Claudia Carbonara ha più bip dei colleghi maschi
Inviato: gio giu 11, 2026 14:57
Il post:
RIPRENDIAMOCI LA BARI
La Famiglia De Laurentiis è proprietaria della SSC Bari, ma non del nostro destino! Non del nostro calcio! Non possiamo permettere che tengano in ostaggio un’intera piazza.
35 milioni per una squadra ufficialmente retrocessa in serie C ha solo un significato: NON VOGLIONO VENDERE!
La Juve Stabia (società di serie B) ha ricapitalizzato per 6 milioni e 900 mila euro e stiamo parlando di un club che ha un parco calciatori sicuramente superiore a quello biancorosso.
Sparare questa cifra vuol dire continuare a umiliare questa piazza.
Perché dobbiamo continuare a subire? Perché dobbiamo stare sotto i loro schiaffi?
LASCIAMOLI SOLI! RINASCIAMO! POSSIAMO FARCELA!
Il mio è un appello rivolto soprattutto ai capi ULTRAS, senza i quali non ci sarebbe la possibilità di creare una sinergia con chi ha voglia e possibilità di far ripartire il calcio a Bari e non mi dite che non c’è nessuno perché non è così.
C’è tempo fino al prossimo 15 luglio per la fusione con un eventuale club che sia i difficoltà e comunque sia c’è tempo per ripartire anche dall’Eccellenza, ma dobbiamo muoverci tutti insieme.
Basta fare la guerra ai De Laurentiis, anche perché sembra ci godano a veder soffrire i tifosi, ignoriamoli.
La SSC Bari non è il Bari. Diventassero Napoli under 23 e andassero a giocare fuori dai confini regionali dove non li vedrebbe nessuno.
Torniamo a casa nostra con un nuovo NOME, con un GALLETTO a rappresentare la nostra terra e con l’orgoglio di non dover dipendere da chi non ha un briciolo di amore nei confronti del bianco e del rosso.
Torniamo allo stadio con le nostre famiglie.
A Taranto sono ripartiti dai campi polverosi, stanno puntando a salire in serie D, ma c’è un orgoglio di appartenenza che da queste parti non c’è più.
TOGLIAMOCI LE CATENE! Passeranno degli anni, magari pochi, ma io non voglio cogliere più negli occhi dei nostri ragazzi gli sguardi colmi di umiliazione visti negli ultimi anni.
Riprendiamoci le chiavi del San Nicola e agiamo.
RIPRENDIAMOCI QUELLO CHE E’ NOSTRO
RIPRENDIAMOCI LA BARI
La Famiglia De Laurentiis è proprietaria della SSC Bari, ma non del nostro destino! Non del nostro calcio! Non possiamo permettere che tengano in ostaggio un’intera piazza.
35 milioni per una squadra ufficialmente retrocessa in serie C ha solo un significato: NON VOGLIONO VENDERE!
La Juve Stabia (società di serie B) ha ricapitalizzato per 6 milioni e 900 mila euro e stiamo parlando di un club che ha un parco calciatori sicuramente superiore a quello biancorosso.
Sparare questa cifra vuol dire continuare a umiliare questa piazza.
Perché dobbiamo continuare a subire? Perché dobbiamo stare sotto i loro schiaffi?
LASCIAMOLI SOLI! RINASCIAMO! POSSIAMO FARCELA!
Il mio è un appello rivolto soprattutto ai capi ULTRAS, senza i quali non ci sarebbe la possibilità di creare una sinergia con chi ha voglia e possibilità di far ripartire il calcio a Bari e non mi dite che non c’è nessuno perché non è così.
C’è tempo fino al prossimo 15 luglio per la fusione con un eventuale club che sia i difficoltà e comunque sia c’è tempo per ripartire anche dall’Eccellenza, ma dobbiamo muoverci tutti insieme.
Basta fare la guerra ai De Laurentiis, anche perché sembra ci godano a veder soffrire i tifosi, ignoriamoli.
La SSC Bari non è il Bari. Diventassero Napoli under 23 e andassero a giocare fuori dai confini regionali dove non li vedrebbe nessuno.
Torniamo a casa nostra con un nuovo NOME, con un GALLETTO a rappresentare la nostra terra e con l’orgoglio di non dover dipendere da chi non ha un briciolo di amore nei confronti del bianco e del rosso.
Torniamo allo stadio con le nostre famiglie.
A Taranto sono ripartiti dai campi polverosi, stanno puntando a salire in serie D, ma c’è un orgoglio di appartenenza che da queste parti non c’è più.
TOGLIAMOCI LE CATENE! Passeranno degli anni, magari pochi, ma io non voglio cogliere più negli occhi dei nostri ragazzi gli sguardi colmi di umiliazione visti negli ultimi anni.
Riprendiamoci le chiavi del San Nicola e agiamo.
RIPRENDIAMOCI QUELLO CHE E’ NOSTRO