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12/09/04 - Rabbia e amarezza nello spogliatoio biancorosso

Inviato: dom set 12, 2004 15:50
da Marcomerlino
(Gazzetta del Mezzogiorno)

L'espressione accigliata di Vincenzo Santoruvo è l'emblema dello scoramento che si respira nello spogliatoio biancorosso. L'attaccante bitontino sognava un esordio diverso. «Direi che il Bari è stato sostanzialmente punito dagli episodi - dice il numero nove - ma credo di poter dire che si tratti di una sconfitta immeritata. Nel primo tempo abbiamo giocato solo noi e non è un caso che le migliori occasioni siano state proprio nostre. C'è mancato un pizzico di fortuna, io avrei potuto sbloccare la partita ma non sono riuscito a coordinarmi bene al momento del tiro. Poi, ci siamo addirittura trovati in svantaggio. Con quel pubblico c'erano le premesse per un dominio calabrese, invece il Bari ha avuto la forza per riorganizzarsi e trovare meritatamente il gol del pareggio».
«Nella ripresa abbiamo creato di meno, forse un po' di stanchezza - continua Santoruvo - sta di fatto, comunque, che anche il Catanzaro non ha creato granché. Gillet non è stato mai impegnato e loro si sono visti solo con tiri dalla distanza e palle lunghe su Corona. Purtroppo le recriminazioni non portano punti».
Antonio Bellavista è stato tra i protagonisti dell'azione decisiva: «Ho provato a contrastare Corona ma il pallone sembrava incollato ai suoi piedi - dice il capitano, che ieri sera si è sacrificato in un ruolo non suo a causa dell'indisponibilità di Micolucci e Bianconi - certo che è stata proprio un'ingenuità. Eravamo in superiorità numerica, dovevamo fermarlo con ogni mezzo. Peccato perché per lunghi tratti il Bari ha interpretato la partita alla perfezione. Meglio nel primo tempo, indubbiamente, ma anche nella ripresa c'è qualcosa da salvare. La squadra ha dimostrato di saper soffrire nelle difficoltà, quando il Catanzaro attaccava a pieno organico. Quel gol proprio non ci voleva. A quel punto c'è stato ben poco da fare. Loro si sono galvanizzati mentre noi, avendo speso tantissimo, non abbiamo avuto più la forza per organizzare una reazione degna di tal nome».
Una risultato, quello di ieri sera al «Ceravolo», che ha fatto male anche ai tifosi. Fino al gol di Carbone erano stati incessanti nel sostegno alla squadra di Carboni. Poi la mezzata quando il pareggio sembrava ormai alla portata. Grande amarezza, tuttavia, ma nessun disordine. La sconfitta è stata accettata serenamente. I ragazzi biancorossi si sono solo scatenati con cori ostili verso i «cugini» leccesi. E una pacifica invasione di campo, inseguendo il sogno di tutti: inseguire il pallone su un campo vero, con l'inconfondibile profumo di erba. Morale: la tifoseria c'è. La squadra sta arrivando. Almeno si spera.