melozza74 ha scritto:Panzanato ha scritto:...
Solo chi si ferma alle apparenze e all'aspetto superficiale di ciò che vede non riesce ad apprezzare i sorrisi dei napoletani, lo scintillio del sole sull'asfalto rovente anche se siamo in pieno inverno, le voci che ovunque ti cantano gioia nel cuore...la bellezza di Napoli è ineguagliabile così come lo sono i napoletani...ed anche se ti trovi lontano chilometri, a Napoli ti senti a casa....
.......dedicato a chi vuol capire
Dettagli aggiuntivi
" Mi sono scordato di dire che"
A Napoli le persone come voi, le usiamo per passatempo, le prendiamo in giro e gli facciamo il gioco delle "tre carte".
A certe persone come voi le devo compiatire...come non essere invidiosi di una stupenda città come Napoli ???.... e poi i Napoletani sono ovunque e i migliori in qualsiasi settore!!!
Si odia chi si teme
"L'invidioso mi loda senza saperlo" (K.Gibran)
P.S.
Ora se volete bannarmi per la mia verita', bannatemi pure,cosi' dimostrerete di piu', la vostra invidiosita'.
in pratica hai confermato ciò che avevo scritto: siete di una presunzione incredibile!
Ma pensi che a bari o reggio calabria non lo puoi apprezzare "lo scintillio del sole sull'asfalto rovente anche se siamo in pieno inverno", o la poesia dei vicoli, ecc... ecc...???
Nel borgo antico di Bari ci sei mai stato? O nella Lecce barocca o ancor semplicemente nei centri storici di ostuni, locorotondo ecc... ecc..????
"A Napoli le persone come voi, le usiamo per passatempo, le prendiamo in giro e gli facciamo il gioco delle "tre carte"
Vedi, è proprio per questo che i napoletani e la vita napoletana non mi piace e mi viene l'orticaria solo al pensiero di vivere in un posto così incivile!
Voi a Napoli avete sempre avuto la fortuna di avere i "poteri forti" politici, che hanno portato tanti soldini e tanti uffici pubblici come la SIP! A Napoli fior fiore di imprenditori hanno investito e portato soldi, che non siete neppure stati capaci di spendere per la vostra crescita morale e civile. E tanto siete un gran bel popolo, che se non arrivava la protezione civile, a quest'ora eravate ancora sommersi dalla spazzatura!
Tienitelo il Vesuvio...io preferisco guardarmelo in cartolina!
Vivendo a Lodi....sei diventato razzista! Tutti gli episodi di malavita ... nel meridione e' sempre colpa di Napoli....invece non e' cosi'

Bari, i clan in doppiopetto
Mattone e movida: "Così stanno inquinando l´economia"
di Giuliano Foschini
A Bari stanno per essere costruiti 30mila appartamenti, 11 milioni di metri cubi di cemento, figli della variante al piano regolatore approvata dal consiglio comunale agli inizi di luglio. Dunque, c´è da stare attenti. E non è soltanto una questione ambientale. Il mattone, dicono dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, è il business preferito dai clan baresi, l´attività da sempre privilegiata per riciclare il denaro sporco. Da tutte le famiglie malavitose, ma soprattutto da una: i Parisi. Se infatti Savinuccio e i suoi in questi anni possono aver perso appeal e forza da un punto di vista strettamente criminale, certo non hanno perso la forza economica.
Il tesoretto del clan, quei soldi messi da parte in anni e ani di contrabbando e spaccio di droga dei quali più volte si fa riferimento nelle intercettazioni telefoniche, non è mai stato ritrovato dagli investigatori. Ecco perché ogni qual volta che a Bari si costruisce bisogna stare attenti e vigilare che dietro complessi, villette o cooperative non ci sia dietro la malavita.
Ma non è soltanto il mattone il business preferito dalle famiglie mafiose baresi, per lo meno a credere alla mappa stilata in anni di indagini dai carabinieri del Sip, il dipartimento delle indagini patrimoniali del reparto operativo, i finanzieri del Gico, gli analisti della Questura. I clan infatti investono e reinvestono. E lo fanno non solo a Bari. Si muovono anche le cellule rinate della Sacra Corona Unita nel Salento o le piccole grandi mafie emergenti in Capitanata. Scorre impetuoso il fiume di denaro e corrono i clan ad accaparrarsi pezzi di economia pulita con soldi sporchi.
Bari, dicevamo. Le cosche guadagnano tanto, soprattutto dallo spaccio delle sostanze stupefacenti per poi riciclare il denaro guadagnato o nella criminalità. Oppure in locali di copertura. Che poi nella maggior parte dei casi cominciano anche a fruttare. E´ qui che si apre il mondo infinito dei prestanome, ciurme di persone, spesso anche professionisti, che prestano la propria fedina penale immacolata ai boss per aprire aziende, negozi, ristoranti. La malavita di Bari diversifica: investe un po´ ovunque, non punta né sui franchising né su alcune zone in particolare. Utilizza sempre persone diverse. Insomma è assai difficile da stanare. E´ quello che per esempio fanno da anni gli Strisciuglio, il clan che probabilmente ha in questo momento la maggiore liquidità.
Come ha spiegato e poi dimostrato nelle ultime inchieste il sostituto procuratore Desireè Digeronimo, in città circola una quantità infinita di droga. Eroina ma soprattutto tantissima cocaina e droghe sintetiche. I leader del settore sono proprio gli Strisciuglio che controllano quartieri (Enziteto) ma soprattutto hanno individuato i settori privilegiati per lo spaccio. Che la malavita investa nel mondo delle discoteche non è certo una novità, ma da qualche anno a questa parte sono state aperte anche una serie di società di security, servizi di body guard che servono proprio a entrare in un certo giro. Per avvicinare poi il mondo dei ragazzi, il clan usa poi il passepartout dei giovanissimi affiliati: sono tanti, sempre di più, affascinati dal personaggio Mimmo "la luna" e soprattutto dal suo modo di fare. "Da vecchio ragazzo dei Capriati –� spiegano gli investigatori – ora si comporta come non hanno fatto con lui: fermo restando le gerarchie, gli Strisciuglio danno autonomia agli affiliati. Non tengono tutto per loro, distribuiscono i proventi delle attività illecite, danno soldi nelle tasche dei ragazzi che lavorano per loro e li lasciano liberi di investire".
Ecco quindi che appena due mesi fa il Gico ha sequestrato un tesoretto: un´agenzia di scommesse, una società che aveva il 50 per cento delle quote di un distributore di via Napoli, partecipazioni in imprese e negozi. Gli esercizi commerciali rimangono il terreno più fertile per tutti i clan. Non a caso da qualche tempo è cominciata una mappatura delle concessioni rilasciate negli ultimi anni per i nuovi locali e di alcuni sospetti cambi di quote: ci sono imprenditori che stanno praticamente monopolizzando i locali della movida, altri che invece hanno puntato forte sulle gallerie dei centri commerciali, parenti di storici prestanome dei clan che aprono bar e ristoranti in pieno centro.
Le donne dei Palermiti, per esempio, avevano costituito una Sas e stavano per aprire un centro benessere: era tutto pronto, anche il finanziamento statale con la legge del prestito d´onore, quando sono arrivati i carabinieri a chiudere tutto. I Telegrafo erano proprietari di una società che possedeva circa cinquemila metri quadrati di terreno nel centro murattiano, a conferma della passione per gli investimenti immobiliari rimangono tra le attività preferite dai clan. La stessa società si occupava di custodia di autoveicoli, trasporto merci, rimessaggio barche, gestione parcheggi, vigilanza edifici e di gestione e conduzione di impianti sportivi. Infine le scommesse. Giuseppe Scelsi, uno degli storici magistrati della Dda barese, indaga su una società di scommesse straniere, la Paradisebet, e i collegamenti con alcuni personaggi vicini ai clan della città. Diciassette gli indagati, tra loro il barese Michele Martiradonna.
Tutto il mondo e' paese!