Giannantonio. Sessione interrotta per pulire la pista e poi la ripresa delle ostilità, con l'exploit di Bastianini, in gran forma finora nel week end tedesco, che ha staccato il miglio tempo sul finire della sessione. Alle sue spalle, ottimo 2° Locatelli, staccato di 0"319, poi lo spagnolo Canet, terzo a 0"372. In seconda fila Bendsneyder, Navarro e Binder, mentre Bagnaia è 11°, Bulega 16° , Fenati 18° e Di Giannantonio 22°.
MOTO2 — In Moto2 pole di Takaaki Nakagami. il gipponese con il tempo di 1'24"274 precede il francese Zarco, 2° a 0"240, e lo spagnolo Rins, 3° a 0"367. A seguire, tre italiani nelle successive quattro posizioni con Simone Corsi quarto a 0"406, Franco Morbidelli quinto a 0"457 e Lorenzo Baldassarri settimo a 0"571.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/16-0 ... 7843.shtml
C'è Enea Bastianini in pole nella Moto3 al Sachsenring dopo una sessione travagliata che ha visto un'interruzione per bandiera rossa e l'infortunio a Niccolò Antonelli. Il pilota del Team Ongetta si è infatti fratturato la clavicola sinistra, che "necessiterà di un intervento", come ha detto il Dott. Michele Zasa della Clinica Mobile. Il meteo non c'entra, perché la qualifica si è svolta sull'asciutto, ma la causa dell'high side di Antonelli va individuata in una chiazza d'olio alla curva 4, che ha innestato i capitomboli pure di Fenati e Di Giannantonio. Sessione interrotta per pulire la pista e poi la ripresa delle ostilità, con l'exploit di Bastianini, in gran forma finora nel week end tedesco, che ha staccato il miglio tempo sul finire della sessione. Alle sue spalle, ottimo 2° Locatelli, staccato di 0"319, poi lo spagnolo Canet, terzo a 0"372. In seconda fila Bendsneyder, Navarro e Binder, mentre Bagnaia è 11°, Bulega 16° , Fenati 18° e Di Giannantonio 22°.
MOTO2 — In Moto2 pole di Takaaki Nakagami. il gipponese con il tempo di 1'24"274 precede il francese Zarco, 2° a 0"240, e lo spagnolo Rins, 3° a 0"367. A seguire, tre italiani nelle successive quattro posizioni con Simone Corsi quarto a 0"406, Franco Morbidelli quinto a 0"457 e Lorenzo Baldassarri settimo a 0"571.
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MotoGP Sachsenrig, Marquez centra la pole; Rossi 3°, Lorenzo cade
C'è Marc Marquez in pole al Sachsenring. Lo spagnolo della Honda, alla quarta pole stagionale, segna il tempo di 1'21"160 e precede Barbera, 2° a 0"412, e Rossi, 3° a 0"506, che scatteranno in prima fila al suo fianco. Lorenzo cade ancora, la terza volta in due giorni e la seconda in pochi minuti dopo quella della Q1, e partirà solo 11° a 0"928. Indietro anche Iannone, 9° a 0"730 e autore di una traiettoria da brividi con Marquez nel finale, dopo una scivolata alla curva 1, la stessa di Lorenzo. In seconda fila l'ottimo Petrucci, 4° a 0"506 - stesso distacco di Rossi -, Pol Espargaro e Vinales. 7° Dovizioso a 0"698, 10° Pedrosa a 0"732.
LA Q1 — Avevano passato il taglio della Q1 Danilo Petrucci, che con il tempo di 1'21"712 precede Lorenzo di 25 millesimi. Fuori Crutchlow, a 71/1000 da Petrucci e primo degli esclusi. Brivido per Lorenzo, come detto, che inanella una caduta senza conseguenze alla curva 8 sul finire della sessione.
LIBERE4 — Nelle Libere4, non valide per lo schieramento di partenza, miglior tempo di Iannone in 1'22"005, che precede Marquez, secondo a 0"126, e Pedrosa, terzo a 0"127. A seguire, 4° Vinales, 5° Dovizioso (+0"522), 6° Rossi (+0"526), 9° Petrucci (+0"733) e 11° Lorenzo, sempre in difficoltà, a 0"891 di distacco.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/16- ... 3205.shtml
C'è Marc Marquez in pole al Sachsenring. Lo spagnolo della Honda, alla quarta pole stagionale, segna il tempo di 1'21"160 e precede Barbera, 2° a 0"412, e Rossi, 3° a 0"506, che scatteranno in prima fila al suo fianco. Lorenzo cade ancora, la terza volta in due giorni e la seconda in pochi minuti dopo quella della Q1, e partirà solo 11° a 0"928. Indietro anche Iannone, 9° a 0"730 e autore di una traiettoria da brividi con Marquez nel finale, dopo una scivolata alla curva 1, la stessa di Lorenzo. In seconda fila l'ottimo Petrucci, 4° a 0"506 - stesso distacco di Rossi -, Pol Espargaro e Vinales. 7° Dovizioso a 0"698, 10° Pedrosa a 0"732.
LA Q1 — Avevano passato il taglio della Q1 Danilo Petrucci, che con il tempo di 1'21"712 precede Lorenzo di 25 millesimi. Fuori Crutchlow, a 71/1000 da Petrucci e primo degli esclusi. Brivido per Lorenzo, come detto, che inanella una caduta senza conseguenze alla curva 8 sul finire della sessione.
LIBERE4 — Nelle Libere4, non valide per lo schieramento di partenza, miglior tempo di Iannone in 1'22"005, che precede Marquez, secondo a 0"126, e Pedrosa, terzo a 0"127. A seguire, 4° Vinales, 5° Dovizioso (+0"522), 6° Rossi (+0"526), 9° Petrucci (+0"733) e 11° Lorenzo, sempre in difficoltà, a 0"891 di distacco.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/16- ... 3205.shtml
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Re: ******Sport vari******
Moto3 Sachsenring, l'aliscafo è Pawi; Locatelli e Bastianini sul podio
Piove a dirotto sul Sachsenring e ancora prima della partenza si sa già chi vincerà: Khairul Idham Pawi in queste condizioni non ha rivali, anche se scatta dalla settima fila con il ventesimo tempo. Infatti, bastano quattro giri al pilota malese, già vincitore in Argentina, per portarsi al comando, girando due-tre secondi più velocemente di tutti i rivali. Un po’ troppo: al 14° passaggio Pawi va fuori, ma riesce a non cadere e grazie al grandissimo margine accumulato, torna in pista comunque in prima posizione, che mantiene facilmente fino alla fine.
DOPPIETTA — Alle sue spalle, si cade tanto: normale in queste condizioni. Ma Andrea Locatelli si esalta sull’acqua e guidando con grande accortezza conquista il primo podio della carriera a 19 anni e al 41° tentativo. Andrea è in crescita: dopo un inizio difficile, negli ultimi GP si è costantemente avvicinato alle prime posizioni. Se Locatelli è uno specialista del bagnato, Bastianini, partito per la seconda volta consecutiva dalla pole, solitamente patisce l’acqua. Non questa volta, però: una gran bella sorpresa, per un podio davvero soddisfacente. Bravissimo anche Fabio Di Giannantonio, quinto al traguardo dopo essere partito 22°, decimo Pecco Bagnaia. Solo ottavo il capoclassifica Brad Binder, che comunque va in vacanza con grande margine sul secondo: +47 su Navarro (7° al traguardo).
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/17-0 ... 6869.shtml
Piove a dirotto sul Sachsenring e ancora prima della partenza si sa già chi vincerà: Khairul Idham Pawi in queste condizioni non ha rivali, anche se scatta dalla settima fila con il ventesimo tempo. Infatti, bastano quattro giri al pilota malese, già vincitore in Argentina, per portarsi al comando, girando due-tre secondi più velocemente di tutti i rivali. Un po’ troppo: al 14° passaggio Pawi va fuori, ma riesce a non cadere e grazie al grandissimo margine accumulato, torna in pista comunque in prima posizione, che mantiene facilmente fino alla fine.
DOPPIETTA — Alle sue spalle, si cade tanto: normale in queste condizioni. Ma Andrea Locatelli si esalta sull’acqua e guidando con grande accortezza conquista il primo podio della carriera a 19 anni e al 41° tentativo. Andrea è in crescita: dopo un inizio difficile, negli ultimi GP si è costantemente avvicinato alle prime posizioni. Se Locatelli è uno specialista del bagnato, Bastianini, partito per la seconda volta consecutiva dalla pole, solitamente patisce l’acqua. Non questa volta, però: una gran bella sorpresa, per un podio davvero soddisfacente. Bravissimo anche Fabio Di Giannantonio, quinto al traguardo dopo essere partito 22°, decimo Pecco Bagnaia. Solo ottavo il capoclassifica Brad Binder, che comunque va in vacanza con grande margine sul secondo: +47 su Navarro (7° al traguardo).
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/17-0 ... 6869.shtml
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Moto2 Sachsenring, volata a Zarco; 2° Folger, Pasini 4°, rabbia Morbidelli
Nel festival delle cadute della Moto2 al Sachsenring – 19 in totale, con molti piloti scivolati più volte – quella più terribile per i colori italiani è stata quella di Franco Morbidelli al 23° giro, quella più importante per il campionato quella di Alex Rins due giri più tardi. Che peccato per Franco! Al comando dal 17° giro, grazie a un sorpasso a dir poco deciso su Rins (i due si sono anche toccati), il Morbido è stato perentoriamente al comando fino al 23° giro, prima di cadere per essere finito leggermente lungo alla curva numero uno. Così, a un anno di distanza, sulla stessa pista, un’altra grande delusione per Franco: nel 2015 gli era sfuggito il primo podio a due curve dal traguardo, stavolta ha visto svanire la prima vittoria, ormai ampiamente conquistata. A vincere è stato Johann Zarco, bravo a replicare all’attacco finale dell’idolo di casa Jones Folger, con Julian Simon a completare il podio.
PROTAGONISTI — Ad approfittare delle tante scivolate sono stati Mattia Pasini 4° (miglior risultato in Moto2 per lui), Lorenzo Baldassari, partito con una spalla lussata e Luca Marini, finiti nell’ordine alle sue spalle: bravi davvero.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-2/17-0 ... 7057.shtml
Nel festival delle cadute della Moto2 al Sachsenring – 19 in totale, con molti piloti scivolati più volte – quella più terribile per i colori italiani è stata quella di Franco Morbidelli al 23° giro, quella più importante per il campionato quella di Alex Rins due giri più tardi. Che peccato per Franco! Al comando dal 17° giro, grazie a un sorpasso a dir poco deciso su Rins (i due si sono anche toccati), il Morbido è stato perentoriamente al comando fino al 23° giro, prima di cadere per essere finito leggermente lungo alla curva numero uno. Così, a un anno di distanza, sulla stessa pista, un’altra grande delusione per Franco: nel 2015 gli era sfuggito il primo podio a due curve dal traguardo, stavolta ha visto svanire la prima vittoria, ormai ampiamente conquistata. A vincere è stato Johann Zarco, bravo a replicare all’attacco finale dell’idolo di casa Jones Folger, con Julian Simon a completare il podio.
PROTAGONISTI — Ad approfittare delle tante scivolate sono stati Mattia Pasini 4° (miglior risultato in Moto2 per lui), Lorenzo Baldassari, partito con una spalla lussata e Luca Marini, finiti nell’ordine alle sue spalle: bravi davvero.
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MotoGP Sachsenring Marquez cala il settebello; Dovizioso 3°, Rossi è 8°
Il settebello e l’asso. Marquez centra il settimo successo di fila al Sachsenring giocando da fuoriclasse la sua carta vincente. Prima bagnata, poi asciutta. È infatti il primo a cambiare moto in una gara complicata e difficile, partita con una pioggerella leggera e infida e terminata su asciutto e a rischiare in condizioni insidiose e non ancora definite. Lo spagnolo della Honda spariglia il mazzo con la scelta anticipata delle slick, trova subito il ritmo, recupera anche 6" al giro ai primi, rimonta con una condotta impeccabile rimediando pure a un dritto (11° giro), e va a trionfare davanti a Crutchlow - grande gara per il britannico e Dovizioso.
GARA PAZZA — Gara intensa, caratterizzata e segnata dal meteo, che ha stravolto scelte e strategie. L'avvio è stato nel segno di Petrucci, leader fino a un terzo di gara, poi scivolato, tornato ai box con una moto in fiamme e poi out. A seguire sugli scudi è salito Dovizioso, autorevole al comando finché la pista non si è asciugata e premiato con un podio che forse non lo risarcisce del tutto per la delusione di una vittoria che pareva possibile, ma importante. Purtroppo la Ducati raggiunge il suo 'Mak P 100' al contrario: tante sono infatti le gare da cui le sfugge il successo.
DELUSIONE ROSSI — Delusione cocente in casa-Rossi, che ha corso con intelligenza nelle prime posizioni fino a un certo punto, ma ha sbagliato a non anticipare la mossa per il cambio moto, pur richiamato dai box a due terzi di gara, e è rimasto attardato alla ripartenza in netta difficoltà con la nuova moto. Valentino è scivolato fino a un 8° posto mediocre che gli fa perdere abbrivio e punti importanti nella lotta al titolo. Dove Marquez allunga e Lorenzo scompare, solo 15° e ora a 48 punti dall'alfiere della Honda, mentre Rossi è a -59 dalla vetta. La bolina del mondiale - 9 gare su 18 - pare aver già decisamente indirizzato la regata iridata.
OUTSIDER — Buoni piazzamenti per gli outsider, che in queste condizioni emergono sempre, con il 4° di Redding, il 7° di Miller, uno degli ultimi a fermarsi, e il 9° di un Barbera che sul bagnato stava brillando. Non è stato invece premiato più di tanto dalla sosta anticipata Iannone (5°), e non ha svettato come nel warm up Pedrosa, 6°.
LA GARA — Partenza guardinga per tutti: Rossi dopo poche curve è in testa, con le Ducati di Dovizioso e Petrucci che si fanno largo e al 3. giro vanno a occupare, nell'ordine le prime due posizioni. Una tornata e Petrux è al comando, con Miller e Barbera che risalgono e Rossi molto e accorto. All'11. giro Petrucci scivola alla curva 3 e poco dopo Marquez fa un dritto che gli fa perdere molte posizioni. Dovizioso è in testa, la pista inizia ad asciugarsi, e al 18. giro Marquez (9°) è il primo dei big a cambiare moto e passare alle slick, mentre Rossi passa Barbera per il 2° posto e a 11 giri dalla fine inizia il suo forcing su Dovizioso, ignorando le segnalazioni dei box di rientrare per il cambio moto. Marquez sta volando, anche 6" più veloce dei primi e a 7 giri dalla fine, quando i primi quattro - Dovizioso, Rossi, Crutchlow e Barbera si fermano - ha vita facile. Il tempo di 'azzannare' pure Miller, penalizzato dalla tempistica della sosta, e il settebello è servito. Nell'ultimo giro Dovizioso si prende un podio meritato su Redding. È l'ultima emozione di una gara palpitante.
INCUBO LORENZO — Lorenzo merita un capitolo a parte: è in tilt. Come un flipper inceppato. La pausa estiva può solo aiutarlo per resettare la testa – magari, più che un coach alla Biaggi-Stoner, potrebbe aiutarlo un trainer mentale, o... Pawi, visto come vola sul bagnato – e cercare di ritrovare l'antico splendore. Jorge, dopo Assen, vive un altro week end da incubo, con tre cadute e tempi anche di 4” superiori al vertice: la pioggia lo paralizza, se non ‘sente’ la gomma si pianta, e anche al Sachsenring, come in Olanda, riaffiorano fantasmi e scorie di un recente passato di dolore che non ha mai espulso dalla sua psiche. Proseguire così, però, è una resa. Non sempre Jorge troverà le condizioni ideali per fare il 'martillo' e se non colma questa lacuna, non solo la difesa dello scettro iridato diventa una chimera, ma anche la sua avventura in Ducati partirà con un freno a mano latente. Intanto Marquez, modalità polso e cervello, vola via e ha in pratica due GP di vantaggio sulla coppia Yamaha. Quella che dovrà maggiormente ricostruirsi nella pausa estiva per cercare di salvare il salvabile di una stagione indecifrabile.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/17- ... 4492.shtml
Il settebello e l’asso. Marquez centra il settimo successo di fila al Sachsenring giocando da fuoriclasse la sua carta vincente. Prima bagnata, poi asciutta. È infatti il primo a cambiare moto in una gara complicata e difficile, partita con una pioggerella leggera e infida e terminata su asciutto e a rischiare in condizioni insidiose e non ancora definite. Lo spagnolo della Honda spariglia il mazzo con la scelta anticipata delle slick, trova subito il ritmo, recupera anche 6" al giro ai primi, rimonta con una condotta impeccabile rimediando pure a un dritto (11° giro), e va a trionfare davanti a Crutchlow - grande gara per il britannico e Dovizioso.
GARA PAZZA — Gara intensa, caratterizzata e segnata dal meteo, che ha stravolto scelte e strategie. L'avvio è stato nel segno di Petrucci, leader fino a un terzo di gara, poi scivolato, tornato ai box con una moto in fiamme e poi out. A seguire sugli scudi è salito Dovizioso, autorevole al comando finché la pista non si è asciugata e premiato con un podio che forse non lo risarcisce del tutto per la delusione di una vittoria che pareva possibile, ma importante. Purtroppo la Ducati raggiunge il suo 'Mak P 100' al contrario: tante sono infatti le gare da cui le sfugge il successo.
DELUSIONE ROSSI — Delusione cocente in casa-Rossi, che ha corso con intelligenza nelle prime posizioni fino a un certo punto, ma ha sbagliato a non anticipare la mossa per il cambio moto, pur richiamato dai box a due terzi di gara, e è rimasto attardato alla ripartenza in netta difficoltà con la nuova moto. Valentino è scivolato fino a un 8° posto mediocre che gli fa perdere abbrivio e punti importanti nella lotta al titolo. Dove Marquez allunga e Lorenzo scompare, solo 15° e ora a 48 punti dall'alfiere della Honda, mentre Rossi è a -59 dalla vetta. La bolina del mondiale - 9 gare su 18 - pare aver già decisamente indirizzato la regata iridata.
OUTSIDER — Buoni piazzamenti per gli outsider, che in queste condizioni emergono sempre, con il 4° di Redding, il 7° di Miller, uno degli ultimi a fermarsi, e il 9° di un Barbera che sul bagnato stava brillando. Non è stato invece premiato più di tanto dalla sosta anticipata Iannone (5°), e non ha svettato come nel warm up Pedrosa, 6°.
LA GARA — Partenza guardinga per tutti: Rossi dopo poche curve è in testa, con le Ducati di Dovizioso e Petrucci che si fanno largo e al 3. giro vanno a occupare, nell'ordine le prime due posizioni. Una tornata e Petrux è al comando, con Miller e Barbera che risalgono e Rossi molto e accorto. All'11. giro Petrucci scivola alla curva 3 e poco dopo Marquez fa un dritto che gli fa perdere molte posizioni. Dovizioso è in testa, la pista inizia ad asciugarsi, e al 18. giro Marquez (9°) è il primo dei big a cambiare moto e passare alle slick, mentre Rossi passa Barbera per il 2° posto e a 11 giri dalla fine inizia il suo forcing su Dovizioso, ignorando le segnalazioni dei box di rientrare per il cambio moto. Marquez sta volando, anche 6" più veloce dei primi e a 7 giri dalla fine, quando i primi quattro - Dovizioso, Rossi, Crutchlow e Barbera si fermano - ha vita facile. Il tempo di 'azzannare' pure Miller, penalizzato dalla tempistica della sosta, e il settebello è servito. Nell'ultimo giro Dovizioso si prende un podio meritato su Redding. È l'ultima emozione di una gara palpitante.
INCUBO LORENZO — Lorenzo merita un capitolo a parte: è in tilt. Come un flipper inceppato. La pausa estiva può solo aiutarlo per resettare la testa – magari, più che un coach alla Biaggi-Stoner, potrebbe aiutarlo un trainer mentale, o... Pawi, visto come vola sul bagnato – e cercare di ritrovare l'antico splendore. Jorge, dopo Assen, vive un altro week end da incubo, con tre cadute e tempi anche di 4” superiori al vertice: la pioggia lo paralizza, se non ‘sente’ la gomma si pianta, e anche al Sachsenring, come in Olanda, riaffiorano fantasmi e scorie di un recente passato di dolore che non ha mai espulso dalla sua psiche. Proseguire così, però, è una resa. Non sempre Jorge troverà le condizioni ideali per fare il 'martillo' e se non colma questa lacuna, non solo la difesa dello scettro iridato diventa una chimera, ma anche la sua avventura in Ducati partirà con un freno a mano latente. Intanto Marquez, modalità polso e cervello, vola via e ha in pratica due GP di vantaggio sulla coppia Yamaha. Quella che dovrà maggiormente ricostruirsi nella pausa estiva per cercare di salvare il salvabile di una stagione indecifrabile.
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Re: ******Sport vari******
Bari, lunedi il sindaco premia la Waterpolo per la storica promozione in Serie A2
Lunedì 25 luglio, alle ore 16.00, nella sala giunta di Palazzo di Città, il sindaco Antonio Decaro e l'assessore allo Sport Pietro Petruzzelli premieranno gli atleti e l’allenatore della Waterpolo Bari come eccellenza dello sport barese per il grande risultato sportivo conseguito al termine dell'ultima stagione di pallanuoto, con la storica promozione in A2.
Un prestigioso riconoscimento per gli sforzi profusi dai ragazzi allenati da Antonello Risola e dall'organizzazione del club presieduto da Emanuele Merlini.
A margine della premiazione della squadra, il sindaco e l'assessore Petruzzelli consegneranno un riconoscimento della città ai due atleti baresi dell'apnea, Tiziana De Giglio e Alessandro Zacheo, per i risultati raggiunti durante i campionati del mondo svoltisi a Lignano Sabbiadoro (CMAS 9th Apnea Indoor World Championship 2016).
http://www.giornaledipuglia.com/2016/07 ... ia-la.html
Lunedì 25 luglio, alle ore 16.00, nella sala giunta di Palazzo di Città, il sindaco Antonio Decaro e l'assessore allo Sport Pietro Petruzzelli premieranno gli atleti e l’allenatore della Waterpolo Bari come eccellenza dello sport barese per il grande risultato sportivo conseguito al termine dell'ultima stagione di pallanuoto, con la storica promozione in A2.
Un prestigioso riconoscimento per gli sforzi profusi dai ragazzi allenati da Antonello Risola e dall'organizzazione del club presieduto da Emanuele Merlini.
A margine della premiazione della squadra, il sindaco e l'assessore Petruzzelli consegneranno un riconoscimento della città ai due atleti baresi dell'apnea, Tiziana De Giglio e Alessandro Zacheo, per i risultati raggiunti durante i campionati del mondo svoltisi a Lignano Sabbiadoro (CMAS 9th Apnea Indoor World Championship 2016).
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Re: ******Sport vari******
La VR46 raddoppia: anche Bagnaia in Moto2. Pole per Mir e Zarco
Austria fra mercato e pista. In Moto2 c'è il raddoppio del team Sky VR46, che inizialmente avrebbe dovuto debuttare nella classe di mezzo con il solo Romano Fenati, ma che invece affiderà una moto anche a Francesco Bagnaia. Che torna così nella squadra con la quale aveva debuttato nel Mondiale. Sempre in Moto2, Fausto Gresini aveva ormai l'accordo fatto con Miguel Oliveira per sostituire Sam Lowes, prima che negli ultimi giorni la Ktm firmasse con il portoghese, che dovrebbe far coppia con Binder. In Moto3, si preannuncia invece guerra legale intorno a Niccolò Antonelli. Il pilota di Cattolica 10 giorni fa ha firmato il rinnovo col team Ongetta, salvo poi dire di sì al team Ajo, andato alla carica dopo essersi visto chiedere 240 mila euro da Bastianini. Enea, che nel 2017 lascerà il team Gresini, approderà invece nel team di Emilio Alzamora, con il quale aveva flirtato un anno fa, per Antonelli, invece, probabile che della cosa sarà investita l'Irta. I contratti, del resto, una volta firmati dovrebbero avere valore.
POLE MOTO3 — In pista, in Moto3 pole di Mir (Ktm Leopard Racing) che con il tempo di 1'36"228 precede Binder, 2° a 0"107, ed Enea Bastianini (Honda Gresini), 3° a 0"372. In seconda fila 4° Canet, 5° Quartararo e 6° Bulega, mentre Bagnaia è 7°, Di Giannantonio 9°, Fenati 11° e Antonelli 13°.
POLE MOTO2 — In Moto2 pole per Johann Zarco: il francese segna il tempo di 1'29"255 e precede il nostro Morbidelli di 112 millesimi e Luthi di 225. 12° Baldassarri.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/13-0 ... 2832.shtml
Austria fra mercato e pista. In Moto2 c'è il raddoppio del team Sky VR46, che inizialmente avrebbe dovuto debuttare nella classe di mezzo con il solo Romano Fenati, ma che invece affiderà una moto anche a Francesco Bagnaia. Che torna così nella squadra con la quale aveva debuttato nel Mondiale. Sempre in Moto2, Fausto Gresini aveva ormai l'accordo fatto con Miguel Oliveira per sostituire Sam Lowes, prima che negli ultimi giorni la Ktm firmasse con il portoghese, che dovrebbe far coppia con Binder. In Moto3, si preannuncia invece guerra legale intorno a Niccolò Antonelli. Il pilota di Cattolica 10 giorni fa ha firmato il rinnovo col team Ongetta, salvo poi dire di sì al team Ajo, andato alla carica dopo essersi visto chiedere 240 mila euro da Bastianini. Enea, che nel 2017 lascerà il team Gresini, approderà invece nel team di Emilio Alzamora, con il quale aveva flirtato un anno fa, per Antonelli, invece, probabile che della cosa sarà investita l'Irta. I contratti, del resto, una volta firmati dovrebbero avere valore.
POLE MOTO3 — In pista, in Moto3 pole di Mir (Ktm Leopard Racing) che con il tempo di 1'36"228 precede Binder, 2° a 0"107, ed Enea Bastianini (Honda Gresini), 3° a 0"372. In seconda fila 4° Canet, 5° Quartararo e 6° Bulega, mentre Bagnaia è 7°, Di Giannantonio 9°, Fenati 11° e Antonelli 13°.
POLE MOTO2 — In Moto2 pole per Johann Zarco: il francese segna il tempo di 1'29"255 e precede il nostro Morbidelli di 112 millesimi e Luthi di 225. 12° Baldassarri.
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Re: ******Sport vari******
MotoGP, Zeltweg, prodigio Iannone: pole! Che Italia: Rossi 2°, Dovizioso 3°
Iannone fulmine rosso. La pole del GP d'Austria della MotoGP è della Ducati dell'abruzzese, che conferma il gran momento di forma delle Desmosedici GP al Red Bull Ring e con il tempo di 1'23"142 si qualifica davanti a tutti per la prima volta stagionale. Alle spalle di Iannone è festival tricolore, con Rossi 2° a 0"147 , e Dovizioso 3° a 0"156 per una prima fila tutta italiana da sogno. Erano 10 anni, dal GP del Giappone del 2006 con Capirossi (Ducati), Rossi (Yamaha) e Melandri (Honda), che non si vedevano tre italiani in prima fila nella classe regina. Un ideale podio tricolore che lascia presagire una gara vibrante, e che in tempi di Olimpiadi non può che coinvolgere ed essere, magari, di buon auspicio.
LA SECONDA FILA — A seguire, un buon Lorenzo, 4° a 0"219, seguito da Marquez, 5° a 0"333 e in azione dopo la caduta del mattina, il dislocamento della spalla e l'ok per correre dopo il buon esito dei controlli in ospedale. Il leader del mondiale si è difeso bene con una Honda che piazza Crutchlow (Team Lcr) al 7° posto e Pedrosa al 12°, e si è pure esibito di una spanciata da brividi alla curva 10 che conferma una grinta non intaccata dalla botta del mattino. 6° Vinales, in forma, a chiudere la seconda fila.
SESSIONE ENTUSIASMANTE — La sessione, sotto un cielo terso e sereno, è stata entusiasmante, con Dovizioso e Iannone spesso in cima alla lista dei tempi, ma con le Yamaha rigenerate e probabilmente aiutare anche dalle temperature più alte. Le Yamaha e le Ducati si sono alternate in testa, anche per pochi istanti, in una giostra di giri veloci che ha avuto il suo apice negli ultimi istanti. Dovizioso stacca il tempo di 1'23"298, ma si vede sfilare la partenza al palo da Rossi, per 9 millesimi, superato a sua volta da Iannone, che con il tempo di 1'23"142 sbaraglia la concorrenza relegando il pesarese a 147 millesimi. Grande spettacolo, festa tricolore e basi per una gara che si prospetta avvincente, con le Ducati leggermente favorite sul passo, ma le Yamaha competitive e Marquez e Vinales in agguato.
LA Q1 — Erano stati promossi dalla Q1 Eugene Laverty (Ducati Aspar) e Cal Crutchlow (Honda Lcr), che si è anche visto cancellare un tempo per aver oltrepassato il limite della pista alla curva 10. L'irlandese segna il crono di 1'23"961, staccando il britannico di solo 9 millesimi, mentre erano rimasti fuori Danilo Petrucci (Ducati Pramac), 3° a 0"162, e Bradley Smith, 4° a 0"165, primi degli esclusi. Pirro scatterà al 17° posto.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/13- ... 3003.shtml
Iannone fulmine rosso. La pole del GP d'Austria della MotoGP è della Ducati dell'abruzzese, che conferma il gran momento di forma delle Desmosedici GP al Red Bull Ring e con il tempo di 1'23"142 si qualifica davanti a tutti per la prima volta stagionale. Alle spalle di Iannone è festival tricolore, con Rossi 2° a 0"147 , e Dovizioso 3° a 0"156 per una prima fila tutta italiana da sogno. Erano 10 anni, dal GP del Giappone del 2006 con Capirossi (Ducati), Rossi (Yamaha) e Melandri (Honda), che non si vedevano tre italiani in prima fila nella classe regina. Un ideale podio tricolore che lascia presagire una gara vibrante, e che in tempi di Olimpiadi non può che coinvolgere ed essere, magari, di buon auspicio.
LA SECONDA FILA — A seguire, un buon Lorenzo, 4° a 0"219, seguito da Marquez, 5° a 0"333 e in azione dopo la caduta del mattina, il dislocamento della spalla e l'ok per correre dopo il buon esito dei controlli in ospedale. Il leader del mondiale si è difeso bene con una Honda che piazza Crutchlow (Team Lcr) al 7° posto e Pedrosa al 12°, e si è pure esibito di una spanciata da brividi alla curva 10 che conferma una grinta non intaccata dalla botta del mattino. 6° Vinales, in forma, a chiudere la seconda fila.
SESSIONE ENTUSIASMANTE — La sessione, sotto un cielo terso e sereno, è stata entusiasmante, con Dovizioso e Iannone spesso in cima alla lista dei tempi, ma con le Yamaha rigenerate e probabilmente aiutare anche dalle temperature più alte. Le Yamaha e le Ducati si sono alternate in testa, anche per pochi istanti, in una giostra di giri veloci che ha avuto il suo apice negli ultimi istanti. Dovizioso stacca il tempo di 1'23"298, ma si vede sfilare la partenza al palo da Rossi, per 9 millesimi, superato a sua volta da Iannone, che con il tempo di 1'23"142 sbaraglia la concorrenza relegando il pesarese a 147 millesimi. Grande spettacolo, festa tricolore e basi per una gara che si prospetta avvincente, con le Ducati leggermente favorite sul passo, ma le Yamaha competitive e Marquez e Vinales in agguato.
LA Q1 — Erano stati promossi dalla Q1 Eugene Laverty (Ducati Aspar) e Cal Crutchlow (Honda Lcr), che si è anche visto cancellare un tempo per aver oltrepassato il limite della pista alla curva 10. L'irlandese segna il crono di 1'23"961, staccando il britannico di solo 9 millesimi, mentre erano rimasti fuori Danilo Petrucci (Ducati Pramac), 3° a 0"162, e Bradley Smith, 4° a 0"165, primi degli esclusi. Pirro scatterà al 17° posto.
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Re: ******Sport vari******
Moto3, Fenati sospeso dalla VR46: "Non si comporta secondo le regole"
Per ora c’è solo un comunicato dello Sky Team Vr46. "A seguito di reiterati comportamenti non in linea con le normali regole da osservare all’interno di un Team, informiamo che il pilota Romano Fenati è stato sospeso e non sarà quindi schierato sulla griglia di partenza della gara che si correrà domani sulla pista di Spielberg".
SHOCK — In attesa di sapere qualcosa in più sulle motivazioni di questa decisione clamorosa della squadra diretta da Pablo Nieto, resta il fatto che il pilota ascolano, al momento terzo nella classifica della Moto3 con 93 punti, 66 in meno del leader, il sudafricano Brad Binder, abbandona anche le residue speranze di rimonta. Le motivazioni quindi devono essere particolarmente gravi. E diventa anche difficile immaginare il futuro: Fenati, nei progetti, nel 2017 avrebbe dovuto essere il pilota del team nel debutto in Moto2.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/13-0 ... 6343.shtml
Per ora c’è solo un comunicato dello Sky Team Vr46. "A seguito di reiterati comportamenti non in linea con le normali regole da osservare all’interno di un Team, informiamo che il pilota Romano Fenati è stato sospeso e non sarà quindi schierato sulla griglia di partenza della gara che si correrà domani sulla pista di Spielberg".
SHOCK — In attesa di sapere qualcosa in più sulle motivazioni di questa decisione clamorosa della squadra diretta da Pablo Nieto, resta il fatto che il pilota ascolano, al momento terzo nella classifica della Moto3 con 93 punti, 66 in meno del leader, il sudafricano Brad Binder, abbandona anche le residue speranze di rimonta. Le motivazioni quindi devono essere particolarmente gravi. E diventa anche difficile immaginare il futuro: Fenati, nei progetti, nel 2017 avrebbe dovuto essere il pilota del team nel debutto in Moto2.
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Re: ******Sport vari******
Moto3 Zeltweg, prima vittoria di Mir; Bastianini a podio: è 3°
Incredibile vittoria di Joan Mir, che dopo aver conquistato sabato la sua prima pole position, ottiene in gara il suo primo successo iridato, a soli 18 anni e, soprattutto, al debutto nel motomondiale: è solo la sua 11ª gara (aveva disputato un GP nel 2015). Un trionfo inaspettato, al di là della velocità messa in mostra nelle qualifiche, perché il grande favorito era Brad Binder, dominatore del campionato e velocissimo in tutti i turni di prove. Binder si deve accontentare del secondo posto e di un vantaggio in classifica ormai enorme: 67 punti su Navarro (caduto), 86 su Fenati, che qui non ha nemmeno corso, essendo stato lasciato a casa ieri dal team "per motivi disciplinari".
CHE BASTIANINI — Sulla pista della KTM, Enea Bastianini è stato bravissimo a portare la sua Honda sull’ultimo gradino del podio, battendo in volata (per 0”008) Fabio Quartararo. Bastianini ha provato in tutti i modi anche a vincere, alla guida di una moto appena più lenta delle rivali in accelerazione, ma molto competitiva in velocità massima. "Speravo meglio" si rammarica un po’ il pilota del team Gresini, che nel 2017 lascerà la squadra italiana per quella spagnola di Emilio Alzamora: speriamo sia la scelta giusta. Altri italiani: Fabio Di Giannantonio 8° (bravo), Nicolò Bulega 9°, Pecco Bagnaia 11° (nel 2017 correrà in Moto2), Andrea Locatelli 13°.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-3/14-0 ... 5779.shtml
Incredibile vittoria di Joan Mir, che dopo aver conquistato sabato la sua prima pole position, ottiene in gara il suo primo successo iridato, a soli 18 anni e, soprattutto, al debutto nel motomondiale: è solo la sua 11ª gara (aveva disputato un GP nel 2015). Un trionfo inaspettato, al di là della velocità messa in mostra nelle qualifiche, perché il grande favorito era Brad Binder, dominatore del campionato e velocissimo in tutti i turni di prove. Binder si deve accontentare del secondo posto e di un vantaggio in classifica ormai enorme: 67 punti su Navarro (caduto), 86 su Fenati, che qui non ha nemmeno corso, essendo stato lasciato a casa ieri dal team "per motivi disciplinari".
CHE BASTIANINI — Sulla pista della KTM, Enea Bastianini è stato bravissimo a portare la sua Honda sull’ultimo gradino del podio, battendo in volata (per 0”008) Fabio Quartararo. Bastianini ha provato in tutti i modi anche a vincere, alla guida di una moto appena più lenta delle rivali in accelerazione, ma molto competitiva in velocità massima. "Speravo meglio" si rammarica un po’ il pilota del team Gresini, che nel 2017 lascerà la squadra italiana per quella spagnola di Emilio Alzamora: speriamo sia la scelta giusta. Altri italiani: Fabio Di Giannantonio 8° (bravo), Nicolò Bulega 9°, Pecco Bagnaia 11° (nel 2017 correrà in Moto2), Andrea Locatelli 13°.
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Re: ******Sport vari******
Moto2 Zeltweg, Morbidelli splendido 2°; vince ancora Zarco
Perentorio successo di Johann Zarco, sempre più padrone del campionato della Moto2, ma l’Italia festeggia la medaglia d’argento di uno strepitoso Franco Morbidelli, al suo miglior risultato in carriera nel motomondiale. Partito benissimo dalla seconda posizione, il “Morbido” è stato al comando fino al 16° giro, per poi essere superato da Zarco, come al solito in rimonta dopo un via al rallentatore. Morbidelli non ne aveva per tenere il passo del francese, ed è stato superato anche da Thomas Luthi: sembrava l’inizio di un calo preoccupante, invece Franco ha reagito, ha tenuto bene la ruota del rivale, per poi attaccarlo nell’ultimo giro con una staccata da paura, con lo svizzero poi infilato anche da Alex Rins, anche lui in rimonta dopo un inizio problematico.
IN CRESCITA — Morbidelli migliora gara dopo gara, adesso è costantemente nelle prime posizioni, in prova come in gara: gli mancano otto GP per provare a salire per la prima volta sul gradino più alto del podio, ampiamente alla sua portata. Gli altri italiani: Lorenzo Baldassarri ha finito 8° (è stato un fine settimana un po’ opaco), Mattia Pasini 13° (discreta rimonta), Luca Marini 17°, Simone Corsi è scivolato. Terrificante volo per Sam Lowes, ripartito dopo un errore iniziale: in una frenata, forse proprio a causa della caduta precedente, si è spezzato il semi manubrio destro. Fortunatamente, la caduta è stata solo spettacolare, senza alcuna conseguenza.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-2/14-0 ... 0099.shtml
Perentorio successo di Johann Zarco, sempre più padrone del campionato della Moto2, ma l’Italia festeggia la medaglia d’argento di uno strepitoso Franco Morbidelli, al suo miglior risultato in carriera nel motomondiale. Partito benissimo dalla seconda posizione, il “Morbido” è stato al comando fino al 16° giro, per poi essere superato da Zarco, come al solito in rimonta dopo un via al rallentatore. Morbidelli non ne aveva per tenere il passo del francese, ed è stato superato anche da Thomas Luthi: sembrava l’inizio di un calo preoccupante, invece Franco ha reagito, ha tenuto bene la ruota del rivale, per poi attaccarlo nell’ultimo giro con una staccata da paura, con lo svizzero poi infilato anche da Alex Rins, anche lui in rimonta dopo un inizio problematico.
IN CRESCITA — Morbidelli migliora gara dopo gara, adesso è costantemente nelle prime posizioni, in prova come in gara: gli mancano otto GP per provare a salire per la prima volta sul gradino più alto del podio, ampiamente alla sua portata. Gli altri italiani: Lorenzo Baldassarri ha finito 8° (è stato un fine settimana un po’ opaco), Mattia Pasini 13° (discreta rimonta), Luca Marini 17°, Simone Corsi è scivolato. Terrificante volo per Sam Lowes, ripartito dopo un errore iniziale: in una frenata, forse proprio a causa della caduta precedente, si è spezzato il semi manubrio destro. Fortunatamente, la caduta è stata solo spettacolare, senza alcuna conseguenza.
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Re: ******Sport vari******
MotoGP, Iannone trionfa a Zeltweg: la Ducati torna a vincere
Austria terra (della vittoria) promessa per la Ducati, che esce dal buio e torna a trionfare. Un laser rosso rimbalza da Zeltweg, proiettando nel cielo del Red Bull Ring l’ologramma di Andrea Iannone, che nel 2017 lascerà la casa di Borgo Panigale, ma che proprio grazie all’abruzzese ritrova un successo che le mancava da 100 gare esatte. Era dall’Australia 2010, con Stoner (presente ai box), che la Ducati non vinceva una GP e adesso arriva addirittura una doppietta con il 2° posto di Dovizioso. Un bene che sia terminato il digiuno. Per il team, che finalmente traduce in fatti le grandi potenzialità finora inespresse del buon progetto di Gigi Dall’Igna; per Iannone, che al 61° GP nella classe regina finalmente riesce a vincere in MotoGP, mettendo così a tacere tante voci di inconcludenza ed entrando nell’élite in cui solo un trionfo può farti accomodare; per il motomondiale, che ritrova una casa attesa al rilancio e protagonista annunciata del futuro. Sotto la bandiera a scacchi l’abruzzese precede Dovizioso, Lorenzo e Rossi, e diventa grande: cancellate, in parte, le quattro cadute delle prime otto gare, fra cui il fallimentare – e letale per i suoi strascichi contrattuali - stike a Dovizioso in Argentina.
CHE BATTAGLIA — La corsa è stata caratterizzata da una battaglia serrata, nella prima, fra lo spunto di motore della Ducati e l'equilibrio della Yamaha, con attacchi, sorpassi, staccate al limite (e oltre) e rimescolamento di posizioni fra Iannone, Dovizioso, Lorenzo e Rossi. La variabile principale di una corsa caratterizzata dalla supremazia della Ducati, era il rendimento delle gomme alla distanza, con Iannone unico dei big a optare per la media al posteriore. Alle fine è stata la scelta giusta: non solo ha copertura ha retto al meglio, ma gli ha dato il grip e lo spunto giusto, alla fine, per piegare il compagno Dovizioso nelle ultime battute.
IL MONDIALE — Nel mondiale cambia poco: il 5° posto di Marquez (davanti a Vinales, 6°), acciaccato dopo la caduta del sabato mattina e la botta alla spalla, fa avvicinare un po' i suoi rivali, ma il cuscinetto dello spagnolo resta consistente, visto il 3° posto di un ritrovato Lorenzo, a podio dopo tre gare mediocri, e il 4° di Rossi, vivacissimo, ma solo in avvio e poi calato alla distanza: Jorge, che sotto sotto sorride per la doppietta Ducati pensando che fra qualche mese quella sarà la sua moto, va a -43, Vale a -57. Il solco resta ampio e senza clamorosi ribaltoni lo spagnolo della Honda pare difficilmente raggiungibile.
LA GARA — Al via lo scatto migliore è di Iannone, seguito da Dovizioso e Rossi, che beneficia di un'entrata al limite di Marquez su Lorenzo che lo rallenta. Poche curve e Rossi va al comando, ma le posizioni si rimescolano presto con Iannone davanti, Lorenzo, Dovizioso e Vale dietro, con agonismo pari ad alcune imperfezioni. Al 6° giro Dovizioso è secondo e la Ducati prepara la fuga di coppia, con le Yamaha dietro. Lotta serrata, in sei in 1" con Marquez e Vinales a chiudere il sestetto. 10° giro: Dovizioso passa Iannone - manovra sicura e pulita - e inizia a dettare l'andatura. A metà gara solo le Yamaha tengono il passo delle Ducati, con il consumo delle gomme che inizia a farsi sentire, ma a 8 giri dalla fine la partita resta aperta solo per le rosse. Un giro e Iannone ripassa al comando, con Dovizioso in scia, ma a distanza di sicurezza. Dovi non ha lo spunto per attaccare l'abruzzese, che a 27 anni diventa grande: primo successo in MotoGP. A coronamento di una giornata che in Ducati non dimenticheranno facilmente.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/14- ... 5117.shtml
Austria terra (della vittoria) promessa per la Ducati, che esce dal buio e torna a trionfare. Un laser rosso rimbalza da Zeltweg, proiettando nel cielo del Red Bull Ring l’ologramma di Andrea Iannone, che nel 2017 lascerà la casa di Borgo Panigale, ma che proprio grazie all’abruzzese ritrova un successo che le mancava da 100 gare esatte. Era dall’Australia 2010, con Stoner (presente ai box), che la Ducati non vinceva una GP e adesso arriva addirittura una doppietta con il 2° posto di Dovizioso. Un bene che sia terminato il digiuno. Per il team, che finalmente traduce in fatti le grandi potenzialità finora inespresse del buon progetto di Gigi Dall’Igna; per Iannone, che al 61° GP nella classe regina finalmente riesce a vincere in MotoGP, mettendo così a tacere tante voci di inconcludenza ed entrando nell’élite in cui solo un trionfo può farti accomodare; per il motomondiale, che ritrova una casa attesa al rilancio e protagonista annunciata del futuro. Sotto la bandiera a scacchi l’abruzzese precede Dovizioso, Lorenzo e Rossi, e diventa grande: cancellate, in parte, le quattro cadute delle prime otto gare, fra cui il fallimentare – e letale per i suoi strascichi contrattuali - stike a Dovizioso in Argentina.
CHE BATTAGLIA — La corsa è stata caratterizzata da una battaglia serrata, nella prima, fra lo spunto di motore della Ducati e l'equilibrio della Yamaha, con attacchi, sorpassi, staccate al limite (e oltre) e rimescolamento di posizioni fra Iannone, Dovizioso, Lorenzo e Rossi. La variabile principale di una corsa caratterizzata dalla supremazia della Ducati, era il rendimento delle gomme alla distanza, con Iannone unico dei big a optare per la media al posteriore. Alle fine è stata la scelta giusta: non solo ha copertura ha retto al meglio, ma gli ha dato il grip e lo spunto giusto, alla fine, per piegare il compagno Dovizioso nelle ultime battute.
IL MONDIALE — Nel mondiale cambia poco: il 5° posto di Marquez (davanti a Vinales, 6°), acciaccato dopo la caduta del sabato mattina e la botta alla spalla, fa avvicinare un po' i suoi rivali, ma il cuscinetto dello spagnolo resta consistente, visto il 3° posto di un ritrovato Lorenzo, a podio dopo tre gare mediocri, e il 4° di Rossi, vivacissimo, ma solo in avvio e poi calato alla distanza: Jorge, che sotto sotto sorride per la doppietta Ducati pensando che fra qualche mese quella sarà la sua moto, va a -43, Vale a -57. Il solco resta ampio e senza clamorosi ribaltoni lo spagnolo della Honda pare difficilmente raggiungibile.
LA GARA — Al via lo scatto migliore è di Iannone, seguito da Dovizioso e Rossi, che beneficia di un'entrata al limite di Marquez su Lorenzo che lo rallenta. Poche curve e Rossi va al comando, ma le posizioni si rimescolano presto con Iannone davanti, Lorenzo, Dovizioso e Vale dietro, con agonismo pari ad alcune imperfezioni. Al 6° giro Dovizioso è secondo e la Ducati prepara la fuga di coppia, con le Yamaha dietro. Lotta serrata, in sei in 1" con Marquez e Vinales a chiudere il sestetto. 10° giro: Dovizioso passa Iannone - manovra sicura e pulita - e inizia a dettare l'andatura. A metà gara solo le Yamaha tengono il passo delle Ducati, con il consumo delle gomme che inizia a farsi sentire, ma a 8 giri dalla fine la partita resta aperta solo per le rosse. Un giro e Iannone ripassa al comando, con Dovizioso in scia, ma a distanza di sicurezza. Dovi non ha lo spunto per attaccare l'abruzzese, che a 27 anni diventa grande: primo successo in MotoGP. A coronamento di una giornata che in Ducati non dimenticheranno facilmente.
http://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/14- ... 5117.shtml
Sappiate amare la Bari,
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
Sappiatela custodire,
Guardatela sempre
con occhi innamorati
