13/12/04 - La ripartenza di Santoruvo
Inviato: lun dic 13, 2004 16:32
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Non segnava dalla seconda giornata (gara interna con il Perugia). Un solo gol all'attivo e tante recriminazioni, con qualche velata critica da cancellare. Ieri, a Piacenza, Vincenzo Santoruvo è salito al proscenio, con la proverbiale forza prorompente che è una delle sue peculiarità. Finalmente l'urlo liberatorio per una rete che attendeva da tempo, dopo un lungo digiuno e alcuni momenti difficili. Un guizzo irresistibile che ha messo in ginocchio il Piacenza. E se il successivo colpo di testa non fosse finito contro la traversa, Santoruvo avrebbe messo il suo doppio sigillo su una vittoria a portata di mano. "E' il più grande rammarico - dice - per questa partita di Piacenza che a tratti abbiamo anche dominato. Sarebbe bastato anche che Carrus avesse trasformato il rigore per poter festeggiare il successo. Non capisco perché l'arbitro abbia fatto ripetere il tiro dal dischetto. Purtroppo, Carrus al secondo tentativo ha forse perso un po' di concentrazione e il pallone non è entrato. Abbiamo conquistato un punto importante, ma potevano fare bottino pieno. Insomma, un'altra occasione gettata al vento; pur giocando bene non abbiamo raccolto quanto meritavamo. Sono i punti persi per sfortuna o per situazioni contingenti che fanno pendere la bilancia dalla parte sbagliata".
Santoruvo come sempre combattivo, determinato, mai domo. A Piacenza ha raccolto i frutti di un lavoro durissimo, dopo aver conosciuto anche la panchina. "Se Carboni ha deciso di mandarmi in panchina è perché pribabilmente non ero al top. Devo dire che nella prima parte della stagione, anche a causa di alcune partite ravvicinate, ho speso molto quanto ad energie fisiche e nervose. Ma io sono uno che non si arrende mai. Sono ripartito di buona lena, allenandomi con scrupolo e impegno, convinto di poter dare il mio contributo alla causa del Bari. A Piacenza sono riuscito a segnare, ma anche in precedenza credo di aver giocato bene. Sono soddisfatto e credo di essere sulla buona strada per recuperare il terreno perduto".
Il Bari formato trasferta riesce a reggere il confronto con gli avversari, cosa che a volte nelle partite interne difficilmente si verifica. "In effetti fuori casa produciamo più gioco e occasioni da rete. Una differenza di rendimento che bisogna assolutamente colmare. Forse, avvertiamo il peso della responsabilità, come pure non è agevole giocare in uno stadio vuoto; ma ciò non deve essere un alibi. Dobbiamo cercare di vincere e dare continuità alla prestazione offerta contro il Venezia. E' un obiettivo prioritario, da conseguire a tutti i costi domenica prossima nella delicata sfida in casa con il Modena".
Non segnava dalla seconda giornata (gara interna con il Perugia). Un solo gol all'attivo e tante recriminazioni, con qualche velata critica da cancellare. Ieri, a Piacenza, Vincenzo Santoruvo è salito al proscenio, con la proverbiale forza prorompente che è una delle sue peculiarità. Finalmente l'urlo liberatorio per una rete che attendeva da tempo, dopo un lungo digiuno e alcuni momenti difficili. Un guizzo irresistibile che ha messo in ginocchio il Piacenza. E se il successivo colpo di testa non fosse finito contro la traversa, Santoruvo avrebbe messo il suo doppio sigillo su una vittoria a portata di mano. "E' il più grande rammarico - dice - per questa partita di Piacenza che a tratti abbiamo anche dominato. Sarebbe bastato anche che Carrus avesse trasformato il rigore per poter festeggiare il successo. Non capisco perché l'arbitro abbia fatto ripetere il tiro dal dischetto. Purtroppo, Carrus al secondo tentativo ha forse perso un po' di concentrazione e il pallone non è entrato. Abbiamo conquistato un punto importante, ma potevano fare bottino pieno. Insomma, un'altra occasione gettata al vento; pur giocando bene non abbiamo raccolto quanto meritavamo. Sono i punti persi per sfortuna o per situazioni contingenti che fanno pendere la bilancia dalla parte sbagliata".
Santoruvo come sempre combattivo, determinato, mai domo. A Piacenza ha raccolto i frutti di un lavoro durissimo, dopo aver conosciuto anche la panchina. "Se Carboni ha deciso di mandarmi in panchina è perché pribabilmente non ero al top. Devo dire che nella prima parte della stagione, anche a causa di alcune partite ravvicinate, ho speso molto quanto ad energie fisiche e nervose. Ma io sono uno che non si arrende mai. Sono ripartito di buona lena, allenandomi con scrupolo e impegno, convinto di poter dare il mio contributo alla causa del Bari. A Piacenza sono riuscito a segnare, ma anche in precedenza credo di aver giocato bene. Sono soddisfatto e credo di essere sulla buona strada per recuperare il terreno perduto".
Il Bari formato trasferta riesce a reggere il confronto con gli avversari, cosa che a volte nelle partite interne difficilmente si verifica. "In effetti fuori casa produciamo più gioco e occasioni da rete. Una differenza di rendimento che bisogna assolutamente colmare. Forse, avvertiamo il peso della responsabilità, come pure non è agevole giocare in uno stadio vuoto; ma ciò non deve essere un alibi. Dobbiamo cercare di vincere e dare continuità alla prestazione offerta contro il Venezia. E' un obiettivo prioritario, da conseguire a tutti i costi domenica prossima nella delicata sfida in casa con il Modena".