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O si fa sul serio, o non si fa

Inviato: ven giu 05, 2026 8:59
da lasuocera
Ottanta anni fa nasceva la nostra Repubblica. Nata dal coraggio di chi aveva scelto la parte difficile, di chi aveva deciso che c'erano cose per le quali valeva la pena rischiare tutto. Uomini e donne che avevano capito una cosa semplice e durissima: che la libertà non si aspetta, si conquista. E che per conquistarla bisogna essere disposti a pagarne il prezzo fino in fondo, senza voltarsi indietro a metà strada.
Ottanta anni dopo, su scala infinitamente più piccola ma con la stessa logica di fondo, Bari si trova davanti a una scelta che assomiglia, nei suoi contorni essenziali, a quella di allora.
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Mettiamo da parte per un momento le lettere, i bandi, le concessioni, il politichese del sindaco e le PEC di De Laurentiis. E parliamoci chiaro.
La Filmauro non venderà il Bari prima del 2028. Non perché non possa. Perché non vuole. È una scelta razionale dal loro punto di vista: aspettare la scadenza naturale della norma sulle multiproprietà, gestire il club al minimo, uscire quando le regole li costringono. Nel frattempo, nessun progetto per tornare in Serie B. Nessuna promessa credibile. Nessuna visione. Solo ordinaria amministrazione di qualcosa che loro stessi considerano — parole del padre, non nostre — una seconda squadra.
Questo significa una cosa sola: se la Filmauro rimane fino al 2028 senza vendere e senza investire, il Bari arriva a quella data in condizioni talmente disastrate che il titolo sportivo potrebbe non valere più niente. E se si riparte, due categorie sotto.
Dunque la domanda è questa, e va posta senza giri di parole: cosa siamo disposti a fare?
Perché qui non si tratta di tifare di più o di meno, di andare allo stadio o di restare a casa per dispetto. Si tratta di decidere se questa tifoseria vuole essere un soggetto attivo nella storia del proprio club, oppure uno sfondo emotivo alle decisioni di altri.
Quei ragazzi del 43 avevano le idee chiare su una cosa fondamentale: intrapresa una strada, non si torna indietro. Non si combatte il lunedì e si tratta il martedì. Non si diserta lo stadio tre giornate e poi si torna perché fa freddo stare fuori. La coerenza non era una virtù morale astratta: era una necessità strategica. Senza coerenza, il messaggio non arriva. E un messaggio che non arriva non cambia niente.
Churchill lo disse in modo brutale e preciso: chi piega la testa senza combattere è destinato a essere schiavo. Vale anche adesso, su scala diversa ma con la stessa logica.
Una tifoseria organizzata, compatta, coerente nel tempo, che rende la Serie C della Filmauro economicamente insostenibile, è la sola leva reale che questa città ha in mano. Non le lettere del sindaco — che possono essere utili ma non bastano. Non i commenti social — che svaniscono il giorno dopo. Non la speranza che qualcuno dall'esterno arrivi a salvare tutto.
Ma attenzione: questa leva funziona solo se la si usa davvero. Uno stadio mezzo vuoto è peggio di uno stadio pieno e peggio di uno stadio completamente vuoto — manda un messaggio confuso, che non spaventa nessuno. O si decide tutti insieme, con una voce sola e una posizione chiara, oppure è meglio non cominciare.
Perché chi comincia e si ferma non ottiene niente. Dà solo alla controparte la conferma che può aspettare.
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C'è qualcuno disposto a convocare quella riunione?
Non sui social. In una sala. Con le persone giuste intorno a un tavolo. Per decidere cosa si vuole, come lo si persegue, e fino a dove si è disposti ad arrivare.
Se quella riunione non si tiene, tutto il resto — le lettere, le analisi, i commenti, la rabbia sacrosanta — rimane quello che Churchill avrebbe chiamato piegarsi la testa.
E sappiamo già come va a finire.

Re: O si fa sul serio, o non si fa

Inviato: ven giu 05, 2026 9:32
da 2 mag 1982 - 32a giornata
Per me è più facile scrivere sono d'accordo che trovare la forza di scrivere qualche riga in più.
Il prezzo da pagare sarà altissimo ma bisogna andare avanti senza mai più voltarsi indietro.
Il destino nelle nostre mani e non in quelle degli altri, tanto la fine sarà la stessa.

Re: O si fa sul serio, o non si fa

Inviato: ven giu 05, 2026 10:37
da Sal
Servirebbe una nuova cordata che acquisti il titolo sportivo da una società di C non in grado di potersi iscrivere alla C per morivi econoici. Non si perderebbe tempo a correre dietro i napoletani e costerebbe molto menoo.

Re: O si fa sul serio, o non si fa

Inviato: ven giu 05, 2026 12:47
da APOL
Adesso o mai più!