17/01/05 - L'ombra di Spinesi torna a galla
Inviato: lun gen 17, 2005 17:05
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E’ come aprire il cassetto del vecchio comò in soffitta e soffiare sull’album delle foto di famiglia per rimuovere la polvere dalla pellicola. Vedere Davide Dionigi in azione porta alla mente le immagini del passato, più in nero che in bianco, delle ultime due stagioni.
Già, perché il centravanti ex Reggina ricorda tanto Spinesi. Un pericolo costante, un’abilità certosina nel muoversi sul filo del fuorigioco, il che notoriamente porta i difensori avversari sull’orlo di una crisi di nervi, proprio come le donne di Almodovar. Oltre a una riconosciuta concretezza negli ultimi sedici metri che fa cassa in classifica e dà fiducia ai compagni. Proprio come il bomber toscano, che a Bari, fino a prova contraria, ha segnato più di 50 gol, spesso e volentieri appena svestitosi dalla scomoda tuta da panchinaro e con una manciata di minuti a disposizione.
Ora Dionigi è accolto da tifoseria, compagni, tecnico e società come il salvatore della patria. O almeno come l’anello mancante comprato per rinforzare una catena sul punto di spezzarsi. Il rinforzo chiamato in fretta e furia per evitare di ripetere gli errori di qualche mese fa. E forse è così per davvero.
Con il senno di poi, però, privilegio di chi può picchiettare comodamente sulla tastiera e croce – più che delizia – degli uomini di campo, l’ombra di Spinesi torna a galla imperiosa. Dionigi, inutile negare l’evidenza, non è costato, in termini di ingaggio, quattro lire. E qualcuno, negli uffici di strada Torrebella, si è subito convinto che la spesa è valsa l’impresa. Dunque, ammesso che due più due, nonostante i tempi cambino, faccia sempre quattro, allo stesso prezzo forse, e sottolineamo forse, si sarebbe potuto evitare il disastro sportivo della scorsa estate. Più esplicitamente, se qualcuno non si fosse impuntato, il rinnovo di Spinesi avrebbe potuto rappresentare l’investimento decisivo per la salvezza.
Ma questo, appunto, è senno di poi. Dionigi è il presente. E una lezione importante per il futuro
E’ come aprire il cassetto del vecchio comò in soffitta e soffiare sull’album delle foto di famiglia per rimuovere la polvere dalla pellicola. Vedere Davide Dionigi in azione porta alla mente le immagini del passato, più in nero che in bianco, delle ultime due stagioni.
Già, perché il centravanti ex Reggina ricorda tanto Spinesi. Un pericolo costante, un’abilità certosina nel muoversi sul filo del fuorigioco, il che notoriamente porta i difensori avversari sull’orlo di una crisi di nervi, proprio come le donne di Almodovar. Oltre a una riconosciuta concretezza negli ultimi sedici metri che fa cassa in classifica e dà fiducia ai compagni. Proprio come il bomber toscano, che a Bari, fino a prova contraria, ha segnato più di 50 gol, spesso e volentieri appena svestitosi dalla scomoda tuta da panchinaro e con una manciata di minuti a disposizione.
Ora Dionigi è accolto da tifoseria, compagni, tecnico e società come il salvatore della patria. O almeno come l’anello mancante comprato per rinforzare una catena sul punto di spezzarsi. Il rinforzo chiamato in fretta e furia per evitare di ripetere gli errori di qualche mese fa. E forse è così per davvero.
Con il senno di poi, però, privilegio di chi può picchiettare comodamente sulla tastiera e croce – più che delizia – degli uomini di campo, l’ombra di Spinesi torna a galla imperiosa. Dionigi, inutile negare l’evidenza, non è costato, in termini di ingaggio, quattro lire. E qualcuno, negli uffici di strada Torrebella, si è subito convinto che la spesa è valsa l’impresa. Dunque, ammesso che due più due, nonostante i tempi cambino, faccia sempre quattro, allo stesso prezzo forse, e sottolineamo forse, si sarebbe potuto evitare il disastro sportivo della scorsa estate. Più esplicitamente, se qualcuno non si fosse impuntato, il rinnovo di Spinesi avrebbe potuto rappresentare l’investimento decisivo per la salvezza.
Ma questo, appunto, è senno di poi. Dionigi è il presente. E una lezione importante per il futuro