01/11/04 - Matarrese: Cassano ha bisogno di schiaffi
Inviato: lun nov 01, 2004 20:33
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L'ennesimo colpo di testa di cui si è reso protagonista Antonio Cassano ha spinto molti a dare consigli su come trattare il giovane barese. A partire da Antonio Matarrese, ex presidente del Bari, squadra in cui Cassano è cresciuto. "Roma intesa come ambiente - spiega - non fa bene a Cassano. Lui avrebbe bisogno di uno che ogni tanto lo prenda a schiaffi". Il senatore Andreotti chiede tranquillità: "Bisogna ignorare ciò che fa fuori dal campo". Modi rudi, meno attenzione addosso, meno "coccole" e mattane perdonate... Le ricette per cercare di rendere meno altalenante il comportamento di Antonio Cassano sono innumerevoli, così come sono facili fatte dall'esterno. Finora nessuno, forse tranne Eugenio Fascetti, è riuscito a contenere il carattere esuberante del giocatore. Certo, con Fabio Capello le cose sono andate abbastanza bene, ma il tecnico ha dovuto più di una volta chiudere un occhio se non tutti e due. Capello ha in fondo seguito la ricetta proposta da Giulio Andreotti. "Cassano? Con lui bisogna avere pazienza - ha detto - perché altrimenti corre il rischio di diventare protagonista solo per quello che fa fuori dal campo. Se i giornali lo ignorassero da questo punto di vista, cioe' le cose fuori del campo, l'ambiente si rasserenerebbe".
Molto meno buonista invece Antonio Matarrese che, in qualità di ex presidente del Bari prima di passare il testimone al fratello Vincenzo, conosce bene il ragazzo e soprattutto l'ambiente in cui è cresciuto. "Cassano ha bisogno di una città che un po' lo ignori e qui è troppo coccolato. A Bari sentiva di avere l'impunità, guidava l'automobile senza patente, andava contromano. A Roma sta succedendo lo stesso, quando Cassano ha addosso troppa gente si eccita e ciò non va bene. Lui ha bisogno di un po' di schiaffi, come quelli che gli ha dato mio fratello Vincenzo. Anche perché - continua - avrebbe bisogno di un po' di educazione, quella che non ha avuto perché non dimentichiamoci da dove viene. Lui non ha avuto un padre che gli desse un po' di schiaffi. Roma non gli fa bene, anche se ora Del Neri deve mettergli la museruola".
L'ennesimo colpo di testa di cui si è reso protagonista Antonio Cassano ha spinto molti a dare consigli su come trattare il giovane barese. A partire da Antonio Matarrese, ex presidente del Bari, squadra in cui Cassano è cresciuto. "Roma intesa come ambiente - spiega - non fa bene a Cassano. Lui avrebbe bisogno di uno che ogni tanto lo prenda a schiaffi". Il senatore Andreotti chiede tranquillità: "Bisogna ignorare ciò che fa fuori dal campo". Modi rudi, meno attenzione addosso, meno "coccole" e mattane perdonate... Le ricette per cercare di rendere meno altalenante il comportamento di Antonio Cassano sono innumerevoli, così come sono facili fatte dall'esterno. Finora nessuno, forse tranne Eugenio Fascetti, è riuscito a contenere il carattere esuberante del giocatore. Certo, con Fabio Capello le cose sono andate abbastanza bene, ma il tecnico ha dovuto più di una volta chiudere un occhio se non tutti e due. Capello ha in fondo seguito la ricetta proposta da Giulio Andreotti. "Cassano? Con lui bisogna avere pazienza - ha detto - perché altrimenti corre il rischio di diventare protagonista solo per quello che fa fuori dal campo. Se i giornali lo ignorassero da questo punto di vista, cioe' le cose fuori del campo, l'ambiente si rasserenerebbe".
Molto meno buonista invece Antonio Matarrese che, in qualità di ex presidente del Bari prima di passare il testimone al fratello Vincenzo, conosce bene il ragazzo e soprattutto l'ambiente in cui è cresciuto. "Cassano ha bisogno di una città che un po' lo ignori e qui è troppo coccolato. A Bari sentiva di avere l'impunità, guidava l'automobile senza patente, andava contromano. A Roma sta succedendo lo stesso, quando Cassano ha addosso troppa gente si eccita e ciò non va bene. Lui ha bisogno di un po' di schiaffi, come quelli che gli ha dato mio fratello Vincenzo. Anche perché - continua - avrebbe bisogno di un po' di educazione, quella che non ha avuto perché non dimentichiamoci da dove viene. Lui non ha avuto un padre che gli desse un po' di schiaffi. Roma non gli fa bene, anche se ora Del Neri deve mettergli la museruola".