Un'altra epoca
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Re: Un'altra epoca
Non ho capito perché saremmo dovuti venire fuori "migliori".
Sabato mattina davo una mano al banchetto della CGIL che distribuiva un opuscolo sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza. I peggio erano i giovani, che non ti degnavano di uno sguardo, tiravano dritto come se tu nemmeno esistessi e nella migliore (si fa per dire) delle ipotesi ti dicevano "non mi interessa"... Proprio i giovani, che dovrebbero essere quelli più incazzati e più interessati al tema!
Niente, c'è tanta m.erda in giro ed io ho perso quasi del tutto le speranze.
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Sabato mattina davo una mano al banchetto della CGIL che distribuiva un opuscolo sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza. I peggio erano i giovani, che non ti degnavano di uno sguardo, tiravano dritto come se tu nemmeno esistessi e nella migliore (si fa per dire) delle ipotesi ti dicevano "non mi interessa"... Proprio i giovani, che dovrebbero essere quelli più incazzati e più interessati al tema!
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Ultima modifica di Harlan il lun mar 10, 2025 13:35, modificato 1 volta in totale.
"No creo que seamos parientes muy cercanos, pero si usted es capaz de temblar de indignación cada vez que se comete una injusticia en el mundo, somos compañeros, que es más importante" (Ernesto "Che" Guevara)
Re: Un'altra epoca
Si vede che è lunedì l'ottimismo è rimasto a letto! a giocare prima che mi ridai del bachettone ihihHarlan ha scritto:Non ho capito perché saremmo dovuti venire fuori "migliori".
Sabato mattina davo una mano al banchetto della CGIL che distribuiva un opuscolo sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza. I peggio erano i giovani, che non ti degnavano di uno sguardo, tiravano dritto come se tu nemmeno esistessi e nella migliore (sì fa per dire) delle ipotesi ti dicevano "non mi interessa"... Proprio i giovani, che dovrebbero essere quelli più incazzati e più interessati al tema!
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Re: Un'altra epoca
InfattiHarlan ha scritto:Non ho capito perché saremmo dovuti venire fuori "migliori".
Sabato mattina davo una mano al banchetto della CGIL che distribuiva un opuscolo sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza. I peggio erano i giovani, che non ti degnavano di uno sguardo, tiravano dritto come se tu nemmeno esistessi e nella migliore (sì fa per dire) delle ipotesi ti dicevano "non mi interessa"... Proprio i giovani, che dovrebbero essere quelli più incazzati e più interessati al tema!
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Re: Un'altra epoca
Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.
Re: Un'altra epoca
Non era bacchettone e comunque sai che tvbBari a sr ha scritto:Si vede che è lunedì l'ottimismo è rimasto a letto! a giocare prima che mi ridai del bachettone ihihHarlan ha scritto:Non ho capito perché saremmo dovuti venire fuori "migliori".
Sabato mattina davo una mano al banchetto della CGIL che distribuiva un opuscolo sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza. I peggio erano i giovani, che non ti degnavano di uno sguardo, tiravano dritto come se tu nemmeno esistessi e nella migliore (sì fa per dire) delle ipotesi ti dicevano "non mi interessa"... Proprio i giovani, che dovrebbero essere quelli più incazzati e più interessati al tema!
Niente, c'è tanta m.erda in giro ed io ho perso quasi del tutto le speranze.
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"No creo que seamos parientes muy cercanos, pero si usted es capaz de temblar de indignación cada vez que se comete una injusticia en el mundo, somos compañeros, que es más importante" (Ernesto "Che" Guevara)
Re: Un'altra epoca
I love u tooHarlan ha scritto:Non era bacchettone e comunque sai che tvbBari a sr ha scritto:Si vede che è lunedì l'ottimismo è rimasto a letto! a giocare prima che mi ridai del bachettone ihihHarlan ha scritto:Non ho capito perché saremmo dovuti venire fuori "migliori".
Sabato mattina davo una mano al banchetto della CGIL che distribuiva un opuscolo sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza. I peggio erano i giovani, che non ti degnavano di uno sguardo, tiravano dritto come se tu nemmeno esistessi e nella migliore (sì fa per dire) delle ipotesi ti dicevano "non mi interessa"... Proprio i giovani, che dovrebbero essere quelli più incazzati e più interessati al tema!
Niente, c'è tanta m.erda in giro ed io ho perso quasi del tutto le speranze.
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Re: Un'altra epoca
Il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito, vero. Quello dell'autodistruzione! Causata dall'avidità, dall'ignavia, dalla sopraffazione, dalla indifferenza, dalla superficialità, dall'ignoranza, dalla volgarità, dalla perdita di senso del bello.Sportivo Biancorosso ha scritto:Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.
Io davvero non so dove tu veda questi segnali positivi. Ti invidio e spero che ad avere ragione sia tu.
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Re: Un'altra epoca
Non esiste la vera scienza o la falsa scienza. Esiste solo il metodo scientifico. Quando sento parlare di "Vera scienza" metto mano alla fondina della pistola (cit.)Sportivo Biancorosso ha scritto:Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.
Questa presa di coscienza non la vedo assolutamente. Vedo solo uno spirito distruttivo verso tutto ció che é alla base del vivere comune (dalle istituzioni al comune concetto di veritá). Una cosa é cercare di migliorare le cose, un'altra é la distruzione completa senza preoccuparsi di un domani. Molto spesso chi pensa che stia prendendo coscienza di un qualcosa in chiave esoterica o é un illuso, o viene manipolato senza saperlo o semplicemnete ha la necessitá di sentirsi migliore a quello viene comunemente identificata come massa. Siamo uomini con i nostri limiti materiali. Prendere veramente coscienza delle cose in maniera razionale parte dall'indentificazione dei problemi del presente e lavorare per una soluzione. Qualsiasi forma di risveglio delle coscienze che non tiene in considerazione la realtá dei fatti é solo un raccontarsi favole per sentirsi meglio. In un' epoca dove i problemi vengono messi sottoil tappeto (vedi riscaldamento globale), si puó parlare di tutto tranne di risveglio delle coscienze.
«Chi insegna che non la ragione, ma l'amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l'odio.» Karl Popper
http://www.solobari.it/forum/viewtopic. ... 24&hililit
Al 2028 ci arrivassero a spese loro!
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Re: Un'altra epoca
E mica è finita …
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Re: Un'altra epoca
@Harlan, @Rosencratz
Se qualcuno di voi fosse interessato, vorrei consigliare un libro intitolato “Il mistero della situazione internazionale”, di Fausto Carotenuto (ed. Il Ternario).
Se non sbaglio è uscito lo scorso anno, ed è la nuova edizione aggiornata del suo stesso libro che aveva pubblicato una decina di anni or sono.
Ve lo consiglio nel caso foste curiosi riguardo certe tematiche “non convenzionali” o modi “alternativi” di vedere la realtà e la società che ci circonda (quindi, anche trovare la positività nel mondo e negli eventi negativi che stiamo vivendo e che, ancora, purtroppo, vivremo).
O, al più, potreste vedere qualche suo video (dovrebbe avere un canale o un sito, o collaborare con qualche canale di informazione cosiddetta alternativa). Facendo qualche ricerca online, qualcosa uscirà di sicuro.
Diciamo che lui vede la vita in maniera particolare, un po’ come fanno per es. gli Iniziati (onestamente non so se lui lo sia o meno); non penso sia massone, al più mi sa che apprezzi molto gli scritti di Rudolf Steiner.
In ogni caso, a prescindere da queste piccolezze, penso che leggere il suo libro oppure vedere semplicemente qualche suo video, male non faccia.
Se uno ritiene sciocchezze certi argomenti, penso che continuerà a farlo anche dopo la lettura/visione. Se, al contrario, è incuriosito da tali tematiche, magari troverà degli ulteriori spunti di riflessione per continuare ad informarsi su queste cose.
Preciso, però, che, nel caso foste interessati al suo libro, mi sa che è un po’ costosetto (credo oltre i 30 euro su Amazon), quindi, se aveste qualche amico che lo possiede già, potreste semplicemente farvelo prestare per dargli un’occhiata (o potreste provare a procurarvelo in qualche altro modo
).
Credo che questa tipologia di consigli, volta a spronare le persone ad informarsi personalmente su determinati argomenti, valga molto più di mille parole che possono essere scritte in un post.
Se qualcuno di voi fosse interessato, vorrei consigliare un libro intitolato “Il mistero della situazione internazionale”, di Fausto Carotenuto (ed. Il Ternario).
Se non sbaglio è uscito lo scorso anno, ed è la nuova edizione aggiornata del suo stesso libro che aveva pubblicato una decina di anni or sono.
Ve lo consiglio nel caso foste curiosi riguardo certe tematiche “non convenzionali” o modi “alternativi” di vedere la realtà e la società che ci circonda (quindi, anche trovare la positività nel mondo e negli eventi negativi che stiamo vivendo e che, ancora, purtroppo, vivremo).
O, al più, potreste vedere qualche suo video (dovrebbe avere un canale o un sito, o collaborare con qualche canale di informazione cosiddetta alternativa). Facendo qualche ricerca online, qualcosa uscirà di sicuro.
Diciamo che lui vede la vita in maniera particolare, un po’ come fanno per es. gli Iniziati (onestamente non so se lui lo sia o meno); non penso sia massone, al più mi sa che apprezzi molto gli scritti di Rudolf Steiner.
In ogni caso, a prescindere da queste piccolezze, penso che leggere il suo libro oppure vedere semplicemente qualche suo video, male non faccia.
Se uno ritiene sciocchezze certi argomenti, penso che continuerà a farlo anche dopo la lettura/visione. Se, al contrario, è incuriosito da tali tematiche, magari troverà degli ulteriori spunti di riflessione per continuare ad informarsi su queste cose.
Preciso, però, che, nel caso foste interessati al suo libro, mi sa che è un po’ costosetto (credo oltre i 30 euro su Amazon), quindi, se aveste qualche amico che lo possiede già, potreste semplicemente farvelo prestare per dargli un’occhiata (o potreste provare a procurarvelo in qualche altro modo
Credo che questa tipologia di consigli, volta a spronare le persone ad informarsi personalmente su determinati argomenti, valga molto più di mille parole che possono essere scritte in un post.
Re: Un'altra epoca
Il cosiddetto "metodo scientifico", se vogliamo applicarlo poi al campo della medicina generale che NON è una scienza esatta e forse non è nemmeno una scienza, è un processo in continuo divenire: tu arrivi a certe conclusioni in base a certe premesse e fai la tua bella pubblicazione; poi arriva un altro gruppo di ricercatori di un'altra università che dice sì però... o addirittura arriva a conclusioni diverse. È un continuo processo di avvicinamento alla verità che il più delle volte continua a sfuggire, nonostante i nostri sforzi. Basti pensare a quanti misteri nasconde ancora il cervello umano, nonostante tutti i progressi nel campo delle neuroscienze.Rosencratz ha scritto:Non esiste la vera scienza o la falsa scienza. Esiste solo il metodo scientifico. Quando sento parlare di "Vera scienza" metto mano alla fondina della pistola (cit.)Sportivo Biancorosso ha scritto:Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.
Questa presa di coscienza non la vedo assolutamente. Vedo solo uno spirito distruttivo verso tutto ció che é alla base del vivere comune (dalle istituzioni al comune concetto di veritá). Una cosa é cercare di migliorare le cose, un'altra é la distruzione completa senza preoccuparsi di un domani. Molto spesso chi pensa che stia prendendo coscienza di un qualcosa in chiave esoterica o é un illuso, o viene manipolato senza saperlo o semplicemnete ha la necessitá di sentirsi migliore a quello viene comunemente identificata come massa. Siamo uomini con i nostri limiti materiali. Prendere veramente coscienza delle cose in maniera razionale parte dall'indentificazione dei problemi del presente e lavorare per una soluzione. Qualsiasi forma di risveglio delle coscienze che non tiene in considerazione la realtá dei fatti é solo un raccontarsi favole per sentirsi meglio. In un' epoca dove i problemi vengono messi sottoil tappeto (vedi riscaldamento globale), si puó parlare di tutto tranne di risveglio delle coscienze.
In medicina generale poi ci sono i protocolli che in base a semplici osservazioni dei numeri, o probabilità, tratta tutti i malati, o i soggetti con i medesimi sintomi o la medesima anamnesi, allo stesso modo. Tutto è tranne che una scienza esatta. Mi direte che ad oggi non si può fare di meglio ed anch'io se mi dicessero di operarmi perché ho un cancro alla prostata, lo farei piuttosto che semplicemente stare con "quello che c'è così com'è". Basta che non facciamo passare tutto per "scienza" e che non passi il concetto che la scienza ha già "spiegato" tutto.
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Re: Un'altra epoca
Non esistono "scienze esatte" o la "vera scienza". La scienza non ha spiegato tutto, siamo d'accordo, perché è continuamente in aggiornamento, in costruzione, a partire dagli strumenti tecnici a disposizione, qui e ora.Harlan ha scritto:Il cosiddetto "metodo scientifico", se vogliamo applicarlo poi al campo della medicina generale che NON è una scienza esatta e forse non è nemmeno una scienza, è un processo in continuo divenire: tu arrivi a certe conclusioni in base a certe premesse e fai la tua bella pubblicazione; poi arriva un altro gruppo di ricercatori di un'altra università che dice sì però... o addirittura arriva a conclusioni diverse. È un continuo processo di avvicinamento alla verità che il più delle volte continua a sfuggire, nonostante i nostri sforzi. Basti pensare a quanti misteri nasconde ancora il cervello umano, nonostante tutti i progressi nel campo delle neuroscienze.Rosencratz ha scritto:Non esiste la vera scienza o la falsa scienza. Esiste solo il metodo scientifico. Quando sento parlare di "Vera scienza" metto mano alla fondina della pistola (cit.)Sportivo Biancorosso ha scritto:Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.
Questa presa di coscienza non la vedo assolutamente. Vedo solo uno spirito distruttivo verso tutto ció che é alla base del vivere comune (dalle istituzioni al comune concetto di veritá). Una cosa é cercare di migliorare le cose, un'altra é la distruzione completa senza preoccuparsi di un domani. Molto spesso chi pensa che stia prendendo coscienza di un qualcosa in chiave esoterica o é un illuso, o viene manipolato senza saperlo o semplicemnete ha la necessitá di sentirsi migliore a quello viene comunemente identificata come massa. Siamo uomini con i nostri limiti materiali. Prendere veramente coscienza delle cose in maniera razionale parte dall'indentificazione dei problemi del presente e lavorare per una soluzione. Qualsiasi forma di risveglio delle coscienze che non tiene in considerazione la realtá dei fatti é solo un raccontarsi favole per sentirsi meglio. In un' epoca dove i problemi vengono messi sottoil tappeto (vedi riscaldamento globale), si puó parlare di tutto tranne di risveglio delle coscienze.
In medicina generale poi ci sono i protocolli che in base a semplici osservazioni dei numeri, o probabilità, tratta tutti i malati, o i soggetti con i medesimi sintomi o la medesima anamnesi, allo stesso modo. Tutto è tranne che una scienza esatta. Mi direte che ad oggi non si può fare di meglio ed anch'io se mi dicessero di operarmi perché ho un cancro alla prostata, lo farei piuttosto che semplicemente stare con "quello che c'è così com'è". Basta che non facciamo passare tutto per "scienza" e che non passi il concetto che la scienza ha già "spiegato" tutto.
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Detto questo, per le questioni che riguardano la salute preferisco ascoltare i pareri di un medico, meglio più di uno, e non il parere di uno youtuber...
"non studio non lavoro non guardo la TV
non vado al cinema non faccio sport"
ma tifo Bari!
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Re: Un'altra epoca
E io che ho detto?cussaddostam ha scritto:Non esistono "scienze esatte" o la "vera scienza". La scienza non ha spiegato tutto, siamo d'accordo, perché è continuamente in aggiornamento, in costruzione, a partire dagli strumenti tecnici a disposizione, qui e ora.Harlan ha scritto:Il cosiddetto "metodo scientifico", se vogliamo applicarlo poi al campo della medicina generale che NON è una scienza esatta e forse non è nemmeno una scienza, è un processo in continuo divenire: tu arrivi a certe conclusioni in base a certe premesse e fai la tua bella pubblicazione; poi arriva un altro gruppo di ricercatori di un'altra università che dice sì però... o addirittura arriva a conclusioni diverse. È un continuo processo di avvicinamento alla verità che il più delle volte continua a sfuggire, nonostante i nostri sforzi. Basti pensare a quanti misteri nasconde ancora il cervello umano, nonostante tutti i progressi nel campo delle neuroscienze.Rosencratz ha scritto:Non esiste la vera scienza o la falsa scienza. Esiste solo il metodo scientifico. Quando sento parlare di "Vera scienza" metto mano alla fondina della pistola (cit.)Sportivo Biancorosso ha scritto:Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.
Questa presa di coscienza non la vedo assolutamente. Vedo solo uno spirito distruttivo verso tutto ció che é alla base del vivere comune (dalle istituzioni al comune concetto di veritá). Una cosa é cercare di migliorare le cose, un'altra é la distruzione completa senza preoccuparsi di un domani. Molto spesso chi pensa che stia prendendo coscienza di un qualcosa in chiave esoterica o é un illuso, o viene manipolato senza saperlo o semplicemnete ha la necessitá di sentirsi migliore a quello viene comunemente identificata come massa. Siamo uomini con i nostri limiti materiali. Prendere veramente coscienza delle cose in maniera razionale parte dall'indentificazione dei problemi del presente e lavorare per una soluzione. Qualsiasi forma di risveglio delle coscienze che non tiene in considerazione la realtá dei fatti é solo un raccontarsi favole per sentirsi meglio. In un' epoca dove i problemi vengono messi sottoil tappeto (vedi riscaldamento globale), si puó parlare di tutto tranne di risveglio delle coscienze.
In medicina generale poi ci sono i protocolli che in base a semplici osservazioni dei numeri, o probabilità, tratta tutti i malati, o i soggetti con i medesimi sintomi o la medesima anamnesi, allo stesso modo. Tutto è tranne che una scienza esatta. Mi direte che ad oggi non si può fare di meglio ed anch'io se mi dicessero di operarmi perché ho un cancro alla prostata, lo farei piuttosto che semplicemente stare con "quello che c'è così com'è". Basta che non facciamo passare tutto per "scienza" e che non passi il concetto che la scienza ha già "spiegato" tutto.
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Re: Un'altra epoca
Siamo d'accordo, il metodo scientifico è l'unico strumento che abbiamo per affrontare la realtà.Harlan ha scritto:E io che ho detto?cussaddostam ha scritto:Non esistono "scienze esatte" o la "vera scienza". La scienza non ha spiegato tutto, siamo d'accordo, perché è continuamente in aggiornamento, in costruzione, a partire dagli strumenti tecnici a disposizione, qui e ora.Harlan ha scritto:Il cosiddetto "metodo scientifico", se vogliamo applicarlo poi al campo della medicina generale che NON è una scienza esatta e forse non è nemmeno una scienza, è un processo in continuo divenire: tu arrivi a certe conclusioni in base a certe premesse e fai la tua bella pubblicazione; poi arriva un altro gruppo di ricercatori di un'altra università che dice sì però... o addirittura arriva a conclusioni diverse. È un continuo processo di avvicinamento alla verità che il più delle volte continua a sfuggire, nonostante i nostri sforzi. Basti pensare a quanti misteri nasconde ancora il cervello umano, nonostante tutti i progressi nel campo delle neuroscienze.Rosencratz ha scritto:Non esiste la vera scienza o la falsa scienza. Esiste solo il metodo scientifico. Quando sento parlare di "Vera scienza" metto mano alla fondina della pistola (cit.)Sportivo Biancorosso ha scritto:Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.
Questa presa di coscienza non la vedo assolutamente. Vedo solo uno spirito distruttivo verso tutto ció che é alla base del vivere comune (dalle istituzioni al comune concetto di veritá). Una cosa é cercare di migliorare le cose, un'altra é la distruzione completa senza preoccuparsi di un domani. Molto spesso chi pensa che stia prendendo coscienza di un qualcosa in chiave esoterica o é un illuso, o viene manipolato senza saperlo o semplicemnete ha la necessitá di sentirsi migliore a quello viene comunemente identificata come massa. Siamo uomini con i nostri limiti materiali. Prendere veramente coscienza delle cose in maniera razionale parte dall'indentificazione dei problemi del presente e lavorare per una soluzione. Qualsiasi forma di risveglio delle coscienze che non tiene in considerazione la realtá dei fatti é solo un raccontarsi favole per sentirsi meglio. In un' epoca dove i problemi vengono messi sottoil tappeto (vedi riscaldamento globale), si puó parlare di tutto tranne di risveglio delle coscienze.
In medicina generale poi ci sono i protocolli che in base a semplici osservazioni dei numeri, o probabilità, tratta tutti i malati, o i soggetti con i medesimi sintomi o la medesima anamnesi, allo stesso modo. Tutto è tranne che una scienza esatta. Mi direte che ad oggi non si può fare di meglio ed anch'io se mi dicessero di operarmi perché ho un cancro alla prostata, lo farei piuttosto che semplicemente stare con "quello che c'è così com'è". Basta che non facciamo passare tutto per "scienza" e che non passi il concetto che la scienza ha già "spiegato" tutto.
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Re: Un'altra epoca
il covid ha generato mostriSportivo Biancorosso ha scritto:@Harlan, @Rosencratz
Se qualcuno di voi fosse interessato, vorrei consigliare un libro intitolato “Il mistero della situazione internazionale”, di Fausto Carotenuto (ed. Il Ternario).
Se non sbaglio è uscito lo scorso anno, ed è la nuova edizione aggiornata del suo stesso libro che aveva pubblicato una decina di anni or sono.
Ve lo consiglio nel caso foste curiosi riguardo certe tematiche “non convenzionali” o modi “alternativi” di vedere la realtà e la società che ci circonda (quindi, anche trovare la positività nel mondo e negli eventi negativi che stiamo vivendo e che, ancora, purtroppo, vivremo).
O, al più, potreste vedere qualche suo video (dovrebbe avere un canale o un sito, o collaborare con qualche canale di informazione cosiddetta alternativa). Facendo qualche ricerca online, qualcosa uscirà di sicuro.![]()
Diciamo che lui vede la vita in maniera particolare, un po’ come fanno per es. gli Iniziati (onestamente non so se lui lo sia o meno); non penso sia massone, al più mi sa che apprezzi molto gli scritti di Rudolf Steiner.
In ogni caso, a prescindere da queste piccolezze, penso che leggere il suo libro oppure vedere semplicemente qualche suo video, male non faccia.
Se uno ritiene sciocchezze certi argomenti, penso che continuerà a farlo anche dopo la lettura/visione. Se, al contrario, è incuriosito da tali tematiche, magari troverà degli ulteriori spunti di riflessione per continuare ad informarsi su queste cose.
Preciso, però, che, nel caso foste interessati al suo libro, mi sa che è un po’ costosetto (credo oltre i 30 euro su Amazon), quindi, se aveste qualche amico che lo possiede già, potreste semplicemente farvelo prestare per dargli un’occhiata (o potreste provare a procurarvelo in qualche altro modo).
Credo che questa tipologia di consigli, volta a spronare le persone ad informarsi personalmente su determinati argomenti, valga molto più di mille parole che possono essere scritte in un post.
Ennesimo messaggio inutile per la discussione e di insulti personali contro c.l.