Il disegno è completo
Moderatori: sirius, Rosencratz, Pino, Soloesemprebari, divin gallo
Il disegno è completo
Sì. Adesso lo è.
Nei giorni scorsi avevamo i pezzi sul tavolo. La lettera pacata del tifoso. L'embolo del giornalista. Le domande senza risposta sulla società. Il pesce che puzza dalla testa.
Ieri sera, sui muri intorno al San Nicola, è arrivato l'ultimo pezzo.
E il disegno che emerge non è quello che sembra.
Gli striscioni non sono la rabbia. Sono la fine della pazienza.
La rabbia esplode subito. È immediata, viscerale, spesso ingiusta. È quella del tifoso che dopo una sconfitta qualunque sfoga la frustrazione sul giocatore sbagliato, sulla decisione arbitrale, sull'atteggiamento.
Quello che è apparso ieri sera sui muri dello stadio non è rabbia. È sedimentazione.
È il risultato di tre anni di promesse non mantenute, di mercati invernali con giocatori fermi da sei mesi, di sette allenatori, di quaranta giorni di silenzio, di "seconda squadra", di timbratori di cartellino, di un sistema narrativo che ha continuato a dire "bicchiere mezzo pieno" mentre il bicchiere si svuotava.
La rabbia esplode in un momento. La sedimentazione richiede anni per formarsi. E quando arriva — arriva così. Sui muri. Di notte. Con parole che non si possono addolcire.
__________________________________________________________________________________________________________________________
"Senza palle… senza dignità."
"Mercenari."
"Vi romperemo il c*lo."
Tre striscioni. Tre registri diversi. Tre livelli dello stesso crollo.
Il primo è una valutazione morale — manca il coraggio, manca l'orgoglio. Non dice "siete scarsi tecnicamente." Dice che è venuto meno qualcosa di più profondo: l'identità.
Il secondo è una valutazione contrattuale — mercenari. Non giocatori mediocri. Mercenari. Gente che prende lo stipendio senza onorare la maglia. È la risposta popolare, rozza ma precisa, la "retribuzione che compra la presenza fisica, non il fuoco."
Il terzo è minaccia pura — l'ultimo stadio quando le parole hanno esaurito la loro funzione. Non va giustificato. Va capito come sintomo: quando una comunità non si sente ascoltata da nessuno — né dalla società, né dai giocatori, né dalla stampa — alla fine urla. Con qualsiasi parola le rimane in bocca.
_______________________________________________________________________________________________________________________
Abbiamo tentato di costruire questo disegno pezzo per pezzo in questi giorni.
Mantovani e Longo che leggevano onestamente la sconfitta contro il Monza. Il giornalista che esplodeva in diretta e poi faceva i conti con se stesso davanti al microfono. Il tifoso che scriveva a De Laurentiis con la pazienza di chi ha ancora il controllo ma sente che sta finendo. Le domande sul sistema — i giocatori, l'allenatore, la programmazione, il fuoco spento.
E adesso gli striscioni.
Il puzzle è completo perché ogni pezzo rappresenta un livello diverso della stessa comunità che si sveglia — in tempi diversi, con strumenti diversi, con toni diversi — alla stessa consapevolezza:
Il problema non è la partita. Non è il giocatore. Non è l'allenatore. È il sistema.
Il tifoso della lettera lo ha detto con eleganza formale. Il giornalista lo ha detto con l'embolo. I muri del San Nicola lo dicono con vernice spray.
Tre linguaggi. Un solo messaggio.
Cosa succede adesso
Domani si gioca. Il Bari deve vincere — o quasi. La matematica è quella che è.
Ma quello che succede sul campo domani pomeriggio è, per la prima volta in questa storia, quasi secondario rispetto a quello che è già successo intorno al campo.
Perché una retrocessione sportiva si recupera.
Quello che è più difficile da recuperare è la frattura di fiducia tra una comunità e chi la rappresenta. Quella non si chiude con una vittoria. Non si chiude con un comunicato stampa. Non si chiude con un cambio di allenatore.
Si chiude solo con fatti — sistematici, coerenti, verificabili nel tempo — che dimostrino che qualcuno ha capito davvero cosa è successo.
Adesso tocca a chi ha il potere di cambiarlo decidere se ha visto anche lui il disegno.
O se preferisce non guardare.
Nei giorni scorsi avevamo i pezzi sul tavolo. La lettera pacata del tifoso. L'embolo del giornalista. Le domande senza risposta sulla società. Il pesce che puzza dalla testa.
Ieri sera, sui muri intorno al San Nicola, è arrivato l'ultimo pezzo.
E il disegno che emerge non è quello che sembra.
Gli striscioni non sono la rabbia. Sono la fine della pazienza.
La rabbia esplode subito. È immediata, viscerale, spesso ingiusta. È quella del tifoso che dopo una sconfitta qualunque sfoga la frustrazione sul giocatore sbagliato, sulla decisione arbitrale, sull'atteggiamento.
Quello che è apparso ieri sera sui muri dello stadio non è rabbia. È sedimentazione.
È il risultato di tre anni di promesse non mantenute, di mercati invernali con giocatori fermi da sei mesi, di sette allenatori, di quaranta giorni di silenzio, di "seconda squadra", di timbratori di cartellino, di un sistema narrativo che ha continuato a dire "bicchiere mezzo pieno" mentre il bicchiere si svuotava.
La rabbia esplode in un momento. La sedimentazione richiede anni per formarsi. E quando arriva — arriva così. Sui muri. Di notte. Con parole che non si possono addolcire.
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"Senza palle… senza dignità."
"Mercenari."
"Vi romperemo il c*lo."
Tre striscioni. Tre registri diversi. Tre livelli dello stesso crollo.
Il primo è una valutazione morale — manca il coraggio, manca l'orgoglio. Non dice "siete scarsi tecnicamente." Dice che è venuto meno qualcosa di più profondo: l'identità.
Il secondo è una valutazione contrattuale — mercenari. Non giocatori mediocri. Mercenari. Gente che prende lo stipendio senza onorare la maglia. È la risposta popolare, rozza ma precisa, la "retribuzione che compra la presenza fisica, non il fuoco."
Il terzo è minaccia pura — l'ultimo stadio quando le parole hanno esaurito la loro funzione. Non va giustificato. Va capito come sintomo: quando una comunità non si sente ascoltata da nessuno — né dalla società, né dai giocatori, né dalla stampa — alla fine urla. Con qualsiasi parola le rimane in bocca.
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Abbiamo tentato di costruire questo disegno pezzo per pezzo in questi giorni.
Mantovani e Longo che leggevano onestamente la sconfitta contro il Monza. Il giornalista che esplodeva in diretta e poi faceva i conti con se stesso davanti al microfono. Il tifoso che scriveva a De Laurentiis con la pazienza di chi ha ancora il controllo ma sente che sta finendo. Le domande sul sistema — i giocatori, l'allenatore, la programmazione, il fuoco spento.
E adesso gli striscioni.
Il puzzle è completo perché ogni pezzo rappresenta un livello diverso della stessa comunità che si sveglia — in tempi diversi, con strumenti diversi, con toni diversi — alla stessa consapevolezza:
Il problema non è la partita. Non è il giocatore. Non è l'allenatore. È il sistema.
Il tifoso della lettera lo ha detto con eleganza formale. Il giornalista lo ha detto con l'embolo. I muri del San Nicola lo dicono con vernice spray.
Tre linguaggi. Un solo messaggio.
Cosa succede adesso
Domani si gioca. Il Bari deve vincere — o quasi. La matematica è quella che è.
Ma quello che succede sul campo domani pomeriggio è, per la prima volta in questa storia, quasi secondario rispetto a quello che è già successo intorno al campo.
Perché una retrocessione sportiva si recupera.
Quello che è più difficile da recuperare è la frattura di fiducia tra una comunità e chi la rappresenta. Quella non si chiude con una vittoria. Non si chiude con un comunicato stampa. Non si chiude con un cambio di allenatore.
Si chiude solo con fatti — sistematici, coerenti, verificabili nel tempo — che dimostrino che qualcuno ha capito davvero cosa è successo.
Adesso tocca a chi ha il potere di cambiarlo decidere se ha visto anche lui il disegno.
O se preferisce non guardare.
Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Io sto facendo gli incubi per colpa di questi figli di P.! Stanotte ho sognato Bari-Spezia 1-1, Padova-Pescara 0-3. Ok lo Spezia non è l’Entella ma sempre della Liguria è.
Che siate maledetti, tutti! Mi state rovinando le giornate e l’umore. E non può che andare peggio, a meno di miracoli insperati.
Che siate maledetti, tutti! Mi state rovinando le giornate e l’umore. E non può che andare peggio, a meno di miracoli insperati.
IL MARE NEGLI OCCHI , IL SOLE NEL CUORE , BARI A TE GIURO ETERNO AMORE.
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Tutto ampiamente condivisibile. Ma a questo punto, al secondo post in cui ne parli sibillinamemte, dovresti spiegare bene cosa intendi per “ sistema”. Quali sono le sue storture che hanno portato a questa situazione, o quella del calcio in generale , se per sistema intendi quello che governa il calcio o lo sport , al di là del “ mondo “ Bari.lasuocera ha scritto: gio apr 30, 2026 7:23 Sì. Adesso lo è.
Nei giorni scorsi avevamo i pezzi sul tavolo. La lettera pacata del tifoso. L'embolo del giornalista. Le domande senza risposta sulla società. Il pesce che puzza dalla testa.
Ieri sera, sui muri intorno al San Nicola, è arrivato l'ultimo pezzo.
E il disegno che emerge non è quello che sembra.
Gli striscioni non sono la rabbia. Sono la fine della pazienza.
La rabbia esplode subito. È immediata, viscerale, spesso ingiusta. È quella del tifoso che dopo una sconfitta qualunque sfoga la frustrazione sul giocatore sbagliato, sulla decisione arbitrale, sull'atteggiamento.
Quello che è apparso ieri sera sui muri dello stadio non è rabbia. È sedimentazione.
È il risultato di tre anni di promesse non mantenute, di mercati invernali con giocatori fermi da sei mesi, di sette allenatori, di quaranta giorni di silenzio, di "seconda squadra", di timbratori di cartellino, di un sistema narrativo che ha continuato a dire "bicchiere mezzo pieno" mentre il bicchiere si svuotava.
La rabbia esplode in un momento. La sedimentazione richiede anni per formarsi. E quando arriva — arriva così. Sui muri. Di notte. Con parole che non si possono addolcire.
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"Senza palle… senza dignità."
"Mercenari."
"Vi romperemo il c*lo."
Tre striscioni. Tre registri diversi. Tre livelli dello stesso crollo.
Il primo è una valutazione morale — manca il coraggio, manca l'orgoglio. Non dice "siete scarsi tecnicamente." Dice che è venuto meno qualcosa di più profondo: l'identità.
Il secondo è una valutazione contrattuale — mercenari. Non giocatori mediocri. Mercenari. Gente che prende lo stipendio senza onorare la maglia. È la risposta popolare, rozza ma precisa, la "retribuzione che compra la presenza fisica, non il fuoco."
Il terzo è minaccia pura — l'ultimo stadio quando le parole hanno esaurito la loro funzione. Non va giustificato. Va capito come sintomo: quando una comunità non si sente ascoltata da nessuno — né dalla società, né dai giocatori, né dalla stampa — alla fine urla. Con qualsiasi parola le rimane in bocca.
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Abbiamo tentato di costruire questo disegno pezzo per pezzo in questi giorni.
Mantovani e Longo che leggevano onestamente la sconfitta contro il Monza. Il giornalista che esplodeva in diretta e poi faceva i conti con se stesso davanti al microfono. Il tifoso che scriveva a De Laurentiis con la pazienza di chi ha ancora il controllo ma sente che sta finendo. Le domande sul sistema — i giocatori, l'allenatore, la programmazione, il fuoco spento.
E adesso gli striscioni.
Il puzzle è completo perché ogni pezzo rappresenta un livello diverso della stessa comunità che si sveglia — in tempi diversi, con strumenti diversi, con toni diversi — alla stessa consapevolezza:
Il problema non è la partita. Non è il giocatore. Non è l'allenatore. È il sistema.
Il tifoso della lettera lo ha detto con eleganza formale. Il giornalista lo ha detto con l'embolo. I muri del San Nicola lo dicono con vernice spray.
Tre linguaggi. Un solo messaggio.
Cosa succede adesso
Domani si gioca. Il Bari deve vincere — o quasi. La matematica è quella che è.
Ma quello che succede sul campo domani pomeriggio è, per la prima volta in questa storia, quasi secondario rispetto a quello che è già successo intorno al campo.
Perché una retrocessione sportiva si recupera.
Quello che è più difficile da recuperare è la frattura di fiducia tra una comunità e chi la rappresenta. Quella non si chiude con una vittoria. Non si chiude con un comunicato stampa. Non si chiude con un cambio di allenatore.
Si chiude solo con fatti — sistematici, coerenti, verificabili nel tempo — che dimostrino che qualcuno ha capito davvero cosa è successo.
Adesso tocca a chi ha il potere di cambiarlo decidere se ha visto anche lui il disegno.
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Il peggiore degli incubi è l estinzione del genere femminile oppure le defaianz dei gioielli di famiglia.Alecuc ha scritto: gio apr 30, 2026 7:41 Io sto facendo gli incubi per colpa di questi figli di P.! Stanotte ho sognato Bari-Spezia 1-1, Padova-Pescara 0-3. Ok lo Spezia non è l’Entella ma sempre della Liguria è.
Che siate maledetti, tutti! Mi state rovinando le giornate e l’umore. E non può che andare peggio, a meno di miracoli insperati.
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Grandeeee!!!!peronitrequarti ha scritto: gio apr 30, 2026 8:02Il peggiore degli incubi è l estinzione del genere femminile oppure le defaianz dei gioielli di famiglia.Alecuc ha scritto: gio apr 30, 2026 7:41 Io sto facendo gli incubi per colpa di questi figli di P.! Stanotte ho sognato Bari-Spezia 1-1, Padova-Pescara 0-3. Ok lo Spezia non è l’Entella ma sempre della Liguria è.
Che siate maledetti, tutti! Mi state rovinando le giornate e l’umore. E non può che andare peggio, a meno di miracoli insperati.
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
La cosa che mi fa più rabbia è che dopo 34 anni di tifo sfegatato e amore incondizionato, anche se dovessimo rimanere in serie B comincia a non fregarmene più. quest'anno per la prima volta non mi sono abbonato e in TV avrò visto meno di 10 partite. mi sto disinnamorando, e i miei figli pure. certo, mi fa piacere se resta in B, ma se va in C me ne farò una ragione, e ci metterò poco. è una sconfitta enorme. per me, per voi, per la società, per il calcio intero e per le future generazioni, pensando ai miei figli.
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Manca ogni riferimento alla famiglia Delaurentis a ulteriore dimostrazione della loro complicità!
Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Sempre post brevi e coincisi lasuocera...
"Sappiate amare la Bari. Sappiatela custodire e guardatela sempre con occhi innamorati. Ve lo scrive il vostro primo portiere, io" (Floriano Ludwig).
Bari, 16 Gennaio 1908
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
non c'è nulla di sbagliato se vogliamo, ma far passare per propri dei messaggi scritti dall'intelligenza artificiale non è del tutto corretto
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Argomenta u fràTorneremo_ ha scritto: gio apr 30, 2026 9:15sì però per onestà intellettuale l'utente dovrebbe chiarire che si tratta di stralci di conversazioni copiate e incollate da intelligenza artificiale - osservando lo stile adottato, direi chat gpt.
non c'è nulla di sbagliato se vogliamo, ma far passare per propri dei messaggi scritti dall'intelligenza artificiale non è del tutto corretto
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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Tutti gli striscioni tirano in ballo solo ed esclusivamente i giocatori, evidentemente chi li ha ideati ed esposti è sodale della società e la tiene accuratamente fuori dalla contestazione.
Ci lamentiamo di Longo che si lamenta pubblicamente della qualità della rosa e minacciamo i giocatori prima di un incontro fondamentale per la salvezza, certamente il modo migliore per motivarli.
Anche in C ma con Gigì.
Ci lamentiamo di Longo che si lamenta pubblicamente della qualità della rosa e minacciamo i giocatori prima di un incontro fondamentale per la salvezza, certamente il modo migliore per motivarli.
Anche in C ma con Gigì.
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- Località: sul Vargalone nel porto di S.Spirito
Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Pò discn a Sportivo Biancorosso (che saluto)
Re: IL DISEGNO E' COMPLETO
Per fortuna ho ancora la capacità di distinguere e separare il Bari dalle cose più importanti. Visto che si parla del Bari su questo forum , tutto ciò che uno dice è riferito ad esso. Se poi vogliamo parlare di figa, piccioni e nzivose nulla lo vieta ma mi sembra sprecato parlarne su un posto dove si fa solo malsangh.peronitrequarti ha scritto: gio apr 30, 2026 8:02Il peggiore degli incubi è l estinzione del genere femminile oppure le defaianz dei gioielli di famiglia.Alecuc ha scritto: gio apr 30, 2026 7:41 Io sto facendo gli incubi per colpa di questi figli di P.! Stanotte ho sognato Bari-Spezia 1-1, Padova-Pescara 0-3. Ok lo Spezia non è l’Entella ma sempre della Liguria è.
Che siate maledetti, tutti! Mi state rovinando le giornate e l’umore. E non può che andare peggio, a meno di miracoli insperati.
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IL MARE NEGLI OCCHI , IL SOLE NEL CUORE , BARI A TE GIURO ETERNO AMORE.
