10/11/04 - Carboni: "Bari, pedala"

Le ultime news, prese da fonti ufficiali quali siti (non blog) giornali o tv riguardanti il Bari e tutto sul calciomercato: acquisti, cessioni, o semplici interessamenti. Il formato di un nuovo argomento deve essere del tipo GG/MM/AA - TITOLO.

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10/11/04 - Carboni: "Bari, pedala"

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(Gazzetta del Mezzogiorno)

Il peso specifico del risultato e la consapevolezza di non aver entusiasmato. La prima vittoria interna del campionato non distoglie Guido Carboni dai problemi che attanagliano il Bari. La disamina del tecnico toscano a due giorni dalla partita, è serenamente obiettiva. Da una parte appoggia il «raccolto», dall'altra non nasconde la necessità di migliorare sotto l'aspetto della qualità del gioco. «Una iniezione di fiducia - dice il tecnico -, ma siamo ancora in salita. Bisogna pedalare. L'esigenza, oggi, è quella di giocare come una squadra che deve tirarsi fuori dalla zona bassa della classifica. Il Bari in questo momento, con questa classifica, con questa situazione anche psicologica, non può reggere due punte, due tornanti e tutto il resto. Purtroppo su di noi pesa il fatto di dover fare risultato a tutti i costi. E allora si deve andare avanti con il passo della formica. È un campionato equilibrato, nel giro di tre o quattro punti siamo tutte lì. Il nostro inizio di stagione non è stato buono, e soprattutto in casa non abbiamo concretizzato partite giocate meglio rispetto a quella con l'Arezzo». Già, contro i toscani... «Non saremo stati trascendentali, ma abbiamo gettato in campo forza e umiltà di fronte ad un organico importante». Un Bari attivo nella propria trequarti, ma poco presente in fase offensiva, troppo prudente. «Quando saremo più tranquilli, meno contratti, ci sarà anche più voglia di proporsi di più. So che possiamo fare di più, ma adesso mi devo accontentare. Il Bari si è ritrovato ultimo in classifica anche giocando un calcio discreto, psicologicamente non è stato semplice. Ecco perché cerchiamo di ottenere il massimo anche con prestazioni come quella di domenica. È vero, siamo stati fortunati. Al contrario di altre circostanze». Dopo Catania lei aveva chiesto conferme. «Da una prestazione buona come quella in Sicilia, siamo passati ad un primo tempo sufficiente. Nella ripresa, poi, ecco venir fuori la paura. Nei primi 20' l'Arezzo ci ha messo al muro. Non ci siamo disuniti, pure se siamo stati poco propositivi nella metà campo avversaria. Il timore di beccare gol, di perdere nuovamente. Alla fine loro sono calati, abbiamo rischiato un tantino dal punto di vista tattico e la fortuna ci ha dato una mano». La Vista ha forse regalato quella velocità che era mancata. Beppe (Pagana, ndr) era in difficoltà su quel campo pesante. Da Giorgio, comunque, mi aspetto molto di più. Ma sono contento di Lipatin: dopo quattro tribune di fila, mi ha dato una bella risposta sul campo». Sei punti in due giornate, cosa rappresentano? «Direi una minestrina a Catania, uno spaghetto in bianco contro l'Arezzo. Presto arriverà il filetto. Mettiamola così». All'orizzonte un ciclo più abbordabile: a Trieste, poi la Salernitana, a Treviso e infine il Venezia. «Non sono d'accordo. La Triestina, ad esempio, è uno scoglio non semplice. Attaccanti di lusso, come Moscardelli, Godeas e Rigoni». Da due partite, il Bari ha giocato con una difesa a tre. Scelta definitiva? «È un'opzione che in questo momento sto adoperando perché mi consente di schierare così il centrocampo. Ho sempre schierato quattro difensori, ora siamo un po' più coperti grazie al grande lavoro dei due esterni». NOTIZIARIO - Lavoro a parte per Bellavista, alle prese con un leggero affaticamento. In permesso Sibilano. Oggi doppia seduta.
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