Retrocessione dolosa
Inviato: ven mag 29, 2026 22:12
La retrocessione in serie C è dolosa.
Lo so, lo so. Ad alcuni sembra una argomentazione estrema, iperbolica. Ma la mia è una affermazione tecnica. Non morale.
Iniziamo con qualche esempio.
Mi affaccio alla finestra e vedo un gruppo di ragazzi che fa casino. Per spaventarli prendo una pistola e sparo verso il gruppo. Non so chi siano. Colpisco uno di loro. Non ho idea di chi sia. Non ho sparato volendo ucciderlo e nemmeno volendo ferirlo. Volevo solo che si spaventassero e andassero via. Ma qualunque giudice dirà che ho causato lesioni dolose. Eppure mica volevo fare male a quel tale che manco conosco.
Sto guidando e in macchina ho un po' di erba. Vedo che una pattuglia mette la paletta. Sono preoccupato e svolto veloce e poi accelero per allontanarmi. Dopo il primo isolato c'è un semaforo rosso. Decido di passare lo stesso, ma proprio in quel momento attraversa uno sconosciuto e lo colpisco. Sto parlando di un caso reale (e il caso si è verificato in Piemonte). L'autista (e addirittura anche il passeggero) è stato giudicato colpevole con dolo. Eppure non solo non conosceva quel tale. Ma neanche voleva colpire qualcuno e tanto meno mettere paura ai pedoni.
E ora il caso più famoso e più vicino a noi.
Una brutta notte scoppia un incendio in un capannone industriale. Alla fine vengono condannati per quell'incendio i dirigenti di quella sede e l'amministratore delegato che in quella sede non ci è mai andato. Solo che per i dirigenti viene riconosciuta la colpa ma per l'amministratore delegato viene riconosciuto il dolo. Perché? Perché i dirigenti avevano preso precauzioni, sia chiaro insufficienti. Ma l'amministratore delegato era quello che doveva mettere mano al portafogli per rifare l'impianto antincendio e aveva deciso di non farlo. Quel tale non aveva la minima idea di chi fossero gli operai feriti, non li conosceva e non aveva alcun motivo per volergli male. Eppure è stato riconosciuto il dolo.
Perché, in fin dei conti, ciò che conta è la consapevolezza che una azione, una omissione o un risparmio può provocare delle conseguenze.
Se compi una azione o una omissione o un risparmio, accettando il relativo rischio, e poi il rischio si verifica... allora è dolo.
A maggior ragione se hai avuto tutto il tempo per rendertene conto. E il tuo comportamento è reiterato. E non hai messo in atto alcuna azione per evitare che accadesse il peggio.
Ora, se sei l'amministratore di una società di calcio, per 3 anni di seguito hai risparmiato progressivamente, ogni anno la squadra è stata sulla soglia della retrocessione, e pur avendo possibilità di rimediare a Gennaio, hai pervicacemente perseguito il risparmio accettando il rischio della retrocessione, allora..
E ' D O L O
Lo so, lo so. Ad alcuni sembra una argomentazione estrema, iperbolica. Ma la mia è una affermazione tecnica. Non morale.
Iniziamo con qualche esempio.
Mi affaccio alla finestra e vedo un gruppo di ragazzi che fa casino. Per spaventarli prendo una pistola e sparo verso il gruppo. Non so chi siano. Colpisco uno di loro. Non ho idea di chi sia. Non ho sparato volendo ucciderlo e nemmeno volendo ferirlo. Volevo solo che si spaventassero e andassero via. Ma qualunque giudice dirà che ho causato lesioni dolose. Eppure mica volevo fare male a quel tale che manco conosco.
Sto guidando e in macchina ho un po' di erba. Vedo che una pattuglia mette la paletta. Sono preoccupato e svolto veloce e poi accelero per allontanarmi. Dopo il primo isolato c'è un semaforo rosso. Decido di passare lo stesso, ma proprio in quel momento attraversa uno sconosciuto e lo colpisco. Sto parlando di un caso reale (e il caso si è verificato in Piemonte). L'autista (e addirittura anche il passeggero) è stato giudicato colpevole con dolo. Eppure non solo non conosceva quel tale. Ma neanche voleva colpire qualcuno e tanto meno mettere paura ai pedoni.
E ora il caso più famoso e più vicino a noi.
Una brutta notte scoppia un incendio in un capannone industriale. Alla fine vengono condannati per quell'incendio i dirigenti di quella sede e l'amministratore delegato che in quella sede non ci è mai andato. Solo che per i dirigenti viene riconosciuta la colpa ma per l'amministratore delegato viene riconosciuto il dolo. Perché? Perché i dirigenti avevano preso precauzioni, sia chiaro insufficienti. Ma l'amministratore delegato era quello che doveva mettere mano al portafogli per rifare l'impianto antincendio e aveva deciso di non farlo. Quel tale non aveva la minima idea di chi fossero gli operai feriti, non li conosceva e non aveva alcun motivo per volergli male. Eppure è stato riconosciuto il dolo.
Perché, in fin dei conti, ciò che conta è la consapevolezza che una azione, una omissione o un risparmio può provocare delle conseguenze.
Se compi una azione o una omissione o un risparmio, accettando il relativo rischio, e poi il rischio si verifica... allora è dolo.
A maggior ragione se hai avuto tutto il tempo per rendertene conto. E il tuo comportamento è reiterato. E non hai messo in atto alcuna azione per evitare che accadesse il peggio.
Ora, se sei l'amministratore di una società di calcio, per 3 anni di seguito hai risparmiato progressivamente, ogni anno la squadra è stata sulla soglia della retrocessione, e pur avendo possibilità di rimediare a Gennaio, hai pervicacemente perseguito il risparmio accettando il rischio della retrocessione, allora..
E ' D O L O