Cosa stai leggendo? ***Club del libro di solobari.it***

In questa sezione diamo libero spazio alla fantasia ed alle curiosità di tutti i fratelli biancorossi.

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u d' kkiù
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CIANURO ha scritto: mar nov 11, 2025 15:35
u d' kkiù ha scritto: dom nov 02, 2025 22:00 Nicola Lagioia: "Riportando tutto a casa"
Letto anch'io. La prima parte bellissimma. La seconda molto meno.
Da segnalare l'inizio quando parla del fatto che a Bari volevano buttare la bomba atomica all'Inghilterra dopo la tragedia dell'Heysel. Segno di quanto se ne erano andati di testa gli italiani, dopo il boom a debito degli anni '80.
Si perde quando arriva a Japigia e deve descrivere la città da pere... rispetto a quella da bere tanto propagandata dalla corte di Craxi, De Michelis e Martelli... "Compagni socialisti fatevi avanti che questo è l'anno del garofano rosso e dei solo nascenti (Simboli del PSI e del PSDI). Fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità. Ringraziate la dilagante stupidità" Giorgio Gaber cantava questo in io se fossi Dio.
Dicevo si perde a Japigia e nelle sue pere anni '80, a scusarlo si può giustamente sostenere che non è stato l'unico a perdersi.
A me comunque è piaciuto molto.
Anche io ho notato una fase calante, proprio prima della metà del libro, ma poi a mio parere si è ripreso.La parte finale a Japigia è probabilmente meno incisiva perché l'autore non avrà vissuto quella realtà in prima persona e quindi risulta un po' troppo distaccato (così come secondo me avviene quando sfiora Piazza Umberto).
"Ogni bel gioco" di Sebastiano Diciassette è più bukowskiano, con tasso alcolico decisamente superiore, dove i vari racconti formano un quadro generale cinico autoironico, più vicino alle riviste underground tipo "Il Male", "Cannibale" e forse "Frigidaire".
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Messaggio da u d' kkiù »

AA.VV.: "NW14"

Antologia di racconti e poesie scritti da autori di lingua inglese scelti dal British Council.
Tranne poche eccezioni, niente di che.
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Ian McEwan: "Amsterdam"

Con quest'autore (sin dai tempi dell'università) non è mai scoppiato l'amore. Sì, scrive bene, ma non riesco mai ad inserirlo tra i grandi della letteratura contemporanea, nonostante le continue lodi che riceve da tutte le parti. E questo romanzo non è l'eccezione. Scritto bene, scorrevole, niente da eccepire, però dire che sia eccezionale, degno di un Premio Nobel, ecco questo a mio parere proprio no.
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Messaggio da uazza »

Nella vita si perde sempre perche' quando si vince non ce ne accorgiamo. (S17)

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uazza ha scritto: gio nov 20, 2025 11:03 Nella vita si perde sempre perche' quando si vince non ce ne accorgiamo. (S17)

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Capolavoro!
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Ginapa: "Favole dell'inclusione"

Libro per bambini scritto da un collettivo di scolari di una scuola: 12 favolette (una per ogni mese dell'anno) con un morale forse un po' troppo esplicita, ma vabbè... Carine le illustrazioni di Manuel Berselli.
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Scott Sigler: "Alive"

Non si può raccontare la trama senza spoilerare, quindi al massimo l'inizio: una (presunta) dodicenne si sveglia con un corpo di donna in una bara. Una volta uscita rocambolescamente da essa, si ritrova in una stanza con altre 11 bare, all'interno delle quali ci sono in ciascuna 6 corpi morti e 5 che si risveglieranno.
Il libro è godibile, si legge bene, ma io ormai proprio non sopporto più questi romanzi che devono per forza far parte di una trilogia. Questa continua serialità ha davvero rotto le palle!
La fidelizzazione del cliente-consumatore applicata alla letteratura è uno schifo concettuale e intellettuale.
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AA.VV.: "Dimenticario"

Raccolta di poesie per lo più dimenticabili.
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Colin M. Jarman: "The Nasty Quote Book"

Un libro di citazioni al vetriolo e recensioni senza pietà alcuna.

Molto divertente, tipo questa di Prince:

"Michael Jackson's album was only called
Bad because there wasn't enough room on the sleeve for Pathetic."
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Bruno Togolini: "Mammalingua"

Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme (così recita appunto il sottotitolo).
Libricino ruffianello, nulla di eclatante. Belli invece i disegni di Pia Valentinis.

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Messaggio da Rosencratz »

"Fascismo" di Emilio Gentile
"Thinking fast and slow" di Daniel Kaheman
«Chi insegna che non la ragione, ma l'amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l'odio.» Karl Popper


http://www.solobari.it/forum/viewtopic. ... 24&hililit

Al 2028 ci arrivassero a spese loro!
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John le Carré: "The Spy Who Came in from the Cold"

Sinceramente non ricordo più se ho letto in passato altri libri di le Carré, ma il romanzo che lo ha portato alla ribalta al successo internazionale merita davvero.
Asciutto, secco, cinico come un giallo di Raymond Chandler e altrettanto poco consolatorio.
Considerato uno spartiacque per il genere spy-story, direi che la fama se la merita tutta e che, anche rileggendolo dopo più di sessanta anni dalla sua uscita, non ha perso niente della sua incisività (indice di qualità primario).
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Nick Hornby: "A Long Way Down"

Dopo un po' di pagine del libro, avevo l'impressione che mi rimembrasse qualcosa, eppure ero sicuro di non averlo mai letto prima. Improvvisamente, qualche capitolo dopo, l'illuminazione: ne avevo visto la trasposizione cinematografica. Chiarito il mistero, sono andato avanti, anche perché i ricordi erano piuttosto sfumati. Insomma, facciamola breve: questo romanzo è molto bello nella sua tragicomicità, tipico Hornby, come tipica la sua costruzione polifonica, questa volta a quattro voci (quattro personaggi in cerca di suicidio).
Consigliato (più del film).
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Nick Hornby: "Juliet,Naked"

Non il migliore dei suoi libri, ma comunque scorrevole, divertente, con dialoghi esilaranti qui e là.
Gli ingredienti Hornbyani ci sono praticamente tutti: humor condito di sarcasmo, le difficoltà nei rapporti uomo/donna e l'importanza della musica in tutti i suoi aspetti (questa volta a essere presi di mira sono i fan sfegatati dei musicisti, disposti a qualsiasi cosa per il loro culto settoriale).
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Messaggio da Panzer8 »

Ho appena finito Ferocia di Nicola Lagioia.
Risalente a qualche anno fa e vincitore di un premio Strega (il che non è di per sé indice di qualità), il libro si distingue in un panorama letterario in cui, a mio parere, sembra ormai che il successo dipenda dall’adattabilità del testo alla versione televisiva, meglio se in serie.
Al consumismo da TV e da ombrellone, Lagioia non ammicca di certo, offrendo una scrittura solida, a volte compiaciuta, che richiede attenzione nella lettura e che, non a caso, ricorre di rado al discorso diretto, sotterfugio usualmente abusato per riempire intere pagine del poco utile a giustificare qualche euro in più sul prezzo di copertina.
In una narrazione necessariamente corale, trattandosi in definitiva di una saga famigliare, l’intreccio rimane quasi sempre credibile così come l'impasto, nell'incedere della trama, tra personaggi principali e secondari.
Bene l’autore governa e miscela i generi, giallo solo un po' visto che alla soluzione del mistero di una ragazza che vaga nuda e sanguinante sul ciglio di una strada, dove incontra la morte, sono riservate poche righe, funzionali a convogliare la riflessione finale del lettore sulla Ferocia primitiva di una società che alla bramosia di potere e di guadagno non pone limiti.
Ferocia della società ma, soprattutto, Ferocia del suo tanto propagandato nucleo primordiale, la Famiglia, vacuo simulacro borghese da esibizione, come quadri dal valore apparente appesi al muro con chiodi troppo deboli.
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