18/01/05 - "Ripensare lo stadio San Nicola"
Inviato: mar gen 18, 2005 14:28
(Gazzetta del Mezzogiorno)
«Europei di calcio a parte, lo stadio San Nicola va ripensato per trasformarlo in un esempio di quotidiana funzionalità». L'assessore comunale allo sport, Elio Sannicandro, ha le idee chiare sulla querelle dell'astronave costruita per i mondiali di Italia 90. E pensa a quanto si verifica in Gran Bretagna, Olanda o Germania, dove gli impianti hanno un incredibile corollario di attività complementari e compatibili per arricchire l'evento sportivo. Insomma, così com'è, il San Nicola non va. Costa troppo, è utilizzato poco. In poche parole: va ridimensionato e reso più fruibile. «Un problema - spiega Sannicandro - che l'amministrazione comunale ha già deciso di affrontare, a prescindere dalle manifestazioni da ospitare. Gli interventi sono necessari per ammodernare la struttura, tra le più sicure in Italia. Spero che per gli Europei si ribalti la logica dei Mondiali di 15 anni fa e si parta del recupero dell'esistente, senza costruire altre cattedrali nel deserto». Intanto, da Roma arrivano altre notizie. Nel documento messo a punto dalla presidenza del Consiglio - il governo Berlusconi ha annunciato l'interesse per l'edizione del 2012 - l'impianto del capoluogo pugliese è liquidato in poche righe: «È tra i meno utilizzati d'Italia e ha bisogno di lavori di ristrutturazione». Le scelte per le candidature sono già state fatte? Antonello Valentini, capo ufficio stampa della Figc, lo esclude: «Il documento che sarà presentato all'Uefa entro il 30 gennaio non conterrà l'elenco delle città. I nominativi saranno presentati in un secondo momento, il 23 giugno». C'è, infatti, un'altra scadenza importante. Solo il 26 luglio si conoscerà il numero delle rappresentative nazionali che parteciperanno agli Europei: «L'Uefa deve ancora decidere se portare da 16 a 24 le squadre impegnate nella fase finale». Comunque, le città interessate saranno dodici. E Bari? Per la Figc l'impianto del capoluogo pugliese è considerato di prima fascia: «Naturalmente siamo aperti a suggerimenti delle amministrazioni locali per le eventuali sistemazioni». Porte aperte, dunque, a sinergie istituzionali e non. Prosegue Sannicandro: «Non dobbiamo guardare solo all'intervento pubblico. È ipotizzabile anche un eventuale coinvolgimento dei privati. Magari sul modello di quanto è stato concordato a Torino con le due società di calcio». g. camp.
«Europei di calcio a parte, lo stadio San Nicola va ripensato per trasformarlo in un esempio di quotidiana funzionalità». L'assessore comunale allo sport, Elio Sannicandro, ha le idee chiare sulla querelle dell'astronave costruita per i mondiali di Italia 90. E pensa a quanto si verifica in Gran Bretagna, Olanda o Germania, dove gli impianti hanno un incredibile corollario di attività complementari e compatibili per arricchire l'evento sportivo. Insomma, così com'è, il San Nicola non va. Costa troppo, è utilizzato poco. In poche parole: va ridimensionato e reso più fruibile. «Un problema - spiega Sannicandro - che l'amministrazione comunale ha già deciso di affrontare, a prescindere dalle manifestazioni da ospitare. Gli interventi sono necessari per ammodernare la struttura, tra le più sicure in Italia. Spero che per gli Europei si ribalti la logica dei Mondiali di 15 anni fa e si parta del recupero dell'esistente, senza costruire altre cattedrali nel deserto». Intanto, da Roma arrivano altre notizie. Nel documento messo a punto dalla presidenza del Consiglio - il governo Berlusconi ha annunciato l'interesse per l'edizione del 2012 - l'impianto del capoluogo pugliese è liquidato in poche righe: «È tra i meno utilizzati d'Italia e ha bisogno di lavori di ristrutturazione». Le scelte per le candidature sono già state fatte? Antonello Valentini, capo ufficio stampa della Figc, lo esclude: «Il documento che sarà presentato all'Uefa entro il 30 gennaio non conterrà l'elenco delle città. I nominativi saranno presentati in un secondo momento, il 23 giugno». C'è, infatti, un'altra scadenza importante. Solo il 26 luglio si conoscerà il numero delle rappresentative nazionali che parteciperanno agli Europei: «L'Uefa deve ancora decidere se portare da 16 a 24 le squadre impegnate nella fase finale». Comunque, le città interessate saranno dodici. E Bari? Per la Figc l'impianto del capoluogo pugliese è considerato di prima fascia: «Naturalmente siamo aperti a suggerimenti delle amministrazioni locali per le eventuali sistemazioni». Porte aperte, dunque, a sinergie istituzionali e non. Prosegue Sannicandro: «Non dobbiamo guardare solo all'intervento pubblico. È ipotizzabile anche un eventuale coinvolgimento dei privati. Magari sul modello di quanto è stato concordato a Torino con le due società di calcio». g. camp.