FIGC, il programma di Malagò:
FIGC: una Federazione meno divisiva e più “piattaforma di servizio”, capace di ricomporre gli interessi del sistema calcio. Tavoli permanenti con le componenti, maggiore interlocuzione con Governo e istituzioni, meno burocrazia e obiettivi misurabili.
Nazionali: ricostruzione della filiera tecnica tra settori giovanili, club e rappresentative azzurre. Coverciano più centrale come hub metodologico per scouting, dati, preparazione atletica e formazione degli staff, con focus sulla valorizzazione del talento italiano.
Serie A: rafforzare il ruolo della massima serie come asset industriale e brand globale del calcio italiano, puntando su internazionalizzazione, lotta alla pirateria, crescita dei ricavi, stadi moderni e migliore valorizzazione commerciale del prodotto.
Serie B: riconoscimento della B come categoria ponte e laboratorio del talento, con incentivi a chi investe nei giovani, maggiore sostenibilità economica e supporto sul fronte infrastrutturale.
Lega Pro: piano di stabilizzazione economica della categoria, con controlli preventivi per evitare crisi societarie, riflessione condivisa su format e costi di partecipazione e incentivi all’utilizzo dei giovani.
LND: semplificazione amministrativa per il dilettantismo attraverso uno sportello unico digitale per tesseramenti, assicurazioni e adempimenti, oltre a fondi di sostegno per la base e maggiore coordinamento con il professionismo.
Calcio femminile, futsal, beach soccer e paralimpico: consolidamento del professionismo femminile, crescita della base, sviluppo del calcio a 5 come leva tecnica e sociale, valorizzazione delle discipline LND e maggiore integrazione del calcio paralimpico come parte strutturale della missione federale.
Giovani: contrastare la dispersione del talento italiano con una filiera strutturata tra scuola calcio, Primavera, Serie C, Serie B e prima squadra. Incentivi al minutaggio e alla formazione, senza quote obbligatorie.
Allenatori: formazione più accessibile e aggiornata, con introduzione graduale dell’obbligo di tecnici abilitati nelle attività di base, digitalizzazione dei percorsi formativi e tutoraggio per i neoallenatori.
Giocatori: maggiore tutela della carriera sportiva e post-carriera, salute fisica e mentale, educazione finanziaria e revisione equilibrata del vincolo sportivo con meccanismi di premio formazione per i club.
AIA/Arbitri: tutela dell’autonomia arbitrale, investimenti in tecnologia e formazione, maggiore protezione per gli arbitri delle categorie di base e lotta alla violenza nei confronti dei direttori di gara.
Agenti sportivi: armonizzazione delle regole italiane con il quadro FIFA, tavolo permanente con società e calciatori per ridurre contenziosi e maggiore attenzione alla tutela dei minori.
Infrastrutture: piano nazionale per stadi e centri sportivi, con semplificazioni autorizzative, crediti d’imposta, partenariati pubblico-privati e coordinamento con Governo e istituzioni.
Licenze nazionali: trasformare il sistema di controllo in uno strumento di prevenzione delle crisi e accompagnamento gestionale dei club, con parametri più orientati alla sostenibilità economica.
Risorse di sistema: rafforzamento del contrasto alla pirateria audiovisiva, riflessione sul ritorno al calcio di parte delle risorse generate dal betting e confronto sulla fiscalità sportiva per incentivare investimenti in vivai e impianti.
Governance e macchina federale: digitalizzazione dei servizi FIGC, utilizzo dei dati per misurare i risultati, riduzione delle inefficienze burocratiche e introduzione di un report annuale sullo stato di avanzamento del programma federale.
https://www.calcioefinanza.it/2026/05/1 ... refresh_ce
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aucune certitude, juste quelques doutes bien solides.