Ho un ottimo ricordo di Cechov: ormai tanto tempo fa lessi con piacere la sua raccolta di novelle "Teste in fermento"
"Il duello" è un capolavoro assoluto.
Sono molto tentato di leggerlo: come ho già detto, ho avuto davvero una buona impressione dell'autore. In questo periodo tra l'altro sto riscoprendo la narrativa del XIX secolo: da poco sto leggendo (o rileggendo) con interesse ad esempio le novelle di Giovanni Verga.
Allora, visto che anche Verga è un eccelso e i suoi scritti sono imperituri monumenti letterari, non posso che consigliarti caldamente "Il duello".
Si tratta di livelli altissimi.
Ti sei frecato il dolce? E mò frecati pure l'amaro!
Grazie mille del consiglio: la narrativa russa mi ha sempre affascinato.
Tra i miei propositi di lettura ci sarebbe anche il (ben più lungo rispetto ai racconti di Cechov) romanzo "Oblomov" di Goncarov (di cui sinora ho letto solo estratti): storia di un esponente del ceto benestante della Russia zarista caratterizzato da indolenza e timore di affrontare la vita.
Beniaminus de Tudela ha scritto:Grazie mille del consiglio: la narrativa russa mi ha sempre affascinato.
Tra i miei propositi di lettura ci sarebbe anche il (ben più lungo rispetto ai racconti di Cechov) romanzo "Oblomov" di Goncarov (di cui sinora ho letto solo estratti): storia di un esponente del ceto benestante della Russia zarista caratterizzato da indolenza e timore di affrontare la vita.
Dunque poi mi fai sapere, post lettura, cosa ne pensi. "(Il duello", nella mia edizione Mondadori, consta di 209 pagg.)
Conosco "Oblomov", di cui però anche io, colpevolmente finora, ho letto solo alcuni estratti.
Da quel libro nacque il termine "oblomovismo".
Ti sei frecato il dolce? E mò frecati pure l'amaro!
Beniaminus de Tudela ha scritto:Grazie mille del consiglio: la narrativa russa mi ha sempre affascinato.
Tra i miei propositi di lettura ci sarebbe anche il (ben più lungo rispetto ai racconti di Cechov) romanzo "Oblomov" di Goncarov (di cui sinora ho letto solo estratti): storia di un esponente del ceto benestante della Russia zarista caratterizzato da indolenza e timore di affrontare la vita.
Dunque poi mi fai sapere, post lettura, cosa ne pensi. "(Il duello", nella mia edizione Mondadori, consta di 209 pagg.)
Conosco "Oblomov", di cui però anche io, colpevolmente finora, ho letto solo alcuni estratti.
Da quel libro nacque il termine "oblomovismo".
Giustissimo. Il romanzo di Goncarov, che io ricordi, dovrebbe andare oltre le seicento pagine (anche se dipende ovviamente dal formato dell'edizione).
peronitrequarti ha scritto:"la voglia dei c@zzi" di Alessandro barbero.
Potrebbe sembrare una battuta e invece il libro esiste davvero: ricordo un'intervista in cui in modo divertito fecero notare il titolo molto esplicito all'autore, professore universitario di Storia Medievale con un certo seguito di estimatori in rete.
u d' kkiù ha scritto:Gianni Simoni: "Lo specchio del barbiere"
U pigghie ngule tutte le sere...scusa U frà, ma sono un pò fuori allenamento, la Poesia va coltivata se no si inaridisce (come il.piccione direbbe l'altro maestro peronitrequarti)
"L'atletica è poesia
La notte, se sogno, sogno di essere un maratoneta"
Eugenio Montale
u d' kkiù ha scritto:Gianni Simoni: "Lo specchio del barbiere"
U pigghie ngule tutte le sere...scusa U frà, ma sono un pò fuori allenamento, la Poesia va coltivata se no si inaridisce (come il.piccione direbbe l'altro maestro peronitrequarti)
Praticamente due piccioni con non so quante fave...
Ti sei frecato il dolce? E mò frecati pure l'amaro!