di Daniele Baldini
Comincia la settimana di Bari-Lazio, con i biancocelesti saldamente in testa alla classifica. Eugenio Fascetti, grande condottiero delle due formazioni, analizza sia l’andamento del campionato, che la sfida del ”San Nicola” in programma domenica sera.
Bari e Lazio: a quale squadra è rimasto più legato?
«A Bari ho vissuto sei stagioni importanti, che hanno lasciato un segno profondo. Ma nella Lazio ho trascorso i momenti più belli e significativi della carriera».
Cosa ha lasciato a Bari e cosa nella Lazio?
«In Puglia una bella società e tanti buoni ricordi, a Roma il cuore perché sono rimasto tifoso laziale. E credo che pure i sostenitori biancocelesti nutrano simpatia nei miei confronti per quello che sono riuscito a fare in momenti molto difficili».
Si aspettava di vedere la Lazio in testa alla classifica?
«Al primo posto forse no. Ma nelle prime posizioni decisamente sì, perché l’organico è molto buono».
Cosa le piace maggiormente nella formazione di Reja?
«Sicuramente il centrocampo, che può contare su calciatori dai piedi buoni. Hernanes, Ledesma, Matuzalem, Mauri: cominciano a essere diversi e riescono a far sentire il peso della loro classe. Finalmente una squadra che pensa più a giocare, che a distruggere. Basta con quelli che corrono, che raddoppiano, che devono solo recuperare palloni e spezzare la manovra. Per vincere occorre gente in grado di effettuare passaggi precisi e costruire azioni pericolose, elementi di classe che, quando hanno la palla tra i piedi, la restituiscono in maniera precisa».
Dove potranno arrivare i biancocelesti?
«Non vinceranno lo scudetto, ma saranno protagonisti di una bella stagione. Nel gruppo c’è qualità e può ancora migliorare. Eppoi, in un campionato ancora senza padroni, la Lazio potrebbe rappresentare la bella sorpresa».
Come giudica Edy Reja?
«Ha dimostrato di non essere bollito, come qualcuno sosteneva. E’ un allenatore della vecchia guardia, di quelli che hanno fatto tanta gavetta prima di approdare al grande calcio. Non è un fenomeno, ma sta portando avanti un buon lavoro e con risultati interessanti. E’ arrivato alla Lazio in un momento drammatico e l’ha risollevata. Giusto confermarlo e ora tutti possono godersi questa soddisfazione, grazie al primato assolutamente meritato».
Scudetto ancora all’Inter?
«Resta la più forte e con un organico completo. Però avrà maggiori difficoltà rispetto al passato, soprattutto ora che Milito non segna ogni partita e con il Milan che si è rinforzato».
Sorpreso dall’avvio deludente della Roma?
«La vedo in confusione e fuori forma, come testimonia il fatto che soffre quasi sempre nella ripresa. Incredibile come, solo qualche mese dopo, un gruppo forte non riesca a ripetere gli stessi risultati. Ma forse c’è qualcosa nello spogliatoio che è cambiato».
Quali sono i giovani più interessanti del torneo?
«Un nome su tutti: Pastore. Davvero un calciatore dalle qualità straordinarie e non capisco come mai sia sfuggito a tante società importanti, anche a livello europeo. Il Palermo ha svolto davvero un lavoro notevole perché aveva Cavani e Kjaer e, oltre a Pastore, ha ancora Hernandez e Ilicic. Significa che i dirigenti rosanero sono bravi».
Passiamo a Bari-Lazio, il suo derby del cuore.
«Partita delicata per entrambe le squadre. Il Bari, al ”San Nicola”, ha sconfitto la Juventus e questo lascia capire il valore della formazione del bravo Ventura. La Lazio, però, attraversa un gran momento e potrà giocare senza troppe pressioni. Vedo una sfida aperta: se devo essere sincero tiferò per la Lazio».
Fascetti, come passa adesso le domeniche?
«Niente stadio, il calcio lo guardo in tv».
Fino a qualche tempo era commentatore televisivo.
«Mi hanno fatto fuori...».
Fonte: Il Messaggero
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