dareios ha scritto:scusate, Rio e Cianuro, ma invece di Odifreddi, se non lo avete già fatto, perché non leggere direttamente il de rerum natura di Lucrezio, magari associato a quel che resta di Epicuro? Basterebbe la famosa citazione tantum religio potuit suadere malorum a dimostrare cosa sia la religione con tutti i suoi disastri. Restando in tema di polemica vs "i seguaci di un certo Chrestos" (Svetonio) l'altro giorno in tv hanno fatto vedere Agorà, film tratto dalla storia di Ipazia, di cui esiste ampia letteratura (ottimo il libro di Silvia Ronchey).
Se posso, aggiungo una mia (ri)lettura costante: Gli dei in esilio di H. Heine.
Su Montanelli posso solo dire che di sicuro non mi basta la garanzia del guru di servizio pubblico per farmelo digerire, per me rimane un mediocre scrittore che si affanna a forzare i dati storici secondo la sua ideologia anticomunista. Terrificante.
Io di Montanelli e su Montanelli avevo scritto altro. Detto questo io considero Marco Travaglio da tanti punti di vista e in, quasi, tutti è molto meno grande di Indro Montanelli. Infine io consiglio a tutti quanti parlano ancora bene dell'ideologia comunista di farsi un bel viaggetto in quelli che erano gli ex paesi del blocco sovietico, tanto per avere anche un po' di pratica assieme alla teoria.
P.S. Ci aggiungo un libro immenso sugli States…
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio. Indro Montanelli
Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. Enrico Berlinguer
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio. Indro Montanelli
Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. Enrico Berlinguer
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio. Indro Montanelli
Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. Enrico Berlinguer
LETTERA ALLA FUTURA GENERAZIONE DI DIRIGENTI DEL PARTITO
Lascio la vita.
Chino la testa non di fronte alla scure proletaria, che dev' essere implacabile ma morale. Sento la mia completa impotenza di fronte alla macchina infernale che con l' aiuto, probabilmente, di sistemi medioevali, ha acquistato una forza titanica, produce calunnia organizzata, agisce senza esitazioni, con sicurezza. Dzerginskij non c' è più.
E' scomparsa pian piano ogni traccia delle straordinarie tradizioni della Ceka, quando l' ideale della rivoluzione giudicava ogni sua azione, giustificava la crudeltà verso il nemico, custodiva lo Stato dal pericolo di qualunque controrivoluzione. Per questo gli organi della Ceka avevano meritato speciale fiducia, speciali onori, autorità e rispetto.... Quante volte Larina ha ripetuto queste parole. E mentre parla e registri le sue parole, chissà perché, ti prende la paura che il nastro si possa spaccare.
Possono fare tutto ...Possono ridurre in polvere qualunque membro del Comitato Centrale, qualunque membro del Partito..., possono trasformarlo in un traditore, un terrorista, un sabotatore, una spia. E se a Stalin in persona dovesse sorgere un dubbio su se stesso, la conferma di questo dubbio gli verrebbe fornita immediatamente. Nubi di tempesta incombono sul Partito.
La mia sola testa colpevole di nulla si porterà dietro altre migliaia di innocenti. Perché sarà necessario inventare un' organizzazione, l'organizzazione di Bucharin, che in realtà non esiste non solo adesso quando da ormai quasi sette anni tra me e la linea del partito non c'è più nemmeno l' ombra della divergenza ma non è esistita neppure allora, negli anni dell' opposizione di destra.
Delle organizzazioni segrete di Rjutin, di Uglanov io non ho mai saputo nulla. I miei punti di vista li ho sempre esposti apertamente, assieme a Rykov e a Tomskij.
Sono membro del Partito da quando avevo diciotto anni e il fine ultimo della mia vita è sempre stato la lotta per gli interessi della classe operaia, per la vittoria del socialismo. Il giornale che porta il nome sacro della Verità (nel testo russo Pravda) pubblica in questi giorni la più infame delle menzogne, scrive che io, Nikolaj Bucharin, avrei voluto distruggere le conquiste dell' ottobre, restaurare il capitalismo.
E' un' insolenza inaudita, è una menzogna che per la sua sfrontatezza, per la sua assoluta irresponsabilità di fronte al popolo potrebbe essere paragonata soltanto ad un' affermazione come questa: Si è scoperto che Nikolaj Romanov (l' ultimo zar della Russia, fino alla rivoluzione del febbraio 1917, ndt) ha dedicato tutta la sua esistenza alla lotta contro il capitalismo e la monarchia, alla lotta per la realizzazione della rivoluzione proletaria'.
Se ho fatto degli errori nei metodi usati per l'edificazione del socialismo, che i posteri non mi giudichino più severamente di quanto non abbia fatto Vladimir Ilic. Noi eravamo i primi a dirigerci verso il comune obiettivo, e la strada non era ancora battuta. Erano altri tempi, era un' altra morale. Sulla Pravda si pubblicava allora il Foglio della discussione', in cui tutti discutevano, cercavano le vie praticabili, litigavano, si rappacificavano e proseguivano il cammino, insieme.
Alla futura generazione Mi rivolgo a voi, futura generazione dei dirigenti del Partito sulla cui missione storica ricade il dovere di districare il mostruoso groviglio di delitti che in questi terribili giorni si vanno facendo sempre più giganteschi, divampano come una fiamma e soffocano il Partito. Mi rivolgo a tutti i membri del Partito. In questi giorni, che forse sono gli ultimi della mia vita, io sono certo che il filtro della storia laverà prima o poi, inevitabilmente, il fango dalla mia testa.
Io non sono mai stato un traditore. Avrei dato senza esitazione la mia vita in cambio di quella di Lenin. Amavo Kirov e non ho mai organizzato nulla contro Stalin...
Sappiate, compagni, che su quella bandiera che voi porterete attraverso la vostra marcia vittoriosa verso il comunismo, c' è anche una goccia del mio sangue.
Firmato: N. Bucharin
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio. Indro Montanelli
Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. Enrico Berlinguer
CIANURO ha scritto:LETTERA ALLA FUTURA GENERAZIONE DI DIRIGENTI DEL PARTITO
Lascio la vita.
Chino la testa non di fronte alla scure proletaria, che dev' essere implacabile ma morale. Sento la mia completa impotenza di fronte alla macchina infernale che con l' aiuto, probabilmente, di sistemi medioevali, ha acquistato una forza titanica, produce calunnia organizzata, agisce senza esitazioni, con sicurezza. Dzerginskij non c' è più.
E' scomparsa pian piano ogni traccia delle straordinarie tradizioni della Ceka, quando l' ideale della rivoluzione giudicava ogni sua azione, giustificava la crudeltà verso il nemico, custodiva lo Stato dal pericolo di qualunque controrivoluzione. Per questo gli organi della Ceka avevano meritato speciale fiducia, speciali onori, autorità e rispetto.... Quante volte Larina ha ripetuto queste parole. E mentre parla e registri le sue parole, chissà perché, ti prende la paura che il nastro si possa spaccare.
Possono fare tutto ...Possono ridurre in polvere qualunque membro del Comitato Centrale, qualunque membro del Partito..., possono trasformarlo in un traditore, un terrorista, un sabotatore, una spia. E se a Stalin in persona dovesse sorgere un dubbio su se stesso, la conferma di questo dubbio gli verrebbe fornita immediatamente. Nubi di tempesta incombono sul Partito.
La mia sola testa colpevole di nulla si porterà dietro altre migliaia di innocenti. Perché sarà necessario inventare un' organizzazione, l'organizzazione di Bucharin, che in realtà non esiste non solo adesso quando da ormai quasi sette anni tra me e la linea del partito non c'è più nemmeno l' ombra della divergenza ma non è esistita neppure allora, negli anni dell' opposizione di destra.
Delle organizzazioni segrete di Rjutin, di Uglanov io non ho mai saputo nulla. I miei punti di vista li ho sempre esposti apertamente, assieme a Rykov e a Tomskij.
Sono membro del Partito da quando avevo diciotto anni e il fine ultimo della mia vita è sempre stato la lotta per gli interessi della classe operaia, per la vittoria del socialismo. Il giornale che porta il nome sacro della Verità (nel testo russo Pravda) pubblica in questi giorni la più infame delle menzogne, scrive che io, Nikolaj Bucharin, avrei voluto distruggere le conquiste dell' ottobre, restaurare il capitalismo.
E' un' insolenza inaudita, è una menzogna che per la sua sfrontatezza, per la sua assoluta irresponsabilità di fronte al popolo potrebbe essere paragonata soltanto ad un' affermazione come questa: Si è scoperto che Nikolaj Romanov (l' ultimo zar della Russia, fino alla rivoluzione del febbraio 1917, ndt) ha dedicato tutta la sua esistenza alla lotta contro il capitalismo e la monarchia, alla lotta per la realizzazione della rivoluzione proletaria'.
Se ho fatto degli errori nei metodi usati per l'edificazione del socialismo, che i posteri non mi giudichino più severamente di quanto non abbia fatto Vladimir Ilic. Noi eravamo i primi a dirigerci verso il comune obiettivo, e la strada non era ancora battuta. Erano altri tempi, era un' altra morale. Sulla Pravda si pubblicava allora il Foglio della discussione', in cui tutti discutevano, cercavano le vie praticabili, litigavano, si rappacificavano e proseguivano il cammino, insieme.
Alla futura generazione Mi rivolgo a voi, futura generazione dei dirigenti del Partito sulla cui missione storica ricade il dovere di districare il mostruoso groviglio di delitti che in questi terribili giorni si vanno facendo sempre più giganteschi, divampano come una fiamma e soffocano il Partito. Mi rivolgo a tutti i membri del Partito. In questi giorni, che forse sono gli ultimi della mia vita, io sono certo che il filtro della storia laverà prima o poi, inevitabilmente, il fango dalla mia testa.
Io non sono mai stato un traditore. Avrei dato senza esitazione la mia vita in cambio di quella di Lenin. Amavo Kirov e non ho mai organizzato nulla contro Stalin...
Sappiate, compagni, che su quella bandiera che voi porterete attraverso la vostra marcia vittoriosa verso il comunismo, c' è anche una goccia del mio sangue.
Firmato: N. Bucharin
Se è l'incipit di Radici, sappi che ti hanno rifilato un tarocco...
CIANURO ha scritto:LETTERA ALLA FUTURA GENERAZIONE DI DIRIGENTI DEL PARTITO
Lascio la vita.
Chino la testa non di fronte alla scure proletaria, che dev' essere implacabile ma morale. Sento la mia completa impotenza di fronte alla macchina infernale che con l' aiuto, probabilmente, di sistemi medioevali, ha acquistato una forza titanica, produce calunnia organizzata, agisce senza esitazioni, con sicurezza. Dzerginskij non c' è più.
E' scomparsa pian piano ogni traccia delle straordinarie tradizioni della Ceka, quando l' ideale della rivoluzione giudicava ogni sua azione, giustificava la crudeltà verso il nemico, custodiva lo Stato dal pericolo di qualunque controrivoluzione. Per questo gli organi della Ceka avevano meritato speciale fiducia, speciali onori, autorità e rispetto.... Quante volte Larina ha ripetuto queste parole. E mentre parla e registri le sue parole, chissà perché, ti prende la paura che il nastro si possa spaccare.
Possono fare tutto ...Possono ridurre in polvere qualunque membro del Comitato Centrale, qualunque membro del Partito..., possono trasformarlo in un traditore, un terrorista, un sabotatore, una spia. E se a Stalin in persona dovesse sorgere un dubbio su se stesso, la conferma di questo dubbio gli verrebbe fornita immediatamente. Nubi di tempesta incombono sul Partito.
La mia sola testa colpevole di nulla si porterà dietro altre migliaia di innocenti. Perché sarà necessario inventare un' organizzazione, l'organizzazione di Bucharin, che in realtà non esiste non solo adesso quando da ormai quasi sette anni tra me e la linea del partito non c'è più nemmeno l' ombra della divergenza ma non è esistita neppure allora, negli anni dell' opposizione di destra.
Delle organizzazioni segrete di Rjutin, di Uglanov io non ho mai saputo nulla. I miei punti di vista li ho sempre esposti apertamente, assieme a Rykov e a Tomskij.
Sono membro del Partito da quando avevo diciotto anni e il fine ultimo della mia vita è sempre stato la lotta per gli interessi della classe operaia, per la vittoria del socialismo. Il giornale che porta il nome sacro della Verità (nel testo russo Pravda) pubblica in questi giorni la più infame delle menzogne, scrive che io, Nikolaj Bucharin, avrei voluto distruggere le conquiste dell' ottobre, restaurare il capitalismo.
E' un' insolenza inaudita, è una menzogna che per la sua sfrontatezza, per la sua assoluta irresponsabilità di fronte al popolo potrebbe essere paragonata soltanto ad un' affermazione come questa: Si è scoperto che Nikolaj Romanov (l' ultimo zar della Russia, fino alla rivoluzione del febbraio 1917, ndt) ha dedicato tutta la sua esistenza alla lotta contro il capitalismo e la monarchia, alla lotta per la realizzazione della rivoluzione proletaria'.
Se ho fatto degli errori nei metodi usati per l'edificazione del socialismo, che i posteri non mi giudichino più severamente di quanto non abbia fatto Vladimir Ilic. Noi eravamo i primi a dirigerci verso il comune obiettivo, e la strada non era ancora battuta. Erano altri tempi, era un' altra morale. Sulla Pravda si pubblicava allora il Foglio della discussione', in cui tutti discutevano, cercavano le vie praticabili, litigavano, si rappacificavano e proseguivano il cammino, insieme.
Alla futura generazione Mi rivolgo a voi, futura generazione dei dirigenti del Partito sulla cui missione storica ricade il dovere di districare il mostruoso groviglio di delitti che in questi terribili giorni si vanno facendo sempre più giganteschi, divampano come una fiamma e soffocano il Partito. Mi rivolgo a tutti i membri del Partito. In questi giorni, che forse sono gli ultimi della mia vita, io sono certo che il filtro della storia laverà prima o poi, inevitabilmente, il fango dalla mia testa.
Io non sono mai stato un traditore. Avrei dato senza esitazione la mia vita in cambio di quella di Lenin. Amavo Kirov e non ho mai organizzato nulla contro Stalin...
Sappiate, compagni, che su quella bandiera che voi porterete attraverso la vostra marcia vittoriosa verso il comunismo, c' è anche una goccia del mio sangue.
Firmato: N. Bucharin
Se è l'incipit di Radici, sappi che ti hanno rifilato un tarocco...
E' la lettera testamento di Nikolaj Bucharin, qualcosa che si dovrebbe leggere in tutte le scuole quando si arriva alla fatidica domanda sul: "che cos'era e cosa è stato il comunismo?"
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio. Indro Montanelli
Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. Enrico Berlinguer
@ CIANURO: da neoplatonico qual era, Giuliano basò il proprio saper teosofico sullo gnosticismo. Un'eredità che, ahimè, in pochi furono pronti a ricevere ai tempi. E dire che in quegli anni cresceva un certo Aurelio Agostino d'Ippona che avrebbe affermato, dall'altra parte dello schieramento, che "la religione privata della ricerca della verità è solo superstizione".
Ci vollero secoli affinché la scolastica medievale riprendesse tematiche gnostiche e non sempre con le corrette interpretazioni. A ben vedere però quelli di Giuliano erano anni di grandi dibatti teologici interni al Cristianesimo che produssero una grande confusione dottrinale, portarono a fazionismi spesso anche molto violenti e iniziarono una stagione lunga secoli di ricerca dell'ortodossia interpretativa. Credo che raramente nella storia ci sia stata una fase di limine così intensa, tra disfacimento dell'Impero e ideale passaggio tra protocristianesimo e cristianesimo.
@ dareios: Io invece non sapevo dell'altra censura teutonica ai suoi danni.
Ed a proposito di censure e di classici, credo sia assolutamente indegno non aver ancora citato nel topic, così come altri migliaia di autori in realtà, George Orwell.
1984 è uno dei miei testi preferiti in assoluto. Il libro venne più volte censurato in Inghilterra per non dover irritare la nomenklatura sovietica, allora ancora ideale alleato della guerra da poco terminata.
Ad un'eccellente prosa fa seguito una capacità, che personalmente reputo sinonimo di grandezza, di spaziare tra varie approcci e materie. Difatti al contesto distopico si aggiunge una reale e percepibile conoscenza da parte dell'autore di tematiche psicologiche e semiotiche. Il concetto di neolingua ad esempio è l'apoteosi dell'importanza socio-simbolica e psichica del linguaggio, tematica che Orwell anticipò nei tempi di almeno un ventennio. Raramente in un romanzo sono stato affascinato da un concetto come la neolingua orwelliana.
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio. Indro Montanelli
Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. Enrico Berlinguer
ho visto il cartone che hai postato, devo dire che pur essendo chiaramente editato in favore di un pubblico di minori è molto simile al libro. Consiglio il film Orwell 1984, è davvero molto fedele al libro, tanto che il regista ha voluto girare delle scene del film esattamente nei giorni corrispondenti le date del libro.