22/11/04 - Il Bari è di nuovo sul fondo
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22/11/04 - Il Bari è di nuovo sul fondo
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Crollo inatteso finchè si vuole. Ma questo Bari che somiglia tanto ad un'incompiuta è capace anche di raggiungere i picchi dell'autolesionismo. Regalare su un piatto d'argento tre punti ad una diretta concorrente per la salvezza, al termine di una prova sconcertante, è uno di quei clamorosi autogol che lasciano il segno. Una squadra senz'anima e in preda alla confusione. La Salernitana, meglio organizzata e più determinata, ha saccheggiato la retroguardia biancorossa dove il solo Gillet è riuscito a tenere a galla la baracca e ad evitare che il passivo fosse più pesante. Evidentemente i giocatori del Bari non hanno, oltre allo spessore tecnico, la personalità e il carattere per garantire un rendimento costante. Una partita nata male, con le avvisaglie di un naufragio prim'ancora tattico del risultato maturato sull'erba del "San Nicola". Quando il Bari gioca in casa e deve organizzare il gioco le difficoltà aumentano. Ma ieri anche Carboni ha escogitato una delle sue alchimie che lasciano perplessi. Il "fattore sorpresa" ha colpito ancora. Tutti erano convinti che contro la Salernitana avrebbero giocato due attaccanti (Luigi Anaclerio e Santoruvo). Invece il tecnico biancorosso ha cambiato nuovamente idea. Una sola punta ed un centrocampo così folto che alla fine non ci ha capito più niente, prestando il fianco agli avversari. Il guazzabuglio nella zona nevralgica del campo ha mandato in tilt gli stessi interpreti di un meccanismo troppo improvvisato (la mossa di inserire La Vista e Carrus a ridosso di Luigi Anaclerio non ha dato i frutti sperati). Il Bari si è pian, piano sfaldato, anche perché la Salernitana ha rubato spazio e tempo, avanzando con insospettabile personalità il baricentro del proprio gioco. Di fronte all'evidenza degli errori, compresi quelli di Carboni che poi ha cercato di salvare il salvabile schierando tre attaccanti, non c'è stato quasi nulla da fare. La Salernitana ha meritato la vittoria, mentre il Bari ha dimostrato ancora una volta, specie nelle gare interne, di essere disarticolato e improduttivo. Fanno in un certo senso riflettere alcune dichiarazioni di Carboni che nel dopopartita ha detto testualmente: "a volte questa squadra non la capisco nemmeno io". E meno male che quotidianamente è a stretto contatto con i giocatori. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Probabilmente l'organico del Bari non è all'altezza della serie B, come pure non è concepibile che Carboni continui a stravolgere l'assetto tattico della squadra, rinunciando sistematicamente a giocare con due attaccanti. Se non si segna, non si va da nessuna parte
Crollo inatteso finchè si vuole. Ma questo Bari che somiglia tanto ad un'incompiuta è capace anche di raggiungere i picchi dell'autolesionismo. Regalare su un piatto d'argento tre punti ad una diretta concorrente per la salvezza, al termine di una prova sconcertante, è uno di quei clamorosi autogol che lasciano il segno. Una squadra senz'anima e in preda alla confusione. La Salernitana, meglio organizzata e più determinata, ha saccheggiato la retroguardia biancorossa dove il solo Gillet è riuscito a tenere a galla la baracca e ad evitare che il passivo fosse più pesante. Evidentemente i giocatori del Bari non hanno, oltre allo spessore tecnico, la personalità e il carattere per garantire un rendimento costante. Una partita nata male, con le avvisaglie di un naufragio prim'ancora tattico del risultato maturato sull'erba del "San Nicola". Quando il Bari gioca in casa e deve organizzare il gioco le difficoltà aumentano. Ma ieri anche Carboni ha escogitato una delle sue alchimie che lasciano perplessi. Il "fattore sorpresa" ha colpito ancora. Tutti erano convinti che contro la Salernitana avrebbero giocato due attaccanti (Luigi Anaclerio e Santoruvo). Invece il tecnico biancorosso ha cambiato nuovamente idea. Una sola punta ed un centrocampo così folto che alla fine non ci ha capito più niente, prestando il fianco agli avversari. Il guazzabuglio nella zona nevralgica del campo ha mandato in tilt gli stessi interpreti di un meccanismo troppo improvvisato (la mossa di inserire La Vista e Carrus a ridosso di Luigi Anaclerio non ha dato i frutti sperati). Il Bari si è pian, piano sfaldato, anche perché la Salernitana ha rubato spazio e tempo, avanzando con insospettabile personalità il baricentro del proprio gioco. Di fronte all'evidenza degli errori, compresi quelli di Carboni che poi ha cercato di salvare il salvabile schierando tre attaccanti, non c'è stato quasi nulla da fare. La Salernitana ha meritato la vittoria, mentre il Bari ha dimostrato ancora una volta, specie nelle gare interne, di essere disarticolato e improduttivo. Fanno in un certo senso riflettere alcune dichiarazioni di Carboni che nel dopopartita ha detto testualmente: "a volte questa squadra non la capisco nemmeno io". E meno male che quotidianamente è a stretto contatto con i giocatori. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Probabilmente l'organico del Bari non è all'altezza della serie B, come pure non è concepibile che Carboni continui a stravolgere l'assetto tattico della squadra, rinunciando sistematicamente a giocare con due attaccanti. Se non si segna, non si va da nessuna parte
Sinceramente un allenatore che ti viene a dire che dobbiamo limitare i danni fino a Gennaio è da prendere a cacciarlo a calci nel culo, perchè lui, penso, ha voluto questi giocatori affidandosi ad un Santoruvo tutto chiacchere, perchè in campo fa bene solo quello, e pochi fatti, anzi, zero, lui ha voluto Bianconi e addirittura schierato insieme a Sibilano credendo di stare a giocare in C1, con calciatori di valore, secondo lui, sufficiente, con tutte le conseguenze che tutti noi conosciamo.
ANCHE IL MIO GATTO E' DUBBIOSO...E' UN CERTO-SI-NO!!!
ALBERT EINSTEIN: DUE COSE SONO INFINITE: L'UNIVERSO E LA STUPIDITA' DELLA MENTE UMANA, SOLO CHE SULLA PRIMA HO DEI DUBBI!!!
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