Vieste - Tifosi del Monopoli causano tafferugli a fine partita
domenica 19 febbraio 2012 ore 23:51
Scene di guerriglia urbana hanno caratterizzato il dopopartita di Vieste-Monopoli. Gli scontri hanno portato a 5 fermi e una ventina di medicazioni.
I sentori che il pomeriggio di sport potesse trasformarsi in qualcosa di meno piacevole si sono avuti già prima dell’inizio della gara, quando gli ultras giunti da Monopoli manifestavano il proprio disappunto nel dover pagare il biglietto di ingresso. Per dovere di precisione, il costo di 10 euro richiesto è quello standard solitamente applicato sui vari campi di Eccellenza.
Dopo aver sostato dinanzi all’ingresso dell’unica gradinata disponibile al “Riccardo Spina” per l’intero primo tempo, nell’intervallo gli ultras ospiti hanno raggiunto il lato opposto della struttura sportiva e si sono arrampicati sul muro di recinzione per vedere la seconda metà della gara stando seduti a cavalcioni, ovviamente senza pagare il biglietto.
Dopo aver visto i propri beniamini ribaltare il risultato e conquistare immeritatamente i tre punti in palio, i tifosi del Monopoli ritornavano verso i propri veicoli danneggiando le auto in sosta e picchiando i viestani che incontravano sul proprio percorso. Una volta ritornati davanti all’accesso alla tribuna, gli ultras del Monopoli facevano scoppiare l’inferno: utilizzando spranghe di ferro, bastoni e coltelli sbucati chissà da dove, hanno colpito chiunque gli si parasse dinanzi, senza distinzione di età e di sesso. Nella morsa dell’inspiegabile violenza finiva anche una donna (41enne zia del calciatore viestano Matteo De Vita) che veniva aggredita da un gruppo di scalmanati con mazze e con una transenna, per poi essere percossa anche mentre era stesa a terra priva di sensi. In sua difesa intervenivano le forze dell’ordine (5 carabinieri e 3 vigili urbani), i volontari della Protezione Civile e diversi cittadini viestani che riuscivano ad allontanare gli aggressori e prestare i primi soccorsi alla malcapitata, trasportata in pochi minuti al locale punto di primo intervento del 118 dove le è stato riscontrato un forte trauma contusivo al dorso della mano sinistra, oltre ad altre escoriazioni in vari punti del corpo.
E’ dovuto ricorrere alle cure dei medici anche il magazziniere dell’Atletico Vieste, Mimmo Cavaliere, colpito alla mano sinistra da numerosi colpi di coltello mentre si recava presso la sede, situata sotto la gradinata. Per lui una ventina di punti di sutura ma nessuna lacerazione ai tendini, come temuto in un primo istante.
Una ventina, come si diceva, le persone costrette a ricorrere alle cure dei sanitari, compresi i 5 Carabinieri le cui ferite sono state giudicate guaribili tra 5 e 7 giorni. Seppur presi di mira dalla malvagità degli aggressori, gli uomini dell’Arma sono riusciti ad individuare e portare in caserma i 5 più scalmanati ponendoli momentaneamente in stato di fermo, in attesa dei provvedimenti che verranno presi dalle autorità giudiziarie. Tra loro anche un padre col proprio figlio, colti in flagrante nel bel mezzo dei tafferugli.
L’assessore comunale allo sport Gaetano Zaffarano, presente allo stadio al momento degli scontri, ha reso noto che il Comune di Vieste si costituirà parte civile e offrirà il patrocinio legale gratuito a chi ha subito danni fisici e materiali. “La nostra comunità si è sempre contraddistinta per lo spirito di accoglienza, atti delinquenziali simili non li tolleriamo” il commento da lui pubblicato sulla sua bacheca di Facebook.
Per l’ennesima volta, oggi più che mai, si è ravvisata la necessità di allestire il settore ospiti al “Riccardo Spina”, ma non semplicemente riservando una parte della gradinata a chi segue la squadra in trasferta, bensì creando una tribuna dal lato opposto rispetto a quello in cui è attualmente situata la gradinata. In attesa che questa tribuna venga realizzata in muratura (prevista e promessa da anni ma mai realizzata), non è scandaloso ipotizzare che questa possa essere allestita in metallo come tante presenti sui vari campi di calcio: a Terlizzi, ad esempio, i tifosi ospiti vengono fatti accomodare su una gradinata in metallo montata in posizione decentrata, alle spalle di una delle bandierine del calcio d’angolo. A Corato, invece, tutte le gradinate sono in metallo, sia quella centrale (coperta) che quella opposta, per gli ospiti.
Esempi su campi ben più prestigiosi dimostrano la regolarità di tali strutture: in serie A, infatti, gli spalti dello stadio “Artemio Franchi” di Siena sono tutti realizzati tramite tribune metalliche.
Con la gradinata priva di vie di fuga e senza un settore ospiti distante dai tifosi locali sarà difficile che al “Riccardo Spina” si rivedranno i supporters delle altre squadre, sempre che il divieto di salire sugli spalti non venga esteso anche ai viestani. Resteremo a vedere, in attesa che qualcosa si muova nei piani alti del Palazzo di corso Fazzini.
In chiusura, una domanda che, per fortuna, non ha una risposta con i dati di fatto: cosa sarebbe successo se i tifosi del Monopoli oggi avessero atteso la consueta apertura dei cancelli negli ultimi minuti di gioco e si fossero accomodati sulla gradinata insieme ai viestani?
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