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Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: sab giu 27, 2026 23:24
da 1baresealyon

red_roby ha scritto:
1baresealyon ha scritto:
giangi81 ha scritto:
Maglia e Città ha scritto:Che magone vedere quei ragazzi ormai attempati... Fontana, Gautieri, Alessio...
Che Bari

:fumogeno:
Maddo è stato bellissimo rivedere anche Fontana… sort di portiere!!!
Chissà come mai non c era Maiellaro...

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Maiellaro non ha mai giocato con Protti e non fa parte del progetto ASD 93
Mancavano piuttosto Bigica Amoruso Mangone Pedone Barone… neanche un messaggio da parte di chi era titolare in quegli anni…


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Non pensavo che fosse solo un giocatore importante x il 93. Cmq effettivamente anche Andersson

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Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: sab giu 27, 2026 23:41
da judoka_barese
red_roby ha scritto: sab giu 27, 2026 23:08
1baresealyon ha scritto:
giangi81 ha scritto:
Maglia e Città ha scritto:Che magone vedere quei ragazzi ormai attempati... Fontana, Gautieri, Alessio...
Che Bari

:fumogeno:
Maddo è stato bellissimo rivedere anche Fontana… sort di portiere!!!
Chissà come mai non c era Maiellaro...

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Maiellaro non ha mai giocato con Protti e non fa parte del progetto ASD 93
Mancavano piuttosto Bigica Amoruso Mangone Pedone Barone… neanche un messaggio da parte di chi era titolare in quegli anni…


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Amoruso ho appena visto che oggi si è sposato

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 0:55
da u'pregamuert
quante polemiche i comunisti i fascisti le testate nazionali che non hanno parlato, le presenze allo stadio, ma quanta gente vi aspettavate che ci sarebbe andata 20000 neanche quando era in vita ci andavano in tanti a vedere le partite allo stadio, gli ex compagni che non c'erano tutti, a me invece è sembrato che la commemorazione tutto sommato sia riuscita bene

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 7:30
da peronitrequarti
Parlare di fascioni e seguaci di trampp!!!!

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 7:51
da Panzer8
u'pregamuert ha scritto: dom giu 28, 2026 0:55 quante polemiche i comunisti i fascisti le testate nazionali che non hanno parlato, le presenze allo stadio, ma quanta gente vi aspettavate che ci sarebbe andata 20000 neanche quando era in vita ci andavano in tanti a vedere le partite allo stadio, gli ex compagni che non c'erano tutti, a me invece è sembrato che la commemorazione tutto sommato sia riuscita bene
Pensa, invece, che un articolo in ricordo di Igor è stato pubblicato persino su una testata locale di Imola raccogliendo la testimonianza di una sua partecipazione a un torneo estivo cui stava assistendo perchè ci giocava uno dei cugini.
Fu coinvolto e, ovviamente, si dichiarò immediatamente disponibile a giocare la semifinale (vinta ai rigori).
Era l'estate del 1995.

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 8:49
da grande fratello
saverio67 ha scritto:
1baresealyon ha scritto:
1baresealyon ha scritto:Nessun media nazionale ha riportato la notizia della cerimonia di ieri.

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Ancora nessuno

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Scusa ma chi dovrebbe parlarne? Dove sta la "news"? I media hanno già dato la notizia sia del decesso di Perotti sia di una manifestazione allo stadio, quello di Livorno.

Perché pubblicare la notizia della replica a Bari?
Se l’avessero fatto a nepali ne avrebbero parlato i tg per giorni


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Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 8:50
da 1baresealyon
u'pregamuert ha scritto:quante polemiche i comunisti i fascisti le testate nazionali che non hanno parlato, le presenze allo stadio, ma quanta gente vi aspettavate che ci sarebbe andata 20000 neanche quando era in vita ci andavano in tanti a vedere le partite allo stadio, gli ex compagni che non c'erano tutti, a me invece è sembrato che la commemorazione tutto sommato sia riuscita bene
Non volevo fare alcuna polemica , mi dispiaceva il non risalto a livello nazionale. La commemorazione mi ha davvero commosso.

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Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 10:56
da APOL
Il prato del San Nicola, nel momento del passaggio delle ceneri di Igor, non era solo erba e terra. Era un palcoscenico sospeso nel tempo, dove il passato è tornato a bussare con la delicatezza di un soffio, trasformando l'aria afosa di uno stadio troppo grande in un abbraccio collettivo, stretto e malinconico.

Quando le ceneri di Igor Protti sono transitate tra quei gradoni, per chi ha i capelli d'argento e il cuore segnato da mille domeniche baresi, non è passato solo un uomo. È passato un frammento d'anima.

Per noi, Igor non era solo un calciatore. Era il volto di un Bari che sapeva ruggire, che non chiedeva permesso, che si sedeva a tavola con le grandi e spesso ne usciva a testa alta. Vedere passare quel ricordo lì, dove lo abbiamo visto volare, dove abbiamo esultato fino a perdere la voce per ogni suo gol – quei gol che erano carezze alla nostra dignità calcistica – ha fatto riemergere un dolore sordo.

È la nostalgia di un tempo in cui il Bari aveva un volto, un'identità, un orgoglio che ci apparteneva per diritto di nascita. Igor Protti era il capitano di una nave che, pur tra tempeste, aveva una rotta chiara. E oggi, guardando quel prato, il contrasto è una ferita aperta.

Il silenzio che accompagna il ricordo di Igor stride con il rumore di fondo di un presente che molti di noi non riconoscono più. Per il tifoso anziano, che ha visto il vecchio della Vittoria e poi il sogno futuristico del San Nicola, la gestione attuale targata De Laurentiis non è solo una questione di risultati sportivi o di categorie. È un’estirpazione.

Ci sentiamo spettatori di un cinema dove il film che amavamo è stato sostituito da un freddo esercizio di burocrazia aziendale. La passione è stata messa all'angolo, trattata come un accessorio superfluo, mentre il legame viscerale tra la città e la squadra è stato sfilacciato da scelte che sembrano ignorare cosa significhi, per un barese, quella maglia bianca con i bordi rossi.

Il transito di quel ricordo è stato un momento di catarsi amara. È stato come se Igor, ancora una volta, avesse voluto ricordarci chi eravamo. In quel passaggio c’era la dignità di un uomo che ha onorato la nostra terra, contrapposta a un presente che sembra voler cancellare la memoria per far posto a logiche di mercato che non parlano la nostra lingua.

Piangere Igor oggi significa piangere noi stessi, il nostro modo di essere baresi, quella domenica pomeriggio in cui lo stadio era una casa e non un ufficio. Siamo rimasti orfani non solo di un idolo, ma di un’appartenenza.

Ci resta, però, il conforto di averlo vissuto. Di aver urlato il suo nome sotto il cielo di Bari, quando ancora eravamo convinti che la nostra passione fosse il valore più prezioso, e non un ostacolo da gestire. Quel passaggio è stato l'ultimo, dolce urlo di un’epoca che non tornerà, ma che nessun burocrate potrà mai strapparci dal cuore.

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 12:29
da viafiorino
@Apol
Hai sintetizzato perfettamente quello che è anche il mio pensiero, e per sdrammatizzare ( ? ) cito il tuo riferimento agli spettatori di un cinema dicendo che noi tifosi siamo come Fantozzi e gli altri impiegati, obbligati dal loro Direttore ad assistere in eterno a "La corazzata Potemkin"

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 12:41
da Arizona
APOL ha scritto:Il prato del San Nicola, nel momento del passaggio delle ceneri di Igor, non era solo erba e terra. Era un palcoscenico sospeso nel tempo, dove il passato è tornato a bussare con la delicatezza di un soffio, trasformando l'aria afosa di uno stadio troppo grande in un abbraccio collettivo, stretto e malinconico.

Quando le ceneri di Igor Protti sono transitate tra quei gradoni, per chi ha i capelli d'argento e il cuore segnato da mille domeniche baresi, non è passato solo un uomo. È passato un frammento d'anima.

Per noi, Igor non era solo un calciatore. Era il volto di un Bari che sapeva ruggire, che non chiedeva permesso, che si sedeva a tavola con le grandi e spesso ne usciva a testa alta. Vedere passare quel ricordo lì, dove lo abbiamo visto volare, dove abbiamo esultato fino a perdere la voce per ogni suo gol – quei gol che erano carezze alla nostra dignità calcistica – ha fatto riemergere un dolore sordo.

È la nostalgia di un tempo in cui il Bari aveva un volto, un'identità, un orgoglio che ci apparteneva per diritto di nascita. Igor Protti era il capitano di una nave che, pur tra tempeste, aveva una rotta chiara. E oggi, guardando quel prato, il contrasto è una ferita aperta.

Il silenzio che accompagna il ricordo di Igor stride con il rumore di fondo di un presente che molti di noi non riconoscono più. Per il tifoso anziano, che ha visto il vecchio della Vittoria e poi il sogno futuristico del San Nicola, la gestione attuale targata De Laurentiis non è solo una questione di risultati sportivi o di categorie. È un’estirpazione.

Ci sentiamo spettatori di un cinema dove il film che amavamo è stato sostituito da un freddo esercizio di burocrazia aziendale. La passione è stata messa all'angolo, trattata come un accessorio superfluo, mentre il legame viscerale tra la città e la squadra è stato sfilacciato da scelte che sembrano ignorare cosa significhi, per un barese, quella maglia bianca con i bordi rossi.

Il transito di quel ricordo è stato un momento di catarsi amara. È stato come se Igor, ancora una volta, avesse voluto ricordarci chi eravamo. In quel passaggio c’era la dignità di un uomo che ha onorato la nostra terra, contrapposta a un presente che sembra voler cancellare la memoria per far posto a logiche di mercato che non parlano la nostra lingua.

Piangere Igor oggi significa piangere noi stessi, il nostro modo di essere baresi, quella domenica pomeriggio in cui lo stadio era una casa e non un ufficio. Siamo rimasti orfani non solo di un idolo, ma di un’appartenenza.

Ci resta, però, il conforto di averlo vissuto. Di aver urlato il suo nome sotto il cielo di Bari, quando ancora eravamo convinti che la nostra passione fosse il valore più prezioso, e non un ostacolo da gestire. Quel passaggio è stato l'ultimo, dolce urlo di un’epoca che non tornerà, ma che nessun burocrate potrà mai strapparci dal cuore.
Complimenti per quello che hai scritto e per come l'hai scritto Immagine

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 13:26
da 1baresealyon
Il documentario su Igor disponibile gratuitamente su Dazn

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Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 19:39
da fattoabari
1baresealyon ha scritto: dom giu 28, 2026 13:26 Il documentario su Igor disponibile gratuitamente su Dazn

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Guardato adesso... ho pianto.
Grande giocatore, grandissimo Uomo!

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: dom giu 28, 2026 20:11
da BariCatanzaro1972
APOL ha scritto: dom giu 28, 2026 10:56 Il prato del San Nicola, nel momento del passaggio delle ceneri di Igor, non era solo erba e terra. Era un palcoscenico sospeso nel tempo, dove il passato è tornato a bussare con la delicatezza di un soffio, trasformando l'aria afosa di uno stadio troppo grande in un abbraccio collettivo, stretto e malinconico.

Quando le ceneri di Igor Protti sono transitate tra quei gradoni, per chi ha i capelli d'argento e il cuore segnato da mille domeniche baresi, non è passato solo un uomo. È passato un frammento d'anima.

Per noi, Igor non era solo un calciatore. Era il volto di un Bari che sapeva ruggire, che non chiedeva permesso, che si sedeva a tavola con le grandi e spesso ne usciva a testa alta. Vedere passare quel ricordo lì, dove lo abbiamo visto volare, dove abbiamo esultato fino a perdere la voce per ogni suo gol – quei gol che erano carezze alla nostra dignità calcistica – ha fatto riemergere un dolore sordo.

È la nostalgia di un tempo in cui il Bari aveva un volto, un'identità, un orgoglio che ci apparteneva per diritto di nascita. Igor Protti era il capitano di una nave che, pur tra tempeste, aveva una rotta chiara. E oggi, guardando quel prato, il contrasto è una ferita aperta.

Il silenzio che accompagna il ricordo di Igor stride con il rumore di fondo di un presente che molti di noi non riconoscono più. Per il tifoso anziano, che ha visto il vecchio della Vittoria e poi il sogno futuristico del San Nicola, la gestione attuale targata De Laurentiis non è solo una questione di risultati sportivi o di categorie. È un’estirpazione.

Ci sentiamo spettatori di un cinema dove il film che amavamo è stato sostituito da un freddo esercizio di burocrazia aziendale. La passione è stata messa all'angolo, trattata come un accessorio superfluo, mentre il legame viscerale tra la città e la squadra è stato sfilacciato da scelte che sembrano ignorare cosa significhi, per un barese, quella maglia bianca con i bordi rossi.

Il transito di quel ricordo è stato un momento di catarsi amara. È stato come se Igor, ancora una volta, avesse voluto ricordarci chi eravamo. In quel passaggio c’era la dignità di un uomo che ha onorato la nostra terra, contrapposta a un presente che sembra voler cancellare la memoria per far posto a logiche di mercato che non parlano la nostra lingua.

Piangere Igor oggi significa piangere noi stessi, il nostro modo di essere baresi, quella domenica pomeriggio in cui lo stadio era una casa e non un ufficio. Siamo rimasti orfani non solo di un idolo, ma di un’appartenenza.

Ci resta, però, il conforto di averlo vissuto. Di aver urlato il suo nome sotto il cielo di Bari, quando ancora eravamo convinti che la nostra passione fosse il valore più prezioso, e non un ostacolo da gestire. Quel passaggio è stato l'ultimo, dolce urlo di un’epoca che non tornerà, ma che nessun burocrate potrà mai strapparci dal cuore.
Complimenti davvero! Bellissime parole, che condivido del tutto e che sintetizzo in un mio piccolo pensiero.
Venerdì, con tutto il rispetto per Igor e la sua famiglia, in quel l'urna non c'era solo il nostro beniamino , c'era un pezzo della nostra vita e...la nostra amata squadra.

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: lun giu 29, 2026 22:48
da lascrocca
La piazza dello stadio di Livorno si chiamerà «largo Igor Protti». Poi arriverà una statua (Corriere della sera)

Re: Venerdì tutti allo stadio per Igor

Inviato: lun giu 29, 2026 22:51
da BariCatanzaro1972
lascrocca ha scritto: lun giu 29, 2026 22:48 La piazza dello stadio di Livorno si chiamerà «largo Igor Protti». Poi arriverà una statua (Corriere della sera)
A Livorno lo stadio era già intitolato a un loro beniamino, a noi era l'occasione di chiudere con uno scomodamento di un santo amante dei forestieri e che come tale si e' sempre mostrato.