pubblicato oggi 8 luglio sul sito di Repubblica
ROMA - Il conto alla rovescia è iniziato. Il primo segnale arriva dalla Commissione Europea, in mattinata: l'Italia ha due mesi di tempo per modificare il decreto salvacalcio (o spalma-ammortamenti). In caso di mancata risposta, la Ue minaccia di ricorrere alla Corte di giustizia europea, che decide comunque dopo 3-5 anni. Sempre in mattinata il ministro Giuliano Urbani incontra i vertici dello sport (Petrucci, Pagnozzi, Carraro e Galliani) ricordando che il governo, quest'anno, non tollererà un'estate turbolenta come quella dell'anno scorso, fra Tar e campionati stravolti. Intanto 8 società professionistiche (fra queste il Taranto e il Varese) vengono cancellate dai campionati di serie C: e questo è solo l'inizio.
In Figc non sono tanto preoccupati dalla nuova bocciatura Ue, attesa da tempo: perché i club (Milan, Inter, Roma, Lazio, ecc.) ormai hanno usufruito dei benefici del salvacalcio, cioè la possibilità di spalmare su dieci anni le perdite del parco calciatori. Solo la Juve vi ha rinunciato. La Commissione europea ha chiesto all'Italia di modificare la sua legge perché ritenuta incompatibile con le norme comunitarie in materia di contabilità societaria. Si tenta ora di fare un emendamento prima della pausa estiva: verrebbero cancellate le parole "ai fini civilistici e fiscali" e aggiunto che l'applicazione del decreto "non modifica la posizione fiscale delle società interessate". Archiviata invece la parte che riguardava l'inchiesta di Monti.
In Figc sono molto più preoccupati per le iscrizioni ai campionati. Ieri il ministro Urbani e il sottosegretario Pescante sono stati chiari con i vertici dello sport: "Basta decreti, decretini, spalmadebiti. Vanno applicate le norme che ci sono". Da quest'anno è competente il Tar del Lazio, per evitare altri casi Catania. Si è parlato anche di diritti tv: Carraro ha ribadito quanto detto più volte, di recente. Cioè che lui è contro la legge (del '99) che prevede la vendita individuale dei diritti criptati. Urbani potrebbe appoggiare la richiesta di modificare questa legge ma prima vuole esaminare il dossier che verrà presentato da Galliani sulle differenze Italia-Inghilterra soprattutto sui criteri di mutualità.
Sugli stranieri, il Coni andrà avanti nella sua strada (50% di italiani nella lista della squadra) ma per non inasprire ulterioramente la Commissione Europea, già allertata, frenerà nell'applicazione. Due anni di tempo, insomma, per mettersi in regola.
(8 luglio 2004)
Secco ordine della UE: "Basta decreti e aiuti al pallon
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