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per la serie: Dicevano gli antichi
Secondo mia nonna materna le 'masciàre' sono realmente esistite. Erano donne non timorate di Dio, alleate con il demonio.
Esse, nella piena oscurità della notte e quando i mariti dormivano, salivano sui lastrici solari delle case della città vecchia, si denudavano e si ungevano di 'olio masciàro' (n.d.r. Masciàro=Magico).
Succesivamente salivano sul parapetto del lastrico e recitavano la formula d'uso:
'Sop'a spine e ssop'a saremìinde
M'àgghi'acchià a Millevìinde'
[n.d.r. Su spine e su (fra) sarmenti, mi troverò (sarò fra poco) a Benevento (dalla strega)].
Dopo di che si lanciavano nel vuoto trasformandosi in 'gatte masciàre' (n.d.r.
). Il loro compito consisteva nell'operare in contrasto con i comandamenti della religione cattolica
Chiunque, rientrando in casa, incontrava nei vicoli della città vecchia una gatta sospetta, bastava che recitasse facendosi il segno della croce: 'Driana mèste ca va pe la vì, - Dègghia ngondrà Gesù, Giusèppe e Marì'.
A questo, se la gatta fosse stata 'masciàre', sarebbe ritornata ad essere donna e completamente nuda.
C'è da aggiungere che le 'masciàre', dovevano rientrare prima, dell'alba e al primo tocco di campana perchè, altrimenti, si sarebbero trasformate in donne nude, facile bersaglio di gente retta (n.d.r. o facile preda di gente un pò meno retta) e devota ai principi cristiani.
Una volta un marito, svegliatosi durante la notte e non trovando la moglie accanto a se, sospetto che la moglie fosse 'mascàre'. Rovistando per la casa rinvenne una bottiglietta d'olio nascosta in un posto inconsueto. Svutò la bottiglietta e sostituì il contenuto con semplice olio d'oliva acquistato al pizzicagnolo. La donna, ignorando la sostituzione, si unse e si lanciò nel vuoto; ma la trasformazione nn avvenne e rimase stecchita al suolo per l'urto violento.
Mio nonno soleva raccontare che ai suoi tempi due bellissime oche, dalle sembianze stranamente umane, furono catturate in piena notte in un vicolo della città vecchia e messe in un cassone. All'alba si trasformarono in donne nude che cercavano di coprirsi per la vergogna.
Secondo mia nonna materna le 'masciàre' sono realmente esistite. Erano donne non timorate di Dio, alleate con il demonio.
Esse, nella piena oscurità della notte e quando i mariti dormivano, salivano sui lastrici solari delle case della città vecchia, si denudavano e si ungevano di 'olio masciàro' (n.d.r. Masciàro=Magico).
Succesivamente salivano sul parapetto del lastrico e recitavano la formula d'uso:
'Sop'a spine e ssop'a saremìinde
M'àgghi'acchià a Millevìinde'
[n.d.r. Su spine e su (fra) sarmenti, mi troverò (sarò fra poco) a Benevento (dalla strega)].
Dopo di che si lanciavano nel vuoto trasformandosi in 'gatte masciàre' (n.d.r.
Chiunque, rientrando in casa, incontrava nei vicoli della città vecchia una gatta sospetta, bastava che recitasse facendosi il segno della croce: 'Driana mèste ca va pe la vì, - Dègghia ngondrà Gesù, Giusèppe e Marì'.
A questo, se la gatta fosse stata 'masciàre', sarebbe ritornata ad essere donna e completamente nuda.
C'è da aggiungere che le 'masciàre', dovevano rientrare prima, dell'alba e al primo tocco di campana perchè, altrimenti, si sarebbero trasformate in donne nude, facile bersaglio di gente retta (n.d.r. o facile preda di gente un pò meno retta) e devota ai principi cristiani.
Una volta un marito, svegliatosi durante la notte e non trovando la moglie accanto a se, sospetto che la moglie fosse 'mascàre'. Rovistando per la casa rinvenne una bottiglietta d'olio nascosta in un posto inconsueto. Svutò la bottiglietta e sostituì il contenuto con semplice olio d'oliva acquistato al pizzicagnolo. La donna, ignorando la sostituzione, si unse e si lanciò nel vuoto; ma la trasformazione nn avvenne e rimase stecchita al suolo per l'urto violento.
Mio nonno soleva raccontare che ai suoi tempi due bellissime oche, dalle sembianze stranamente umane, furono catturate in piena notte in un vicolo della città vecchia e messe in un cassone. All'alba si trasformarono in donne nude che cercavano di coprirsi per la vergogna.
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sarebbe interessante postare la recitazione dei 'vermi'
appena posso me la faccio dire da mia nonna. in tutta la vostra vita (da buoni baresi) vi siete fatti fare almeno una volta i vermi?
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Credenze e pregiudizi
1 - Preddìte m-mènz'a la mane: o terrìse o mazzàte
2 - Il cappello nn si poggia mai sul letto: porta sfortuna.
3 - Imbattersi in un funerale, un cavallo bianco e un prete porta bene.
4 - Lo squittire della civetta (u malaciìdde) è presagio di morte.
5 - In passato nn si nominava mai il 17, perchè numero sfortunato...al suo posto si usava dire 16+1.
6 - La notte del 2 novembre i morti uscivano dal cimitero e andavano in giro per loro affari.
7 - Soltanto tre persone dello stesso nome possono battezzare un asino.
8 - Il noce è ritenuto l'albero delle streghe e quindi indemonito
9 - Lasciar stare le ragnatele attaccate ai muri porta fortuna
10 - I mattoni rossi di creta creano le pulci.

1 - Preddìte m-mènz'a la mane: o terrìse o mazzàte
2 - Il cappello nn si poggia mai sul letto: porta sfortuna.
3 - Imbattersi in un funerale, un cavallo bianco e un prete porta bene.
4 - Lo squittire della civetta (u malaciìdde) è presagio di morte.
5 - In passato nn si nominava mai il 17, perchè numero sfortunato...al suo posto si usava dire 16+1.
6 - La notte del 2 novembre i morti uscivano dal cimitero e andavano in giro per loro affari.
7 - Soltanto tre persone dello stesso nome possono battezzare un asino.
8 - Il noce è ritenuto l'albero delle streghe e quindi indemonito
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continuando...PARTITO PERONISTA ha scritto:Credenze e pregiudizi
1 - Preddìte m-mènz'a la mane: o terrìse o mazzàte
2 - Il cappello nn si poggia mai sul letto: porta sfortuna.
3 - Imbattersi in un funerale, un cavallo bianco e un prete porta bene.
4 - Lo squittire della civetta (u malaciìdde) è presagio di morte.
5 - In passato nn si nominava mai il 17, perchè numero sfortunato...al suo posto si usava dire 16+1.
6 - La notte del 2 novembre i morti uscivano dal cimitero e andavano in giro per loro affari.
7 - Soltanto tre persone dello stesso nome possono battezzare un asino.
8 - Il noce è ritenuto l'albero delle streghe e quindi indemonito
9 - Lasciar stare le ragnatele attaccate ai muri porta fortuna
10 - I mattoni rossi di creta creano le pulci.
11 - La notte di Sand'Andè, il santo andava girando per le stalle chiedendo alle bestie come si comportavano i loro padroni, per comportarsi di conseguenza con il loro padrone
12 - Una cimice entrata in un orecchio fa ammattire la persona
13 - Quando il gatto si lecca lo zampino e se lo passa sulla testa, o il gallo canta di giorno vuol dire che la pioggia è vicina.
14 - Anche se il gobbo porta fortuna, bisogna diffidare da esso perchè come lo zoppo, l'orbo, e l'anormale fisico in genere è segnato da Dio.
16 - non si accende mai un cerino per dar fuoco alla sigaretta, sigaro o pipa di una persona più anziana perchè è come accendere le candele ad un defunto.
17 - Sognare la caduta di un dente significa che qualcuno in famiglia morirà.
18 - Sognare carne macellata non è buon segno;
mentre al contrario sognare feci umane porta bene.
19 - Sedersi sulla tavola da pranzo porta scalogna
20 - Le vipere vengono attratte dal latte. Le donne lattanti dovevano temerle in quanto 'potevano trovarsele attaccate al petto', o quanto meno introdotte nel proprio corpo perchè entrate dalla bocca o dall'apertera del basso ventre.
aggiungo:
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questa l'avete sentita per forza: U lepòmene (il lupo mannaro)
Nasceva la notte di Natale, aveva la coda ed usciva nelle notti di plenilunio.
Lanciava grida lugubri alla luna ed era temuto e rispettato da tutti.
Tutti lo lasciavano andare per i fatti suoi e nn lo molestavano, però se lo incontravano di fronte in un vicolo senza uscita di Bari vecchia, l'unica salvezza consisteva nel pungerlo leggermente con un coltello in modo che uscisse un pò di sangue; e contemporaneamente si doveva pronunciare la frase: 'sime chembbàre de San GGiuànne' (siamo compari di San Giovanni).
Al che il lupo mannaro si rabboniva (n.d.r. nn prima di averti sagnato durante tutto il tempo che hai perso al posto di scappare
) e sparivano i suoi bollori e la sua pericolosità.
Però la moglie del lupo mannaro doveva avere pronto, presso l'uscio di casa, 'nu gallettòne chiìne d'acque frèscke' (un mastellone di acqua fresca), in modo che u lepòmene, gettandosi nel gallrttòne, potesse tornare un uomo normale.
Nasceva la notte di Natale, aveva la coda ed usciva nelle notti di plenilunio.
Lanciava grida lugubri alla luna ed era temuto e rispettato da tutti.
Tutti lo lasciavano andare per i fatti suoi e nn lo molestavano, però se lo incontravano di fronte in un vicolo senza uscita di Bari vecchia, l'unica salvezza consisteva nel pungerlo leggermente con un coltello in modo che uscisse un pò di sangue; e contemporaneamente si doveva pronunciare la frase: 'sime chembbàre de San GGiuànne' (siamo compari di San Giovanni).
Al che il lupo mannaro si rabboniva (n.d.r. nn prima di averti sagnato durante tutto il tempo che hai perso al posto di scappare
Però la moglie del lupo mannaro doveva avere pronto, presso l'uscio di casa, 'nu gallettòne chiìne d'acque frèscke' (un mastellone di acqua fresca), in modo che u lepòmene, gettandosi nel gallrttòne, potesse tornare un uomo normale.
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Guerre tra rioni
In prossimità delle feste i ragazzi allestivano alcuni altarini e, imitando gli adulti, andavano in giro raccogliendo oboli dai passanti.
Con il ricavato davano corso alla loro festicciola.
Era uso che ragazzi di un rione sfidassero alla sassaiola ragazzi del rione avversario.
Sono rimasti noti 'Sande Pìite' contro 'Via Nàbbue'.
'Da ddò l'am'a livà Via Nàbbue', e vààà era il grido di guerra
In prossimità delle feste i ragazzi allestivano alcuni altarini e, imitando gli adulti, andavano in giro raccogliendo oboli dai passanti.
Con il ricavato davano corso alla loro festicciola.
Era uso che ragazzi di un rione sfidassero alla sassaiola ragazzi del rione avversario.
Sono rimasti noti 'Sande Pìite' contro 'Via Nàbbue'.
'Da ddò l'am'a livà Via Nàbbue', e vààà era il grido di guerra
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Standing ovation per Partito Peronista...
ma...
Timb n'gi vol d'ci l'acquh alla roccih...
ma u buc du ia fa...
Tempo ci vuole disse l'acqua alla roccia... ma il buco te lo farò...
Sta ad indicare un percosro molto impervio... un immane dispendio di energie... Un impegno straordinario per raggiungere uno scopo ben preciso... ma alla fine si riuscirà nell'intento...
ma...
Timb n'gi vol d'ci l'acquh alla roccih...
ma u buc du ia fa...
Tempo ci vuole disse l'acqua alla roccia... ma il buco te lo farò...
Sta ad indicare un percosro molto impervio... un immane dispendio di energie... Un impegno straordinario per raggiungere uno scopo ben preciso... ma alla fine si riuscirà nell'intento...
Havrai...
- BariCANADA
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- Iscritto il: mer giu 23, 2004 18:19
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Voglio il vino.
Auee, dam nu pik d miir!!
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Ultima modifica di BariCANADA il mar lug 01, 2008 5:10, modificato 1 volta in totale.
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- Iscritto il: lun mag 29, 2006 17:41
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- Iscritto il: gio apr 27, 2006 19:57
- Località: Friul-In un Calcio pieno di Stelle,l'Athletic è l'unica che Brilla di Luce Propria!
PARTITO PERONISTA ha scritto:per la serie: Dicevano gli antichi
Secondo mia nonna materna le 'masciàre' sono realmente esistite. Erano donne non timorate di Dio, alleate con il demonio.
Esse, nella piena oscurità della notte e quando i mariti dormivano, salivano sui lastrici solari delle case della città vecchia, si denudavano e si ungevano di 'olio masciàro' (n.d.r. Masciàro=Magico).
Succesivamente salivano sul parapetto del lastrico e recitavano la formula d'uso:
'Sop'a spine e ssop'a saremìinde
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[n.d.r. Su spine e su (fra) sarmenti, mi troverò (sarò fra poco) a Benevento (dalla strega)].
Dopo di che si lanciavano nel vuoto trasformandosi in 'gatte masciàre' (n.d.r.). Il loro compito consisteva nell'operare in contrasto con i comandamenti della religione cattolica
Chiunque, rientrando in casa, incontrava nei vicoli della città vecchia una gatta sospetta, bastava che recitasse facendosi il segno della croce: 'Driana mèste ca va pe la vì, - Dègghia ngondrà Gesù, Giusèppe e Marì'.
A questo, se la gatta fosse stata 'masciàre', sarebbe ritornata ad essere donna e completamente nuda.
C'è da aggiungere che le 'masciàre', dovevano rientrare prima, dell'alba e al primo tocco di campana perchè, altrimenti, si sarebbero trasformate in donne nude, facile bersaglio di gente retta (n.d.r. o facile preda di gente un pò meno retta) e devota ai principi cristiani.
Una volta un marito, svegliatosi durante la notte e non trovando la moglie accanto a se, sospetto che la moglie fosse 'mascàre'. Rovistando per la casa rinvenne una bottiglietta d'olio nascosta in un posto inconsueto. Svutò la bottiglietta e sostituì il contenuto con semplice olio d'oliva acquistato al pizzicagnolo. La donna, ignorando la sostituzione, si unse e si lanciò nel vuoto; ma la trasformazione nn avvenne e rimase stecchita al suolo per l'urto violento.
Mio nonno soleva raccontare che ai suoi tempi due bellissime oche, dalle sembianze stranamente umane, furono catturate in piena notte in un vicolo della città vecchia e messe in un cassone. All'alba si trasformarono in donne nude che cercavano di coprirsi per la vergogna.
E' incredibile leggere storie simili.
E la cosa ancora più interessante è che Storie simili si ritrovano in altri Paesi lontani, che parecchi anni fa avevano poche possibilità di Comunicare. Mi riferisco al Friuli, dove sono numerose le leggende ed i Miti riguardanti le Streghe.