Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

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Vernolaboy
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Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da Vernolaboy »

Multiproprietà e la mia proposta al Presidente Giovanni Malago.
Pregiati.mo Presidente,
Le multiproprietà nel calcio, così come sono state concepite e gestite finora, sono un pericolo strutturale per la regolarità dei campionati e per la trasparenza dei bilanci delle società. Per spiegarlo a tutti, per multiproprietà si intende la possibilità per un singolo soggetto, persona fisica o gruppo societario, di controllare più club professionistici, spesso in Paesi e categorie diverse. L'UEFA parla di “multi‑club ownership” e ha già introdotto criteri specifici per limitare l’influenza decisiva di uno stesso proprietario su più squadre iscritte alle competizioni europee.
In Italia, casi come la doppia proprietà Napoli–Bari mostrano come sia oggi ancora possibile controllare due società professionistiche, anche se dal 2028‑29 questo sarà formalmente vietato dall’art. 16‑bis NOIF.
Ma di una cosa sono convinto , Quando due club appartengono allo stesso gruppo proprietario, ogni trasferimento fra loro altera per definizione l’equilibrio competitivo: non sono più scambi “di mercato”, ma operazioni interne a una stessa struttura. La proprietà può decidere chi deve essere forte e chi debole, chi deve puntare alla promozione e chi deve “accettare” la retrocessione, spostando giocatori chiave o trattenendoli strategicamente. Questo produce un conflitto d’interessi insanabile: non è possibile garantire parità di trattamento verso le altre società se due avversarie condividono la stessa regia economica e tecnica.
Gli scambi di calciatori tra club della stessa proprietà non sono solo un problema sportivo, ma aprono praterie per operazioni di finanza creativa e plusvalenze fittizie. Giro contabile interno, valutazioni gonfiate, bonus di rivendita “dimenticati” o strutturati in modo opaco possono alterare gravemente la fotografia reale della situazione economica delle società coinvolte.
Non è fantascienza: è esattamente il terreno su cui si muovono molte indagini recenti su plusvalenze e falsi in bilancio legati ai trasferimenti di giocatori.
A Bari la Procura ha aperto un’indagine che coinvolge Luigi e Aurelio De Laurentiis, rispettivamente vertice del Bari e del Napoli, con accuse di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta legate alla crisi del club pugliese. Al centro dell’inchiesta c’è, tra l’altro, la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli, operazione su cui i magistrati contestano la rappresentazione in bilancio di fatti “non rispondenti al vero” o l’omissione di informazioni rilevanti.
Nella stessa vicenda si intrecciano valutazioni economiche, flussi tra società dello stesso gruppo e scelte gestionali che dimostrano quanto la multiproprietà renda facile spingere al limite la manipolazione contabile. Proprio perché il fenomeno è esploso a livello globale, la FIFA ha iniziato a intervenire: la casa madre del calcio ha annunciato il divieto dei trasferimenti di giocatori tra club appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale.
L’obiettivo è esplicito: impedire che strutture come il City Football Group o la galassia Red Bull usino la rete di club collegati per accumulare calciatori, aggirare i limiti di mercato e ottenere vantaggi sportivi e contabili.
Questa svolta segna una presa d’atto chiara: la multiproprietà senza paletti è incompatibile con un mercato trasparente e con la credibilità delle competizioni.
Per migliorare davvero il fenomeno, non bastano mezze misure o moratorie: servono divieti chiari, semplici, impossibili da aggirare. 1) Divieto assoluto di scambi di giocatori tra società che hanno la stessa proprietà o sono controllate dallo stesso gruppo. 2) Divieto assoluto di prestiti di giocatori tra club collegati, per evitare che il prestito diventi lo strumento principale di “mercato interno”. 3) Nessun tipo di co‑partecipazione, diritti di rivendita incrociati, bonus o opzioni strutturate tra società dello stesso proprietario: zero relazioni di mercato sul fronte calciatori.
Solo eliminando ogni scambio di giocatori tra club con proprietà comune si chiude la porta ai conflitti d’interesse e alle operazioni contabili opache che oggi stanno corrodendo la fiducia nel sistema.
La moltiplicazione di gruppi proprietari con più club, le indagini su bilanci e plusvalenze, i casi giudiziari che emergono in Italia e all’estero raccontano un modello di business che ha superato il punto di tollerabilità.
Non è più un semplice strumento di sviluppo dei giovani o di ottimizzazione gestionale: è diventato un sistema per controllare porzioni di campionati, pilotare carriere e manipolare numeri di bilancio. È un fenomeno pericoloso, che puzza lontano chilometri, perché mette insieme conflitto d’interesse sportivo e rischio di frode economica in un unico meccanismo.
Proprio per questi motivi, predisporrò e le invierò una proposta formale che chiede: il recepimento immediato dei divieti internazionali su scambi e prestiti tra club con la stessa proprietà; l’introduzione di controlli rafforzati sui bilanci delle società appartenenti a gruppi multi‑club, con particolare attenzione alle valutazioni dei cartellini e alle plusvalenze interne; ed infine l’anticipazione, rispetto alla scadenza del 2028‑29, del divieto di multiproprietà così come è concepito oggi nel calcio professionistico, per tutelare la regolarità dei campionati già nelle prossime stagioni. Applicando così queste revisioni immediatamente.
L’obiettivo è uno solo: cambiare ora un modello che sta dimostrando di essere incompatibile con un calcio sano, credibile e davvero competitivo.
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da 1baresealyon »

Appô...se lo chiede lui stiamo in una botte di ferro.

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APOL
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da APOL »

Vernolaboy ha scritto: gio lug 23, 2026 16:55 Multiproprietà e la mia proposta al Presidente Giovanni Malago.
Pregiati.mo Presidente,
Le multiproprietà nel calcio, così come sono state concepite e gestite finora, sono un pericolo strutturale per la regolarità dei campionati e per la trasparenza dei bilanci delle società. Per spiegarlo a tutti, per multiproprietà si intende la possibilità per un singolo soggetto, persona fisica o gruppo societario, di controllare più club professionistici, spesso in Paesi e categorie diverse. L'UEFA parla di “multi‑club ownership” e ha già introdotto criteri specifici per limitare l’influenza decisiva di uno stesso proprietario su più squadre iscritte alle competizioni europee.
In Italia, casi come la doppia proprietà Napoli–Bari mostrano come sia oggi ancora possibile controllare due società professionistiche, anche se dal 2028‑29 questo sarà formalmente vietato dall’art. 16‑bis NOIF.
Ma di una cosa sono convinto , Quando due club appartengono allo stesso gruppo proprietario, ogni trasferimento fra loro altera per definizione l’equilibrio competitivo: non sono più scambi “di mercato”, ma operazioni interne a una stessa struttura. La proprietà può decidere chi deve essere forte e chi debole, chi deve puntare alla promozione e chi deve “accettare” la retrocessione, spostando giocatori chiave o trattenendoli strategicamente. Questo produce un conflitto d’interessi insanabile: non è possibile garantire parità di trattamento verso le altre società se due avversarie condividono la stessa regia economica e tecnica.
Gli scambi di calciatori tra club della stessa proprietà non sono solo un problema sportivo, ma aprono praterie per operazioni di finanza creativa e plusvalenze fittizie. Giro contabile interno, valutazioni gonfiate, bonus di rivendita “dimenticati” o strutturati in modo opaco possono alterare gravemente la fotografia reale della situazione economica delle società coinvolte.
Non è fantascienza: è esattamente il terreno su cui si muovono molte indagini recenti su plusvalenze e falsi in bilancio legati ai trasferimenti di giocatori.
A Bari la Procura ha aperto un’indagine che coinvolge Luigi e Aurelio De Laurentiis, rispettivamente vertice del Bari e del Napoli, con accuse di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta legate alla crisi del club pugliese. Al centro dell’inchiesta c’è, tra l’altro, la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli, operazione su cui i magistrati contestano la rappresentazione in bilancio di fatti “non rispondenti al vero” o l’omissione di informazioni rilevanti.
Nella stessa vicenda si intrecciano valutazioni economiche, flussi tra società dello stesso gruppo e scelte gestionali che dimostrano quanto la multiproprietà renda facile spingere al limite la manipolazione contabile. Proprio perché il fenomeno è esploso a livello globale, la FIFA ha iniziato a intervenire: la casa madre del calcio ha annunciato il divieto dei trasferimenti di giocatori tra club appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale.
L’obiettivo è esplicito: impedire che strutture come il City Football Group o la galassia Red Bull usino la rete di club collegati per accumulare calciatori, aggirare i limiti di mercato e ottenere vantaggi sportivi e contabili.
Questa svolta segna una presa d’atto chiara: la multiproprietà senza paletti è incompatibile con un mercato trasparente e con la credibilità delle competizioni.
Per migliorare davvero il fenomeno, non bastano mezze misure o moratorie: servono divieti chiari, semplici, impossibili da aggirare. 1) Divieto assoluto di scambi di giocatori tra società che hanno la stessa proprietà o sono controllate dallo stesso gruppo. 2) Divieto assoluto di prestiti di giocatori tra club collegati, per evitare che il prestito diventi lo strumento principale di “mercato interno”. 3) Nessun tipo di co‑partecipazione, diritti di rivendita incrociati, bonus o opzioni strutturate tra società dello stesso proprietario: zero relazioni di mercato sul fronte calciatori.
Solo eliminando ogni scambio di giocatori tra club con proprietà comune si chiude la porta ai conflitti d’interesse e alle operazioni contabili opache che oggi stanno corrodendo la fiducia nel sistema.

La moltiplicazione di gruppi proprietari con più club, le indagini su bilanci e plusvalenze, i casi giudiziari che emergono in Italia e all’estero raccontano un modello di business che ha superato il punto di tollerabilità.
Non è più un semplice strumento di sviluppo dei giovani o di ottimizzazione gestionale: è diventato un sistema per controllare porzioni di campionati, pilotare carriere e manipolare numeri di bilancio. È un fenomeno pericoloso, che puzza lontano chilometri, perché mette insieme conflitto d’interesse sportivo e rischio di frode economica in un unico meccanismo.
Proprio per questi motivi, predisporrò e le invierò una proposta formale che chiede: il recepimento immediato dei divieti internazionali su scambi e prestiti tra club con la stessa proprietà; l’introduzione di controlli rafforzati sui bilanci delle società appartenenti a gruppi multi‑club, con particolare attenzione alle valutazioni dei cartellini e alle plusvalenze interne; ed infine l’anticipazione, rispetto alla scadenza del 2028‑29, del divieto di multiproprietà così come è concepito oggi nel calcio professionistico, per tutelare la regolarità dei campionati già nelle prossime stagioni. Applicando così queste revisioni immediatamente.
L’obiettivo è uno solo: cambiare ora un modello che sta dimostrando di essere incompatibile con un calcio sano, credibile e davvero competitivo.
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E' quello che avevo proposto io tempo fa per limitare i danni della multiproprietà. E aggiungevo anche che eventuali giocatori ceduti ad altre squadre non potevano essere acquistati, se non dopo 7 anni, dall'altra squadra appartenebte alla multiproprietà. Fine dei giochi!
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Diablo15
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da Diablo15 »

Non so se servirà, ma va fatto un applauso al presidente del Trapani, se la stessa cosa la farebbero i presidenti di tutte le altre squadre sfavorevoli alla multiproprietà sarebbe già una vittoria
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da bboy464 »

Certo peggior sponsor per l abolizione della multiproprietà non ci poteva capitare…


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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da BariCatanzaro1972 »

No alla multiproprietà! Stop.
Angioletto
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da Angioletto »

1baresealyon ha scritto: gio lug 23, 2026 17:07 Appô...se lo chiede lui stiamo in una botte di ferro.

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Non conosco questo Antonini, ma quanto riportato nella sua lettera è ampiamente condivisibile. A Bari stiamo vivendo il risultato di una multiproprietà prorogata oltremodo che ha di fatto falsato gli ultimi campionati, sia da un punto di vista contabile che soprattutto sportivo, cosa che ho fatto notare anch'io nel mio piccolo varie volte. Il Bari è stato limitato superiormente nelle ambizioni, ha dovuto prima lasciare il posto agli "amici" del Cagliari e quest'anno retrocedere in maniera meschina con una programmazione a perdere già evidente dal mese di Marzo condite infine dalle due prestazioni contro il SudTirol senza impegno, senza cattiveria, senza nulla. In Federazione si dovrebbero vergognare almeno quanto i Dela, a cui per la prima volta nella mia vita da tifoso del Bari, non concederò nemmeno le prime dieci giornate per vedere come va la squadra. La campagna acquisti sinora l'ho seguita di striscio, stanno prendendo giocatori di esperienza e di categoria, non so se il senso di vergogna per questa retrocessione e l'inchiesta della Magistratura gli ha fatto capire di aver oltrepassato il limite, ed hanno deciso di fare la squadra per puntare alla promozione, so solo che io non ci sarò.
Comincio a seguire poco anche il forum, perché se non si parla di calcio, mi sembra un pò avvilente stare a commentare i comportamenti noti, di qualche provocatore.
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da lascrocca »

Una lettera che ci deve fare sperare, perche' non siamo soli. Il sindaco potrebbe magari mettersi in contatto e cercare di trovare una linea comune per il contrasto alla multi, e cercare altri soggetti sia nella politica che tra i presidenti di squadre nella medesima condizione.
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da Arizona »

Forse ho letto in fretta, ma a me sembra che il presidente del Trapani non chieda l'abolizione della multiproprietà, ma una richiesta di mettere dei paletti


"Questa svolta segna una presa d’atto chiara: la multiproprietà senza paletti è incompatibile con un mercato trasparente e con la credibilità delle competizioni.
Per migliorare davvero il fenomeno, non bastano mezze misure o moratorie: servono divieti chiari, semplici, impossibili da aggirare.

1) Divieto assoluto di scambi di giocatori tra società che hanno la stessa proprietà o sono controllate dallo stesso gruppo.

2) Divieto assoluto di prestiti di giocatori tra club collegati, per evitare che il prestito diventi lo strumento principale di “mercato interno”.

3) Nessun tipo di co‑partecipazione, diritti di rivendita incrociati, bonus o opzioni strutturate tra società dello stesso proprietario: zero relazioni di mercato sul fronte calciatori.
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da BariCatanzaro1972 »

Arizona ha scritto: gio lug 23, 2026 21:40 Forse ho letto in fretta, ma a me sembra che il presidente del Trapani non chieda l'abolizione della multiproprietà, ma una richiesta di mettere dei paletti Immagine


"Questa svolta segna una presa d’atto chiara: la multiproprietà senza paletti è incompatibile con un mercato trasparente e con la credibilità delle competizioni.
Per migliorare davvero il fenomeno, non bastano mezze misure o moratorie: servono divieti chiari, semplici, impossibili da aggirare.

1) Divieto assoluto di scambi di giocatori tra società che hanno la stessa proprietà o sono controllate dallo stesso gruppo.

2) Divieto assoluto di prestiti di giocatori tra club collegati, per evitare che il prestito diventi lo strumento principale di “mercato interno”.

3) Nessun tipo di co‑partecipazione, diritti di rivendita incrociati, bonus o opzioni strutturate tra società dello stesso proprietario: zero relazioni di mercato sul fronte calciatori.
Solo eliminando ogni scambio di giocatori tra club con proprietà comune si chiude la porta ai conflitti d’interesse e alle operazioni contabili opache che oggi stanno corrodendo la fiducia nel sistema."
Hai letto bene...
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da u'pregamuert »

BariCatanzaro1972 ha scritto: gio lug 23, 2026 22:05
Arizona ha scritto: gio lug 23, 2026 21:40 Forse ho letto in fretta, ma a me sembra che il presidente del Trapani non chieda l'abolizione della multiproprietà, ma una richiesta di mettere dei paletti Immagine


"Questa svolta segna una presa d’atto chiara: la multiproprietà senza paletti è incompatibile con un mercato trasparente e con la credibilità delle competizioni.
Per migliorare davvero il fenomeno, non bastano mezze misure o moratorie: servono divieti chiari, semplici, impossibili da aggirare.

1) Divieto assoluto di scambi di giocatori tra società che hanno la stessa proprietà o sono controllate dallo stesso gruppo.

2) Divieto assoluto di prestiti di giocatori tra club collegati, per evitare che il prestito diventi lo strumento principale di “mercato interno”.

3) Nessun tipo di co‑partecipazione, diritti di rivendita incrociati, bonus o opzioni strutturate tra società dello stesso proprietario: zero relazioni di mercato sul fronte calciatori.
Solo eliminando ogni scambio di giocatori tra club con proprietà comune si chiude la porta ai conflitti d’interesse e alle operazioni contabili opache che oggi stanno corrodendo la fiducia nel sistema."
Hai letto bene...
a dire il vero ha scritto anche che chiederà di anticipare il divieto alla multiproprietà fissato per la stagione 28-29, detto questo per quanto il personaggio sia abbasta controverso non penso che in quella lettera abbia scritto qualche fesseria
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Re: Lettera di Antonini (pres. Trapani) a Malagò

Messaggio da RYANAIR »

BariCatanzaro1972 ha scritto: gio lug 23, 2026 22:05
Arizona ha scritto: gio lug 23, 2026 21:40 Forse ho letto in fretta, ma a me sembra che il presidente del Trapani non chieda l'abolizione della multiproprietà, ma una richiesta di mettere dei paletti Immagine


"Questa svolta segna una presa d’atto chiara: la multiproprietà senza paletti è incompatibile con un mercato trasparente e con la credibilità delle competizioni.
Per migliorare davvero il fenomeno, non bastano mezze misure o moratorie: servono divieti chiari, semplici, impossibili da aggirare.

1) Divieto assoluto di scambi di giocatori tra società che hanno la stessa proprietà o sono controllate dallo stesso gruppo.

2) Divieto assoluto di prestiti di giocatori tra club collegati, per evitare che il prestito diventi lo strumento principale di “mercato interno”.

3) Nessun tipo di co‑partecipazione, diritti di rivendita incrociati, bonus o opzioni strutturate tra società dello stesso proprietario: zero relazioni di mercato sul fronte calciatori.
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Hai letto bene...
Comunque paletti bypassabili con una terza società di comodo "amica".....
"Sappiate amare la Bari. Sappiatela custodire e guardatela sempre con occhi innamorati. Ve lo scrive il vostro primo portiere, io" (Floriano Ludwig).
Bari, 16 Gennaio 1908
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