Appassionati di Ciclismo

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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro d’Italia 2016: brutta caduta per Zakarin, costretto “solo” al ritiro

Momenti di apprensione per una caduta che ha coinvolto Ilnur Zakarin (Katusha) nella discesa del Colle dell’Agnello. Il russo è uscito di strada ed è rimasto per lunghi minuti sull’erba a bordo della carreggiata, prontamente soccorso. Le prime notizie parlando della frattura della clavicola sinistra, con il corridore che non ha mai perso conoscenza dopo la caduta e durante le prime fasi di soccorso. Ovviamente è stato costretto al ritiro.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... al-ritiro/
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Re: Appassionati di Ciclismo

Messaggio da Miky88 »

LEGGENDARIO NIBALI! Lo Squalo risorge, stacca tutti a Risoul e riapre il Giro d’Italia!

Vincenzo Nibali vince e vede la maglia rosa. Non è un sogno, solo un capolavoro confezionato dall’Astana propiziato da una caduta di Steven Kruijswijk nella discesa del Colle dell’Agnello. Lo Squalo regge sulla Cima Coppi, trova un fondamentale Michele Scarponi sulla sua strada che lo aiuta a costruire un’impresa da tramandare alle prossime generazioni sull’arrivo di Risoul, nella 19esima tappa del Giro d’Italia 2016, 162 chilometri con partenza da Pinerolo.

I primi 70 chilometri sono stati un susseguirsi di attacchi, corsi ad altissima andatura nonostante la strada in leggera salita. Proprio sulle primissime rampe del Colle dell’Agnello si sono staccati 28 uomini: Hubert Dupont, Matteo Montaguti, Bakhtiyar Kozhatayev, Michele Scarponi, Stefano Pirazzi, André Cardoso, Moreno Moser, Johann Van Zyl, Carlos Verona, Stefan Denifl, Marcel Wyss, Diego Ulissi, Tim Wellens, Maxime Monfort, José Herrada, José Joaquin Rojas, Rory Sutherland, Damiano Cunego, Ruben Plaza, Georg Preidler, Viaceslav Kuznetsov, Egor Silin, Ian Boswell, David Lopez Garcia, Mikel Nieve, Nicolas Roche, Jesus Hernandez e Evgeny Petrov.

Il gruppo, guidato dalla LottoNL-Jumbo, ha lasciato inizialmente spazio e questi atleti si sono portati a 5-6 minuti di vantaggio. La squadra della maglia rosa, per provare a rimanere compatta, ha imposto un ritmo basso nel plotone. Nel contempo, tra i fuggitivi hanno preso margine Ulissi (Lampre-Merida) e Scarponi (Astana), con quest’ultimo che si è involato in una cavalcata solitaria verso una meritata conquista della Cima Coppi.

In gruppo, accelerazione violenta dell’Orica-GreenEDGE di Esteban Chaves che prima con due compagni di squadra e poi in prima persona ha fatto selezione sulle rampe più dure dell’Agnello: con lui sono rimasti solo Alejandro Valverde (Movistar) e Kruijswijk, ma poco dopo sono rientrati una quindicina di atleti a causa di un abbassamento dell’andatura. Con il passare dei chilometri il colombiano ha accelerato di nuovo e questa volta si è ritrovato sulla ruota solo Kruijswijk e Vincenzo Nibali (Astana), con l’azzurro brillante negli ultimi chilometri ad attaccare Valverde, attardato una volta superata una certa quota.

Gli sconvolgimenti maggiori, però, li ha portati la discesa: Kruijswijk, nonostante fosse a ruota di Chaves e Nibali si è letteralmente schiantato contro un muro di neve facendo una capovolta in avanti con la bicicletta scaraventata in aria. L’olandese ha provato a ripartire velocemente ma anche a causa dei danni subiti dal mezzo ha perso oltre un minuto da Nibali, grazie anche al supporto di Ruben Plaza per Chaves e di Scarponi, fermatosi quando era in testa alla corsa con ottime possibilità di vincere. Il distacco di Kruijswijk è salito ad oltre 2′ prima della salita finale, supportato dalla Etixx-QUickStep per Jungels, mentre il gruppetto di Valverde, Majka e Uran è rimasto a circa 1′ da Nibali e Chaves.

Nella prima fase dell’ultima salita Kruijswijk ha dato evidenti segni di cedimento, scivolando a 3′ dal gruppetto di Nibali in pochi chilometri. Davanti Scarponi ha tenuto alto il ritmo, antipasto di un attacco di Nibali che gli ha fatto selezionare il gruppo. Chaves ha inizialmente risposto agilmente, dando i cambi e con la maglia rosa virtuale ormai sulle spalle. Più incerto, il colombiano, sul secondo attacco dello Squalo, ma quando Nibali è partito per la terza volta non ha avuto la forza di rispondere.

Il messinese ha ritrovato la gamba dei giorni migliori, accompagnato da una nuova baldanza con il podio e una possibile vittoria nella classifica generale che da pura utopia si sono trasformate non solo in un traguardo possibile quanto realistico a due sole tappe, una impegnativa, dalla conclusione della 99esima edizione del Giro d’Italia. Una risurrezione sulla salita che gli aveva spianato la strada verso il Tour de France 2014, quasi a riconoscere l’amica aria d’oltralpe dove ha scritto le pagine più bella della sua carriera. I complimenti per questa impresa vanno anche a Michele Scarponi, che ha abbandonato le ambizioni personali nell’ottica di un progetto più grande, il disegno di Beppe Martinelli e dello staff Astana perfetto nello sfruttare la finestra che si è aperta nelle pieghe della corsa rosa. E dopo l’arrivo le lacrime dopo il periodo più difficile da quando è passato professionista, quando il suo Giro sembrava essergli definitivamente scappato dalle mani.

Mikel Nieve (Team Sky) ha concluso al secondo posto con 47” di ritardo, Esteban Chaves poco dietro a 50” (più sei di abbuono) da Nibali. Ad oltre 2′ Valverde e Majka, mentre Kruijswijk ha pagato quasi 5′ sul traguardo con una prova d’orgoglio nel finale dopo la caduta che ha lasciato evidenti strascichi anche a livello fisico.

La nuova classifica generale vede Chaves al comando con 44” di vantaggio proprio nei confronti di Nibali. Kruijswijk e Valverde, in attese di conferme ufficiali, dovrebbero essere in terza e quarta posizione. Il Giro d’Italia è ancora aperto.

http://www.oasport.it/2016/05/leggendar ... o-ditalia/
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Giro d’Italia 2016, Esteban Chaves: “Torino è vicina. Nibali più forte sulla salita finale”

Il Giro d’Italia 2016 ha una nuova Maglia Rosa. Si tratta di Esteban Chaves. Il colombiano della Orica-GreenEDGE, seppur nettamente battuto da Vincenzo Nibali sulle rampe dell’ascesa finale, è riuscito a strappare il simbolo del primato dalle spalle di uno sfortunato Steven Kruijswijk, naufragato per colpa di una caduta. Chaves, a 72 ore dal finale di Torino, può credere nell’impresa: “E’ stata davvero dura oggi. Ho preso la Maglia Rosa a due tappe dal termine, Torino è vicina. Dispiace per Steven, lui è un gran campione. Ha sbagliato leggermente in discesa ed è caduto. Ringrazio anche la mia squadra, Ruben ha tirato a tutta ed anche grazie a Scarponi abbiamo guadagnato tanto, poi sull’ultima salita è stato più forte Nibali”.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... ta-finale/
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Re: Appassionati di Ciclismo

Messaggio da Miky88 »

Giro d’Italia 2016, Martinelli, DS Astana: “Nibali ha dimostrato di essere un grande campione. Domani vedremo cosa accadrà”

Dopo tante delusioni piombano le prime gioie in casa Astana. Uno straordinario Vincenzo Nibali ha riaperto il suo Giro d’Italia 2016 finora sotto le aspettative. Giuseppe Martinelli, DS del team dello Squalo, non vuole sbilanciarsi, ma pensare soltanto a gioire dopo questo successo: “Mi voglio godere questa vittoria, poi si vedrà. Vincenzo ha dimostrato di essere un grande campione. Forse abbiamo sacrificato una possibile vittoria di Scarponi, ma Nibali ha meritato tutto ciò”.

Gli fa da eco anche Paolo Slongo, preparatore in casa Astana: “Vincenzo ha vinto da grande campione. Lui e la squadra hanno saputo recuperare in questi giorni. Ci siamo giocati tutto. Scarponi ha fatto un gran lavoro, adesso restiamo con i piedi per terra”.

Circa la discussa condizione di Nibali dichiara: “Vincenzo non ha mai avuto un vero problema di testa. E’ una cosa normale che quando le cose non vanno nel verso atteso può esserci qualche cedimento. Da campione è riuscito a reagire ed oggi ci ha regalato questa perla. La speranza è l’ultima a morire, quando hai un’ottima squadra e Vincenzo Nibali queste imprese possono arrivare”.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... a-accadra/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro d’Italia 2016, Nibali: “Stavo bene, Scarponi super. Domani sarà una battaglia”

Vincenzo Nibali ha realizzato una delle imprese più grandi della sua carriera, quasi equiparabile alla vittoria del Tour de France 2014. Sembrava finita, invece lo Squalo è riuscito a ribaltare completamente il Giro d’Italia, arrivando da solo ed a braccia alzate a Risoul. Domani si giocherà la maglia rosa, distante ora 44 secondi (clicca qui per la classifica).

“Questa vittoria è per Rosario (Costa, il bambino di 14 anni tragicamente scomparso alla vigilia del Giro, ndr). Dopo tutto quello che ho passato in questi giorni, non è stato facile ed alla fine mi sono sfogato. La squadra ha fatto un grandissimo lavoro, è stata una tappa durissima. Salendo dall’Agnello ho visto che stavo molto bene ed ho cominciato ad accelerare. Poi con i compagni che avevo davanti ci siamo sentiti via radio, abbiamo cambiato tutte le strategie e siamo andati fino all’arrivo. Scarponi è un grande, è stato al mio fianco per tutto il Giro ed oggi ha rinunciato alla vittoria per me. Sono felice, ci ho sempre creduto“, le parole dello Squalo.
Il 31enne di Messina si proietta poi sull’ultimo tappone alpino in programma domani: “Voglio restare con i piedi per terra, domani non sarà facile, sarà una giornata durissima con una lotta serrata. Ho dato un’occhiata alla classifica, Kruijswijk e Valverde sono vicini. Chaves sta veramente bene, siamo in buoni rapporti, ma in bici sarà una grande sfida. Kruijswijk? Nella ciclismo è così, magari un giorno sei felice, quello dopo no. Finora è stato molto forte e domani me lo aspetto lì a lottare. Sarà una battaglia“.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... battaglia/
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Giro d’Italia 2016: Vincenzo, sei il più grande! Testa da campione, furore per la vittoria

Non sono mancate, le critiche, per Vincenzo Nibali. Un Giro d’Italia al di sotto delle aspettative, le gambe che non hanno mai dato le sensazioni giuste. Poi l’impresa, la rinascita sul Risoul e la speranza di tornare a vestire il simbolo del primato proprio alla vigilia della passerella finale di Torino.

Nonostante tutto quello che è successo, lo Squalo non ha mai mollato. Ogni tappa ha sempre provato a resistere, ha provato ad andare oltre le sensazioni che gli dava il suo corpo. Come oggi stesso, sul Colle dell’Agnello, quando ha perso dieci, venti metri prima di rientrare e poi fiaccare la concorrenza degli avversari metro dopo metro. La caduta di Kruijswijk, fondamentale nell’economia della tappa e dello stesso Giro, ha aperto il sipario su uno spettacolo senza paragoni. La scelta sofferta di fermare Michele Scarponi lanciato verso la vittoria, la perfetta tattica dell’Astana con Beppe Martinelli a muovere sapientemente le sue pedine in ogni momento della giornata.

Poi Nibali ci ha messo del suo, tutto quello che aveva dentro. Che si è tenuto dentro, che non è mai riuscito a liberare nelle prime 18 tappe. Uno, due, tre attacchi per staccare Esteban Chaves, maglia rosa virtuale, e riaprire il Giro d’Italia con un colpo di mano d’alta scuola e per certi versi anche d’altri tempi. Non è stata una semplice questione di Watt e gambe, è stata una questione di testa, cuore e coraggio, un altro tassello in una carriera talvolta limitata da prestazioni pure talvolta inferiori a quelle dei diretti avversari ma controbilanciate da un amore per la bicicletta e una passione furiosa per la vittoria e per il ciclismo. La fantasia e la volontà di attaccare, sempre.

Ora Enzo ha 44” da recuperare su Esteban Chaves quando manca un solo tappone alla conclusione del Giro: le fatiche di oggi potrebbero farsi sentire e comunque finisca domani, per come abbiamo conosciuto Nibali negli ultimi anni, siamo sicuri del fatto che lascerà sulla strada ogni briciolo di energia residua per provare a conquistare la seconda Rosa della carriera, tornando a vincere un grande giro due anni dopo il leggendario successo al Tour de France. E proprio a Risoul, dove si è conclusa la frazione odierna, Nibali aveva quasi ipotecato la maglia gialla del 2014.

Regalaci un sogno, Vincenzo!

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -vittoria/
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Giro d’Italia 2016: Steven Kruijswijk in ospedale

Mediante un post su Twitter la LottoNL-Jumbo ha comunicato che Steven Kruijswijk si sta recando in ospedale per accertamenti medici. La caduta odierna sulla discesa dal Colle dell’Agnello potrebbe quindi lasciare segni ancora più profondi dei 5′ di ritardo da Vincenzo Nibali nella frazione odierna e le due posizioni perse in classifica generale, dove ora occupa la terza posizione.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... -ospedale/
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calamaro se la trovi posta l'abbraccio tra nibali e i genitori di chavez :love:
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Ciclismo, Giro del Belgio: incidente tra moto e corridori, Broeckx è in coma

Incidente drammatico per il ciclismo nel Nord Europa. Mentre in Italia si sta correndo il Giro d’Italia, il circuito europeo delle due ruote non si ferma ed è in corso in questi giorni il Giro del Belgio. Oggi la terza tappa è stata annullata a causa di un grave incidente che ha coinvolto due moto e diversi corridori.

Colui che ha riportato le più gravi conseguenze è stato Stig Broeckx, ventiseienne belga della Lotto – Soudal. Dalle notizie che giungono, il corridore al momento sarebbe stato portato in ospedale ed è addirittura in stato di coma.

http://www.oasport.it/2016/05/ciclismo- ... e-in-coma/
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DOMINUS NIBALI! Lo Squalo azzanna il Giro d’Italia! Impresa indelebile

Vincenzo Nibali ha vinto il Giro d’Italia 2016. Un’impresa sorta negli ultimi due giorni di gara, in cui ha riscritto la storia di una corsa che sembrava ormai chiusa, risorgendo dalle sue ceneri e andando a conquistare una vittoria di tappa e la maglia rosa. Oggi un altro capolavoro a Sant’Anna di Vinadio, al termine di una giornata durissima da 134 chilometri con la partenza da Guillestre, Francia. Un’Astana perfetta oggi come ieri che ha condotto il suo capitano, guidata da un superlativo Beppe Martinelli in ammiraglia, alla vittoria più bella e sofferta dell’intera carriera.

Partenza in salita con il Col de Vars nelle prime fasi. Scatti e controscatti che hanno consentito ai seguenti uomini di avvantaggiarsi: Giovanni Visconti (Movistar), Mikel Nieve (Team Sky), Darwin Atapuma (BMC), Alexander Foliforov (Gazprom-RusVelo), Gianluca Brambilla (Etixx-QuickStep), Tanel Kangert (Astana), Stefan Denifl (Iam) e Joe Dombrowski (Cannondale). Verso la vetta della salita sono rientrati Alexey Ribalkyn (Gazprom-Rusvelo) e Rein Taaramae (Katusha), mentre Diego Ulissi (Lampre-Merida) è riuscito a raggiungerli solamente nella prima fase della discesa. Importante la lotta per la maglia azzurra, con Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) che non è riuscito a tenere le ruote dei primi, abbandonando la possibilità di portare il simbolo del primato della classifica dei Gpm a Torino.

Nella prima parte della salita ci sono stati movimenti anche tra i big, con Alejandro Valverde (Movistar) che ha sfruttato un buco per prendere margine salvo poi venire riassorbito dagli altri contendenti per la classifica generale. A parte questo momento, il plotone ha impostato un ritmo blando che ha consentito ai fuggitivi di arrivare oltre i 10′ di vantaggio. Anche sul Col de la Bonette, seconda ascesa di giornata, nessuno ha preso veramente in mano la situazione, con la sola Tinkoff ad alzare il ritmo in vista dello scollinamento.

Tra i fuggitivi, invece, i giochi si sono aperti sin dalle prime rampe, con Nieve che ha alzato il ritmo provando una lunga azione in solitaria a poco meno di 100 chilometri dal traguardo. Alle sue spalle anche il gruppetto si è sgretolato e quando lo spagnolo è stato ripreso, nella discesa verso il Colle della Lombarda, con lui si sono trovati solo Atapuma, Foliforov, Visconti, Kangert, Taaramae e Dombrowski, mentre Brambilla è rientrato a 7 chilometri dall’inizio della salita. L’azione di Nieve, in ogni caso, gli ha consentito di assicurarsi la maglia azzurra, un riconoscimento importante per lui e per la Sky sfortunatissima per il ritiro di Landa. Sul Colle della Lombarda, ultima salita di prima categoria del Giro d’Italia, Dombrowski ha attaccato e alla sua azione hanno risposto solo Visconti e Atapuma, molto brillante nell’arco di tutta la tappa e pronto a reagire in ogni situazione. A metà salita, di passo, sono rientrati anche Taaramae e Kangert

Nel gruppo principale, ridotto a 25-30 unità, è stata la Tinkoff ha scandire il ritmo per tutta la prima parete di ascesa, rilevata dall’Astana a 13-14 chilometri dalla vetta. Sotto l’impulso di Fuglsang sono rimasti solo una quindicina alla sua ruota e una volta esaurito il suo lavoro è stato il momento di Scarponi che ha tenuto sull’attenti tutti gli uomini di classifica con un ritmo asfissiante per diversi chilometri.

Al comando, Taaramae ha attaccato in maniera decisa a 4 chilometri dalla cima, mentre dal quartetto alle sue spalle si è rialzato Kangert per aspettare l’attacco di Vincenzo Nibali sulla fase finale della salita. E l’attacco è arrivato a 3 chilometri e mezzo dal Gpm: lo Squalo si è prima alzato sui pedali per rimanere da solo con Chaves e Valverde, poi ha accelerato nuovamente da seduto, imprimendo un ritmo insostenibile per i due avversari. NIbali e Kangert hanno scavato un vantaggio di 10”, poi di 20” e di 30” su Chaves e Valverde, raggiunti da un Uran ritrovato che ha provato ad aiutare il connazionale Chaves. La maglia rosa, però, è andata in netta difficoltà nell’ultimo chilometro di salita, dove è stato raggiunto da Kruijswijk, Jungels e Scarponi, sfilandosi virtualmente la maglia rosa e transitando in vetta con una cinquantina di secondi di ritardo.

Davanti, quasi dimenticato, Taaramae ha gestito alla perfezione la situazione andando a vincere la sua prima tappa al Giro e regalando il successo all’Estonia e alla Katusha. Secondo Atapuma, a 52” ancora beffato, mentre Dombrowski ha completato il podio.

In discesa il vantaggio di Nibali sulla maglia rosa è aumentato, fino a sfiorare il minuto e 10” all’attacco dell’ultima salita, di 2 chilometri con pendenza sempre prossima al 10-11%. Una cronoscalata verso la gloria, verso la storia, verso il secondo Giro d’Italia dopo quello del 2013. Un’impresa enorme, infinita, maturata dalla sconfitta e dalla fatica patita nella prima parte del Giro d’Italia. Chaves, in difficoltà, ha pagato oltre 1’30” da Nibali, sfiancato dall’azione dell’Astana cui si è dovuto inchinare.

In classifica, quando manca solo la passerella di domani a Torino, Nibali ha un vantaggio di 52” su Chaves e 1’17” su Valverde, oggi alle spalle dello Squalo sul traguardo.

http://www.oasport.it/2016/05/dominus-n ... ndelebile/
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Re: Appassionati di Ciclismo

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Giro d’Italia 2016, Vincenzo Nibali: “Scarponi merita una statua. E’ una vittoria della squadra”

Vincenzo Nibali ha vinto il secondo Giro d’Italia della sua carriera dopo quello del 2013. Lo ha fatto con un’azione straordinaria sul Colle della Lombarda, dove ha staccato tutti. Lo Squalo ha poi incrementato in discesa, prima della cavalcata finale a Sant’Anna di Vinadio.

Il 31enne siciliano rende merito ad un’Astana superlativa: “Scarponi meriterebbe una statua, la squadra è stata perfetta. Non ci credevo nemmeno io, ma nel finale ho visto che stavo bene e ho detto a Michele di accelerare. Abbiamo fatto un grandissimo gioco di squadra. Senza di loro forse non ce l’avrei fatta“.

Il fuoriclasse italiano racconta il segreto del successo: “E’ stata una giornata spettacolare. Non avevo né paura di perderlo né paura di vincerlo. Ieri ho capito che stavo molto bene, sui 1800-2000 metri di altitudine ero quello che stava meglio di tutti. A 5-6 km dal Colle della Lombarda guardavo i metri e ho aspettato i 1900 m. di altitudine per attaccare. Sono andato a tutta fino all’arrivo, è stata una giornata stupenda“.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... a-squadra/
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Cuore e fantasia: Vincenzo Nibali abbraccia Coppi e Pantani tra i miti del ciclismo

La sottile differenza che trasforma un campione in leggenda non è tanto nella vittoria in sé, ma nelle modalità in cui matura il successo.

Il Giro d’Italia 2016 rappresenta il trionfo più bello della carriera di Vincenzo Nibali, forse ancor di più del Tour de France 2014. Giovedì, a tre tappe dalla conclusione della corsa rosa, il 31enne messinese sembrava finito. Quarto a 4’43” da Steven Kruijswijk, con una condizione molto lontana da quella ideale e la tanta fatica fatta qualche giorno prima sulla Dolomiti. Persino il podio era diventato un obiettivo difficile da agguantare. Lo Squalo, tuttavia, non ha mai pensato, nemmeno per un istante, di mollare. “Vado avanti fino a Torino, per rispetto del Giro“.

Ha sofferto in silenzio, digerito le tante critiche piovute da parte di chi lo considerava ormai fuori dai giochi in questo Giro (e, per onestà intellettuale, tra questi c’eravamo anche noi di OA Sport). Ha trovato dentro di sé la forza di reagire, toccando l’intima essenza della sua anima.

La grande preparazione svolta in avvicinamento alla corsa rosa ha dato i suoi frutti proprio in occasione del momento decisivo. Nibali è risorto con due tappe indimenticabili, epiche, superlative. Ed è questo che lo consegnerà per sempre all’immortalità sportiva. Ha ribaltato completamente un Giro che sembrava perso, piegando gli avversari a suon di minuti. Ha attaccato in salita, rischiato tutto in discesa, lasciando sull’asfalto anche l’ultima goccia di sudore.

Un capolavoro memorabile, che rafforza ulteriormente lo status di Vincenzo Nibali come eroe popolare. Un corridore che non si dà mai per vinto. Un uomo vero, che non ha paura di mostrarsi debole, di piangere, ma capace di rialzarsi e tornare più forte dopo una sconfitta. Un fuoriclasse generoso, sempre all’attacco, a costo di saltare. Nibali ha fatto riscoprire all’Italia l’amore per uno sport meraviglioso. Ha acceso gli animi, evocato un unico grande grido che ha pervaso la Penisola. Un personaggio che piace perché emblema del ciclismo vero, dove cuore e fantasia rappresentano ancora dei beni preziosi da preservare. Per come ha vinto, lo Squalo può idealmente abbracciare Fausto Coppi e Marco Pantani tra i miti del ciclismo italiano.

http://www.oasport.it/2016/05/cuore-e-f ... ciclismo2/
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Ciclismo, incidente Stig Broeckx: “Due emorragie cerebrali, è in coma”

La Lotto Soudal ha diramato un comunicato ufficiale riguardante le condizioni di Stig Broeckx, ciclista colpito quest’oggi da una moto durante la terza tappa del Tour del Belgio. Le notizie non sono confortanti. “Stig ha due emorragie cerebrali – ha detto il medico della squadra, Servaas Bingé – ed è in coma, non indotto. Al momento però non necessita di un intervento chirurgico. Non ha fratture al cranio, ma una frattura alla cavità oculare che sarà valutata in seguito. Al momento è difficile fornire una prognosi circa un pieno recupero. Nelle prossime 24 ore sarà monitorato costantemente“.

Broeckx si trova nella struttura neurologica di Aachen. “Siamo molto shockati da quanto successo oggi – le parole del manager Marc Sergeant -. L’anno scorso abbiamo passato un brutto momento con l’incidente di Kris Boeckmans, esattamente tre mesi fa Stig fu colpito sempre da una moto alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne e poche settimane dopo il gruppo fu colpito dalla morte di Antoine Demoitié. E’ un difficile momento per lo staff e per i ciclisti, ma ancor di più per la famiglia e gli amici di Stig. Possiamo solo sperare in sviluppi positivi delle sue condizioni“.

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Giro d’Italia 2016: Nizzolo declassato, vince Arndt a Torino! Vincenzo Nibali in trionfo

Il Giro d’Italia 2016 è finito con un doppio successo italiano: Vincenzo Nibali si è aggiudicato la classifica finale, Giacomo Nizzolo ha invece vinto l’ultima tappa con arrivo a Torino sbloccandosi dopo tanti piazzamenti nella corsa rosa. Tappa, quasi una passerella, partita da Cuneo che ha accolto lo Squalo dello Stretto per la prima volta vestito con il simbolo del primato.

Tappa che per lunghi tratti ha regalato un’andatura regolare e poche emozioni: solo una volta entrati nel circuito finale di Torino dal gruppo sono nati i primi attacchi. Nella capitale piemontese, inoltre, si è chiuso ufficialmente il Giro d’Italia, con la giuria che ha deciso di neutralizzare i tempi a causa delle strade strette e dell’asfalto ancora umido.

Primo attacco portato da Marten Tjallingii e Jos van Emden, entrambi della LottoNL-Jumbo a circa 70 chilometri dalla conclusione. Hanno provato a reagire, in ritardo, Eugert Zhupa (Wilier – Southeast), Gianluca Brambilla (Etixx – QuickStep), Tim Wellens (Lotto Soudal), Manuele Boaro (Tinkoff) e Simon Clarke (Cannondale) ma il gruppo non ha lasciato spazio a questi uomini andando a riprenderli a 25” dal traguardo. I battistrada, nel contempo, mantenevano 1′ di vantaggio su un gruppo molto ridotto anche a causa di alcune caduti.

Van Emden, l’ultimo a desistere, è stato ripreso sullo strappo presente all’interno dell’ultimo giro. Subito dopo, in contropiede, ha provato ad attaccare Sonny Colbrelly (Bardiani-Csf) ma proprio quando stava prendendo margine è caduto a seguito di un contatto fortuito con uno spettatore che si trovava sul marciapiede.

La volata è stata molto convulsa con Sean De Bie (Lotto-Soudal) e Eduard Grosu (Wilier-Southeast) che hanno provato ad anticipare ma ai 100 metri è uscito di potenza Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) che è andato a conquistare la prima vittoria della carriera al Giro d’Italia dopo nove secondi posti. Alle sue spalle sono arrivati Nikias Arndt (Giant-Alpecin) e Matteo Trentin (Etixx-QuickStep). Ai piedi del podio Sacha Modolo, che non ha trovato il varco per passare stretto alle transenne da Nizzolo.

Staccati, con calma, sono arrivati via via tutti i corridori forti della neutralizzazione con Vincenzo Nibali che ha potuto festeggiare con totale tranquillità la seconda maglia rosa della carriera.

La giuria, però, non ha convalidato la vittoria a Nizzolo, penalizzato per lo scarto: vittoria al tedesco Arndt, secondo sulla linea del traguardo.

http://www.oasport.it/2016/05/giro-dita ... n-trionfo/
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