Re: Bellomo parla mo
Inviato: lun mar 23, 2026 12:19
In realtà studiando è una malattia che si può curareQuitred ha scritto: lun mar 09, 2026 15:46 bellomo soffre di una malattia difficilmente curabile: l'ignoranza
In realtà studiando è una malattia che si può curareQuitred ha scritto: lun mar 09, 2026 15:46 bellomo soffre di una malattia difficilmente curabile: l'ignoranza
Seeee mo' Colle università onlain tutt Dottor ca non sapn parla '

Con la h, baresitah.
Ha comunque il record del mondo di numero di espulsioni per minuti giocati nelle partite in cui è stato espulsoEL CAMPA ha scritto: mer mar 25, 2026 9:03 Comunque che Bellomo sia mononeurone e che questi atteggiamenti li abbia sempre è fuori discussione...ma stavolta ha fatt bun..illanes ha scassato il c***o tutto il primo tempo...invece della spinta avrebbe dovuto dargli un tuzzo assiduato
Questa notizia mi ha riportato alla memoria l’epidemia di colera, credo, che a Bari e non solo si visse nel ‘73.
Io avrei preferito vedere giocatori che, dopo tutte le provocazioni di Ilanes, rientrassero in campo nel secondo tempo con la voglia di rispondere sul campo: dando tutto e portando a casa la partita.EL CAMPA ha scritto: mer mar 25, 2026 9:03 Comunque che Bellomo sia mononeurone e che questi atteggiamenti li abbia sempre è fuori discussione...ma stavolta ha fatt bun..illanes ha scassato il c***o tutto il primo tempo...invece della spinta avrebbe dovuto dargli un tuzzo assiduato
ho per caso detto che mi accontento della spinta?irpic90 ha scritto: mer mar 25, 2026 11:49Io avrei preferito vedere giocatori che, dopo tutte le provocazioni di Ilanes, rientrassero in campo nel secondo tempo con la voglia di rispondere sul campo: dando tutto e portando a casa la partita.
Invece, ci ritroviamo non solo con chi sceglie di reagire in modo stupido, mettendo le mani e facendosi espellere — lasciando la squadra in difficoltà anche nelle partite successive — ma anche con chi torna in campo senza il minimo impegno.
Immagino le risate di Ilanes e compagni a fine partita, dopo uno 0-3 netto in casa nostra. Poi certo, se qualcuno si accontenta della “spinta” di Bellomo, libero di farlo...

Lunedì di Pasquetta sta da fare in pizzeria!EL CAMPA ha scritto: mer mar 25, 2026 12:19ho per caso detto che mi accontento della spinta?
ho solo ironizzato sulla coglionaggine del personaggio che non sa fare nemmeno bene il ruolo di appicciafuec e se proprio lo devi fare l'idiota fallo bene...
lasciando la squadra in difficoltà anche nelle partite successive proprio no.....anzi se nn gioca è meglio.irpic90 ha scritto: mer mar 25, 2026 11:49Io avrei preferito vedere giocatori che, dopo tutte le provocazioni di Ilanes, rientrassero in campo nel secondo tempo con la voglia di rispondere sul campo: dando tutto e portando a casa la partita.
Invece, ci ritroviamo non solo con chi sceglie di reagire in modo stupido, mettendo le mani e facendosi espellere — lasciando la squadra in difficoltà anche nelle partite successive — ma anche con chi torna in campo senza il minimo impegno.
Immagino le risate di Ilanes e compagni a fine partita, dopo uno 0-3 netto in casa nostra. Poi certo, se qualcuno si accontenta della “spinta” di Bellomo, libero di farlo...
Avevo 6 anni e ricordo le code lunghissime in piedi a Piazza Chiurlia per fare il vaccino contro il colera. La notte i camion dell'esercito giravano per la città spruzzando disinfettante. Mia madre mi portava al mercato per fare la spesa ma ricordo che non si comprava pesce. Frutta e verdura venivano lavate con Amuchina in casa.Panzer8 ha scritto:Questa notizia mi ha riportato alla memoria l’epidemia di colera, credo, che a Bari e non solo si visse nel ‘73.
All’epoca ero piccolo e non ho ricordi diretti, ma, con mio babbo bolognese e per ragioni di lavoro a conoscenza di tutte le concentrazioni fecali della costa cittadina, il consumo di pesce crudo era severamente vietato.
Invero, nell’altra metà della famiglia barese il divieto era rigoroso solo in presenza di mio padre e negli anni successivi rammento qualche assaggio malcelato di mio zio il quale, col mitile, il riccio o il polipetto in mano modello Totò in Miseria e Nobiltà, precedeva l’attacco mandibolare sussurrando cuss ie’ velen.
L’espressione estasiata del viso sottraeva autorevolezza alla frase appena pronunciata facendomi silenziosamente intuire che i settentrionali simili piaceri della vita non li possono comprendere.
Ma la paura del pesce crudo, alimentata dai racconti paterni sulle possibili conseguenze per cui anche una sola cozza infetta poteva costringermi a ore di patimenti gastroenterici (mangiane Aurelio, mangiane), mi accompagna ancora oggi (la mia rinuncia più grande è per il riccio, che adoro, mia mamma preparava degli spaghetti che erano la fine del mondo, ne mangiavo così tanti che il mal di pancia mi veniva anche se li cuoceva).
Tornando all’ambito calcistico, dai libri di Antonucci ho poi imparato che quella epidemia intersecò anche le vicende del Bari, vittorioso a tavolino in Coppa Italia contro il Verona che aveva rinunciato alla trasferta per i timori di un contagio. Comportamento che il Prof. Antonucci non esitò a tacciare come razzista vista che la situazione a Bari, benché seria, era sotto controllo e tale da non impedire la disputa effettiva di quella partita.
Tempo dopo, se non erro, i veronesi cercarono di rimediare con un'amichevole, ie l'aviss p'gghiat a tuzz e stampat n'gule.