Rosencratz ha scritto:Anch'io mi ero illuso che ne saremmo usciti migliori. Pensavo che un'esperienza traumatica comune avrebbe aumentato il senso di responsabilitá nei confronti della comunitá di appartenenza. L'essere sulla stessa barca avrebbe ridotto la conflitualitá e obbigato la gente a lavorare insieme per risolvere i problemi in quanto non é piú il "mio" problema ma il "nostro" problema.
Avevo sottovalutato la capacitá di saper mescolare nel torpido per raggiungere i propri obbiettivi. La paura, le frustrazioni e la diffidenza fine a se stessa verso tutto (gi altri, leistituzioni, la scienza etc) sono stati usati per tirare fuori il peggio di ognuno una volta che si é iniziato ad elaborare il trauma iniziale.
Non voglio andare troppo nello specifico riguardo l’argomento del topic perché, sebbene interessante, sono certo che, alla fine, che lo si voglia o meno, rischierebbe di portare a galla certi discorsi legati a temi “delicati” e fautori di inevitabili divisioni e accese discussioni.
Quello che mi sento di dire, invece, è che, dal mio punto di vista, il periodo buio che abbiamo vissuto qualche anno fa ha permesso il risveglio della coscienza di un certo numero di persone che, prima di allora, vivevano seguendo pedissequamente una certa narrativa ufficiale su come funziona la realtà e il mondo.
Tali persone, in tutti i settori della piramide sociale, oggi hanno finalmente aperto gli occhi su come potrebbero stare realmente le cose a livello istituzionale, "tele-scientificoh" (che è un qualcosa di diverso dalla Vera Scienza), geopolitico, ecc., e, sebbene tale risveglio sia, comunque, solo parziale, agli inizi, paragonabile alla punta di un iceberg il cui fondo è ancora impossibile da vedere, secondo me è già qualcosa.
Io dico che in giro c’è un pochino più voglia di bene collettivo, piuttosto che di egoismo, rispetto a 5-6 anni fa. Parlo in generale, ovviamente, e le esperienze personali di un’altra persona potrebbero portare a non concordare con quanto da me percepito.
E’ chiaro, infatti, che non può esserci una presa di coscienza da parte di tutti dall’oggi al domani. Incontreremo ancora persone che vorranno fregarci per un proprio tornaconto o che, semplicemente, si disinteressano del prossimo, ma io penso che la trasformazione coscienziale delle persone stia continuando a procedere. Ad ogni grave crisi mondiale che certi signori organizzeranno per i loro scopi, sempre più persone si risveglieranno e capiranno.
Probabilmente ci vorranno diverse generazioni affinché tutto possa concludersi, e ritengo che difficilmente noi ne saremo testimoni (almeno non credo che sarà possibile nell’attuale vita che stiamo sperimentando), ma il cammino dell’umanità è indirizzato lungo un sentiero prestabilito. Percorrerlo in breve o lungo tempo dipenderà dalle nostre scelte, ma sarà ineluttabile.
Un certo divulgatore/ricercatore di tipo esoterico-spirituale spesso dichiara di domandare ai suoi allievi se loro si cambierebbero con il se stessi di 10-15 anni fa, riguardo il modo di vedere e vivere la vita, nonché di intendere la società.
Tralasciando la loro risposta (che penso sia facilmente immaginabile), ritengo che questo tipo di domanda sia un qualcosa su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere con serenità ogniqualvolta ci troviamo a considerare tematiche più elevate rispetto al calcio, alla politica e a tutti quegli “argomenti di distrazione di massa” a cui quotidianamente siamo soggetti.
Io dico che la risposta che potremmo darci potrebbe anche sorprenderci.