(Gazzetta del Mezzogiorno)
Dall'altra parte ci sarà l'attacco più prolifico della B. Dall'altra parte ci sarà la coppia gol più «ricercata» dei cadetti. Dall'altra parte ci sarà Gionatha Spinesi. Doudou Diaw non si scompone. Il senegalese ascolta, prende nota. Per una difesa, quella biancorossa, che a Catania ha dato la sensazione di aver puntellato prestazioni e rendimento, all'orizzonte c'è già una controprova con i fiocchi: «Ma perché Torino e Genoa accusano qualcosa in meno della formazione toscana? Anche i piemontesi ed i liguri dispongono di gente fortissima. Credo che ogni partita sia un banco di prova, sempre. Eppoi...» Un attimo in pausa, tipo quando sul cellulare si resta in attesa. Sotto sotto c'è qualcosa, che il difensore tira fuori lentamente: «Spinesi? Bravo, un attaccante che qui a Bari ha segnato molto... Ma credo che Ferrante, quello del Catania, di reti in carriera ne abbia realizzate di più. Allora Spinesi sarà trattato allo stesso modo degli altri, è un giocatore come un altro. Merita rispetto, questo sì». La sfida è lanciata, anche perché andrà a finire che l'ex bomber barese incrocerà molto spesso la strada del difensore senegalese, che dopo il «periodo di adattamento» sulla fascia destra, è tornato nel suo habitat naturale, in mezzo all'area di rigore. Restituito al proprio ruolo, il senegalese si è espresso su livelli apprezzabili, regalando al reparto una diversa dinamicità. «La storia sul mio ruolo è una storia vecchia, a me preme soltanto giocare bene. Però approfitto per chiarire un paio di cose. Innanzitutto è stata la prima volta che ho giocato sull'esterno della difesa e nonostante le critiche che ho ricevuto, penso di aver disputato buone partite sotto l'aspetto tattico. Certo, di errori ne ho commessi. Ho sbagliato stop, passaggi, ma chi non ne fa? Se può sbagliare Cafù, figuriamoci il sottoscritto. Ho sempre accettato le critiche, e qui ne ho subite parecchie. Quelle obiettive mi sono servite per crescere, davanti alle altre ho chiuso gli occhi, tappato le orecchie e tirato per la mia strada». La «prima» con Sibilano ha superato l'esame: «Lorenzo è un "animale" dell'area di rigore, così come si usa dire in gergo calcistico. Ci conosciamo bene, mi sono sentito subito a mio agio. Siamo forti fisicamente, logico che sui palloni alti ce la caviamo discretamente. In Sicilia non mi pare che ci siano state grandi disattenzioni. Ma io non ho problemi ad adattarmi. Negli anni passati ho giocato al fianco di Ingrosso, De Rosa, Neqrouz». Granata, come il Livorno; toscana, come il Livorno. L'Arezzo riconduce Doudou alla prima e unica volta da bomber. Si giocava di domenica, al San Nicola il lanciatissimo Livorno di Mazzarri poi finito in serie A. E in mischia spunta la testa di Doudou, battesimo del gol in biancorosso: «Avere di fronte una squadra toscana, allora, mi porta bene. Chissà che non mi riesca il bis. Il mio mestiere, ad ogni modo, è quello di non far segnare gli attaccanti avversari. A me, in fin dei conti, basterebbe quello». E non sarebbe male davvero, vista la pericolosità quasi spontanea delle punte aretine. Al resto, dovrà pensarci un Bari che a Catania ha fatto registrare piccoli passi avanti, progressi che andranno subito riconfermati: «Noi abbiamo bisogno di continuità nei risultati - dice Doudou - e dopo la vittoria di Catania c'è la necessità di centrare un altro colpo grosso. A questo Bari servono i tre punti e basta, il risultato di parità può essere preso solo come una piccola alternativa. Siamo consapevoli della forza e delle potenzialità dell'Arezzo, ma se vogliamo dare una sterzata alla nostra stagione non possiamo più rinviare l'appuntamento con la prima vittoria interna. E' un po' troppo tempo che i nostri tifosi aspettano...»
04/11/04 - Doudou prepara la sfida a Spinesi
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