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25/11/04 - L.Anaclerio: "Giochiamo meglio fuori"

Inviato: gio nov 25, 2004 19:53
da Kurt
www.barisera.it
Anche Gigi Anaclerio sarà un ex a Treviso. "Bisogna sfruttare la gara in trasferta"
"Giochiamo meglio fuori"
M. F. Fiorentino


BARI - Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Gigi Anaclerio, altro ex trevigiano che domenica parteciperà alla sfilata dei volti noti in Treviso-Bari, prova a prendere con filosofia la sconfitta, l'ennesima casalinga, contro la Salernitana.
"Inutile recriminare ancora, al San Nicola proprio non va - ammette l'attaccante del quartiere San Paolo -. Per carità, non vogliamo rassegnarci, però è un dato di fatto che in casa raccogliamo solo delusioni. A questo punto èun vantaggio che lo spareggio contro il Treviso si giochi in Veneto. In trasferta, finora, abbiamo sempre reso al meglio. Vorrà dire che d'ora in avanti cercheremo di stringere i denti tra le mura amiche e di fare sempre bottino pieno fuori casa. Peccato solo che non sia la coppa, almeno i punti esterni varrebbero doppio".
Scherzi a parte, la punta barese, al contrario di molti compagni, prova ad analizzare più nel dettaglio la sindrome da San Nicola, senza appellarsi solo al famigerato "fattore psicologico", teoria che va sempre bene per chiosare sui momenti negativi.
"Credo che indubbiamete la pressione mentale abbia il suo peso - continua Anaclerio - non nego che tutta la squadra risente della delusione di città e tifoseria. Però al momento di scendere in campo si gioca al calcio e conta solo tecnica e tattica. Numeri alla mano è fin troppo evidente che quando siamo chiamati a fare la partita, a tenere il pallino del gioco, andiamo in bambola. Siamo una squadra molto tecnica, abilissima nelle ripartenze, che forse ha bisogno di essere attaccata per dare il 100 per cento. E nemmeno il modulo può essere una scusante. E' vero, lì davanti sono solo, ma se il centrocampo mi aiuta, le occasioni si creano, come con Arezzo e Triestina. Il capitombolo con la Salernitana? Eravamo troppo sicuri dei nostri mezzi, troppo convinti di portare a casa il decimo punto in quattro gare. In una parola: rilassati. Il centrocampo non saliva, l'attacco era isolato e la difesa schiacciata. I granata avevano semplicemente più fame e ci hanno puniti: nulla da dire".
Per il Bari da viaggio, il Treviso sembra quindi l'avversario ideale: veloce, giovane e arrembante.
"Non direi - ribatte - sono rapidi, giovani e gli piace giocare al calcio per 90 minuti, esattamente le caratteristiche che esaltano le nostre qualità. Ma viaggiano sulle ali dell'entusiasmo, non avranno nulla da perdere. Ho parlato con qualche amico di Treviso e mi hanno detto che Pillon ha letteralmente rinvigorito l'ambiente. E dire che sembrava un gruppo destinato al collasso. Mi fa piacere, perchè dell'anno scorso conservo un ottimo ricordo: ho segnato pochi gol, ma importanti. E soprattutto sono maturato, passando una stagione lontano da casa e da protagonista, dopo la mezza delusione di Como. Ma dall'altra parte so che domenica sarà battaglia. Dovremo essere bravi a sfruttare le poche occasioni che ci verranno concesse, ripartendo alla nostra maniera, giocando con umiltà e cattiveria".