Re: TERRONI,COSI' CI FECE LA VIOLENZA UNITARIA
Inviato: mar mar 23, 2010 12:49
Napoletanosimpatizza ha scritto:addirittura napoli che era la prima città italiana ad avere la ferrovia, era una città industriale, non solo rubarono il tesoro dei borboni ma smantellarono pure le fabbriche e le portarono al nord...
GARIBALDI SE LO SAPEVAMO CHE L'UNITA' CI FACEVA COSì MALE...STAI SICURO CHE A MARSALA TI RIBUTTAVAMO A MARE!
non dire vaccate! camillo benso conte di cavour si mise d'accordo con garibaldi perchè l'austria, l'inghilterra e la francia di napoleone 3° non volevano la nascita di un nuovo stato sovrano e avrebbero impedito una guerra diretta e regolare tra piemontesi e regno borbonico. garibaldi parte e vittorio emanuele 2 con la scusa di fermarlo parte con i suoi soldati attraversando col permesso del papa il lazio. si incontrò a teano con garibaldi dove in teoria doveva scontrarsi militarmente per impedirgli di avanzare verso roma o plocamarsi re del regno delle due sicilie. guarda caso i due si incontrarono pacificamente e il regno del sud fu formalmente unito con plebiscito al regno di sardegna del nord. SI CHIAMA SGAMUFFA! è come se ti scopi la figlia di un politico ricco che non vuole che fequenti sua figlia, la metti in cinta così metti suo padre di fronte a fatto compiuto...sirius ha scritto:Napoletanosimpatizza ha scritto:addirittura napoli che era la prima città italiana ad avere la ferrovia, era una città industriale, non solo rubarono il tesoro dei borboni ma smantellarono pure le fabbriche e le portarono al nord...
GARIBALDI SE LO SAPEVAMO CHE L'UNITA' CI FACEVA COSì MALE...STAI SICURO CHE A MARSALA TI RIBUTTAVAMO A MARE!
....vedi che Garibaldi parti con i famosi mille contro il volere dei Savoia, contro il volere di Cavour a favore di una liberazione in senso repubblicano e non monarchico.
...la storia, questa sconosciuta...
Napoletano hai una cultura smisurata....Napoletanosimpatizza ha scritto:non dire vaccate! camillo benso conte di cavour si mise d'accordo con garibaldi perchè l'austria, l'inghilterra e la francia di napoleone 3° non volevano la nascita di un nuovo stato sovrano e avrebbero impedito una guerra diretta e regolare tra piemontesi e regno borbonico. garibaldi parte e vittorio emanuele 2 con la scusa di fermarlo parte con i suoi soldati attraversando col permesso del papa il lazio. si incontrò a teano con garibaldi dove in teoria doveva scontrarsi militarmente per impedirgli di avanzare verso roma o plocamarsi re del regno delle due sicilie. guarda caso i due si incontrarono pacificamente e il regno del sud fu formalmente unito con plebiscito al regno di sardegna del nord. SI CHIAMA SGAMUFFA! è come se ti scopi la figlia di un politico ricco che non vuole che fequenti sua figlia, la metti in cinta così metti suo padre di fronte a fatto compiuto...sirius ha scritto:Napoletanosimpatizza ha scritto:addirittura napoli che era la prima città italiana ad avere la ferrovia, era una città industriale, non solo rubarono il tesoro dei borboni ma smantellarono pure le fabbriche e le portarono al nord...
GARIBALDI SE LO SAPEVAMO CHE L'UNITA' CI FACEVA COSì MALE...STAI SICURO CHE A MARSALA TI RIBUTTAVAMO A MARE!
....vedi che Garibaldi parti con i famosi mille contro il volere dei Savoia, contro il volere di Cavour a favore di una liberazione in senso repubblicano e non monarchico.
...la storia, questa sconosciuta...
aaaa la storia questa sconosciuta.
Ma tu, che sostieni un governo in mano alla lega, che vai trovando con questo topic?vivoperlabari ha scritto:Ad un anno dalle celebrazioni del 150° anniversario dell'unità nazionale.
Da leggere.
Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni «anti-terrorismo», come i marines in Iraq.
Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico (…). Ignoravo che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure diritto di saccheggio delle città meridionali, come i Lanzichenecchi a Roma. E che praticarono la tortura, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile.
Non sapevo che in Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragonò la ferocia e le stragi piemontesi al Sud a quelle di «Tamerlano, Gengis Khan e Attila». Un altro preferì tacere «rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire». E Garibaldi parlò di «cose da cloaca». Né che si incarcerarono i meridionali senza accusa, senza processo e senza condanna, come è accaduto con gl’islamici a Guantánamo. (…) Tutto a norma di legge, si capisce, come in Sudafrica, con l’apartheid. Io credevo che i briganti fossero proprio briganti, non anche ex soldati borbonici e patrioti alla guerriglia per difendere il proprio paese invaso.
Non sapevo che il paesaggio del Sud divenne come quello del Kosovo, con fucilazioni in massa, fosse comuni, paesi che bruciavano sulle colline e colonne di decine di migliaia di profughi in marcia. Non volevo credere che i primi campi di concentramento e sterminio in Europa li istituirono gli italiani del Nord, per tormentare e farvi morire gli italiani del Sud, a migliaia, forse decine di migliaia (non si sa, perché li squagliavano nella calce), come nell’Unione Sovietica di Stalin. Ignoravo che il ministero degli Esteri dell’Italia unita cercò per anni «una landa desolata», fra Patagonia, Borneo e altri sperduti lidi, per deportarvi i meridionali e annientarli lontano da occhi indiscreti.
Né sapevo che i fratelli d’Italia arrivati dal Nord svuotarono le ricche banche meridionali, regge, musei, case private (rubando persino le posate), per pagare i debiti del Piemonte e costituire immensi patrimoni privati. E mai avrei immaginato che i Mille fossero quasi tutti avanzi di galera.
Non sapevo che, a Italia così unificata, imposero una tassa aggiuntiva ai meridionali, per pagare le spese della guerra di conquista del Sud, fatta senza nemmeno dichiararla. (…) Ignoravo che lo stato unitario tassò ferocemente i milioni di disperati meridionali che emigravano in America, per assistere economicamente gli armatori delle navi che li trasportavano e i settentrionali che andavano a “far la stagione”, per qualche mese in Sviz zera.
Non potevo immaginare che l’Italia unita facesse pagare più tasse a chi stentava e moriva di malaria nelle caverne dei Sassi di Matera, rispetto ai proprietari delle ville sul lago di Como. Come potevo immaginare che stessimo così male, nell’inferno dei Borbone, che per obbligarci a entrare nel paradiso portatoci dai piemontesi ci vollero orribili rappresaglie, stragi, una dozzina di anni di combattimenti, leggi speciali, stati d’assedio, lager? E che, quando riuscirono a farci smettere di preferire la morte al loro paradiso, scegliemmo piuttosto di emigrare a milioni (e non era mai successo)? (…) Io avevo sempre creduto ai libri di storia, alla leggenda di Garibaldi.
Non sapevo nemmeno di essere meridionale, nel senso che non avevo mai attribuito alcun valore, positivo o negativo, al fatto di essere nato più a Sud o più a Nord di un altro.(…)
Si è scritto tanto sul Sud, ma non sembra sia servito a molto, perché «ogni battaglia contro pregiudizi universalmente condivisi è una battaglia persa» dice Nicholas Humphrey (Una storia della mente). «Perché non riprendi una delle tante pubblicazioni meridionaliste di venti, trent’anni fa, e la ristampi tale e quale?
PINO APRILE
Napoletanosimpatizza ha scritto:
non dire vaccate! camillo benso conte di cavour si mise d'accordo con garibaldi perchè l'austria, l'inghilterra e la francia di napoleone 3° non volevano la nascita di un nuovo stato sovrano e avrebbero impedito una guerra diretta e regolare tra piemontesi e regno borbonico. garibaldi parte e vittorio emanuele 2 con la scusa di fermarlo parte con i suoi soldati attraversando col permesso del papa il lazio. si incontrò a teano con garibaldi dove in teoria doveva scontrarsi militarmente per impedirgli di avanzare verso roma o plocamarsi re del regno delle due sicilie. guarda caso i due si incontrarono pacificamente e il regno del sud fu formalmente unito con plebiscito al regno di sardegna del nord. SI CHIAMA SGAMUFFA! è come se ti scopi la figlia di un politico ricco che non vuole che fequenti sua figlia, la metti in cinta così metti suo padre di fronte a fatto compiuto...
aaaa la storia questa sconosciuta.