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Un peccato fermarsi proprio adesso. Il Bari affronta la gara di Trieste con la convinzione che un risultato positivo potrebbe valere l'accelerata decisiva per uscire, come canterebbe il barese doc Caparezza, fuori dal tunnel. Magari non puntare così in alto da soffrire di vertigini, ma almeno per lavorare senza patemi e progettare con serenità il prossimo futuro. L'avversario non è di quelli insormontabili: una Triestina che sta rispettando appieno il copione imposto dal vulcanico presidente Berti. Campionato tranquillo, occhio, anzi due, al bilancio e qualche giovanotto a cui dipingere le ali per farlo volare nelle quotazioni del prossimo calcio-mercato. Più un paio di uomini d'esperienza, tra cui l'ex Godeas. Simone Motta pagherebbe oro per giocare la partita di domenica, per affrontare il suo amico fraterno. Un passato comune a suon di gol nella primavera dell'Udinese, poi entrambi a spasso per mezza Italia in cerca di affermazione dopo le soddisfazioni nell'ultimo campionato under. "Mi auguro, un giorno -ammette Motta, che fa un eccezione al dichiarato silenzio stampa iniziato un paio di settimane fa - di giocare di nuovo assieme a Denis Godeas. Credo che, fisicamente e tatticamente, siamo fatti l'uno per l'altro. Magari in Friuli, nella nostra terra. Ma ora penso al Bari, sono un professionista e se dovessi essere in campo non penserei troppo al passato. Magari due risate con lui me le faccio negli spogliatoi, dopo la sfida. E' un bravo ragazzo e già ad Udine, nelle giovanili, bastava un'occhiata per intenderci sul campo. Sono contento che segua ancora la mia carriera professionale, visto che anch'io gioisco ad ogni suo gol. Beh, dopodomani sarà un po' diverso". Da amicone a "007" di Carboni. Il rosso attaccante udinese si concede qualche consiglio ai colleghi della difesa. "Sarà bene mantenere alta la concentrazione - dice - perché la Triestina non è solo Godeas, ma possiede un attacco pericoloso, ben assortito, del quale Denis è la boa fondamentale. Come si ferma Godeas? Sicuramente è un giocatore rigenerato rispetto agli ultimi anni. Bisogna provare a farlo giocare spalle alla porta, a non farlo girare. In barba alla sua stazza imponente, non è la classica ariete che spizza di testa per i compagni o che sa farsi valere solo sui calci da fermo. Al contrario, credo che la sua caratteristica migliore sia andare via palla al piede. Il che spesso trae in inganno parecchie retroguardie. Che dire: speriamo che non sia in giornata: uno come lui in B fa la differenza. E se gira lui, gira tutto il reparto"
12/11/04 - Motta: "Attenti a Godeas"
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