27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
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27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
Si inasprisce ulteriormente il confronto tra il Comune di Bari e la famiglia De Laurentiis sulla gestione dello stadio San Nicola e sul futuro della SSC Bari. Dopo una comunicazione inviata dalla proprietà biancorossa al sindaco Vito Leccese – il cui contenuto non è stato reso noto ma che riguarderebbe la concessione dell’impianto per la prossima stagione sportiva – il primo cittadino ha preparato una durissima replica istituzionale destinata a segnare un nuovo capitolo della vicenda.
Nella lunga lettera indirizzata a Luigi De Laurentiis, Leccese contesta apertamente l’atteggiamento della società, accusata di essere distante dalla città e indisponibile a un confronto reale con l’amministrazione comunale, proprietaria del San Nicola. Toni netti, che fotografano una frattura ormai evidente tra Palazzo di Città e la proprietà del club biancorosso.
«Mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città», scrive il sindaco, chiarendo di intervenire non «da tifoso deluso», ma nella duplice veste di rappresentante della comunità e responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti d’Italia.
Al centro della contestazione c’è soprattutto il tema del futuro della società oltre il 2028, anno entro cui, in base alle norme federali sulla multiproprietà, la famiglia De Laurentiis dovrà cedere il Bari. Leccese ricorda come la SSC Bari sia l’unica partecipante alla procedura per l’assegnazione quinquennale dello stadio, ma sottolinea anche l’assenza di chiarezza sulle intenzioni della proprietà dopo quella data.
«Le chiedo un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione», scrive il sindaco, domandando esplicitamente cosa intenda fare la società dopo il 30 giugno 2028. «Se non ha una risposta, o non vuole darla, allora è giusto che questa città lo sappia adesso, non quando sarà troppo tardi».
Nella lettera non mancano riferimenti durissimi anche al rapporto con la tifoseria e alle parole pronunciate in passato da Aurelio De Laurentiis, che definì il Bari una «seconda squadra». «Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi», afferma Leccese, ricordando anche i «lunghissimi quaranta giorni dopo l’11 giugno 2023», simbolo – secondo il sindaco – della distanza tra la proprietà e l’ambiente cittadino.
Il passaggio più delicato riguarda però la concessione del San Nicola. Leccese sottolinea che la normativa non obbliga il Bari a indicare necessariamente lo stadio barese come impianto ospitante e invita quindi la società a valutare eventuali alternative in Puglia «per non rischiare l’iscrizione al campionato». Un’affermazione che lascia intendere come il Comune possa anche decidere di non procedere alla firma della concessione, aprendo scenari ancora tutti da definire.
«Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono», scrive il sindaco, ribadendo invece quella che considera la propria responsabilità verso la città e verso «le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto».
La chiusura della lettera assume infine il tono di un manifesto politico e identitario: «Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città».
Una presa di posizione che rischia di trasformare la questione San Nicola nel tema centrale dell’estate biancorossa, tra incertezze sulla concessione dell’impianto, tensioni istituzionali e interrogativi sempre più pesanti sul futuro della società.
GdM
Nella lunga lettera indirizzata a Luigi De Laurentiis, Leccese contesta apertamente l’atteggiamento della società, accusata di essere distante dalla città e indisponibile a un confronto reale con l’amministrazione comunale, proprietaria del San Nicola. Toni netti, che fotografano una frattura ormai evidente tra Palazzo di Città e la proprietà del club biancorosso.
«Mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città», scrive il sindaco, chiarendo di intervenire non «da tifoso deluso», ma nella duplice veste di rappresentante della comunità e responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti d’Italia.
Al centro della contestazione c’è soprattutto il tema del futuro della società oltre il 2028, anno entro cui, in base alle norme federali sulla multiproprietà, la famiglia De Laurentiis dovrà cedere il Bari. Leccese ricorda come la SSC Bari sia l’unica partecipante alla procedura per l’assegnazione quinquennale dello stadio, ma sottolinea anche l’assenza di chiarezza sulle intenzioni della proprietà dopo quella data.
«Le chiedo un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione», scrive il sindaco, domandando esplicitamente cosa intenda fare la società dopo il 30 giugno 2028. «Se non ha una risposta, o non vuole darla, allora è giusto che questa città lo sappia adesso, non quando sarà troppo tardi».
Nella lettera non mancano riferimenti durissimi anche al rapporto con la tifoseria e alle parole pronunciate in passato da Aurelio De Laurentiis, che definì il Bari una «seconda squadra». «Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi», afferma Leccese, ricordando anche i «lunghissimi quaranta giorni dopo l’11 giugno 2023», simbolo – secondo il sindaco – della distanza tra la proprietà e l’ambiente cittadino.
Il passaggio più delicato riguarda però la concessione del San Nicola. Leccese sottolinea che la normativa non obbliga il Bari a indicare necessariamente lo stadio barese come impianto ospitante e invita quindi la società a valutare eventuali alternative in Puglia «per non rischiare l’iscrizione al campionato». Un’affermazione che lascia intendere come il Comune possa anche decidere di non procedere alla firma della concessione, aprendo scenari ancora tutti da definire.
«Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono», scrive il sindaco, ribadendo invece quella che considera la propria responsabilità verso la città e verso «le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto».
La chiusura della lettera assume infine il tono di un manifesto politico e identitario: «Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città».
Una presa di posizione che rischia di trasformare la questione San Nicola nel tema centrale dell’estate biancorossa, tra incertezze sulla concessione dell’impianto, tensioni istituzionali e interrogativi sempre più pesanti sul futuro della società.
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis: "La squadra vada a giocare altrove".
Speriamo a crist..sarebbe un sogno vedere giocare questo abominio in Campania
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis: "La squadra vada a giocare altrove".
Caspita ragazzi, non me la aspettavo una risposta del genere: che dire, giù il cappello davvero.
Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis: "La squadra vada a giocare altrove".
Brakingmisclot ha scritto:Caspita ragazzi, non me la aspettavo una risposta del genere: che dire, giù il cappello davvero.
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis: "La squadra vada a giocare altrove".
Scusate ma la pec ricevuta dal sindaco è da qualche parte leggibile ?
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis: "La squadra vada a giocare altrove".
l hanno letta in diretta a passione bariallievietagliatelle ha scritto: mer mag 27, 2026 17:15 Scusate ma la pec ricevuta dal sindaco è da qualche parte leggibile ?
Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis: "La squadra vada a giocare altrove".
È stato chiesto di non divulgarla fatto salvo solo per alcune parti a scelta dei giornalisti (non chiedermi il motivo e come dovrebbe essere fatto)… tanto uscirà tra poco per tuttiallievietagliatelle ha scritto:Scusate ma la pec ricevuta dal sindaco è da qualche parte leggibile ?
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
La lettera di Vito Leccese
Presidente,
mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città e la Sua completa indisponibilità a un confronto con la stessa amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto sportivo. Questo, mi consenta, è inaccettabile. Come Lei sa bene, non Le scrivo da tifoso deluso per una retrocessione, ma nella mia duplice veste di rappresentante della comunità e di responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti d’Italia. La SSC Bari, come noto, è l’unica partecipante a una procedura che assegnerà lo stadio San Nicola per i prossimi 5 anni.
Eppure, dal 2028, questa proprietà non potrà più gestire la squadra di calcio. Perché le norme federali, e non il Sindaco di Bari, impongono l’alienazione di questo “asset”, come, non a caso, Lei lo definisce. Ciò che Lei etichetta come “inusuale”, ossia il mio invito alla vendita, non è frutto di una valutazione personale. È la semplice traduzione delle regole. Non è dunque inusuale che io mi interessi alla vendita del Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei
Lei ha chiesto la disponibilità dello stadio San Nicola per iscrivere il Bari al campionato di Serie C. Ma sarebbe disonesto da parte mia ignorare il contesto in cui questa richiesta arriva: una società retrocessa, un proprietario che non ha considerato per tanto tempo i sentimenti di una intera tifoseria (come in quei lunghissimi quaranta giorni dopo l’11 giugno 2023) e un gruppo che pubblicamente, parole di Suo padre, considera il Bari una “seconda squadra”.
Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi.
Le chiedo, dunque, un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda a una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028? Se non ha una risposta, o non vuole darla, allora è giusto che questa città lo sappia adesso, non quando sarà troppo tardi.
L'invito
Aggiungo, per chiarezza, che la normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante. Ci sono altri impianti in Puglia. Le suggerisco, considerata anche la procedura in corso, di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato. Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono.
Quello che mi appartiene, invece, è la responsabilità verso questa città. Verso le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto. Verso le famiglie che devono spiegare ai propri figli perché la squadra della loro vita, dopo otto anni, sia ancora in Serie C.
Concludo rammentandoLe che, laddove il risultato della procedura di concessione dello stadio dovesse concludersi con l’affidamento in favore della Sua società, sarà importante più per Lei che per l’Amministrazione, che il rapporto sia ricondotto sui giusti canoni di responsabilità e correttezza, sportiva e non.
Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città.
Attendo il suo piano. A stretto giro.
Vito Leccese.
Presidente,
mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città e la Sua completa indisponibilità a un confronto con la stessa amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto sportivo. Questo, mi consenta, è inaccettabile. Come Lei sa bene, non Le scrivo da tifoso deluso per una retrocessione, ma nella mia duplice veste di rappresentante della comunità e di responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti d’Italia. La SSC Bari, come noto, è l’unica partecipante a una procedura che assegnerà lo stadio San Nicola per i prossimi 5 anni.
Eppure, dal 2028, questa proprietà non potrà più gestire la squadra di calcio. Perché le norme federali, e non il Sindaco di Bari, impongono l’alienazione di questo “asset”, come, non a caso, Lei lo definisce. Ciò che Lei etichetta come “inusuale”, ossia il mio invito alla vendita, non è frutto di una valutazione personale. È la semplice traduzione delle regole. Non è dunque inusuale che io mi interessi alla vendita del Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei
Lei ha chiesto la disponibilità dello stadio San Nicola per iscrivere il Bari al campionato di Serie C. Ma sarebbe disonesto da parte mia ignorare il contesto in cui questa richiesta arriva: una società retrocessa, un proprietario che non ha considerato per tanto tempo i sentimenti di una intera tifoseria (come in quei lunghissimi quaranta giorni dopo l’11 giugno 2023) e un gruppo che pubblicamente, parole di Suo padre, considera il Bari una “seconda squadra”.
Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi.
Le chiedo, dunque, un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda a una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028? Se non ha una risposta, o non vuole darla, allora è giusto che questa città lo sappia adesso, non quando sarà troppo tardi.
L'invito
Aggiungo, per chiarezza, che la normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante. Ci sono altri impianti in Puglia. Le suggerisco, considerata anche la procedura in corso, di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato. Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono.
Quello che mi appartiene, invece, è la responsabilità verso questa città. Verso le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto. Verso le famiglie che devono spiegare ai propri figli perché la squadra della loro vita, dopo otto anni, sia ancora in Serie C.
Concludo rammentandoLe che, laddove il risultato della procedura di concessione dello stadio dovesse concludersi con l’affidamento in favore della Sua società, sarà importante più per Lei che per l’Amministrazione, che il rapporto sia ricondotto sui giusti canoni di responsabilità e correttezza, sportiva e non.
Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città.
Attendo il suo piano. A stretto giro.
Vito Leccese.
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
"Non è dunque inusuale che io mi interessi alla vendita del Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei"Pino ha scritto: mer mag 27, 2026 17:23 La lettera di Vito Leccese
Presidente,
mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città e la Sua completa indisponibilità a un confronto con la stessa amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto sportivo. Questo, mi consenta, è inaccettabile. Come Lei sa bene, non Le scrivo da tifoso deluso per una retrocessione, ma nella mia duplice veste di rappresentante della comunità e di responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti d’Italia. La SSC Bari, come noto, è l’unica partecipante a una procedura che assegnerà lo stadio San Nicola per i prossimi 5 anni.
Eppure, dal 2028, questa proprietà non potrà più gestire la squadra di calcio. Perché le norme federali, e non il Sindaco di Bari, impongono l’alienazione di questo “asset”, come, non a caso, Lei lo definisce. Ciò che Lei etichetta come “inusuale”, ossia il mio invito alla vendita, non è frutto di una valutazione personale. È la semplice traduzione delle regole. Non è dunque inusuale che io mi interessi alla vendita del Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei
Lei ha chiesto la disponibilità dello stadio San Nicola per iscrivere il Bari al campionato di Serie C. Ma sarebbe disonesto da parte mia ignorare il contesto in cui questa richiesta arriva: una società retrocessa, un proprietario che non ha considerato per tanto tempo i sentimenti di una intera tifoseria (come in quei lunghissimi quaranta giorni dopo l’11 giugno 2023) e un gruppo che pubblicamente, parole di Suo padre, considera il Bari una “seconda squadra”.
Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi.
Le chiedo, dunque, un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda a una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028? Se non ha una risposta, o non vuole darla, allora è giusto che questa città lo sappia adesso, non quando sarà troppo tardi.
L'invito
Aggiungo, per chiarezza, che la normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante. Ci sono altri impianti in Puglia. Le suggerisco, considerata anche la procedura in corso, di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato. Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono.
Quello che mi appartiene, invece, è la responsabilità verso questa città. Verso le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto. Verso le famiglie che devono spiegare ai propri figli perché la squadra della loro vita, dopo otto anni, sia ancora in Serie C.
Concludo rammentandoLe che, laddove il risultato della procedura di concessione dello stadio dovesse concludersi con l’affidamento in favore della Sua società, sarà importante più per Lei che per l’Amministrazione, che il rapporto sia ricondotto sui giusti canoni di responsabilità e correttezza, sportiva e non.
Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città.
Attendo il suo piano. A stretto giro.
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.


*** Accetto la sconfitta solo se mi porti la maglia sudata ***
Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
Sta già circolando la PEC ssc Barigiangi81 ha scritto:È stato chiesto di non divulgarla fatto salvo solo per alcune parti a scelta dei giornalisti (non chiedermi il motivo e come dovrebbe essere fatto)… tanto uscirà tra poco per tuttiallievietagliatelle ha scritto:Scusate ma la pec ricevuta dal sindaco è da qualche parte leggibile ?
Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
MI auguro che non iscrivano la squadra, ma onestamente per quanto non mi e' simpatico questo sindaco devo dire che ha fatto bene ! adesso il candelotto di dinamite se lo tenesse la famiglia DeLa. Noto pero' l'indisponenza del Dela che scrive come se non fosse successo nulla o quasi non ammettendo nemmeno un errore da parte sua, ( una faccia da vecchia puxxxxa) e non dice cosa vuole fare, bene a chiedere programmi da parte del sindaco. Ormai pwersonalmente sono straconvinto che meglio non dargli lo stadio e mandarli a f.
.Pazienza ma questi prima o poi dovranno abbassare la cresta..................SCIATAVINNNNNNNNNNNNNN !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
Se non iscrivono la squadra e fallisce fanno causa al comune e vincono un mega risarcimento milionario considerato che hanno partecipato al bando seguendo tutte le indicazioni.
A loro non fregherebbe nulla di far fallire il club, si rifarebbero con il mega risarcimento
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
Bisogna vedere quali requisiti prevedeva il bando. Trattandosi di concessione quinquennale, i De Papponis non possono garantire la gestione dopo il 2028. Credo e spero che Leccese abbia citato questa cosa nella lettera con cognizione di causa. Altrimenti hanno sbagliato a fare il bando e i De Papponis possono fare ricorso.Ubares92 ha scritto: mer mag 27, 2026 18:04 Se non iscrivono la squadra e fallisce fanno causa al comune e vincono un mega risarcimento milionario considerato che hanno partecipato al bando seguendo tutte le indicazioni.
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Re: 27/05/26 - Bari, Leccese chiude le porte a De Laurentiis. La lettera del Sindaco al Presidente.
Magari lo vincono....ma dopo la fallita iscrizione.Ubares92 ha scritto:Se non iscrivono la squadra e fallisce fanno causa al comune e vincono un mega risarcimento milionario considerato che hanno partecipato al bando seguendo tutte le indicazioni.
A loro non fregherebbe nulla di far fallire il club, si rifarebbero con il mega risarcimento
Cioè rendendo di fatto la ssc bari una società di eventi.
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aucune certitude, juste quelques doutes bien solides.