kukuruz ha scritto:stefano ha scritto:
...tu pensi che Berlusconi sia un ladro...hai qualche prova certa? è stato condannato?no!...però continui a pensarlo come io penso che la magistratura sia schierata politicamente e vengano fatti processi mirati!
Stefano, ti accontento subito.
Mannaggia, tutti magistrati comunisti!!!!!
Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)
La Corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2, ma il reato è coperto dall'amnistia del 1989. Interrogato sotto
giuramento Berlusconi aveva detto: "Non ricordo la data esatta della mia
iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo
[…]. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta".
Berlusconi però si era iscritto alla P2 nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e
aveva pagato la sua quota. Così i giudici della Corte d'appello di Venezia
scrivono: "Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non
rispondano a verità […], smentite dalle risultanze della commissione Anselmi
e dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di
Milano, e mai contestate […]. Ne consegue quindi che il Berlusconi ha
dichiarato il falso", rilasciato "dichiarazioni menzognere" e "compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza".
Ma "il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia".
Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)
I grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti
contestate (niente attenuanti generiche).
Appello: prescrizione per tre tangenti (grazie alle attenuanti generiche),
assoluzione con formula dubitativa (comma II art.530 c.p.p) per la quarta.
Nelle motivazioni si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato poggia
su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò
dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria".
Cassazione: assoluzione. La motivazione contiene due riferimenti alla
classica insufficienza di prove. La Cassazione non può entrare
dichiaratamente nel merito, né dunque annullare la sentenza precedente
con formula dubitativa: deve emettere un verdetto secco (conferma oppure annulla). Ma nella motivazione i giudici della VI sezione penale rimandano esplicitamente all'"articolo 530 cpv": dove "cpv" significa "capoverso", cioè comma 2 ("prova contraddittoria o insufficiente"). A 12 righe dalla fine, a scanso di equivoci, i supremi giudici hanno voluto essere ancora più chiari.
Si legge infatti: "Tenuto conto di quanto già osservato sulla insufficienza
probatoria, nei confronti di Berlusconi, del materiale indiziario utilizzato dalla Corte d'appello...".
All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)
I grado: condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 miliardi versati estero su
estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi.
Appello: il reato cade in prescrizione, ma c'è: "per nessuno degli imputati
emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza".
Cassazione: prescrizione confermata, con condanna al pagamento delle
spese processuali. Nella sentenza definitiva tra l'altro si legge: "Le
operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su
estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern
Holding [Craxi] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest
spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente.
[…] Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".
All Iberian 2 (falso in bilancio)
Processo sospeso in attesa che sulla legittimità delle nuove norme in
materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si pronuncino
l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. Se le
eccezioni sollevate da vari tribunali verranno respinte, il reato sarà
dichiarato prescritto.
Medusa Cinema (falso in bilancio)
I grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 miliardi di fondi neri che, grazie
alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore
di Silvio Berlusconi).
Appello: assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530). Berlusconi,
secondo il collegio è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di
come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi
(condannato) gli abbia versato 10 miliardi di lire in nero. Scrivono i giudici:
"La molteplicità dei libretti riconducibili alla famiglia Berlusconi e le notorie
rilevanti dimensioni del patrimonio di Berlusconi postulano l'impossibilità di
conoscenza sia dell'incremento sia soprattutto dell'origine dello stesso".
Cassazione: sentenza d'appello confermata.
Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in
bilancio)
I grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (per
4.4 miliardi di lire pagati in nero all'ex proprietario dei terreni che
circondano la villa di Macherio, dove vivono la moglie Veronica e i tre figli di
secondo letto), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali
"indubbiamente ha concorso Berlusconi".
Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche
dal primo dei due falsi in bilancio, mentre il secondo rimane ma è coperto da
amnistia.
Cassazione: in corso.
Caso Lentini (falso in bilancio)
I grado: il reato (10 miliardi versati in nero al Torino Calcio in occasione
dell'acquisto del giocatore Luigi Lentini) è stato dichiarato prescritto grazie
alla nuova legge sul falso in bilancio.
Appello: in corso.
Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)
Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge
sul falso in bilancio, i 1500 miliardi di lire di presunti fondi neri accantonati
dal gruppo Berlusconi su 64 off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest). Il pm Francesco Greco ha presentato ricorso in Cassazione
perché la mancata fissazione dell'udienza preliminare gli ha impedito di
sollevare un'eccezione d'incostituzionalità e di incompatibilità con le direttive
comunitarie delle nuove norme sui reati societari e con il trattato dell'Ocse.
Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria).
Grazie alla concessione delle attenuanti generiche il reato - che in primo
grado ha portato alla condanna di Cesare Previti - è stato dichiarato
prescritto dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione. Nelle
motivazioni della Cassazione, tra l'altro, si legge: "il rilievo dato [per
concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed
individuale del soggetto [Berlusconi è diventato presidente del Consiglio],
valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo…".
Sme-Ariosto (corruzione giudiziaria)
A causa dei continui "impedimenti istituzionali" sollevati da Berlusconi e dei
conseguenti rinvii delle udienze, la posizione del premier è stata stralciata
dal processo principale. Ed è stato creato un processo parallelo, che però
Berlusconi ha sospeso fino al termine del suo incarico (o sine die, in caso di
rielezione o di nomina ad altra carica istituzionale) facendo approvare a
tempo di record il Lodo Maccanico, proprio alla vigilia della requisitoria, delle
arringhe e della sentenza, e a 40 mesi dall'inizio del dibattimento.
Sme-Ariosto (falso in bilancio)
In seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario,
questo capo d'imputazione contestato a Berlusconi per il denaro versato -
secondo l'accusa- ad alcuni giudici, è stato stralciato. Il processo è fermo in
attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci sulla conformità tra le
nuove regole e le normative comunitarie. Ma, anche in caso di risposta
positiva per i giudici, resterà bloccato per il Lodo Maccanico. Come tutti gli
altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.
Diritti televisivi (falso in bilancio -?- e frode fiscale)
Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano (pm Alfredo Robledo e
Fabio De Pasquale), a carico di numerosi manager del gruppo, più il
presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il
quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo
l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus
dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di
acquisto di diritti cinematografici e televisivi da majors americane, con
vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con
il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e
beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal
primo governo dello stesso Berlusconi per detassare gli utili reinvestiti dalle
imprese. Un presunto falso in bilancio che i magistrati valutano in circa 180 milioni di euro nel 1994.
Telecinco (violazione delle leggi antitrust e frode fiscale in Spagna)
Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto
nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di
privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora
ricevuto risposta. Per questo il procuratore anticorruzione Carlo Castresana,
nel maggio 2002, ha pregato Garzòn di rivolgersi di nuovo alle autorità
italiane. Berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello Dell'Utri e ad altri dirigenti del gruppo Fininvest - di aver posseduto, grazie a una serie di prestanomi e di operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché
totalitario dell'emittente Telecinco eccedenti rispetto ai limiti dell'antitrust
spagnola, negli anni in cui il tetto massimo era del 25 per cento delle quote azionarie.
Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro
sporco)
Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza dei
termini massimi concessi per indagare.
Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)
Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993
(Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini
d'indagine. A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma
stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da vent'anni guida Cosa
Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Aggiunge il
giudice fiorentino che esiste "una obiettiva convergenza degli interessi
politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche
della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui
collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente
trascurato dalla legislazione dei primi anni 90". Poi aggiunge che, nel corso
delle indagini, addirittura "l'ipotesi iniziale [di un coinvolgimento di
Berlusconi e dell'Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la
sua plausibilità". Ma purtroppo è scaduto "il termine massimo delle indagini
preliminari" prima di poter raccogliere ulteriori elementi.
Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona ha scritto: "Gli atti del fascicolo
hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto
tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari
controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell'Utri]. Ciò di
per sé legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e
Dell'Utri,essi possano essere stati individuati dagli uomini dell'organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori". Ma "la friabilità del
quadro indiziario impone l'archiviazione".
C'è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il
23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel capitolo intitolato esplicitamente "I contatti tra Salvatore Riina e gli on.
Dell'Utri e Berlusconi", si legge che è provato che la mafia intrecciò con i
due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico".
Talmente fruttuoso che poi, nel 1992, "il progetto politico di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell'economia". Cioè a "indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva beneficiato".