Il silenzio come forma di rispetto
Moderatori: sirius, Rosencratz, Pino, Soloesemprebari, divin gallo
Il silenzio come forma di rispetto
Permettetemi una domanda semplice.
In tre anni di dichiarazioni post-partita, quante ne ricordate che abbiano aggiunto qualcosa di reale alla vostra comprensione di quello che stava succedendo? Una frase che vi abbia fatto capire qualcosa che non sapevate già? Un'analisi che abbia illuminato una causa, identificato un problema, indicato una direzione?
Il silenzio stampa del Bari viene presentato come mancanza di rispetto verso i giornalisti e verso i tifosi.
Bene, rovesciamo la prospettiva: cosa ha prodotto la parola, in questa stagione?
Ha prodotto "bisogna pedalare e stare in silenzio" — detto da Mantovani, che era la cosa più sensata pronunciata in tutto il campionato.
Ha prodotto dichiarazioni di circostanza svuotate di senso dopo ogni sconfitta.
Ha prodotto il linguaggio del luogo comune: cattiveria, fame, atteggiamento, testa, gruppo, lavorare. Le stesse parole ruotate in ordine diverso per trenta minuti di conferenza stampa.
I tifosi non hanno bisogno di questo. Lo sanno già. Lo sentono già. Quello che vogliono — quello che meritano — è che qualcuno in campo faccia le cose invece di raccontarle.
Sul rispetto verso i giornalisti: capisco la frustrazione corporativa. Senza dichiarazioni manca il materiale. Senza materiale manca il commento. Senza commento manca la trasmissione. È una catena produttiva reale e il silenzio la inceppa.
Ma questa è un'esigenza di sistema — non un diritto del tifoso.
Il tifoso ha un solo diritto: vedere la sua squadra giocare con tutto quello che ha. Le parole che seguono sono un optional. A volte arricchiscono. Spesso no. In questa stagione, quasi mai.
C'è infine una cosa che nessuno dice ma che vale la pena nominare.
Il silenzio, in certi momenti, è l'unica forma di comunicazione onesta disponibile. Quando non hai niente di vero da dire — niente che non sia già stato detto, niente che non suoni vuoto, niente che regga il confronto con quello che si vede in campo — tacere è più rispettoso che parlare.
Non verso i giornalisti.
Verso i tifosi.
Che sono esattamente quelli che il silenzio lo stanno apprezzando.
In tre anni di dichiarazioni post-partita, quante ne ricordate che abbiano aggiunto qualcosa di reale alla vostra comprensione di quello che stava succedendo? Una frase che vi abbia fatto capire qualcosa che non sapevate già? Un'analisi che abbia illuminato una causa, identificato un problema, indicato una direzione?
Il silenzio stampa del Bari viene presentato come mancanza di rispetto verso i giornalisti e verso i tifosi.
Bene, rovesciamo la prospettiva: cosa ha prodotto la parola, in questa stagione?
Ha prodotto "bisogna pedalare e stare in silenzio" — detto da Mantovani, che era la cosa più sensata pronunciata in tutto il campionato.
Ha prodotto dichiarazioni di circostanza svuotate di senso dopo ogni sconfitta.
Ha prodotto il linguaggio del luogo comune: cattiveria, fame, atteggiamento, testa, gruppo, lavorare. Le stesse parole ruotate in ordine diverso per trenta minuti di conferenza stampa.
I tifosi non hanno bisogno di questo. Lo sanno già. Lo sentono già. Quello che vogliono — quello che meritano — è che qualcuno in campo faccia le cose invece di raccontarle.
Sul rispetto verso i giornalisti: capisco la frustrazione corporativa. Senza dichiarazioni manca il materiale. Senza materiale manca il commento. Senza commento manca la trasmissione. È una catena produttiva reale e il silenzio la inceppa.
Ma questa è un'esigenza di sistema — non un diritto del tifoso.
Il tifoso ha un solo diritto: vedere la sua squadra giocare con tutto quello che ha. Le parole che seguono sono un optional. A volte arricchiscono. Spesso no. In questa stagione, quasi mai.
C'è infine una cosa che nessuno dice ma che vale la pena nominare.
Il silenzio, in certi momenti, è l'unica forma di comunicazione onesta disponibile. Quando non hai niente di vero da dire — niente che non sia già stato detto, niente che non suoni vuoto, niente che regga il confronto con quello che si vede in campo — tacere è più rispettoso che parlare.
Non verso i giornalisti.
Verso i tifosi.
Che sono esattamente quelli che il silenzio lo stanno apprezzando.
-
viafiorino
- Fedelissimo

- Messaggi: 30764
- Iscritto il: gio dic 11, 2008 15:37
Re: Il silenzio come forma di rispetto
" ci aspettano 2 finali playout"
"L'atletica è poesia
La notte, se sogno, sogno di essere un maratoneta"
Eugenio Montale
La notte, se sogno, sogno di essere un maratoneta"
Eugenio Montale
- Maglia e Città
- Fedelissimo

- Messaggi: 3251
- Iscritto il: dom giu 11, 2023 12:09
Re: Il silenzio come forma di rispetto
La mancanza di rispetto è dire in varie sedi che la SS(o)C(azz) bis è il cesso della Filmauro.
- ancorailbariinavanti
- Fedelissimo

- Messaggi: 12377
- Iscritto il: gio lug 01, 2010 17:15
Re: Il silenzio come forma di rispetto
Brà. Da ora in poi saranno tutte finali